Leghismo e cattolicesimo: una contraddizione in termini.

Sono appena tornata dalla Messa domenicale: la chiesa era piena. Così come saranno affollate le altre chiese italiane in queste domeniche di Avvento.  Tanti ancora sentono questo  richiamo.

Mi chiedo però cosa penseranno all’uscita dalla chiesa, leggendo  quello che sta accadendo in queste ore: tante donne, bambini, giovani vengono cacciati dai centri di accoglienza in attuazione del cosiddetto “decreto sicurezza” e si trovano a bivaccare per le strade esposti al freddo di questa stagione, esposti ad ogni pericolo. Un ragazzo stanotte è morto bruciato nel tentativo di scaldarsi!!!

Riusciranno gli erbesi cattolici e i cattolici italiani a cogliere la contraddizione tra quello in cui “pensano di credere” e quello che approvano politicamente?

Dico “pensano di credere” perchè non si può essere cattolici e contemporaneamente leghisti: cattolicesimo significa “Chiesa Universale” aperta a tutti gli uomini considerati sempre come fratelli e non c’è posto per chi discrimina per provenienza geografica o colore della pelle. Il Cattolico dovrebbe sempre pensare alla Terra come patria di tutti gli umani, che hanno diritto al rispetto e a una vita degna di essere vissuta.

Ma temo che se si facesse qualche sondaggio all’uscita delle chiese molti continuerebbero a inneggiare a Salvini, nuovo “falso profeta”.

Parlando di treni

Un po’ di tempo fa scrivevo questo post in cui esprimevo il disagio di certi viaggi in treno e me ne sono ricordata stasera andando alla conferenza sui trasporti nell’erbese.

In questa conferenza ho potuto constatare che la situazione non è affatto migliorata, anzi forse si è aggravata per il disinteresse della regione che forse ritene marginale il nostro territorio. Basti dire che da mesi i pendolari usufruiscono di uno sconto sull’abbonamento per i continui ritardi dei convogli dovuti ai motivi più disparati: solo un treno su quattro arriva in orario

Ho imparato questa sera che esiste un’Agenzia per il TPL (Trasporto Pubblico Locale) che si occupa di monitorare tutta la rete dei trasporti ferroviari e su strada della zona Como, Varese, Lecco. Da questa agenzia vengono alcune proposte che mi sono parse interessanti, tra queste l’attivazione di una linea ferroviaria Erba-Merone-Como, che potrebbe togliere traffico automobilistico dalla statale sempre troppo intasata con tempi di percorrenza biblici per fare pochi chilometri.

E’ stata una serata ben riuscita: c’era parecchia gente (e, incredibile a dirsi, anche molti giovani!!!)  e ci sono stati anche numerosi e interessanti interventi da parte del pubblico presente. Speriamo che le proposte presentate possano andare a buon fine e non restino solo parole al vento….

 

Ricordando Kofi Annan

E’ morto Kofi Annan, che è stato Segretario ONU dal 1996 al 206 e voglio ricordarlo con queste parole tratte da un suo scritto pubblicato su Avvenire:

“Dobbiamo sottolineare ciò che ci unisce molto di più di ciò che ci divide. E dobbiamo cominciare ribadendo – e dimostrando – che il problema non è il Corano, né la Torah o la Bibbia. La fede, lo ripeto spesso, non è mai il problema, lo è semmai il modo con cui i fedeli si comportano nelle relazioni degli uni verso gli altri. È per questa ragione che dobbiamo sottolineare ed enfatizzare i valori fondamentali comuni a tutte le religioni: compassione, solidarietà, rispetto per la persona umana. Soprattutto la regola d’oro del nostro agire deve essere di «fare agli altri quel che vorresti fosse fatto a te».

In un tempo di incertezza, di divisioni, di scontri e di paure abbiamo invece bisogno di uscire da stereotipi, generalizzazioni e preconcetti. Occorre fare attenzione a non lasciare che i crimini commessi da singole persone o da piccoli gruppi ci facciano cadere nella trappola delle generalizzazioni, in modo che questi atti condizionino il nostro modo di guardare a intere popolazioni, intere regioni e religioni.”

Sostando in riva al lago.

Siamo in riva al lago: io sono seduta su un tronco adibito a panchina a contemplare la placida bellezza del Segrino e Davide corre avanti e indietro: è l’ora del suo allenamento…

In uno spiazzo erboso accanto a noi si fermano due giovani uomini vestiti con gli stessi jeans corti e la stessa maglietta rossa. Hanno con sè un grosso cane nero dalla pelliccia foltissima e un bambino nero  di forse cinque anni. Tutti e tre si accingono a prendere il sole.

Io, guardandoli e vedendo la buona armonia che regna fra quelle tre persone, provo a indovinare che storia le leghi  e immagino che i due giovani siano una coppia omosessuale che ha adottato il bambino, ….ma non ho certo modo di controllare…

A questo punto rifletto: gli omosessuali non hanno scelto la loro condizione e mi pare giusto che possano vivere alla luce del sole la loro vita e non siano condannati a una disperata marginalità come accadeva nel passato. Non credo però che abbiano diritto ad avere figli tramite pratiche contro-natura come l’utero in affitto. Se però possono dare affetto e protezione a bambini sfortunati senza famiglia, credo sia cosa buona.

Davide è stanco e ritorniamo sui nostri passi, lasciando alle nostre spalle un sereno quadro di vita ferragostana sulle rive del lago…

Siamo un paese di migranti…

marcinelle-interditSono trascorsi 62 anni da quel disastro, la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, scoppiò un incendio causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio provocò la morte di 262 persone delle 275 presenti. Di questi 136 erano emigrati italiani, 95 belghe, 8 polacche, 6 greche, 5 tedesche, 5 francesi, 3 ungheresi, una inglese, una olandese, una russa e una ucraina. In virtù di questa ricorrenza l’8 agosto è stata proclamata la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo (http://www.repubblica.it/politica/2018/08/08/news/marcinelle_moavero_fu_tragedia_dell_immigrazione_non_dimentichiamo_che_nostri_nonni_e_padri_erano_migranti_-203681965/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T2)”
Con le parole riportate sopra, si conclude l’articolo di Repubblica.it che ho linkato e che riporta le parole del ministro Moavero pronunciate a Marcinelle questa mattina. ….Siamo un popolo di migranti… ricordiamolo…e ricordiamo come i nostri emigranti, che pure non erano clandestini, dovettero vivere in condizioni sub-umane e dovettero subire umiliazioni ed emarginazione….

Orrore …. a terra ….e in mare.

Da quali inenarrabili orrori e sofferenze fuggivano quelle due donne insieme a un bambino per preferire di restare su un gommone alla deriva piuttosto che tornare in Libia?

E per aggiungere orrore ad orrore pare che  i libici abbiano fatto affondare il gommone su cui stavano quei tre disperati….

Solo una delle due donne è stata salvata e nei suoi occhi c’è uno sguardo vuoto che mette i brividi.

Per l’altra donna e per quel bambino, morti dopo una lunga agonia, si levi un pensiero di pietà  da parte di coloro che tentano tenacemente di restare umani.

Contro l’intolleranza linguistica e religiosa.

Ho ricevuto via mail questa richiesta che voglio condividere con i miei amici virtuali, perchè mi sembra molto importante . Non possiamo stare a guardare in silenzio quando accadono cose come queste:

tra pochi giorni, l’India vuole togliere la cittadinanza a quasi 7 milioni di persone musulmane, perché la lingua che parlano e il Dio che pregano sono quelli sbagliati.

Intere famiglie, bambini inclusi, rischiano di essere separate e chiuse a marcire in campi di prigionia.

È così che iniziano i genocidi; è così che è iniziato anche l’incubo dei Rohingya. E sta accadendo nell’assoluto silenzio — tocca a noi, adesso, lanciare l’allarme e spronare il Segretario generale delle Nazioni Unite e i governi chiave a intervenire per fermare questo orrore prima che inizi.

Chi sente di volersi unire a questa petizione può cliccare QUI. Lo so una firma è poca cosa, ma, se unita a milioni di firme, può indurre il potente di turno a riflettere un po’ di più…. speriamo…

Par condicio. :D :D

Ieri mi ha fatto ridere questa notizia:  viene vietato ai cameramen e ai registi delle dirette dai Mondiali di calcio 2018 di inquadrare, durante le pause del gioco, le belle ragazze che siedono sulle gradinate dello stadio: sarebbe, (UDITE ! UDITE!) un atto sessista!!!!

Ora, va bene denunciare gli abusi di potere sulle donne in ogni settore della vita quotidiana (lavoro, spettacolo, famiglia) e rivendicare rispetto e parità di trattamento, ma non vedo cosa ci sia di offensivo nell’inquadrare una ragazza che è ben felice di approfittare dell’occasione per fare “ciao, ciao” con la manina….

E non è peggio  quando inquadrano torme di esagitati a torso nudo e con volti dipinti in vario modo che al solo vederli ti senti venire alle narici un rivoltante tanfo di sudore e birra?

Siamo in tempi di estremismi e ci vuole pazienza, perciò proporrei che dopo ogni inquadratura di giovane fanciulla di bell’aspetto, il regista debba obbligatoriamente inquadrare un giovane maschio di pari indice di gradimento presso il pubblico femminile….  😀 😀

Sulla spiaggia.

vucumpraCirca trent’anni fa, quando i nostri figli erano piccoli,  andavamo in campeggio: era impensabile fare le vacanze in albergo  o affittare un appartemento per cinque.  E, sempre per ragioni economiche, andavamo  sulla Costa Azzurra, dove i campeggi erano meno costosi di quelli italiani.

Eravamo sulle spiagge di Saint Raphael, spiagge libere, ma ben attrezzate con docce e servizi igienici gratuiti.  Anche allora  le spiagge erano percorse da venditori ambulanti, ma, mentre sulle spiagge italiane i vu’ cumpra’ erano ancora nostrani, in Costa Azzurra c’erano molti venditori di colore.

Ricordo con quali maniere sgarbate i francesi trattavano quei giovani africani (certo provenienti dalle loro ex-colonie) e ricordo anche come tutti in famiglia restavamo  sorpresi e amareggiati da quelle swcene incresciose….. E fu proprio per reazione che invitammo un giovane senegalese a mostrarci la sua merce e facemmo acquisti: qualche braccialetto, una cintura….  e scattammo una foto in sua compagnia.

Ci sorprendeva l’atteggiamento razzista dei bagnanti francesi e ora non mi so arrendere all’idea che oggi possano succedere cose così.