UTE: limiti al diritto di proprietà.

Il diritto di proprietà è tutelato dalla nostra Costituzione, ma deve essere gestito in modo  da risultare utile per la collettività e può essere limitato se ostacola l’interesse della stessa. In caso di contrasto tra proprietà privata e interesse generale, si può arrivare all’espropriazione dietro indennizzo.

I beni demaniali  (spiagge, golfi, monumenti artistici) non sono vendibili, nè usucapibili,  ma vengono dati in concessione ai privati con modalità che devono tenere conto dell’interesse della collettività (anche se non è sempre così).

I beni pubblici invece (palazzi  o beni immobili di proprietà dei comuni, delle regioni, dello Stato) restano pubblici finchè non cessa l’uso pubblico; in questo caso può essere venduto ai privati.

A queste nozioni è seguita una serie di domande dei presenti, sempre molto interessati alle lezioni del nostro bravissimo prof. Spagnuolo.

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Per una serie di contrattempi la prof. Beretta non ha potuto essere presente e la sua lezione verrà rinviata al nuovo anno.

 

Da capocomico a capopolo (secondo una formula già collaudata)

Che cosa è accaduto a Montesano? Che cosa lo avrà fatto tanto incattivire?

Fino a qualche tempo fa, se pensavo a Montesano, mi veniva in mente il vecchietto pensionato dal fischio irridente o la romantica turista inglese coi denti da coniglio e al solo pensarci mi trovavo a sorridere.

Ora invece lo ritroviamo arrabbiato col mondo intero, deciso a boicottare il commercio, l’economia e lo Stato italiano.

Leggo che è ormai arrivato a 76 anni di età e forse questo spiega qualcosa: non penso a qualche malattia degenerativa del sistema nervoso centrale (anche se non sarebbe impossibile), penso piuttosto che sia stato preso da una botta terribile di invidia.  Ha visto Grillo diventare, da comico come lui, prima un capopolo urlante, poi un capo politico sempre meno urlante e si sarà detto: ” Perchè lui sì e io no?”.  Doveva solo aspettare l’occasione buona,  ed ecco che, proprio mentre si stava lambiccando il cervello per trovare un’idea ad hoc, ci arriva addosso come una valanga rovinosa la pandemia, con i vaccini e il green-pass. Il malcontento serpeggia tra una minoranza di gente che non si fida della scienza e che forse gradisce avere come punto di riferimento una figura nota, anche se del tutto incompetente in materia di virus e vaccini.

Montesano coglie al balzo l’occasione e comincia ad arringare la folla. Ma mi chiedo: quale vantaggio trarrebbero i no-vax dal vedere andare in rovina intere categorie di lavoratori e addirittura lo Stato stesso?  il nesso mi sfugge.

 

Ute: Dostoevskij e il “Grande Inquisitore – I “cattivi” dei nostri prati e boschi.

Nel capolavoro di Dostoevskij “I fratelli Karamazov” è di grande interesse la figura del Grande Inquisitore, nel cui apologo lo scrittore tratteggia la sua religiosità, intrisa di profonda spiritualità.

Anche in questo suo ultimo romanzo Dostoevskij prende spunto da fatti di cronaca nera e giudiziaria, attorno ai quali intreccia poi una trama verosimile, seguendo i canoni del realismo di metà ‘800.

Uno dei fratelli Karamazov, Ivan, l’ateo, racconta vari apologhi e tra questi il più significativo è l’incontro tra Gesù, chiuso in un silenzio assoluto, e il Grande Inquisitore che lo accusa di aver lasciato agli uomini la libertà di seguirlo o meno, anziché dominarli col fascino dei suoi miracoli.  E’ un racconto incalzante col quale lo scrittore vuole dimostrare come il male è presente nel mondo, ma l’uomo in forza della sua libertà può attraversare il male senza esserne sopraffatto, proprio come fece Gesù. Il Grande Inquisitore rappresenta la Chiesa di potere, gerarchica, giuridica, che spesso ha tradito il messaggio più autentico di Gesù. Negando Dio, non c’è più ragione di porre limiti al male.

Con questa lezione don Ivano conclude il ciclo dedicato al grande scrittore Russo.

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Il prof. Sassi parte da una doverosa premessa: in natura non si può parlare di animali buoni o cattivi perchè solo l’uomo è in grado di porsi il problema della moralità delle sue azioni.

Criptocephalus Renatae
Criptocephalus Renatae

Detto questo il nostro docente ha iniziato a proporci una bella serie di immagini, la prima delle quali ci mostrava, in tutto il suo splendore (il dr. Sassi un innamorato dei piccoli abitatori dei prati) un Cryptocephalus Renatae, da lui scoperto qualche anno fa e dedicato alla moglie Renata.

E’ stata poi la volta di una serie di immagini dedicate agli scorpioni, la cui pericolosità è più frutto di leggende metropolitane che di fatti verificati. Gli scorpioni possono rallentare tanto il loro metabolismo da riuscire a stare senza mangiare anche per mesi interi. Delle 1900 specie di scorpioni conosciute solo pochissime che vivono in paesi esotici sono pericolose.

La paura dei ragni è diffusa in ogni parte del mondo; essi sono tutti  velenosi, perchè è col veleno che uccidono la preda di cui nutrirsi, ma  le loro punture non sono quasi mai pericolose per l’uomo, tranne nel caso del ragno noto come “vedova nera” europea  o del Latroductus-13guttatus il cui morso provoca la necrosi delle cellule circostanti con possibili danni permanenti.

Passando a parlare delle zecche, inaspettatamente il dr. Sassi esprime una certa ostilità verso questa specie che può trasmettere varie malattie, tra cui il morbo di Laim causato da un battere che subito può dare sintomi influenzali tali da non impensierire, ma se non curato con antibiotici col tempo può provocare danni anche gravi. La zecca può anche trasmettere un virus che provoca la meningite.

Molto frequente negli ultimi tempi nel nostro territorio sono gli acari autunnali, piccolissimi e rossi che possono provocare fastidiosi eritemi.

Certo questo mondo di piccoli esseri viventi suscita in molti di noi una certa repulsione, ma è innegabile che è affascinate pensare come siano così perfetti in ogni loro minuscola parte ed è sorprendente sapere che  esiste una quantità enorme di speci conosciute, ma che molte di più non sono mai state scoperte e classificate.

 

 

Non ci si salva mai da soli.

Cominciavamo forse a sperare di esserci lasciati alle spalle il peggio della pandemia e stavamo sperando di ritornare alla nostra antica (ormai) normale quotidianità, ed ecco spuntare una nuova minaccia che viene dall’Africa.

Lo sappiamo che non ci si può salvare da soli e questo è tanto più vero oggi con questa pandemia: i paesi più ricchi (e noi tra questi) si sono accaparrati la maggiore quantità dei vaccini prodotti, per salvaguardare i propri cittadini e la propria economia.

I paesi più poveri ne hanno potuto acquistare solo poche quantità  e lì il virus ha continuato a circolare indisturbato e ha fatto quello che sa fare: si è divertito a mutare rapidamente in molti modi e ora minaccia di vanificare tutto quello che è stato fatto finora qui da noi per la prevenzione del contagio.

Dobbiamo imporre alle multinazionali che producono i vaccini di rinunciare ai loro brevetti perchè ormai avranno già ampiamente recuperato gli investimenti fatti per la ricerca; si potrà consentire così anche ai paesi poveri di combattere il virus in modo efficace e non dovremo continuare a vaccinarci per proteggerci da periodici ritorni di varianti

Pensare in modo solidale in questo caso è il modo più efficace per salvaguardare se stessi.

 

UTE: Lezione on demand (M. Spagnuolo) – Le immagini di Dio nel Vecchio Testamento (M. Russo)

Oggi all’UTE è successo qualcosa di molto insolito: quando il prof. Spagnuolo è entrato in sala (in anticipo rispetto all’orario di inizio), alcuni dei presenti gli si sono avvicinati e, facendo  riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni, gli hanno posto delle domande inerenti ai rapporti tra normative comunitarie e normative nazionali. L’argomento era stimolante e il nostro docente non si è lasciato sfuggire l’occasione: una lezione a richiesta garantiva l’interesse e l’attenzione dell’uditorio.

Ha perciò iniziato affermando che le norme europee non prevalgono mai sulla Costituzione dei singoli Stati membri. La UE nasce da vari trattati stipulati dagli anni 50 in poi; con questi accordi gli Stati hanno delegato gli organi comunitari a emettere norme riguardanti alcuni campi, come  l’economia o l’inquinamento e tali norme vanno recepite dai singoli Stati. Chi non si adegua incorre in sanzioni economiche. Quando si stipula un trattato internazionale, ogni Stato  accetta una limitazione della propria sovranità  in vista di un vantaggio comune. Alla base di ogni trattato ci deve essere una condivisione di valori e tra questi, nel caso della UE, c’è certamente la solidarietà umana e il rispetto per la vita. Per questo (e a questo punto si è entrati nella realtà concreta di oggi) nessuno Stato può chiedere alla UE di costruire muri contro gli immigrati.

Altro argomento oggetto di accese discussioni è costituito dalle norme di prevenzione del COVID. Gli Stati europei sono tutti orientati a seguire le indicazioni dei comitati scientifici, poi però possono prendere decisioni più o meno severe.  A questo proposito si stanno verificando molte manifestazioni anche violente in tanti paesi: chi rifiuta il vaccino o il green-pass  grida alla violazione della propria libertà.

Ma se è vero che la Costituzione afferma che la libertà personale è inviolabile, è anche vero che essa ha il proprio limite nel rispetto della libertà altrui. In casi di necessità anche i diritti individuali possono essere compressi in nome del bene comune.

La Sanità in Italia è gestita dalle Regioni, ma in caso di pandemia, sono le disposizioni dello Stato a prevalere.

L’argomento programmato era un altro, ma va riconosciuto al nostro docente il merito di aver saputo improvvisare una lezione molto interessante, che tutti hanno seguito con estrema attenzione.

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Proseguendo il discorso su “le immagini di Dio nella storia” la prof. Russo, ci ha accompagnato oggi nel mondo dell’Antico Testamento, i cui primi scritti risalgono al secondo millennio A.C.  Essi derivano comunque da una tradizione orale molto più antica.

Il Dio dell’Antico Testamento è certamente molto diverso da tutte le divinità sue contemporanee: è un Dio unico, che non ammette altre divinità. Mentre presso gli altri popoli si adoravano le creature presenti in natura, per gli Ebrei la natura era espressione della potenza creatrice di Dio.

Del tutto singolare è poi la definizione che Dio dà di se stesso a Mosè: IO SONO; è un’espressione misteriosa che potrebbe voler dire :” io sono l’essenza”, oppure “sono colui che è”, oppure ” io ci sono”.  Insomma forse questo vuol dire che Dio non è definibile con parole umane, visto che è l’Infinito.

Gli Ebrei non ammettevano (e non ammettono) immagini di Dio, perchè se Dio non è definibile, a maggior ragione non può essere rappresentato visto che è l’Immenso.

Con la proibizione di nominare il nome di Dio invano, si vietava di tirare Dio per la giacchetta per meschini fini di tornaconto . Così ogni guerra combattuta in nome di Dio è una tragica e atroce bestemmia.

Se pensiamo a certi episodi della Bibbia, ci si fa l’idea che il Dio dell’Antico Testamento sia un Dio vendicativo, pronto a punire e castigare, ma leggendo i libri sapienziali e dei profeti possiamo capire invece che   Dio, nell’Antico Testamento,  vuole verità e giustizia e dal Cantico dei Cantici spicca una sorprendente immagine di un Dio innamorato.

Angeli dimenticati?

Come passa il tempo!!

A volte il passare degli anni provoca strani effetti nelle persone. Prendiamo ad esempio Irene Pivetti: quando era presidente della Camera dei deputati, dichiarava la sua grande devozione agli Angeli Custodi, certa che loro avrebbero saputo aiutarla nel difficile compito che le era stato assegnato.

Eravamo nel 1994/96 e sono passati quasi trent’anni…. chissà se si è rivolta ancora alla protezione del suo Angelo Custode prima di intraprendere le operazioni finanziarie per le quali si trova indagata.

Spero tanto che, sì, lo abbia invocato e che lei possa chiarire tutto agli inquirenti, altrimenti dovrei pensare che la sua devozione non fosse proprio tanto sincera e che abbia lasciato il posto alla devozione verso il danaro.

UTE: Le nuove sfide dopo il bosone di Higgs (Sintesi di Diana) – Le immagini di Dio nelle religioni mediterranee- (sintesi di A. D’Albis)

Ai primi del 900 Einstein aveva osservato che certi fenomeni erano inspiegabili con le conoscenze scientifiche disponibili, e si applicò nella ricerca fino a ipotizzare un nuovo modo di leggere e comprendere la realtà sintetizzato nella sua teoria della relatività, nella quale alla categoria “TEMPO” viene sostituito il concetto di “SPAZIO-TEMPO”.

E’ degli anni ’30 del secolo scorso la teoria della “meccanica quantistica”.

Entrambe queste due teorie vengono sempre più confermate dalle scoperte successive.

Vent’anni dopo fu elaborata la teoria della meccanica quantistica e, nel 1964, il fisico Higgs ipotizza l’esistenza del bosone (particella senza massa), teoria che fu confermata solo 50 anni dopo dagli scienziati del CERN guidati dall’ italiana Fabiola Giannotti.

Obiettivo della scienza attuale è spiegare con poche formule matematiche tutto ciò che possiamo osservare, ma, come ha spiegato il prof. Galoppo con un’efficace metafora, è come se fossimo giunti sulla riva di un enorme oceano tutto da esplorare.

Quali sono i misteri che gli scienziati cercano ancora di svelare?

  1. Materia oscura
  2. Energia oscura
  3. Asimmetria materia-antimateria
  4.  Inflazione cosmica
  5. Gravità.

Si fanno ipotesi sull’origine dell’universo  e una di queste prende nome di teoria del “Big Bang” : una grande esplosione avrebbe dato origine a cosmo che da quel momento è in continua espansione. Sarebbe logico pensare che la sua velocità di espansione stesse diminuendo, invece è stato accertato che sta aumentando e pertanto la distanza tra le galassie e tra una stella e l’altra continua ad aumentare. Non si sa ancora da dove derivi l’energia che provoca questa accelerazione.

Naturalmente la materia di questa lezione è piuttosto complessa e di difficile comprensione, per questo ho inserito molti link utili per chi volesse approfondire le proprie conoscenze.

Sì, è una materia molto complessa, ma  certamente molto affascinante: grazie prof. Galoppo!

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La lezione della professoressa Russo dal titolo:” Le immagini divine nell’antica religione mediterranea”, ci catapultano indietro di 10,000, 15.000 anni.

La professoressa ci parla, infatti, della religione rinvenibile nelle aree del mediterraneo, prima dei Greci e dei Latini. Le immagini di questa religione rimandano al simbolismo materno della fertilità e della sessualità e contengono un messaggio che si ritrova ancora ai nostri tempi.

La professoressa sottolinea che, per capire bene queste immagini, bisogna conoscere e capire la cultura e la società che le hanno generate. Nelle religioni dell’antico mediterraneo, il dio è una DEA (POTNIA). Questa dea è padrona di tutto ed è super potente perché è in grado di generare un uomo. Essa si identifica con la “GRANDE MADRE TERRA” ed è una divinità tipica delle società MATRIARCALI che hanno per centro la “donna” e non l’uomo. La Grande Madre Terra o Dea Madre viene rappresentata, spesso, con la faccia nera, perché la terra è nera, o con figure “steatopigie”, cioè con grandi o più seni, incinte, e con glutei e cosce abbondanti.

In passato, troviamo società matriarcali dalla Puglia alla Sardegna, sulle coste africane e dell’Anatolia (attuale Turchia). Oggi sopravvive in alcune tribù della Cina.

La docente ci parla poi di DEMETRA e CERERE e del Mito delle Stagioni. Nella mitologia greca, DEMETRA è la dea del grano e dell’agricoltura, mentre CERERE è la figura equivalente nella mitologia romana. Nel mito delle stagioni è evidente il rapporto tra vita e morte: spesso succede che dalla morte si generi la vita!

Con l’avvento del Cristianesimo, il culto della “Grande Madre” si perpetua nella venerazione della Vergine Maria. La religione mediterranea permane nelle aree del mediterraneo fino al II millennio A.C., quando arrivano gli INDOEUROPEI.

Essi sono un popolo barbaro che, non solo non hanno la cultura dei popoli mediterranei, ma possiedono armi di ferro e amano la guerra. All’arrivo di questi conquistatori, la società dei popoli mediterranei, da “matriarcale” diventa “patriarcale” e la Grande Dea Madre viene spodestata dal re degli dei (Zeus o Giove).

Poi la docente ci parla delle divinità tutelari o tribali, cioè quelle divinità che proteggono un popolo o una città (Atena – Atene; Marte – Roma).

L’ultimo argomento proposto è la correlazione tra mito, rito e magia, caratteristica della religiosità degli antichi Romani. Essi, infatti, hanno un tipo di religiosità che bada più ai riti che ai miti e hanno tante divinità, una per ogni azione della vita. La religiosità dei Romani è, anche, piuttosto magica, perché, con riti e preghiere, si vuole costringere la divinità ad esaudire ciò che si chiede.

La docente conclude la sua lezione leggendo una “preghiera” di Orazio.

 

 

 

 

Poesia: A volte ritorniamo… (Alfonso Brezmes)

A volte ritorniamo sulle pagine
dove una volta siamo stati felici.
È facile come lasciare che corrano
all’indietro tra le dita,
tornare ai segni che abbiamo lasciato,
a quelle brevi note con cui
volevamo indicare a un altro lettore
che proprio lì doveva fermarsi.

Basta cercarle per vedere
che non sono più le stesse:
qualcosa è cambiato in questo breve
intervallo in cui ce ne siamo andati.

Tornare è un altro modo di misurare
la grandezza incerta della ferita.

Non conoscevo questo poeta spagnolo contemporaneo, ma mi pare molto interessante. In questa poesia mette il dito su una  verità che tutti conosciamo: come i ricordi deformano la realtà di quanto si è vissuto o come l’esperienza vissuta faccia vedere in tutt’altra luce le cose del passato. Mi spiace non conoscere lo spagnolo; penso che nella lingua originale questi versi sarebbero anche più suggestivi.