UTE: Statistica: numeri che raccontano come è fatto il mondo – I Vangeli

Il dr, Sassi, venerdì scorso, ha introdotto la sua lezione con la lettura della nota poesia di Trilussa sulla statistica che , secondo il poeta, serve a mascherare i problemi della povera gente.

La statistica invece, se ben utilizzata, consente di prendere decisioni responsabili; certo la matematica dà certezze logiche, la statistica invece dà incertezze misurate, ma è l’incertezza che pervade la realtà che va limitata attraverso l’interpretazione dei dati statistici attraverso il pensiero critico.

Gli indici di tendenza in statistica sono notoriamente i seguenti: media (la somma dei dati viene divisa per il loro numero ), mediana (il valore medio in un elenco di dati ordinati escludendo quelli superiori e inferiori), moda (il valore più frequente).

La Varianza esprime quanto un dato si discosta dalla media.

Studiando la statistica ci si convince di quanto sia assurdo affidarsi al gioco o alle lotterie per tentare la fortuna; le probabilità di vincere al Superenalotto è 1/622.614.630

……………………………………………………………………………………………………………………………..

I VANGELI ( Mons. Pirovano)- Come sono nati i Vangeli? Gesù è morto intorno al 30 dell’era cristiana e nascono le prime comunità in Palestina e nei territori vicini; nel 70 d.C. Gerusalemme viene distrutta e gli Ebrei si disperdono (diaspora). Tra di loro ci sono anche ebrei cristiani che portano le storie e gli insegnamenti di Gesù nei diversi paesi in cui si soffermano. I racconti, prima tramandati oralmente e poi scritti in aramaico o ebraico, vengono così tradotti in greco e in latino; solo nel ‘500 si avranno le traduzioni nelle diverse lingue moderne.

Oggi gli studiosi hanno a disposizione moderne tecniche di ricerca e possono verificare l’autenticità dei documenti. VANGELO significa “buona notizia” e questo termine indicava inizialmente l’insegnamento di Gesù; solo alla metà del II secolo con questa parola si cominciò ad indicare il libro che conteneva i racconti degli Apostoli. Il primo dei tre Vangeli sinottici è quello di Marco, che raccoglie racconti e scritti già presenti nelle varie comunità cristiane.

Come già accennato, dapprima ci fu la trasmissione orale dei racconti dei predicatori e dei riti, poi essi vennero fissati per iscritto . I Vangeli sono il risultato di un lavoro lungo e complesso durato alcuni decenni.

Tutti insieme appassionatamente … per “Quaderni Erbesi”

I “Quaderni Erbesi” dal 1978 vengono pubblicati nella nostra città dal Museo Civico di Erba e dal Comune. La pubblicazione annuale mette in evidenza ricerche di storia condotte da appassionati e valenti studiosi di storia locale e, a volte, ricerche su altri territori o su altri argomenti di interesse storico.

La pubblicazione di quest’anno , presentata Giovedì scorso nella serra del Liceo “C. Porta”, contiene articoli di:

Alberta Chiesa – L’istruzione nel Comune di Cassina Mariaga nell’Ottocento e nel Novecento;

Giorgio Mauri e Antonio Molteni: Note e appunti in margine alla biografia di Andrea Appiani . Una nascita contestata: a Bosisio oppure a Milano?

Enrico Meroni: Dal platano al prato. Fabbrica Durini in una poesia di C.E. Gadda

Don Alessandro Vismara: Espansione e radicamento della fede cristiana nelle terre di Brianza

Anna Pozzi Sant’Elia: Necrologio di Alberto Pozzi

Emiliana Ballabio e Marina Riboni: Necrologio di Luigi Riboni

Hanno commentato brevemente i loro articoli: Alberta Chiesa, don Vismara, Enrico Meroni e Antonio Molteni, riscuotendo l’interesse dei presenti, che numerosi hanno poi acquistato il libro.

Credo sia la prima volta che la pubblicazione di “Quaderni Erbesi” viene accolta con tanta partecipazione, infatti erano presenti: la direttrice del Museo di Erba, la Preside del Liceo ospitante, il Presidente dell’UTE, dr. Filippi, alcuni autori e parecchi soci dell’UTE.

Questa sinergia tra istituzioni cittadine (Museo, Comune, Scuole e UTE) non può che riscuotere il plauso di noi tutti: le cose buone vanno sostenute e incoraggiate a vantaggio di tutti e i “Quaderni erbesi” hanno il merito di conservare e valorizzare il patrimonio culturale e storico della città.

Alberta Chiesa durante la presentazione del suo lavoro.

Ute: Il corpo delle meraviglie: mani, piedi, ossa – Immanuel Kant; estetica, il bello ed il sublime.

Ieri, il dr, Lissoni ci ha parlato delle meraviglie del nostro corpo non tanto dal punto di vista medico, cosa che ha già fatto in altre occasioni, ma come mani, piedi e ossa sono stati rappresentati nel corso della storia nell’arte pittorica, nella scultura e nella musica. Come poi è solito fare, ha intrecciato le belle immagini proiettate con il racconto dei miti della Grecia antica legati in qualche modo alle immagini stesse.

E’ stata un’ora piacevole , che tutti i numerosi presenti hanno apprezzato

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

ESTETICA SECONDO KANT – Kant ha scritto “La Critica del Giudizio” nel 1791; nella prima parte di questa opera, si è occupato di estetica. Come si arriva a giudicare la bellezza di qualunque cosa? Kant afferma che al primo impatto si reagisce con una sensazione e solo in un secondo momento si arriva a una valutazione e al giudizio, che sono comunque legati al sentimento. Il giudizio estetico non coinvolge nè il concetto dell’oggetto , né la sua dimensione pratica, né la morale, e non è tantomeno legato a ciò che è piacevole soggettivamente.

Per essere definito “Bello” l’oggetto da valutare deve essere:

*l’oggetto di un piacere disinteressato ; – deve piacere universalmente; – deve essere armonioso in ogni sua parte e non deve far percepire lo scopo per cui è stato creato.

Kant vive in un periodo di transizione tra Illuminismo e Romanticismo e di quest’ ultimo si possono rilevare alcune anticipazioni nel suo concetto di SUBLIME. Già nel 1° secolo d. C. un anonimo aveva scritto a proposito del sublime: è l’arte di parlare a un pubblico e ottenerne il consenso: l’oratore deve elevare i sentimenti del suo uditorio. nel 1751 Edmund Burke ” definisce il sublime come un sentimento di “diletto orrido” (delightful horror) generato da ciò che è imponente, oscuro, potente e minaccioso, come una tempesta o un precipizio. A differenza del bello, che è piccolo e piacevole, il sublime travolge e spaventa”

Kanti fa riferimento a Burke e definisce il Sublime: esso è dato da spettacoli naturali grandiosi o da costruzioni umane straordinarie; nel sublime siamo di fronte n all’illimitato, assolutamente grande (l’oceano, i paesaggi alpini, un a tempesta)Il sublime va riferito non agli oggetti osservati, ma al sentimento che essi suscitano dentro di noi. Da un lato il Sublime ci fa sentire piccoli, insignificanti di fronte alla grandiosità di certi spettacoli naturali (es. eruzione vulcanica), ma poi ci fa capire che abbiamo un destino che anela all’infinito.

Sulla tomba di Kant si può leggere: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”

Ringrazio vivamente il prof Porro che mi ha permesso di riscoprire questo grande filosofo, il cui ricorso era rimasto coperto dalla polvere di troppi decenni passati dai giorni di scuola.

Stella, stellina…

Tra le canzoni di Sanremo, mi ha colpito particolarmente la canzone di Ermal Meta, di cui riporto soltanto il ritornello:

Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu.

E’ chiara la citazione della vecchia filastrocca che da sempre si canta ai bambini quando li si culla per conciliare il loro sonno, ma qui la ninna nanna si fa più intensa e triste, perché è dedicata a una bambina di Gaza rimasta uccisa sotto i bombardamenti israeliani.

Una bambina … quanti bambini sono morti a Gaza? Si parla di molte migliaia… E mentre a Sanremo Ermal Meta cantava questa canzone, in Iran bombardavano una scuola elementare femminile e sono morte 148 persone, di cui più di cento erano bambine.

Questa canzone va dedicata anche a loro e a tutti quei bambini che soffrono e muoiono per la stupidità dei grandi

Una settimana all’UTE

Avendo avuto diversi contrattempi, non ho avuto modo di fare il solito resoconto alla fine delle lezioni , perciò ora farò seguire una brevissima sintesi delle lezioni di questa settimana.

Martedì, 24 febbraio Nella prima ora, il prof. Galli ha concluso il breve ciclo di lezioni dedicato al Risorgimento, partendo dalla figura di Cavour, forse il più grande uomo politico che l’Italia abbia avuto. Nato da famiglia nobile, viaggiò a lungo per l’Europa ed ebbe così modo di vedere come gli altri stati si stessero riformando sotto la spinta della rivoluzione industriale. Tornato nella sua tenuta agricola, sperimentò nuove tecniche di coltivazione e fu poi nominato da re Vittorio Emanuele II ministro dell’agricoltura e subito dopo ebbe la carica di primo ministro (1852).

Continue reading “Una settimana all’UTE”

Poesia: Primule. (Ada Negri)

Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de’ primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.
Pei campi e su le rive,
a piè de’tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce, anelando di piacere,
le bocche vive.
E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza;
e a dirti il dolce amore
che a te solo m’allaccia e a cui non credi,
con un palpito in cor getto a’ tuoi piedi
fiore su fiore.

Ora, per effetto del cambiamento climatico, le primule non fioriscono a marzo, ma a febbraio, anzi nel mio piccolo giardino le più coraggiose sono fiorite addirittura a gennaio.

Ma è adesso che sono nel pieno della fioritura e portano davvero gioia al vederle, proprio come dice la poetessa. Sì, parlano di gioia e di speranza nella vita che si rinnova, davvero paiono bere la luce del sole, che ne risalta i bei colori dei petali vellutati.

Alla prima parte descrittiva, nella poesia seguono versi che parlano di un amore che forse non è pienamente corrisposto e per il quale la poetessa sparge quei fiori appena raccolti ai piedi dell’oggetto del suo amore, così come si spargono fiori davanti alle immagini sacre.

Poesia: Il lampo (G. Pascoli)

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Il lampo è qui come un occhio che si apre e si chiude per un breve attimo nella notte e svela verità solitamente nascoste: terra e cielo si mostrano in tutta la loro tragicità e l’unico elemento chiaro, che riflette la luce del lampo, è un’immagine fugace, una casa bianca, Essa rievoca gli affetti più intimi e cari, che per un attimo alleviano la solitudine, ma poi lasciano presto il posto al buio e alla solitudine.

Olimpiadi. se i potenti capissero …

Si è da poco conclusa la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 nel magico scenario dell’Arena di Verona.

Ho seguito appena possibile queste Olimpiadi: era bello vedere tanti giovani impegnarsi per dare il meglio di sé, gioire per le prove ben riuscite e soffrire se qualcosa non era andata secondo le proprie aspettative; era bello partecipare alle loro emozioni, immedesimarsi nelle loro imprese.

Continue reading “Olimpiadi. se i potenti capissero …”