Un bel risveglio.

Ieri mattina, aprendo le finestre, ho visto passeggiare sul vialetto condominiale un grosso uccello dal capo variopinto: procedeva lentamente con andatura regale e non pareva intimidito,

Mi sono precipitata per prendere il telefono e fotografarlo, ma, quando sono uscita, non l’ho più trovato. Cercando su internet e date le sue dimensioni, credo si trattasse di un gallo cedrone, anche se dovrebbe preferire i boschi di zone più alte.

Poteva forse trattarsi di un grosso fagiano? A mio avviso i fagiani hanno un piumaggio più colorato e più vistoso. Comunque sia è stato un bel risveglio.

A carte scoperte.

Circa sei mesi fa avevo segnalato quale fosse la vera sfida che si stava delineando per la supremazia sul mondo: il controllo delle immense ricchezze minerarie che lo scioglimento dei ghiacci artici può rendere sfruttabili.

Ora Trump, a pochi giorni dal suo insediamento, scopre le carte che fino ad ora erano state tenute nascoste: ha parlato chiaramente di uso della forza militare per annettere agli Stati Uniti la Groenlandia, da sempre sotto il governo danese, anche se recentemente le è stata riconosciuta l’autonomia per la politica interna.

Temo che ci aspettino giorni bui.

Un incontro inaspettato

Rientravo in auto, naturalmente a passo d’uomo, e davanti al cancello del prato confinante ho visto camminare nervosamente avanti e indietro qualcosa di colorato: ho cercato di capire …. era un fagiano!! Il piumaggio lucido, la testa piccola, la lunga coda si stagliavano sullo sfondo scuro.

Appena parcheggiata l’auto sono corsa col cellulare per fotografarlo, temendo di non trovarlo più, invece era ancora lì che cercava il modo di superare il cancello. Ha certamente notato la mia presenza ( anche se mi sono fermata a debita distanza per non spaventarlo) e questo deve avergli dato il coraggio di tentare una soluzione alla sua situazione e si è infilato tra le sbarre del cancello per allontanarsi nel prato vicino.

Un incontro tanto piacevole quanto inaspettato!

Erba non è una città per i giovani?

Quante volte sentiamo dire che i giovani d’oggi sono interessati solo al cellulare, che fanno fatica a stabilire relazioni sociali positive, che si disinteressano della vita reale che li circonda?

Forse anche questo è diventato un luogo comune o forse quanto detto sopra è vero per una parte dei nostri giovani; certamente non vale per tutti.

Un gruppo di giovani del nostro territorio da anni ha dato vita a un’ encomiabile associazione chiamata “LO SNODO” e si impegna in modo ammirevole, con costanza ed entusiasmo, per realizzare eventi e iniziative indirizzate ai coetanei.

Sarebbe logico aspettarsi che un’associazione di questo genere, che già ha fatto tanto per i giovani del territorio e che può fare ancora moltissimo, riscuotesse il plauso di tutti e in particolare dell’amministrazione comunale cittadina, invece (strano a dirsi) non è così: per l’evidente ostilità dell’amministrazione comunale infatti LO SNODO potrebbe essere sfrattato dai locali della stazione di Erba.

Se i cittadini erbesi accetteranno passivamente e con indifferenza l’eventuale allontanamento dei ragazzi dello SNODO, dimostreranno di non avere interesse per i propri figli e nipoti…

Ritrovare la nebbia.

Era da un po’ che non andavo in Emilia, per questo ieri mattina ho deciso di partire: l’inverno è alle porte ormai e non si può sperare che le condizioni per viaggiare in auto migliorino. Dovevo andare a salutare quella parte della mia famiglia che vive là e rendere un omaggio a quella parte che riposa nel cimitero del paese.

E’ così che ho ritrovato la nebbia: non la nebbia che impedisce di vedere a un palmo dal naso, ma una nebbia sospesa a mezz’aria, che sfuma i contorni delle case e degli alberi e aleggia leggera sui prati. E’ una nebbia che ti avvolge, senza farti paura, che ti lascia libera di immaginare cosa si celi dietro quella barriera fluida che restringe il tuo orizzonte: una nebbia gentile.

Mi piaceva guidare in quell’atmosfera un po’ irreale, quasi da fiaba: le cose che mi correvano incontro ai lati e le auto che mi superavano apparivano per un breve momento, poi scomparivano inghiottite da una magica cortina fumogena.

I cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici stanno avendo effetti terrificanti e l’articolo di Avvenire ne dà ampia spiegazione. A Valencia è successo il finimondo e 95 persone hanno perso la vita, mentre molte altre migliaia sono sfollate.

Purtroppo è facile pronosticare che eventi simili si verificheranno ancora: la natura non perdona. Abbiamo fatto tanti errori per inseguire il danaro (in ogni paese del mondo)!!! … Forse la logica del guadagno a tutti i costi ha da sempre guidato le azioni dell’uomo, ma la Terra non è mai stata così popolata come ora e gli appetiti individuali e collettivi si sono moltiplicati.

Cosa ci resta da fare? Temo ben poco. Solo con il tempo, se cambiamo la nostra scala di valori, si potrà ritornare a stabilire un patto di alleanza con l’ambiente.

Nel frattempo ognuno di noi potrebbe cominciare a orientare i propri comportamenti in modo da “pesare” il meno possibile sull’ecosistema planetario.

Si può ancora sperare, come ci dice Papa Francesco?

Da un po’ di tempo non passa giorno senza che venga annunciata la notizia di una strage familiare o di fatti di sangue talmente orribili da far accapponare la pelle.

A volte, per consolarmi, mi dico che forse queste cose sono sempre accadute, ma un tempo avevano meno risonanza perché l’ informazione era meno capillare e meno rapida… ma questo certo non basta ad acquietare le mie ansie. Cosa può spingere una madre a uccidere il proprio figlio, un padre a uccidere moglie e figli, un figlio a uccidere la propria famiglia?

E cosa dire delle guerre in corso? Ogni giorno bombardamenti e attacchi terroristici provocano centinaia di vittime tra civili inermi e ogni giorno si fa più concreto il pericolo di una guerra su vasta scala con conseguenze non immaginabili, data la potenza delle armi che potrebbero essere utilizzate…

Viene la tentazione di perdere la speranza, che è indispensabile per affrontare la vita di tutti i giorni e per superare la paura del domani.

Forse per questo Papa Francesco che ha certamente una visione del mondo da un osservatorio privilegiato, avendo nunzi apostolici in ogni parte del mondo, ha pensato bene di indicare , per il Giubileo, 2025, il tema della speranza.

E io spero che questa esortazione a sperare possa conquistare i cuori di tanta gente, perché il mondo possa diventare un luogo migliore.

Poesia: L’orto (G. Pascoli)

Leggiamo insieme: L’orto di Giovanni Pascoli

E come l’amo il mio cantuccio d’orto,
col suo radicchio che convien ch’io tagli
via via; che appena morto, ecco è risorto:

o primavera! con quel verde d’agli,
coi papaveri rossi, la cui testa
suona coi chicchi, simile a sonagli;

con le cipolle di cui fo la resta
per San Giovanni; con lo spigo buono,
che sa di bianco e rende odor di festa;

coi riccioluti cavoli, che sono
neri, ma buoni; e quelle mie viole
gialle, ch’hanno un odore… come il suono

dei vespri, dopo mezzogiorno, al sole
nuovo d’aprile; ed alto, co’ suoi capi
rotondi, d’oro, il grande girasole

ch’è sempre pieno del ronzìo dell’api!

Ho trovato questa poesia del Pascoli, che non conoscevo. Può sembrare strano dedicare una poesia all’orto, ma per il Pascoli è un’ altra occasione per celebrare le cose semplici e buone della vita.

Anche io amo fare l’orto: è solo una piccola striscia ricavata dal praticello retrostante la casa, ma , anche se ormai mi costa un po’ di fatica, ogni anno continuo a zapparlo, a seminare, a trapiantare…

Non è certo una fonte di risparmio per me, perchè il raccolto è tanto esiguo che non copre le spese, ma è un motivo di grande soddisfazione poter assaporare un pomodoro appena raccolto, che pare non aver legami di parentela con quelli più grossi e luccicanti che trovo al supermercato. E cosa dire del profumo veramente paradisiaco del basilico col quale si può insaporire un sugo o una pietanza? Il rosmarino e la salvia poi si sono trovati molto bene nel mio fazzoletto di terra e lo si può ben capire guardando i loro cespugli sempre rigogliosi e odorosi, a cui attingo spesso e volentieri .

Da qualche anno poi pianto sempre dei cetrioli, che però crescono bene solo in un punto più riparato dal sole: maturano in estate, proprio quando vengono da me i miei nipoti che li gradiscono, così teneri, croccanti e freschi, nell’insalata.

Credo che anche le api, le vespe e le farfalle siano contente di venire nel mio orto, perché si affollano golose attorno ai fiori dei vari ortaggi in tutta la bella stagione