La telefonata che non ti aspetti.

Giovanni, hai scritto la letterina a Babbo Natale? – chiede lo zio.

babbo-natale-e-caminoGiovanni (5 anni meno due mesi) rimane perplesso….non ci aveva ancora pensato e un po’ confuso ammette di non averla  scritta.

  • Ah, ecco! Allora aveva ragione Babbo Natale: ieri mi ha telefonato dicendo che non trova la tua letterina e non sa quali regali portarti ….-

Ne segue una piccola discussione sui doni da chiedere e Giovanni scrive la letterina aiutato dalla mamma.

A sera, però, lo si vede piuttosto pensieroso e alla fine chiede: – Ma perchè Babbo Natale ha telefonato proprio allo zio? –

Certamente deve essersi sentito scavalcato e un po’ offeso: Babbo Natale doveva telefonare a lui, che era l’interessato e non allo zio…Oh, perbacco!!!

Ma la mamma trova subito una spiegazione: – Forse Babbo Natale non ha il nostro numero di telefono, mentre  lo zio deve averglielo lasciato in occasione del suo viaggio in Norvegia….-

Giovanni si rasserena: dev’essere proprio andata così…

UTE: piccole istruzioni di pronto soccorso – De Gasperi.

Oggi il dr. Rigamonti, affiancato da una dr.ssa che lavora in un ospedale milanese, ha continuato a illustrarci il “Pianeta Nonni-Nipotini”, presentandoci i vari modi di intervenire nei tanti casi che si possono verificare durante i momenti in cui i nostri piccoli sono affidati alle nostre cure.

La prima raccomandazione è quella di cercare di valutare la situazione in modo oggettivo, senza trascurare i segnali di pericolo, ma anche senza eccessivi allarmismi. Un atteggiamento improntato a paura immotivata potrebbe influire negativamente sullo sviluppo psicologico dei bambini.

Asma, bronchiti, infezioni batteriche o virali possono provocare emergenze respiratorie. In tal caso, prima di chiamare il medico, bisogna valutare il modo in cui il bimbo respira (affanno, fischio, …), il suo colorito, la reattività e la temperatura corporea; il bambino non va tenuto sdraiato, ma seduto o, meglio, in braccio. Se il bambino soffre di asma allergica è buona norma tenere sempre a portata di mano il Ventolin.

In caso di episodi ricorrenti di vomito e diarrea si può incorrere nella disidratazione: bisogna che il bambino continui a bere a intervalli a piccoli sorsi. In caso di febbre alta, non bisogna coprirlo troppo nè si deve abbassargli troppo la febbre, che serve a combattere l’infezione. Gli antipiretici andrebbero somministrati in orari tali da prevenire i picchi più alti di febbre, che possono causare episodi di convulsioni febbrili, che durano in genere pochi minuti.

Le nostre case sono piene di sostanze che devono essere tenute fuori dalla portata dei bambini: candeggina, detersivi, ammoniaca, medicinali, ma anche vischio e stelle di Natale… E’ buona norma non travasare mai i prodotti pericolosi in contenitori diversi da quelli in cui sono stati acquistati (perchè non capiti di bere candeggina credendola prosecco…!!!), nè si devono trasferire medicinali in contenitori che non riconducano alla loro esatta identificazione. In caso di intossicazione rivolgersi a un ospedale , riferendo con precisione il nome della sostanza ingerita o inalata. E’ importante ricordare di:

  • non indurre il vomito,
  • non somministrare latte o altre bevande,
  • riferire l’ora in cui il bambino ha mangiato l’ultimo pasto,
  • non perdere tempo.

In estate si può andare incontro a colpi di calore; in questi casi il bambino è apatico, è molto caldo, può svenire e allora bisogna bagnarlo, avvolgerlo in lenzuola bagnate in attesa del medico.

bimbo-caduto-dalla-biciSono piuttosto frequenti i traumi, che possono assumere diversa gravità a seconda delle modalità in cui è avvenuto l’infortunio e a seconda della parte del corpo interessata. In caso di trauma cranico è il caso di correre al Pronto Soccorso se il bambino vomita ripetutamente o se piange in modo inconsolabile o appare apatico e poco reattivo. Il semplice bernocolo non deve far paura.

Le ustioni possono essere di vario grado e non si devono mai strappare i vestiti per non rischiare di aggravare i danni; le ferite aperte vanno sempre lavate sotto acqua corrente prima della disinfezione; le contusioni vanno trattate con ghiaccio e antidolorifici.

In caso di inalazione di corpi estranei vanno seguite queste istruzioni.

Ricordiamoci sempre che nulla vale più di un abbraccio per tranquillizzare un bambino che si è fatto male.

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Ed ecco il resoconto di Angela  sulla seconda lezione:

de-gasperiAlle 16, il nostro bravo docente professore Cossi, ha continuato a parlarci di Alcide De Gasperi., partendo dal 1922, anno della Marcia su Roma di Mussolini, molto scenografica, ma che poteva essere fermata. Con questa marcia, Mussolini prende il potere. E’ il re che gli dà il mandato, perché il partito fascista aveva solo 35 parlamentari. Il re, però, aveva il potere di dare il mandato per formare il governo a chi voleva e lo dà a Mussolini. I rappresentanti del Partito Popolare di Don Sturzo vanno al governo con Mussolini.
Nel frattempo diventa papa Pio XI, che è un sacerdote moderato e conservatore. Con lui la Chiesa non accetta né la libertà di coscienza, né la democrazia. Solo più tardi la Chiesa capirà che l’idea di religione di Mussolini è una statolatria (culto dello stato).
Nel 1923 il Fascismo è abbastanza affermato, ma non ha ancora una forma autoritaria. Con la legge Acerbo del 1924, che modifica il sistema proporzionale con quello maggioritario, il Fascismo diventerà un regime totalitario. Nel giugno del 1924 viene rapito e ucciso Matteotti, probabilmente per volontà di Mussolini. Alla fine di quest’anno, il re dà maggiori poteri al regime. I parlamentari non fascisti si ritirano dal governo, ma nel 1926 vengono espulsi. De Gasperi torna in Trentino. Ma è controllato dal regime. Viene arrestato e condannato a 4 anni di carcere, ridotti poi a 2. Per motivi di salute esce prima, ma in libertà vigilata. Non ha più un lavoro. Allora ritorna a Roma, dove, per le sue conoscenze, riesce a impiegarsi come bibliotecario alla Biblioteca vaticana. Fino al 1933 De Gasperi è controllato dal regime fascista. L’11 febbraio del 1929 vengono siglati I Patti Lateranensi. Per De Gasperi i Patti Lateranensi sono un successo per Mussolini. In realtà lo sono anche per la Chiesa perché con essi nasce lo Stato del Vaticano. Alla fine del Fascismo, De Gasperi comincia a tessere rapporti con i vecchi popolari ma anche con i socialisti. E’ contro il comunismo, anche se con i comunisti dovrà parlarci. De Gasperi non è anti-monarchico. Cercano di fargli cambiare idea, ma non ci riescono perché nella neonata Democrazia Cristiana ci sono tanti monarchici. Nel dopoguerra, nasce il governo Bonomi, nel quale De Gasperi è ministro senza portafoglio. Si comincia a parlare di Assemblea Costituente e di epurazione dei fascisti..

 

Il prof. Cossi si ferma qui. Anche questa è stata una lezione molto interessante.

Harry.

Una vicina mi chiede aiuto: un gattino miagola disperatamente da tre giorni vicino a casa sua: è caduto in un pozzetto e non si riesce nè a vederlo nè a raggiungerlo.

Chiamo il Comune e la centralinista, dopo un giro di telefonate interne, mi dà il numero dei Vigili del Fuoco, ma la prassi prevede di passare dal 112 ed ecco che un’altra gentilissima  centralinista mi mette a contatto  coi Vigili del Fuoco di Erba, che subito si allertano.

Passano pochi minuti e arriva il camion dei pompieri. Subito localizzano il gattino e fatti alcuni rilievi individuano il da farsi. Rimuovono la copertura del pozzetto senza danneggiarla, ma c’è ancora un tubo che impedisce al gattino di uscire …. è incredibile quanti attrezzi portino con sè i Vigili del Fuoco e di quanta professionalità e sensibilità siano capaci!!!! Veramente ammirevoli….e il loro è un servizio gratuito…!!!

Questo non è Harry, ma gli somiglia molto anche se harry è molto più carino
Questo non è Harry, ma gli somiglia molto anche se Harry è molto più carino

Alla fine il bel gattino dal pelo fulvo e dagli occhi grigio-azzurro-verdi riesce ad uscire dalla trappola mortale in cui era caduto e possiamo così rifocillarlo: un grosso scatolone è la sua prima cuccia, una vaschetta  di plastica di un vecchio gioco, riempita di sabbia,  diventa il suo angolo per i bisognini e cominciamo a offrirgli acqua e qualche briciola di prosciutto cotto.  Dapprima spaventatissimo, non si lascia avvicinare e resta rannicchiato in un angolo, poi si  lascia  accarezzare e a quel punto vuole solo stare in braccio.

Ora è rintanato sotto un mobile della cucina; ogni tanto esce per bere, mangiare o fare pipì nella sabbia. E’ un maschietto e avrà forse un mese di vita.  Credo sia nato e vissuto in qualche casa nei dintorni…. è stato forse abbanonato o si sarà smarrito? Samuele osserva che il suo pelo ha lo stesso colore dei capelli  del principe Harry e decide che lo chiameremo proprio come lui.

Ora Harry deve riprendere le forze e dimenticare il trauma di questi giorni, poi  spero di poter trovare una famiglia che lo possa accogliere e amare ….

Bambini alla mostra

bambini alla mostra
bambini alla mostra

Se il gran lavoro fatto per allestire la mostra che abbiamo intitolato “MAI PIU’ LA GUERRA” ha consentito ai bambini della quarta e della quinta di Arcellasco di venire a contatto con una storia dolorosa e troppo spesso ignorata, possiamo dire che ne valeva la pena….

I bambini hanno assistito alla proiezione del video con attenzione e partecipazione, hanno osservato con interesse tutti i reperti d’epoca esposti, hanno posto domande, hanno ricordato i bisnonni che hanno vissuto quei momenti storici e hanno scritto la loro dedica  a quei giovani eroi.

Abbiamo cercato di far capire che la pace di cui godiamo non è una cosa scontata: non è stato sempre così…. E se vogliamo continuare a goderne, dobbiamo impegnarci tutti, ogni giorno, per costruire le condizioni che la rendono possibile.

Povero Angelo!!

angelo-custodeGioele è rimasto al nido fino alle quattro del pomeriggio per la prima volta e quando ha visto la mamma si è commosso e gli sono venuti i lacrimoni. Giovanni era già uscito con la zia ed è salito in macchina tutto contento.

Una volta a casa, Gioele ha continuato per un po’ la sua protesta per quella lunga giornata fuori casa, poi si è messo a giocare di nuovo sereno come sempre.

Giovanni invece era affamato e si è messo a fare merenda con le pesche sciroppate che gli piacciono tanto e con i Ringo. Gli ho chiesto :

  • -Che cosa avete fatto a scuola? –
  • -La maestra ha parlato dell’Angelo Custode.-
  • – E dov’ è il tuo Angelo? –
  • – E’ qui – risponde Giovanni toccandosi con un dito la punta della spalla destra; facendo quel gesto sente il freddo della cerniera della sua felpa aperta e allora aggiunge: – Mi sa che questa cerniera lo sta pungendo…!!!

Auguri a Samuele!

Ricordo cimg_20160801_125125_resized_20160803_115148404ome fosse oggi quella notte in cui sei nato 11 anni fa.

La trepidazione in quella sala d’attesa e poi la gioia di vederti che si è rinnovata e si rinnova ad ogni incontro.

Tanti auguri, Samuele! Il mio amore di nonna ti segue sempre.

E non ci si abitua mai…

Quando li vedi tutti partire, dopo un mese di allegra confusione, di litigi, di giochi, di salti, senti che, ad ogni bacio d’addio, un pezzetto di cuore si stacca dal tuo cuore per seguire figli e nipoti sulle strade che vanno a percorrere lontano da te…… e non ci si abitua mai…..

Sostando in riva al lago.

Siamo in riva al lago: io sono seduta su un tronco adibito a panchina a contemplare la placida bellezza del Segrino e Davide corre avanti e indietro: è l’ora del suo allenamento…

In uno spiazzo erboso accanto a noi si fermano due giovani uomini vestiti con gli stessi jeans corti e la stessa maglietta rossa. Hanno con sè un grosso cane nero dalla pelliccia foltissima e un bambino nero  di forse cinque anni. Tutti e tre si accingono a prendere il sole.

Io, guardandoli e vedendo la buona armonia che regna fra quelle tre persone, provo a indovinare che storia le leghi  e immagino che i due giovani siano una coppia omosessuale che ha adottato il bambino, ….ma non ho certo modo di controllare…

A questo punto rifletto: gli omosessuali non hanno scelto la loro condizione e mi pare giusto che possano vivere alla luce del sole la loro vita e non siano condannati a una disperata marginalità come accadeva nel passato. Non credo però che abbiano diritto ad avere figli tramite pratiche contro-natura come l’utero in affitto. Se però possono dare affetto e protezione a bambini sfortunati senza famiglia, credo sia cosa buona.

Davide è stanco e ritorniamo sui nostri passi, lasciando alle nostre spalle un sereno quadro di vita ferragostana sulle rive del lago…

A Mandello.

Mandello Lario è un’amena località in riva al Lago di Como, sulla sponda orientale.

E’ a pochi chilometri da Lecco, ma non c’ero mai stata, per questo ieri è stata per me una bella sorpresa poterne ammirare il Lido, il parco e il panorama bellissimo che si gode dalla riva del lago.

Created with Nokia Smart Cam

Al Lido i miei nipotini si sono divertiti un mondo coi sassi da caricare e scaricare sui loro camion-giocattolo, a inventare situazioni drammatiche di incendi da spegnere, di  incidenti con feriti da curare per poi andarsi a tuffare ogni tanto (Davide) nelle fresche acque del lago, fra papere placidamente indifferenti alla presenza dei turisti. Nel parco vicino, c’erano molte persone a godersi il sole o il fresco all’ombra degli alberi, mentre i bambini affollavano  le giostrine, le piste ciclabili, il campo giochi o i tappeti elastici. C’è tutto quello che consente a famiglie con o senza bambini di trascorrere una bella giornata di vacanza.

Una cosa vorrei suggerire alla giunta comunale di Mandello: perchè non mettere delle macchinette per pagare la sosta delle auto? Ieri eravamo in tanti a guardare in giro smarriti per capire come pagare la sosta una volta arrivati in una via non vicinissima al lago, dopo aver vagato a lungo per le strade della cittadina. I negozi che rivendono le schede gratta e sosta non sono poi così facilmente individuabili e raggiungibili ….

 

Fratelli.

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Non sono i miei nipotini, ma me li ricordano molto…

Giovanni e Gioele giocano spesso insieme con le macchinine e con i grossi camion dei pompieri. Come è naturale ogni tanto si contendono i giocattoli, allora vola qualche spintone e ad avere la peggio è quasi sempre Gioele, che è più piccolo.

Ma basta che Giovanni si sdrai a terra che Gioele gli si fionda sopra e si mette seduto su di lui per fare la lotta. Giocano anche a rincorrersi tra i mobili di casa, a bordo di triciclo (Giovanni) e di veicolo non ben definibile, spinto coi piedi (Gioele).

L’altro giorno siamo usciti nel loro grande giardino e si divertivano a raccogliere gli aghi secchi dei pini con rastrellini e palettine e a caricarle su una piccola carriola per spostarle da un capo all’altro della piazzola. A un certo punto dovevo rientrare in casa e Giovanni mi ha detto subito con aria seria seria:-Vai pure, nonna! Ci penso io a curare Gioele! Sono il fratello maggiore!!!-

Giovanni ha solo quattro anni, ma si sente già responsabile del fratellino più piccolo…. è bello veder crescere insieme due fratellini che si vogliono bene…