UTE: Il trattato di Versailles – Il Pantheon nella nostra psiche.

trattato-di-versaillesProseguendo l’analisi degli avvenimenti del 1919 ì, don Ivano Colombo oggi ha parlato del “trattato di Versailles”. Chiamarlo trattato è ingiusto e improprio: fu un diktat dei paesi vincitori nei riguardi dei vinti, che furono costretti a sottostare all’imposizione di condizioni durissime. Il protagonista principale di questo trattato fu il presidente americano Wilson; egli però fu avversato dal senato USA che decretò il ritiro delle truppe e dei capitali, lasciando che l’Europa curasse da sola le sue ferite. Il trattato doveva basarsi sui criteri definiti da Wilson nei suoi “14 punti”, ma così non fu e prevalse comunque lo spirito di vendetta.

La Germania, che non era stata mai sconfitta sul campo, dovette cedere alla Francia l’Alsazia e la Lorena, le fu imposto un risarcimento dei danni di guerra talmente oneroso che sarebbero occorsi sessant’anni per estinguerlo;  si pretese che si dichiarasse responsabile dello scoppio della guerra e le furono tolte le colonie africane.

L’Austria dovette rinunciare agli stati che prima facevano parte del suo impero e all’Ungheria furono tolti molti territori, anche quelli abitati da popolazioni di lingua ungherese. Anche l’Impero Ottomano fu smembrato, ma si consentì alla Turchia di costituire uno stato nazionale, per non aggravare la già traballante situazione del Medio Oriente.

La geografia politica di gran parte del mondo venne modificata venne modificata a tavolino, tenendo presenti solo gli interessi dei paesi vincitori e non le esigenze dei popoli. Di fatto questo trattato mise le basi per lo scoppio, appena vent’anni più tardi, di un’altra terribile e sanguinosa guerra mondiale. ________________________________________

Persefone. – Per completare il discorso, rimasto in sospeso la lezione scorsa, la prof. Tatafiore ha ripreso tratteggiando la figura di Persefone, che, rapita da Ade, viene liberata dalla madre Demetra.  Da quel momento vivrà parte dell’anno accanto ad Ade, come regina degli Inferi, e parte accanto alla madre cui resta sottomessa. Persefone è la fanciulla ingenua, un po’ narciso, che vuole piacere e che si adegua ai desideri del partner. Persefone vive tutto come un gioco, è civettuola, ma sa anche reagire infatti è l’unica che osa opporsi ad Artemide, quando entrambe si innamorano di Adone.

Le donne Persefone sono inclini alla depressione più profonda, si sentono spesso inadeguate, ma se riescono ad uscire dal loro inferno, possono manifestare grandi doti di sensibilità e genialità. Per realizzarsi senza precipitare nella depressione queste donne devono assumersi delle responsabilità e imparare a stare da sole.

diane_de_versailles_leocharesArtemide. – E’ la dea della Luna, della caccia, è sorella di Apollo ed è tutta presa nella realizzazione di sè.

E’ benefica e malefica insieme, è capace di uccidere chi la tradisce; ama gli animali, ma è indifferente all’amore. Solo  Orione la farà innamorare, ma lei per sbaglio lo ucciderà.

Le donne-Artemide amano la natura, sono indipendenti e non si curano del parere degli altri; non sono empatiche, non sono pazienti e non fanno sentire importante chi sta vicino a loro. Così ripiegate su se stesse sono inclini all’anoressia.  Per sviluppare una personalità più armoniosa dovrebbero perseguire la ricettività di Persefone.

Atena. – Nasce da Zeus e Metis, dea della tessitura. Quando Metis è incinta, Zeus la divora ed Atena perciò nascerà dalla testa di Zeus, già ricoperta della sua armatura. Atena non teme suo padre; quando Vulcano la possiede con la forza, lei reagirà con infastidita indifferenza.

Le donne-Atena sono combattive e perseguono i loro obiettivi con strategie che mirano a colpire l’avversario nel punto debole. Sono donne lucide, con senso pratico, equilibrate, fredde e in grado di ricoprire ruoli dirigenziali. D’altro canto però l’obiettivo da raggiungere può diventare un’ossessione e sarebbe bene che tali donne ogni tanto si togliessero la corazza, provassero a fidarsi di qualcuno e ad accettare l’imprevisto per sfuggire al rischio della solitudine.

 

 

 

 

 

Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera…

primavera-2“… Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera; a primavera
gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
con piogge fertili nel grembo della consorte,
immenso si unisce all’immenso suo corpo,
accende ogni suo germe. Gli arbusti remoti risuonano
del canto degli uccelli, e gli armenti ricercano Venere,
e i prati rinverdiscono alle miti aure di Zèfiro.
E i campi si aprono; si sparge il tenero umore;
ora al nuovo sole si affidano i germogli.
E il tralcio della vite non teme il levarsi degli austri
né la pioggia sospinta per l’aria dai larghi aquiloni,
ma libera le gemme e spiega le sue foglie.
Giorni uguali e così luminosi credo brillarono
al sorgere del mondo; fu primavera, allora.
primavera passava per la terra. Ed Euro
trattenne il soffio gelido quando i primi
animali bevvero la luce, e la razza degli uomini
alzò il capo nei campi aspri, e le belve
furono spinte nelle foreste e le stelle nel cielo .
(Virgilio, GEORGICHE -libro II)
Queste parole che vengono da un tempo lontano (quasi 2000 anni fa), parlano di una primavera che risveglia la natura, il Cielo e la Terra si uniscono a generare di nuovo la vita grazie alla pioggia benefica……proprio quella pioggia che fino a qualche tempo fa non mancava mai in primavera e che ora i nostri fiumi e i nostri laghi quasi asciutti invocano inutilmente.

UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche

La prof. Meggetto con la sua voce piacevole ed armoniosa ieri ci ha guidato alla scoperta della lunga vita, dall’antichità più remota ai giorni nostri, della parola ARS, che noi traduciamo con il termine ARTE,

In latino era definita ARS la capacità di fare le cose utilizzando conoscenze astratte; il corrispondente termine greco era TECHNE.  Nell’accezione latina non c’è nulla di spontaneo nell’ARS, ma c’è studio e tattica. Da ARS deriva ARTIFICIUM che stava a indicare qualcosa fatto con arte; il suo contrario era INERTIA, cioè incapacità di usare l’arte. Continue reading “UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche”

Foto ricordo.

L’8 marzo, festa della donna, offre ogni anno alle donne del CIF (Centro Italiano Femminile)  l’occasione di incontrare gli ospiti di Casa Prina e di offrire alle ospiti un rametto di mimosa che esse spesso conservano fino all’anno successivo.

E’ sempre un momento commovente e intenso, che le assistenti dell’Istituto immortalano con l’immancabile foto ad ogni ospite e a noi del CIF.

foto-cif-2019-8-marzo-001

A Pavia sulle tracce di S. Agostino.

Ieri siamo andati a Pavia a ripercorrere le tappe della vita di S. Agostino, il nordafricano ritenuto ancora oggi uno dei pilastri della dottrina della Chiesa Cattolica.

Abbiamo visitato prima di tutto la chiesa di S. Pietro in Ciel d’Oro ( la

Pavia - Chiesa del Carmine
Pavia – Chiesa del Carmine

denominazione “Ciel d’ORO” deriva dall’antico e ormai scomparso soffitto a cassettoni dipinto d’oro) poi la chiesa di S. Maria del Carmine e quella di S. Michele Maggiore: tre splendidi esempi di architettura romanica. In ogni chiesa ci siamo soffermati prima ad ammirare l’architettura e le opere d’arte, poi abbiamo ricordato una tappa della vita di S. Agostino, rifacendoci a un’omelia che Papa Benedetto XVI ha pronunciato proprio in occasione di una sua visita a Pavia.

pavia-ponte-copertoAbbiamo comunque avuto modo anche di apprezzare la bellezza del centro storico di una città le cui strade ampie e ordinate sono percorse dai tanti giovani che frequentano la locale prestigiosa università. Abbiamo terminato il nostro percorso in prossimità del ponte sul Ticino, che è stato ricostruito nel 1949 sul preesistente ponte romano.

Io avevo portato con me una carrozzina, perchè zoppico ancora vistosamente, tanto che avevo deciso di rinunciare a partecipare, poi però, utilizzando la carrozzina come un deambulatore, sono riuscita a percorrere in autonomia buona parte del percorso previsto. Devo comunque ringraziare gli amici e le amiche che mi hanno aiutato nei momenti più critici, in special modo Anna F. che mi ha sempre tenuta d’occhio…Grazie a tutti!

(Oggi però ho un male alle gambe da farmi vedere le stelle!!!)

UTE: Filosofia del giardino – Milan Kundera (sintesi di A. D’Albis)

Oggi il professor Porro ci parla di un argomento insolito, originale, interessante, ma anche difficile,  spaziando dalla Religione, all’Arte e alla Letteratura.

Comincia dalla Religione, sottolineando che, dai libri sacri delle grandi religioni ebraica, cristiana e mussulmana, (la Bibbia e il Corano), emerge che il giardino è stato la nostra prima dimora.

Nella Genesi il giardino dell’Eden ha sede nei territori babilonesi, abitati dai Sumeri, tra i fiumi Tigri e Eufrate. Nel suo significato etimologico, la parola Eden significa pianura incolta in sumero, e piacere, delizia in ebraico. Nella traduzione dei 70 del Pentateuco, inoltre, la parola giardino è stata tradotta male in greco, perché, al posto di tradurlo con la parola “Kepos”, che significa sia giardino sia grembo materno, è stata usata la parola Paradeisos, derivante dal Persiano, che significa luogo recintato. Continue reading “UTE: Filosofia del giardino – Milan Kundera (sintesi di A. D’Albis)”

Ragazzi in piazza: urlate forte!!!

SCHWEIZ KLIMADEMONSTRATIONI ragazzi domani scenderanno  in piazza per difendere la loro possibilità di continuare a vivere su questo pianeta.

E’ vero che gli scienziati dicono che nell’universo, tra le innumerevoli galassie che lo popolano è forse possibile trovare altri pianeti con condizioni ambientali tali da consentire la vita, ma sono lontani migliaia di anni luce….. difficile poter migrare su di essi quando la Terra sarà diventata un atomo inospitale che volteggia nello spazio….

E’ vero anche che molti pensano che gli attuali cambiamenti climatici non sono cosa nuova per il nostro pianeta, che sono sempre avvenuti e che la Terra è sempre riuscita a metabolizzare gli effetti deleteri dell’inquinamento derivante dall’attività umana.

E’ vero però anche un altro fatto: la Terra non ha mai ospitato e nutrito in passato sette/otto miliardi di esseri umani.  Oggi il consumo di risorse ambientali è tale da non permettere il loro rigenerarsi e, se non si prendono provvedimenti urgentissimi, per i nostri nipoti si aprono prospettive da day-after…

Perciò dovremmo tutti essere al fianco dei ragazzi che giustamente reclamano nuove politiche ambientali e nuovi comportamenti: è ormai una questione di sopravvivenza.

Fatevi sentire, ragazzi! Urlate forte!

UTE: Leonardo: la festa del Paradiso (sintesi di A. D’Albis) – Poesia: La piana da Verdun

Prima di parlarci della Festa del Paradiso, grandiosa scenografia organizzata da Leonardo da Vinci per un portentoso spettacolo, commissionatogli da Ludovico il Moro in occasione delle nozze tra Gian Galeazzo Maria Sforza e Isabella d’Aragona, la professoressa Manuela Beretta ci racconta qualcosa della Milano dei tempi di Leonardo e della corte sforzesca presso la quale lavorò.

Milano fu per Leonardo il terreno fertile per far germogliare le sue capacità, fu la culla del suo genio.

Milano aveva una posizione geografica favorevole; era una grande città per quell’epoca (contava 100/150mila abitanti); era ben servita da vie di comunicazione, circondata da grossi borghi e, soprattutto, era costruita su canali d’acqua che agevolavano gli scambi commerciali permettendole di essere concorrenziale anche sui prezzi delle merci. Continue reading “UTE: Leonardo: la festa del Paradiso (sintesi di A. D’Albis) – Poesia: La piana da Verdun”

I am the earth

I Am The Earth

https://www.youtube.com/watch?v=TNtmqStVRo0
Testo
I am the river flowing
I am the desert dry
I am the four winds blowing
I am the sunset sky
I am the forest breathing
I am the ocean wide
I am the storm clouds gathering
I am the mountain high
I am the Earth
I am the Earth
I am the Earth
I am the Earth
We are the children growing
You are the place we live
We are the seed you’re sowing
We are the life you give
We are the future rising
We will be your voice
We will watch and learn from you
We will make the choice
I am the Earth
You’re in our hands
I am the Earth
We’re in your care
I am the Earth
Together we stand
I am the Earth
This moment in time we share
I am the river flowing
We are the children growing
I am the desert dry
You are the place we live
I am the four winds blowing
We are the seed you’re sowing
I am the sunset sky
We are the life you give
I am the forest breathing
We will be your voice
I am the storm clouds gathering
We will make the choice
We share the future
Stand side by side
One Earth, one people
We’ll turn the tide
And in the future
They’ll say with pride
One Earth, one people
We turned the tide
Side by side
Side by side
Side by side