Expo: 2^ tappa.

All’ Expo ero andata solo una volta di sera e non avevo potuto visitare molti padiglioni , dato che la maggior parte chiudevano alle nove.

Qualche giorno fa ci sono tornata , ma dato che c’ erano quasi ovunque code chilometriche, ho potuto visitare solo alcuni padiglioni meno frequentati, ma non privi di interesse. Ecco la foto di una donna ungherese che lavora al tombolo e l’ interno del padiglione del Brunei.

Nel padiglione ungherese .

Tagliare i ponti….

In tempo di guerra si distruggono i ponti , che permettono le comunicazioni tra sponde opposte di un fiume o di un dirupo……Ora alcuni si sentono in guerra e colpiscono per prime le persone che fanno da ponte tra culture diverse, tra mondi  che si guardano con diffidenza.

E’ forse per questo che è stato ucciso il cooperante italiano in Bangladesh: era là per insegnare tecniche di agricoltura quindi per aiutare la gente a uscire dalla povertà , ma  per  chi si sente in guerra contro la civiltà occidentale rappresentava un  pericolo subdolo travestito da benefattore…..

UTE: si stanno scaldando i motori….

L’ inizio dell’ autunno porta con sè non solo  giorni bui e malinconici, ma anche la ripresa di piacevoli attività , come quelle della Università della Terza Età (UTE).

Il primo appuntamento è fissato per il primo  di ottobre alle ore 15 presso la chiesa di S. Eufemia, dove verrà celebrata la tradizionale messa di inizio anno.

Il martedì successivo nella Sala Isacchi di Ca’ Prina si terrà la prima conferenza per illustrare il programma del nuovo anno accademico.

Spero che saremo in tanti: la nostra università merita di essere sostenuta da quanti apprezzano l’ opportunità di incontri e di aggiornamento culturale , che essa offre da oltre vent’anni.

A  presto, dunque!!!!

Il bello di ritrovarsi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La possibilità di una visita all’ EXPO, ha offerto l’ occasione per un breve soggiorno di mia sorella e mio cognato a casa mia.

Insieme siamo andati a Sotto il Monte per un rendimento di grazie doveroso.  Era una bella giornata e ci siamo soffermati brevemente in preghiera nella chiesa parrocchiale e nella casa natale di San Giovanni XXIII. Nel pomeriggio una rilassante passeggiata sulle rive del Segrino ci ha dato l’ occasione per ammirare ancora una volta la bellezza del lago e del paesaggio circostante.

Il giorno seguente all’ EXPO , avevamo cominciato a visitare i padiglioni davanti ai quali non si vedevano code chilometriche , ammirando nel contempo le architetture strabilianti dei vari spazi espositivi, quando ci ha raggiunto una triste notizia…… Nessuno apprezzava più l’ atmosfera di festa chiassosa che ci circondava e dopo una sosta per un breve spuntino abbiamo deciso di rientrare a Erba.

E’ stato bello stare insieme in serenità , condividendo situazioni diverse, rievocando episodi legati alla famiglia e alle persone conosciute, memorie comuni che hanno fatto da sfondo ai nostri anni giovanili. E’ stato bello anche avere la conferma di come una coppia possa vivere insieme  per più di mezzo secolo  continuando a rispettarsi , a comprendersi e a sostenersi nelle inevitabili difficoltà della vita .

Per questo  spero che decidano presto di tornare presto in quel di Erba.

Non piangere: il tuo sorriso è la mia pace.

Quando viene a mancare una persona che hai stimato, amato e ammirato , ti viene sempre da pensare che la morte sia la più grande delle ingiustizie, il peggiore dei mali e senti un senso di profonda ribellione.  Poi sai che è inutile , nulla può essere cambiato e cerchi qualche parola che ti possa dare un po’ di conforto…..come queste parole del poeta inglese Henry Scott Holland.

LA MORTE NON È NIENTE

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Quanti libri!!!

Davide ha iniziato la quarta elementare , ma a giudicare dal peso del suo zaino  potrebbe anche frequentare il quinto anno di superiori.

Mentre la sua mamma ricopriva i libri appena ritirati in cartoleria, incuriosita, mi son messa a contarli :  Sono 14!!!!! Scritto in lettere; quattordici!!!!

Ricordo che in un certo momento della mia storia di insegnante l’ argomento più discusso era :  è utile un libro di testo? Non se ne può fare a meno?  E la risposta di alcuni insegnanti fu la sostituzione del libro di lettura e del sussidiario tradizionale con  libri della biblioteca di pari importo.

io non condividevo questa scelta , perchè mi pareva estremamente pratico avere un testo comune da cui prendere spunto per poi allargare lo sguardo ad altre fonti, ma certamente mi pare del tutto esagerato costringere i bambini a gestire 14 libri …e accollare alla regione un simile esborso!!!!

Ci deve pur essere una possibilità di  accordo fra insegnanti per scelte più razionali….

 

Il giovane Cameron.

Da ragazzina, ho avuto modo di leggere, grazie a mio fratello, più di un libro umoristico dell’ autore inglese Wodehouse.

Il protagonista era sempre un giovane , fatuo dandy inglese, rampollo di famiglia nobile, dedito a una vita scioperata, solo alla ricerca di inviti nelle case dei vari lord amici di famiglia. Al suo fianco c’ era sempre “l’impareggiabile Jeeves” il compassatissimo maggiordomo che doveva sempre intervenire per rimediare alle malefatte del suo padrone.

In questi romanzi i giovani dedicavano le loro serate e il loro tempo libero (che era tanto) a bere fino a all’ abbrutimento, a ideare stupidi scherzi ai danni di lord più attempati, ma altrettanto al di sopra delle righe.

Credo che l’ autore dipingesse , esagerando certo un po’, quello che era , e probabilmente è ancora,  il reale modo di vivere di certa gioventù inglese.

Oggi si parla della prossima uscita di un libro sugli anni giovanili del premier, David Cameron, che  pare siano stati piuttosto movimentati e gli opinionisti si chiedono se ciò nuocerà alla carriera politica del primo ministro.  Io penso che il libro ridarà un po’ di fiato all’ industria del pettegolezzo ( un po’ in difficoltà in un momento in cui la casa reale inglese non offre molti spunti), ma gli elettori non si  stupiranno  molto……sarà come rivedere un vecchio film già visto e rivisto tante volte.

 

 

Dare spazio alla ragione

In questi giorni sui social-network mi sono scontrata con varie forme di estremismo nostrano: sia quello che vede nei migranti il pericolo di un’ imminente fine della civiltà occidentale, sia quello che vede il pericolo della prossima distruzione della famiglia e della nostra società a causa del diffondersi di una fantomatica teoria gender che vorrebbe cancellare le differenze sessuali.

Devo dire che in entrambi i casi ho cercato di intervenire con pacatezza e leggerezza, per cercare di spezzare l’ atmosfera da caccia alle streghe che si respira in quelle pagine, ma in entrambi i casi ho ottenuto risposte stizzite e talvolta anche violente, che mi hanno veramente sconcertata.

In un momento come questo, in cui assistiamo a cambiamenti epocali , credo che nulla sia più deleterio che soffiare sul fuoco della paura, dell’ odio, dell’intolleranza .

In Puglia, terra da sempre luogo di incontro di genti e culture diverse, si è tenuto un incontro ad alto livello sulle radici comuni della cultura occidentale e di quella musulmana. Questo è quello che si deve fare …..Parlare insieme per conoscersi, discutere per dissipare paure ingenerate da cattiva informazione…..

Iniziative di questo genere dovrebbero fiorire in ogni città, in ogni comunità, per dare spazio alla ragione , per dare voce alle persone di buona volontà e per isolare i guerrafondai.

 

Poesia: Nell’ aria della sera (Olindo Guerrini)

Nell’aria della sera umida e molle

Era l’acuto odor de’ campi arati
E noi salimmo insieme su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiu’ nei prati.

L’occhio tuo di colomba era levato.
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M’innamorai di te perche’ tacevi.

 

Di questa poesia mi piace l’ atmosfera serena, silenziosa, profumata di umidità e di terra e mi piace questa intesa  , che nasce dagli sguardi: non c’ è bisogno di parole se due anime sono in piena sintonia tra di loro e con il creato che li circonda.

Caro camionista, ….

Caro camionista,  che oggi guidavi il tuo tir con rimorchio sulla Serenissima,

vorrei rivolgerti un invito: quando stai arrancando dietro un altro camion e ti viene la pazza voglia di superarlo, prima di mettere fuori la freccia, fatti questa domanda:  quanto tempo impiegherò ad affiancare e superare questo collega? Fai quindi  velocemente un calcolo mentale ……..

Fatto? Le risposte possibili sono due, penso::
1^ – ” Dò un colpo di acceleratore e in trenta secondi lo lascio a respirare i miei gas di scarico” .

Oppure

2^ -“Tra mettere la freccia, schiacciare l’ acceleratore , guadagnare la corsia di mezzo e affiancare ….affiancare…affiancare…… il collega ci vorranno almeno 15 minuti”

Se la prima risposta non conta , perchè non sei al volante di una Ferrari, ma conta invece la seconda che ti sei detto, ti prego, ti scongiuro, rimani nella corsia di destra , bello tranquillo ed eviterai di diventare il destinatario di paroline non propriamente dolci, quelle stesse paroline che oggi una sfilza di automobilisti ti hanno certamente indirizzato. O almeno una di loro…..

Con sincera amicizia. Diana.