L’ abete.

Ecco come deve apparire da vicino l' abete abbattuto

Durante uno dei quotidiani temporali che allietano quest’ estate mai cominciata,  qualche sera fa, a un tratto, uno schianto terribile fece tremare i vetri della casa: pensai a un fulmine caduto proprio qui vicino  e sperai che non avesse provocato qualche guaio.

Naturalmente non ci pensai più… poi andando dopo un paio di giorni sul balcone, notai che c’ era qualcosa  di diverso, ma non riuscii a capire subito cosa fosse cambiato…. dopo un po’ mi resi conto che  sulla collina a sinistra  riuscivo a vedere dei palazzi che non avevo mai visto prima….Abbassai lo sguardo e capii: sul verde della collina spiccava il colore giallastro di un tronco squarciato e ai suoi piedi giaceva la parte superiore dell’ enorme abete che da sempre aveva dominato la collinetta.

Pareva un gigante abbattuto e umiliato. Certamente doveva essere un abete secolare a giudicare dalla sua mole, chissà a quante bufere aveva resistito, eppure in un attimo aveva dovuto arrendersi.

Ora ogni tanto si sentono le voci di chi si affaccenda attorno a quel gigante con arnesi vari per ricavarne legna  e per rimuovere ciò che non può servire.  La vista di quel tronco straziato , che protende la sua ferita verso il cielo , mi rattrista  e mi fa ripensare a una poesia che penso abbiamo studiato tutti sui banchi di scuola.:

La quercia caduta

di Giovanni Pascoli

Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo:era pur grande!

Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: Or vedo:era pur buona!

Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera

che cerca il nido che non troverà.

 

E l’ Europa tace….

Iraq: peggio di così….

In Iraq il caos regna sovrano ….mentre al Nord ISIS (lo Stato Islamico) sta seminando morte e disperazione, mentre la gente viene sepolta viva, mentre in migliaia sono costretti a fuggire dalle case , a Baghdad i capi delle istituzioni litigano tra di loro.

Gli USA mandano i loro droni a bombardare le postazioni dei fondamentalisti , l’ Italia sta valutando il da farsi, ma l’ Europa che fa?  L’ Europa è la grande assente dagli scenari politici internazionali…. A est la guerra civile in Ucraina, a sud-est il Medio Oriente è in fiamme e l’ Europa non ha nemmeno nominato ancora (a tre mesi dalle elezioni) il proprio  “ministro” degli esteri. Forse si pensa che queste guerre non ci riguardino, che le guerre siano “solo” alle porte dell’ Europa……ma gli sbarchi continui di disperati ci dicono che la guerra ci vede già coinvolti….bisogna fare qualcosa ….Europa, datti una mossa !!!!

Chi era Lorenzo?

Oggi, 10 Agosto, ricordiamo San Lorenzo; forse molti come me lo ricordano  solo per la poesia del Pascoli che  inizia col nome del Santo e che vuole eternare il ricordo dell’ assassinio del padre del poeta avvenuto nella notte di San Lorenzo.

Mi è venuta la curiosità di saperne di più ed ecco ciò che ho trovato in questo BLOG :

Lorenzo era nato in Spagna, a Osca, oggi Huesca, alle falde dei Pirenei aragonesi, nel 225, ma sono poche e poco documentate le notizie sulla sua vita e contraddittorie quelle sulla sua morte. Completa assai giovane gli studi umanistici e teologici a Saragozza, allievo di quello che diverrà poi papa Sisto II. Insieme con lui lascia la Spagna perRoma. Qui il suo maestro, alla morte di Stefano I, viene eletto vescovo dell’Urbe e papa il 31 agosto del 257.

Lorenzo ha 32 anni. Il nuovo papa lo fa arcidiacono e in quella veste gli assegna la responsabilità delle opere di carità nella diocesi di Roma. Sono oltre 1.500, fra poveri e vedove, i bisognosi di cui Lorenzo si occupa. Una moltitudine, se la si compara alla popolazione della città, enormemente ridotta rispetto ai numeri che aveva conosciuto nel massimo splendore dell’impero. Già prima che Sisto ascenda al soglio pontificio, l’Imperatore Valeriano pubblica un primo editto di persecuzione contro i cristiani. Nonostante ciò, per almeno un anno, l’opera pastorale di Sisto e l’intensa attività di Lorenzo si svolgono senza eccessivi intoppi.

Ma nei primi giorni dell’agosto del 258, un nuovo più feroce editto di Valeriano ordina l’immediata messa a morte di tutti i vescovi, presbiteri e diaconi e la confisca dei beni in loro disponibilità a favore dell’erario imperiale.

Sisto fu il primo a cadere, decapitato, insieme con sei dei suoi diaconi, il 6 agosto.

La leggenda, diffusamente alimentata dal quell’Ambrogio vescovo di Milano nel suo De Officiis, narra dell’incontro di Lorenzo con il suo vescovo condotto al martirio. Dove vai, padre, senza il tuo figlio? Dove ti affretti, o santo vescovo, senza il tuo diacono?, esclama Lorenzo, rivendicando il diritto di morire con lui, se non prima di lui o addirittura in sua vece.

Solo la risposta di Sisto, che gli assicura che a lui saranno riservate ben presto prove anche più aspre, acquieta l’ansia eroica del nostro santo.

A Lorenzo si offrì salva la vita purché consegnasse i tesori della Chiesa entro tre giorni.

Alla scadenza del 10 agosto, dunque, il santo si presenta seguito dalla turba dei diseredati cui presta assistenza ogni giorno: Ecco – egli dice – questi sono i nostri tesori. Sono tesori eterni, non vengono mai meno, che anzi aumentano sempre, alludendo al fatto che sempre vi saranno uomini e donne offesi dal bisogno e dalla miseria. Fu subito catturato, si procedette alla sua esecuzione e Lorenzo fu posto su una graticola e bruciato vivo.

Questa la tradizione, della quale non vi è, però, alcuna certezza; che anzi molti sono gli storici che sostengono che venisse invece decapitato. Ma tant’è. L’iconografia tradizionale e quella ufficiale ritraggono il Santo con la palma del martirio e la graticola che indica la tecnica del supplizio. E si racconta che il santo, con allegra spavalderia da giovane spaccone, si rivolgesse ai suoi aguzzini invitandoli a girarlo sulla graticola che “da questa parte son già cotto; giratemi e poi mangiatemi!”

Come sempre verità storica e leggenda si mescolano inevitabilmente nelle biografie dei martiri  della Chiesa primitiva, ma  se è provata la cura dei poveri a rischio della propria vita, ciò basta a farci considerare Lorenzo come modello da imitare.

Buon 10 Agosto a tutti ….e che si avverino i vostri desideri se vedrete le stelle cadenti che illuminano queste notti  di piena estate (…ma dov’ è andata a finire l’ estate?)

 

L’astronauta.

Una foto, un po’ di cartoncino e un’ idea simpatica presa da un libro ed ecco Davide trasformato in astronauta. Un “lavoretto” che ci ha tenuto impegnati in un pomeriggio di pioggia.

Allo SNEF (centro sportivo del Lambrone).

In  questi giorni, in occasione della presenza di Davide, ho imparato a conoscere lo SNEF , il nuovo centro sportivo cittadino, che mi ha fatto un’ ottima impressione.

Ho solo utilizzato le piscine esterne : l’ impianto è nuovissimo e ben pensato. C’è possibilità di divertimento per tutti; grandi e piccoli, nuotatori esperti o principianti .

Davide si è divertito moltissimo su un toboga gigantesco, su cui saliva portando un enorme salvagente dentro il quale  poi eseguiva la discesa con tuffo. Davide trova nell’acqua il suo elemento naturale;  si muove in piscina con la disinvoltura di un pesciolino: si tuffa, resta in apnea sott’acqua eseguendo capriole ed evoluzioni varie passando dalle piscine basse per i  piccoli a quelle più profonde.

Ieri ha incontrato una bambina di poco più grande di lui, hanno cominciato a giocare insieme  facendo mostra delle loro abilità natatorie ed era bellissimo vederli guizzare rincorrendosi a vicenda come due cuccioli di delfino.

A bordo piscina ho avuto il piacere di incontrare una mia ex alunna che ha trovato lavoro  allo SNEF come istruttrice  e come bagnina: era molto soddisfatta della sua sistemazione  e spero che lo siano i molti altri giovani che ho visto lavorare nelle varie zone dell’ impianto sportivo.

Due notizie ….per riflettere…

Ha fatto giustamente scalpore la notizia della lezione tenuta dal comandante Schettino alla Sapienza   e bene sta facendo il rettore a prendere le distanze da quell’ iniziativa a dir poco sconcertante…. Siamo d’ accordo: Schettino non è stato ancora condannato ed è logico ritenere che non sia stato il solo a sbagliare nella notte tragica dell’affondamento della nave da crociera Concordia , ma da questo a proporlo come modello educativo e di professionalità mi pare che ce ne manchi…. E mi spiace per i giovani universitari che si son visti proporre una simile iniziativa ….probabilmente il docente responsabile dell’ evento li stimava molto poco ….

C’ è un’ altra notizia che ha come protagoniste invece due ragazze di 20 e 21 anni. Sono andate in Siria, in una delle zone più calde del mondo , sia per la guerra civile sia per l’ avanzare del fanatismo di matrice islamica ( notoriamente poco indulgente con le donne che si espongono in pubblico- è di pochi giorni fa la condanna delle donne che sorridono in pubblico pronunciata da un viceministro turco) . Il motivo della loro spedizione è senz’ altro encomiabile ed esse meritano tutta la mia ammirazione. Tuttavia mi pare sia stato molto imprudente da parte di chi  ha autorizzato questa missione lasciare partire due ragazze così giovani da sole…….C’ è stato certamente un errore di valutazione  della situazione e una sopravvalutazione di quanto due ragazze ventenni  potessero fare per affrontarla…

Messa con aperitivo…

Oxford. cortile interno di un college

Vi è mai capitato di entrare in una chiesa  e di trovarvi gente che, appena finita la Messa,  si intrattiene in conversazione tenendo in mano bicchieri pieni di aperitivi ?  A me è successo. Eravamo ad Oxford e  tra una visita ad un college e un altro ci siamo imbattuti in una chiesetta cattolica e siamo entrati.  Alla vista di quanto ho detto prima, mi sono meravigliata alquanto: da noi non ci si sarebbe mai sognati di  utilizzare in quel modo  le navate della chiesa  ….. Ripensandoci in un secondo tempo mi sono però detta che che certe distinzioni  non esistevano certo nella Chiesa primitiva: Il Cenacolo  era un luogo in cui gli apostoli e Gesù si erano riuniti per cenare insieme  e i primi cristiani si riunivano nelle case dei “fratelli” per consumare insieme il pane e il vino consacrati  e certamente vi si intrattenevano anche dopo la fine del rito per scambiarsi notizie, pareri, saluti, consigli , magari sorseggiando qualche bevanda….

In linea con questo modo di vedere , è quanto sta facendo un giovane parroco di Palermo che alla fine della messa domenicale trasforma il campo dove ha celebrato la funzione religiosa in un dancing con annesso bar …e pare che la sua idea stia funzionando a meraviglia. In fondo è solo un modo per accorciare le distanze tra vita religiosa e vita quotidiana, per troppo tempo tenute separate…