Uno scoglio non basta.

Il futuro dell’Europa dipende anche dal futuro dell’Africa: questo è stato detto nel summit che si è tenuto ad Abidjan in questi giorni e sono parole del nostro primo ministro, Gentiloni.Credo sia la prima volta che si pone il problema delle migrazioni in modo serio e concreto.

Come può uno scoglio arginare il mare?  Così diceva una bella canzone di Battisti e ora si potrebbe dire: come arginare il mare delle migrazioni di milioni di affamati col piccolo scoglio del patto con la Libia?

Fortunatamente pare che anche l’Europa e l’ONU comincino a prendere consapevolezza di questa tragedia epocale e che finalmente si mettano in gioco anche loro per trovare soluzioni  più giuste che non quelle di prendere a cannonate i barconi. Una task-force per proteggere i migranti e politiche di sviluppo nei paesi africani: queste sono le decisioni prese nel vertice di Abidjan….. Bisognerà però  che ci sia controllo sui governi e sui burocrati dei paesi africani da cui partono i migranti, perchè gli aiuti vadano là dove devono andare e non nelle tasche di funzionari corrotti.

Credo che il merito di questo summit e delle sue decisioni vada attribuito in gran parte all’Italia  e questo mi fa molto piacere.

 

UTE: Letteratura latina e medicina.

Per concludere la lezione precedente, la professoressa Granata ci ha parlato di “Le metamorfosi” di Ovidio, opera di straordinaria complessità, che non ha mai conosciuto l’oblio nemmeno nei secoli più bui. Anche Dante,  per  elevare il tono della sua poesia,  si è ispirato a Ovidio.

filemone-e-bauciFa parte delle “Metamorfosi” il mito di Filemone e Bauci, mito che vuole celebrare l’amore coniugale, la fedeltà e il  valore dell’ospitalità.

E’ una storia forse  molto conosciuta, ma è tanto bella che fa piacere raccontarla: Filemone e Bauci erano due sposi già anziani e molto poveri che abitavano in Frigia, regione della Turchia meridionale. Un giorno Giove e Mercurio si travestirono da mendicanti e scesero in Frigia chiedendo l’elemosina  di casa in casa, ma furono respinti da tutti tranne che dai due anziani coniugi. Essi offrirono ai loro ospiti quanto di meglio poterono trovare nella dispensa e nell’orto, ma era troppo poco e pensarono di sacrificare anche la loro unica oca. Questa però non si lasciò prendere e i due ospiti non permisero che fosse uccisa. Giove e Mercurio punirono coloro che li avevano respinti e premiarono i due sposi esaudendo il loro desiderio di vivere uniti e di morire nello stesso momento perchè nessuno dei due dovesse provare il dolore di dover seppellire l’altro. Fu così che al termine della loro vita Filemone fu trasformato in una quercia e Bauci in un tiglio.

La lezione è proseguita con la presentazione di Tito Livio e della sua opera storica “Ab Urbe Condita”, di cui ci è pervenuta solo una parte. Essa non ha carattere scientifico, ma letterario, dato che Livio si è limitato a trascrivere la storia tramandata oralmente fino ad allora e le annotazioni dei Pontefici negli “Annales”.  E’ in questa opera che troviamo  famosi episodi di eroismo quali quelli di  Muzio Scevola o di Orazio Coclite…

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Nella seconda ora di lezione il dr. Filippi ci ha parlato dei farmaci equivalenti, impropriamente detti generici.

Quando, dopo vent’anni, scade il brevetto di un farmaco, esso può essere liberamente prodotto anche da altre case farmaceutiche, che devono comunque sottostare a leggi e controlli molto rigidi.  Il farmaco generico deve avere la stessa efficacia dell’originale, ma può essere venduto a prezzo inferiore.

Anche oggi abbiamo trascorso due ore piacevolissime grazie alla competenza e alla bravura dei nostri docenti.

Emozioni condivise.

Sapere che un’amica o un amico  si ricorda di te, fa piacere, sempre, a tutti; ma se questo/a amico/a ti manda delle poesie, scritte così come  le sono sgorgate dal cuore mettendoti a parte delle sue emozioni, allora senti che l’amicizia è vera e preziosa. …….E se ti accorgi di aver sbagliato a pubblicare le parole dell’amica, provvedi subito e rimedia!!!nonna-e-bambina

ET… ET … AMEN.

E’ più sincero,//tenero,//commovente

il comportamento naturale // di un piccolo bambino.

AUT

È più carino, // timido, // dolce, // educato

                                                                        l’atteggiamento di una persona anziana?

Io toglierei l’AUT e anche il punto di domanda; al loro posto inserirei un bel “ET” ed un grosso AMEN

(5/11/2017)

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UNO … DUE … TRE.

Weeping Woman 1937 Pablo Picasso 1881-1973 Accepted by HM Government in lieu of tax with additional payment (Grant-in-Aid) made with assistance from the National Heritage Memorial Fund, the Art Fund and the Friends of the Tate Gallery 1987 http://www.tate.org.uk/art/work/T05010
Donna che piange di Picasso

Le lacrime di un bambino

sono perle

subito dissolte.

Le lacrime di una donna

sono rose

pienamente profumate.

Le lacrime di una persona anziana

sono come noci:

scendono da sole

senza

la partecipazione del cuore

follemente tenere e dolci,

ma,

quando asciugano,

follemente amare

 (2/11/2017)

Grazie, Piera! Un abbraccio!!!

Un progetto da realizzare.

Ecco cosa scrive oggi il ministro Martina:

PostExpo. Prende forma il futuro dell’area dove abbiamo vissuto sei mesi straordinari nel 2015 con l’Italia al centro del mondo. Oggi a Milano e’ stato presentato il masterplan del Parco della scienza e dell’innovazione che sorgerà tra cardo e decumano.

A due anni dalla fine dell’evento abbiamo disegnato la prospettiva di futuro di questo luogo unico attraversato da oltre venti milioni di visitatori con l’Esposizione. Un progetto affascinante, ambizioso, innovativo. Un km di verde al centro dell’idea. Piazze tematiche, laboratori pubblici e privati attorno e insieme. Cibo, biodiversità, salute, benessere e stili di vita saranno i focus delle attività. Il progetto voluto dal governo – e si deve prima di tutto a Matteo Renzi l’ispirazione – con Human Technopole per le scienze della vita a Palazzo Italia, sarà nel cuore dell’area dove già da fine anno inizieranno a operare i primi ricercatori. Sono orgoglioso di aver contribuito a lavorare per questo nuovo obiettivo. Ora si tratta di andare avanti come abbiamo fatto in questi anni con passione e determinazione.

Fa piacere vedere che qualche promessa viene mantenuta…valorizzare l’area Expo, con progetti di ricerca e non solo, era doveroso per non vedere sciupati gli investimenti fatti in quell’area.

Al Granis si è parlato di La Pira.

granisIeri all’incontro organizzato da GRANIS (Gruppo di Animazione Sociale) a Eupilio, si è parlato di La Pira, il sindaco di Firenze che negli anni 50/60 non si è limitato a governare la sua città, ma ha allargato il suo sguardo verso il mondo intero, proponendo l’utopia cristiana della pace universale. Aveva la percezione che nella storia si stesse per realizzare la visione apocalittica di Isaia :

” Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte dlla guerra….” (Is, 2 ..)

Secondo la Pira non c’è altra scelta per l’uomo del suo tempo che la pacifica convivenza, ma possiamo dire che vivere il presente come momento decisivo per le sorti del mondo è proprio di tutte le epoche: ognuno è sempre chiamato a scegliere e a prendere decisioni  per il presente e per il futuro.

E’ stato un incontro molto interessante, guidato con sapienza e grande bravura da don Sergio Massironi, giovane sacerdote che opera nelle parrocchie di Cesano Maderno. A conclusione, gli interventi dei partecipanti, tutti impegnati in attività sociali, hanno portato l’eco delle inquietudini e delle speranze che tutti viviamo oggi nel nostro territorio.

Mons. Delpini al CIF.

Stamattina a Milano, al congresso regionale del Centro Italiano Femminile è intervenuto il neo-arcivescovo Mario Delpini.

La presidente regionale e nazionale al congresso.

Sua Eccellenza ha esordito dicendo di aver accettato senza pensarci due volte l’invito a partecipare a questo Congresso, perchè, avendo vissuto sempre tra preti e seminaristi, ha bisogno di imparare dalle donne a conoscere  i loro problemi, le loro peculiarità nell’agire sull’ambiente sociale, il loro modo di essere. Questo suo esordio ha subito conquistato l’uditorio che poi ha continuato a pendere dalle sue labbra quando ha proposto a tutte noi, come a tutti i cristiani,  di riscoprire “l’arte del buon vicinato”, la capacità cioè di farsi prossimo con chi abita accanto a noi, anche quando ha abitudini e origini molto diverse dalle nostre. Solo così si può vincere la solitudine che è il male oscuro delle città grandi e piccole del nostro tempo.

Dopo la sua breve riflessione, l’arcivescovo si è prestato allegramente a farsi fotografare con i vari gruppi presenti, mentre tutte le partecipanti al congresso gli si affollavano intorno per  stringergli la mano e  scambiare un saluto.

E’ sempre un piacere ascoltare le parole semplici, ma sapienti del nostro arcivescovo, perchè esse rivelano l’autenticità di chi le pronuncia.

UTE: Ingegneria genetica – Riforma Protestante

Oggi pomeriggio il dr. Sassi ha continuato il suo interessante discorso sull’ingegneria genetica, spiegandone i meccanismi, che sfruttano le caratteristiche dei batteri, dei virus e degli enzimi consentendo la clonazione di individui e di cellule.

E’ un argomento molto attuale, ma anche molto complesso e, non essendo un’esperta in materia, non oso addentrarmi in particolari.

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lutero-e-le-95-tesiA seguire, il prof. Cossi, ha proseguito il tema storico della Riforma Protestante, soffermandosi a lungo sul problema delle indulgenze.

In origine, nei primi secoli del Cristianesimo, chi commetteva peccati gravi veniva segnalato, o si autosegnalava, al proprio vescovo, che seguiva il penitente in un percorso di conversione, al termine del quale la colpa veniva perdonata. Col passare del tempo (V – VI – VII secolo) però, le comunità cristiane divennero molto più  numerose  con la conseguenza che non fu più possibile per i vescovi seguire tutti i penitenti.

Questo incarico fu delegato ai sacerdoti e a questo punto la confessione acquisì un carattere, per così dire, giuridico/punitivo: quando c’era (ma è così anche oggi) il pentimento, il sacerdote concedeva subito il perdono e imponeva una penitenza per cancellare la pena: questa penitenza poteva consistere in preghiere, opere di carità o anche offerte in denaro.

Era possibile acquistare indulgenze anche per i propri morti, per abbreviare la loro permanenza in Purgatorio. Da tutto questo derivava un notevole flusso di denaro che nella maggior parte dei casi veniva impiegato in opere di bene, ma qualche volta dava luogo ad abusi.

Agli inizi del 1500, c’era in Germania il vescovo Alberto della diocesi  di Magdeburgo, che voleva acquisire anche la diocesi di Magonza, vacante da anni; si prefiggeva infatti un duplice obiettivo: ottenere maggiori rendite e maggior prestigio, visto che il vescovo di Magonza poteva fregiarsi del titolo di Principe e aveva diritto di voto nell’ elezione dell’imperatore. In questo suo disegno era appoggiato dal fratello Gioacchino di Brandeburgo, anche lui elettore dell’Imperatore.

Al momento della nomina di un nuovo vescovo, il prescelto doveva pagare una notevole somma di denaro a Roma e i cittadini, dal canto loro, dovevano pagare una  tassa.  Alberto (il populismo è cosa vecchia!!!) promise ai cittadini di Magonza che avrebbe pagato di tasca sua anche  tutte le tasse spettanti ai cittadini  e ottenne un grande consenso popolare, ma si trovò a dover sborsare una cifra enorme, per cui si vide costretto a chiedere aiuto a un banchiere tedesco. Questi, insieme ad Alberto, escogitò un piano: perchè non indire un’indulgenza straordinaria ? Metà del ricavato sarebbe andato nelle casse del banchiere. Il Papa del tempo, Leone X de’ Medici, accolse la proposta, adducendo a motivazione della richiesta di denaro, in cambio di indulgenze, la costruzione della Basilica di S. Pietro. Nella bolla papale, non veniva menzionata la necessità della confessione che da sempre si era accompagnata alla concessione delle indulgenze e questo fece sì che tutti intesero che bastava comprare le indulgenze per assicurarsi il Paradiso.

Lutero inizialmente non era coinvolto in questo problema, perchè nella sua diocesi non veniva predicata la concessione delle indulgenze, ma poi alcuni suoi conoscenti andarono nelle città vicine e tornarono con la ricevuta del versamento fatto e del beneficio acquistato. Lutero, fine teologo,  capì subito quale enorme pasticcio era stato combinato e scrisse una lettera molto rispettosa sia al vescovo Alberto sia al Papa per denunciare tutti gli errori che si potevano ravvisare in quello strano commercio. Era il 31 ottobre 1517.