Un pensiero a Mattarella.

Cosa farà Mattarella?

La situazione oggi è certo molto ingarbugliata (ed è questa l’unica certezza)…

Credo di non aver mai assistito a quanto sta accadendo in questi giorni!! Mai un ministro prima d’ora aveva  osato attribuirsi prerogative spettanti ad altre istituzioni statali,  dimostrando il suo sostanziale disprezzo delle nostre regole democratiche e facendosene un vanto.

Davanti a tutto questo e considerando la difficilissima situazione economica che imporrà una severissima legge di bilancio, cosa farà il nostro Presidente?

Tra i tanti attori di questa “commedia degli orrori” che stiamo vivendo, Mattarella sarà l’unico a considerare veramente il bene del paese, tutti gli altri in un modo o nell’altro difendono interessi di bottega.

Dobbiamo perciò augurare al nostro Presidente tutta la serenità e il coraggio necessari a prendere decisioni tanto importanti per il futuro del nostro Paese: – Sappiamo che è in vacanza, Presidente. Si riposi e respiri a fondo per affrontare al meglio le decisioni che le si porranno innanzi. Siamo nelle sue mani, Presidente! Le nostre preghiere l’accompagnino in questo delicato frangente._

Mai più.

nagasaki-e-hiroshima74 anni fa….Hiroshima veniva distrutta dal lancio di una bomba nucleare che provocò la morte immediata di 70.000 persone; tre giorni dopo fu la volta di Nagasaki dove ne morirono immediatamente altre 40.000, ma si calcola che almeno 250.000 siano state le vittime dirette di quelle due incursioni aeree….senza contare gli effetti a lunga durata delle radiazioni che hanno continuato a provocare malattie e malformazioni per decenni.

Nessuno ha mai più lanciato bombe nucleari, ma a me sembra immorale anche il solo fabbricarle, tenerle a disposizione e  usarle come deterrente….. mi sembra un pericolosissimo modo di giocare col fuoco che potrebbe portare a disastri inimmaginabili ….

Tutti i popoli del mondo dovrebbero unirsi nel pretendere la distruzione degli armamenti nucleari a qualunque paese appartengano

Cosa ci vorrà ancora…???

Il terribile fatto di cronaca accaduto a Roma e che è costato la vita a un giovane carabiniere, ha definitivamente fatto saltare molte maschere: il pregiudizio e l’ansia di cavalcare la paura dell’immigrato (additato subdolamente come fonte di ogni male di questo paese) aveva fatto attribuire ai soliti magrebini quel delitto. Subito politici, indegni del ruolo che ricoprono, si sono lanciati nella gara a chi la sparava più grossa contro “gli invasori”, utilizzando termini mirati ad accrescere odio e paura nel popolo dei social, salvo poi dover cambiare totalmente i toni quando si scopre che i colpevoli sono due ragazzi americani, ricchi, tanto da permettersi un hotel di lusso, e dediti agli stupefacenti. Allora, con una inversione ad U degna di piloti di formula uno, gli arrestati non sono più “belve schifose “, ma “due ragazzi americani”…..

C’era un tempo in cui i rappresentanti del popolo avevano coscienza dell’importanza del proprio ruolo e, a qualunque parte politica appartenessero, davano dimostrazione di essere persone pensanti, colte (dove cultura non è sinonimo di laurea), capaci di esprimere giudizi anche duri, ma con linguaggio corretto e con la ponderazione necessaria. Erano persone che, prima di parlare, volevano conoscere i fatti e lasciavano che ad accertarli fossero gli organi preposti a tale scopo. E soprattutto erano persone RISPETTOSE ed  EDUCATE, che mai si sarebbero lasciate andare al turpiloquio in pubblico….consapevoli che il loro ruolo doveva avere anche una valenza “pedagogica” ….che dovevano essere di esempio…

Cosa ci vorrà ancora per dimostrare agli Italiani che quello degli immigrati invasori è lo spauracchio agitato da chi vuole manipolare l’opinione pubblica e fare incetta di voti tra gli elettori che si lasciano ipnotizzare da questi incantatori di serpenti? Cosa ci vorrà ancora per farli allontanare da personaggi che disonorano il ruolo che ricoprono e anche il nostro paese?

 

 

Per Carola.

In questo giorno così caldo e afoso, sto pensando a lei, Carola, la comandante della Sea-Watch e a quelli che con lei sono davanti a Lampedusa in attesa che la situazione si sblocchi, che succeda qualche cosa che consenta a lei e ai migranti di scendere da quella nave. E intanto il sole picchia implacabile …

Ho visto la sua foto: Carola è una bella ragazza, giovane, laureata, che parla cinque lingue, che viene da una famiglia benestante: potrebbe fare una vita agiata, potrebbe forse ora concedersi vacanze da favola per sfuggire al caldo e all’afa e invece è lì a morire di caldo insieme a chi vuole aiutare …

Non credo che Carola sia una sbruffoncella, come l’ha definita Salvini; credo invece che sia una di quelle persone che sanno rinunciare ai propri privilegi per mettersi al servizio degli ultimi e per questo sono disposte anche a sfidare i rigori di leggi senza anima e di politici che si fanno un vanto della loro insensibilità. Persone così sono spesso state giudicate folli dai loro contemporanei, ma la storia ha poi sempre avuto modo di dare a ciascuno il posto che ha meritato…

Cara Carola,  ammiro il tuo coraggio e la tua determinazione e il mio pensiero è accanto a te e a quelli che stai cercando di aiutare.

La Pentecoste “delle genti”.

Oggi si celebrava la Pentecoste.

Il racconto degli Atti degli Apostoli è una delle pagine più suggestive delle Sacre Scritture, dove il rombo di tuono, il vento, le fiamme di fuoco vogliono dare il senso dell’eccezionalità dell’evento che stravolgerà la vita di alcuni pescatori impauriti e certo non troppo istruiti per farne dei testimoni, dei predicatori, dei profeti in grado di farsi capire da gentii di lingue diverse. Era per gli Ebrei la festa che ricordava la consegna delle tavole della Legge a Mosè, per noi è la data che segna la nascita della Chiesa  con il chiaro imperativo di rivolgere la sua missione a tutti i popoli.

E’ a ragion veduta che in questa giornata viene celebrata anche la “Festa delle Genti”, che quest’ anno, nella nostra parrocchia, ha assuntoimg-20190609-wa0003img-20190609-wa0005un tono più intimo. Dopo una messa alla presenza di alcuni “nuovi italiani” provenienti da diversi continenti, abbiamo pranzato insieme con i piatti preparati dalla Caritas parrocchiale.

Nel pomeriggio, è stato molto bello ascoltare i racconti dei nostri concittadini provenienti dal Togo, dal Ghana, dall’Etiopia, dal Marocco, dal Kosovo, dal Perù… Ognuno di loro ha ricordato la  partenza dal proprio paese, le sofferenze del viaggio, le difficoltà dei primi tempi e poi il lento, ma progressivo miglioramento delle condizioni di vita proprie e della propria famiglia.  Dietro le parole di ognuno si potevano sentire le stesse apprensioni, le stesse preoccupazioni, gli stessi sentimenti, la stessa umanità…..

Questo incontro ha permesso a noi “indigeni” di conoscere persone che hanno saputo lottare con coraggio per affermare la propria dignità e ai “nuovi cittadini” l’occasione per stabilire nuovi rapporti e migliorare la propria integrazione nella nostra comunità.
Un grosso grazie alle donne della Caritas e al nostro parroco che sa dare il vero senso alla parola “accoglienza”.

Europa: cosa fare?

Dato per scontato che non si potrà fare a meno di una Unione Europea più coesa e più attenta ai cittadini, credo che si dovranno affrontare numerosi problemi che  stanno ostacolando la realizzazione di quanto sognato dai Padri Fondatori.

La prima cosa che mi viene in mente è che non è possibile continuare a vedere le imprese italiane migrare verso altri paesi dell’Unione per pagare meno tasse e per pagare salari più bassi: perché quindi non stabilire regole salariali comuni e un regime fiscale comune per le imprese? Credo che se ne avvantaggerebbero i  nostri giovani che troverebbero lavoro più facilmente e anche i lavoratori che oggi sono costretti in altri paesi a lavorare per pochi euro al giorno.

Altro problema che paralizza qualunque iniziativa è quello per cui ogni proposta deve essere approvata all’unanimità: sui temi più importanti non ci si può far bloccare dai piccoli, miopi egoismi di qualche paese, deve bastare la maggioranza, magari la maggioranza qualificata …. poi tutti si devono attenere alle decisioni prese dagli organi rappresentativi, pena la sospensione dell’erogazione di fondi comunitari.

Sono certamente molti altri i problemi da affrontare, ma se si riuscisse a risolvere questi due che ho citato si potrebbero fare progressi strepitosi.

Una visita a “NOI GENITORI”

Nel video qui sopra si vede una delle tante attività che nella Cooperativa “NOI GENITORI” di Erba i ragazzi con varie disabilità svolgono con l’aiuto di educatori e volontari. Oltre al biscottificio, che produce biscotti veramente buoni con ingredienti di prima qualità, vi si producono anche cesti in midollino, fiori e piante per orti e giardini, c’è una piccola, ma ben attrezzata tipografia che produce quaderni, piccole agende, volantini, ……. I ragazzi poi svolgono numerose attività sportive: scherma, nuoto, ginnastica. Possono usufruire inoltre di attività di pet terapy e di tecniche di rilassamento.

Ciò che comunque mi ha maggiormente colpito nella visita di oggi alla Cooperativa è stata la dolcezza dei ragazzi che sono venuti a salutarci, la grande professionalità degli educatori e il numero stragrande di volontari che ruotano attorno all’ istituzione.

Mentre da una parte ti sentivi stringere il cuore pensando ai sacrifici enormi delle famiglie che devono accudire a questi ragazzi, dall’altra parte sentivi quanto bene nascosto sta attorno a noi, quante persone sanno donare il proprio tempo, le proprie energie, le proprie conoscenze semplicemente per fare del bene, senza pretendere nulla in cambio. Dpovrò ricordarmelo ogni volta che, ascoltando i TG, mi verrà buttata addosso una realtà fatta di corruzione, violenza, soprusi di ogni genere …..il mondo non è solo questo….

Letture: Europa (4^ parte).

Continuo a copiare qui alcuni passi del libretto sull’Europa di Gianni Borsa.

In un mondo sempre più multipolare (e sempre meno euro-centrico)…. l’Europa è pur sempre un attore di primo piano, tra le *prime economie del mondo, ricca di innovazione, di capacità di intrapresa, invidiabili risorse sociali (il welfare state è una specificità ineguagliata nel resto del globo); nei popoli che la compongono non mancano…vivacità culturale e comunicativa, scuole e università, volontariato e associazionismo diffusi……..ma tutto questo non basta: il pianeta corre, mentre l’Europa, al confronto, è lenta e spesso procede a ranghi sparsi……..

Si sente dire spesso, soprattutto sul problema dell’emigrazione: – L’Europa non fa niente….

Già, perchè l’Europa è assente?  Ebbene…….l’Unione Europea non dispone di una politica migratoria perchè non ha competenza in materia. Le politiche migratorie sono di competenza degli Stati aderenti, che non hanno ceduto le necessarie “quote di sovranità” all’Unione affinché la risposta alle *migrazioni fosse coordinata da una regia europea.

E’ per questo che ogni stato si è mosso per conto proprio e spesso gli interessi e gli egoismi degli uni sono andati a scapito degli altri, che per la loro posizione geografica, sono inevitabilmente più esposti all’arrivo dei migranti.

L’Europa sarà in grado di far fronte alle problematiche connesse all’immigrazione se saprà proporre con chiarezza la propria identità culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l’accoglienza dei migranti; se saprà adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni – causa principale di tale fenomeno – invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. È necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti. (Papa Francesco- Strasburgo 2014)

* L’Europa unita rappresenta la terza economia del mondo.

* Sono molti milioni i migranti che attualmente sono in movimento nel nostro pianeta.

 

Letture: Europa ( oggi – 2^ parte)

Dal dopo guerra ad oggi molte cose sono cambiate: le democrazie occidentali sono in crisi per la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, per la distanza tra cittadini e “palazzo”, per il nazionalismo  che rialza la testa, per il populismo che pare dilagare in vari paesi europei e per la paura indotta dall’ immigrazione. A tutto questo si aggiungono: gli effetti di una lunga crisi economica che ha portato disoccupazione soprattutto giovanile, il terremoto “Brexit” che ha prodotto effetti deleteri anche senza essere diventata realtà (ma solo annuncio), l’isolazionismo degli USA, l’egoismo di bandiera-europeacerti stati membri che intendono la UE solo come bancomat da cui attingere risorse, ma poi si ritraggono quando si richiede la loro solidarietà…. Questi fattori di disgregazione sono amplificati da una classe politica che in genere tiene più in considerazione la possibilità di essere rieletta che non il bene dei propri cittadini.

In questo stato di cose, una propaganda manovrata ad hoc, induce la gente a individuare nell’Europa, che pure ha commesso errori, la responsabile di tutti i mali. ….. Ma molto più spesso sono i singoli stati col loro miope egoismo a ostacolare l’efficacia delle direttive europee….

Ora, dato questo stato di cose, l’Europa parrebbe la proverbiale casa costruita sulla sabbia, ma per affrontare le sfide del mondo di oggi (clima, terrorismo, immigrazione, inquinamento ….) non c’è altra via da seguire che unire le forze per consolidare le fondamenta della casa comune guardando al futuro e alle giovani generazioni.

 

Una sera con l’onorevole Toia.

Spesso si sente dire che l’Europa è solo un costoso carrozzone di burocrati che si occupano solo di argomenti futili come la lunghezza delle zucchine.
toiaIeri sera invece l’onorevole Toia, che rappresenta il nostro territorio nel Parlamento Europeo, ci ha raccontato un’altra  Europa: un’ Europa che si occupa della nostra vita di tutti i giorni e le cui deliberazioni costituiscono la maggior parte delle leggi approvate nei parlamenti nazionali.

La sicurezza alimentare, solo per dirne una, di cui godiamo noi europei è forse unica al mondo; la tematica ambientale è oggetto di molta attenzione e di molte delibere che tendono a migliorare la salubrità dell’aria, dell’acqua, della terra;  la questione dei migranti, su cui si favoleggia l’indifferenza e l’inerzia dell’Europa, è stata invece regolamentata con l’automatismo della redistribuzione tra i vari paesi membri, ma essa viene osteggiata dai paesi sovranisti che pretendono i fondi dell’Europa, ma non  ne vogliono attuare le direttive.

E quanti sono i fondi che vengono erogati anche al nostro paese e che non vengono spesi?  Paesi come l’Irlanda, la Spagna o la Polonia hanno costruito la loro rinascita coi fondi europei, mentre le nostre regioni non sanno trovare il modo di spenderli col rischio che vengano revocati e quindi persi per sempre.

L’onorevole Toia è stata molto chiara, concreta, comunicativa. Dimostra una grande competenza circa il funzionamento dell’Europa e ne riconosce tutti i limiti (primo fra tutti i diversi regimi fiscali che mettono in concorrenza sleale un paese contro l’altro) che in un futuro molto prossimo dovranno essere rimossi per avere finalmente un’Europa attenta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.