Film: SILKWOOD.

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Silkwood

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Teche….

Ieri sera la trasmissione RAI “Techetechetè” ha riproposto questa bellissima canzone di Endrigo.
Mi sono ricordata di quando da ragazza la cantavo con tanti sogni nel cuore. Mi sono un po’ commossa.

Bisogna dire che questa trasmissione, in cui la RAI ripropone il meglio delle sue teche, è molto più gradevole dei programmi che essa sostituisce durante l’estate.

L’acqua è poca, ossia scarseggia…

“Le guerre del futuro non saranno combattute per il petrolio o per i metalli rari…saranno guerre per l’acqua….. ”

“l’Italia va verso la desertificazione …”
Quante volte ci siamo sentiti ripetere queste frasi negli ultimi decenni? certamente molte volte.
Ma nessuno prende sul serio certi avvertimenti, li classifichiamo alla pari di quando la mamma ci diceva: metti la maglietta di lana o ti prenderai un malanno….oppure….Non frequentare quegli amici: non sono affidabili…
 Puntualmente però le previsioni della mamma, come quelle degli scienziati, si avverano e puntualmente ci si sente colti di sorpresa… come può essere accaduto?
E quello che sembra si stiano chiedendo tutti, ora che la siccità sta stringendo in una morsa infuocata quasi tutta la penisola ……  E la stessa sorpresa si mostra nelle ricorrenti inondazioni…..
Forse sarebbe il caso di cominciare a pensare a pendere provvedimenti: realizzare sistemi adatti a raccogliere l’acqua durante le precipitazioni per poterne fare uso nei periodi di siccità, cercare di razionalizzare al massimo i sistemi di irrigazione ed eliminare le cause di dispersione di acqua  nelle condutture degli acquedotti.
Ma si può stare certi: al primo acquazzone tutti si dimenticheranno di questo problema….. e tutto continuerà come sempre.
Eppure anche un trio comico famoso qualche tempo fa sapeva che se…..”l’acqua è poca ossia scarseggia, la papera non galleggia….

Una buona legge: “DOPO DI NOI”

dopo-di-noiLa Regione Lombardia è la prima tra le regioni italiane ad attuare la legge approvata un anno fa conosciuta sotto il nome di “DOPO DI NOI“,  che ha lo scopo di venire incontro a famiglie che vivono in condizioni di grande sofferenza.

Spesso ho dovuto toccare con mano il dolore, l’angoscia di genitori che, avendo un figlio disabile, pensano a quale sarà la sua sorte quando loro non ci saranno più … e questo dolore si aggiunge alla fatica quotidiana dell’assistenza….

Ora c’è la possibilità per i Comuni di fare richiesta di fondi, visto che la Regione Lombardia ha messo a disposizione 15 milioni di euro per l’anno corrente.

Chiedo perciò a tutti gli amici di Erba e dintorni, sensibili a questo problema, di fare pressione presso i consiglieri e gli assessori comunali, perchè vengano inoltrate le richieste di fondi e vengano presentati i relativi  progetti di utilizzo: tante famiglie aspettano che qualcuno si accorga delle loro sofferenze.

 

Il “sacro macello”.

Lo storico Cesare Cantù chiamò “sacro macello” un evento tragico di cui oggi cade il 397° anniversario.

sacro_macelloIl 19 luglio del 1620,infatti,  in Valtellina veniva messo in atto un vero e proprio pogrom ad opera dei cattolici nei confronti dei luterani; anche qui come da sempre, le motivazioni religiose hanno fatto da schermo  agli interessi politici e il fatto che S. Carlo Borromeo abbia avvallato una tale strage, ci ricorda che certi fanatismi non sono affatto estranei alla storia di noi cattolici.

“Nel 1619 viene convocato un sinodo protestante a Tirano e nel contempo se ne tiene uno cattolico a Como. Le provocazioni tra le due comunità vanno intensificandosi, fino alla fatale notte tra il 18 e il 19 luglio del 1620 quando un vero e proprio kommando di fanatici cattolici, guidato da Giacomo Robustelli, si abbatte sui protestanti per vendicare la morte del Rusca.

In successione e con lucida crudeltà vengono uccisi quasi tutti i protestanti della comunità tiranese; viene poi messa a ferro e fuoco Teglio, dove si mette in atto una vera e propria strage all’interno della Chiesa evangelica stessa dove i protestanti avevano cercato rifugio, senza avere pietà per donne e bambini, arsi vivi nel campanile. Ultima tappa Sondrio, da cui solo un esimio gruppo di 70 persone armate riesce a fuggire e trovare rifugio in Engadina. Si calcola che in questo spaventoso pogrom, chiamato dallo storico Cesare Cantù Sacro Macello della Valtellina, siano state trucidate circa 600 persone.”

Per saperne di più basta cliccare su questo link:   http://www.instoria.it/home/sacro_macello_valtellina.htm

Cu mmè

Che meraviglia questa canzone!!! Musica bellissima e voci stupende..

TESTO.
Ascolta “Cu ‘Mme”

(feat. Roberto Murolo)

Scinne cu ‘mme
nfonno o mare a truva’
chillo ca nun tenimmo acca’
vieni cu mme
e accumincia a capi’
comme e’ inutile sta’ a suffri’
guarda stu mare
ca ci infonne e paure
sta cercanne e ce mbara’
ah comme se fa’
a da’ turmiento all’anema
ca vo’ vula’
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo’ sape’
no comme se fa’
adda piglia’ sultanto
o mare ca ce sta’
eppoi lassa’ stu core
sulo in miezz a via
saglie cu ‘mme
e accumincia a canta’
insieme e note che l’aria da’
senza guarda’
tu continua a vula’
mientre o viento
ce porta la’
addo ce stanno
e parole chiu’ belle
che te pigliano pe mbara’
ah comme se fa’
a da’ turmiento all’anema
ca vo’ vula’
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo’ sape’
no comme se fa’
adda piglia’ sultanto
o mare ca ce sta’
eppoi lassa’ stu core
sulo in miezz a via

Trovarsi insieme …. come un tempo…

nel-parco-di-hampsteadGrazie alle mie figlie, ho trascorso una bellissima setimana: da molti anni non le avevo vicine insieme  per tanto tempo …

A Londra abbiamo incontrato due ragazze, sorelle tra loro, che tanti anni fa (più di trenta) abitavano nel nostro stesso palazzo e che sono state le amiche d’infanzia delle mie figlie.

Ci siamo fermati in uno dei tanti bellissimi parchi di Londra e lì, sedute su un prato, le quattro amiche si aggiornavano su quanto è accaduto in questi ultimi anni, mentre i bambini giocavano a palla.

Era una giornata molto calda e in molti lì attorno si crogiolavano al sole; noi,  all’ombra degli alberi, abbiamo trascorso alcune ore molto piacevoli, ridendo di gusto, quando l’inevitabile “a m’arcord” ci ha portato a rievocare i ricordi più spassosi.

La Torre di Londra.

Assediata da grattacieli avveniristici dalla forme più strane (la scheggia, il cetriolo, il walkie-talkie e tanti altri), la fortezza nota come Torre di Londra si affaccia in tutta la sua maestosa austerità sulla riva nord del Tamigi.

torre-di-londra-6-600x383Nonostante il prezzo salatissimo dei biglietti d’ingresso, c’è sempre gran folla in attesa di entrare.  quello che colpisce è l’estrema semplicità delle stanze e le loro dimensioni veramente ridotte. Nella parte più antica, le pareti non sono intonacate e lasciano vedere la tecnica di costruzione: enormi travi di legno che si intersecano costituiscono la struttura portante, mentre i mattoni servono a riempire gli spazi tra una trave e l’altra……non avevo mai visto altrove una tecnica di questo genere.

Per il resto è una fortezza come tante, che conserva però il fascino di una storia intrisa di misteriosi fatti di sangue e di tradimenti.

Anche qui non è mancato il tocco folcloristico: nei cortili interni dei figuranti, in  costumi medioevali, intrattenevano il pubblico con una sceneggiata che voleva rievocare gli alterchi urlati tra assediati e assedianti e a mezzogiorno un cannone sparava un numero imprecisato di colpi a salve …..

Ma più che i cimeli e i reperti storici, sono stati i “corvi della regina” a interessare Samuele e Davide: così grossi, così neri, rinchiusi in grosse gabbie, secondo una tradizione, la loro presenza continua garantisce la continuità della monarchia….

A Buckingham Palace.

mattinata da turisti ….

cambio-della-guardiaSiamo partiti piuttosto presto con mappa della città e delle linee di trasporto urbane; meta: Westmister e Buckingham Palace. Il cielo era un po’ grigio e faceva freschino, perciò negli zaini c’era il necessario per eventuali scrosci di pioggia.

Arrivati a Westminster, Davide si è molto interessato al Big Ben e ai vari personaggi storici rappresentati nei monumenti davanti al palazzo del Parlamento. Dopo una lunga camminata, eccoci a Buckingham Palace, dove già si era radunata una folla numerosa davanti ai cancelli, in attesa del cambio della guardia. Sul pennone sventolava solo l’ Union Flag: la regina non è a palazzo.

Bisogna dire che gli Inglesi sono molto abili a vendere le loro attrazioni turistiche: hanno saputo trasformare un rito, tutto s0mmato abbastanza noioso, in una attrazione famosissima in tutto il mondo, arricchendo la cerimonia con i colori sgargianti delle divise, la stranezza dei cappelli di pelle di orso che nascondono quasi completamente il viso dei soldati, i  militari a cavallo e le musiche della banda.

Elisa era molto impegnata a scattare foto da mostrare alle sue amiche e alle compagne di scuola. Anche Davide e Samuele, inizialmente si sono molto interessati, ma poi le cose sono andate veramente per le lunghe e si sono stancati.

Il loro entusiasmo si è riacceso nell’attraversare il Parco di S. James, dove abbiamo potuto ammirare gli uccelli acquatici che popolavano i laghetti e gli scoiattoli che saltavano rapidi tra i rami di alberi secolari.