Cu-cu-è?

bimbo-piccoloGioele domani compirà un anno e in questi ultimi tempi sta cambiando molto.

Ora il suo gioco preferito è arrampicarsi sul divano e, una volta salito, lasciarsi cadere sui cuscini. Lui si diverte molto, ma la mamma molto meno perchè è continuamente in pericolo.

Ora gli piace rovistare tra i giochi e i libri del fratellino e spesso lo si sente dire: Cu-cu-è?

…e credo voglia proprio dire : che cos’è?

30 luglio 2017: Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani.

Tutti i mezzi di informazione concordano sul fatto che la tratta di esserei umani si è molto intensificata dall’inizio di questo ultimo anno, quindi i dati riportati in questo articolo, che si riferiscono a un’indagine di Save the Chjldren del 2016, credo siano ampiamente superati.

Leggendo l’articolo, vengono i brividi al pensiero di quale disastro umanitario siamo testimoni quasi del tutto indifferenti: cosa accade ai bambini che abbandonano i centri di accoglienza per sparire nel nulla? Si parla di sfruttamento in lavori sottopagati, di sfruttamento sessuale, ma non si parla dell’ipotesi più agghiacciante, di cui ha fatto cenno anche Papa Francesco oggi all’Angelus: il traffico di organi!!!!

E’ da Papa Francesco che ho saputo che la giornata odierna è stata dedicata dall’ONU alla sensibilizzazione contro la tratta di esseri umani, un crimine che ci riporta indietro nei secoli, quando chiunque poteva essere ridotto in schiavitù da chi era più forte di lui.

Ma dopo duemila anni di Cristianesimo, dopo oltre duecento anni dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo e dall’abolizione della schiavitù in Europa, come è possibile che noi tolleriamo certi crimini? Mi chiedo quanta vigliaccheria sia necessaria per approfittare dello stato di abbandono di un ragazzino per trarne profitto …. e qui non sono solo i disgraziati dediti al crimine a essere sotto accusa, ma anche tanti “bravi e onesti” cittadini italiani che li fanno lavorare per pochi spiccioli.

Mi unisco all’appello del Presidente Mattarella e di Papa Francesco.

 

Pensiero per un’amica.

fiori d'estateCi eravamo conosciute circa nove anni fa: entrambe aggiornavamo quasi

quotidianamente il nostro blog e avevamo preso l’abitudine di scambiarci visite e commenti.

I suoi post erano molto suggestivi: citazioni di personaggi più o meno famosi, frasi riportate dalle sue numerose letture fatte per esigenze professionali e anche per semplice piacere di leggere.

Come accade quando ci si incontra spesso sulla rete, a un certo punto si arriva anche a farsi delle confidenze, specialmente se si scopre di avere delle affinità, dei pensieri comuni. Ed è così che ci siamo raccontate reciprocamente le nostre vite. Per lei nulla era stato facile: la vita l’aveva provata in mille modi, ma lei, ormai ultraottantenne, pur se ferita, non aveva perso la voglia di imparare, di partecipare alle vicende del mondo, di comunicare anche attraverso le nuove tecnologie. Certo non era una donna comune…

Quando la piattaforma del Cannocchiale cominciò a funzionare un po’ a simghiozzo, la incoraggiai a iscriversi su facebook. Dapprima un po’ diffidente, trovò ben presto grande soddisfazione a comunicare con tanti nuovi amici, dapprima con le sue citazioni, poi con la condivisione di immagini, sempre belle, sempre scelte con cura.

Ogni giorno e, non di rado, anche più volte al giorno, ricevevo il suo saluto ….ora però da troppo tempo non ricevo più nulla e non ho modo di avere sue notizie…. Il mio pensiero è vicino a te, cara amica virtuale.

 

Film: Eden (2012)

Una ragazzina di origini asiatiche, accetta un passaggio in auto da un giovane conosciuto in un bar. Chiusa nel bagagliaio viene portata in un magazzino adibito a bordello, dove sono tenute  schiave tante altre ragazze costrette a prostituirsi e sottoposte alle più crudeli torture. Dopo un fallito tentativo di fuga, Eden (così viene chiamata) si rassegna alla schiavitù, confortata solo dall’amicizia con una giovanissima messicana, compagna di sventura.

Eden ha ormai 19 anni e capisce che la sua fine è ormai vicina, infatti le ragazze “più vecchie” vengono uccise e sepolte nel lago perchè non si può lasciarle andare: potrebbero far scoprire i responsabili dell’organizzazione che le ha schiavizzate, un’organizzazione capillare di cui fa parte anche il capo della polizia locale. A questo punto Eden cerca di rendersi utile al suo carceriere, di conquistarne la fiducia e viene così a scoprire anche un traffico di compra-vendita di neonati.

Ormai però l’organizzazione criminale è alle strette e le ragazze stanno per essere deportate a Dubai, ma Eden riesce a fuggire insieme  all’amica messicana  e può finalmente telefonare a casa, dove  non speravano più di rivederla….

È un film tratto da una storia vera e intende denunciare il fenomeno criminale della tratta delle bianche che si svolge tra il Messico e gli Stati Uniti. Sembra incredibile che  degli esseri umani possano arrivare a tali livelli di crudeltà e di abiezione, invece è tutto tragicamente vero e accade anche qui da noi sia con la tratta dei migranti sia con la tratta delle ragazze straniere che vengono costrette a prostituirsi lungo le nostre strade.

 

Poesia : Era libero….

Era libero da ogni legame

bimbo-e-lunaIl bambino era libero da ogni legame
nel paese della sottile luna crescente.
Non è senza ragione
che rinunciò alla sua libertà:
sa che c’è posto per una gioia infinita
nel segreto del cuore di una madre,
ed è molto più dolce della libertà
l’essere preso e stretto tra le sue braccia.
Rabindranath Tagore
Nel paese della luna crescente, o come diciamo noi tra gli angeli, il bambino era libero prima di nascere; ma ha rinunciato alla sua libertà per poter godere della gioia infinita e della dolcezza che il cuore di una madre e il suo abbraccio possono dare.
E’ una delle più tenere poesie sull’amore materno che io abbia mai letto.
Tagore è un grande!

Film: SILKWOOD.

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Silkwood

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Teche….

Ieri sera la trasmissione RAI “Techetechetè” ha riproposto questa bellissima canzone di Endrigo.
Mi sono ricordata di quando da ragazza la cantavo con tanti sogni nel cuore. Mi sono un po’ commossa.

Bisogna dire che questa trasmissione, in cui la RAI ripropone il meglio delle sue teche, è molto più gradevole dei programmi che essa sostituisce durante l’estate.

L’acqua è poca, ossia scarseggia…

“Le guerre del futuro non saranno combattute per il petrolio o per i metalli rari…saranno guerre per l’acqua….. ”

“l’Italia va verso la desertificazione …”
Quante volte ci siamo sentiti ripetere queste frasi negli ultimi decenni? certamente molte volte.
Ma nessuno prende sul serio certi avvertimenti, li classifichiamo alla pari di quando la mamma ci diceva: metti la maglietta di lana o ti prenderai un malanno….oppure….Non frequentare quegli amici: non sono affidabili…
 Puntualmente però le previsioni della mamma, come quelle degli scienziati, si avverano e puntualmente ci si sente colti di sorpresa… come può essere accaduto?
E quello che sembra si stiano chiedendo tutti, ora che la siccità sta stringendo in una morsa infuocata quasi tutta la penisola ……  E la stessa sorpresa si mostra nelle ricorrenti inondazioni…..
Forse sarebbe il caso di cominciare a pensare a pendere provvedimenti: realizzare sistemi adatti a raccogliere l’acqua durante le precipitazioni per poterne fare uso nei periodi di siccità, cercare di razionalizzare al massimo i sistemi di irrigazione ed eliminare le cause di dispersione di acqua  nelle condutture degli acquedotti.
Ma si può stare certi: al primo acquazzone tutti si dimenticheranno di questo problema….. e tutto continuerà come sempre.
Eppure anche un trio comico famoso qualche tempo fa sapeva che se…..”l’acqua è poca ossia scarseggia, la papera non galleggia….