Lo stile di un uomo.

In questi tempi discernere le notizie vere dalle false non è così semplice, perchè ci sono persone che, per finalità non facilmente decifrabili, diffondono notizie verosimili, ma che nessuno conferma. …. e allora si resta confusi (forse è proprio questo lo scopo che si vuole ottenere)

Faccio un esempio: si susseguono sui social post su Sinner che dona milioni a questo o a quell’istituto benefico, Sinner che gioca coi bambini, Sinner che compie un gesto di solidarietà o gentilezza…. Io penso che siano post messi lì per creare un’immagine troppo edulcorata, che alla fine diventa poco credibile.

Ieri sera però ho visto qualcosa che rivela senza ombra di dubbio chi sia il vero Sinner: stava giocando a rete contro Michelsen e d’impeto gli è partito un colpo che è andato a colpire il suo avversario a pochi centimetri da lui oltre la rete. Si è visto subito il rammarico sincero di Sinner sul suo viso e non ha esitato a scusarsi con parole e gesti realmente dispiaciuto.

E’ poca cosa, è vero, ma ha rivelato sensibilità autentica. Ora non crederò più ai tanti post che lo adulano in modo spropositato, ma certamente questo giovane campione ha conquistato la mia stima non solo come sportivo, ma soprattutto come uomo.

Tutti insieme appassionatamente … per “Quaderni Erbesi”

I “Quaderni Erbesi” dal 1978 vengono pubblicati nella nostra città dal Museo Civico di Erba e dal Comune. La pubblicazione annuale mette in evidenza ricerche di storia condotte da appassionati e valenti studiosi di storia locale e, a volte, ricerche su altri territori o su altri argomenti di interesse storico.

La pubblicazione di quest’anno , presentata Giovedì scorso nella serra del Liceo “C. Porta”, contiene articoli di:

Alberta Chiesa – L’istruzione nel Comune di Cassina Mariaga nell’Ottocento e nel Novecento;

Giorgio Mauri e Antonio Molteni: Note e appunti in margine alla biografia di Andrea Appiani . Una nascita contestata: a Bosisio oppure a Milano?

Enrico Meroni: Dal platano al prato. Fabbrica Durini in una poesia di C.E. Gadda

Don Alessandro Vismara: Espansione e radicamento della fede cristiana nelle terre di Brianza

Anna Pozzi Sant’Elia: Necrologio di Alberto Pozzi

Emiliana Ballabio e Marina Riboni: Necrologio di Luigi Riboni

Hanno commentato brevemente i loro articoli: Alberta Chiesa, don Vismara, Enrico Meroni e Antonio Molteni, riscuotendo l’interesse dei presenti, che numerosi hanno poi acquistato il libro.

Credo sia la prima volta che la pubblicazione di “Quaderni Erbesi” viene accolta con tanta partecipazione, infatti erano presenti: la direttrice del Museo di Erba, la Preside del Liceo ospitante, il Presidente dell’UTE, dr. Filippi, alcuni autori e parecchi soci dell’UTE.

Questa sinergia tra istituzioni cittadine (Museo, Comune, Scuole e UTE) non può che riscuotere il plauso di noi tutti: le cose buone vanno sostenute e incoraggiate a vantaggio di tutti e i “Quaderni erbesi” hanno il merito di conservare e valorizzare il patrimonio culturale e storico della città.

Alberta Chiesa durante la presentazione del suo lavoro.

Olimpiadi. se i potenti capissero …

Si è da poco conclusa la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 nel magico scenario dell’Arena di Verona.

Ho seguito appena possibile queste Olimpiadi: era bello vedere tanti giovani impegnarsi per dare il meglio di sé, gioire per le prove ben riuscite e soffrire se qualcosa non era andata secondo le proprie aspettative; era bello partecipare alle loro emozioni, immedesimarsi nelle loro imprese.

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Un bel risveglio.

Ieri mattina, aprendo le finestre, ho visto passeggiare sul vialetto condominiale un grosso uccello dal capo variopinto: procedeva lentamente con andatura regale e non pareva intimidito,

Mi sono precipitata per prendere il telefono e fotografarlo, ma, quando sono uscita, non l’ho più trovato. Cercando su internet e date le sue dimensioni, credo si trattasse di un gallo cedrone, anche se dovrebbe preferire i boschi di zone più alte.

Poteva forse trattarsi di un grosso fagiano? A mio avviso i fagiani hanno un piumaggio più colorato e più vistoso. Comunque sia è stato un bel risveglio.

Bravi ragazzi!

Ieri ho seguito gli incontri di Coppa Davis e la battaglia di Cobolli mi ha incollata sulla poltrona per vedere l’esito di quel confronto tra due ragazzi che stavano dando tutto il meglio di sè per la propria squadra e per onorare la propria maglia. Alla fine, sono stata molto felice del successo di Cobolli, ma mi ha molto commosso il pianto dirotto di Bergs e quello che mi ha toccato il cuore è stato il momento in cui Cobolli stesso ha smesso di esultare per andare a consolare il rivale contro cui aveva lottaton ferocemente fino a pochi minuti prima. Per di più, poco dopo anche tutta la squadra italiana si è avvicinata all’atleta sconfitto per rincuorarlo.

Mi è venuto anche in mente come anche Sinner e Alcaraz dopo l’ultima battaglia all’ultima racchettata, si siano abbracciati amichevolmente e siano arrivati abbracciati fino alla sedia dell’arbitro.

Il tennis di questi tempi mi sta appassionando soprattutto perchè offre questi esempi di sportività e di umanità. Cosa accade invece dopo le partite di calcio o negli stadi? Spesso la violenza arriva ad atti di pura criminalità e questo fa pensare che qualcosa debba cambiare in quel mondo spesso infiltrato da bande che con lo sport hanno ben poco a che fare.

Problemi col digitale? Un aiuto a portata di mano…

A Erba, nella piazza antistante la chiesa plebana di Sant’Eufemia, si affaccia un ufficio delle ACLI, che, oltre ai servizi di CAF, offre, su appuntamento, consulenza per l’uso delle tecnologie, in particolare per l’uso delle APP più importanti che si possono scaricare sul cellulare e che, se ben utilizzate, possono semplificare la vita di tutti noi.

Credo sia un’ ottima idea visto che, tante persone , e non solo anziane, si trovano in difficoltà a gestire quelle operazioni che ci vengono sempre più richieste ogni giorno per entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche e in tante altre situazioni.

Nel corso dell’incontro ci hanno anche informato che presto lo SPID sarà a pagamento, ma che potremo sostituirlo gratuitamente con la Carta di Identità Elettronica CIE)

Chi fosse interessato, potrà richiedere appuntamento al numero 031 646482; l’ufficio è aperto tutti i lunedì e giovedì dalle 9 alle 12:30.

Un pomeriggio all’Eremo

Sabato pomeriggio, all’Eremo di San Salvatore, si ricordava la figura del Venerabile Giuseppe Lazzati, grande figura di storico -politico- intellettuale (fu rettore dell’Università Cattolica di Milano), del secolo scorso. Proprio lì all’Eremo si trova la sua tomba, a testimoniare il legame fortissimo che il Lazzati ha avuto con quel luogo carico di storia e di suggestioni uniche.

Dopo la recita dei Vespri, presieduta da Mons. Pirovano, gli alpini hanno reso omaggio al Venerabile che prese parte alla Prima Guerra Mondiale proprio nel corpo degli alpini e che alle loro associazioni rimase sempre legato per tutta la vita.

In seguito il Coro degli Alpini di Seregno, un gruppo molto conosciuto che ha avuto molti riconoscimenti in campo nazionale e internazionale, ha eseguito con grande bravura e sensibilità alcuni dei canti del loro repertorio. E’ stato come riandare agli anni della mia giovinezza, quando era così bello, dopo una camminata o dopo una riunione, cantare insieme quelle melodie cariche di tutti i sentimenti più semplici e profondi.

Nel coro spiccavano alcune voci veramente notevoli, che incantavano negli assoli, ma che poi si amalgamavano splendidamente con quelle degli altri coristi.

Un pomeriggio molto piacevole, in un ambiente di grande bellezza: dall’Eremo infatti si può ammirare tutto il Pian d’Erba, con il verde ancora intenso dei suoi boschi e i suoi laghi che si delineano sotto l’orizzonte.

Quel misterioso dipinto sulla “tilma”

Come ho già detto ieri, facendo le ricerche per la mostra su santuari e pellegrinaggi, ho incontrato storie affascinanti che non conoscevo. Oggi racconto la storia della “tilma” di Guadalupe.

Nel 1531, il Messico era terra di conquista degli Spagnoli e i nativi non erano nemmeno considerati umani, ma proprio a uno di loro, Juan Diego, una mattina di dicembre, sulla collina di Tepeyac (vicina a Città del Messico), apparve una bellissima giovane donna incinta che gli chiese di dire al suo vescovo di far costruire su quella collina una chiesa.

Il povero vecchio andò dal vescovo, che chiese a sua volta una prova della veridicità di quell’apparizione. Juana Diego riferì alla Signora, che gli apparve una seconda volta, la richiesta del prelato. La Madonna allora gli ordinò di salire sulla cima della collina e di raccogliere dei fiori che sbocciano solo in primavera (ma era dicembre), il vecchio obbedì e con sua sorpresa trovò effettivamente un prato pieno di fiori. Li raccolse e li mise nel suo mantello intessuto con fibre di agave e andò dal vescovo. Quando fu alla sua presenza, aprì il mantello sul quale era rimasta impressa l’immagine della Madonna che gli era apparsa: il mantello azzurro, l’abito rosa, la cintura tipica delle donne indie incinte e, sotto i suoi piedi, un serpente (da qui il nome di Guadalupe che nella lingua dei nativi del tempo significava “colei che schiaccia il serpente”.

Molti studi sono stati fatti su quel dipinto, ma nessuno ha ancora potuto spiegare come sia stato eseguito e con quali sostanze, proprio come nel caso della Santa Sindone di Torino.

Con questa apparizione a un povero vecchio della loro etnia, ultimo tra gli ultimi, gli Indios videro riconosciuta la loro piena dignità di esseri umani e creature di Dio e molti si convertirono al Cristianesimo.