Come si può vivere sani in un mondo malato?

“Come si può pretendere di vivere sani in un mondo malato?”

Queste sono parole di Papa Francesco, pronunciate venerdì scorso in quella Piazza S. Pietro vuota e battuta dalla pioggia, che pareva proprio un pianto del creato sulle sofferenze di una Terra che per troppo tempo abbiamo maltrattato e che ora sta reagendo in modo terribile.

Quando l’epidemia da coronavirus sarà alle nostre spalle non dovremo più compiere gli stessi errori e dovremo ricordare che noi siamo parte della natura e che abbiamo il dovere di custodirla così come si dice in questa canzone

Poesia: Nuove melodie (Emily Dickinson)

Mia mamma lo chiamava “l’uslen dal fred” (l’uccellino del freddo) ed è vero: i pettirossi si fanno vedere solo in inverno, o all’inizio della primavera, quando faticano a trovare cibo e devono avvicinarsi alle case.  Qui nel mio orto li vedo appoggiarsi sulla recinzione, con le piume gonfie e arruffate, guardare sospettosi verso la casa e scendere con un breve volo sul praticello, per poi volare via in un breve frullo d’ali.

Ecco cosa scrive Emily Dickinson in proposito (da “Poesie sull’albero”)

NUOVE MELODIE

I have a Bird in spring
Which for myself doth sing—pettiroso__rudzik2
The spring decoys.
And as the summer nears —
And as the Rose appears,
Robin is gone.

Yet do I not repine
Knowing that Bird of mine
Though flown —
Leareth beyond the sea
Melody new for me
And will return.

Traduzione di Valentina Meloni

In primavera un uccello arriva
e per me sola innalza un canto —
Primavera chiama.
E non appena l’estate è vicina —
e la Rosa appare
Pettirosso se ne va.

Eppure non mi lamento
pur sapendo le sue ali
esser volate altrove —
di là dal mare apprende
melodie che non conosco
e so che tornerà.

Poesia: il vento portò da lontano…. (Aleksandr BloK)

E anche quest’ anno è arrivata la primavera: le ordinanze governative non hanno potuto nulla contro la sua ostinazione a voler risvegliare il mondo come sempre, come se nulla di tragico stesse accadendo.

Nella poesia che copio-incollo qua sotto, il poeta, Alexandr Blok, è triste, come lo siamo noi oggi: le sue corde cupe e profonde piangono, nel suo cuore è ancora inverno, ma il vento che porta un canto di uccelli e apre uno squarcio d’azzurro intenso nel cielo parla di speranza…. speriamo anche noi  che questa primavera possa portare il sereno nei nostri cuori, oltre che nei nostri cieli.

primavera di BotticelliIl vento portò da lontano
l’accenno di un canto primaverile,
chissà dove, lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide, cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.

Bill Gates come Cassandra.

Nella storia dell’umanità tutto si ripete: ricordate Cassandra? Prediceva il futuro, ma non era creduta. E’ accaduto anche ai nostri tempi:
tutto quello che sta capitando in questi giorni era prevedibile ed infatti era stato previsto, ma si è continuato ad ignorare il pericolo nuovo che si prospettava

Marzo 2020.

Quest’anno Marzo porta  con sé: una pioggia a lungo attesa, ciliegi prematuramente fioriti, un virus contagioso, piazze vuote e tanta angoscia.

Tutti i programmi sono stati sconvolti o cancellati e ci riscopriamo piccoli e indifesi.

Nel chiuso di casa mia, cerco conforto nella lettura, nelle voci delle amiche  al telefono e nella preghiera.

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Tempesta di vento.

Muggisce come belva ferita tra i palazzi e per le vie, sospinge la poca gente che passa frettolosa tenendo il bavero del cappotto con le mani.

La furia del vento si accanisce contro ogni cosa; strapazza gli alberi, solleva e sbatte lontano gli arredi da giardino che aspettano l’estate e fa roteare immondizia di ogni genere insieme alle  foglie morte.

IO resto chiusa in casa e ascolto la voce rabbiosa del vento.

Poesia: La mia sera (G. Pascoli)

tramontoIl giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.

È, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Nè io… e che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don… Don… E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra…
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era…
sentivo mia madre… poi nulla…
sul far della sera.

In questa poesia il Pascoli dimostra la sua incredibile capacità di descrivere in versi  i paesaggi e i fenomeni naturali, accostando ad essi anche riferimenti alla sua vita e ai sentimenti più teneri e profondi, che qui vengono appena accennati, ma forse è proprio in questo non detto  che è da ricercare l’ efficacia comunicativa della poesia.

Tutti con Ursula!

Presentato lo scorso 11 dicembre alla stampa di tutto il mondo, il Green Deal ha come obiettivo rendere l’Europa il primo continente al mondo ad impatto zero Green+Dealentro il 2050.

Per raggiungere l’obiettivo ambizioso, la Commissione ha definito azioni specifiche nel campo dell’economia circolare, degli investimenti e della finanza verde, dell’energia, dell’innovazione, dell’alimentazione e degli stili di vita preservando sistemi e biodiversità. Il programma si prospetta come una rivoluzione economica, culturale ed innovativa in grado di mettere al centro i cittadini. Il piano porrà le basi sul principio di “giustizia sociale” in grado di assicurare che la fase di transizione ad una economia verde possa essere una transizione giusta per i cittadini affinchè nessuno rimanga indietro o paghi i costi di questo cambiamento radicale.”

(dal sito :europedirect. regione.Lombardia)

Ho copia-incollato le righe riportate qui sopra per evidenziare il cambio di marcia imposto dalla nuova Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.  Si sa che non è sempre facile passare dalle intenzioni alle realizzazioni, ma già il fatto di essersi posti come primario l’obiettivo del contrasto al degrado ambientale è cosa molto lodevole.

Ci voleva una donna per porre mano a un problema impellente, ma da troppo tempo ignorato.  Ursula merita tutto il nostro appoggio e i nostri auguri di riuscire nel suo nobilissimo intento.

Quello che non ti aspetti.

In viaggio verso l’aeroporto, su una strada solitamente molto trafficata, ma resa meno affollata dal periodo festivo, mi sono vista le auto davanti a me fermarsi in un tratto in cui non ci sono semafori, nè  incroci ….. Mi sporgo a guardare cosa stia capitando e vedo…..un pastore affiancato da un cane e seguito da un gregge, e che gregge! Una marea di pecore stava invadendo la carreggiata e proseguiva di buon passo; in mezzo ad esse si intravedevano qualche capretta e anche alcuni muli che procedevano solenni insieme al gregge. Un secondo pastore chiudeva il lunghissimo corteo.

Non potevo credere ai miei occhi: non avevo mai visto tante pecore tutte in una volta e tantomeno le avevo viste camminare su una strada di traffico intenso.  Sembrava una scena surreale!

Tornando dall’aeroporto, circa un’ora dopo ho rivisto quel gregge pascolare sui prati che fiacheggiano la strada e, approfittando della chiusura del passaggio a livello lì vicino, ho potuto scattare questa foto, che però ritrae solo una parte della bella  scena bucolica che si offriva ai miei occhi.

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