La spigolatura.

E’ uno dei primi post che ho scritto su Eldas e che ora riporto anche qui per ricordare un tempo che ormai pare così lontano, ma ancora così vivo nella memoria.

La mattina ci alzavamo alle prime luci dell’alba, ci portavamo un po’ di pane e un po’ d’acqua e andavamo sui campi appena mietuti, dopo aver chiesto il permesso al padrone, che mai si sarebbe sognato di negarcelo.
Arrivavamo sul campo coi piedi bagnati di rugiada e l’aria ancora fresca rendeva meno pesante la fatica. Ricordo mia madre ,col capo avvolto in un fazzolettone, china sulle stoppie taglienti che ci ferivano le caviglie, scrutare il terreno per individuare le spighe dimenticate o cadute durante la mietitura. Io e mia sorella la imitavamo e facevamo a gara per fare le mannelle più grosse, che poi riponevamo in un sacco, ben legate con la stessa paglia delle spighe. Mio padre sarebbe passato in un secondo tempo a prendere il sacco e a portarlo a casa sulla canna della bicicletta.

Ci facevano compagnia gli uccellini che a quell’ora riempivano l’aria coi loro cinguettii e che forse non erano troppo contenti di vedersi contendere quel ben di Dio. Qualche lontano muggito ci diceva che alla fattoria era l’ora della mungitura.

Percorrevamo il campo in lungo e in largo con lo sguardo fisso a terra e quando si trovava un mucchietto di spighe sfuggito ai mietitori era una festa, potevamo ingrossare le nostre mannelle in fretta.

Col passare delle ore il sole picchiava sempre di più sulle nostre teste e la fatica era sempre più evidente sulle nostre facce arrossate e sudate, ma ormai il sacco era pieno e potevamo tornarcene a casa.

Al giorno d’ oggi, la cultura dello spreco ci ha contaminato così a fondo che sembra incredibile che non troppo tempo fa si facesse concorrenza agli uccellini per procurarsi la farina per l’inverno.

Orgoglio italico in rimonta…

Poco più di un anno fa toccavamo con mano il discredito da cui l’ Italia era circondata , infatti dopo molti episodi analoghi , l’Italia fu esclusa dal summit che decideva le sorti della libia.

Oggi l’ atmosfera è cambiata e Monti non solo partecipa con autorevolezza ad ogni summit , ma è in grado di portare avanti un discorso di unità europea che pareva messo in grave crisi.

Spero che un giorno non leggeremo sui libri di storia del momento in cui il premier italiano faceva “CUCU'” alla Merkel o di quando faceva le corna sulle foto ufficiali di gruppo : i nostri nipoti non potrebbero capire come la nostra gente avesse scelto un tale “giullare” per rappresentarla nel mondo

Spero però che leggeranno come dall’ abisso di una crisi morale ancor prima che economica, l’ Italia abbia saputo riguadagnarsi il rispetto e la considerazione di tutti i capi di governo stranieri, arrivando a farsi promotrice di un orgoglioso recupero di quello spirito unitario dell’ Europa tutta ,che ha garantito la pace nei decenni scorsi e che ora potrà garantire all’ Europa stessa di continuare a contare nel consesso internazionale dei nuovi grandi.

Don Puglisi martire

Don Puglisi sarà beato.
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Il coraggioso prete che sfidò la mafia sul suo territorio e che per questo venne ucciso davanti a casa , è stato dichiarato martire e questo accelererà la causa della sua beatificazione.

Questa mossa di Papa Benedetto mi conforta : i santi che fanno miracoli richiamano le folle e fanno rumore, ma io preferisco i santi che “vanno all’ inferno”( come diceva il titolo di un libro di Gilbert Cesbron che ho letto in gioventù) , quei santi cioè che condividono la sorte degli ultimi della terra e tra questi ci sono anche coloro che devono sottostare giorno per giorno alle prepotenze della mafia , che sa trasformare in un inferno i luoghi che domina.

Don Puglisi ha voluto scendere in quell’ inferno per dare speranza di riscatto ai suoi parrocchiani ben sapendo di mettere a rischio la propria vita: ha accettato la possibilità del martirio ( cioè della testimonianza fino alle sue estreme conseguenze), che puntualmente è arrivato il giorno del suo 56° compleanno.

In attesa della semifinale….

Pubblico come beneaugurante, una foto di Samuele di due anni fa: è vestito da calciatore della nazionale: stasera farà il tifo per l’ Italia da Londra e qui da me Elisa e davide faranno altrettanto.

Forza Italia! (per fortuna si può di nuovo gridare così senza essere presi per berlusconiani)

Quando l’ idraulico arriva troppo in fretta…

Da trent’ anni un tubo dell’ impianto idraulico di casa mia mi fa impazzire e nonostante i vari interventi il problema non è mai stato risolto. In questi giorni ho chiamato un altro idraulico, perchè le continue perdite vengono a pesare sulla bolletta, oltre a causare danni .
Solitamente trovare un idraulico disponibile è una gran fatica.
Questa volta invece appena ho chiamato ecco il tecnico precipitarsi a casa per il sopralluogo e quindi prendere nota del fabbisogno e del tipo di intervento: per risolvere alla radice il problema bisognerà sostituire un pezzo di tubo che è murato nella parete del bagno: nessuna preoccupazione, sarà solo un buchetto che rimarrà nascosto…

In men che non si dica l’ idraulico comincia a martellare energicamente: e picchia e picchia a un certo punto vedo cadere dei calcinacci sulla scala interna. I nipotini si spaventano (forse ricordano il terremoto che hanno appena vissuto), io mi allarmo (e vorrei ben vedere) e corro al piano di sopra, mentre uno squarcio nel muro fa bella mostra di sè e pare una bocca aperta in una risata diabolica…..

Dopo le scuse e la spiegazione dell’ inevitabilità dell’ accaduto il martellamento continua fino all’ interruzione per il pranzo.

Nel pomeriggio l’ idraulico compare con al seguito un vecchio muratore che ripara lo squarcio nel muro
sulla parete che dà sulle scale, mentre lui provvede alla sostituzione di tubi e rubinetti …. alla fine però nella parete del bagno rimane ben visibile la traccia di tanto martellare , con la conseguenza che io rifiuto di pagare il lavoro : un piccolo acconto deve bastare in attesa che il lavoro sia completato ad arte.

Morale della favola: In un primo momento ho pensato che la tempestività di intervento dell’ artigiano fosse dovuta alla crisi: poco lavoro per tutti , anche per gli idraulici…. ma poi ho dovuto pensare che forse il tizio è senza lavoro perchè è diventato troppo pasticcione: aveva già eseguito altri lavori in casa mia e mi era sembrato affidabile, ma ora dovrò ricredermi.

Una bella serata.

Ieri sera il calcio europeo ha interessato anche i miei “cuccioli”.
Samuele a Londra tifava Italia con la mamma, che però , alla fine del primo tempo lo ha convinto che la partita era finita e che non aveva vinto nessuno (visto che si sarebbe dovuto alzare per tempo l’ indomani).
– Sì, sì, è finita con un pari – gli dicevo io su Skype. Ma lui controbatteva: – No pari :Italia non vince, bianchi non vince!!! – Forse sarà bene spiegargli il significato di “parità”….

Elisa e Davide inizialmente erano più interessati al film di cartoni che abbiamo preso in biblioteca, poi però Elisa è venuta in cucina con me e ha cominciato a seguire la partita, dimostrando buona conoscenza delle regole del gioco . Man mano che la partita procedeva , cresceva l’ ansia di gol e il nostro tifo si faceva sempre più rumoroso e così anche Davide si è convinto che si poteva seguire la partita. Il fatto è che lui era già talmente stanco e assonnato che solo saltuariamente si è unito ai nostri cori di incoraggiamento, poi è crollato….
Elisa invece ha voluto seguire fino all’ ultimo tiro dal dischetto e alla fine abbiamo esultato come tutti . Di corsa ho subito portato a letto i due cuccioli , ma per un po’ di tempo i clacson di alcuni tifosi ci hanno fatto rumorosa compagnia.

Una bella serata.

Sì, viaggiare….

Per finire questi miei brevi flash sul viaggio in Ungheria, vorrei fare ancora alcune considerazioni .

L’ aspetto organizzativo della nostra spedizione non ha mai mostrato pecche e anche gli alberghi erano in genere quanto di meglio le località potevano offrire; l’ autista è stato sempre puntuale ad ogni appuntamento e sempre molto prudente nella conduzione del mezzo a lui affidato; della guida ho già parlato: una signora non più giovanissima, ma molto esperta e molto colta, che ha saputo rendere interessante ogni tappa, mischiando di tanto in tanto alla storia del paese o all’ illustrazione dei fatti di attualità anche note sue biografiche, che ben esemplificavano i concetti che stava esponendo. Mi sono spesso affiancata a lei durante gli spostamenti a piedi e ho sempre potuto trovare un’ interlocutrice sensibile e intelligente.

L’ animazione del gruppo era affidata anche a don Ivano, il sacerdote che è sempre stato l’ anima dell’ UTE di Erba. Mi piaceva il suo modo provocatorio di discutere tutti gli argomenti (a proposito: quanto è vasta la sua cultura?) , anche quelli religiosi, che egli affrontava con spirito critico verso certe degenerazioni che nei secoli hanno finito col rendere meno chiaro e meno autentico il messaggio evangelico. Se la sua impostazione ideologica diventasse maggioritaria nella Chiesa, forse ne guadagnerebbe l’ immagine, piuttosto sfocata al giorno d’ oggi, con la quale Essa si presenta al mondo.

Il gruppo, poi, composto per lo più da coppie di coniugi o di amiche, si è sempre mostrato vivamente interessato agli aspetti culturali del viaggio, senza disdegnare i momenti conviviali e ludici.
C’ era una coppia di coniugi dietro di me (sul pullman) che sentivo chiacchierare con dovizia di particolari dei loro precedenti viaggi o di attualità : erano informatissimi su tanti argomenti e sono rimasta veramente stupefatta quando ho saputo che lui aveva 85 anni (!!!) e lei 77.
Se viaggiare fa invecchiare in modo così splendido, credo che viaggerò anch’ io, appena sarà possibile…

Località di vacanza (Ungheria: continua…)

Le mete preferite degli abitanti di Budapest per le ferie e i fine settimana sono l’ ansa del Danubio e il lago Balaton.

Nell’ansa del Danubio prevalgono le seconde case sparse sulle alture circostanti e immerse in tanto verde. A questo proposito sarà bene ricordare che la densità della popolazione ungherese è a occhio la metà di quella italiana e si può viaggiare a lungo in mezzo a boschi immensi percorsi da strade assai poco frequentate.

Il lago Balaton mi ha sorpreso per la sua vastità e per la dolcezza dei panorami. Ci siamo arrivati in una splendida giornata di sole e le sue acque basse brulicavano di vele bianche (la sola navigazione consentita è quella a vela) Ho ritrovato l’ atmosfera tipica delle zone balneari e il caldo un po’ umido che si trova sulle rive di tutti i laghi. Il Balaton è minacciato dalla diminuzione costante delle piogge che da sempre lo alimentano.