Ute: Vichinghi/Normanni – L’uomo e il tempo profondo

Nella sua ultima lezione, la prof. ssa Alberta Chiesa ci ha proposto un argomento di cui forse tutti abbiamo una conoscenza molto superficiale. Ci ha parlato, infatti dei Vichinghi, popolo che dalle coste della Norvegia, per l’impervietà dell’entroterra, si è spinto verso altre terre diventando abilissimo nella costruzione di navi e nell’arte della navigazione.

Erano organizzati in clan che eleggevano un capo; pur essendo una società patriarcale, le donne potevano gestire le proprietà e godere di una certa autonomia (anche perché gli uomini erano spesso per mare). Credevano in molti dei: Odino, Thor, Tyr…

Le attività cui si dedicavano inizialmente erano la caccia, la pesca, l’allevamento, l’agricoltura (scarsa date le condizioni climatiche) , l’artigianato. Nel tempo divenne sempre più importante il commercio con le terre vicine (Danimarca, isole britanniche, Islanda…) e in seguito anche con paesi molto lontani , infatti si spinsero fino al Mar Nero, raggiunsero Costantinopoli, la Groenlandia e il Canada. Esportavano legname, pellicce, ambra, avorio dei trichechi, pesce essiccato, lana, schiavi, Importavano argento, con cui fabbricavano monete e gioielli, seta, spezie, vino, tessuti pregiati.

Si deve ai Vichinghi la fondazione della RUS di Kiev (il nucleo da cui si formerà la Russia) e furono i loro capi a fondare i regni di Svezia, Danimarca, Norvegia e il ducato di Normandia. Il capo più importante fu Canuto il Grande, che conquistò l’Inghilterra e la Norvegia, facendone un unico Impero.

Dal IX secolo rivolsero le loro attenzioni alle coste europee e ottennero il Ducato di Normandia (da cui presero il nome di Normanni, cioè uomini del Nord). Una volta insediatisi in un luogo, i Normanni (o Vichinghi) si fondevano con le popolazioni locali e nascevano così nuove culture e nuove civiltà.

Un prezioso documento che racconta la conquista dell’Inghilterra da parte di questo popolo è certamente l’arazzo di Bayeux (tela ricamata lunga 68 metri).

In Italia i Normanni arrivarono come mercenari al soldo del principe di Capua; erano guerrieri forti e coraggiosi e ben presto ebbero in ricompensa alcuni territori, da cui avrà inizio la loro conquista dell’Italia Meridionale e della Sicilia (che si completerà nel 1085). Quest’ultima era dominata dagli Arabi che ne avevano fatto una terra ricca non solo economicamente, ma anche dal punto di vista culturale e artistico.

Sotto i Normanni, il Regno di Sicilia (che comprendeva, come detto, anche il sud della nostra penisola) visse un periodo di grande splendore: tutte le culture e tutte le religioni vi erano tollerate, alla corte venivano chiamati tutti i più grandi artisti e scienziati del tempo e si arrivò addirittura a costituire un Parlamento con potere legislativo!!

Grazie Alberta, per averci fatto conoscere meglio questo popolo straordinario.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

IL TEMPO PROFONDO – Sant’Agostino definiva il tempo come “distensione dell’anima”, quindi un’esperienza intima e soggettiva; Kant invece lo definiva “una forma a-priori della sensibilità”.

Per gli antichi e per molte popolazioni, il tempo era ciclico, legato all’andamento delle stagioni e all’alternanza notte-giorno. Con il Cristianesimo si afferma una concezione lineare del tempo.

In tempi recenti i geologi hanno affermato che sono le rocce i testimoni del tempo passato. Le loro stratificazioni ci dicono che esiste un tempo “profondo”, che la nostra mente stenta a concepire e che rappresenta il periodo della storia terrestre che ci separa dal momento attuale. Lo possiamo “leggere” nelle pietre, nei ghiacciai, nelle stalattiti e stalagmiti…

Ecco una rappresentazione schematica della storia della Terra, che comprende molti miliardi di anni …

Sempre interessanti e piacevoli le lezioni del dr. Sassi!

UTE: Karma, il destino collettivo e individuale – Educazione alimentare: fare scelte consapevoli

Il dr. Creuso non si smentisce mai: ogni sua lezione è all’insegna dell’originalità. Venerdì scorso ci ha intrattenuto su argomenti tipici dell’Induismo e del Buddismo..

Ha iniziato chiedendo se davvero il termine “Karma” che spesso viene usato in modo non appropriato, voglia davvero significare “destino” e ha continuato chiedendo se esiste davvero un destino e in che misura gli siamo soggetti.

Per rispondere a queste domande bisogna ricorrere alla “TEOSOFIA” (sapere laico intorno a Dio) che ci dice che il termine “Karma ” è traducibile con la parola “azione”; ogni azione è l’affermazione di una forza e genera un effetto.

Anche la parola è azione e, come tale, lascia una traccia dentro e fuori di noi; tale traccia è detta SAMSKARA e produce un condizionamento. Le tracce si accumulano e producono effetti nel nostro comportamento e a lungo andare diventano VASANA, cioè ciò che viene trasmesso nella reincarnazione.

L’anima sopravvive alla morte del corpo, ma solo chi raggiunge l’illuminazione ottiene la liberazione dal ciclo nascita- morte e viene accolto nel NIRVANA.

La nostra mente è offuscata dalle preoccupazioni (guadagno-perdita, discredito-fama. lode-biasimo. piacere-dolore) e non può conoscere pienamente la realtà fino a che non riesce a osservarla con distacco.

Bisogna mettere in pratica la legge dell’umiltà che ci consente di correggere i nostri errori e la legge del dono che ci insegna a donare e a ricevere; bisogna usare parole buone con tutti, mantenere sempre buone intenzioni e buona concentrazione.

I Karma negativi del passato (individuale e collettivo) si accumulano e producono involuzioni e danni al pianeta (guerre, inquinamento..). Esiste il Karma dei singoli paesi e dei continenti.

Gesù ha il Karma Vicario, perché si è caricato sulle spalle le debolezze degli altri e si è sacrificato per AMORE DISINTERESSATO.

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

EDUCAZIONE ALIMENTARE – Il dr. Davide Zanon, segretario regionale della Lombardia dell’Associazione Consumatori “CODICI” ci ha proposto un’interessante lezione sugli alimenti fornendoci una serie di suggerimenti utili .

Per limitare gli sprechi, ad esempio, non si deve buttare la “barba” del finocchio, che può benissimo arricchire un’insalata; il gambo del broccolo va pelato e cucinato; il verde del porro può essere soffritto, le foglie del cavolfiore vanno cucinate, con le foglie delle carote si può fare un pesto, con la crosta del parmigiano si può insaporire il minestrone e può essere poi mangiata.

Alcuni alimenti, se consumati “in coppia”, accumulano i singoli effetti benefici a vantaggio del nostro benessere; possiamo così abbinare: arance e finocchi, kiwi e yogurt, cachi e cioccolato, cavolo nero e lenticchie.

Naturalmente vanno evitati i cibi ultraprocessati; merendine, patatine, bevande zuccherate, insaccati… che , ormai è risaputo, favoriscono l’insorgenza del cancro e lo sviluppo di intolleranze in età sempre più giovane.

E’ utile ricordare che: il cioccolato, se fondente e con almeno il 70% di cacao, può far dimagrire (!!!); la frutta secca contiene grassi buoni, quindi fa bene al cuore e toglie l’infiammazione cronica; il caffè è benefico per il cuore e il cervello; preziosi sono gli alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti; le uova non sono più ritenute portatrici di colesterolo (che parrebbe ora più legato a fattori ereditari); un vero dono della natura è l’olio d’oliva di prima spremitura; i mirtilli sono benefici all’intestino, agli occhi e per tenere sotto controllo la glicemia; anche l’anguria fa bene e si consiglia di mangiare anche i semi.

La carne rossa e il salmone sono preziosi se allevati secondo natura, ma se provengono da allevamenti intensivi perdono molto del loro potere nutritivo.

Alcuni cibi abbinati tra loro possono addirittura avere proprietà curative: Kiwi e noci ci forniscono vitamina C e omega3; mele cotte+prugne secche danno un notevole apporto di fibre; broccoli e rapanelli crudi hanno potere detossificante; carote cotte al vapore+ olio EVO fanno bene agli occhi; la mela + cioccolato fondente sono benefici per il fegato.

Due lezioni interessanti seguite con interesse da tutti i soci presenti.

Poesia: Assenza (A Bertolucci)

Assenza,
più acuta presenza.

Vago pensiero di te
vaghi ricordi
turbano l’ora calma
e il dolce sole.

Dolente il petto
ti porta,
come una pietra
leggera.

I primi due versi di questa poesia racchiudono tutto il senso dell’intera composizione: può accadere che il ricordo della persona assente si faccia così intenso e vivo da farcela sentire più vicina che mai e il dolore di quell’assenza diventa più sopportabile.

Un ricordo

A volte mia madre era tanto presa da non potersi occupare anche della nonna Marcellina, che lei del resto seguiva con pazienza e amore infiniti, perciò mi chiedeva di andare da lei nel momento in cui doveva vestirsi.

La nonna, infatti, aveva avuto un ictus quando aveva 72 anni. Ricordo che era domenica e mia madre era andata a messa. Sentimmo suonare il campanello in modo concitato. Mi affacciai: era la vicina della nonna. Disse con voce allarmata che doveva essere capitato qualcosa a Marcellina perché non rispondeva ai suoi richiami e non apriva la porta.

Io mi ricordo che infilai un soprabito e un paio di ballerine che avevo a portata di mano e cominciai a correre verso la chiesa. Correvo più velocemente che potevo e ricordo che più di una volta ho rischiato di scivolare sull’asfalto umido per la leggerissima pioggia che stava cadendo. Arrivata in chiesa, individuai mia madre e le dissi cosa stava accadendo. Lei era in bicicletta e mi precedette in casa della nonna: l’aveva trovata distesa a terra, in camicia da notte. Il corpo era freddo per le molte ore che aveva trascorso in quello stato. ma respirava. Il dottore disse che doveva essersi trattato di un ictus e che sarebbero state decisive le prossime ore.

Rimase in coma per giorni, ma poi si risvegliò: aveva riportato danni alla parte sinistra del corpo e difficoltà nel parlare. Da allora venne ad abitare con noi e si trovò un posto per lei nella mia camera da letto. Arrivò a camminare di nuovo e a parlare anche se con qualche difficoltà.

Quando non andavo a scuola, la aiutavo nel vestirsi e nel pettinarsi. Aveva lunghi e radi capelli bianchi molto docili al pettine, che lasciavano intravedere il roseo del cuoio capelluto sottostante. Dopo averli ben lisciati, ne facevo una lunga treccia che poi arrotolavo in uno chignon alla base del capo. A quel punto la nonna si alzava dalla sedia e, passando davanti al grande specchio che stava sul comò, si fermava a guardare la sua immagine riflessa: – Buongiorno- diceva sorridendo. Poi aggiungeva: – Quella signora è molto gentile: mi sorride sempre!- e ci incamminavamo per scendere a piano terra.

Ute: Il corpo delle meraviglie: naso e bocca – Le crociate

Il dr. Lissoni continua a svelarci i segreti del nostro corpo, un organismo così meravigliosamente complesso che non smette di stupirci. Venerdì ci ha parlato di naso e bocca.

NASO.

“Rhin” in greco significa “naso,”, per questo molti termini medici, che fanno riferimento al naso, conservano la radice -rin – : rinite, rinoplastica, …

Nel naso possiamo individuare : il setto, le narici, le coane, i turbinati, l’etmoide. L’olfatto è il senso meno sviluppato in noi umani, rispetto ad al tri esseri viventi.

All’interno delle narici, le terminazioni nervose ricevono lo stimolo olfattivo e lo trasmettono al bulbo olfattivo, che a sua volta lo invia al rinencefalo nel sistema limbico.

Le alterazioni della funzionalità olfattiva vengono dette “disosmie” , che possono essere caratterizzate da scarsa o eccessiva o assente funzionalità.

L’olfatto può far percepire segnali di pericolo (odore di gas), ma può anche stimolare la salivazione (odore di cibi particolarmente graditi) e può stimolare il desiderio sessuale attraverso la percezione dei feromoni che vengono secreti da ghiandole cutanee; il naso segnala i feromoni all’ipotalamo che induce il desiderio sessuale.

Al giorno d’oggi è possibile modificare la forma del naso grazie alla rinoplastica.

BOCCA

E’ la parte del nostro corpo che consente la nutrizione. In essa troviamo la lingua: essa è composta da diversi muscoli che le consentono una mobilità veramente notevole. Durante la nutrizione, la lingua impasta gli alimenti ed espelle ciò che non è gradito. Anche la lingua può ammalarsi; la medicina cinese tradizionale dice che la lingua è lo specchio degli organi interni.

La bocca, e la lingua in particolare, hanno notevole impatto sui processi di apprendimento dei neonati e nei primi anni di vita. L’origine del bacio si fa risalire alle scimmie, che per nutrire i loro piccoli biascicano il cibo per riversarlo poi nella bocca del loro piccolo.

A questo punto il dottor Lissoni ci ha mostrato i quadri più famosi che rappresentano il bacio.

Sempre interessanti e piacevoli le lezioni del nostro docente.

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

LE CROCIATE: ecco qui le conclusioni della immancabile dispensa che don Ivano distribuisce ai soci presenti alle sue lezioni:

Le Crociate appaiono come un fenomeno capitato per caso in relazione al fatto che l’arrivo dei Turchi sui luoghi santi e sul loro modo diverso di governare quelle aree geografiche, impediva l’afflusso di pellegrini cristiani sui luoghi santi.

Questo flusso durava da secoli e nonostante la presenza araba non si era mai interrotto, anche a non presentare i numeri che aumentano quando la situazione economica risulta migliorata. L’evento dell’arrivo dei Turchi ha dato l’avvio al fenomeno della contrapposizione con il mondo musulmano nel suo insieme, anche se il nemico era individuato nei nuovi arrivati; eppure, anche senza questa circostanza, ingigantita nei suoi effetti negativi per i cristiani dai resoconti che se ne faceva in Occidente, c’erano le condizioni per un afflusso di popolazione europea in Medio Oriente, perché gli Europei erano lanciati alla conquista di nuovo spazio, soprattutto per un’economia che si stava sviluppando con l’aumento della popolazione. Lo spostamento di gente verso il Mediterraneo orientale sembrava inarrestabile. Il problema religioso a proposito della libera circolazione dei cristiani sui luoghi rivendicati in nome della fede in Cristo ha creato il fenomeno delle crociate, che del resto si presenta con due componenti collaterali: da una parte ci sono gli sbandati che sono eccitati da una predicazione fanatica e si muovono in preda a una sorta di delirio collettivo che prende quanti sono alla ricerca di un vivere diverso dentro un mondo che andava migliorando, ma non per tutti; dall’altra c’è una organizzazione di tipo militare, che ha sempre lo stimolo nella fede, eccitata dalle notizie di massacri di cristiani: essa viene guidata da capi militari e dà origine a una spedizione che risulta vittoriosa. In entrambi i casi, dietro questo fenomeno, c’è una visione religiosa particolarmente viva in un periodo di rinascita dovuta alla presenza di nuovi ordini religiosi benedettini nati dal bisogno di una riforma efficace per il miglioramento della Chiesa stessa, corrotta con i fenomeni della simonia e della licenziosità. E tuttavia questo respiro religioso stava assumendo contorni di infatuazione collettiva che permette ai crociati di presentarsi molto decisi a sostenere la lotta contro il nemico, che a partire da questo momento diventa l’antitesi con cui non è possibile il dialogo, o comunque rimane una forte diffidenza reciproca. Questo orizzonte religioso prevale spesso nell’analisi del fenomeno delle crociate, che ha tuttavia anche altre componenti e altri obiettivi, riportando l’Europa a interessarsi del mondo mediterraneo, mentre in precedenza sembrava relegarsi allo spazio centrale e settentrionale. Nasce così una nuova visione del mondo, che riporta la centralità del Mediterraneo, finché la caduta di Costantinopoli determinerà di spostare l’attenzione verso l’occidente atlantico. Ma la visione storica che ci è stata offerta di questo fenomeno è quella di ordine “ideale”, per il contorno religioso …

Le Crociate, in sintesi, furono una serie di campagne militari tra il 1095 e il 1270, guidate dai cristiani per liberare la Terra Santa dai musulmani, culminate con il successo iniziale della Prima Crociata (1099) con la conquista di Gerusalemme, ma si conclusero con il fallimento generale dei loro obiettivi a lungo termine, portando alla perdita definitiva dei territori crociati nel 1291 con la caduta di Acri, e lasciando un’eredità complessa di intolleranza religiosa e cambiamenti politici ed economici duraturi. 

Film: Killers of the Flower Moon

Ieri su Rai Play ho potuto vedere il film ” Killers of the Flower Moon”, tratto da un libro omonimo ispirato a una storia vera.

E’ la storia di un giovane che torna dalla Prima Guerra Mondiale e chiede allo Zio di aiutarlo a trovare una sistemazione. Lo zio abita a Osage, una riserva indiana dove è stato scoperto un ricco giacimento di petrolio, le cui royalties spettano di diritto ai membri della tribù.

Lo zio, a cui il giovane si è rivolto, cura gli interessi della tribù ed è molto stimato come uomo giusto e retto; in realtà egli mira ad appropriarsi delle ricchezze degli Indiani con ogni mezzo . E’ per questo che il giovane viene indotto a sposare una giovane donna indiana molto ricca (di cui però si innamora davvero) e viene spinto a rendersi complice di molti delitti su cui la polizia locale non indaga, perchè le vittime sono solo membri della tribù di nativi americani.

A un certo punto però interviene la polizia federale (sia perché è stato ucciso un bianco, sia perché i membri della tribù pagano una forte somma perché si facciano delle indagini).

Con questo film, diretto da Scorsese e interpretato con la solita maestria da De Niro e Di Caprio, veniamo a conoscere che lo sterminio dei nativi americani non è stato perpetrato solo dalla furia colonizzatrice armata dei bianchi, ma anche (e più subdolamente) da criminali in giacca e cravatta. Il petrolio, che gli Indiani non avevano cercato, né voluto, diventa la loro maledizione perché attira l’avidità di coloro che mettono il profitto al di sopra di ogni cosa, anche al di sopra della vita umana. Il giovane, interpretato da Di Caprio, è un ragazzo che ha buoni sentimenti (ama teneramente la moglie ed i figli), ma non sa resistere al desiderio di arricchirsi senza fatica e per questo si lascia totalmente manipolare dallo zio, la cui doppia personalità verrà alla fine smascherata. Il film sottolinea anche ampiamente la discriminazione tra bianchi e nativi americani: i delitti, di cui questi ultimi rimanevano vittime, non venivano nemmeno indagati … erano solo selvaggi. Non sapevo (e l’ho appreso da questo film, che gli indiani d’America che si adattavano alla vita dei bianchi erano soggetti a diabete: nel loro patrimonio genetico probabilmente non era presente la capacità di smaltire gli zuccheri provenienti da cibi che non facevano parte della loro dieta tradizionale a base di selvaggina e di vegetali

In seguito a questo caso pare sia stata istituita l’FBI. Se potete, guardate questo film: ne vale la pena.

Requiem.

Il mio “Requiem” è dedicato all’ONU, organizzazione internazionale nata dopo la Seconda Guerra Mondiale per appianare le contese internazionali ed evitare nuove guerre.

Da molto tempo l’ONU appariva come un malato terminale: le sue deliberazioni venivano sistematicamente e impunemente ignorate dai paesi che si erano resi responsabili di violazioni del diritto internazionale, e ora, in occasione della guerra tra USA e Venezuela, si ha la conferma che la sua fine è stata sancita ufficialmente.

Non ho seguito da vicino la questione, tuttavia, ammesso e non concesso che gli USA avessero buoni motivi per fare una rappresaglia in grande stile, ora non capisco perché Trump possa dire che saranno gli Stati Uniti a governare il paese fino alla transizione verso un regime democratico. : chi gli ha conferito questo compito? Perché non affidarlo a rappresentanti dell’ONU? La risposta , temo, è anche troppo facile: è una questione di petrolio….

E l’ONU viene totalmente by-passata, mentre sempre di più si ignora il diritto internazionale e regna sovrana la legge del più forte.

C’era una volta l’ONU…. lo racconteremo ai nostri nipoti.

Buon Natale 2025!

A tutti quelli che continuano a onorarmi con la loro attenzione per questa mia pagina, auguro un Natale sereno in compagnia delle persone care.

A quelli che dovranno comunque passare queste feste in solitudine, consiglio di fare un’opera buona verso chi è meno fortunato: la consapevolezza di essere stati utili a qualcuno sarà comunque una bella compagnia.