UTE: Annalena e Charles.

Ieri don Ivano ci ha presentato due figure di “costruttori di pace”: Annalena Tonelli e Charles De Foucauld.

Entrambi si sono posti il problema di costruire un ponte tra due mondi religiosi diversi, puntando sui molti punti in comune : Cristianesimo e Islam.

Ai link indicati più sopra si possono trovare notizie biografiche e testimonianze . In particolare consiglio di leggere l’intervento di Annalena in un convegno sul volontariato del 2001 in Vaticano. Non mi è stato possibile riportare qui qualche brano di quel discorso che può essere definito il suo testamento spirituale, visto che sarà uccisa solo due anni dopo.

 

Film: Joy.

joy-famigliaJoy è una giovane donna che ha alle spalle un matrimonio fallito e una famiglia piuttosto complicata : una madre che cerca di dimenticare la sua solitudine passando la vita davanti alla TV e appassionandosi ai personaggi delle telenovele; due figli piccoli; un padre, piccolo imprenditore sempre in cerca di nuove storie sentimentali; un ex-marito che non sa rinunciare al suo sogno di diventare un cantante famoso, ma che non riesce a mantenersi. Per fortuna c’è una nonna che continua a rassicurarla e a incoraggiarla. Joy deve pensare a tutto, ma perde  il lavoro e la situazione diventa davvero critica, tuttavia lei, che fin da piccola ha sempre avuto una gran fantasia e una grande creatività ,  inventa un nuovo mocio e vuole brevettarlo e produrlo. In questa avventura troverà alleati e avversari , che la porteranno alla soglia del fallimento, ma lei non si arrenderà e alla fine potrà realizzare i suoi sogni.

Il film mette in risalto due modi diversi di fruire del mezzo televisivo: quello spersonalizzante della mamma maniaca delle soap e quello  attivo di Joy, che riesce ad imporre il suo prodotto tramite le televendite; c’è poi in discussione il ruolo della famiglia, più propensa a fare da palla al piede che da sostegno e viene puntualizzato anche l’aspetto maschilista del mondo degli affari, pronto ad approfittare della presunta ingenuità di Joy.

Gli interpreti principali sono tutti molto bravi, ma tra loro mi sono piaciuti in modo particolare De Niro e Isabella Rossellini: entrambi portano evidentissimi i segni della loro non più giovane età, ma disegnano con ironia e leggerezza due personaggi carichi di simpatia.

 

Chernobyl 30 anni dopo.

La Tv sta diffondendo immagini e notizie su un evento del tutto eccezionale: il posizionamento di un nuovo sarcofago che dovrà contenere e rendere innocuo il reattore di Chernobyl, che da trent’anni sta bruciando nelle viscere della terra, minacciando la salute di noi tutti. Cliccando qui è possibile avere molte notizie al riguardo e rendersi così conto dell’enorme sforzo di tanti paesi per arginare gli effetti letali di quella tragedia.

Rifletto:

  • Chi ritiene che l’energia nucleare sia un buon investimento, dovrebbe mettere in conto quanto è venuto a costare solo quest’ultimo intervento, senza contare quanto è già costato in termini di denaro e di vite stroncate o rovinate per sempre.
  • Il nuovo sarcofago garantisce sicurezza solo per i prossimi cento anni, quindi quanti altri investimenti saranno necessari nei secoli successivi?
  • Quest’opera colossale , la costruzione del nuovo sarcofago, è stata resa possibile dalla collaborazione di oltre 40 paesi di ogni parte del mondo: come potrebbe cambiare questo pianeta se si riuscisse a realizzare la stessa collaborazione per risolvere altri urgentissimi problemi, quali la povertà, la fame, le guerre, il riscaldamento globale, la migrazione di popoli interi …

Nell’occasione i cronisti ci tengono anche a farci sapere che 87 delle 150 centrali attive in Europa, presentano grossi problemi di sicurezza……non c’è proprio di che star tranquilli.

Due foto…un unico tema.

WP_20161128_12_17_22_ProDue foto dai temi apparentemente inconciliabili, ma legate da  un unico filo rosso a prima vista invisibile.

Le viole che vedete nella prima foto non sono state colte sette mesi fa, in primavera. No; le ho colte oggi a mezzogiorno nel mio giardino.

politici e riscaldamento globaleLa seconda è la foto di un’opera d’arte custodita in una galleria di Berlino e si intitola “Politici che parlano del riscaldamento globale”.

Ecco cosa lega le due foto: la variazione del clima  disorienta le mie viole mammole e sta facendo sciogliere i ghiacci polari, mentre fenomeni climatici violenti colpiscono varie parti del mondo.

Intanto i politici parlano, parlano, parlano ….senza concludere niente di concreto …..forse però non c’è più tempo da perdere…

Teatro: L’affare Kubinski.

Ieri sera nel salone della parrocchia di Arcellasco, la compagnia teatrale di Albavilla ha rappresentato una divertentissima commedia: L’AFFARE KUBINSKI.

La vicenda è ambientata negli anni che seguirono la crisi del 1929, ma potrebbe benissimo riferirsi alla situazione attuale. Un disoccupato di lunga data, tale Wiesinger, si intrufola tra il personale di una banca e finge di essere un impiegato. Per attirare l’attenzione dei superiori e avere una legittimazione si inventa ” l’affare Kubinski” , un affare di cui nessuno naturalmente sa nulla , ma per il quale tutti devono fare riferimento a lui che, a quanto pare è l’unico a saperne qualcosa. Tutto va per il meglio fino a quando si arriva a  concludere l’affare, ma nessuno riesce a trovare il dossier relativo ….Le cose andrebbero sicuramente molto male, se non intervenisse la figlia del Presidente della banca, la quale nel frattempo si è innamorata di Wiesinger. Il lieto fine è immancabile, ma la commedia fa ridere tantissimo, ma fa anche riflettere sulla condizione di chi perde il lavoro, sulla necessità per ogni persona di potersi sentire utile per non perdere il rispetto di se stessi.

L’affare Kubinski, nato per la fantasia di Wiesinger, a poco a poco diventa reale solo perchè tutti coloro che lo sentono nominare non possono e non vogliono ammettere di non saperne nulla: farebbero una pessima figura con i superiori……è lo stesso meccanismo psicologico preso di mira nella storia di “Il Re Nudo” che abbiamo sentito raccontare da bambini.

Gli attori sono tutti dilettanti, ma bravissimi e il pubblico ha partecipato con grande divertimento e lunghi applausi finali.

UTE: Gusto e cultura araba.

WP_20161125_14_38_07_ProEntrando in sala Isacchi oggi, sentivi subito che non era un giorno come gli altri: la sala era invasa da un delizioso profumo di dolci!!! Il dr. Rigamonti, dovendo parlare del GUSTO, ha coinvolto la nota pasticceria Roda, che per l’occasione ha inventato una nuova ricetta: la torta UTE !  La pasticceria Roda per l’elezione di Bergoglio aveva inventato un’altra torta , l’aveva inviata al Papa chiedendo a chi dovessero essere donati i proventi di quel dolce e Papa Bergoglio ha risposto di donarli alla Siria, cosa che è stata puntualmente fatta dal Roda. Dopo questo preambolo il nostro docente ci ha parlato del senso del gusto, illustrandocene la meravigliosa complessità e intanto tutti noi gustavamo la torta UTE farcita con uvette, fichi e prugne candite: una vera squisitezza! Il pasticcere poi ci ha illustrato la ricetta da lui inventata per l’occasione e altre ricette particolari per coloro che manifestano particolari intolleranze alimentari.

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Nella seconda ora di lezione la prof. Tatafiore ha ripreso il discorso sulla cultura araba, citando alcune parole che derivano dall’arabo: ALGEBRA-ALGORITMO – ALMANACCO – AZIMUT – NADIR -ZENIT.

Anche il segno X, che usiamo per indicare un’incognita, deriva dalla lingua araba ed è stato introdotto nella nostra cultura da Fibonacci ; lo ZERO è stato portato in occidente dagli Arabi, che lo avevano appreso dagli Indiani. Gli Arabi svilupparono in particolare gli studi matematici e astronomici raggiungendo un elevato grado di raffinatezza. Il curriculum disciplinare dei giovani non era ben definito: gli studi si svolgevano nelle moschee e il programma variava  secondo le scelte degli insegnanti; in seguito furono istituite le madrase

Le prime opere miravano a tramandare la cultura pre-islamica; poi la cultura fu sempre più legata al culto: ai momenti di preghiera, al Ramadan, come calcolare la direzione della Mecca. Il calendario islamico è basato sui cicli lunari. La loro astronomia era basata sullo studio dei fenomeni astrali periodici e furono costruiti degli osservatori astronomici a Samarcanda, a Siviglia, a Maragha in Persia. Ulugh Beg determinò la durata dell’anno con la sola differenza di 25 secondi rispetto alla misurazione attuale. Furono anche inventati sofisticati strumenti per lo studio degli astri : sfera armillare, quadrante, quadrante astrolabico, astrolabio piano, meridiana di damasco, regolo, bussola,  torqueto… Nessuno scienziato fu mai perseguitato per i suoi studi, anche perchè le conoscenze restavano un privilegio di una ristretta élite.

Le conoscenze degli Arabi arrivarono in Europa nel XIII e XIV secolo attraverso la Spagna.