Davos: la fiera dell’ipocrisia?

Cosa si staranno dicendo 53 capi di stato e circa 2900 grandi capitalisti a Davos nel segreto del loro convegno?

Si dice che parleranno dei cambiamenti climatici e della ingiusta distribuzione delle ricchezze sulla terra, cioè si parla dei problemi che essi stessi hanno in buona parte causato e lo faranno dopo essere giunti in Svizzera coi loro jet privati!!!!

Per risolvere questi problemi dovrebbero decidere di seguire il monito evangelico rivolto al giovane ricco: “Va’ , vendi quello che hai e seguimi” …… C’è qualcuno che ci crede? Io no.

La penna è più potente della spada

Ieri sera, Lucilla Giagnoni ha letto un brano tratto dal discorso della giovane Malala all’ONU  e siccome le sue parole sono ancora attuali e sono state fino ad ora inascoltate, le riporto anche qui, come promemoria per tutti noi.

…….Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi.

Cari fratelli e sorelle, io non sono contro nessuno. Né sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico. Sono qui a parlare per il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato.

Anche se avessi una pistola in mano e lui fosse in piedi di fronte a me, non gli sparerei. Questa è il sentimento di compassione che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia, da Gesù Cristo e Buddha. Questa è la spinta al cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King, Nelson Mandela e Mohammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è ciò che la mia anima mi dice: stai in pace e ama tutti.

Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell’importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Allo stesso modo, quando eravamo in Swat, nel Nord del Pakistan, abbiamo capito l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio “La penna è più potente della spada” dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell’educazione li spaventa. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza che porteremo nella nostra società. Ricordo che c’era un ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: “Perché i talebani sono contro l’educazione dei ragazzi?”. Lui rispose molto semplicemente: indicò il suo libro e disse: “I talebani non sanno che cosa c’è scritto in questo libro”.

Loro pensano che Dio sia un piccolo esseruccio conservatore che punterebbe la pistola alla testa delle persone solo per il fatto che vanno a scuola. Questi terroristi sfruttano il nome dell’islam per i propri interessi. Il Pakistan è un Paese democratico, amante della pace. I Pashtun vogliono educazione per i loro figli e figlie. L’Islam è una religione di pace, umanità e fratellanza. Che dice: è un preciso dovere quello di dare un’educazione a ogni bambino. La pace è necessaria per l’istruzione. In molte parti del mondo, in particolare il Pakistan e l’Afghanistan, il terrorismo, la guerra e i conflitti impediscono ai bambini di andare a scuola. Siamo veramente stanchi di queste guerre. Donne e bambini soffrono in molti modi in molte parti del mondo.

In India, bambini innocenti e poveri sono vittime del lavoro minorile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. La gente in Afghanistan è colpita dall’estremismo. Le ragazze devono lavorare in casa e sono costrette a sposarsi in età precoce. La povertà, l’ignoranza, l’ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti fondamentali sono i principali problemi che uomini e donne devono affrontare.

Oggi, mi concentro sui diritti delle donne e sull’istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più. C’è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini a difendere i loro diritti. Ma questa volta lo faremo da sole. Non sto dicendo che gli uomini devono smetterla di parlare dei diritti delle donne, ma il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per se stesse. Quindi, cari fratelli e sorelle, ora è il momento di alzare la voce. Oggi invitiamo i leader mondiali a cambiare le loro politiche a favore della pace e della prosperità. Chiediamo ai leader mondiali che i loro accordi servano a proteggere i diritti delle donne e dei bambini. Accordi che vadano contro i diritti delle donne sono inaccettabile……

Lucilla Giagnoni a Erba.

Lucia-giagnoniNell’ambito degli eventi per  la Pace, ieri sera all’Excelsior, dopo la preghiera per l’unità dei cristiani con la partecipazione di un pastore protestante e di un prete ortodosso, si è esibita Lucilla Giagnoni in una emozionante riflessione sulla “Pacem in terris”.

Risentire la voce di Papa Giovanni XXIII nel suo indimenticabile “discorso alla luna” è sempre commovente e ci ha fatto tornare alla mente un papa che si è atteggiato a padre e non più a principe della Chiesa, un papa che ha saputo farsi vicino a tutti e in particolare a chi soffre, un papa che in pochi anni del suo pontificato ha  rivoluzionato la Chiesa per renderla  più aderente alle nuove realtà.

Nella sua ultima enciclica,  Papa Giovanni non si è scordato dei diritti di nessuno, nemmeno di quelli delle donne, da troppo tempo dimenticate, da troppo tempo relegate a ruoli di subalternità e mai prese in considerazione .

Non si può disgiungere il concetto di Pace da quello di giustizia  e l’enciclica di Papa Giovanni lo ribadisce, allargando il suo sguardo sul mondo  che non può trovare la pace finchè non ci sia per tutti un lavoro  che dia dignità, finchè non ci sia per tutti la possibilità di accedere all’istruxzione ( e qui la Giagnoni ha letto un brano del discorso di Malala all’ONU), finchè non siano abbattute le barriere che il rinascente razzismo innalza tra simili.

Nella sua coinvolgente riflessione la Giagnoni ha ripercorso cinquant’anni di storia recente e ha richiamato  le personalità che più hanno segnato questi anni: Martin Luther King e Rosa Parks,Mandela, Adriana Zarri, la teologa-eremita,  Simon Veil, Etty Illesum e le giovanissime donne, come Malala e Greta, che oggi hanno il coraggio di parlare al mondo  per additare ai potenti  degli obiettivi non più rinviabili se si vuole dare una chance al futuro.

Profonda è stata poi la commozione che mi ha preso al sentire declamare le parole di Ecuba per la morte di un bambino, suo  nipote: nello strazio di quelle parole che vengono dalla profondità del tempo (sono state scritte 2500 anni fa), eppure così attuali  e così vere  c’è tutto il dolore   di chi si vede strappare un figlio e l’orrore per le atrocità di tutte le guerre.

Questa mia sintesi è ben poca cosa e non può dare l’idea di quanto sia stato davvero emozionante ascoltare l’attrice-autrice che ieri sera ha saputo tenere alta l’attenzione dell’uditorio con la sola suggestione della sua voce su un palco completamente spoglio. A lei e agli organizzatori dell’evento va un mio sentito ringraziamento per averci fatto ricordare la grandezza di un Papa  che ha segnato una svolta importante nella storia della Chiesa e non solo e per aver portato ad Erba una grandissima donna di spettacolo.

La più grande ingiustizia governa il mondo.

Questo articolo che riporta dati forniti da Oxfam, registra una situazione scandalosa che va peggiorando sempre più: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri aumentano di numero e sono sempre più poveri.

E’ il risultato di una globalizzazione senza regole e senza scrupoli che porta i capitali a spostarsi là dove lo sfruttamento di materie prime e mano d’opera consente maggiori introiti.

Quanto può durare una situazione di questo genere? E’ vero che i poveri non hanno molte possibilità di influire sulle scelte economiche, ma hanno la forza dei grandi numeri e se si stancassero del ruolo di poveri? Cosa potrebbe accadere? Forse converrebbe anche ai ricchi mettere un limite alla loro insaziabilità ….

Tarquinio, Calabresi e i Sulutumana

Ieri sera l’Excelsior era affollatissimo: il primo evento, nell’ambito delle ormai tradizionali manifestazioni di inizio d’anno per la pace, ha richiamato una gran folla di spettatori di tutte le età.

Certamente questo successo si deve attribuire alla fama delle personalità invitate a parlare e del complesso musicale , i “Sulutumana”, che ha intercalato alcune canzoni del proprio repertorio alle parole dei convenuti..

E’ stato bello sentire finalmente parlare con garbo e senza intenti propagandistici di come interpretare gli avvenimenti nazionali e internazionali del mondo d’oggi, di come intendere la convivenza civile, di come alimentare la speranza in un futuro possibile.

Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, ha esordito mettendo in evidenza Il concetto di frontiera, che non deve essere intesa come luogo di inevitabile scontro fra diversi, ma come luogo di incontro e di collaborazione per il reciproco arricchimento; ha anche sottolineato l’importanza della moderazione, che non è debolezza o indecisione, ma è la virtù evangelica della mitezza: la pacatezza dei toni, il rispetto degli altri non impedisce certo di perseguire con tenacia i propri obiettivi; Mario Calabresi, ex direttore di ” Repubblica” ha ribadito questo concetto parlando di come possa essere disarmante la gentilezza. Nelle sue parole affioravano spesso elementi autobiografici con riferimento alla sua esperienza di padre e ai suoi ricordi di un padre, ucciso barbaramente quando lui era piccolo.

I due giornalisti ci hanno anche parlato di come oggi i mezzi di comunicazione siano sempre concentrati su un chiacchiericcio “domestico”, indifferente alla sofferenza di tanti popoli oppressi da guerre violente e insensate, da soprusi inenarrabili, da povertà estrema. E questa indifferenza si trasmette anche all’opinione pubblica, che preferisce ignorare ciò che non accade sotto i suoi occhi.

Calabresi ha anche spiegato bene la politica di Trump, che oggi grida “Americans first!!” solo perchè oggi gli USA sono autosufficienti dal punto di vista energetico e possono tranquillamente lavarsi le mani  del caos nel Medio Oriente o nei paesi arabi, caos che hanno contribuito a creare con la loro politica miope e arrogante.

Gli interventi dei due “oratori” sono stati intercalati dalle canzoni dei Sulutmana, come già detto; devo confessare che non li conoscevo, ma mi hanno conquistato.

 

Costruiamo la Pace.

Ognuno di noi può essere costruttore di Pace e per capire meglio come e cosa fare è bene partecipare a questa iniziativa : Dare casa a un futuro di Pace.

E’ infatti ormai una tradizione  consolidata: i mesi di Gennaio/febbraio, a Erba, sono dedicati alla pace.

Numerose sono le associazioni che collaborano alla realizzazione di una serie di eventi di notevole livello per l’importanza delle personalità coinvolte.

L’impegno profuso dagli organizzatori merita una vasta partecipazione da parte dei cittadini erbesi.  Ecco gli eventi proposti:

*Mercoledì, 15 gennaio ore 21 – Teatro Excelsior: Non si sogna mai da soli – con M. Tarquinio, direttore di AVVENIRE e M. Calabresi (noto giornalista).

*Mercoledì, 22 gennaio, ore 21:15 – Teatro Excelsior: Pacem in terris – spettacolo teatrale di e con Lucilla Giagnoni.

*Sabato 1 Febbraio, ore 21 – Teatro Excelsior : ‘U Parrinu – Spettacolo teatrale di Cristian Di Domenico – (La mia storia con Padre Puglisi)

*Mercoledì 12 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità : La scommessa della Pace . con Mauro Magatti, sociologo e Chiara Giaccardi, docente di sociologia. 

*Giovedì, 27 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità (Via S. Maurizio): Artigiani della pace – Mons. Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara e Kossi Komla Ebri (scrittore)

pace eventi

Bel colpo!

Trump non si smentisce: è un pericolo per la pace.  A sorpresa ha ucciso il numero due iraniano in Iraq.

Ora, io non capisco molto di politica internazionale, ma mi pare che con questo atto sconsiderato abbia fatto un gran favore all’Iran.  Fino a qualche giorno fa si avevano notizie di manifestazioni di piazza  a Teheran, di folle che chiedevano più democrazia e l’Iraq era da sempre ostile ai vicini ayatollah.

Oggi invece a Teheran tutti manifestano compatti contro gli USA e le stesse manifestazioni si sono avute anche in Iraq!!! Per non dire che con questa aggressione si sta attirando la disapprovazione quasi unanime degli alleati.

Bravo,Trump! Bel colpo davvero!

Si ritorna alla vita di tutti i giorni.

Per le feste di  Natale 2018,  ero a letto a Londra con una gamba rotta: passavo notti insonni per il gran male, visto che non volevo ricorrere agli antidolorifici, che non tollero bene. Per questo non avevamo potuto ritrovarci come tutti gli anni.

Al confronto le feste di quest’anno sono state veramente un momento bellissimo: ci siamo ritrovati tutti, almeno in alcuni momenti e i bambini hanno potuto stare insieme e divertirsi facendo anche un po’ di confusione (che bella la confusione fatta dai bambini!!). Io, naturalmente ho cercato di darmi da fare in cucina per dare il meglio di me e a quanto pare non è andata tanto male.

Ma tutte le cose che iniziano hanno anche una fine e a poco a poco se ne sono andati tutti.

Venerdì sera, mi ha chiamato Samuele che era appena rientrato a casa per dirmi che il viaggio era andato bene. Alla fine gli ho chiesto cosa avessero mangiato per cena e lui mi ha detto: – Io ho mangiato un panino e la mamma si è fatta un tè …. Eh, sì, siamo tornati alla vita vera!!!-

Quello che non ti aspetti.

In viaggio verso l’aeroporto, su una strada solitamente molto trafficata, ma resa meno affollata dal periodo festivo, mi sono vista le auto davanti a me fermarsi in un tratto in cui non ci sono semafori, nè  incroci ….. Mi sporgo a guardare cosa stia capitando e vedo…..un pastore affiancato da un cane e seguito da un gregge, e che gregge! Una marea di pecore stava invadendo la carreggiata e proseguiva di buon passo; in mezzo ad esse si intravedevano qualche capretta e anche alcuni muli che procedevano solenni insieme al gregge. Un secondo pastore chiudeva il lunghissimo corteo.

Non potevo credere ai miei occhi: non avevo mai visto tante pecore tutte in una volta e tantomeno le avevo viste camminare su una strada di traffico intenso.  Sembrava una scena surreale!

Tornando dall’aeroporto, circa un’ora dopo ho rivisto quel gregge pascolare sui prati che fiacheggiano la strada e, approfittando della chiusura del passaggio a livello lì vicino, ho potuto scattare questa foto, che però ritrae solo una parte della bella  scena bucolica che si offriva ai miei occhi.

All-focus
All-focus

 

Capodanno con Bolle.

Veramente bellissimo lo spettacolo di Roberto Bolle “Danza con me”.  La Rai ci ha fatto un bel regalo di Capodanno. La bravura, la bellezza statuaria sono risapute, ma ogni volta ci sorprendono; inoltre i diversi ospiti di grande fama e prestigio hanno contribuito a rendere ancor più unica questa serata. In particolare vorrei ricordare la divertente esibizione di Virginia Raffaele: l’iniziale momento di straordinaria originalità e ironia è poi sfociato in una danza  in cui l’attrice/imitatrice/comica si è rivelata anche un’ottima ballerina!!!   Molto diverso è stato il ballo ispirato alle migrazioni, terminato con una “citazione” della Pietà di Michelangelo: davvero commovente!!!

Spettacoli come questo rendono meno amaro il pagamento del canone….Bolle e la Pietà