Via Villabianca, n. 5

Riporto qui questo post scritto nel settembre 2014 su ELDAS (è sempre più difficile accedere ai blog del cannocchiale, quindi riporto qui i post cui tengo di più).

Ieri , dopo aver accompagnato Davide alla lezione di nuoto, sulla strada del ritorno ho fatto una piccola deviazione per ripercorrere la via Villabianca, dove ho vissuto fino all’ età di 11 anni.

Nel primo tratto nulla è cambiato tranne l’ aspetto esterno delle case, che sono state tutte più o meno ristrutturate.
Là dove la strada svolta a destra c’ è ancora il casale dove sono nata. Ora la facciata è tutta rinnovata; c’ è un cancello davanti all’ ingresso del cortile e su di esso c’ è un cartello con la scritta “VENDESI”. Ho potuto solo dare una rapida occhiata al cortile dove, nella bella stagione, mia madre disponeva il mastello del bucato, stendeva i panni e io saltavo con la corda o giocavo a palla… e c’ è ancora il rustico dove tenevamo i conigli, le galline e il maiale
La cosa strana è che tutto sembrava così piccolo, sia la strada ,ora asfaltata, che  le case dei vicini di un tempo  e  tutto pareva uscire dalle pagine di un vecchio libro rimasto chiuso per tanti anni.
Mi ha fatto piacere  ritrovare l’ atmosfera di quieta serenità che ricordavo.

UTE: Noi uomini NEL MONDO.

avere cura del mondoLa lezione ha preso avvio da una frase di Mark Twain il cui contenuto è all’incirca questo : se  scambio una moneta con un amico , alla fine tutti e due riavremo una moneta ciascuno, ma se ci scambiamo un’ idea, alla fine ognuno di noi non avrà  solo due idee, la mia e la sua , ma ne avremo tre comprendendo quella che risulterà dalla sintesi della mia e della sua.

Poi la nostra apprezzatissima relatrice (i posti in sala erano esauriti) è passata ad analizzare la preposizione NEL che compare nel titolo della lezione: essa implica il riconoscimento di un qualcosa che esiste intorno a noi e il riconoscimento di chi appartiene a quel qualcosa.

Il concetto di MONDO si è ampliato enormemente con le nuove tecnologie e noi fatichiamo ad avvertire la nostra appartenenza a quel mondo.

Mondo è comunque ogni ambiente in cui viviamo e al quale sentiamo di appartenere. Il senso di APPARTENENZA si sviluppa fin dai primi momenti della vita ed è la consapevolezza di sè e del contesto ambientale in cui viviamo.

Solo sviluppando il senso di appartenenza arriviamo ad avere CURA di ciò che sentiamo come NOSTRO (famiglia, beni, comunità, ambiente, mondo…). Per avere cura del mondo dobbiamo ACCETTARE le diversità, come facenti parte del mondo stesso e IMPEGNARCI a conservarne la bellezza e la vivibilità, per riconsegnarle a chi verrà dopo di noi.

la lezione si è conclusa con la lettura di questa filastrocca.

Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno l’avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/racconti/narrativo/racconto-39450-1>