Gioele e Giovanni.

Gioele (tre anni ) ha combinato un pasticcio e la mamma lo sgrida; lui reagisce in malo modo e la sua mamma lo allontana  fissandolo con sguardo severo.

Lui viene da me a farsi consolare, lo prendo in braccio e gli chiedo: -Hai fatto arrabbiare la mamma? – Gioele fa cenno di sì con la testa e mostra un visetto imbronciato e risentito.  Io gli dico piano nell’orecchio: – Vedi come è dispiaciuta la mamma? Chiedile scusa e fai la pace, dai…- Gioele mi guarda con aria cupa e fa cenno di no, non chiederà scusa …. Ci  riprovo, sottolineando che la mamma è quasi sul punto di piangere perchè il suo bambino si  è comportato male, ma ancora Samuele insiste orgogliosamente nel non volersi scusare finchè dopo parecchi minuti si scioglie in un pianto liberatorio e va in braccio alla mamma.

Si sta decidendo dove andare coi bambini per farli stare un po’ all’aperto a giocare. Tutti i grandi concordano che la cosa migliore sia andare al parco, perchè tutte le altre destinazioni  possibili saranno super-affollate in questi giorni di festa.

  • Io farei anche a meno di venire – dico io, che sto pensando alla cena che dovrò preparare .
  • Giovanni subito risponde: – Nooo! A me non piace se non c’è la nonna!-

Grazie, Giovanni, la tua dolcezza mi è arrivata al cuore….

Auguri a Gioele!

Oggi Gioele ha compiuto 3 anni.

Per l’occasione avevo preparato gli immancabili regali per lui e qualche regalino anche per Giovanni.  Stamattina glieli ho portati e loro hanno fatto gran festa soprattutto alla mietitrebbiatrice, che mancava alla loro collezione di macchine agricole e mezzi da lavoro e da trasporto vari.

camioncini-giocattoloHanno giocato benissimo tutta la mattina e, dopo aver mangiato, Giovanni ha continuato nei suoi giochi, Gioele invece mi ha chiesto di trovargli il libro con “Dormi tu” (cioò la canzone di Fra’ Martino, come ha tradotto Giovanni). Naturalmente io non sapevo dove cercarlo, allora lui ha buttato per terra tutti i libri, che erano ben  sistemati nella libreria, fino a quando lo ha trovato.

Lui era felicissimo, ma la stanza sembrava fosse stata percorsa da un ciclone! Gioele sa bene quel che vuole e in genere riesce a trovare il modo di ottenerlo.

Auguri Gioele!!! Ti vogliamo tanto bene!!

Un giorno con i nipoti.

Ieri Giovanni e Gioele sono stati qui tutto il giorno. Erano arrivati la sera prima e avevano dormito benissimo tutta la notte.

Fatta colazione, siamo andati nell’orto e ho affidato loro l’incarico di annaffiare le piantine, prima peroò avevamo piantato insieme i fagioli. Poi siamo usciti in cortile, dove Giovanni si è divertito a fare la guardia forestale andando in giro con una torcia a controllare le tane degli animali e la presenza di eventuali bracconieri; intanto Gioele, armato di due stecchi giocava a fare il guerriero e con faccia truce e voce  “cattiva” minacciava i nemici travestiti da altalena e da innocenti rami di alloro.

A mezzogiorno hanno molto gradito la pasta al ragù e il gelato poi hanno guardato un po’ di cartoni e io speravo che Gioele si addormentasse, invece  si è concesso al sonno solo nel pomeriggio inoltrato.  Si sono molto divertiti a colorare disegni tratti da internet e poi a fare il bagnetto nella vasca, da dove non volevano più uscire.

E’ stato bello averli qui, anche se ora mi ci vorrà l’intera giornata a rimettere in ordine la casa.

Letture: Cani perduti senza collare.

Ero ancora alle superiori quando un giorno il nostro insegnante di religione, il mai dimenticato don Mussini, ci chiese quali fossero le nostre letture.

Allora negli ambienti cattolici erano molto in voga gli scrittori francesi e io risposi che preferivo leggere Mauriac, Bernanos, Maritain, Cesbron …. al che il sacerdote mi disse che c’era il rischio di lasciarsi trascinare nell’angoscia, ma forse allora io non capivo fino a fondo il messaggio di quegli scrittori e non mi lasciavo angosciare…  Proprio qualche giorno fa mi è tornato tra le mani “Cani perduti senza collare” di Cesbron.

E’ in libreria da più di mezzo secolo, per di più è di un’edizione economica e le sue pagine di carta a buon mercato sono molto ingiallite. Ne ricordavo vagamente il contenuto e mi è venuta la voglia di rileggerlo.

E’ ambientato in un centro di rieducazione per minor abbandonati o appartenenti a famiglie in grave difficoltà e in questo centro, non molto lontano da Parigi, si cerca di applicare un metodo improntato sulla libertà e sulla fiducia: niente cancelli chiusi, niente sistemi coercitivi simili a quelli usati nelle carceri. Lo scrittore racconta in particolare le vicende di un bambino, Roberto Alano, che non ha mai conosciuto nè il padre, nè la madre, ma  è convinto  che il giornalino che gli arriva ogni mese sia il loro modo per dirgli che gli vogliono bene; in realtà è un’educatrice che glielo fa spedire. Nel centro il ragazzino si affeziona alla “Capitana Francesca”, una  una giovane donna che ama molto i ragazzi che segue e che pertanto ritiene inconciliabile questo suo lavoro con la sua futura vita di moglie e madre di figli suoi. Francesca lascia perciò il centro e a quel punto Roberto il protagonista si lascia tentare da alcuni ragazzi più grandi e fugge con loro per cercare i suoi genitori, con l’aiuto del solo indizio che ha: le etichette incollate sui giornalini che gli arrivano ogni mese. Naturalmente la sua ricerca fallusce e viebe salvato dal riformatorio solo dall’intervento del giudice che conosce la sua storia e sa che Roberto ha solo bisogno di qualcuno da amare. Al suo ritorno al centro gli verrà affidata la cura del figlioletto del capo del centro stesso e il ragazzo allora capisce che quello in cui si trova è il posto migliore in cui crescere.

A fare da contrappunto alla storia di Roberto c’è quella  di Gerardo, il figlio del giudice che ha competenza sul centro rieducativo e sui suoi ospiti. E’ un ragazzo orfano di madre e la dedizione del padre al suo lavoro fa di lui un ragazzo molto solo. Suo padre vive la sua professione con l’atteggiamento del cristiano che sente di dover anzitutto lenire le sofferenze degli ultimi, di quei ragazzi soli e disperati proprio come i cani che si perdono e non hanno la medaglietta al collo che identifichi il loro padrone. Gerardo però sa di avere l’amore del padre, anche se deve stare solo in casa o cucinare da sè i suoi pasti e soprattutto ha qualcuno da amare e questo gli fa accettare le lunghe attese e le lunghe assenze.

Forse ora capisco ciò che don Mussini voleva dire: in questo libro si presenta un cristianesimo che richiede un’adesione totale, il checani-perduti-senza-collare-gilbert-cesbron è anche giusto, ma il rischio è poi quello di convincersi di non aver mai fatto abbastanza, di scoraggiarsi di fronte ai fallimenti e di perdere il senso della speranza e il senso di affidamento nella Provvidenza. Un cristiano deve anche accettare i suoi limiti così come insegna S. Paolo “se devo vantarmi, mi vanterò della mia debolezza” .

Premure fraterne.

Gioele (quasi tre anni) è malato: un terribile virus intestinale lo sta devastando. Continua a vomitare e a correre in bagno. Deve per forza prendere una medicina che non gli piace e fa i capricci.

La mamma allora gli promette che se prenderà la medicina potrà scegliere un bel regalo.

Giovanni, cinque anni, ha sentito le parole della mamma e, da bravo fratello premuroso, si avvicina subito a Gioele con il catalogo dei giochi che lui (Giovanni) desidera da un po’ ….. pensa di certo che sia la classica occasione in cui si possono prendere due piccioni con una fava…..

Uno strano incidente.

ambulanza-bimbiL’altro giorno stava riflettendo ad alta voce sul caso dell’assenza della sua maestra della scuola materna: è una persona molto ligia al dovere e se era rimasta a casa doveva essere successo qualcosa di strano, almeno così deve aver pensato Gioele …. che tutto serio si è messo a raccontare…

“La maestra era in bagno e si è fatta male con la carta igienica;  allora è venuta l’ambulanza e l’hanno portata via con la barella!!!”

Certi tipi di carta igienica, contrariamente a quanto si crede, possono nascondere gravi insidie, dobbiamo prestare molta attenzione nel momento dell’acquisto!!!

Cosa farà da grande?

Col vento di questa mattina, si sono create molte situazioni di pericolo: qui da noi sono caduti grossi rami dagli alberi del cortile. I pompieri, avvisati di un albero pericolante, sono intervenuti immediatamente per metterlo in sicurezza.

Peccato che non fossero qui Giovanni e Gioele, i miei due nipotini innamorati dei pompieri: il loro giocattolo preferito è  il camion rosso con tutti gli attrezzi per gli interventi di emergenza. Gioele poi non si separa mai dal suo cappello rosso di vigile del fuoco e non si è nemmeno goduto la vacanza in Sicilia pensando al suo cappello rimasto a casa. Se gli chiedessero cosa farà da grande, credo che non avrebbe dubbi: – Il pompiere! – risponderebbe.

camion-dei-pompieriIeri mattina erano qui da me e i loro genitori li hanno portati alla caserma dei VVFF di Erba. Era un momento di tranquillità e il personale presente ha permesso ai bambini di entrare a vedere i loro mezzi di soccorso; lì accanto c’ è anche la stazione delle autoambulanze e hanno potuto salire su una di esse: al ritorno erano raggianti, eccitatissimi e si sono fatti promettere dai genitori di poter tornare alla caserma una domenica mattina, quando i vigili portano all’esterno i loro camion per pulirli. In quell’occasione consentono ai bambini presenti di salire sui mezzi per provare ad immaginarsi pompieri in servizio.

Giorni di festa.

In questi giorni ho visto tutti i nipoti.

E’ così bello vederli insieme: Gioele è il più piccolo e quando è qui non ha tempo per mangiare perché pensa ai giochi che lo aspettano e allora dice: – Io sono abbastanza ….- per dire che ha già  mangiato abbastanza e vuole scendere dalla sua seggiolina.

Il suo fratellino Giovanni, ieri ha passato molto tempo con Samu a leggere le storie di Topo Tip e poi a disegnare e intanto ha capito una cosa: che per Samu il calcio è un chiodo fisso: legge biografie  di calciatori, disegna scarpe e accessori per il calcio passa molto tempo a palleggiare cercando di battere ogni volta il suo record personale di ben 49 rimbalzi.

Oggi sono venuti anche Elisa e Davide, i due più grandi, che si sono divertiti a intrattenere i più piccoli e a guardare i film del “Diario di una schiappa”,,,, e a dir la verità mi sono divertita anche io.

 

Dilemma.

Passare le vacanze di Natale a preparare gli esami dell’11° anno, non è certo il modo migliore per  rilassarsi dalle fatiche scolastiche, ma finalmente ieri è finito il primo atto.

Ieri sera Samuele mi ha detto con un sorriso malizioso: – Stamattina tutti i miei compagni erano spaventati dall’esame, ma scherzavano e ridevano rumorosamente per nascondere la paura……-

Io replico: -E tu come lo sai? –  Risposta: – Facevo così anche io!!!!-

Allora mi chiedo: – E quell’allegria, quella felicità manifestata alla fine delle prove era dovuta a consapevolezza di aver fatto bene o al sollievo di essersi tolto un gran peso?-

Solo il tempo svelerà il dilemma….

Gerarchia di valori.

In una pausa tra un test e l’altro in preparazione del prossimo esame, Samuele sta giocando alla Play-Station con un suo compagno di classe.  Natale è passato da poco e l’amico gli chiede quali regali abbia ricevuto; Samuele gli risponde che non ha ancora ricevuto regali, visto che i giorni di Natale eravamo occupati con radiografie e ingessature per rimediare alle conseguenze della mia caduta.

L’amico incredulo ribatte che non è possibile un natale senza regali, ma Samuele risponde:- La mia mamma ha dovuto occuparsi della famiglia e non ha avuto tempo per i regali: la famiglia viene prima dei regali.