Lo chiamano Giovanni….

Questa è una storia tristissima: lo chiamano Giovanni, ma nessun genitore ha voluto dargli un nome,

Ha quattro mesi ed è nato in seguito a un procedimento di fecondazione eterologa, quindi, a quanto ne so, ha almeno tre genitori, che però non hanno voluto farsene carico. Giovanni ha una grave malattia rara a cui lui sta resistendo oltre ogni aspettativa. Non ha mai avuto una casa e non è mai stato abbracciato da una mamma. E’ in ospedale e nemmeno le istituzioni che si occupano di bambini abbandonati sono in grado di accoglierlo e di accudirlo….

Mi viene da pensare che se avesse avuto una sola madre (e non due:la donatrice degli ovuli e quella che lo ha portato in grembo per nove mesi), forse a quest’ora  lei sarebbe accanto alla sua culla e saprebbe farsene carico: hanno forza, coraggio e amore da vendere le madri e sanno fare miracoli.

Fa tanta pena pensare a quella povera piccola creatura, che  soffre in solitudine e che nonostante tutto lotta per sopravvivere.

Alla festa di Cesano.

Festa di Cesano: Giovanni e Gioele hanno partecipato  alla benedizione dei bambini in chiesa, cantando e partecipando attivamente alla cerimonia.

In seguito ai bambini è stato consegnato un palloncino al quale ognuno ha legato il proprio disegno e avendo cura di non lasciarselo sfuggire, siamo andati all’oratorio. Lì, tutti insieme  i bambini hanno lasciato andare i palloncini che sono volati via velocemente. Giovanni  e Gioele li hanno seguiti a lungo mentre diventavano sempre più piccoli. A questo punto siamo andati nel locale della pesca legata a un sistema di gratta e vinci: Giovanni era stato molto fortunato e avrebbe potuto ritirare un bellissimo premio; Gioele invece aveva pescato biglietti di scarso punteggio e avrebbe dovuto accontentarsi di un regalino molto modesto. Allora abbiamo chiesto se si poteva fare a metà dei punti pescati e avere un premio intermedio. E’ così che abbiamo ritirato un trattore per Gioele e una serie di macchinine di soccorso per Giovanni. Erano tutti e due molto felici e hanno potuto così godersi appieno un meritato gelato.

Giochi di GIO & Gio.

Per un imprevisto, Giovanni e Gioele, sabato sera, sono rimasti qui a dormire con papà e mamma.

La situazione inaspettata  non li ha innervositi, anzi ne sono sembrati veramente contenti, infatti non hanno tardato ad addormentarsi  dopo le consuete preghierine della sera.

cuccioli-in-lottaGiovanni si è svegliato presto, come è solito fare, ed è sceso con me in soggiorno in attesa che ci raggiungessero gli altri.  Quando tutti erano ormai svegli i due cuccioli hanno ripreso i giochi che avevano interrotto la sera prima:  roteare le lampadine a pila per creare giochi di luce spettacolari, lanciarsi addosso i cuscini del divano, rotolarsi a terra in una lotta senza conseguenze, giocare con papy alle guerre spaziali….

All’ora di andarsene hanno stentato a lasciare i loro giochi, ma sanno che potranno riprenderli alla prossima occasione.

 

Auguri Samuele!

Happy Birthday 12 years kids greeting card

Esattamente 12 anni fa a quest’ ora della notte, ero in grande ansia: stavo aspettando la tua nascita in un ospedale in cui nessuno parlava la mia lingua e io, allora, non sapevo una sola parola di inglese, a parte quelle ormai entrate anche nella nostra lingua.

La tua mamma (che aveva a lungo combattuto con forza per convincere i medici che era il momento di farti nascere: eri in ritardo di parecchi giorni rispetto alle previsioni) era entrata in sala parto e io aspettavo tremando di paura …. Finalmente mi dissero che eri nato, che tutto era andato bene e che avrei potuto vederti: che sollievo e che gioia!

Ricorda sempre che sei stato molto amato fin dai primi istanti della tua vita.

Auguri, Samuele!

Un po’ di saggezza non guasta…

Siamo a passeggio per Erba. Samuele si sta sorbendo il suo frappè e forse sta pensando al prossimo trasloco: al suo ritorno a Londra andrà ad abitare a Wimbledon. Forse pensa a come era dispiaciuto di lasciare la vecchia casa dove aveva vissuto i primi anni e a come non gli piaceva per niente l’appartamento di Greenwich quando vi si era trasferito. Ora invece pensa con rammarico a doverlo lasciare… A un tratto dice:

  • Ma perchè capiamo di amare le cose solo quando le perdiamo?-
  • Purtroppo è così per tanti: non sappiamo mai apprezzare ciò che abbiamo, lo diamo per scontato, inseguiamo sempre quello che non abbiamo e così è certo che saremo infelici….

Se tu riuscissi, Samuele, a tenere presente questo pensiero che saggiamente sei riuscito a mettere a fuoco, avresti scoperto la strada giusta per vivere al meglio la tua vita…

Gioele e Giovanni.

Gioele (tre anni ) ha combinato un pasticcio e la mamma lo sgrida; lui reagisce in malo modo e la sua mamma lo allontana  fissandolo con sguardo severo.

Lui viene da me a farsi consolare, lo prendo in braccio e gli chiedo: -Hai fatto arrabbiare la mamma? – Gioele fa cenno di sì con la testa e mostra un visetto imbronciato e risentito.  Io gli dico piano nell’orecchio: – Vedi come è dispiaciuta la mamma? Chiedile scusa e fai la pace, dai…- Gioele mi guarda con aria cupa e fa cenno di no, non chiederà scusa …. Ci  riprovo, sottolineando che la mamma è quasi sul punto di piangere perchè il suo bambino si  è comportato male, ma ancora Samuele insiste orgogliosamente nel non volersi scusare finchè dopo parecchi minuti si scioglie in un pianto liberatorio e va in braccio alla mamma.

Si sta decidendo dove andare coi bambini per farli stare un po’ all’aperto a giocare. Tutti i grandi concordano che la cosa migliore sia andare al parco, perchè tutte le altre destinazioni  possibili saranno super-affollate in questi giorni di festa.

  • Io farei anche a meno di venire – dico io, che sto pensando alla cena che dovrò preparare .
  • Giovanni subito risponde: – Nooo! A me non piace se non c’è la nonna!-

Grazie, Giovanni, la tua dolcezza mi è arrivata al cuore….

Auguri a Gioele!

Oggi Gioele ha compiuto 3 anni.

Per l’occasione avevo preparato gli immancabili regali per lui e qualche regalino anche per Giovanni.  Stamattina glieli ho portati e loro hanno fatto gran festa soprattutto alla mietitrebbiatrice, che mancava alla loro collezione di macchine agricole e mezzi da lavoro e da trasporto vari.

camioncini-giocattoloHanno giocato benissimo tutta la mattina e, dopo aver mangiato, Giovanni ha continuato nei suoi giochi, Gioele invece mi ha chiesto di trovargli il libro con “Dormi tu” (cioò la canzone di Fra’ Martino, come ha tradotto Giovanni). Naturalmente io non sapevo dove cercarlo, allora lui ha buttato per terra tutti i libri, che erano ben  sistemati nella libreria, fino a quando lo ha trovato.

Lui era felicissimo, ma la stanza sembrava fosse stata percorsa da un ciclone! Gioele sa bene quel che vuole e in genere riesce a trovare il modo di ottenerlo.

Auguri Gioele!!! Ti vogliamo tanto bene!!

Un giorno con i nipoti.

Ieri Giovanni e Gioele sono stati qui tutto il giorno. Erano arrivati la sera prima e avevano dormito benissimo tutta la notte.

Fatta colazione, siamo andati nell’orto e ho affidato loro l’incarico di annaffiare le piantine, prima peroò avevamo piantato insieme i fagioli. Poi siamo usciti in cortile, dove Giovanni si è divertito a fare la guardia forestale andando in giro con una torcia a controllare le tane degli animali e la presenza di eventuali bracconieri; intanto Gioele, armato di due stecchi giocava a fare il guerriero e con faccia truce e voce  “cattiva” minacciava i nemici travestiti da altalena e da innocenti rami di alloro.

A mezzogiorno hanno molto gradito la pasta al ragù e il gelato poi hanno guardato un po’ di cartoni e io speravo che Gioele si addormentasse, invece  si è concesso al sonno solo nel pomeriggio inoltrato.  Si sono molto divertiti a colorare disegni tratti da internet e poi a fare il bagnetto nella vasca, da dove non volevano più uscire.

E’ stato bello averli qui, anche se ora mi ci vorrà l’intera giornata a rimettere in ordine la casa.

Letture: Cani perduti senza collare.

Ero ancora alle superiori quando un giorno il nostro insegnante di religione, il mai dimenticato don Mussini, ci chiese quali fossero le nostre letture.

Allora negli ambienti cattolici erano molto in voga gli scrittori francesi e io risposi che preferivo leggere Mauriac, Bernanos, Maritain, Cesbron …. al che il sacerdote mi disse che c’era il rischio di lasciarsi trascinare nell’angoscia, ma forse allora io non capivo fino a fondo il messaggio di quegli scrittori e non mi lasciavo angosciare…  Proprio qualche giorno fa mi è tornato tra le mani “Cani perduti senza collare” di Cesbron.

E’ in libreria da più di mezzo secolo, per di più è di un’edizione economica e le sue pagine di carta a buon mercato sono molto ingiallite. Ne ricordavo vagamente il contenuto e mi è venuta la voglia di rileggerlo.

E’ ambientato in un centro di rieducazione per minor abbandonati o appartenenti a famiglie in grave difficoltà e in questo centro, non molto lontano da Parigi, si cerca di applicare un metodo improntato sulla libertà e sulla fiducia: niente cancelli chiusi, niente sistemi coercitivi simili a quelli usati nelle carceri. Lo scrittore racconta in particolare le vicende di un bambino, Roberto Alano, che non ha mai conosciuto nè il padre, nè la madre, ma  è convinto  che il giornalino che gli arriva ogni mese sia il loro modo per dirgli che gli vogliono bene; in realtà è un’educatrice che glielo fa spedire. Nel centro il ragazzino si affeziona alla “Capitana Francesca”, una  una giovane donna che ama molto i ragazzi che segue e che pertanto ritiene inconciliabile questo suo lavoro con la sua futura vita di moglie e madre di figli suoi. Francesca lascia perciò il centro e a quel punto Roberto il protagonista si lascia tentare da alcuni ragazzi più grandi e fugge con loro per cercare i suoi genitori, con l’aiuto del solo indizio che ha: le etichette incollate sui giornalini che gli arrivano ogni mese. Naturalmente la sua ricerca fallusce e viebe salvato dal riformatorio solo dall’intervento del giudice che conosce la sua storia e sa che Roberto ha solo bisogno di qualcuno da amare. Al suo ritorno al centro gli verrà affidata la cura del figlioletto del capo del centro stesso e il ragazzo allora capisce che quello in cui si trova è il posto migliore in cui crescere.

A fare da contrappunto alla storia di Roberto c’è quella  di Gerardo, il figlio del giudice che ha competenza sul centro rieducativo e sui suoi ospiti. E’ un ragazzo orfano di madre e la dedizione del padre al suo lavoro fa di lui un ragazzo molto solo. Suo padre vive la sua professione con l’atteggiamento del cristiano che sente di dover anzitutto lenire le sofferenze degli ultimi, di quei ragazzi soli e disperati proprio come i cani che si perdono e non hanno la medaglietta al collo che identifichi il loro padrone. Gerardo però sa di avere l’amore del padre, anche se deve stare solo in casa o cucinare da sè i suoi pasti e soprattutto ha qualcuno da amare e questo gli fa accettare le lunghe attese e le lunghe assenze.

Forse ora capisco ciò che don Mussini voleva dire: in questo libro si presenta un cristianesimo che richiede un’adesione totale, il checani-perduti-senza-collare-gilbert-cesbron è anche giusto, ma il rischio è poi quello di convincersi di non aver mai fatto abbastanza, di scoraggiarsi di fronte ai fallimenti e di perdere il senso della speranza e il senso di affidamento nella Provvidenza. Un cristiano deve anche accettare i suoi limiti così come insegna S. Paolo “se devo vantarmi, mi vanterò della mia debolezza” .

Premure fraterne.

Gioele (quasi tre anni) è malato: un terribile virus intestinale lo sta devastando. Continua a vomitare e a correre in bagno. Deve per forza prendere una medicina che non gli piace e fa i capricci.

La mamma allora gli promette che se prenderà la medicina potrà scegliere un bel regalo.

Giovanni, cinque anni, ha sentito le parole della mamma e, da bravo fratello premuroso, si avvicina subito a Gioele con il catalogo dei giochi che lui (Giovanni) desidera da un po’ ….. pensa di certo che sia la classica occasione in cui si possono prendere due piccioni con una fava…..