Kalabria, la tartaruga marina.

C’ era una volta…. anzi, no….  c’ è proprio oggi un posto speciale in questa nostra Italia, dove ogni anno si verifica un vero miracolo della natura.

 E’ una spiaggia battuta dal sole caldo di Calabria e lambita dal mare Ionio. Lì la gente va  a prendere il sole, va a giocare a beach volley, ma ci vanno anche le tartarughe (della specie Caretta caretta) , di notte quando non c’ è nessuno, a deporre le loro uova nel nido che esse scavano nella sabbia.

Il sole cova quelle uova che alla fine si schiudono e ne nascono tante piccolissime tartarughe ansiose di raggiungere il mare più in fretta che possono e da lì cominciare la loro vita nelle acque piene di insidie. Ritorneranno su quella spiaggia che le ha viste nascere per deporre le uova, guidate da un misterioso istinto .

 Molta gente non sa quale cosa meravigliosa accada su quella spiaggia, ma ci sono dei giovani ricercatori che sorvegliano la schiusa delle uova, proteggono le tartarughine mentre raggiungono  il mare e ne hanno salvate tante. Ora poi hanno imparato anche a mettere addosso alle tartarughe adulte un piccolo apparecchio che manda un segnale radio e così possono seguire i loro spostamenti . Una di queste tartarughe adulte  è stata chiamata Kalabria e i ricercatori la seguono giorno e notte : ora Kalabria è sulle coste della Tunisia, dove le acque d’ inverno sono più calde, ma tornerà alla spiaggia che l’ ha vista nascere  e deporrà tante uova che si schiuderanno ancora una volta per rinnovare il miracolo della vita.

(Questo post mi è stato suggerito da alcune splendide foto inviatemi da Lirì, una cara amica elettronica, che segue personalmente il lavoro dei ricercatori calabresi; grazie Lirì)

E’ ancora inverno….

Un vento leggero, ma deciso, aveva spazzato il cielo che appariva completamente limpido, senza una nuvola, come raramente accade qui da noi; sotto la sua sferza anche gli zampilli della fontana ondeggiavano e spandevano in modo disordinato mille spruzzi. Mulinelli di foglie e polvere si alzavano di quando in quando. Intorno le montagne, ancora nere per i boschi spogli, avevano le cime coperte di neve e il loro candore si stagliava splendidamente contro l’ azzurro del cielo.

I prati erano pieni di viole e di margherite, ma tutto  appariva freddo e distante.

Preghiera di Papa Giovanni Paolo II

“Padre misericordioso, Signore della vita e della morte. Il nostro destino è nelle tue mani. Guardaci con bontà e guida la nostra esistenza con la Tua Provvidenza, piena di sapienza e di amore. Ravviva in noi, o Signore, la luce della fede affinché accettiamo il mistero di questo intenso dolore, e crediamo che il tuo amore è più forte della morte. Guarda, o Signore, con bontà l’afflizione di coloro che piangono la morte di persone care. ….Sentano essi la presenza di Cristo che consolò la vedova di Naim e le sorelle di Lazzaro, perché Egli è la risurrezione e la vita. Trovino il conforto dello Spirito, la ricchezza del tuo amore, la speranza della tua provvidenza che apre sentieri di rinnovamento spirituale e assicura a quelli che lo amano un futuro migliore. Aiutaci a imparare da questo mistero di dolore che siamo pellegrini sulla terra.

….Ti ringraziamo, Padre, perché nella fede il dolore ci avvicina di più a Te, e in esso cresce la fratellanza e la solidarietà di tutti coloro che aprono il cuore al prossimo bisognoso….. ascolta la nostra preghiera: «Dà loro, o Signore, il riposo eterno e risplenda per essi la luce perpetua. Riposino in pace. E a noi che continuiamo a vivere, pellegrini in questa valle di lacrime, dà la speranza di riunirci a te, nella tua casa paterna….. Amen.”

Giovanni Paolo II

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo…

Le donne si stanno mobilitando per ribellarsi al dilagare della mentalità secondo la quale solo chinandosi al volere dei potenti si può emergere. Le donne vogliono dire ai loro figli che non è così.

Nella vita deve prevalere chi lo MERITA per il suo impegno, per la sua costanza, per la sua onestà e intelligenza, per la sua preparazione.

Le donne si mobilitano e subito si scatenano i soloni : la piazza, secondo loro, sarà piena di bigotte col dito puntato verso le “altre”.

 Non sarà invece che fa un po’ paura vedere come le donne siano riuscite a coalizzarsi almeno una volta e a far sentire la loro voce? Certo c’ è chi pensa che di questo passo non si sa dove si andrà a finire… “date un dito alle donne e si prenderanno tutto il braccio”.

Mi pare una mossa per togliere importanza a una manifestazione che si annuncia imponente.

 Io non  sarò in piazza, ma qui, davanti al computer rispolvererò un vecchio canto popolare:

E noi che siamo donne
paura non abbiamo
per amor dei nostri figli
per amor dei nostri figli
sebben che siamo donne
paura non abbiamo
per amor dei nostri figli
in lega ci mettiamo
(Rit.)
A oilì oilì oilà e la lega crescerà
e noialtri lavoratori, e noialtri lavoratori
a oilì oilì oilà e la lega crescerà
e noialtri lavoratori vogliam la libertà….

Se volete riascoltarlo ecco qui un link  :

http://www.youtube.com/watch?v=ZCQHsJie8Mc&feature=related

Giornata del ricordo.

Oggi è la giornata del ricordo in onore dei tanti italiani morti nelle foibe. E’ stato quello un momento di storia a lungo ignorato e di cui nemmeno i sopravvissuti forse amavano parlare fino a poco tempo fa. Io ho conosciuto due carissime ex colleghe profughe giuliane: una al mio primo anno di insegnamento sull’ Appennino Reggiano e l’ altra qui in Brianza.

La prima si chiamava Marcella (a quest’ ora sarà molto anziana, ma ho perso le sue tracce da tempo). Era una signora molto dolce, che da ragazzina era fuggita con la famiglia dall’ Istria per giungere sull’ Appennino, dove aveva poi trovato anche lavoro e si era formata una famiglia . Ricordo i suoi consigli e i suoi incoraggiamenti ; io avevo da poco vinto il concorso , ma avevo pochissima esperienza didattica: ero un po’ spaesata e timorosa di combinare pasticci e lei mi ha sostenuto in quella prima esperienza.

La seconda si chiamava Marisa ed è scomparsa, ancora giovane, qualche anno fa. Con lei ho lavorato a lungo, riuscendo a collaborare per realizzare attività diverse in varie circostanze . Ma più di tutto la ricordo perchè insieme abbiamo affrontato una sperimentazione per l’ inserimento di bambini con handicap, che ci attirò le invettive di molti. Fu un’ esperienza coinvolgente ed interessante.

Solo Marisa raccontava qualche volta le peripezie della sua fuga da Zara, ma certo lei a quell’ epoca era molto piccola e  forse nessuno aveva voluto parlarle delle foibe, cui non accennò mai. Raccontava come avessero dovuto lasciare una casa signorile e una situazione di agiatezza e come suo padre era riuscito a salvare ben poco dei loro beni, buona parte dei quali era  forse servita (ora posso supporlo) a salvare la propria famiglia da una sorte terribile.

Oggi mi pare la giornata giusta per dire  grazie a Marcella e a Marisa e per rinnovare il ricordo di atrocità che non dovranno più ripetersi.

 

Viva l’ Italia!!

http://www.repubblica.it/politica/2011/02/09/news/polemica_17_marzo-12247460/?ref=HRER2-1

E’ proprio vero che nonostante le operazioni di rattoppo questo governo sta in piedi solo perchè tenuto insieme con la colla (danaro).

Il 17 Marzo ricorrerà il 150° anniversario della convocazione del primo parlamento dell’ Italia unita e si  sta parlando da un po’ di tempo dei festeggiamenti per l’ occasione.  A un certo punto si è cominciato a dire che quella data sarà festa nazionale, ma non appena si è risaputa la notizia sono cominciate le critiche.

Prima è insorta la Marcegaglia: non si può far pagare alle aziende un giorno di festa in più (da notare che potrebbe essere compensato dal 1° Maggio che cade di domenica); poi sono arrivati i sud -tirolesi , che a mio avviso hanno ragione a sentirsi estranei a questa ricorrenza; subito dopo Calderoli ha detto che quel giorno si deve lavorare e stamattina gli ha fatto eco il “senatùr”.

Dico: ma Calderoli e Bossi non sono ministri di questo governo? Dove erano quando la cosa è stata decisa? Cosa ci voleva a consultare anche le associazioni degli imprenditori e commercianti e arrivare eventualmente a spostare i festeggiamenti al sabato 19?

Questo gran starnazzare dice solo che il caos regna sovrano in questo governo votato a un penoso declino.

Una ricorrenza tanto solenne meriterebbe tutt’ altra atmosfera, ma io comunque quel giorno inneggerò all’ Italia unita. Viva l’ Italia!!

Una tartarughina avventurosa.

Elisa (8 anni e mezzo) sabato sera si è messa a scrivere; ecco il suo racconto:

C’ era una tartaruga, non tanto tempo fa, di nome Sammy.

Sammy voleva esplorare tutti i mari, ma sua madre non era d’ accordo perchè pensava:

– Una tartaruga così piccina non può attraversare tutti i mari….-

(Dopo qualche tempo – nota della nonna), però Sammy un giorno andò lostesso; l’ aveva detto a sua madre e lei questa voltaera stata d’ accordo, perchè si era convinta che il suo piccolo Sammy ce l’ avrebbe comunque fatta e sarebbe tornato a casa sano e salvo.

Così Sammy salutò sua madre e partì per il suo viaggio. Sammy incontrò molti animali marini, come le meduse, le anguille, piovre..

Dopo lunghi mesi, Sammy tornò sano e salvo a casa, abbracciò sua madre e le raccontò tutta la sua avventura.

Samu e l’ orsetto.

Samuele (3 anni e mezzo) vuole portare all’ asilo il suo orsacchiotto  (bear) ; la mamma non sa dove metterlo visto che ha già borse varie e passeggino da portare con sè; a un certo punto l’ orsetto cade e lei sbotta innervipsita: Ci mancava anche questo schifo di bear!!

Samuele si ferma di botto e guarda sua mamma sbalordito: – Schifo bear??? Mamma, hai detto “schifo bear”??? – Non può credere alle sue orecchie …. e la sua mamma si arrende.

Davide canta.

“Bandiera? Cos’ è una bandiera? Forse pantera, ecco sì, sì sarà PANTERA… certo la maestra, un po’ stanca , si sarà confusa… ”

Queste devono essere state le riflessioni di Davide (4 anni e mezzo) , che è da sempre appassionato di animali: lui li conosce tutti e sa distinguere al primo colpo d’ occhio un ghepardo da un leopardo e conosce benissimo le pantere, ma non ha mai avuto a che fare con le bandiere. E così ora canta con la sua vocetta ben intonata:

: E la PANTE-ERA di tre colo-ori sempre è stata la più bella, noi vogliamo sempre quella noi vogliamo la “divertà” ( anche la parola libertà gli dà qualche problema… )       :-))