Teche….

Ieri sera la trasmissione RAI “Techetechetè” ha riproposto questa bellissima canzone di Endrigo.
Mi sono ricordata di quando da ragazza la cantavo con tanti sogni nel cuore. Mi sono un po’ commossa.

Bisogna dire che questa trasmissione, in cui la RAI ripropone il meglio delle sue teche, è molto più gradevole dei programmi che essa sostituisce durante l’estate.

Trovarsi insieme …. come un tempo…

nel-parco-di-hampsteadGrazie alle mie figlie, ho trascorso una bellissima setimana: da molti anni non le avevo vicine insieme  per tanto tempo …

A Londra abbiamo incontrato due ragazze, sorelle tra loro, che tanti anni fa (più di trenta) abitavano nel nostro stesso palazzo e che sono state le amiche d’infanzia delle mie figlie.

Ci siamo fermati in uno dei tanti bellissimi parchi di Londra e lì, sedute su un prato, le quattro amiche si aggiornavano su quanto è accaduto in questi ultimi anni, mentre i bambini giocavano a palla.

Era una giornata molto calda e in molti lì attorno si crogiolavano al sole; noi,  all’ombra degli alberi, abbiamo trascorso alcune ore molto piacevoli, ridendo di gusto, quando l’inevitabile “a m’arcord” ci ha portato a rievocare i ricordi più spassosi.

La Torre di Londra.

Assediata da grattacieli avveniristici dalla forme più strane (la scheggia, il cetriolo, il walkie-talkie e tanti altri), la fortezza nota come Torre di Londra si affaccia in tutta la sua maestosa austerità sulla riva nord del Tamigi.

torre-di-londra-6-600x383Nonostante il prezzo salatissimo dei biglietti d’ingresso, c’è sempre gran folla in attesa di entrare.  quello che colpisce è l’estrema semplicità delle stanze e le loro dimensioni veramente ridotte. Nella parte più antica, le pareti non sono intonacate e lasciano vedere la tecnica di costruzione: enormi travi di legno che si intersecano costituiscono la struttura portante, mentre i mattoni servono a riempire gli spazi tra una trave e l’altra……non avevo mai visto altrove una tecnica di questo genere.

Per il resto è una fortezza come tante, che conserva però il fascino di una storia intrisa di misteriosi fatti di sangue e di tradimenti.

Anche qui non è mancato il tocco folcloristico: nei cortili interni dei figuranti, in  costumi medioevali, intrattenevano il pubblico con una sceneggiata che voleva rievocare gli alterchi urlati tra assediati e assedianti e a mezzogiorno un cannone sparava un numero imprecisato di colpi a salve …..

Ma più che i cimeli e i reperti storici, sono stati i “corvi della regina” a interessare Samuele e Davide: così grossi, così neri, rinchiusi in grosse gabbie, secondo una tradizione, la loro presenza continua garantisce la continuità della monarchia….

A Buckingham Palace.

mattinata da turisti ….

cambio-della-guardiaSiamo partiti piuttosto presto con mappa della città e delle linee di trasporto urbane; meta: Westmister e Buckingham Palace. Il cielo era un po’ grigio e faceva freschino, perciò negli zaini c’era il necessario per eventuali scrosci di pioggia.

Arrivati a Westminster, Davide si è molto interessato al Big Ben e ai vari personaggi storici rappresentati nei monumenti davanti al palazzo del Parlamento. Dopo una lunga camminata, eccoci a Buckingham Palace, dove già si era radunata una folla numerosa davanti ai cancelli, in attesa del cambio della guardia. Sul pennone sventolava solo l’ Union Flag: la regina non è a palazzo.

Bisogna dire che gli Inglesi sono molto abili a vendere le loro attrazioni turistiche: hanno saputo trasformare un rito, tutto s0mmato abbastanza noioso, in una attrazione famosissima in tutto il mondo, arricchendo la cerimonia con i colori sgargianti delle divise, la stranezza dei cappelli di pelle di orso che nascondono quasi completamente il viso dei soldati, i  militari a cavallo e le musiche della banda.

Elisa era molto impegnata a scattare foto da mostrare alle sue amiche e alle compagne di scuola. Anche Davide e Samuele, inizialmente si sono molto interessati, ma poi le cose sono andate veramente per le lunghe e si sono stancati.

Il loro entusiasmo si è riacceso nell’attraversare il Parco di S. James, dove abbiamo potuto ammirare gli uccelli acquatici che popolavano i laghetti e gli scoiattoli che saltavano rapidi tra i rami di alberi secolari.

 

Il primo volo

Da molto tempo, Davide desiderava andare a trovare il cugino Samuele a Londra: sua sorella c’era già stata, perchè lui no?

Finalmente un giorno, qualche tempo fa, papà e mamma hanno deciso: quest’anno si va una settimana a Londra!!!!! Ed è così che due giorni fa ci siamo trovati tutti a casa mia per partire insieme: Davide era emozionatissimo.

wp_20170708_20_20_12_proAll’aeroporto, alla lunga coda al posto di polizia è seguita la lunga attesa della chiamata del volo, poi finalmente a bordo….. e, quando i motori hanno cominciato a rombare per il decollo, Davide è rimasto qualche momento con occhi e bocca spalancati in un urlo silenzioso, mentre con le mani si appoggiava al sedile anteriore…..Gli è piaciuto tantissimo vedere il mondo dall’alto: le pianure  colorate dalle varie colture, le montagne costellate qua e là dai ghiacciai residui, il canale della Manica con le sue “piantagioni” di pale eoliche in perenne movimento e le nuvole che parevano fiocchi di bambagia fluttuanti nella’aria…

Il suo solo commento finale: E’ stato bellissimo!!!!

Habemus Delpini!!!

arcivescovo-delpiniPapa Franxesco ha nominato il successore di Angelo Scola alla guida della diocesi di Milano, la diocesi più grande del mondo. Il nuovo arcivescovo è Mario Delpini.

Noi di Arcellasco abbiamo avuto modo di incontrarlo due anni fa: abbiamo avuto modo di apprezzarne la cultura e la sapienza e anche se lui si dichiara inadeguato, sono certa che saprà essere all’altezza dei suoi più illustri predecessori. Chi volesse sapere qualcosa in più del nostro nuovo arcivescovo può cliccare QUI

Congratulazioni e auguri, cardinal Delpini!!!

 

Scuola e “ghetti”.

scuolaQuesta storia, che Concita De Gregorio riporta su “repubblica”, ritrae un vecchio vizio della scuola.

Ricordo che quando ero alle prime armi come insegnante in un plesso scolastico con più sezioni per ogni classe, chissà per quale magia mi capitavano  le classi con la percentuale più alta di bambini provenienti da famiglie in difficoltà.

La selezione in quei casi era mascherata dall’alfabeto: nella sezione A venivano inseriti i bambini col cognome che iniziava con le prime dieci lettere, mentre i restanti  finivano nella sezione B.

Ora ci sono altri modi, soprattutto nelle scuole medie: si inseriscono sezioni con particolari indirizzi didattici, così abbiamo la sezione musicale, quella con due lingue straniere o quella informatica……

E i bambini con evidenti difficoltà di apprendimento restano confinati nelle sezioni senza alcuna specializzazione?  Questo non lo so e spero che queste ultime non si trasformino in ghetti, ma possano contare su insegnanti preparati e impegnati ad offrire ad ogni alunno la possibilità di sfruttare al meglio le proprie potenzialità.  Perchè, diciamolo francamente, la qualità della scuola dipende dalla qualità degli insegnanti, dalla loro professionalità, dalla loro preparazione, indipendentemente dall’indirizzo particolare che viene dato alle classi…..

L’ ora dei compiti…

wp_20170704_10_35_43_proFinite le scuole, le famiglie si trovano in difficoltà: dove lasciare i figli, se papà e mamma lavorano?

Qui entra in gioco l’organizzazione delle parrocchie, che qui a Erba, come in tante altre città, aprono gli oratori e accolgono i ragazzi delle scuole elementari e medie per momenti di gioco, di preghiera e di…. studio…

wp_20170704_10_32_40_proI puntini di sospensione sono doverosi, visto che la maggior parte dei ragazzi in questi giorni non ha molta voglia di riaprire i libri, ma tant’è…. Tre volte alla settimana, dalle 10 alle 11 i ragazzi sono tenuti a portare i compiti delle vacanze o un libro da leggere. In questi momenti sono assistiti da un manipolo di adulti ” coraggiosi” che affiancano gli educatori.  E’ vero, è solo un’ora, ma non ci si può immaginare quanti modi di “non fare i compiti” i ragazzi più grandicelli riescano ad inventarsi

Sono però tutti molto simpatici, anche se un po’ vivaci.

Ci sono  altri volontari che rendono possibile la realizzazione di queste “scuole estive” a cominciare da quelli che organizzano le squadre, che preparano i pasti, che si occupano dei laboratori pomeridiani…. tanta gente che intende rendersi utile, rendendo un servizio alla collettività.

 

 

Il professor Krantz

 

Ecco come ho conosciuto Paolo Villaggio. Nei panni del professor Krantz era  divertentissimo col suo italiano stentato, col suo maltrattare il pubblico, le sue corse spericolate su è giù per le scale, i suoi giochi di prestigio cialtroneschi …. Era una comicità del tutto nuova e piena di fantasia….

Grazie, professor Krantz, dei bei momenti che ci hai regalato!

La triste storia di una statua “miracolosa”

madonna-seicentesca-di-arcellasco-001Era stata modellata nel seicento: il corpo in legno dalle fattezsze gentili di fanciulla, il viso dolce e un po’ triste e  le braccia mobili. Le avevano inserito sul braccio sinistro la statua del suo bambino, che reggeva il mondo.

Eravamo sotto la dominazione spagnola ed era stata rivestita con panni lussuosi e adorni di ricami preziosi, secondo la moda del tempo: doveva rappresentare la regalità di Maria e quindi non poteva mancare una corona sul capo di lei e del Bambino.

La gente semplice  venerava questa immagine, le attribuiva poteri miracolosi e per secoli quella statua ha avuto un posto d’onore nella chiesa di Arcellasco.

Poi, la smania di modernismo del secondo dopoguerra, l’ha relegata in soffitta: i suoi vestiti sono andati bruciati (secondo alcuni) o trafugati perchè preziosissimi (secondo altri); le è stato tolto anche il Bambino, donato da qualcuno che non ne aveva il diritto a qualcun altro che lo detiene in modo improprio…..

E ora la statua miracolosa di Maria Regina dell’Universo è solo una scultura in legno, spoglia, con una “cicatrice” che ricorda quel bambino che non c’è più e il suo viso triste  ben si addice alla sua triste storia.

E’ così che l’hanno ammirata i visitatori della mostra di arredi e paramenti sacri che abbiamo allestito ad Arcellasco e che si è conclusa ieri sera, dopo la visita della neo-sindaca, che ha molto apprezzato l’iniziativa.

Questa e molte altre storie abbiamo raccontato nel libro “Una data, una storia: 1517…” di cui ho già avuto occasione di parlare.