Davide in chiesa.

Davide è sempre stato molto vivace : difficile tenerlo fermo in certe circostanze e per questo la mamma non lo ha mai portato con sè in chiesa. Ultimamente però si dimostra molto più capace di autocontrollo (sarà perchè ormai sta per compiere 4 anni e mezzo) e  domenica eccolo tutto ben ordinato e vestito a festa andare alla chiesa parrocchiale per la messa.

Davide si era ben disposto a stare buono e tranquillo e se aveva qualcosa da dire alla mamma lo diceva sottovoce , proprio come si deve fare per non disturbare il rito e i fedeli.  Tutto questo però deve aver acceso la sua fantasia e deve essersi immedesimato in un’ immaginaria avventura di cui lui e la mamma erano i personaggi centrali, infatti ad un certo punto, ormai stanco di stare zitto e fermo ha detto sottovoce e con mille cautele alla sua mamma: ” Il figlio (lui stesso) dice che vuole andare a casa subito”. Al che la sua mamma ha risposto con fare circospetto : “La madre dice che bisogna aspettare ancora un po’!” e Davide si è rassegnato a portare pazienza e a continuare a lavorare di fantasia ancora per un po’.

“Vieni via con me” e le polemiche.

E’ nata una gran polemica nei giorni scorsi tra le associazioni dei movimenti in difesa della vita e gli autori di “Vieni via con me”, che negano loro l’ accesso alla trasmissione perchè , dicono, non c’ è necessità di replica : lo spazio concesso a Englaro e alla Welby non ha voluto manifestare una scelta contro la vita.

E’ vero, tuttavia a mio avviso , si potrebbe lasciare uno spazio di qualche minuto in una trasmissione di così ampio ascolto a quelle famiglie che sperimentano giorno per giorno la fatica di curare familiari non autosufficienti nell’ indifferenza della società.

Sarebbe un’ occasione per far capire al grande pubblico che questo è un problema enorme: solo chi ha vissuto da vicino situazioni  tanto tragiche  sa in quale solitudine ci si possa trovare , mentre la famiglia che vive questo dramma rimane sconvolta . In ognuna  di queste famiglie c’ è sempre una persona in particolare (una mamma o una moglie, quasi sempre, un marito o un papà , più raramente) che accetta di regolare la sua esistenza sulle necessità di un’ altra vita che ha bisogno di aiuto ogni ora del giorno . Le istituzioni in genere offrono, nel migliore dei casi, qualche momento di assistenza durante la giornata, ma questo è nulla in confronto all’ impegno che ci si trova ad affrontare.

Cinque minuti per sollevare il velo del silenzio su questo mondo nascosto: questo chiedono le associazioni e io penso che si potrebbe concederli, ma penso anche che la TV pubblica dovrebbe prestare più attenzione al problema , soprattutto in un momento in cui lo Stato continua a erodere le risorse destinate a questa fetta , la più debole, della popolazione.

Bravi ragazzi!!

Stamattina c’ era il sole, ma la temperatura era bassa tanto che alle 11 c’era ancora il ghiaccio sulle pozzanghere  e le strade , nelle parti non battute dalle auto, luccicavano dei minuscoli cristalli formatisi nella notte. Man mano che procedevamo verso Como, si notava sui tetti e sulle zone in ombra uno strato via via crescente di neve caduta ieri. Faceva proprio freddo.

Al Supermercato c’ era una gran folla , ma tra gli avventori spiccavano numerose persone che portavano la mantellina gialla del “Banco Alimentare”. Già al parcheggio distribuivano i sacchetti e all’ interno del supermercato era stato allestito un angolo in cui erano esposti i prodotti che potevano essere offerti per essere poi distribuiti a tutte le associazioni benefiche che assistono i più bisognosi.

Mi ha fatto piacere partecipare anche quest’ anno a questa iniziativa lodevole e mi ha fatto ancor più piacere vedere  i tanti volontari che rendevano possibile questo miracolo di solidarietà: c’ erano alcuni alpini (loro non mancano mai in queste circostanze), parecchi giovanotti indaffarati al caricamento dei pacchi pieni di alimenti e tantissimi ragazzini dai volti punteggiati dall’ acne e tante ragazzine sorridenti.

Erano  lì , nonostante il freddo. All’ uscita, sull’ ascensore, c’ erano un ragazzo e una ragazza giovanissimi e mi sono rivolta a loro dicendo: – Che bravi ragazzi che siete! Si sente parlare dei giovani solo quando commettono qualche stupidaggine e così si ha un’ impressione sbagliata di looro, ma oggi bisogna parlare di voi che siete qui …- Il ragazzino smilzo ha abbassato gli occhi e la ragazzina è arrossita… erano imbarazzati dal mio elogio, forse inaspettato.

Chissà quanti saranno oggi in tutta Italia i ragazzi che si sono mobilitati; a tutti loro voglio  ripetere il mio”Bravi ragazzi!” .

Raccontando…

I racconti di nonno Pippo:

Mia madre aveva eliminato una gonna in tessuto pied-de-poule, che le era venuta stretta o che non le piaceva più, ma visto che i tempi consigliavano un uso oculato delle scarse risorse di famiglia, le venne l’ idea di ricavare da quella stoffa un paio di pantaloncini per me. Si mise al lavoro e in poco tempo i pantaloncini furono pronti. Fu così che , dovendo uscire , mi mise su una sedia per cambiarmi, (dovevo avere  4 o 5 anni) ma quando io vidi che voleva farmi indossare dei pantaloni ricavati da una gonna, mi ribellai :” Cosa da fìmmine è!!!” Mia madre non voleva sentire ragioni e più io strillavo, più lei si invcaponiva, più io mi divincolavo, più lei si convinceva che ci volevano le maniere forti e mi sculacciò fino a che mi arresi….

Certo fu per il ripetersi di episodi come questo che un giorno scappai di casa e mi allontanai parecchio dal mio quartiere. Una signora a un certo punto si accorse  di quel bimbo piccolo che se ne andava tutto solo e mi prese per mano…fece avvisare le guardie municipali che già erano state allertate e mi riportarono  a casa. E fu certo per sfuggire alle proibizioni di mia madre che un giorno la chiusi in cucina (la cui porta poteva essere chiusa dall’esterno) , presi una sedia , la accostai al comò su cui c’ erano i profumi e le creme di mia madre ( così io credevo), presi una boccetta e me la versai in testa. Dopo pochi istanti un liquido vischioso, biancastro e maleodorante  cominciò a colarmi sugli occhi facendomi impazzire dal bruciore. Cominciai a gridare, ma mia madre non poteva uscire dalla cucina e a sua volta si mise a gridare chiedendo aiuto. Acoorsero le vicine, che aprirono la porta della cucina e finalmente fui ripulito: quello che avevo scambiato per un profumo era invece il sidol, il prodotto per pulire il rame!!! Naturalmente anche quella volta finii col prendermi una bella (e meritata) sculacciata.

La buona televisione.

              

Ieri ,leggendo un post sull’ emergenza rifiuti a Napoli, in un blog di un giovanissimo e bravissimo blogger, chiedevo come si  sia potuti arrivare a tale punto di caos….

In serata Saviano mi ha risposto : ha detto cose che avevo sentito dire in maniera episodica e che non riuscivo a organizzare in un quadro unitario e in una sequenza logica.

Sono grata a Saviano per quella ricostruzione dei fatti, perchè penso sia servita non solo a me , ma a tanti altri che come me avevano le idee un po’ confuse . Dalla migliore comprensione delle cause, dovrebbe ora scaturire una più corresponsabile e collettiva disponibilità alla collaborazione per risolvere  l’ emergenza di Napoli, pretendendo però tutti insieme che le autorità locali assumano finalmente le decisioni opportune per  predisporre tutto quanto è necessario perchè il territorio possa al più presto diventare autosufficiente nello smaltimento e nel riciclaggio dei rifiuti.

“Vieni via con me” ieri sera mi ha riservato anche altri motivi di riflessione : lo spettacolo ha saputo tenere alta l’ attenzione nonostante non ci fossero i soliti ingredienti tipici  di un programma che vuole catturare l’audience : ballerine sculettanti e poco vestite, lustrini e volgarità a profusione, chiasso e urla con improperi reciproci tra i protagonisti.

Mi sono piaciute le donne che sono intervenute e che hanno mostrato che si può interessare il pubblico anche non puntando sull’ esteriorità, ma sulla sensibilità , l’ intelligenza e la competenza. Mi hanno commosso poi gli elenchi letti dai due immigrati così come l’ intervento sui disabili.

Sono rimasta incollata al teleschermo fino alla fine e oggi non mi ha  sorpreso l’ alto indice d’ ascolto  (superiore ancora una volta a quello del Grande Fratello): anche la buona televisione può assicurare ottimi ascolti e di conseguenza ottimi introiti; speriamo che la Rai se lo ricordi….

I racconti di nonno Pippo.

Nonno Pippo racconta:

Mia madre era spesso sola perchè mio padre andava volontario nelle campagne d’ Africa; forse per questo temendo, di non riuscire a tenere a freno i suoi figli, aveva deciso di privilegiare i metodi forti.

Io ero molto vivace e mia madre era sempre in ansia: quale sarebbe stata la mia prossima birichinata? Per questo aveva preso la brutta abitudine di prendermi a botte ogni volta che mi vedeva immerso nei miei pensieri: – Stai pensando qualche birichinata? Aspetta che ti sistemo!!!- e giù botte.

Dovevo, io piccolissimo, badare a mio fratello più piccolo di me di poco più di un anno. La cosa si doveva protrarre finchè mia madre avesse completato il bucato o qualche altra faccenda. Se mio fratellino si metteva a piangere, io dovevo battere le mani per distrarlo… per un po’ la cosa poteva anche andare, ma quando la storia si faceva lunga , non ce la facevo a resistere. Fu così che inventai uno stratagemma: cominciavo a battere le mani, poi di nascosto davo un pizzicotto al fratellino che si metteva a piangere e io intanto continuavo a battere le mani…. chiamavo la mamma e le dicevo: Vedi? io batto le mani, ma lui piange lostesso!!!- A quel punto mia madre capiva che era meglio lasciar perdere le faccende  e dedicarsi a consolare il piccolo… e io intanto potevo finalmente giocare tranquillo.

Il Papa aggiusta il tiro.

http://eldas.ilcannocchiale.it/post/2198323.html

Era il 18 marzo 2009, il Papa aveva appena cominciato il suo viaggio in Africa e sull’ aereo , rispondendo alla domanda di un giornalista , disse  questa frase : Il preservativo non serve a debellare l’ AIDS-.   Ne scrissi un post (che ho linkato sopra)  spiegando che forse il Papa , essendo pur sempre straniero, aveva voluto dire che che il preservativo “non basta” contro l’ AIDS. Su un forum in cui comparve il post, si scatenò una vera bagarre.

Oggi si è saputo che il Papa, non più sotto  l’ incalzare di un fuoco di fila di domande, ha fatto un importante aggiustamento di tiro  sull’ argomento : in certi casi l’ uso del condom può essere utile !!! 

Ci ha messo un po’ di tempo a chiarire il suo pensiero , ma alla fine è riuscito a sorprendere tutti: è proprio vero che le innovazioni in genere è più facile attendersele da chi è ritenuto conservatore : proprio la sua fama di  rigido custode della tradizione gli consente di far accettare anche ai tradizionalisti qualche piccola/grande novità.

Giornata mondiale dei diritti dei bambini

“Nel mondo 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale, 1,2 milioni all‟anno vengono trafficati per essere schiavizzati in lavori pesanti o avviati alla prostituzione e ben 275 milioni hanno assistito ad atti di violenza domestica, diventandone spesso a loro volta vittime. Non c‟è Paese che possa dirsi esente da tutto questo, nemmeno l‟Italia, dove fenomeni come la tratta di bambini, il lavoro minorile, la prostituzione, la violenza in famiglia e fuori dalle mura domestiche, nelle sue più svariate manifestazioni, dilagano”.http://www.terredeshommes.it/
E’ ancora una volta la “Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini” . Ancora una volta si dovrebbe elencare tutto ciò di cui un bambino ha bisogno per crescere sereno e sano , ma suonerebbe come un esercizio sterile ed ipocrita : meglio lasciar parlare i numeri terribili riportati da “Terre des hommes” e riflettere sull’ orrore che essi spalancano davanti ai nostro occhi

Sere d’ inverno…senza TV.

Quando le ore di luce si accorciano sempre più, le serate sembrano interminabili ; così è in questi giorni e così era tanti anni fa quando ancora non c’ era la tv a far compagnia alla gente.

Ricordo (ero molto piccola),  che ci si ritrovava  nell’ unico locale riscaldato che faceva da cucina e da soggiorno : mia madre indaffaratissima come sempre a preparare gli scaldini (il padléni) da mettere nei “pret”, per intiepidire le lenzuola e le coperte, e a cuocere contemporaneamente la polenta sulla stufa a legna.

Intanto io, che ero la più piccola, potevo permettermi il lusso di tiranneggiare un po’ mio padre, stando sulle sue ginocchia, mentre lui faceva un  solitario a cui io collaboravo sistemando le carte che via via “si liberavano” e questo mi permetteva di imparare a riconoscerle e a metterle in ordine crescente. A volte si univa a noi anche mia sorella, la penultima e allora giocavamo a “rubamazzetto”, all’ “asino” , a “cheva in pataja” ;  quest’ ultimo era particolarmente emozionante per i continui capovolgimenti delle sorti del gioco. Il borbottìo della pentola fumante faceva da sottofondo rassicurante

A volte , dopo cena, venivano i vicini (ricordo Baiòc e Giubèn) e allora i grandi giocavano a briscola, a scopa, a scopone o altri giochi più complessi che non ho mai imparato. Io  stavo incollata a mio padre, sulle sue ginocchia per tutto il tempo, fino a che non mi si chiudevano gli occhi .
Dovevo però stare attenta a seguire alcune raccomandazioni : non dovevo parlare delle carte che lui aveva in mano, né tanto meno mostrare reazioni di gioia o di delusione quando avesse pescato carte importanti o sfortunate. Questo mi faceva sentire partecipe del gioco, che seguivo con molta attenzione. E’ incredibile quante cose si possano imparare, quasi senza accorgersene, col gioco delle carte, soprattutto nell’ ambito matematico.

In particolare però io ero affascinata dai segni impercettibili che i giocatori si scambiavano col partner per indirizzarne il gioco o per segnalare una difficoltà: erano strizzatine d’occhio, alzate di spalle, labbra che si imbronciavano o che venivano appena appena inumidite con la lingua, sopracciglia che si inarcavano per un istante. Erano elementi di un codice per me misterioso, che a poco a poco imparai a decifrare con mia grande soddisfazione.
Il gioco si svolgeva tra una battuta scherzosa e uno “sfottò” bonario e non mancavano accenni ai fatti accaduti durante il giorno; alla fine nessuno aveva vinto niente, né tanto meno perso niente : a tutti era bastato stare piacevolmente in compagnia.
Quando non c’ erano i vicini,  si accendeva la radio per ascoltare un po’ di musica o qualche trasmissione radiofonica:  molto seguito era allora  “Il rosso e il nero” , lo spettacolo  condotto dalla voce calda e amichevolmente sorniona di Corrado. Protagonisti di queste serate erano comici come Enrico Luzi, Alberto Talegalli, Tino Scotti , nomi allora molto conosciuti.
Per le dieci o poco più però la serata terminava: l’indomani tutti dovevamo alzarci molto, molto presto.!

Donna è bello!

              Le grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'Italia

http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_16/newsweek-grandi-donne-italiane-francesco-tortora_81487600-f18d-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

Degno di nota è questo articolo che compare sul Corriere.it e che riporta quanto scritto da Newsweek sulle donne italiane più conosciute nel mondo :  non rispondono certo al modello “velina”  reso famoso dalle vicende tragico/grottesche del nostro premier. Tra le donne menzionate (di cui ho copiato alcune  foto), ci sono anche le stiliste dell’ alta moda, la Marcegaglia, la prima femminista che si è battuta per il voto alle donne, attrici famose come Isabella Rossellini, Anna Magnani o Sofia Loren, giornaliste come Rosaria Capacchione e Oriana Fallaci e una preminente figura politica come Sonia Gandhi.

Sono personalità che testimoniano che le donne italiane non sono tutte “a disposizione” del premier (cito qui volentieri la frase della Bindi)  e non rispondono al clichè da lui preferito: sottomesse, vistose, truccatissime e propense al compromesso in cambio di sistemazione in qualche poltrona importante o , se proprio non si può avere di meglio, in cambio di un bel mucchietto di soldi.

Vorrei che tutte le italiane leggessero questo articolo e prendessero spunto per ribellarsi all’ immagine falsa e avvilente che i media danno di loro quotidianamente e finalmente si convincessero che “Donna è bello!!”