UTE: Diritti di libertà – La nascita della cattedrale di Milano

Alle 15.00 il professor Spagnuolo ci introduce in un argomento molto interessante e attuale: I Rapporti Civili e i Diritti di Libertà.

Il professore parte dall’art. !3 della Costituzione, dove viene enunciato che la libertà personale è inviolabile. Il professore ci spiega che i Rapporti civili e i diritti di libertà nascono dal pensiero liberale che li ha voluti nella prima parte della Costituzione.

Freedom
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La prima parte della Costituzione comincia, infatti, con l’art. 13 e termina con l’art. 54.Nella parte iniziale ci sono I Principi Fondamentali, che hanno valore universale.Analizzeremo, quindi, alcuni di questi articoli inseriti nella Costituzione per volere del Partito Liberale di allora, partendo dall’articolo 13, che parla della libertà personale. Poi si passerà agli altri articoli (art.14: libertà di domicilio; l’art. 15: libertà di segretezza nelle comunicazioni (privacy); art. 16: libertà di circolazione; art. 17: libertà di riunione; art. 18: libertà di associazione; art. 19-20: libertà di culto; art. 21: libertà di manifestazione e di pensiero).

Questi articoli evidenziano tutti quegli aspetti e valori importantissimi che vanno a toccare ciascuno di noi e che, purtroppo, spesso si capiscono quando si perdono! Continue reading “UTE: Diritti di libertà – La nascita della cattedrale di Milano”

Ute: Estinzioni di massa – La paura del diverso: il vampiro.

Dalla formazione del nostro pianeta ad oggi, si sono susseguite molte estinzioni di massa; le più importanti sono avvenute nell’Ordoviciano, nel Devoniano, nel Permiano, nel Triassico e nel Cretaceo. La più importante avvenne nel Permiano, circa 250 milioni di anni fa.

Dalla comparsa della vita sulla Terra fino a 600mila anni fa, i batteri erano gli unici esseri viventi sul Pianeta. Poi le specie aumentarono via via sempre più rapidamente e si può dire che il mondo non è mai stato così ricco di specie diverse come oggi.

Per sterminare una specie (per provocare cioè un’estinzione di massa)è necessario determinare un’enorme strage di individui appartenenti a quella specie. Ma come è possibile affermare che milioni di anni fa si è verificata un’estinzione di massa? I paleontologi studiano le rocce sedimentarie, che conservano le tracce fossili degli esseri viventi che esistevano allora e che oggi non esistono più.

Le cause di quelle estinzioni furono indagate per la prima volta da Georges Cuvier nei primi anni dell’800. Egli affermò che esse erano state causate da grandi catastrofi che avevano modificato le condizioni di vita sul nostro pianeta (teoria del catastrofismo). Charles Lyell pensava invece che le forme di vita si fossero evolute lentissimamente nel tempo, teoria sviluppata poi da Darwin.

Questa teoria fu messa in discussione dagli Alvarez (padre e figlio) che nei pressi di Gubbio trovarono nelle rocce una concentrazione insolita  di iridio,  metallo nobile presente nei meteoriti. Da questo essi dedussero che molti milioni di anni fa la Terra fu colpita da un meteorite di 10 Km. di diametro, il quale provocò il sollevamento di enormi quantità di polveri che si sparsero nella stratosfera impedendo ai raggi del sole di riscaldare la Terra : le temperature si abbassarono notevolmente e scomparvero i dinosauri; da quel momento ebbero un enorme sviluppo i mammiferi.

nemesis2Nel 1980 lo studioso Richard Muller formulò un’ipotesi (oggi non più ritenuta valida) denominata Nemesis, dal nome di un’ipotetica stella-compagna (stella-nana) del Sole che periodicamente provocherebbe una “pioggia di comete” sulla Terra e ciò spiegherebbe la periodicità delle estinzioni di massa verificatesi sul nostro pianeta. (Resoconto di Diana)

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Alle 16.00 il professor Galli inizia una serie di lezioni su un argomento molto interessante e originale: La paura del “diverso”: il personaggio letterario del “vampiro”.

Il professore fa un paragone tra i “diversi” (cioè le persone che hanno paradigmi e morale diversi dalle nostre) e la superstizione del “vampiro”. Sottolinea che la paura è la stessa. Noi abbiamo paura del “diverso” perché mette in crisi le nostre certezze, ci crea insicurezza, ci fa sentire fragili e, di conseguenza, o lo rifiutiamo o lo sacrifichiamo. E’ così che nasce il mito del “capro espiatorio”: cioè dell’essere che prende su di sé tutte le colpe della comunità e le espia.

E’ questo il meccanismo che sta alla base di tutti i rifiuti delle “diversità”, ci spiega il professore. Poi, continua parlandoci di quando e come è nata la leggenda dei “vampiri”.

vampiro-disegnoL’origine della leggenda dei vampiri è molto antica.

Nasce già con i Babilonesi, i Greci e i Romani, sotto forma di mostri e demoni. Essa è diffusa anche nei paesi dell’est e nei Balcani, dove nasce l’idea del vampiro che succhia il sangue. In effetti la parola “vampiro”, in slavo, significa “demone che beve” sangue.

Queste leggende diventano famose agli inizi del XVIII secolo, proprio grazie ad alcuni scritti apparsi nel mondo slavo sui vampiri. Tuttavia, queste non sono ancora tradizioni letterarie. Solo nell’800, le superstizioni sul vampiro vanno scemando per far posto al personaggio letterario.

Nel “vampiro letterario” si fondono le due tradizioni: quella dei demoni greco-romana e quella dei vari testi balcanici sui vampiri. Nel 1797, il grande poeta tedesco Goethe, dopo aver trascorso tre anni in Italia, compone la ballata “La sposa di Corinto”, che il professore ci legge.

Poi elenca altri scrittori che trattano, nelle loro opere, questo argomento, come Byron, Polidori, Shelley. E’ molto famosa l’opera della moglie di Shelley “Frankenstein”; ha anche un notevole successo il romanzo di Bram Stoker “Dracula”, che rappresenta lo straniero che vuole colonizzare il mondo civilizzato inglese. Il professore, però, rimanda tutto alla prossima lezione.

Grazie professor Galli, lezione veramente interessante! (Resoconto di Angela D’Albis)

 

 

 

Poesia: Passaggio notturno. (V. Cardarelli)

stazione-di-notteGiace lassù la mia infanzia.
Lassù in quella collina
ch'io riveggo di notte,
passando in ferrovia,
segnata di vive luci.
Odor di stoppie bruciate
m'investe alla stazione.
Antico e sparso odore
simile a molte voci che mi chiamino.
Ma il treno fugge. Io vo non so dove.
M'è compagno un amico
che non si desta neppure.
Nessuno pensa o immagina
che cosa sia per me
questa materna terra ch'io sorvolo
come un ignoto, come un traditore.

In un paese come il nostro, in cui si è avuta e si ha tutt'ora una intensa migrazione interna ed esterna, chissà quanti hanno provato questo sentimento duplice  che il poeta rievoca: da una partela grande nostalgia per la terra natale, per gli amici dell'infanzia, per gli odori che hanno accompagnato quegli anni; dall'altra parte la vita che ti ha  portato via da quei luoghi continua a tenertene lontano e non ti pare di appartenere più a nessuna terra.

A Vezzolano e Torino.

Quanti tesori nascosti può vantare il nostro paese!

abbazia-di-vezzolano-facciataNon avevo mai sentito parlare della  Canonica di S. Maria in Vezzolano nell’astigiano e stamattina per me è

Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.
Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.

stata una  sorpresa molto piacevole scoprire la bellezza e la particolarità di questo antichissimo luogo di culto (costruito intorno all’anno mille) in uno splendido stile romanico e decorato con affreschi ancora in parte ben conservati. All’andata la nebbia piuttosto fitta ci aveva impedito di ammirare il paesaggio, ma nel pomeriggio, il sole era riuscito a fugarla e colline  e vallate ci si sono spalancate in tutta la loro bellezza: viti ordinate in perfetti filari ornavano le alture più esposte al sole, tra prati  e boschi verdeggianti sì, ma in cui si intravvedevano già le prime sfumature dei colori dell’autunno appena iniziato.

torino_-_piazza_san_carloDopo un piacevolissimo pranzo,  abbiamo potuto passeggiare per le vie del centro di Torino e ammirare le sue belle piazze circondate dai palazzi che ricordano i tempi in cui la città era governata dai Savoia. Il tempo stringeva, ma abbiamo potuto anche ammirare alcune chiese barocche, compresa quella in cui viene custodita la Sacra Sindone, che ora non è esposta, ma ne abbiamo potuto ammirare una versione fotografica su tela.

A guidarci in questa visita c’era un brillante ed arzillo ex-insegnante ottantenne dallo spirito arguto, che però è riuscito a far innervosire alcuni del nostro gruppo con le sue frecciatine ai comaschi.

E’ stata una bella giornata tra arte, storia, cultura e buona compagnia.

P.S. : Una curiosità: sapete perchè si dice “andare a ramengo?” Perchè vicino a Vezzolano, si trova un piccolo paese (forse un tempo piuttosto sperduto tra le colline astigiane) chiamato ARAMENGO, in cui venivano confinati i condannati per debiti.

 

Si riparte dall’Oasi.

oasi-di-erba-_-casa-accoglienzaNella sede dell’Oasi Francescana “S. Maria degli Angeli” abbiamo celebrato la tradizionale messa con cui ha inizio il nuovo anno accademico dell’UTE,

Oggi la Chiesa ricorda S. Teresa del Bambino Gesù e don Ivano ne  ha tratto spunto per farci ripercorrere le tappe della vita di questa giovane claustrale, patrona delle missioni, mettendone in risalto la straordinaria spiritualità.

All-focus
All-focus

Alla fine del rito, molto coinvolgente anche per il ricordo dei soci che ci hanno lasciato nel corso dell’anno, ci ha accolto nel parco antistante la villa dell’Oasi un gustoso buffet con torte, bibite e tisane varie. Abbiamo così avuto il piacere di rivedere e di salutare gli amici e di riallacciare dialoghi interrotti durante l’estate.

Nel congedarci ci siamo dati appuntamento a Venerdì prossimo per la prima lezione del Nuovo Anno Accademico. Molti di noi hanno atteso con ansia questa ripresa delle attività della nostra associazione.

Buon Anno Accademico e Buona UTE a tutti noi!