La catena delle donne.

catena-di-donneNell’ospedale di Lewisham, dove sono stata curata dopo la frattura alla gamba, gran parte del personale medico e paramedico, altamente qualificato, è di origine indiana o indo-pakistana.  Sono in gran parte donne, che contribuiscono col loro lavoro al sostentamento della propria famiglia e al funzionamento dei servizi per la comunità.

Da questo punto di osservazione sembra inverosimile che in India si possa ancora proibire l’accesso a un tempio alle donne, solo per il fatto di essere donne. E sembra altresì inverosimile che le donne subiscano ancora tanti soprusi e siano oggetto di tanta discriminazione.

E’ perciò con grande soddisfazione che leggo di milioni di donne che hanno fatto una catena lunga 620 Km. per garantirsi  la possibilità di entrare in un tempio.  La libertà bisogna guadagnarsela, nessuno ce la regala, perciò, donne, non perdetevi di coraggio e continuate su questa strada. Potrete così contribuire di più al progresso del vostro paese e soprattutto potrete lasciare alle vostre figlie una speranza di una vita più dignitosa.

 

Gerarchia di valori.

In una pausa tra un test e l’altro in preparazione del prossimo esame, Samuele sta giocando alla Play-Station con un suo compagno di classe.  Natale è passato da poco e l’amico gli chiede quali regali abbia ricevuto; Samuele gli risponde che non ha ancora ricevuto regali, visto che i giorni di Natale eravamo occupati con radiografie e ingessature per rimediare alle conseguenze della mia caduta.

L’amico incredulo ribatte che non è possibile un natale senza regali, ma Samuele risponde:- La mia mamma ha dovuto occuparsi della famiglia e non ha avuto tempo per i regali: la famiglia viene prima dei regali.

Saresti nato su quella nave

Duemila anni fa sei nato in una stalla, avvolto solo dall’amore di Maria e Giuseppe, mentre già Erode organizzava la tua cattura…. eri pellegrino e fuggiasco…

Se oggi tu ritornassi a nascere, non credo che sceglieresti altro posto se non la nave dei migranti che vaga nel Mediterraneo in cerca di un porto per sbarcare …..

Molti credono di festeggiare degnamente il Natale facendo grandi pranzi, riempiendo di lucine l’albero, il presepe e ogni angolo della casa, ma non credo che Tu, Bambino di Betlemme, possa essere d’accordo… Natale è spirito di fratellanza e di solidarietà verso gli ultimi… e oggi più che mai gli ultimi sono quelli a cui è negato anche il diritto a fermarsi in un porto e devono continuare a girare a vuoto nel freddo di un mare in tempesta…