Non ci si salva mai da soli.

Cominciavamo forse a sperare di esserci lasciati alle spalle il peggio della pandemia e stavamo sperando di ritornare alla nostra antica (ormai) normale quotidianità, ed ecco spuntare una nuova minaccia che viene dall’Africa.

Lo sappiamo che non ci si può salvare da soli e questo è tanto più vero oggi con questa pandemia: i paesi più ricchi (e noi tra questi) si sono accaparrati la maggiore quantità dei vaccini prodotti, per salvaguardare i propri cittadini e la propria economia.

I paesi più poveri ne hanno potuto acquistare solo poche quantità  e lì il virus ha continuato a circolare indisturbato e ha fatto quello che sa fare: si è divertito a mutare rapidamente in molti modi e ora minaccia di vanificare tutto quello che è stato fatto finora qui da noi per la prevenzione del contagio.

Dobbiamo imporre alle multinazionali che producono i vaccini di rinunciare ai loro brevetti perchè ormai avranno già ampiamente recuperato gli investimenti fatti per la ricerca; si potrà consentire così anche ai paesi poveri di combattere il virus in modo efficace e non dovremo continuare a vaccinarci per proteggerci da periodici ritorni di varianti

Pensare in modo solidale in questo caso è il modo più efficace per salvaguardare se stessi.

 

Angeli dimenticati?

Come passa il tempo!!

A volte il passare degli anni provoca strani effetti nelle persone. Prendiamo ad esempio Irene Pivetti: quando era presidente della Camera dei deputati, dichiarava la sua grande devozione agli Angeli Custodi, certa che loro avrebbero saputo aiutarla nel difficile compito che le era stato assegnato.

Eravamo nel 1994/96 e sono passati quasi trent’anni…. chissà se si è rivolta ancora alla protezione del suo Angelo Custode prima di intraprendere le operazioni finanziarie per le quali si trova indagata.

Spero tanto che, sì, lo abbia invocato e che lei possa chiarire tutto agli inquirenti, altrimenti dovrei pensare che la sua devozione non fosse proprio tanto sincera e che abbia lasciato il posto alla devozione verso il danaro.

Il mistero.

“Dio accompagna soprattutto nel dolore – ha ricordato il Papa -, come un padre che fa crescere bene il figlio standogli vicino nelle difficoltà senza sostituirsi a lui. E prima che sul nostro viso spunti il pianto, la commozione ha già arrossato gli occhi di Dio Padre. Lui piange prima, mi permetto di dire…”. “Il dolore resta un mistero, ma in questo mistero possiamo scoprire in modo nuovo la paternità di Dio che ci visita nella prova”.

Queste parole, tratte da un articolo di Avvenire, possono confortare chi in questo momento sta soffrendo nel fisico o nell’anima, anche se è sempre difficile, come dice il Papa, spiegare  il perché del dolore. Quante domande vengono alla mente quando capitano lutti, malattie o quando ti senti lacerare dentro: perchè tutto questo? Perchè proprio a me? Cosa ho fatto di male per meritarmelo? ….. ma non ci sono risposte.

Chi crede può solo accettare la sofferenza propria mettendosi nelle braccia di Dio e cercare di alleviare la sofferenza altrui con la vicinanza e tanto amore.

Per chi non crede tutto deve sembrare assurdo, senza senso…

E’ una vergogna!

E’ una vergogna che resterà nella storia dell’Europa!

C’è da una parte l’intento subdolo di spaccare l’UE (Russia e Bielorussia) perchè il problema della distribuzione dei migranti è da sempre il pomo della discordia, dall’altra c’è una Polonia che vuole costringere la Comunità Europea a finanziare la costruzione di un muro sul suo confine.

Due fronti ostili e in mezzo migliaia di migranti indotti a lasciare il proprio paese con chissà quali promesse o illusioni e ora si trovano a vagare nei boschi assiderati, affamati, in preda a sofferenze e disagi di ogni genere: davanti il filo spinato e alle spalle uno stato che ti impedisce di tornare indietro.

Nella disumanità bieca della politica, brilla la solidarietà degli abitanti delle zone di confine e dei medici polacchi, che sfidano i divieti imposti dalle autorità per soccorrere quella povera gente (tra cui tanti bambini), che vaga nelle foreste senza riparo.

Chi avrà il coraggio di affrontare il problema dell’immigrazione non con provvedimenti sporadici e dettati dall’emergenza, ma con il ribaltamento delle logiche economiche e politiche seguite fino ad ora?

Una storia da dimenticare.

La storia della bambina ( Serenella) abbandonata in Ucraina lascia esterrefatti, ma dice chiaramente quanto sia contro natura la pretesa di avere un figlio anche a costo di comprare un’altra donna che lo partorisca per te.

Nell’articolo di Avvenire si parla di 5 donne che hanno avuto parte nella vita di Serenella, 5 donne che potrebbero con qualche motivo dirsi mamma di questa bambina che ora ha un anno.

Se la povertà e il bisogno ci fanno essere più indulgenti (senza giustificare) verso chi vende i propri ovuli o il proprio utero, non è tollerabile chi approfitta di questa situazione per avere un neonato tra le braccia, come fosse una bambola senza diritti e senza anima.

Per fortuna in questa storia ci sono anche due donne con un ruolo positivo, due donne che hanno saputo amare Serenella e accoglierla: la prima è la babysitter ucraina, che, sì, era pagata per accudire la bambina, ma ne ha avuto buona cura; la seconda è la mamma che ora ha preso con sè Serenella in preaffido. L’amore e la generosità di questa donna potrà dare un po’ di normalità a questa bimba? Io lo spero veramente, ma come si sentirà Serenella il giorno in cui, malauguratamente, venisse a sapere la sua storia? Non posso nemmeno pensarlo e prego perchè nessuna traccia possa condurla a conoscere tutta la verità.

La strana storia del color Isabella.

Durante la lezione di ieri, il prof. Porro ha citato il “color Isabella”. Non ne avevo mai sentito parlare e oggi mi sono documentata.

Isabella d’Austria, figlia di Filippo II di Spagna e sposa di Alberto figlio di Massimiliano II, aveva seguito il marito nella guerra contro gli olandesi. Certa che la vittoria sarebbe giunta in breve tempo (…la solita stupida certezza che accompagna ogni dichiarazione di guerra),  aveva fatto il voto  di cambiare la sua biancheria intima solo  quando  Ostenda si fosse arresa.

Come accade puntualmente, le cose non andarono come Isabella aveva sperato e la città resistette tre anni!!!!  Quando Ostenda cadde, Isabella  potè finalmente togliersi la camicia, che, come possiamo immaginare, aveva decisamente perso il suo candore originario ed aveva assunto una tonalità di giallo chiaro tendente al marrone.

Un’altra versione di questa leggenda attribuisce lo stesso voto a Isabella di Spagna (quella che finanziò il viaggio di Cristoforo Colombo), durante Cavallo color Isabellal’assedio di Granada durato otto mesi.

Probabilmente nessuna delle due versioni corrisponde alla realtà storica, ma  l’idea di fare voti legati all’astenersi da pratiche igieniche era anticamente molto diffuso .

Oggi il termine “color Isabella” viene usato soprattutto per definire un certo tipo di mantello equino.

 

Se una rondine non fa primavera..

L’autunno sta facendo, come ogni anno, il suo mestiere e il giardino da un po’ di giorni era ormai sommerso dalle foglie cadute dagli alberi vicini. Stamattina mi sono decisa e ho cominciato a raccoglierle in mucchi per poterle poi insaccare e portare alla discarica comunale.

Le  foglie gialle sull’erba  ancora verde sembravano  fiori senza stelo e a far loro compagnia c’erano solo i  tagete che continuano a fiorire fino all’autunno inoltrato. Continuando a rastrellare, sono arrivata ai piedi del cedro pendulo e lì il mio sguardo è stato attirato da una piccola macchia violacea ,,,,,

viola novembrina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • E’ mai possibile? – mi chiedevo, mentre mi chinavo per accertarmi di cosa si trattasse. Ed era proprio una viola mammola, una piccola viola, ingannata dalle temperature piuttosto miti di questi giorni. Però è pur sempre autunno e se una rondine non fa primavera, a maggior ragione non farà primavera nemmeno una viola mammola un po’ confusa e disorientata.

Fino a qualche anno fa, la prima settimana di novembre portava sempre la prima brinata, ora fioriscono le viole …. forse è un altro segno del cambiamento climatico che si sta verificando.

 

Ricchi, super-ricchi e inquinamento.

Nel Vangelo di Luca si legge:

Guai a voi ricchi, perché avete già la vostra consolazione.  Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame….

Ora a puntare il dito contro i super ricchi del pianeta non sono i fautori di una rivoluzione di tipo marxista, ma  IL CONVEGNO DI GLASGOW che denuncia come lo stile di vita dei super-ricchi del mondo non sia più sostenibile: anche se possono permettersi consumi inimmaginabili per i comuni mortali, non è detto, anche in questo caso, che tutto quello che è possibile sia anche lecito.

Una gran parte delle emissioni inquinanti è dovuta a una ristrettissima minoranza di nababbi, che ora si sono inventati anche il turismo spaziale che, in caso si diffondesse, potrebbe diventare un vero pericolo per l’ecosistema planetario.

Porre un limite alla tracotanza di certi super-ricchi dovrebbe essere uno dei primi punti nelle agende degli ecologisti di oggi.

 

Il mal d’ Africa e i suoi mali.

Non so se si parla ancora di mal d’Africa, cioè di quella nostalgia, di quella voglia di tornarci, che coglie coloro che l’hanno conosciuta e se ne sono poi allontanati.

Quand’ero piccola c’era un nostro vicino che era stato soldato in Africa e che affermava di sentirne ancora tanto il calore, che anche d’inverno lo si vedeva andare in giro in maniche di camicia.

Ora di Africa si parla ben poco; i nostri giornali hanno una visione del mondo molto limitata: in genere si occupano quasi esclusivamente di politica di casa nostra o al massimo di quella europea, ma dedicano ben poca attenzione al continente nero.

Chi riesce a tenerlo d’occhio è certamente Romano Prodi e lo dimostra questo suo articolo pubblicato ieri sul “Messaggero” non per parlare di mal d’Africa, ma per parlare di uno dei tanti mali dell’Africa.  E’ la nostra dirimpettaia sulle rive del Mediterraneo e l’evoluzione più o meno positiva e pacifica  dei tanti popoli che la abitano, determinerà anche il futuro dei paesi europei: vale la pena dunque occuparsene e darsi da fare per farne un continente pacificato e in grado di contribuire, con le sue infinite risorse, al benessere della comunità mondiale.

Giovanni e l’ordine pubblico.

Dopo cena, si sta conversando sui fatti dell’attualità ed è inevitabile parlare delle manifestazioni anti green-pass che da molto tempo movimentano e agitano le piazze di tante città nei fine settimana.

Siamo tutti d’accordo nel biasimare questi che pretendono di non vaccinarsi gratuitamente e vogliano poi essere curati gratuitamente con grande dispendio e spreco di risorse pubbliche; tutti approviamo la scelta di disperdere i manifestanti in modo energico, deciso.

Giovanni (7 anni) parrebbe non ascoltare, ma ad un certo punto interviene chiedendo:- Come hanno fatto a mandare via la gente? – Io rispondo:- L’hanno innaffiata per bene e la gente ha dovuto correre via per cambiarsi gli abiti fradici!-

Alla mente di Giovanni certamente affiorano i ricordi estivi, quando ingaggiava  battaglie all’ultimo spruzzo  coi cugini ed esclama: – Ci sarei andato anche io con la mia pistola ad acqua ad aiutare la polizia!-

Tutti scoppiamo a ridere: è molto divertente pensare ai poliziotti impegnatissimi a fronteggiare la folla con le pistole ad acqua…..Non so quanto sarebbe popolare Giovanni come ministro dell’Interno….