Se il clima che cambia non dipende da noi umani…

Bisogna sempre dare ascolto agli scienziati, perchè sono loro che studiano i fenomeni e cercano di spiegarceli.

orso-polare-cambiamenti-climaticiStamattina ho sentito un ambientalista spiegare che non si è ancora arrivati a dimostrare l’influenza dei comportamenti umani sui cambiamenti climatici: il clima terrestre infatti ha subito molte variazioni nel corso dell’esistenza del nostro pianeta, anche quando non era abitato da miliardi di esseri umani come ora. Potrebbe dipendere dal sole o da altri fattori non ancora individuati…  E se lo dice la scienza, dobbiamo crederci ….

Ma se le balene o le tartarughe muoiono con lo stomaco pieno di plastica, o se il petrolio devasta le coste del Brasile, o se siamo sopraffatti da montagne di rifiuti, non è certo colpa del sole.

La  bellissima manifestazione di ieri se non potrà fermare lo scioglimento dei ghiacciai, dovrà però indurre tutti noi ad adottare comportamenti più compatibili con l’equilibrio  ecologico del pianeta ….ricordiamocelo ….e ricordatelo anche voi ragazzi!

Ecologia domestica.

Oggi in tutto il mondo si stanno tenendo grandi manifestazioni di piazza per chiedere politiche atte a contrastare i cambiamenti climatici e per me ha del miracoloso l’attenzione che su questo tema Greta è riuscita a sollevare in così poco tempo, tanto da smuovere le folle di ogni continente e da costringere la politica ad occuparsene finalmente con serietà.

acqua-fontedivita-1-1024x567Nel mio piccolo, anche se non scendo per le strade, cerco di fare la mia parte per ridurre gli “effetti collaterali” del mio passaggio su questo pianeta. Ad esempio, quando lavo la verdura, utilizzo una vaschetta che mi permette di raccogliere l’acqua utilizzata, che poi uso per bagnare le piantine dei vasi o dell’orto.  Se devo lavare i piatti, non lascio scorrere l’acqua fino a che non diventi calda, ma ne metto un po’ nel  bollitore  e in pochi attimi ho acqua a temperatura ottimale per procedere al lavaggio. Così sto molto attenta anche alla raccolta differenziata dei rifiuti e a non sprecare energia elettrica lasciando accese le luci di casa quando non servono. Cerco anche sempre di avviare la lavatrice solo a carico completo e di portare nei centri di raccolta tutto ciò che potrebbe essere riutilizzato e che a me non serve più.

Ci sono però anche altri comportamenti che fanno bene alla salute del nostro pianeta e che,  in particolare, consentono di risparmiare acqua, elemento sempre più prezioso in tempi di cambiamenti climatici; la Gabanelli  ce ne indica alcuni a questo link.

Ognuno di noi deve sentire la responsabilità di adottare comportamenti che minimizzino l’impatto  sull’ambiente del nostro vivere quotidiano; ogni suggerimento in tal senso  è ben gradito…

 

Greta e gli altri.

E’ opinione comune che i giovani non si occupino dei problemi del mondo che li circonda, ma, stando alle cronache che raccontano le manifestazioni per il clima svoltesi in tutto il mondo, verrebbe da dire che questo non è vero o almeno non è più vero.

Forse è questione di temi e quello dei cambiamenti climatici è indubbiamente  un tema di grande interesse soprattutto per i giovani: ne va del loro futuro, della possibilità di continuare a vivere su questo pianeta e il problema li riguarda da vicino.

Onore a Greta, che ha sollevato il problema e che ora sta costringendo i potenti del mondo a riflettere e a prendere finalmente dei provvedimenti concreti: il tempo stringe e non è più possibile  limitarsi a esporre belle intenzioni.

L’acqua è solo una materia prima come le altre?

L’acqua può essere considerata una materia prima alla pari del ferro, del carbone, del petrolio?

Se ponessimo questa domanda al capo della Nestlè, questi  risponderebbe di sì, come si evince dalla lettura di questo articolo corredato da un video inequivocabile (datato 2013 ma forse ancora non superato).

Forse bisognerebbe ricordare a questo strapagato manager che l’uomo non ha sempre avuto la possibilità di usufruire del ferro, o del carbone o del petrolio o di qualsiasi altra materia prima, ma ha sempre avuto bisogno, per sopravvivere, di avere la possibilità di accedere all’acqua, anche perchè questo elemento costituisce la maggior parte della nostra massa corporea.

Credo che dobbiamo tutti stare in guardia per difenderci da chi vuole mettere le mani su un bene sempre più prezioso come l’acqua o i nostri nipoti dovranno a poco a poco pagare anche per respirare.

Io intanto non compro più acqua in bottiglia: uso quella del rubinetto o quella della casetta dell’acqua: è vero anche quella si paga, ma si paga il costo della distribuzione, non l’acqua come oggetto di mercato.

Là dove è possibile, sottraiamoci a chi specula su un bene primario così vitale.

Francesco e l’Africa.

Ammiro sempre di più Papa Francesco.

Da alcuni giorni è in Africa e sta compiendo varie tappe. Ho cercato di seguire i suoi discorsi (non tutti, purtroppo) e in essi ho sempre sentito solo parole di incoraggiamento perchè gli Africani superino le contrapposizioni, siano solidali tra loro, mettano da parte gli egoismi di classe, di famiglia, di tribù…..perchè solo così potranno essere i protagonisti di un nuovo progresso civile, sociale ed economico del loro continente.

L’Africa è un continente ricchissimo eppure molti scappano, ma perchè lo fanno? In questo articolo del Sole24ore c’è la risposta a questa domanda e c’è anche questa frase: Nessuno lascia casa se sta bene a casa sua. Nessun quattordicenne si mette nella giacca una pagella e affronta il deserto, le carceri libiche, il rischio concreto di affogare se sta bene a casa sua…..

Se l’ONU (che dovrebbe intervenire) riuscisse ad aiutare gli Africani a liberarsi da regimi autoritari e corrotti e sanzionasse multinazionali e stati che sfruttano le risorse dell’Africa impoverendone gli abitanti, forse non vedremmo più barconi di disperati chiedere di poter sbarcare sulle nostre coste…. ma succederà? Quando?

 

 

Il lago che non c’è più…

Ieri, facendo un po’ di zapping, mi sono imbattuta s in un bel documetario, trasmesso da Rai5, su uno dei disastri più macroscopici provocati dall’insipienza umana: la scomparsa del Lago D’Aral. Quando andavo a scuola io, sui libri di geografia si studiava che tra i maggiori laghi al mondo figurava il Lago D’Aral, detto anche  Mare D’Aral per la sua enorme ampiezza. Ora forse le carte geografiche non lo riportano nemmeno.

Il regime sovietico, avendo programmato un incremento della produzione agricola, pensò di sfruttare le acque dei fiumi che alimentavano il lago, costruendo una serie di canali di irrigazione per coltivare cereali e cotone: il lago si sarebbe prosciugato è vero, ma si sarebbe potuto coltivare il riso nella zona paludosa  che si sarebbe originata.

Risultato: i canali non impermeabilizzati si sono rivelati un inutile spreco di risorse idriche, il lago d’ Aral si è totalmente prosciugato e sul terreno sabbioso è rimasto uno spesso strato di sale, con queste conseguenze: terreno  non coltivabile, scomparsa della fiorente attività di pesca, avanzata del deserto.

Ora però c’è un tentativo di recupero che sembra poter dare i primi risultati positivi e forse un giorno ritroveremo il Lago D’Aral sugli atlanti geografici.

 

La Terra brucia.

Brucia l’Alaska, brucia la Siberia,  in Islanda celebrano il funerale di un ghiacciaio ….notizie di qualche giorno fa.

ZE DOCA, BRAZIL - NOVEMBER 22:  A fire burns trees next to grazing land in the Amazon basin on November 22, 2014 in Ze Doca, Brazil. Fires are often set by ranchers to clear shrubs and forest for grazing land in the Amazon basin. The non-governmental group Imazon recently warned that deforestation in the Brazilian Amazon skyrocketed 450 percent in October of this year compared with the same month last year. The United Nations climate change conference begins December 1 in neighboring Peru.  (Photo by Mario Tama/Getty Images)

Notizie di questi ultimi  giorni: l’Amazzonia brasiliana sta bruciando  e vastissime zone sono ormai un deserto in cui giacciono  innumerevoli carcasse di animali morti.

Tutto il mondo dovrebbe mobilitarsi per salvare l’Amazzonia, il polmone del nostro pianeta,  e in tutto il mondo si dovrebbe fare una campagna per piantare alberi  ovunque sia possibile per compensare le enormi perdite di questa tragica estate.

La Terra che già sta soffocando per i gas serra e per l’inquinamento degli oceani  non può sopportare ancora a lungo le conseguenze della nostra insensatezza.

Formiche: amore – odio.

L’avevo già notato altre volte, ma questa mattina la cosa mi ha letteralmente impressionato per la velocità in cui il tutto è avvenuto.

Visto che ormai non era  più rinviabile il taglio dell’erba nel giardino, mi son messa all’opera di buon’ ora, per poter completare l’opera prima che il caldo diventasse insopportabile.

Per poter meglio raggiungere certe erbacce, ho dovuto spostare un sasso piuttosto grosso: lì sotto, al fresco, c’erano centinaia di piccole uova bianche e tante formiche che sbucavano da piccoli buchi, le imboccature dei tunnel sotterranei scavate da quelle piccole creature, che io apprezzo molto quando non invadono il mio territorio dentro casa. Erano nel giardino e quindi potevo concedermi il lusso di guardarle con sguardo benevolo.

formicaioUna volta spostato il sasso, ho provveduto a passare il tagliaerba sui bordi della piccola cavità e ho potuto vedere come nel giro di pochi secondi tante formichine avevano preso tra le loro  zampe anteriori le uova e le avevano trasferite nelle gallerie al riparo da ogni intrusione; solo poche uova erano ancora in attesa di essere portate in salvo.

Che organizzazione perfetta! Ognuna sapeva esattamente cosa fare ed eseguiva il suo compito con precisione, senza essere d’intralcio alle altre operaie! Piccolissime e così efficienti! C’è di che restare a bocca aperta ……

Questo però non mi fa dimenticare quando qualche sera fa ero costretta  a trincerarmi in camera da letto a causa di un’invasione di formiche con le ali molto aggressive e moleste. Ora per fortuna pare abbiano abbandonato la postazione e la sera posso tranquillamente restare in soggiorno davanti alla TV o al PC. Per onestà vanno ricordati pregi e cattive abitudini…..

P.S. : alle dieci avevo già finito, ma ero madida di sudore  non ho potuto fare altro che buttarmi sotto la doccia….. che caldo!!

 

Splendore tra l’erba…

Il paesaggio della pianura di questi tempi ha, per me, qualcosa di magico:  il verde dei campi coltivati, dei vigneti, dei frutteti e dei boschetti viene squarciato  dallo splendore  delle stoppie rimaste al sole dopo la mietitura.  Su di esse fanno un effetto da quadro impressionista i riflessi che la luce  crea abbattendosi sulle balle di paglia che appaiono  come  vortici dorati.

Ora su quei campi non si vede nessuno intento a spigolare, nessuno, tranne i passeri, è interessato alle spighe rimaste sul terreno. Un tempo la spigolatura era un’occasione per racimolare quel tanto di grano che poteva fornire un po’ di farina per l’inverno….balle-di-paglia

Basilico….mon amour!!

basilico

Ho interrato dei semi di basilico , questa primavera, dentro a un vaso. Le  piogge e le basse temperature, ne hanno  ostacolato l’ attecchimento e lo sviluppo. Quando poi è arrivato il caldo, il basilico ha cominciato a prosperare e  l’ho trapiantato in altri vasi e a terra; ora posso andare ogni mattina ad assaporarne il profumo: è una  sensazione olfattiva straordinaria!

Fra qualche giorno potrò  raccoglierne le foglie per profumare le varie pietanze: anche un semplice sugo di pomodoro viene impreziosito aggiungendo un po’ di basilico.

Fra qualche settimana mi dedicherò alla preparazione del pesto , che è squisito fresco, ma può anche essere surgelato nelle vaschette del ghiaccio per poterlo poi usare nelle quantità desiderate, senza sprechi, e anche in inverno potrò godere dei sapori dell’ estate.

Si dice che il basilico abbia notevoli proprietà antiinfiammatorie e che sia prezioso per aiutare la digestione. A questo finebisogna mettere 20 g di foglie fresche di basilico a riposare per 5 minuti in un litro d’acqua bollente. Bevendo 2-3 tazzine al giorno di questo infuso  dopo i pasti  si avrà una digestione tranquilla anche se avrete indugiato troppo a tavola.

Il basilico, come dice il suo nome, è davvero pianta da re.