Quando le promesse vanno in fumo….

Infantilismo …..l’ho sempre pensato e detto:  le promesse elettorali di Di Maio e Salvini erano irrealistiche  e avevano il solo scopo di buttare fumo negli occhi della gente, ma il voler pervicacemente insistere che ciò che era stato promesso doveva essere fatto anche contro l’evidenza dei fatti era atteggiamento molto infantile.

E ora?  Dopo aver dato dell’ubriacone a Junker, dopo aver millantato un’irremovibilità assoluta sulle proprie posizioni…..ecco che finalmente abbassano la testa e la coda e, per amore di poltrona, si assoggettano  alle leggi dell’economia e della convivenza.
Resterà ben poco di quelle promesse fatte sette mesi fa e che ormai sembrano appartenere alla preistoria ….resta però il danno di miliardi causato dall’innalzamento dello spread. Dovrebbero pagarlo Lega e M5s decurtando gli assegni dovuti ai loro eletti.
Se tutto rientrerà nella normalità, un grosso grazie va al Presidente Mattarella, che, senza clamori, ha messo subito in chiaro per iscritto le condizioni per ottenere la sua convalida alla manovra e ha evidentemente tenuto il punto. Io sono convinta di questo e anche se c’è chi giudica il nostro Presidente della Repubblica troppo “molle” perchè non strepita, io penso invece che se non andremo a rotoli lo dovremo a lui.
 Grazie, Presidente Mattarella!.

S. Lucia.

Oggi è S. Lucia e qui, in questa parte di Emilia dove mi trovo, molti bambini stamattina avranno trovato i doni sotto l’albero.  Non ho trovato spiegazioni per il fatto che sia proprio questa santa a portare i doni  e non è vero che la notte di S. Lucia sia la notte più lunga che ci sia (forse lo è per i bambini che aspettano i regali), infatti il solstizio d’inverno si avrà solo fra qualche giorno. Forse la spiegazione di tutto è in quel nome “Lucia”, derivante chiaramente da “lux” (luce) che la fa invocare nel periodo più buio dell’anno per  impetrare  il ritorno della luce.

Nei miei ricordi di bambina mi rivedo svegliarmi quando era ancora buio a cercare in fondo al letto il piccolo tesoro lasciato lì durante quella notte magica: qualche caramella, qualche cioccolatino, l’immancabile mandarino, un libro o un giocattolo, un pupazzetto di zucchero …. Fuori a volte nevicava, ma non mi sognavo certo di non andare a scuola, naturalmente a piedi come sempre: avrei potuto raccontare anch’io alla maestra quanto ero stata fortunata!

La magia però veniva presto smascherata e con la magia finivano anche i regali …..

Ritornando alla storia di Lucia, si sa che era una fanciulla di buona famiglia di Siracusa e che fu denunciata come cristiana da un suo pretendente respinto durante le persecuzioni di Diocleziano. Fu condannata al rogo, ma il fuoco non la uccise e fu quindi decapitata.

Ora è venerata, oltre che nella sua città natale, di cui è patrona, anche in molti paesi del Nord-Europa, dove la luce in questa stagione è un bene raro…

 

Il Centro Italiano Femminile: una storia lunga 70 anni.

img_20181211_220944_resized_20181211_115455233In un salone del Castello di Pomerio, gremito di pubblico, stasera sono stati insigniti di un riconoscimento di benemerenza gli sportivi erbesi che si sono fatti onore a livello regionale, nazionale e internazionale, le associazioni sportive e le associazioni che festeggiavano particolari anniversari di fondazione

Anche il Centro Italiano Femminile di Erba (di cui sono segretaria da un paio d’anni) è stato invitato per la consegna di un attestato di benemerenza  per i suoi 70 anni di attività nella nostra città. Siamo intervenute Maria Pellegrino (Mariuccia), Angela Parietti (Lalla) ed io (Diana). Quando il Presidente del Consiglio Comunale ci ha chiamate, ci ha preso un pizzico di emozione e con una certa fatica ho potuto ringraziare il Sindaco e l’amministrazione comunale che ci gratificano con questa  menzione. Mi sono però ricordata di puntualizzare il gran lavoro che hanno fatto nel passato grandi donne, come Mariuccia e Lalla, nel campo dell’educazione-assistenza dei bambini e per l’emancipazione femminile  negli anni del secondo dopoguerra, quando le donne si affacciavano per la prima volta sulla scena politica avendo finalmente ottenuto il diritto di voto; e ho ricordato il grande e preziosissimo lavoro che le donne del C.I.F. dimg_20181211_223619_resized_20181211_115401902i Erba (insieme a tanti altri collaboratori) continuano a fare da 25 anni nell’organizzazione e nella gestione dell’Università della Terza Età di Erba.

Da sette anni si ripete questa cerimonia: è un modo simpatico dell’Amministrazione Comunale di fare gli auguri di Buon Natale alle organizzazioni di volontariato che si spendono per rendere più bella e solidale la vita della città.

Alla cerimonia ufficiale ha fatto seguito un rinfresco, durante il quale è stato bello salutare  amici e conoscenti intervenuti a questa serata, di cui conserveremo un buon ricordo.

UTE: La vergine delle rocce – Buccinigo nella storia. (resoconto di A. D’Albis)

La carissima amica Angela D’Albis ha inviato il suo resoconto sulle lezioni di oggi: Grazie infinite, Angela! Ottimo lavoro!

ore 15:00 – UN GRANDE ARTISTA: LEONARDO DA VINCI – LA VERGINE DELLE ROCCE E L’INVENZIONE DEI PAESAGGI – docente: Manuela Beretta

Ancora una volta abbiamo seguito, in religioso silenzio, la nostra bravissima docente, prof. Manuela Beretta, che ci ha illustrato l’opera di Leonardo da Vinci: “La vergine delle rocce”.Quest’opera ci mostra l’invenzione dei paesaggio da parte dell’artista. Ce ne sono tante altre, ma la nostra docente ha scelto questa perché  è un’opera che Leonardo realizza a Milano.

la-vergine-delle-rocce“La vergine delle rocce” è un olio su tavola di grandi dimensioni (2 metri x 1.20). E’ un’opera che ha diverse testimonianze documentari ed ha una nascita molto travagliata. Dal contratto di appalto di Leonardo per quest’opera, sappiamo che venne commissionata da una confraternita dell’Immacolata Concezione che aveva una cappella nella chiesa di San Francesco grande. Questa chiesa, che oggi non esiste più, era la Chiesa più grande di Milano dopo il Duomo.

“La vergine delle rocce” doveva essere collocata nella prima cappella a destra, poi spostata in una delle absidi minori nel ‘500 perché la cappella venne distrutta. Quando l’ordine dei Francescani venne abolito, nel ‘700, Napoleone  fece distruggere la chiesa e al suo posto vi fece costruire una caserma. Il dipinto doveva essere un trittico: una tavola centrale (opera di Leonardo) e due laterali (opere di due suoi collaboratori: Leonardo e Giovanni Ambrogio De Predis).

La cornice c’era già (opera di Giacomo Del Maino). Oggi la cornice non c’è più perché quando la chiesa venne distrutta, l’opera venne smembrata e le parti furono vendute separatamente.

La tavola centrale rappresenta la Vergine all’interno di una caverna. A sinistra c’è San Giovanni Battista bambino e a destra ci sono  Gesù e l’arcangelo Gabriele. E’ un’iconografia molto complessa e altamente simbolica. Le braccia della Vergine fanno comunicare le due parti del dipinto; la parte dove c’è Giovanni Battista è la parte terrena, mentre la parte a destra dove c’è Gesù è la parte divina. Gesù benedice con una mano, ma tocca la terra con l’altra e questo gesto simboleggia la doppia natura del Cristo: divina e umana.

Leonardo fa parlare i suoi personaggi attraverso la gestualità. Tuttavia, è anche molto importante il paesaggio di questa tavola.  Per realizzare la caverna (nella quale c’è la Vergine), Leonardo usa  due originali espedienti pittorico-stilistici: la prospettiva aerea e lo sfumato.  Lo sfumato è quella tecnica per cui la pittura non ha una linea precisa di contorno. Il contorno è sempre sfumato. La prospettiva aerea è un qualcosa che ci permette di percepire, di due oggetti simili per dimensioni, quale dei due si trova a una maggiore distanza. E’ quella prospettiva che non utilizza le linee, ma il colore.

 De “La Vergine delle rocce” esistono due versioni: una si trova al Louvre e l’altra alla National Gallery di Londra. Anche le tavole laterali si trovano a Londra.

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ore 16:00 – TRACCE DEL NOSTRO TERRITORIO LOMBARDO – PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI EMILIO GALLI “BUCCINIGO NELLA STORIA” – docente: Emilio Galli.

Dopo la presentazione dell’associazione La Sorgente da parte della Presidente, gruppo che ha promosso il testo sulla storia di Buccinigo, il prof. Emilio Galli ci ha introdotto nella descrizione del libro da lui scritto: ”Buccinigo nella storia”.

Il libro è una specie di racconto, facile da leggere.

torre-di-buccinigoCi ha spiegato che ha voluto collegare la storia nazionale con quella locale perché una fa capire l’altra. Ha usato l’asse cronologico e la sua narrazione parte dalla preistoria fino a giungere ai nostri tempi.

 Ci sono dei reperti che testimoniano l’esistenza di agglomerati urbani in questa zona nella Preistoria. Poi questi territori sono stati occupati dai Celti e dai Romani.

Con la cristianizzazione sono nate le “pievi”. Buccinigo si trovava nella pieve d’Incino. Con la caduta dell’impero romano, ci sono state le invasioni barbariche e la fascia prealpina si è fortificata per difendersi da queste invasioni.Nell’Alto Medioevo, i Longobardi occuparono l’Italia. Essi furono sconfitti da Carlo Magno e nacque il Sacro Romano Impero.

Poi arrivarono gli Spagnoli, poi gli Austriaci, fino all’avvento,  nell’ ’800, del Regno d’Italia. Le grandi famiglie nobili di questa zona sono: i Carcano, I Parravicini. I Sacchi (di questi ultimi, però, si sono perse le tracce) e i Carpani.

Una curiosità: da dove deriva il nome Buccinigo?

Ci sono varie ipotesi. Una leggenda dice che potrebbe derivare da “buco iniquo”, riferendosi a un pozzo dove mettevano le persone che non si comportavano bene.

Un’altra ipotesi è che potrebbe derivare da una parola latina che indicava il tubo che usavano i romani per gli acquedotti.

C’è chi dice che tutti i nomi dei paesi che finiscono in -igo, -ago, -ugo sono di origine longobarda. Tuttavia, queste sono tutte leggende o supposizioni e il mistero rimane!

Teatro: La duchessa del Bal Tabarin.

Quanta gente c’era a Milano ieri pomeriggio! Certo per fare gli acquisti di Natale e per vedere la città illuminata dalle mille luci degli addobbi natalizi. E’ stata un’impresa raggiungere a piedi il Teatro San Babila: bisognava fare un’incessante gimkana tra la gente che riempiva strade e portici.

Eravamo un buon gruppo dell’UTE e avevamo i biglietti per assistere alla rappresentazione dell’operetta: La Duchessa del Bal Tabarin (musiche di Carlo Lombardo e libretto di Franci). E’ un’operetta nata nel 1917, in piena Grande Guerra, ma ambientata nel  mondo luccicante e frivolo della Belle Époque, che si era conclusa da poco.

Racconta la storia di Frou Frou, una chanteuse del Bal Tabarin che ha sposato un alto funzionario, al quale però non è propriamente fedele e il marito, avendo scoperto un suo tradimento, promette di prdonarla solo se supererà sei mesi di prova di morigeratezza e onestà coniugale. Lo spettacolo comincia dal giorno della scadenza del sesto mese e Frou Frou aspetta con ansia la mezzanotte: allo scoccare dei dodici rintocchi potrà incontrare un suo giovane possibile amante, ma alla fine anche lei rinsavirà e si arriverà all’immancabile lieto epilogo.

Gli interpreti hanno  voci splendide, i costumi sono molto belli e curati  e la musica è eseguita dal vivo da una orchestrina guidata  da una giovanissima direttrice. E’ stato uno spettacolo piacevolissimo e rilassante ed è stato bello risentire l’aria più nota  di questa operetta che vi ripropongo  nel video qui sotto.

UTE: M. Balzano – De Gasperi.

Marco Balzano
Marco Balzano

Oggi la prof.ssa Granata ci ha fatto fare un’escursione rapida nella narrativa italiana contemporanea, presentandoci uno scrittore che io non conoscevo: Marco Balzano, giovane autore milanese che ha già pubblicato vari romanzi e ricevuto diversi premi. La nostra docente ci ha parlato in particolare di tre opere.

Il figlio del figlio – Un giovane milanese di origini meridionali racconta la storia di suo nonno  e di suo padre, trasferitisi a Milano dalla natia Puglia. In questa storia viene raccontato bene il “dramma” (forse esagero un po’) di chi migrando perde un po’ della propria identità originaria senza riuscire ad assimilarne pienamente un’altra.

L’ultimo arrivato – Un bambino siciliano migra da solo e si trova ad affrontare mille difficoltà nella grande città di Milano, così diversa dal piccolo mondo in cui era vissuto, ma si butta con coraggio nella sua nuova vita fino a riuscire a costruirsi una famiglia, ma quello che resta in lui di cultura delle sue origini lo porterà a compiere un atto di violenza che gli costerà una condanna.

Io resto qui – E’ la storia di Trina, una donna sud-tirolese che al tempo del fascismo ha perduto la figlia, fuggita in Germania senza dare più notizia di sè, che fugge in montagna col marito disertore durante la guerra e che , quando ritorna la pace, vede il suo paese, il suo mondo, le sue memorie sepolti dalle acque di un lago artificiale formatosi dopo la costruzione di una diga.

La prof.ssa Granata ha posto l’accento sul linguaggio usato da queto autore: frasi brevi, parole semplici, perchè ogni storia è raccontata in prima persona dai protagonisti dei romanzi e la loro lingua è quella della gente comune.  Tuttavia si sente sempre una particolare attenzione all’efficacia della parola, soprattutto nella ricerca di aggettivi a volte inaspettati.

Credo che dovrò a breve leggere qualcosa di questo giovane scrittore.

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Continuando la storia di De Gasperi (vedere QUI la lezione precedente), il prof. Cossi ci ha riportato alla fine del fascismo il 25 luglio 1943, quando Mussolini viene arrestato e si instaura il I governo Badoglio. Dopo poco più di un mese si arriva alla firma dell’armistizio di Cassibile l’8 settembre del ’43: l’Italia è divisa in due dalla linea Gustav. A nord c’è la repubblica Sociale, a sud l’Italia occupata dagli alleati. Nelle regioni del Nord ha inizio la guerra di Resistenza, portata avanti CLN di cui anche De Gasperi fa parte.

de_gasperi_costituenteNel 1944 De Gasperi entra come ministro denza portafogli nel II Governo Bonomi, poi dal dicembre ’44 al dicembre 45 ricopre l’incarico di ministro degli Esteri nel Governo Parri, alla fine del quale De Gasperi ottiene la  nomina a Primo Ministro: gli Inglesi e i Francesi sono ostili all’Italia, mentre gli Americani sono più propensi ad aiutarci, ma per tutti loro De Gasperi rappresenta una garanzia contro lo spauracchio del comunismo.

La situazione è complessa: il governo assume provvisoriamente sia il potere esecutivo che quello legislativo in attesa del referendum istituziomale e di nuove elezioni.

Alla prossima lezione il compito di concludere la storia di questo uomo politico, forse il più grande della nostra storia del novecento.

La telefonata che non ti aspetti.

Giovanni, hai scritto la letterina a Babbo Natale? – chiede lo zio.

babbo-natale-e-caminoGiovanni (5 anni meno due mesi) rimane perplesso….non ci aveva ancora pensato e un po’ confuso ammette di non averla  scritta.

  • Ah, ecco! Allora aveva ragione Babbo Natale: ieri mi ha telefonato dicendo che non trova la tua letterina e non sa quali regali portarti ….-

Ne segue una piccola discussione sui doni da chiedere e Giovanni scrive la letterina aiutato dalla mamma.

A sera, però, lo si vede piuttosto pensieroso e alla fine chiede: – Ma perchè Babbo Natale ha telefonato proprio allo zio? –

Certamente deve essersi sentito scavalcato e un po’ offeso: Babbo Natale doveva telefonare a lui, che era l’interessato e non allo zio…Oh, perbacco!!!

Ma la mamma trova subito una spiegazione: – Forse Babbo Natale non ha il nostro numero di telefono, mentre  lo zio deve averglielo lasciato in occasione del suo viaggio in Norvegia….-

Giovanni si rasserena: dev’essere proprio andata così…

UTE: Gandhi e la non-violenza – la conquista dello spazio.

Nella precedente lezione la prof.Russo ci aveva presentato l’avventura umana di Gandhi fino al momento in cui ritorna in India dopo aver vissuto 22 anni in Sud Africa.

Nella sua patria, provata da due secoli di sfruttamento da parte degli Inglesi (Compagnia delle Indie Orientali prima e poi deposizione dell’ultimo imperatore nel 1858 e trasformazione in colonia ), spiravano venti di ribellione.

gandhiQuando arrivò  con la nave che lo riportava in patria, Gandhi era atteso da una numerosa folla e da molte personalità importanti, preceduto come era dalla fama che si era conquistato in terra africana.  Gandhi si presentò vestito con i tipici “mutandoni” indossati dai paria: era una implicita dichiarazione di quale sarebbe stata la sua missione in terra indiana: difendere i diritti degli ultimi, servire Dio nei fratelli più poveri. Per onoscere meglio la sua terra e la sua gente (era stato lontano molti anni) cominciò a viaggiare in treno in terza classe e venne a sapere che molti contadini stavano perdendo la terra che le tradizioni indiane avevano sempre garantito loro; inoltre il governo inglese arrivò a imporre leggi severissime contro chiunque fosse sospettato di terrorismo.

Il malcontento dei reduci indiani, che avevano combattuto nella Grande Guerra senza ottenere nessun riconoscimento, nel 1920 si aggiunse all’insofferenza generale verso i colonizzatori e tutto questo sfociò in una grande manifestazione di popolo; la polizia però chiuse le vie di fuga e cominciò a sparare sulla folla  provocando la morte di mille persone.

Gandhi rispose con la disobbedienza pacifica invitando la popolazione a non comprare più i tessuti inglesi, ma solo quelli di produzione locale: la polizia arrivò a tagliare i pollici dei tessitori!!! Un gruppo di ribelli però provocò la morte di 22 poliziotti e Gandhi, che non aveva partecipato all’attentato, venne processato  per aver istigato alla disobbedienza civile e fu condannato.

Nel 1930 fu introdotta la tassa sul sale e Gandhi guidò la marcia di una grande folla fino al mare dove tutti  si misero a estrarre il sale dall’acqua marina. Invitato a Londra, Churchill lo definì “il fachiro mezzo nudo”, ma Gandhi non si lasciò intimorire e accusò l’Inghilterra di terrorismo mentre chiedeva a gran voce l’indipendenza per la sua terra. Nel 1947 si arrivò alla costituzione di uno stato indù (la repubblica indiana) e due stati islamici, Pakistan e Bangladesh. Ne nacque una situazione di grande caos e un anno dopo Gandhi fu ucciso da un fanatico.

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Nella seconda ora di lezione il prof. Damiani ha continuato a spiegarci quali grandi ostacoli tecnologici siano stati affrontati e superati prima di  poter intraprendere la conquista dello spazio, impresa complessa, piena di rischi e molto costosa. Si sono registrati anche molti insuccessi.

Tuttavia la ricerca spaziale ha avuto notevolissime ricadute sulla vita di tutti noi, perchè molte delle conoscenze acquisite  hanno trovato applicazione nella nostra quotidianità. Si calcola che queste invenzioni siano duemila, tra esse ricordiamo:  i termometri auricolari che usiamo per misurare la febbre ai nostri bambini – gli arti artificiali – le lenti antigraffio -i rilevatori di massa ossea – i diodi – i sensori digitali per fotocamera – il sistema GPS dei nostri navigatori – gli elettrodomestici a controllo remoto . i radar geologici e strutturali

 

Le cose cambiano sempre più in fretta…

Ieri sera alla riunione del PD erbese sono venuta a conoscenza di cose molto interessanti, come ad esempio lo strano contratto che lega la municipalità ai gestori del centro sportivo Lambrone e come si intendano costruire altri centri commerciali ….

Proprio ieri leggevo che negli Stati Uniti i grandi centri commerciali ora sono tutte aree dismesse…sono vuoti, non ci va più nessuno e sono stati chiusi.

Il mondo cambia in fretta e le vendite via internet hanno costretto al fallimento i grandi magazzini che noi vogliamo costruire ora e che fra qualche anno non serviranno più a nessuno….pensarci prima non guasterebbe…