Vite rubate.

E’ accaduto ancora una volta…. Un giovane di 22 anni morto in un incidente stradale questa mattina poco dopo le 7…

L’articolo linkato qui sopra non specifica le circostanze dell’accaduto, ma spesso in casi simili si è trattato di giovani reduci da interminabili nottate trascorse in discoteca o in altri locali, dove i ragazzi sono frastornati per ore da musica assordante, a cui si aggiungono alcolici o altre sostanze anche più deleterie.

Quale può essere lo stato psico-fisico di chi ha passato tutta la notte ad agitarsi al ritmo della musica o a bere oltre i limiti? Come ci si può mettere al volante?

Quando i ragazzi capiranno che ci si può divertire anche cominciando a ballare alle 10 di sera e non all’una di notte? Tutti i locali dovrebbero chiudere e non si dovrebbero più vendere alcolici già a quell’ora.

Non sembrerebbe difficile mettersi d’accordo su questo problema, eppure non si fa nulla e le famiglie vivono con angoscia i fine settimana … poi inesorabilmente qualche ragazzo finisce la sua vita così, in modo atrocemente assurdo e ai poveri genitori (e a tutti noi) non resta che piangere le troppe giovani vite rubate.

Il Nepal non è così lontano…

E’ già sparita dalle prime pagine dei giornali la notizia della tragedia accaduta in Nepal: sembra che tutti abbiamo fretta di dimenticare le tragedie originate dal cambiamento climatico. Pensarci fa male: il pensiero va ai nostri figli, ai nostri nipoti, che dovranno affrontare questo problema immane, frutto della superficiale e dissennata avidità della nostra generazione. Allora meglio pensare ad altro: a fare la guerra, a riarmarsi, a riempire di asfalto e cemento ogni spazio verde superstite e andare incontro al disastro ad occhi bendati.

Segnalo, a chi volesse sottrarsi a questa comoda, ma tragica, apatia collettiva, di leggere questo bell’articolo su Avvenire.

Disavventura ferragostana.

Al ritorno dalla mia breve vacanza ho trovato il lavandino della cucina, che da tempo dava segni di sofferenza, completamente otturato e, visto che attendo ospiti, era necessario intervenire urgentemente.

Per primo ho chiamato un ragazzo che altre volte era riuscito ad aiutarmi in queste faccende. Prontamente M. è venuto e ha smontato i tubi riuscendo a liberarli, ma al momento di rimontarli ecco che il vecchio tubo di collegamento all’impianto condominiale si è sbriciolato …. Il mio giovane amico ha perciò rinunciato a proseguire i lavori: occorreva l’attrezzatura di un professionista.

Eccomi allora al telefono: consulto su internet le pagine dedicate agli idraulici della zona, ma il telefono squilla invano … Ci sono le aziende di pronto intervento attive 24/7 (cioè capisco che sono disponibili 24 ore al giorno tutti i giorni della settimana) ed evito di chiamarle perchè è chiaro che mi faranno pagare un occhio della testa.

Chiamo una “termoidraulica” che mi risponde, ma gentilmente dice che alcuni operai sono in ferie e che non hanno possibilità di intervenire; chiamo un’altra termoidraulica che subito mi assicura che il tecnico arriverà entro un paio d’ore…. meno male …

Alle 13:30 arriva un ragazzo che proviene chiaramente da un paese dell’est-Europa, entra, guarda sotto al lavandino e telefona al suo capo per spiegare il tipo di intervento da eseguire e quindi fare un preventivo. Chiude il telefono e mi dice: – 350 euro—

Io resto allibita e decisamente replico che non ci sto, perchè mi sembra troppo chiaro che si vuole approfittare della situazione; il ragazzo allora dice che può scendere a 280 euro; io sono tentata di sbattergli la porta in faccia, ma poi penso che non riuscirò a trovare altri tecnici disponibili e a, mio malgrado, gli dico di procedere coi lavori.

Il ragazzo procura i pezzi di ricambio necessari e nel giro di un’ora e mezza porta a termine il lavoro. Al momento di pagare col bancomat la somma che mi viene chiesta è di 260 Euro.

Mi chiedo in che mondo viviamo se è consentito prendere per la gola chi è in difficoltà … Non c’è modo di stabilire una tariffa oraria alla luce del sole? IL tecnico che voleva farmi credere di obbedire a degli ordini, come ha poi potuto farmi uno sconto?

Troppe cose non sono chiare, ma una cosa è certa: meglio non aver bisogno di un idraulico in tempo di ferragosto!!!

In Val di Sole.

Da tanti anni non andavo in montagna e la settimana scorsa in Val di Sole mi ha riportato agli anni della mia prima giovinezza.

Che dire di questa bellissima valle e delle Valli vicine , Val di Rabbi, Val di Pejo? Ovunque foreste di altissime aghifoglie, prati di velluto, fiumi e torrenti che formano laghetti in cui guizzano numerosissime le trote.

I centri abitati sono ordinatissimi ; le strade sono pulite, i balconi delle case mostrano sontuosi vasi di gerani e i giardini pieni di fiori colorano il paesaggio.

Siamo andati per sentieri impervi e abbiamo raggiunto rifugi che ci hanno offerto ristoro; abbiamo visitato un’area faunistica in cui vivono cervi e caprioli; abbiamo incontrato una signora quasi centenaria che ci ha raccontato come si viveva in quei paesi di montagna tanti anni fa.

Abbiamo incontrato una ragazza giovanissima che da sei anni vive tutto l’anno in una piccola frazione abitata soltanto da quaranta persone e lavora come architetto da remoto , ma fa anche la guida turistica raccontando ai visitatori la vita nei masi.

Non ci sono cestini per i rifiuti in giro , ma si trovano qua e là cartelli che invitano a portarsi a casa i propri rifiuti.

Se a tutto questo si aggiunge il piacere di un’ottima compagnia di amici e amiche, il piacere di conversazioni interessanti e di lunghe partite a burraco, credo sia facile capire che questa vacanza è stata davvero un momento da ricordare.

Grazia o non grazia?

Certamente il caso del sig. Roggero fa discutere: nessuno può compiacersi del fatto che un commerciante già in età avanzata finisca in carcere, ma non poteva certo sperare in una assoluzione.

Credo che se avesse sparato all’interno della gioielleria, quando era sotto la minaccia violenta dei rapinatori, forse non ci sarebbe nemmeno stato un processo: poteva invocare la legittima difesa….. ma lui ha rincorso i rapinatori per la strada mentre stavano fuggendo e chi fugge non sta mettendo in pericolo la vita di chi lo insegue (non mi risulta che i rapinatori, fuggendo, abbiano sparato).

In questo caso non è legittima difesa, è un desiderio di vendetta, di farsi giustizia da sè, che può anche essere comprensibile in una situazione come quella vissuta dal Roggero ed è per questo che non gli hanno dato l’ergastolo. Lo stato emotivo di uno che ha visto minacciare sul suo posto di lavoro i suoi beni, la sua famiglia e se stesso, lo si può immaginare e certo è stato considerato dal giudice, ma lo Stato non può ammettere che ognuno si arroghi il diritto di fare il giustiziere.

Non ne gioisco, certamente, ma questa sentenza mi pare giusta. Confido che, come capita di solito, per buona condotta il sig Roggero si veda accordati tutti gli sconti di penapervisti dalle norme.

Nostalgici … di che?

Quando ero una ragazzina, andavo a messa col messale che riportava le preghiere e le letture in latino e in italiano. Intorno a me però c’erano molte donne anziane che non avevano il messale e biascicavano sottovoce il rosario facendo scorrere i grani della corona tra le mani: non capivano nulla di quanto stava accadendo sull’altare, tanto valeva pregare la Madonna. Proprio perchè il rito, specie nella prima parte era poco accessibile, si diceva che la messa era valida se si cominciava ad assistervi dal momento dell’offertorio , così il sagrato, la domenica mattina, era gremito di uomini che fumavano e discutevano dei loro affari ed entravano in chiesa solo dopo che il parroco aveva concluso la sua omelia. E le risposte in latino? nessuno sapeva cosa stesse dicendo e le antiche parole del rito venivano storpiate in mille modi “ad libitum”.

Con il Concilio tutto questo per fortuna non accade più: la gente partecipa alle funzioni religiose e, se vuole, può comprendere i testi della messa del giorno e rispondere al celebrante con parole conosciute. E’ vero: le chiese sono meno affollate, ma la gente partecipa alle celebrazioni con più intensità.

I lefebvriani in questi giorni stanno provocando uno scisma doloroso perchè non accettano le direttive e le innovazioni apportate nella Chiesa dal Concilio Ecumenico indetto da Papa Giovanni XXIII. Ma cosa rimpiangono? la sedia gestatoria? i baldacchini e le cerimonie pompose? Il distacco tra il clero e i laici? L’ipocrisia con cui venivano occultati i mali che serpeggiavano nella Chiesa stessa?

Dicono di voler salvare la Chiesa e la fede, ma quale fede? Se negano che quanto deciso dai Padri conciliari sia frutto dello Spirito Santo, la loro fede mi pare quantomeno deviante.

Ora basta!!!

Ora basta far finta di non vedere e di non sapere!! Così dice il vicepresidente della CEI , mons. Savino, a proposito dei quattro braccianti arsi vivi dentro un’auto cosparsa di benzina.

E’ un episodio di un’atrocità indicibile, che è però solo la classica punta dell’iceberg: lo sappiamo tutti come vengono trattati tanti immigrati nelle nostre campagne. Senza di loro non potremmo forse avere sulle nostre tavole tante cose buone: frutta e verdura fresca, salumi gustosi, formaggi squisiti… E quando gustiamo questi prodotti non pensiamo a come sono arrivati fino a noi, ci fa comodo ignorare quante sofferenze sono costati: gente ridotta in schiavitù, costretta a lavorare in condizioni disumane per paghe da fame o addirittura sotto la minaccia delle armi …. minaccia che in questo caso è stata messa in atto con crudele premeditazione.

Ma queste persone non lavorano in gallerie sotterranee, lavorano alla luce del sole, là dove sarebbe possibile constatare l’ incredibile quantità di reati di cui sono vittime e perché allora nessuno interviene?

Certo i colpevoli non sono soltanto i due pakistani arrestati, ci sono al di sopra di loro interessi potenti che sanno nascondersi e sottrarsi alle indagini, continuando a lucrare in modo cinico ed esecrabile.

Spero che questo crimine spaventoso riesca a smuovere le acque torbide che coprono questo mondo di violenze e soprusi e che davvero tutti quelli che possono e debbono intervenire dicano finalmente “BASTA!!”

Energia, una necessità inderogabile .

L’attuale crisi energetica conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, fa sì che sempre più esperti invochino il ricorso all’energia nucleare anche in Italia, dove è stata bandita da un referendum popolare dopo il disastro di Chernobyl.

E’ questo nuovo interesse che rende appetibile una vecchia miniera di uranio in Val Seriana, la cui riapertura divide la popolazione tra i favorevoli, in vista di posti di lavoro e sviluppo di servizi nella piccola località interessata, e i contrari per timore delle conseguenze di eventuali radiazioni incontrollate.

Nel 1987 anch’io ho votato contro il nucleare: se poteva accadere una tragedia come quella di Chernobyl, se non si era in grado di controllare sempre e comunque l’ energia prodotta, perché produrla? Nel frattempo anche il caso della centrale di FUKUSHIMA in Giappone, danneggiata irrimediabilmente da uno tsunami, mi aveva confermato nella mia posizione fortemente ostile al nucleare.

Ora molti esperti dicono che i nuovi procedimenti di produzione sono notevolmente migliorati e che incidenti come quelli citati sopra non potrebbero più accadere … non ne sono molto convinta, ma capisco che senza energia il nostro mondo si paralizzerebbe in un attimo e che si dovrebbe tornare a vivere come duecento anni fa e questa prospettiva non mi piace, soprattutto se penso ai miei nipoti