Una sera con l’onorevole Toia.

Spesso si sente dire che l’Europa è solo un costoso carrozzone di burocrati che si occupano solo di argomenti futili come la lunghezza delle zucchine.
toiaIeri sera invece l’onorevole Toia, che rappresenta il nostro territorio nel Parlamento Europeo, ci ha raccontato un’altra  Europa: un’ Europa che si occupa della nostra vita di tutti i giorni e le cui deliberazioni costituiscono la maggior parte delle leggi approvate nei parlamenti nazionali.

La sicurezza alimentare, solo per dirne una, di cui godiamo noi europei è forse unica al mondo; la tematica ambientale è oggetto di molta attenzione e di molte delibere che tendono a migliorare la salubrità dell’aria, dell’acqua, della terra;  la questione dei migranti, su cui si favoleggia l’indifferenza e l’inerzia dell’Europa, è stata invece regolamentata con l’automatismo della redistribuzione tra i vari paesi membri, ma essa viene osteggiata dai paesi sovranisti che pretendono i fondi dell’Europa, ma non  ne vogliono attuare le direttive.

E quanti sono i fondi che vengono erogati anche al nostro paese e che non vengono spesi?  Paesi come l’Irlanda, la Spagna o la Polonia hanno costruito la loro rinascita coi fondi europei, mentre le nostre regioni non sanno trovare il modo di spenderli col rischio che vengano revocati e quindi persi per sempre.

L’onorevole Toia è stata molto chiara, concreta, comunicativa. Dimostra una grande competenza circa il funzionamento dell’Europa e ne riconosce tutti i limiti (primo fra tutti i diversi regimi fiscali che mettono in concorrenza sleale un paese contro l’altro) che in un futuro molto prossimo dovranno essere rimossi per avere finalmente un’Europa attenta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

UTE: filosofia del paesaggio – ESTIA e AFRODITE

Il prof. Porro nella sua lezione ci ha guidato alla lettura della rappresentazione del paesaggio nella storia della pittura. Per molti secoli gli artisti hanno riprodotto il paesaggio soltanto come sfondo in cui situavano i personaggi e gli eventi al centro della loro attenzione. Solo sul finire del XVIII secolo e ancor di più nel XIX (per un nuovo modo di creare i colori che potevano ora essere trasportati all’esterno, mentre prima dovevano essere preparati di volta in volta in laboratorio) la rappresentazione del paesaggio diventa un tema importante nella pittura occidentale.

Non è stato così nella pittura dell’estremo oriente la quale prediligeva questo tema già più di mille anni fa, anche perchè là si utilizzavano  inchiostri su supporti in seta o stoffa e l’ artista non si poneva  fini di descrizione oggettiva,  ma di cogliere la spiritualità degli elementi naturali.

Una lunga, coinvolgente serie di immagini di opere dei vari periodi ci ha portato poi a “toccare con mano” l’evoluzione che nel corso dei secoli il tema paesaggio ha subito: dai paesaggi esotici e immaginifici delle opere più antiche (affresco pompeiano, mosaico del Nilo di Palestrina o di Palermo) alle rocce nude e spoglie di Giotto nella “Fuga in Egitto” a Padova (Cappella Scrovegni).

La scarsa importanza del paesaggio in quel periodo è ben motivata da una lettera del Petrarca, in cui racconta come, giunto in cima al Mont Ventoux, si è sentito incantare dalla magnificenza del panorama e si è messo a leggere il libro delle “Confessioni” di S. Agostino. La sua attenzione viene attirata da alcune righe in cui si dice ““E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti fiumi del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’ immensità dell’ oceano, il corso degli astri e trascurano se stessi”. E da quel momento non parla più più fino al ritorno al piano. Era più importante l’introspezione che non l’osservazione.

madonna-dei-fusiAnche in questo campo Leonardo Da Vinci fu un innovatore perchè cominciò a dare un tocco di realismo ai paesaggi dei suoi quadri. Anche altri pittori suoi contemporanei si cimentarono in questo nuovo modo di intendere il paesaggio: si scoprì la prospettiva, si rappresentarono i lavori dei campi e i luoghi erano facilmente riconoscibili. Da allora in poi  la ricerca dei pittori si fece sempre più attenta alla natura dei luoghi, con l’intento di rappresentarli oggettivamente, fino alla ricerca di giochi di luci e ombre nei più famosi quadri degli impressionisti.

E’ sempre degli inizi del XIX secolo la bella e famosissima descrizione del paesaggio lacustre comasco nel suo libro “La certosa di Parma”.

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La prof. Tatafiore ha continuato l’analisi degli archetipi derivanti dalla mitologia greca, parlando di ESTIA , la dea tutta rivolta verso la propria interiorità e verso il suo piccolo mondo casalingo. Per introdurci a questo argomento la nostra docente ci ha invitati a eseguire un breve esercizio di meditazione concentrandoci sulla respirazione, che serve a ritrovare equilibrio e benessere.

Estia è la prima nata tra gli dei ed è la dea della verginità, che non accetta nessuna proposta amorosa, non partecipa alle vicissitudini degli altri dei e non viene mai rappresentata nè in dipinti nè in scultura. Al suo culto si dedicavano le Vestali, cui era riservata una vita di segregazione dal mondo fin dalla loro più tenera infanzia e venivano sepolte vive se mancavano al giuramento di verginità.

Estia rappresenta il distacco dal mondo esterno  per concentrarsi su se stessi e sulla cura del  proprio ambiente. Le donne con la prevalenza di questo archetipo saranno portate alla vita monacale o alla cura meticolosa della casa per creare un ambiente sereno e accogliente per la propria famiglia, ma correranno il rischio di diventare invisibili agli alti.

nascita-di-venereAFRODITE – Per introdurre questo argomento la prof. Tatafiore ci ha proiettato il video della famosa aria “L’amour est un oiseau rébelle” della Carmen.  Afrodite, come Carmen, è sensualità allo stato puro, ma è sempre lei a scegliere i suoi partner, ha sempre il controllo della situazione. E’ la dea della trasgressione, della bellezza che diventa attrazione fatale. E’ detta la dea alchemica perchè è capace di trasformarsi pur di sedurre.

Le donne Afrodite sono le proverbiali mangiatrici di uomini, che non vorrebbero mai invecchiare.

Le rogazioni.

Un inverno così asciutto, come quello appena terminato, credo di non averlo mai visto prima d’ora. La zona della Brianza, in cui abito,  era nota per la sua piovosità che spesso faceva tracimare i laghi qui attorno. Ora il Lambro è asciutto da lungo tempo e ho visto foto del Po che fanno rabbrividire. Che ne sarà delle coltivazioni che hanno bisogno di acqua in questo periodo (penso soprattutto alla coltivazione del riso)?

le-rogazioniMi sono ricordata, riflettendo su questa situazione, di un’antica cerimonia di cui ho sentito parlare nella mia infanzia: le rogazioni.

Si andava in processione la mattina presto per i campi del paese, pregando perchè la pioggia consentisse di ottenere un buon raccolto. Era una cerimonia che derivava da un’antica pratica pagana in cui si pregava la dea Cerere, protettrice delle messi.

Credo che non sia necessario andare per campi, ma credo invece che si debba comunque pregare perchè la pioggia torni presto a dissetare queste nostre terre riarse.

UTE: la vita delle parole: STILUS – interazioni farmacologiche.

La prof. Meggetto oggi ha continuato ad affascinarci con la storia di un’altra parola molto antica: STILUS, che in latino significa, palo, bastone.

Essa  deriva dalla radice STIG di origine indoeuropea e da questa deriva a sua volta il termine stigma, che presso i Romani voleva indicare la marchiatura degli schiavi. Nel mondo cristiano si cominciò ad utilizzare il termine stigmate per indicare il marchio, la cicatrice lasciata da un’incisione profonda (le stigmate di Cristo su mani e piedi, le stigmate di S. Francesco o di Padre Pio).

stilusPresso i Romani lo stilus era anche l’oggetto appuntito che serviva per incidere le tavolette di legno coperte di cera usate per scrivere.

Da stilus deriva anche stiletto, arnese appuntito che si usa per fare incisioni. In italiano col termine stilo indichiamo l’ago della meridiana, il palo di sostegno di un pagliaio, il braccio di un certo tipo di bilancia, la penna stilografica. Prendendo spunto da questo ultimo significato la docente fa una breve digressione sulla scrittura: quella manuale è certo più personale di quella al computer; contribuisce allo sviluppo della memoria, costringe a organizzare le idee e il pensiero astratto, inoltre cambia a seconda del nostro stato d’animo e quindi parla molto di noi. La scrittura al computer rischia, secondo la nostra docente di essere anonima e standardizzata*

Cicerone sosteneva che per imparare a parlare bisogna prima imparare a scrivere perchè la scrittura implica anche la correzione, la limatura  per migliorare la forma e quindi anche lo stesso modo di pensare.

Quando si scrive si usano le parole.  Il termine PAROLA in greco si traduce con LOGOS (che però ha anche significato di calcolo, di razionalità) e in latino con VERBUM, termine molto usato con l’avvento del Cristianesimo.

Il termine italiano  PAROLA deriva invece da parabola. In seguito la docente si sofferma sul verbo domandare (in manus dare) e su altri termini inerenti alla scrittura.

*Su questo punto non sono molto d’accordo con la nostra amabilissima e stimatissima docente: se si scrive con una tastiera su un cellulare o sulle pagine di un social network certamente il nostro messaggio rischia di essere impersonale e standardizzato, ma se si usa la tastiera per raccontare esperienze, ricordi, per discutere su un problema, allora anche da quelle parole scelte per forza di cose con cura può scaturire l’anima di chi le ha digitate.

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Nella seconda ora il dr. Umberto Filippi ci ha intrattenuto su un argomento molto interessante, ma reso un po’ ostico dalla terminologia scientifica che il caso richiede. L’argomento proposto era quello delle interazioni farmacologiche.

La ricerca ha recentemente puntato la sua attenzione sul tema della  de-prescrizione dei farmaci, cioè sulla necessità di utilizzare al meglio i farmaci adeguandoli alle caratteristiche individuali ed evitandone  un uso improprio.

La lezione si è basata su questi quattro temi: meccanismi di interazioni tra farmaci; farmacogenetica; interazioni tra farmaci ed alimenti; interazioni tra farmaci e integratori (a base di erbe).

I maggiori consumatori di farmaci sono senz’altro gli anziani, che rischiano spesso di averne anche conseguenze spiacevoli. Infatti ci sono farmaci che, se presi contemporaneamente modificano la loro efficacia o diventare addirittura tossici. Bisogna poi tener presente che:  gli  stessi farmaci possono produrre reazioni diverse da persona a persona; taluni rallentano le funzioni renali, gli antiacidi rallentano le funzioni intestinali e altri alterano la flora intestinale.

La farmacogenetica studia le cause delle diverse reazioni ai farmaci; piccole variazioni del genoma modificano le risposte alle terapie.

Le interazioni con alimenti : il cibo può influire sull’efficacia e sulla velocità di assorbimento dei farmaci: ad esempio gli antipertensivi interagiscono con alimenti che contengono potassio (come banane e arance) facendo insorgere artmie; antibatterici vanno assunti lontano dai pasti;broccoli, fagioli , lattuga possono limitare l’efficacia del cumadin; non si possono assumere alcolici quando si è in cura con psicofarmaci; chi assume diuretici deve integrare l’alimentazione con sali minerali; il succo di pompelmo interagisce con i farmaci antiaritmie provocando tossicità per tiroide, polmoni e fegato.

Preparazioni a base di Hypericum perforatum inducono gli isoenzimi. del citocromo P450, in particolare il CYP3A4, e la P-glicoproteina con riduzione dei livelli ematici di: warfarina. ciclosporina. teofillina. digossina. contraccettivi orali. antiretrovirali. amitriptilina. irinotecano.
Preparazioni a base di Hypericum perforatum inducono gli isoenzimi. del citocromo P450, in particolare il CYP3A4, e la P-glicoproteina con riduzione dei livelli ematici di: warfarina. ciclosporina. teofillina. digossina. contraccettivi orali. antiretrovirali. amitriptilina. irinotecano.

Non tutto ciò che è naturale fa bene alla salute: l’aloe vera può ridurre la pressione sanguigna; valeriana assunta in concomitanza di barbiturici può potenziarne gli effetti….

Con l’età aumenta il rischio di interazione tra farmaci, anche perchè invecchiando se ne assumono in maggiore quantità.

UTE: Il trattato di Versailles – Il Pantheon nella nostra psiche.

trattato-di-versaillesProseguendo l’analisi degli avvenimenti del 1919 ì, don Ivano Colombo oggi ha parlato del “trattato di Versailles”. Chiamarlo trattato è ingiusto e improprio: fu un diktat dei paesi vincitori nei riguardi dei vinti, che furono costretti a sottostare all’imposizione di condizioni durissime. Il protagonista principale di questo trattato fu il presidente americano Wilson; egli però fu avversato dal senato USA che decretò il ritiro delle truppe e dei capitali, lasciando che l’Europa curasse da sola le sue ferite. Il trattato doveva basarsi sui criteri definiti da Wilson nei suoi “14 punti”, ma così non fu e prevalse comunque lo spirito di vendetta.

La Germania, che non era stata mai sconfitta sul campo, dovette cedere alla Francia l’Alsazia e la Lorena, le fu imposto un risarcimento dei danni di guerra talmente oneroso che sarebbero occorsi sessant’anni per estinguerlo;  si pretese che si dichiarasse responsabile dello scoppio della guerra e le furono tolte le colonie africane.

L’Austria dovette rinunciare agli stati che prima facevano parte del suo impero e all’Ungheria furono tolti molti territori, anche quelli abitati da popolazioni di lingua ungherese. Anche l’Impero Ottomano fu smembrato, ma si consentì alla Turchia di costituire uno stato nazionale, per non aggravare la già traballante situazione del Medio Oriente.

La geografia politica di gran parte del mondo venne modificata venne modificata a tavolino, tenendo presenti solo gli interessi dei paesi vincitori e non le esigenze dei popoli. Di fatto questo trattato mise le basi per lo scoppio, appena vent’anni più tardi, di un’altra terribile e sanguinosa guerra mondiale. ________________________________________

Persefone. – Per completare il discorso, rimasto in sospeso la lezione scorsa, la prof. Tatafiore ha ripreso tratteggiando la figura di Persefone, che, rapita da Ade, viene liberata dalla madre Demetra.  Da quel momento vivrà parte dell’anno accanto ad Ade, come regina degli Inferi, e parte accanto alla madre cui resta sottomessa. Persefone è la fanciulla ingenua, un po’ narciso, che vuole piacere e che si adegua ai desideri del partner. Persefone vive tutto come un gioco, è civettuola, ma sa anche reagire infatti è l’unica che osa opporsi ad Artemide, quando entrambe si innamorano di Adone.

Le donne Persefone sono inclini alla depressione più profonda, si sentono spesso inadeguate, ma se riescono ad uscire dal loro inferno, possono manifestare grandi doti di sensibilità e genialità. Per realizzarsi senza precipitare nella depressione queste donne devono assumersi delle responsabilità e imparare a stare da sole.

diane_de_versailles_leocharesArtemide. – E’ la dea della Luna, della caccia, è sorella di Apollo ed è tutta presa nella realizzazione di sè.

E’ benefica e malefica insieme, è capace di uccidere chi la tradisce; ama gli animali, ma è indifferente all’amore. Solo  Orione la farà innamorare, ma lei per sbaglio lo ucciderà.

Le donne-Artemide amano la natura, sono indipendenti e non si curano del parere degli altri; non sono empatiche, non sono pazienti e non fanno sentire importante chi sta vicino a loro. Così ripiegate su se stesse sono inclini all’anoressia.  Per sviluppare una personalità più armoniosa dovrebbero perseguire la ricettività di Persefone.

Atena. – Nasce da Zeus e Metis, dea della tessitura. Quando Metis è incinta, Zeus la divora ed Atena perciò nascerà dalla testa di Zeus, già ricoperta della sua armatura. Atena non teme suo padre; quando Vulcano la possiede con la forza, lei reagirà con infastidita indifferenza.

Le donne-Atena sono combattive e perseguono i loro obiettivi con strategie che mirano a colpire l’avversario nel punto debole. Sono donne lucide, con senso pratico, equilibrate, fredde e in grado di ricoprire ruoli dirigenziali. D’altro canto però l’obiettivo da raggiungere può diventare un’ossessione e sarebbe bene che tali donne ogni tanto si togliessero la corazza, provassero a fidarsi di qualcuno e ad accettare l’imprevisto per sfuggire al rischio della solitudine.

 

 

 

 

 

Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera…

primavera-2“… Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera; a primavera
gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
con piogge fertili nel grembo della consorte,
immenso si unisce all’immenso suo corpo,
accende ogni suo germe. Gli arbusti remoti risuonano
del canto degli uccelli, e gli armenti ricercano Venere,
e i prati rinverdiscono alle miti aure di Zèfiro.
E i campi si aprono; si sparge il tenero umore;
ora al nuovo sole si affidano i germogli.
E il tralcio della vite non teme il levarsi degli austri
né la pioggia sospinta per l’aria dai larghi aquiloni,
ma libera le gemme e spiega le sue foglie.
Giorni uguali e così luminosi credo brillarono
al sorgere del mondo; fu primavera, allora.
primavera passava per la terra. Ed Euro
trattenne il soffio gelido quando i primi
animali bevvero la luce, e la razza degli uomini
alzò il capo nei campi aspri, e le belve
furono spinte nelle foreste e le stelle nel cielo .
(Virgilio, GEORGICHE -libro II)
Queste parole che vengono da un tempo lontano (quasi 2000 anni fa), parlano di una primavera che risveglia la natura, il Cielo e la Terra si uniscono a generare di nuovo la vita grazie alla pioggia benefica……proprio quella pioggia che fino a qualche tempo fa non mancava mai in primavera e che ora i nostri fiumi e i nostri laghi quasi asciutti invocano inutilmente.

UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche

La prof. Meggetto con la sua voce piacevole ed armoniosa ieri ci ha guidato alla scoperta della lunga vita, dall’antichità più remota ai giorni nostri, della parola ARS, che noi traduciamo con il termine ARTE,

In latino era definita ARS la capacità di fare le cose utilizzando conoscenze astratte; il corrispondente termine greco era TECHNE.  Nell’accezione latina non c’è nulla di spontaneo nell’ARS, ma c’è studio e tattica. Da ARS deriva ARTIFICIUM che stava a indicare qualcosa fatto con arte; il suo contrario era INERTIA, cioè incapacità di usare l’arte. Continue reading “UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche”

Foto ricordo.

L’8 marzo, festa della donna, offre ogni anno alle donne del CIF (Centro Italiano Femminile)  l’occasione di incontrare gli ospiti di Casa Prina e di offrire alle ospiti un rametto di mimosa che esse spesso conservano fino all’anno successivo.

E’ sempre un momento commovente e intenso, che le assistenti dell’Istituto immortalano con l’immancabile foto ad ogni ospite e a noi del CIF.

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