Pronto? Sono Samu!

Samuele  (quattro anni al prossimo 8 settembre) è al computer, intento ad armeggiare col mouse. La mamma gli chiede: – Cosa stai facendo?-

– Chiamo la nonna .. – risponde lui. 

Dopo pochi secondi sento il telefono di Skype che squilla , rispondo ed ecco che mi ritrovo davanti il bel faccino di Samuele che è riuscito a collegarsi da solo con me…. !  Naturalmente gli faccio un sacco di complimenti e lui diventa tutto rosso rosso e non riesce a trattenersi dal ridere tutto soddisfatto di essere riuscito a fare una cosa  tanto difficile , una cosa da “grandi”…. evidentemente ha memorizzato il mio nome scritto sullo schermo …questo significa anche che può imparare a leggere ormai. Buono a sapersi!

In rete.

In rete scrivi, commenti,vai da un blog all’ altro discutendo delle cose più varie: politica, ricordi, cronaca,  bambini e dapprima ti riesce difficile immaginare chi ci sia dietro quelle pagine virtuali,
ma basta una parola  sfuggita tra le tante che scorrono e intravedi un’ umanità imprevista:

un amore finito e dolente, un lavoro precario che rende precaria anche l’ esistenza,                                      
una donna che trepida nell’attesa di una nuova vita,
una malattia  angosciante che rende incerto il futuro,
l’ amarezza di troppe delusioni  che  tolgono la speranza,
vicende dolorose. che lacerano l’ anima..
Tante tensioni prendono forma…
e si delineano lentamente
degli occhi, dei visi, delle mani
che tremano,  sperano o pregano….
e ti senti avvolgere da una calda umanità

Comple-blog

Giusto tre anni fa , cominciavo a scrivere sul mio primo blog “ELDAS” dedicato a ELisa, DAvide e Samuele i miei tre stupendi nipotini.  Ricordo come mi sentivo piena di stupore di fronte a questa possibilità di comunicare per me del tutto nuova . Per prendere un po’ di coraggio e anche per vedere come funzionava il marchingegno,  avevo scritto il primo post chiedendo in prestito  a S. Quasimodo le sue parole, rare e preziose come perle.

Ognuno sta solo sul cuore della terra

Trafitto da un raggio di sole.

Ed è subito sera.

Quanto amore per la vita , sempre troppo breve, e quanta compassione per la solitudine, che accompagna ogni esistenza, sono racchiusi in quelle parole! Mi commuovono sempre!

Quasimodo mi perdonerà se l’ ho usato come cavia e come apripista.

Da allora  sono seguiti molti post  su Eldas e qui su questo blog : chissà quante cialtronerie ho scritto, ma questi  spazi mi hanno regalato momenti piacevoli e mi hanno dato modo di “conoscere e incontrare” , anche se solo virtualmente, tante persone delle quali ho imparato ad apprezzare l’ intelligenza, la sensibilità, l’ arguzia e la passione civile.

Grazie a voi tutti  che  avete avuto la pazienza di leggere e la bontà di lasciare i vostri commenti.

Si muore di più sul lavoro che in guerra…

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=155020&utm_source=Rainews24+via+twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=news

Oggi: un ragazzo di 28 anni abruzzese, muore in un cantiere in Val d’ Aosta : è caduto, nessuno sa come, su un cumulo di tubi ed è morto. Era lontano da casa per guadagnarsi da vivere.

http://www.lettera43.it/cronaca/22036/l-ultimo-saluto-al-militare-tobini.htm   Ieri: a Roma è stato celebrato il funerale di un ragazzo di 28 anni, morto in Afghanistan. Anche lui era lontano da casa per guadagnarsi da vivere. E’ la quarantunesima vittima in dieci anni di guerra.

So già che la notizia di oggi non riempirà i giornali e non avrà l’ attenzione delle maggiori autorità , d’ altra parte come potrebbe essere diversamente? Dall’ inizio dell’ anno sono già 365 le vittime per incidenti sul lavoro ….. come si può leggere sul sito dell’ “Osservatorio indipendente morti sul lavoro”  http://cadutisullavoro.blogspot.com/

Eppure sono certa che il dolore della mamma dell’ operaio sarà straziante come quello della mamma del parà, solo che non sarà abbracciata da Napolitano e non avrà nessun basco da mettere in testa durante il funerale…. Quando si farà qualcosa perchè i luoghi di lavoro siano sicuri almeno come i teatri di guerra per i ragazzi italiani?

Decalogo o alibi?

http://www.giornalettismo.com/archives/135087/il-decalogo-antistupro-che-offende-le-donne/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Chissà, come può accadere che tra  certe tribù di Indios dell’ Amazzonia o tra i Boscimani dell’ Africa le donne possano camminare tranquillamente coperte solo da un tanga, senza che questo autorizzi i maschietti ad aggredirle ad ogni piè sospinto?

Chissà se a Londra, dove puoi vedere donne in burqa e donne che, anche in pieno inverno, girano coperte da pochi centimetri di stoffa,  è stato pubblicato qualcosa di simile al decalogo per la “sicurezza” delle donne pubblicato con la sponsorizzazione del Comune di Roma ?

Al giorno d’ oggi certo qui da noi non si possono cancellare  i sedimenti culturali accumulatisi nel corso dei secoli e abbigliarsi in modo decente è  una questione di buongusto , ma nessun abbigliamento può costituire un alibi per un eventuale aggressore sano di mente .

Pertanto l’ amministrazione di una grande città deve preoccuparsi solo  di rendere sicure le sue strade e di educare i suoi amministrati a fissare nella mente un principio fondamentale : ogni persona, comunque sia abbigliata, ha diritto a camminare per le strade tranquillamente: è la persona che va rispettata e non il suo modo di vestire.

Questo decalogo ha tanto il sapore di un alibi per nascondere la propria impotenza.

Palestina: un problema da risolvere.

Ho ricevuto via e.mail e incollo qui  questo appello:

Il popolo palestinese ha chiesto al mondo intero di riconoscere lo stato della Palestina. Oltre 120 paesi hanno risposto all’appello, ma gli Stati Uniti e Israele si sono opposti e i leader europei non hanno ancora deciso da che parte stare. Se riusciremo a convincere l’Europa a sostenere questo processo nonviolento e legittimo ora, potremmo avere un cambio di rotta decisivo verso la pace. Clicca per firmare questa petizione urgente:

Sign the petition

 

Oggi si riunirà il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e il mondo intero  bilità ttare bbe   .

 Oltre 120 nazioni del Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina hanno già dato la loro adesione all’iniziativa, ma il governo di destra in Israele e gli Stati Uniti sono fortemente contrari. L’Italia e altri paesi chiave dell’Europa sono ancora indecisi, e un’enorme pressione da parte dell’opinione pubblica potrebbe convincerli a votare in favore di questa opportunità per mettere fine all’occupazione.

I negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti, che vanno avanti ormai da decenni, hanno fallito, mentre Israele ha imprigionato il popolo palestinese, confiscato le sue terre e bloccato la Palestina dal diventare un’entità politica sovrana. Questa nuova coraggiosa iniziativa potrebbe liberare il popolo palestinese dalla prigionia, ma perché ciò avvenga l’Europa deve guidare l’operazione. Costruiamo una chiamata globale enorme rivolta all’Italia e ad altri leader europei per dichiarare il nuovo stato ora, e facciamo sì che il sostegno dei cittadini di tutto il mondo a questa proposta legittima, nonviolenta e diplomatica sia chiaro e forte. Clicca sotto per firmare la petizione e invia questa e-mail a tutti:

http://www.avaaz.org/it/independence_for_palestine_9/?vl

Se tracciare le origini del conflitto israelo-palestinese è complicato, la maggioranza della popolazione da ambedue le parti è invece d’accordo su un punto: il modo migliore per raggiungere la pace ora è la creazione dei due stati. Tuttavia, i diversi negoziati di pace che si sono susseguiti sono stati indeboliti da episodi di violenza da ambedue le parti, i tanti insediamenti israeliani in Cisgiordania e il blocco umanitario di Gaza. L’occupazione di Israele ha ridotto e frammentato il territorio dello stato palestinese e reso la vita di tutti i giorni dei palestinesi un inferno. L’ONU, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno annunciato recentemente che i palestinesi sono pronti per avere uno stato indipendente, ma il più grande ostacolo alla sua riuscita è l’occupazione da parte d’Israele. Persino il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto di mettere fine all’espansione dei territori e di ritornare invece ai confini del 1967 con accordi sugli scambi di terra, ma il Primo ministro Netanyahu ha reagito furiosamente: il messaggio di non cooperazione non poteva essere più chiaro di così.

E’ arrivata l’ora di un cambiamento epocale e di passare da un futile processo di pace a un nuovo cammino verso il progresso. Mentre Isreale e il governo americano dicono che l’iniziativa palestinese è “unilaterale” e pericolosa, in realtà le nazioni di tutto il mondo appoggiano pienamente questa mossa diplomatica che rigetta la violenza. Il riconoscimento globale della Palestina potrebbe isolare gli estremisti e incoraggiare il crescente movimento nonviolento israelo-palestinese in corso insieme al vento pro-democrazia che sta soffiando nella regione. Ma più importante ancora, potrebbe salvare il cammino verso un negoziato sugli insediamenti, permettere ai palestinesi l’accesso a una serie di istituzioni internazionali che potrebbero aiutarli a raggiungere la libertà, e inviare un chiaro messaggio al governo in favore dell’occupazione dei territori che il mondo non è più disposto ad accettare l’impunità e l’intransigenza.

Per troppo a lungo ormai Israele ha messo a repentaglio la speranza della nascita dello stato palestinese. Per troppo a lungo gli Stati Uniti sono stati accondiscendenti e per troppo a lungo l’Europa si è nascosta dietro gli Stati Uniti. Ora Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e l’Alto Rappresentante dell’Ue non hanno ancora deciso da che parte stare sulla costruzione dello stato palestinese. Appelliamoci a loro perché si mettano dalla parte giusta della storia e perché sostengano la dichiarazione della Palestina per la libertà e l’indipendenza, attraverso un forte sostegno e con il necessario aiuto economico. Firma ora la petizione urgente per chiedere all’Europa di sostenere l’iniziativa e appoggia questo passo decisivo per una pace di lungo termine fra Israele e Palestina:

http://www.avaaz.org/it/independence_for_palestine_9/?vl

La costruzione dello stato palestinese non risolverà questo lungo conflitto di punto in bianco, ma il riconoscimento dell’ONU cambierà tutto e aprirà le porte alla libertà e alla pace. In tutta la Palestina il popolo si sta preparando con molte aspettative e speranze per riprendersi la libertà che questa generazione non ha mai conosciuto. Mettiamoci dalla sua parte e facciamo pressione sull’Europa perché faccia lo stesso, così com’è avvenuto quando ha sostenuto il popolo egiziano, siriano e libico.

Con speranza e determinazione,

Alice, Ricken, Stephanie, Morgan, Pascal, Rewan e il resto del team di Avaaz

Groupon-mania.

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/221058_a_como_pazzi_per_groupon_e_le_vendite_a_prezzi_stracciati/

E’ un nuovo modo di proporre saldi di ogni genere : si tratta di Groupon che ogni giorno , tramite e. mail, offre cene al lume di candela o trattamenti estetici o qualunque altro prodotto a prezzi stracciati; l’ offerta vale solo per un certo periodo di tempo e chi aderisce può ottenere sconti anche del 70% sul prezzo del bene acquistato.

Pare che qui a Como stia diventando una vera manìa.  Anche a me arrivano quelle e.mail, ma non ho ancora trovato qualcosa che faccia al caso mio….   :-)

Quando lo sport regala belle emozioni.

Sono bei giorni questi per lo sport. Ho appena visto la nostra Federica Pellegrini vincere con autorità indiscussa la  gara dei 400 stile libero. Era felice e rilassata ed è stato bello sentirla dedicare la sua medaglia d’ oro al suo staff, a tutti coloro che con lei hanno lavorato per ottenere questo risultato.

Ieri invece guardando la telecronaca del Tour de France) mi sono commossa insieme a Cadel  Evans, che è finalmente riuscito a coronare il sogno di una vita al termine di una tappa a cronometro splendida: mentre indossava la fatidica maglia gialla, non riusciva a trattenere le lacrime e in quel pianto c’ era tutta una vita di fatiche, di allenamenti, di vittorie mancate per un soffio… Ma tutto questo ora veniva ampiamente compensato da una maglia che potrà portare fino a Parigi.

Sempre al Tour ci sono state imprese dal sapore antico nelle tappe alpine: quella di Andy Schleck, che per un giorno ha smesso di guardarsi alle spalle (per controllare la posizione del fratello) e se ne è andato alla conquista della montagna; e quella di Contador, che dopo una lunga fuga solitaria si è visto raggiungere vicino al traguardo.

Con la tappa di ieri il Tour si è praticamente  concluso e penso si debbano ricordare anche i nostri Cunego e Basso che hanno ben figurato rimanendo sempre  al passo coi migliori e la classifica finale lo dimostra chiaramente: bravi!

Tentare il suicidio per affermare un diritto.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/07/23/news/no_alle_nozze_combinate_tenta_di_uccidersi_con_lacido-19495935/?ref=HREC1-6

Un altro caso di negazione del diritto di autodeterminazione delle donne. Una sedicenne di origine pachistana tenta il suicidio bevendo dell’ acido per sottrarsi a un matrimonio combinato e imposto dai maschi di famiglia.

Chissà quanti casi  di soprusi di questo genere restano sconosciuti perchè non sfociano in tragedia, ma vengono subiti nel silenzio e nell’ umiliazione.

 Diventa sempre più necessario a mio avviso che i cittadini stranieri che vivono qui, vengano coinvolti in corsi di istruzione sui principi fondamentali della nostra Costituzione , in particolare per quanto riguarda i diritti delle donne e il diritto di famiglia .  Certe tradizioni (che non derivano dall’Islam) , certe usanze tribali non devono  trovare cittadinanza qui da noi nè devono essere tollerate in alcun modo :