Strategia di mercato.

Avevo notato uno strano fenomeno: in questo blog sono stati bloccati molto tempo fa i commenti per evitare di diventare bersaglio di migliaia di messaggi pubblicitari inutili e fastidiosi. Tutto ha funzionato a dovere fino a un paio di mesi fa, quando è cominciato un vero fuoco di fila di commenti spam: appena pubblicavo un post cominciava il bombardamento di centinaia e centinaia di “commenti”. Al mio tentativo di ripristinare il blocco, compariva la scritta che la funzione non era regolarmente funzionante . Per ripristinarla avrei dovuto pagare una certa somma come abbonamento annuale…. Siccome però questo blog non porta alcuna rendita, ma ha solo la funzione di tenermi compagnia e di lasciare qualche ricordo di me ai miei nipoti, non intendevo assoggettarmi al pagamento di quella “tassa”.

Con pazienza ho cominciato a cancellare i commenti indesiderati: ogni giorno qualche centinaio. Ci è voluto un bel po’ per azzerarli, un bel po’ di costanza e di pazienza, ma alla fine ce l’ho fatta.

Da qualche giorno non arrivano più commenti.  Da questo è facile comprendere che era stata messa in atto una  diffusa strategia di mercato: creare un bisogno per poterlo poi soddisfare: in pratica erano gli amministratori della funzione anti-spam a sommergermi di commenti-spazzatura per indurmi a sottoscrivere un abbonamento.

Ma non avevano fatto i conti con la mia testardaggine…

La mia amica Carmela scrive…..

Questa epidemia, pur se profetizzata da Bill Gates cinque anni fa, ha colto tutti di sorpresa e tutti gli ospedali , italiani e stranieri, hanno dovuto affannarsi ad adeguare l’offerta di posti letto e di attrezzature per far fronte a un afflusso mai visto prima di ammalati.

Ieri su facebook ho condiviso un post che informava di quanto fosse stato fatto a Roma per allestire nuovi reparti-covid senza che a questo fosse stata data la stessa risonanza mediatica ottenuta invece da quanto era avvenuto a Milano per allestire posti di rianimazione nell’ex-fiera. A questo post ha risposto una mia collega (devo dire ex visto che io non insegno più da anni e lei invece è ancora sulla breccia?), con la quale ho potuto condividere un breve periodo di lavoro, ma che ricordo sempre con grande affetto e stima. Ecco cosa ha scritto.

Carmela Scamardella Buongiorno, Diana! Non ho sentito per questo tanta enfasi come è accaduto per l’ospedale della fiera di Milano.
Si fa un gran parlare di come saremo migliori dopo tutto questo. Io ci credo poco, guardando le polemiche e le strumentalizzazioni di questi giorni: sembra che il governo non stia facendo nulla e che i virtuosi siano solo i governatori del nord. L’ altro giorno il sindaco del mio paese ha diffuso un video in cui dava le istruzioni alle famiglie bisognose per accedere ai buoni spesa avendo il Comune ricevuto 300.000 euro dal governo.

Ieri la mia scuola ha inviato alle insegnanti un modulo per segnalare i bambini che finora non hanno potuto usufruire della didattica a distanza, in quanto saranno forniti di dispositivi acquistati con fondi ricevuti dal governo.

L’ Inps pare stia ricevendo migliaia di richieste di bonus che, pur con gli intoppi che si stanno verificando, dovrà esaudire. Io non ho vissuto periodi di emergenza come questo e non posso fare confronti, ma immagino che questo governo stia facendo tutto quello che può, vista la situazione economica non certo florida.

Ieri sentivo Salvini che parlava di disastro e chiedeva le dimissioni del governo. Io non so di quale disastro parlasse. Avranno commesso degli errori, ma chi non ne ha commessi? Ho visto Report qualche giorno fa, non mi pare che la tanto decantata sanità lombarda ne sia uscita molto bene, ma di quegli errori non ne ho sentito parlare altrove. Come non ho sentito parlare, tranne che su un video che gira in rete, delle eccellenze che ci sono anche nella bistrattata (nessuno dice che riceve molto meno fondi rispetto a quella del nord) sanità del sud: un servizio di Sky inglese girato all’ospedale Cotugno di Napoli (vergognoso come il primario è stato trattato in TV, pur avendo la ragione dalla sua parte) ne elogiava il merito di essersi preso cura in modo eccellente dei malati, senza avere alcun contagiato tra il personale sanitario.
Ma le cose non cambieranno dopo l’epidemia, i leghisti lo hanno già sottolineato l’altro giorno al Senato: “non si usi la pandemia come scusa per far tornare la sanità allo Stato”.
Bisogna continuare a dare tutti i soldi al nord e a finanziare i privati. Scusa lo sfogo.

https://www.facebook.com/obrian61/videos/10222863372513051/
Qui è il video menzionato da Carmela.

Che rispondere a Carmela? direi che l’informazione è finanziata da chi ha certi interessi e non riesce a fotografare obiettivamente la realtà. Inoltre direi che se è vero che la sanità del sud riceve meno finanziamenti, ma non sono informata in materia, bisogna anche dire che la classe dirigente del sud ha spesso speso male i soldi che le sono pervenuti o a volte non ha saputo proprio spenderli. Sono tante le cause di questo divario tra nord e sud e dal suo superamento dipenderà il futuro di questo paese. Sono contenta di sapere che si stanno donando degli strumenti tecnologici a chi ne è sprovvisto per seguire le lezioni scolastiche: era proprio questo il dubbio che mi era venuto quando si è saputo dell’uso di lezioni on line.
Anche io credo che questo governo stia facendo bene il suo difficile compito e mal sopporto certe critiche pretestuose. Inoltre temo anche io che finita l’emergenza dimenticheremo i buoni propositi: la storia ci insegna che non riusciamo a imparare dai nostri errori. Grazie, Carmela!

La solidarietà non è solo altruismo.

In condizioni normali la solidarietà è un atto di generosità di cui beneficia materialmente solo il destinatario, mentre il benefattore ne trae  una gratificazione morale per il fatto di sentirsi “buono e bravo”.

Ci sono invece situazioni del tutto straordinarie in cui la solidarietà  è necessaria per difendere anche i propri interessi. Prendiamo ad esempio la situazione attuale:   in marzo la vendita delle auto è crollata dell’85,4% e la cosa è comprensibile, visto che le concessionarie sono rimaste chiuse e la gente è stata confinata in casa; chi produce più auto in Europa? La Germania.  Cosa se ne farà la Germania delle sue auto se Italiani, Spagnoli ed Europei in genere saranno ridotti in povertà e non potranno più comprarle?  Chiuderà le fabbriche? E che faranno i tanti  Tedeschi che resteranno senza lavoro?

Forse conviene a tutti darsi una mano per tentare di attutire il contraccolpo di questa crisi che potrebbe essere disastrosa per tutti. La solidarietà è forse l’unica chance per risollevarsi e pare che anche nell’opinione pubblica tedesca si stia facendo largo questa convinzione.

 

E’ tempo di agire.

“Mosaico di Pace”  il sito di Pax Christi mette in evidenza sempre fatti rilevanti e motivi di riflessione, che l’attualità propone.

Oggi vi ho trovato questo spunto di discussione, che mi pare si proponga con urgenza: è possibile e molto probabile che la criminalità organizzata riesca a mettere le mani sulle attività commerciali e industriali piegate dalla crisi, offrendo prestiti che diventeranno una corda al collo per gli imprenditori.

Ecco perché il governo deve agire in fretta; e visto che verosimilmente anche negli altri paesi la situazione si presenterà negli stessi termini, ecco perché anche l’Europa deve darsi una mossa, se vuole continuare ad esistere. E’ il tempo di agire con responsabilità.

India: esodo biblico.

E’ impressionante questa immagine: dopo i provvedimenti restrittivi, a Nuova Delhi molti, che hanno perso il lavoro, non vedono altra soluzione che tornare ai propri villaggi: proprio il contrario di quanto si proponeva il governo. Possiamo immaginare le conseguenze disastrose di una tale situazione …. quanti malati ci saranno fra un paio di settimane? Che strutture sanitarie ci sono in India? Cosa accadrà? Il solo pensarci fa rabbrividire.

esodo india coronavirus

Malafede.

“I 400 milioni di euro annunciati dal governo per aiutare le famiglie tramite i Comuni significano circa 7 euro a testa. Caspita, non sarà un po’ troppo? Forse pensavano all’uovo di Pasqua, ma agli Italiani serve ben altro! Noi vogliamo collaborare per il bene del Paese, ma servono coraggio, idee chiare e tutti i soldi necessari! Senza svendere porti, aeroporti, palazzi e monumenti…”. 

Queste sono le parole di commento allo stanziamento deciso dal governo a favore delle famiglie più in difficoltà e non certo da distribuire  a 60 milioni di Italiani. E’ stato un modo di disinformare l’opinione pubblica, fatto nella più plateale malafede.

Dice di voler collaborare per il bene del Paese, ma irridere, mistificare, disinformare non mi sembra il modo migliore per collaborare.  Forse non riesce a rassegnarsi al calo del suo partito, calo  che deve imputare solo a se stesso e al suo modo sguaiato di fare politica, sempre e solo in cerca di visibilità a qualunque costo.

Papa Francesco è con noi sulla stessa barca….

Copio da Avvenire:

«Da settimane sembra che sia scesa la sera… presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati… ma tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti». Le parole di papa Francesco risuonano davanti alle deserte braccia del colonnato di San Pietro bagnato dalla pioggia. Nel silenzio vuoto della piazza, dal sagrato della Basilica vaticana, come aveva annunciato, il Papa ha dato questa sera un appuntamento mondiale chiedendo a tutti i fedeli di unirsi spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Per dare voce a una invocazione comune in questo tempo di emergenza sanitaria di dimensioni planetarie.

Un’ora non ordinaria di preghiera, con l’ascolto del Vangelo, la supplica davanti al Santissimo Sacramento esposto sull’altare nell’atrio della Basilica e infine, con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, anche il rito della benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”, come a Natale e Pasqua, perché possa rinfoderare la sua falce la spietata pandemia del Covid-19 in atto nel mondo.
Nella sue parole papa Francesco ha ripreso il noto episodio raccontato nel Vangelo di Marco, quello di Gesù che calma la tempesta. «Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città – ha commentato – si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi.

Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti – afferma ancora il Papa – come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa». Ha poi parlato di come questa tempesta abbia smascherato e lasciato scoperte le false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito «le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità… i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine» e ha lasciato «scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli».

E riprendendo ancora il passo evangelico: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» papa Francesco si è soffermato su quel «Non t’importa» detto dai discepoli pensando «che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro». «Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore – ha spiegato il Papa – Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati».

Il Vangelo, come ha evidenziato il Vescovo di Roma, chiama adesso a cogliere questo tempo di prova come «un tempo di scelta». Non è – ha affermato – il tempo del giudizio divino, «ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita».

«È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: “che tutti siano una cosa sola”».

«Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza – sottolinea nella sua meditazione il Papa – avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti».

Ansa

Accanto a se Francesco ha voluto l’icona originale della Salus Populi Romani, la nota venerata effigie mariana della Basilica di Santa Maria Maggiore che la tradizione vuole realizzata da san Luca e il Crocifisso dei Miracoli di san Marcello al Corso, alla cui intercessione prodigiosa si attribuisce la sconfitta del flagello della peste che nel 1500 mise in ginocchio non solo la Città Eterna. E che è diventato oggi il simbolo della pandemia del Coronavirus, dopo l’atto di devozione compiuto da Papa Francesco il 15 marzo scorso. La supplica si è così conclusa con una particolare benedizione dal luogo «che racconta la fede rocciosa di Pietro». Da qui – ha detto il Successore di Pietro – vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori… non lasciarci in balia della tempesta».

 

Appello di Trapeiros.

20 lettera agli amministratori

Cliccando sul link soprastante, è possibile leggere l’appello che i “Trapeiros” della Comunità di Emmaus di Erba sta diffondendo .  Chiede aiuto per affrontare questo momento critico, visto che il loro settore, nei decreti di questi giorni, non compare tra le attività che possono chiedere contributi.

In fondo alla lettera è riportato l’IBAN.

Solo la solidarietà può consentirci di superare questi momenti di grave difficoltà per tutti.

Polemiche, polemiche, polemiche…uffa!

“No, dichiarare l’emergenza sanitaria il 31 gennaio non è stato un complotto, ma la prassi quando l’organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lo stato di emergenza per il coronavirus in Cina.

Serviva per mettere in moto quel sistema di sorveglianza che ancora oggi ci sta dando una enorme mano nella gestione della crisi.

La durata di 6 mesi vuol dire che per 6 mesi a partire dal 31 gennaio il Sistema Sanitario Nazionale e la protezione civile sono in stato di massima allerta per il Covid-19.
Il chè è una cosa sacrosanta.

Mi auguro che chi sta diffondendo il panico e i complotti con video fuffa sia prima o poi chiamato a rispondere delle sue azioni nelle sedi più opportune.
E mi auguro per lui di non trovarmelo davanti.”

Questo è quanto scriveva ieri in un post su Facebook l’onorevole Giuditta Pini per confutare le numerose accuse che venivano rivolte al governo circa i ritardi con cui sarebbe intervenuto per fermare il coronavirus.

Mi pare di capire che:

  1. effettivamente il 31 gennaio è arrivato l’avviso dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per allertare i governi sulla epidemia;
  2. è logico pensare che questo avviso sia stato mandato a tutti i governi, visto che ancora non si sapeva dove l’epidemia si sarebbe sviluppata uscendo dalla Cina; aveva la stessa valenza di “un avviso ai naviganti”
  3. come si poteva immaginare allora che proprio l’Italia sarebbe stata la prima dei paesi europei ad essere colpita?
  4. Come si poteva immaginare dove sarebbe sorto il primo focolaio?
  5. Bisognava bloccare allora tutta l’Italia? Su quali basi scientifiche?
  6. Se alla introduzione della prima zona rossa (su dati epidemiologici concreti) è successo un pandemonio di critiche durissime per allarme eccessivo, cosa sarebbe successo con un intervento ancora più precoce?
  7. Se quell’allarme della OMS doveva essere inteso come ordine di mettere in campo provvedimenti restrittivi, forse avremmo dovuto assistere a ordinanze generalizzate in tutti i paesi del mondo per costringere la gente a stare a casa, invece si sono mossi tutti peggio dell’Italia e con gravissimo ritardo….

Come Giuditta anche io mi arrabbio molto quando in questi giorni si vuole buttare fango a tutti i costi sull’operato di questo governo, che avrà pure commesso qualche sbavatura, ma che, ricordiamocelo, sta operando in una situazione mai verificatasi da cent’anni a questa parte e che ha avuto come palla al piede la resistenza degli imprenditori a fermare le imprese.