UTE: come si viveva nelle trincee.

Cento anni fa scoppiava la Grande Guerra e all’ UTE oggi si è tenuta una memorabile lezione-spettacolo che ha rievocato quell’ immane tragedia costata 750.000 morti solo in Italia: un’ intera generazione cancellata dalla nostra storia.

La lezione, introdotta dal prof. Porro e condotta magistralmente dal prof. Poggioni e dai suoi collaboratori, ha voluto soprattutto soffermarsi non sulle cause politico/economiche o sulla diatriba tra interventisti e neutralisti , ma sulla vita dei soldati .

Attraverso la lettura di poesie , lettere di soldati, pagine di scrittori presenti sul fronte, abbiamo potuto rivivere l’ orrore delle trincee costantemente invase dal fango e infestate dal fetore dei morti e degli escrementi; abbiamo quasi provato la paura di quei soldati che aspettavano con terrore il comando insensato di attacco da parte di superiori che li consideravano alla stregua di carne da macello e li costringevano quotidianamente ad inutili assalti che li esponevano al fuoco nemico; rifiutare di obbedire voleva dire essere fucilati o esporre la propria squadra alla decimazione.

Poesie note e meno note hanno scandito il recital , mentre sullo schermo apparivano foto d’ epoca accompagnate dai più famosi canti di guerra, nati nel fango delle trincee, canti che da sempre io amo moltissimo e che mi commuovono sempre.

A conclusione della lezione è stata letta la lettera del soldato inglese che racconta il Natale 1914 al fronte, (episodio che ha trovato varie conferme) , quando sul fronte tedesco i soldati hanno cominciato a cantare i loro canti natalizi ricevendo l’ applauso dei loro nemici, che a loro volta hanno risposto con altri canti . Il soldato racconta che alla fine dalle opposte trincee sono usciti quei giovani che dovevano considerarsi nemici, ma che invece si sono scambiati strette di mano e piccoli souvenir.

Alla fine molti avevano gli occhi arrossati dalla commozione e gli applausi sono scrosciati a lungo.

 

 

Mia madre da giovane.

Mia madre in questa foto aveva circa vent’ anni e già da dieci lavorava duro, insieme ai fratelli, nella fattoria del nonno, che alla sua morte non lasciò poi nulla a quei nipoti che lo avevano aiutato a mandare avanti il podere.

Guardando questa foto mi fa una grande tenerezza quella mano destra chiusa  quasi a pugno: certo non era abituata a posare davanti a un fotografo (questa credo sia l’ unica foto che ritrae mia madre da giovane) e quelle mani abituate da tanto tempo  a lavorare non sapeva proprio dove metterle .

Erano gli anni ’30 e la moda aveva accorciato le gonne e i capelli, ma mia madre aveva seguito solo il primo dettame e porterà i capelli lunghi  per tutta la vita: ne faceva una sola grossa treccia che arrotolava a formare un piccolo chignon dietro la nuca. Era bella mia madre e soprattutto non ha mai esitato a mettersi a disposizione di chi poteva aver bisogno del suo aiuto.

 

 

Una preghiera per 200 mamme.

Oggi festa della mamma.

In questo giorno , voglio ricordare le mamme nigeriane che stanno cercando aiuto per ritrovare le loro figlie rapite da Boko Haram . Posso immaginare il loro dolore , la loro disperazione, visto che nemmeno il governo nigeriano si sta schierando dalla loro parte . Hanno ottenuto però il sostegno di importanti personalità : la giovane Malala, Papa Francesco, Michelle Obama e consorte e tante persone che sui social network stanno sostenendo la loro causa.

Si dice che il rapimento sia stato perpetrato per motivi religiosi: costringere le ragazze, alunne di una scuola cristiana, a convertirsi all’ Islam, ma mi pare strano che per convertire delle persone al giorno d’ oggi si debba schiavizzarle e VENDERLE! Forse invece lo scopo è molto più concreto: chiedere un riscatto o comunque trarre vantaggi economici dalla vendita di giovani donne, per finanziare le imprese terroristiche del movimento Boko haram.

Oggi , come mamma, penserò a quelle duecento mamme e pregherò per loro perchè possano presto riavere accanto le loro figlie sane e salve.

Giovani europei

Chi predica contro l’ Europa dovrebbe tenere conto di questo fatto: i giovani italiani prendono sempre di più la via dei paesi europei per trovare lavoro.

Sono giovani che, nel paese che li accoglie, vedono che il merito può essere riconosciuto e valorizzato al di là delle conoscenze e delle amicizie di famiglia. Certo vanno incontro a difficoltà che forse non hanno preventivato e forse molti si ritroveranno ogni tanto a rimpiangere l’ aria di casa, ma ugualmente non torneranno più indietro perchè avranno capito che ci sono paesi in cui il diritto individuale viene riconosciuto anche senza doversi inchinare al potente di turno.
Questo fenomeno  di migrazione di giovani tuttavia non è solo italiano: questa crisi  spinge la gente a muoversi a cercare altrove uno sbocco lavorativo e penso che si stia creando “il popolo europeo,” un popolo che pur sentendo il legame con le tradizioni e la cultura del paese di origine, tuttavia impara ad apprezzare anche mentalità diverse e diversi modi di vivere.
Credo sia un processo inarrestabile e dovrebbero rifletterci un attimo coloro che indicano nell’ Europa il nemico da battere ; l’ UE va certo cambiata, ma non può essere  smantellata : è già dentro il cuore di tanti giovani , anche se molti voteranno per i partiti antieuropei per far sentire il loro disagio e la loro rabbia.

Festa dell’ Europa.

L’ Unione Europea di oggi non ci piace molto: ha molti difetti, primo tra tutti quello di basare tutte le proprie regole sugli interessi delle banche e non sulle esigenze dei cittadini . Bisogna però riconoscere che quel patto siglato il 9 maggio di 64 anni fa ha consentito all’ Europa di vivere il più lungo periodo di pace che si ricordi a memoria d’ uomo e il fatto di non dover più vedere le tradotte partire cariche di giovani diretti al fronte  sulle nostre montagne mi pare sia già un risultato apprezzabilissimo. C’ è chi dice che l’ attuale crisi è assimilabile a una guerra, solo che è  combattuta a suon di spread, ma anche se così fosse e  pur essendo sempre dolorosa , mi pare di gran lunga più accettabile dei massacri di massa che hanno insanguinato il vecchio continente per millenni.

Quando penso alla Comunità Europea, mi immagino sempre l’ Europa come una vecchia madre finalmente serena, perchè ha visto i suoi figli , da sempre divisi da odio e rancori, riappacificarsi e riconoscersi parte di una stessa famiglia.

Credo che l’ Europa di oggi sia solo l’ embrione della  comunità sognata dai suoi fondatori e dipenderà dagli Europei migliorarla e renderla la nostra “casa comune” (mi pare fosse San Papa Giovanni Paolo II a chiamarla così). Io oggi festeggio l’ Europa e spero che anche i miei nipoti e i figli dei miei nipoti potranno fare altrettanto.

Chi volesse rinfrescare le proprie memorie circa la storia della UE, può cliccare QUI

Dal legno vecchio al legno nuovo? meno alberi abbattuti.

Segnalo questo interessante  Filmato, che mostra come viene riutilizzato il legno di scarto in una fabbrica del mantovano.

All’ UTE ho seguito un ciclo di conferenze sul  problema rifiuti e la situazione nazionale e mondiale è davvero preoccupante: l’inquinamento di terra , mare e cielo ha come conseguenza il diffondersi di malattie terribili  non solo qui da noi , ma anche nel Sud del mondo ( in particolare in Africa) e ha come causa la criminale avidità di chi produce rifiuti e di coloro che non li smaltiscono correttamente.

Nel mantovano invece è stato brevettato un procedimento per il recupero del legno, che permette di produrre pannelli idonei alla fabbricazione di mobili, con il risultato che molti meno alberi devono essere abbattuti. I titolari dell’ azienda pensano di esportare questa loro attività anche negli Stati Uniti, dove questa tecnica non è ancora conosciuta.

La speranza che il pianeta Terra possa ancora essere vivibile per i nostri nipoti è nelle mani di imprenditori come questi, che sanno inventarsi nuove tecniche per riciclare, riusare e quindi trasformare in risorsa preziosa quei rifiuti nei quali oggi rischiamo di affogare.

Pomeriggio alla Scala.

Ieri pomeriggio ho assistito a un concerto per pianoforte ed archi che il Teatro Alla Scala  ha dedicato ai ragazzi delle scuole e agli anziani.

Non ero mai stata in quel teatro , che è certo uno dei più famosi nel mondo e mi sentivo un po’ emozionata. Al primo impatto mi è sembrato più piccolo di quanto mi ero immaginata e molto più alto. Mi è venuto subito da pensare a quanti artisti importanti sono passati su quel palcoscenico nel corso dei secoli e a quanti capi di stato, governanti, teste coronate e VIP di vario genere hanno gremito quella platea e quei palchi.

Mi è venuta in mente la scena di un film che ricordava la prima del Nabucco;  la gente  gridava : “Viva Verdi!” per inneggiare al musicista e anche al re d’ Italia, mentre una pioggia di volantini di protesta contro il governo austriaco cadeva sulle teste del vicerè di Milano e sulle autorità che occupavano il palco d’ onore.

Mentre ero presa da questi pensieri, è cominciato il concerto che prevedeva dei brani composti da Ravel in età giovanile, e il suono dolcissimo di una viola mi ha letteralmente incantato. Non sono un’ esperta di quel genere di musica, ma ho apprezzato molto la bravura dei concertisti, dai cui strumenti (al massimo 4) si è sprigionato un diluvio di note che ha riempito il teatro e ha incantato la gente (anche se ogni tanto una testa canuta ciondolava tradendo un cedimento a una pennichella non programmata).

Mi ha fatto un enorme piacere vedere tutti i ragazzi assistere in religioso silenzio alle varie esecuzioni e poi applaudire con entusiasmo . Queste iniziative mi paiono davvero molto apprezzabili, perchè oltre a rappresentare un’ occasione di introiti per il teatro e per i musicisti, offrono la possibilità di passare un bel pomeriggio agli anziani e ai ragazzi l’occasione di entrare in contatto con la musica colta e di imparare ad apprezzarla.

Ho  acquistato un biglietto per un balletto che verrà rappresentato in autunno e già da ora pregusto la gioia di tornare alla Scala. Ringrazio di cuore il Gruppo Terza Età di Arcellasco e le sue animatrici per la bella iniziativa .

Di nuovo in festa.

Elisa con la zia Paola (madrina) e lo zio Paolo

Ieri ero in Emilia (mi scuso con le amiche emiliane alle quali avevo preannunciato la possibilità di un incontro, ma la mia visita è stata troppo breve).

Abbiamo festeggiato Elisa che ha ricevuto la S. Cresima. E’ stata una bella cerimonia , cui è seguita una festicciola in famiglia.