Cartoline brianzole: Agliate.

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Pieve di Agliate (non è pendente come parrebbe nella mia foto !!!! 😀 :D)

Non solo non conoscevo Agliate, ma ne ignoravo l’esistenza….. eppure quello che oggi è solo un piccolo borgo nel cuore della Brianza, un tempo ne era un centro importantissimo, dato che la via che collegava Milano a Como passava proprio per Agliate.

Importante  ai tempi dell’Impero Romano, già nella preistoria vi si era insediata una comunità che traeva beneficio dalla vicinanza del Lambro.

Il monumento più importante di Agliate è senz’altro l’ antichissima Pieve costruita proprio con i sassi  del fiume, là dove un tempo sorgeva un tempio pagano. Quella che vediamo ora risale probabilmente all’XI secolo (alcune fonti dicono IX secolo) ed è uno splendido esempio di romanico, austero, spoglio, semplice eimg_20181114_153206_resized_20181115_033144516ppure profondamente suggestivo.

Accanto alla chiesa sorge un altrettanto ben conservato battistero a pianta ottagonale con vasca per il Battesimo a immersione e con alcuni affreschi sfuggiti agli effetti deleteri del tempo e dell’incuria.

img_20181114_162417_resized_20181115_033006922Come ho detto, la Pieve  sorge vicinissimo alle rive del Lambro, che ieri era particolarmente impetuoso e gagliardo, viste le copiose piogge recenti.

Se vi capita di passare da quelle parti, fermatevi per una breve sosta: ne vale la pena!

 

A Mandello.

Mandello Lario è un’amena località in riva al Lago di Como, sulla sponda orientale.

E’ a pochi chilometri da Lecco, ma non c’ero mai stata, per questo ieri è stata per me una bella sorpresa poterne ammirare il Lido, il parco e il panorama bellissimo che si gode dalla riva del lago.

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Al Lido i miei nipotini si sono divertiti un mondo coi sassi da caricare e scaricare sui loro camion-giocattolo, a inventare situazioni drammatiche di incendi da spegnere, di  incidenti con feriti da curare per poi andarsi a tuffare ogni tanto (Davide) nelle fresche acque del lago, fra papere placidamente indifferenti alla presenza dei turisti. Nel parco vicino, c’erano molte persone a godersi il sole o il fresco all’ombra degli alberi, mentre i bambini affollavano  le giostrine, le piste ciclabili, il campo giochi o i tappeti elastici. C’è tutto quello che consente a famiglie con o senza bambini di trascorrere una bella giornata di vacanza.

Una cosa vorrei suggerire alla giunta comunale di Mandello: perchè non mettere delle macchinette per pagare la sosta delle auto? Ieri eravamo in tanti a guardare in giro smarriti per capire come pagare la sosta una volta arrivati in una via non vicinissima al lago, dopo aver vagato a lungo per le strade della cittadina. I negozi che rivendono le schede gratta e sosta non sono poi così facilmente individuabili e raggiungibili ….

 

Tesori dietro l’angolo.

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Battistero di Oggiono – interno

In ogni borgo, in ogni  centro abitato italiano si possono trovare tesori d’arte di grande valore e si corre il rischio di andare per il mondo in cerca di ciò che viene più pubblicizzato e di continuare ad ignorare ciò che è vicino a noi.

Forse perchè le mete proposte quest’anno dal pellegrinaggio quaresimale erano proprio dietro l’angolo, molti hanno forse pensato che non valesse la pena di partecipare, ma ora che è appena finito, devo dire loro che hanno avuto torto!!!

Infatti la visita al battistero di Oggiono, ci ha consentito di conoscere un monumento tra i più antichi della nostra zona e di partecipare ad una breve, ma significativa cerimonia che ci ha aiutato a rinnovare il ricordo del battesimo.

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Polittico della Passione in S. Giorgo di Annone.

Ad Annone, abbiamo potuto ammirare il polittico della Passione, un’opera di grandissimo valore  restaurata a Milano e solo recentemente riportata nella chiesetta di S. Giorgio, per la quale era stata concepita.

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S. Maria della Noce e logge antistanti- Inverigo.

Infine siamo stati al santuario di S. Maria della Noce di Inverigo, costruito per ricordare un episodio che la tradizione popolare ha considerato prodigioso: tra i rami di un noce, la Madonna sarebbe apparsa a due fanciulli che, andati a cercare legna, si erano smarriti nei boschi e avrebbe loro indicato la strada del ritorno dando loro anche un pane per sfamarsi. E lì, sul sagrato della chiesa anche noi abbiamo mangiato pane e noci….

Resta in tutti coloro che hanno partecipato il ricordo di una giornata trascorsa in serenità, gustando la bellezza che i nostri antenati hanno saputo creare e lasciarci in eredità.

Cartoline dalla Brianza.

Ieri dopo diciotto anni il Polittico della Passione, dopo un lungo restauro, è tornato nella cappella di S. Giorgio di Annone, che era stata la sua sede originaria per secoli. E’ un’opera veramente di grandissimo valore artistico.

Dopo l’inaugurazione alla presenza del cardinale Scola, ho potuto ammirare anche la splendida chiesa barocca di Oggiono e il suo battistero romanico.

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Esterno della chiesetta di S. Giorgio di Annone.
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Battistero romanico di Oggiono
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Splendido polittico della Passione in S. Giorgio.

Si possono ammirare questi autentici tesori, sconosciuti o quasi, ogni prima domenica del mese: ricordiamocelo!

Il Polittico di Annone.

polittico-della-passione-ad-annoneChe straordinario paese è il nostro: in ogni più sperduto angolo puoi trovare gioielli artistici di grande pregio.

Ecco ad esempio questo Polittico della Passione: è un’opera  di grande bellezza; restaurato, tornerà nella sua  “casa” ad Annone, in provincia di Lecco, il 23 settembre prossimo; presenzierà all’inaugurazione il card. Angelo Scola.

Le ochette del pantano…

wp_20170626_18_04_25_proLe ochette del pantano
vanno piano, piano, piano,
tutte in fila come fanti,
una dietro e l’altra avanti.
Una si pettina, una balbetta
con voce bassa la stessa parola,
una è nell’acqua come una barchetta
fatta d’un foglio del libro di scuola. (Renzo Pezzani)

 

Da piccola ho sentito molte volte cantilenare la prima strofa di questa filastrocca, ma non ne conoscevo per nulla il seguito. La credevo una filastrocca popolare, di autore sconosciuto, invece scopro che è di un poeta piuttosto noto … E’ perfetta per accompagnare la foto scattata sulle rive del Segrino.

A Lentate un gioiello non abbastanza conosciuto

Oratorio Santo Stefano di Lentate

Cenni storici

santo stefano lentate piccolaL’oratorio è stato costruito nel 1369 su commissione del conte Stefano Porro, personaggio molto potente ed importante, uomo di fiducia dei fratelli Gian Galeazzo e Bernabò Visconti , signori di Milano, ed ambasciatore di questi presso la corte dell’Imperatore Carlo IV di Boemia..

I motivi che spingono il nobile all’edificazione della cappella sono presumibilmente due: il primo è che voleva avere un posto privilegiato di preghiera, secondo la moda del tempo di avere un luogo di culto privato. Il secondo motivo, è che lo stesso sentiva l’esigenza di riconciliarsi con Dio perché nel 1252 due suoi antenati avevano pianificato col capo degli eretici (i catari) della zona, un certo Confalonieri di Agliate, l’omicidio del predicatore domenicano Pietro da Verona, inquisitore inviato dal Papa per combattere l’eresia.

L’oratorio di Santo Stefano, cappella di epoca medioevale, dopo un periodo di restauro è stato riaperto al pubblico il 21 ottobre 2007.

 

Gli affreschi.Lentate_sul_Seveso,_Oratorio_di_Santo_Stefano_006 crocefissione

santo stefano di lentate internoIl più importante affresco dell’oratorio è la Crocefissione di Anovelo da Imbonate, della scuola di Giovanni da Milano (che fu discepolo di Giotto), il quale dipinge anche le vele e l’Imago pietatis posta sulla lunetta del portone d’entrata. Gli affreschi di Anovelo richiamano così tanto il pittore fiorentino che si è a lungo creduto fossero di quest’ultimo

 Gli altri affreschi sono opera di un gruppo di pittori chiamati per convenzione Maestri di Lentate.

Il ciclo di affreschi dedicato al Santo si compone di 43 riquadri disposti su due registri.  Gli affreschi narrano vicende legate alla vita del Santo prima e dopo la sua morte.

 

A Villa Torricella.

Villa-Torricella-Erba-01Nel Medio Evo, non c’erano certo i  droni o i moderni mezzi di comunicazione , ma questo non toglie che non ci fosse un sistema capillare di sorveglianza del territorio, che si avvaleva di una serie innumerevole di torri di avvistamento generalmente poste sulle cime delle alture. In caso di pericolo, i segnali luminosi o sonori passavano rapidamente da una torre all’altra, consentendo alla popolazione di predisporre la difesa delle proprie abitazioni o la fuga tempestiva verso luoghi più sicuri.

Attorno a una di queste torri medioevali  (che nel tempo si trasformarono prima in castelli e poi in ville signorili), è stato costruito, qui nelle vicinanze, nel corso dei secoli, un complesso di edifici conosciuto col nome di Torricella (anche il nome ne tradisce l’origine).

Sorge su una collinetta ed è circondata da un vasto parco. Dall’esterno nulla fa immaginare quanto sia ricca di storia e di arte questa villa, completamente rimaneggiata all’inizio del ‘900. In essa vissero per un certo tempo  il Carlo Porta e il Manzoni e ora appartiene a un’importante famiglia che possiede altre pregevoli proprietà qui in zona.

Ieri, noi dell’ UTE abbiamo potuto visitare questa bella villa sotto la sapiente guida dello storico Giorgio Mauri, che con la sua eloquenza ci ha fatto immergere in un mondo molto diverso da quello di oggi e da quello di noi comuni mortali.