Il dolore che tace….

Il dolore è ancor più dolore se tace. (G. Pascoli)

Ho trovato questa citazione , non so quanto sia attendibile, cioè se veramente sia da attribuire a Giovanni Pascoli, ma indipendentemente dall’ autore, mi pare dica una cosa molto vera.

Il dolore che riesce a trovare le parole e i gesti per esprimersi  e per essere condiviso, diventa più sopportabile.

Il dolore che non vuole manifestarsi, per la paura di svelare la propria vulnerabilità, si ritorce su se stessi e diventa un pugnale che affonda sempre di più nel cuore. Bisognerebbe sempre offrire al nostro dolore la possibilità di farsi confortare.

Francesco (con la sua enciclica) visto da una valdese.

Lo scopo dell’Enciclica era di portare l’attenzione del mondo sulla crisi ambientali collegando con i temi del creato, della pace e della giustizia verso i poveri. Uno scopo raggiunto in modo efficace.
La Chiesa si propone come forza morale e come una possibile forza di moderazione e risoluzione dei conflitti negli ambiti internazionali, nella costruzione di una nuova capacità di regolare gli interessi economici e finanziari con gli interessi della natura e delle persone. Possiamo essere grati per questa voce forte che esprime amore per la terra nel quadro di una fede forte nel Dio creatore; una voce capace di disegnare un mondo migliore, in cui tutti gli esseri umani, anche gli ultimi della terra, siano messi in grado di ritrovare la propria dignità di vita e di partecipare davvero alla trasformazione del mondo nel luogo di bellezza creato da Dio.

Questa che ho riportato qui sopra è la conclusione di un articolo che potete trovare a questo link. E’ stato scritto da una pastora Valdese che analizza l’ enciclica “Laudato sì'”. Se la parte elogiativa è già stata letta più volte su varie fonti, mi ha particolarmente interessato la parte critica , quella in cui si evidenziano i temi trascurati o appena accennati, forse in attesa di tempi più tranquilli. Così la pastora rileva l’ assenza di un approfondimento del ruolo delle donne e della violenza di cui sono fatte oggetto, così evidenzia l’ assenza di una presa di posizione sugli OGM e sul problema del controllo demografico, argomento che , secondo certe teorie scientifiche, sarà ineludibile in un prossimo futuro.

Consiglio vivamente la lettura dell’ articolo linkato sopra , che compare su “mosaico di pace” il blog di Pax Christi.

Poesia: Un bambino al mare. (G. Rodari)

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero

che non ha mai veduto il mare:

a Ferragosto lo vado a prendere,

in treno a Ostia lo voglio portare.

Ecco guarda gli dirò

questo è il mare, pigliane un po’!

Col suo secchiello, fra tanta gente,

potrà rubarne poco o niente:

ma con gli occhi che sbarrerà,

il mare intero si prenderà

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Giovanni , 18 mesi, è andato al mare e ne è rimasto tanto colpito che al ritorno lo cercava ogni giorno….gli riesce difficile capire che basta un sonnellino in auto per far cambiare tutto intorno a te….

Incontri: P. e la patente.

Sabato pomeriggio. Prevedendo impegni per il giorno seguente, ho  deciso di andare alla messa prefestiva nella pieve più antica della zona appena restaurata.

Appena mi sono seduta, ho riconosciuto davanti a me la capigliatura sempre perfettamente in ordine con i suoi ricci morbidi e la tinta impeccabile di P., una socia dell’ UTE cittadina della prima ora.

La messa non era ancora cominciata e mi sono permessa di attirare la sua attenzione per salutarla. Si è voltata sorridente come al solito, ma con una luce particolare negli occhi azurri  e me ne ha detto subito il motivo:

– Ieri mi hanno rinnovato la patente! Avevo tanta paura che me la revocassero, ma invece è andato tutto bene!!!-

Finita la messa, siamo uscite insieme. Lei si appoggiava appena a un bastone, ma il suo portamento eretto  e la sua abituale sobria eleganza non tradivano certo la sua vera età.

Ha ripreso il discorso su quanto avvenuto il giorno precedente dicendo quanto avesse temuto  il verdetto della commissione e racconta che a un certo punto uno degli esaminatori aveva ricordato ai colleghi la sua età e lei aveva prontamente risposto:

– E’ vero, ho 87 anni, ma la mia testa funziona benissimo!-

Poter usare l’ automobile è per lei di grande importanza , dice, perchè le permette di essere autonoma per i suoi piccoli spostamenti per andare a fare qualche controllo medico all’ ospedale o per la spesa al supermercato o per andare a trovare un’ amica…..L’ auto le consente di essere ancora autonoma e di non dover chiedere troppo spesso aiuto a figli e nipoti.

Ci siamo salutate augurandoci una buona estate e un arrivederci alla riapertura autunnale dell’ UTE. Se mi sarà concesso di vivere tanto a lungo, spero di poter essere lucida e in gamba come P.

Letture: Lo Straniero.

Rovistando nella libreria di casa, mi è capitato tra le mani “Lo Straniero” di Camus, libro che ho acquistato e letto mezzo secolo fa e di cui avevo solo un vaghissimo ricordo. Ho deciso di rileggerlo .

La storia è presto raccontata : Meursault è un giovane impiegato di Algeri dalla vita normale, apparentemente, ma affronta ogni situaziione con un distacco ytotale, come se guardasse vivere su un lontano palcoscenico. Vive nell’ indifferenza la morte della madre, il rapporto  con una bella ragazza, l’ amicizia ….. Con la stessa indifferenza arriverà a sparare , a uccidere , ad affrontare il processo e ad ascoltare la sentenza che lo condanna alla ghigliottina. Solo nell’ attesa dell’ esecuzione capitale avrà  qualche breve attimo di nostalgia per le cose belle della vita che presto dovrà abbandonare.
Pare che Camus voglia affermare l’ inevitabilità del destino di ognuno e l’ assurdità della vita e il tutto è raccontato con tale freddezza che anche chi legge non si sente mai coinvolto.
C’ è però un brano in cui questa freddezza si spezza in modo evidente….

E’ all’ alba che vengono a prenderti (gli esecutori della pena di morte), lo sapevo. E ho passato le mie notti ad aspettare quell’ alba. Non mi è mai piaciuto farmi srprendere: quando mi succede qualcosa , preferisco essere presente. Così ho finito per non dormire che un poco durante il giorno e, lungo tutte le mie nottate, ho atteso  pazientemente che la luce nascesse sul vetro del cielo. Il momento più difficile era quell’ora incerta in cui sapevo che essi operano d’ abitudine. Passata la mezzanotte, attendevo e stavo in agguato. Mai il mio orecchio aveva percepito tanti rumori, distinto suoni tanto lievi. Devo dire del resto che in fondo ho avuto fotuna durante tutto questo periodo perchè non ho mai udito dei passi. La mamma spesso diceva che non si è mai completamente infelici. Ero d’ accordo con lei …quando il cielo prendeva colore e una nuova giornata scivolava nella mia cella. Perchè……..per quanto il più lieve fruscìo mi facesse balzare alla porta, per quanto, l’ orecchia schiacciata contro il legno, attendessi perdutamente fino a udire il mio proprio respiro, spaventato di trovarlo rauco e così simile all’ ansimare di un cane, in verità il  cuore non mi scoppiava e vevo guadagnato ancora una volta ventiquattr’ore.

A questo punto dovrò ripescare l’ altro libro di Camus  ” La Peste”, che sonnecchia da tempo nella libreria…..

Tolleranza e rispetto.

Tra i tanti episodi enfatizzati da certa stampa e da certi politici per soffiare sul fuoco dell’ intolleranza , mi sembra giusto dare evidenza a questo articolo della Gazzetta di Modena.

Si parla del lutto cittadino proclamato dal sindaco di Sassuolo per la morte nel fiume Secchia di due sorelline appartenenti alla comunità musulmana e della partecipazione di tutta la città al dolore della famiglia colpita da così terribile tragedia.

Dalla lettura dell’ articolo si ricava l’ idea che è possibile una convivenza civile tra comunità di diversa cultura e provenienza : prendiamone atto e attiviamoci perchè la comprensione e il rispetto diventino atteggiamenti comuni.

Rosa e Franca: due donne coraggiose.

Apprendo da facebook che in questi giorni ricorre l’ anniversario dell’ abolizione del matrimonio riparatore, quindi ripubblico un post  che ricorda la vicenda di  Franca Viola e di un’ altra donna coraggiosa…

Ci sono gesti che sembrano confinati nell` ambito della vita privata e che invece diventano il grimaldello che scardina tabu` secolari.

Ricordate il gesto di Rosa Parks che nel 1955 in Alabama rifiuto` , lei nera, di cedere il posto sull`autobus a un bianco? Da quel gesto ebbe inizio una grande battaglia per la rivendicazione di pari diritti da parte degli afro-americani , che porto` alla fine dell`apartheid (anche se il cammino per l`effettiva uguaglianza e` ancora incompiuto).

In Sicilia poco piu` tardi ci fu una ragazza che si oppose alle tradizioni tribali che opprimevano le donne della sua isola e non solo. Bastava rapire una ragazza per costringerla a un matrimonio non desiderato per evitare di essere esposta al pubblico ludibrio. Franca Viola allora si oppose: non ne volle sapere di sposare il suo sequestratore e con l`aiuto dei suoi familiari lo fece arrestare.

Da quel momento le donne , seguendo il suo esempio, si ribellarono sempre piu` ai matrimoni forzati e pochi anni dopo anche le leggi italiane abolirono la norma vergognosa secondo cui un matrimonio riparatore cancellava il reato di sequestro e stupro.

Ricordiamo sempre queste due donne coraggiose, che hanno cambiato la vita di tanta gente ….

Alpe del Vicerè.

Oggi siamo andati all’ Alpe del Vicerè: sembrerà incredibile , ma non ci ero mai stata.

E’ un posto molto noto in zona e molti vi si recano per fare picnic, per godersi il fresco (è a 925 m. sul livello del mare) o per farne il punto di partenza per escursioni più impegnative. Ho trovato che il nome della località riporta ai tempi di Napoleone Buonaparte e al Regno d’ Italia sul cui trono il Generale aveva posto, come vicerè, il figliastro Eugenio Beauharnais. Egli soleva portare all’ Alpe i cavalli del suo allevamento nei mesi estivi e da allora quella che si era chiamata Alpe Villa divenne Alpe del Vicerè.

Vi si accede comodamente in automobile e arrivati lassù si può godere di aria buona, di boschi odorosi pieni di alberi secolari e di scorci panoramici incantevoli sull’ erbese e sui laghi della zona. I nipotini hanno molto apprezzato la  gita.

 

Ferie casalinghe.

Lambrone beach.

Se ci si prende le ferie nei primi giorni di agosto, si è condannati a fare lunghe code in autostrada, ad andare a contendersi qualche centimetro quadrato di spiaggia con la folla che gremisce i nostri litorali in questi giorni oppure si può andare più tranquillamente in qualche remota baita montana a  godersi il fresco e l’ aria pura dell’ alta quota.

C’ è però un’ altra opzione più comoda e meno costosa: starsene in quel di Erba con tutte le comodità della propria casa e poi andare al “Lambrone beach” (come chiamo io il nuovo impianto sportivo cittadino con annesse piscine all’ aperto e toboga gigante).

E’ proprio lì che siamo stati oggi e siamo stati molto bene: sole caldo, acqua pulita, atmosfera calma e rilassata nonostante ci fosse molta gente. I bambini si sono divertiti molto e non hanno avuto il tempo di rimpiangere il mare.