Giorni di festa.

In questi giorni ho visto tutti i nipoti.

E’ così bello vederli insieme: Gioele è il più piccolo e quando è qui non ha tempo per mangiare perché pensa ai giochi che lo aspettano e allora dice: – Io sono abbastanza ….- per dire che ha già  mangiato abbastanza e vuole scendere dalla sua seggiolina.

Il suo fratellino Giovanni, ieri ha passato molto tempo con Samu a leggere le storie di Topo Tip e poi a disegnare e intanto ha capito una cosa: che per Samu il calcio è un chiodo fisso: legge biografie  di calciatori, disegna scarpe e accessori per il calcio passa molto tempo a palleggiare cercando di battere ogni volta il suo record personale di ben 49 rimbalzi.

Oggi sono venuti anche Elisa e Davide, i due più grandi, che si sono divertiti a intrattenere i più piccoli e a guardare i film del “Diario di una schiappa”,,,, e a dir la verità mi sono divertita anche io.

 

Per ringraziare…

Da “Mosaico di pace” una notizia che non ho trovato altrove: la madre di Mose Kean, il giovane calciatore juventino, invita gli immigrati come lei a dedicarsi ad opere di volontariato per restituire agli Italiani un po’ di quello che hanno ricevuto e dice: In Italia ci sono i porti chiusi, ma le case aperte…

Mi sembra notizia che ben si intona ai giorni della Settimana Santa che stiamo vivendo.

Non c’è pace nemmeno per i morti.

Provate a immaginare: state andando a portare dei fiori  sulla tomba dei vostri genitori e come sempre vi sentite pervadere da un senso di malinconia e di rimpianto. Mentre siete immersi nei vostri ricordi, posate gli occhi sulla lapide e vi sentite arrivare come un pugno nello stomaco: qualcuno ha deturpato la lastra di marmo per rubare i fiori di  ottone che la adornavano!!!

E’ successo ieri a una mia amica che ha sentito questo gesto vandalico come uno sfregio, un oltraggio meschino ai propri cari. Profondamente turbata, è andata  alla caserma dei Carabinieri, dove già altri due anziani stavano denunciando il furto di una statua rappresentante un angelo dalla tomba di famiglia in un altro cimitero cittadino. Evidentemente c’ è in giro per Erba una banda che ha preso di mira le tombe, senza nessun riguardo nemmeno per i morti.

Visto come stanno le cose, vorrei suggerire all’amministrazione comunale, che ha particolarmente a cuore la sicurezza, almeno così dicono, di far mettere qualche telecamera all’entrata dei cimiteri di Arcellasco e Bindella, luoghi particolarmente isolati molto insicuri anche di giorno.

Notre Dame.

In questo articolo dell’agenzia ANSA, è riassunta brevemente la storia di notre-dameNotre-Dame, la cattedrale parigina che tutti abbiamo visto ieri in preda alle fiamme.

E’ una storia che inizia quasi 850 anni fa, contrassegnata da periodi di splendore e periodi di grande decadenza; nella storia di Notre Dame  si riflette come in uno specchio la storia della Francia.

Da molti quella cattedrale è ritenuta uno dei simboli della cultura europea e  delle sue radici cristiane che accomunano tutti i paesi dell’Europa, per questo ieri ci siamo sentiti tutti parigini.

Tanti motivi per sperare…

Questo articolo scritto da Ratzinger, Papa emerito, fa venire i brividi. Le sue parole hanno certamente la credibilità che deriva dalla sua autorevolezza e dalla sua innegabile conoscenza del problema, ma come può essere che si ritenesse cosa ammissibile e conveniente la pedofilia?

Certo il fatto che ora vengano alla luce tanti scandali e che i responsabili vengano condannati è già un segno positivo, un segno di una svolta che fa sperare in un cambiamento radicale nella gestione del problema.

E’ molto triste pensare che oggi lo scalpore di questi scandali, mettano in ombra la parte più luminosa della Chiesa: quanti sono i sacerdoti, i religiosi, i laici che si impegnano nell’alleviare le sofferenze e le solitudini di tante persone emarginate, malate, messe in un angolo dalle vicende della vita? Quanti sono i martiri di cui quasi quotidianamente ci giunge notizia? Quante sono le persone che all’interno della Chiesa volontariamente spendono tempo ed energie per puro spirito di servizio alla comunità?

E’ pensando a questo che si può continuare a sperare.

 

 

 

 

Octogesima adveniens: quasi una profezia.

Nell’incantevole cornice del convento dei Barnabiti, stamattina si è tenuto l’incontro organizzato dal GRANIS di Erba ed Asso. Il relatore, don Walter Magnoni, ha scelto come tema di riflessione alcuni brani della lettera apostolica “Octogesima adveniens”scritta nel 1971 da Papa San Paolo VI in occasione dell’80° anniversario della “Rerum Novarum”.

Dopo il saluto di Mons. Pirovano, che ha sottolineato l’attualità e la modernità dei documenti scritti da Paolo VI, don Magnoni ha fatto notare che la “Octogesima adveniens” è stata scritta solo quattro anni dopo la “Populorum Progressio”, che già appariva un po’ superata in certe parti dalle grandi trasformazioni in atto in quel momento nel nostro paese e nel mondo: guerra nel Vietnam e in Palestina, uccisione di M. L. King , boom economico, forte dilagare di ideologie utopistiche, che sfoceranno nel terrorismo non solo in Italia.  Prima però di iniziare la lettura e l’analisi del documento paolino, don Magnoni ci ha proposto la lettura di un brano del profeta Ezechiele, in cui egli invita il popolo di Israele a farsi sentinella per vigilare sui pericoli che possono minacciarlo.

Oggi è compito dei cristiani farsi sentinelle per scrutare la realtà, per scoprirne i difetti e per entrare in dialogo col mondo circostante, facendosi  testimoni.

Uno dei grandi problemi del giorno d’oggi è la  solitudine in cui vivono le persone immerse nella folla anonima delle grandi città. Questa solitudine si riflette anche nel modo di vivere la fede, che diventa privata, mentre essa ha bisogno di essere condivisa. C’è un grande rischio nella vita delle comunità cristiane: ci si accontenta spesso di belle parole, che poi non si traducono in fatti concreti.

Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).
Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).

Per tradurre in pratica i principi e i valori, bisogna prima di tutto dare più spazio alle donne anche nei ruoli più elevati, bisogna cambiare l’impostazione del dialogo con i giovani: non solo indottrinamento, ma preparazione politica in senso lato e soprattutto farli innamorare della Chiesa e del messaggio cristiano.

Nel vuoto culturale attuale, i cristiani possono avere nuove opportunità, se sapranno porsi come testimoni di valori, permeando i vari ambiti sociali.

Paolo VI nella sua lettera, affronta per la prima volta temi nuovi come la difesa dell’ambiente, l’immigrazione, l’influenza dei mezzi di comunicazione e le sue parole sono talmente calzanti con la realtà odierna da farle sentire come profetiche.

Nella discussione che è seguita nella seconda parte della mattinata, tutti hanno sottolineato la difficoltà di contattare i giovani e di coinvolgerli nelle problematiche concrete del proprio ambiente, ma si è auspicata  anche la possibilità di intercettare il loro interesse per l’ambiente e per le variazioni climatiche. Molti hanno anche messo in evidenza le responsabilità dei mezzi di comunicazione, e soprattutto dei giornali tradizionali che non hanno saputo evolversi per accompagnare i cambiamenti avvenuti nella società.

Don Magnoni alla fine ha sottolineato che tutti dobbiamo sentirci corresponsabili del bene comune, che dobbiamo considerare come male l’omissione delle occasioni di bene che dovremmo cogliere per migliorare la nostra realtà.

Si potrebbe qui citare una frase famosa di Kennedy ” Non chiederti cosa può fare il to paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”

 

Brexit is….boh!!

Cosa accadrà nei prossimi giorni? Il Regno Unito lascerà l’UE? E in che modo si attuerà il distacco? Difficile rispondere. Più facile invece trovare le cause dell’attuale situazione di grande confusione e del conseguente spettacolo tutt’ altro che edificante che ci viene dalla politica inglese…..  Queste righe tratte da un articolo de “Il sole 24 ore” sono chiare ed esplicative…

È stata la signora premier a imporre una lettura estrema del risultato referendario. A una votazione con valore solo consultivo, passata con numeri stretti (52 a 48), prodotto di una campagna di scientifica disinformazione è stato dato un valore estremo. Per Theresa May il debole no all’Ue andava interpretato come no al mercato interno e all’unione doganale senza alcun riguardo per le sensibilità di metà della popolazione e della maggioranza di scozzesi e nordirlandesi.

Il motto della May era “Brexit is Brexit”, ma alla luce di quanto avvenuto dopo il famigerato referendum si può dire che ancora nessuno sa bene cosa sia  Brexit .

Francesco come Francesco.

Sull’esempio di Francesco d’ Assisi che, 800 anni fa, volle incontrare il sultano d’Egitto, anche Papa Francesco ricerca sempre più intensamente il dialogo e l’incontro con l’Islam, per togliere motivazioni a chi, da entrambe le parti, fomenta gli estremismi. Non dobbiamo pensare infatti che solo tra i musulmani esistano i fanatici. Ecco cosa ha detto Papa Francesco durante il viaggio di ritorno in Marocco.

 Ci sono cattolici che non accettano ancora quello che il Vaticano II ha detto sulla libertà di culto, la libertà di coscienza.

Proprio tra i commenti a un articolo sull’ultimo viaggio del Papa, pubblicato su facebook, c’è chi dice di detestarLo  perchè cerca il dialogo con l’Islam, mentre  è invece contrario alle politiche di Salvini. Credo che tale atteggiamento sia da imputare a una profonda e angosciante ignoranza sia delle strategie di pace e  di civile convivenza messe in atto da Papa Francesco, sia (e questo è più grave) delle basi su cui si fonda il messaggio cristiano, di cui, chi commenta si dice paladino.

Una sera con l’onorevole Toia.

Spesso si sente dire che l’Europa è solo un costoso carrozzone di burocrati che si occupano solo di argomenti futili come la lunghezza delle zucchine.
toiaIeri sera invece l’onorevole Toia, che rappresenta il nostro territorio nel Parlamento Europeo, ci ha raccontato un’altra  Europa: un’ Europa che si occupa della nostra vita di tutti i giorni e le cui deliberazioni costituiscono la maggior parte delle leggi approvate nei parlamenti nazionali.

La sicurezza alimentare, solo per dirne una, di cui godiamo noi europei è forse unica al mondo; la tematica ambientale è oggetto di molta attenzione e di molte delibere che tendono a migliorare la salubrità dell’aria, dell’acqua, della terra;  la questione dei migranti, su cui si favoleggia l’indifferenza e l’inerzia dell’Europa, è stata invece regolamentata con l’automatismo della redistribuzione tra i vari paesi membri, ma essa viene osteggiata dai paesi sovranisti che pretendono i fondi dell’Europa, ma non  ne vogliono attuare le direttive.

E quanti sono i fondi che vengono erogati anche al nostro paese e che non vengono spesi?  Paesi come l’Irlanda, la Spagna o la Polonia hanno costruito la loro rinascita coi fondi europei, mentre le nostre regioni non sanno trovare il modo di spenderli col rischio che vengano revocati e quindi persi per sempre.

L’onorevole Toia è stata molto chiara, concreta, comunicativa. Dimostra una grande competenza circa il funzionamento dell’Europa e ne riconosce tutti i limiti (primo fra tutti i diversi regimi fiscali che mettono in concorrenza sleale un paese contro l’altro) che in un futuro molto prossimo dovranno essere rimossi per avere finalmente un’Europa attenta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.