Uno strano modo di fare il bagnetto ai bambini.

achilles_heel_02Sala delle sculture rinascimentali del V.&A. Museum: un’opera di uno scultore inglese del 1800 rappresenta Teti che immerge Achille nelle acque dello Stige, tenendolo per il tallone. La madre così lo rende invulnerabile su tutto il corpo, tranne che per quel tallone, che lo porterà a morire per mano di Paride.  E’ uno dei miti greci più conosciuti , tanto che ha dato origine a un modo dire: è il mio (suo , tuo, nostro….) tallone d’Achille per indicare il punto debole di una persona….

Un bambino passa davanti al gruppo scultoreo e incuriosito chiede alla mamma:

  • Perchè quel bambino è a testa in giù?- Risponde la mamma che è visibilmente di fretta:
  • Eh, una volta facevano così il bagno ai bambini…-

Forse quello non è il modo migliore per portare i bambini al museo ….

 

 

Per bimbi felici.

Ecco alcuni dei consigli della psicoterapeuta canadese Victoria Prooday  ai genitori per crescere dei bambini felici:

– Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici; non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno; date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack

– Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.

– Mettete via i cellulari durante i pasti, fate giochi da tavolo, fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici, assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

– Insegnategli la responsabilità e l’indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita;non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.

– Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di “annoiarsi”, perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività; non ritenetevi la fonte d’intrattenimento dei vostri figli; non curate la noia con la tecnologia.

Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia

Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi

– Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione, insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare, siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo”, conclude  Victoria Prooday.

Qui l’articolo integrale

Nel Monferrato.

collage-casaleAndando verso il Monferrato, ieri, con il gruppo parrocchiale della Terza Età, dopo esserci lasciati alle spalle il traffico di Milano nell’ora di punta, abbiamo attraversato distese sterminate di risaie in cui rimangono ora solo le stoppie del riso già raccolto. A Casale, cittadina dalla storia gloriosa, oltre al Duomo veramente singolare come struttura architettonica, mi ha interessato soprattutto la visita alla sinagoga, tra le più conosciute in Europa. In città, dopo la shoà, restano solo sette ebrei e pertanto la sinagoga è ormai soprattutto un bene culturale da preservare insieme all’interessantissimo museo adiacente. Nelle sinagoghe esiste ancora la netta separazione tra uomini e donne, quindi, entrando, gli uomini, indossata la kippà (non so se si scrive così), hanno occupato i banchi a sinistra, mentre noi donne ci siamo sedute su quelli a destra per ascoltare le spiegazioni della guida.

Al centro della religione ebraica ci sono le Scritture e una copia della Torah  (composta dai Libri che noi chiamiamo Pentateuco), rigorosamente scritta a mano (operazione riservata alle donne), viene conservata all’interno di un armadio ornato da un telo riccamente decorato. Ogni ebreo doveva poter leggere le scritture durante le riunioni nella sinagoga, quindi gli Ebrei non hanno mai conosciuto l’analfabetismo: a ogni bambino veniva insegnato a leggere e a scrivere. Forse così si spiega come tanti geni in tanti campi dello scibile umano siano  stati e siano tutt’oggi di origine ebraica. Ho anche potuto togliermi un dubbio che ogni tanto mi assaliva: gli Ebrei credono o no in una vita dopo la morte? La guida mi ha risposto che i Sadducei respingevano questa idea, che invece era sostenuta dai Farisei e viene accettata anche dall’ebraismo odierno. Il museo ha diverse sezioni dedicate alle diverse celebrazioni ebraiche: Capanne, Purim, Lumi, Pasqua …. e per tutte c’è un cerimoniale ben preciso da rispettare.

Ci siamo poi inoltrati nella zona collinare del Monferrato, territorio noto per i suoi vigneti e i suoi vini. Lì l’autunno ha già cominciato a trasformare i boschi in una inimitabile tavolozza di colori e il paesaggio era veramente suggestivo. Dopo poco siamo arrivati al Santuario mariano di Crea, dove abbiamo fatto una lunga sosta per il pranzo per poi visitare le cappelle del Sacro Monte: veramente sorprendente l’ultima denominata (Paradiso).

La nostra gita-pellegrinaggio si è conclusa con la Messa al Santuario di Crea.

E’ stato molto bello passare una giornata di interesse culturale e religioso, in una piacevole atmosfera di amicizia e di questo va riconosciuto merito agli organizzatori e al nostro parroco, sempre pronto ad accogliere fraternamente tutti con un sorriso e una battuta simpatica.

Foto da sinistra a destra: Duomo, Sinagoga, Cappella del Paradiso e Santuario di Crea.

 

 

La gara di formula ….baby.

triciclo-freccia-kids-aDopo essersi fatto un lungo sonno sulle mie ginocchia, Gioele si è svegliato solo al suono delle voci del fratellino e della mamma.

I due bimbi hanno fatto merenda gustando anche qualche dolcetto che avevo portato, poi si sono messi a giocare: Giovanni pedalava vigorosamente sul suo triciclo abbassandosi tutto sul manubrio per fare più forza, Gioele lo rincorreva spingendo il suo carrellino e intanto imitava il rumore delle auto: è abilissimo nel fare manovre anche complicate!!! La gara si stava protraendo e i due schivavano miracolosamente tavolo, sedie, divano con grande abilità, poi la mamma, fingendo di parlare a un microfono, si è messa a fare la “telecronaca” e allora il divertimento dei due monelli  è arrivato al culmine!

La casa-tavolo.

fratellini-che-giocanoGiovanni (tre anni e mezzo): – Facciamo la casa-tavolo!!!-

Va sotto al tavolo in soggiorno e sposta verso l’esterno tutte le sedie, poi si mette a sedere nello spazio che si è creato e si guarda attorno tutto soddisfatto.

Gioele (un anno), vedendo il fratellino, si affretta ad andare vicino a lui gattonando il più velocemente possibile, poi anche lui si siede e da là sotto cerca di guardare fuori, tra i pioli delle sedie ….la cosa è molto divertente per tutti e due, che sentono quella casa-tavolo come un loro rifugio, uno spazio tutto per loro. I loro occhi brillano di gioia.

E’ molto bello vederli giocare insieme!!!

I due centurioni.

img-20170829-wa0002Stiamo salendo verso il Pincio e vediamo sul sentiero due figuranti vestiti da corazzieri. Mia figlia, abituata a vedere a Londra simili personaggi offrirsi gratuitamente al pubblico dei turisti per le foto d’occasione, si  avvicina con entusiasmo.

-Possiamo fare qualche foto con voi? –

– Certo!!! Siamo qui per questo …- risponde uno dei due con il suo strascicato accento romano e un fare da “vecchio del mestiere”. Ecco che subito spuntano finte corone di alloro in plastica dorata, elmi con cimieri, mantelli e spade di legno. Si sarebbe potuto udire il classico “Ciack! si gira!”visto che siamo stati tutti e cinque inquadrati in varie pose: pollice su, pollice giù, spade puntate al collo del figurante, spade sguainate, ecc. Il tutto è durato forse 5 minuti? O forse 3? Non saprei dire….. so solo però che, come mi aspettavo, si è manifestata la richiesta pecuniaria dei due finti centurioni: – Dieci e dieci !!!- Per un attimo infinitesimale ho pensato : “Dieci euro e dieci cosa? ” Ma immediatamente dopo ho capito: volevano dieci euro da me e altri dieci da mia figlia …e noi, come due allocchi, non abbiamo nemmeno tirato sul prezzo… Chissà le risate che si son fatti alle nostre spalle!!! …….. ma i bambini erano contenti e ciò ci ha fatto sentire meno forte il bruciore della piccola beffa.

A Roma ….con stupore.

fontana-di-treviRoma lascia nel cuore di chi ha avuto modo di viverci, una gran voglia di ritornare, magari solo per poche ore, per potersi sentire ancora una volta rapiti dalla sua magia.

E’ per questo che mia figlia ha programmato questa “toccata e fuga” cominciata domenica mattina e conclusasi oggi pomeriggio. Sono stati solo due giorni, in cui  Grazia, Elisa, Davide , Samuele ed io, abbiamo attraversato Roma a tappe forzate: piazza S. Pietro, piazza Navona, Campidoglio, Ara Pacis, Colosseo, Fori Imperiali, Piazza del Popolo, Pincio, Villa Borghese, Via Veneto e Piazza di Spagna.

Dopo un primo spiacevole impatto, all’arrivo, con le strade sporche della domenica sera, devo dire che poi le zone più frequentate dai turisti erano abbastanza dignitose; purtroppo per la siccità i prati dei parchi erano del tutto secchi e gialli e anche nei nostri alloggi si è fatta sentire la crisi idrica della città.

Avevo visto più volte la Capitale in passato, ma sono passati più di vent’anni da quando l’avevo visitata l’ultima volta e devo dire chein questi due giorni

Roma mi è apparsa molto più bella: i monumenti principali come il Colosseo e Fontana di Trevi e la stessa Piazza S. Pietro, ripuliti dallo sporco accumulatosi sulle loro superfici, sono apparsi più luminosi e più incantevoli che mai.  Meritano in pieno l’ammirazione degli innumerevoli visitatori che affollano la città.

Bisogna ritornarci, avendo cura di prenotare per tempo l’ingresso ai monumenti e ai musei più prestigiosi.

 

Finalmente insieme!!!

img-20170819-wa0001Questa foto rende forse un’idea di quello che succede in casa mia quando si ritrovano tutti insieme i miei nipoti, come in questi giorni …. Devo comunque far notare che nella foto non compare Gioele, il più piccolo (un anno appena compiuto), ma, appena può, anche lui si butta nella mischia..