Chapeau!!

Mentre qui in Italia la campagna elettorale della destra è caratterizzata dalla gara a chi promette sempre meno tasse (c’è chi parla del 23% e chi rilancia al 15% senza fare alcun accenno a come poi far quadrare i bilanci), una giovane ereditiera austriaca dichiara di rinunciare alla sua miliardaria eredità. E non è una “boutade” dell’ultimo minuto per guadagnare un po’ di spazio sui giornali, infatti ha fondato il movimento “TASSATECI SUBITO” che chiede ai governi di tassare i grandi patrimoni per combattere le ingiustizie sociali sempre più accentuate.

“Chapeau!!” a questa ragazza e ai giovani che hanno aderito al suo movimento.

Film: La Tempesta di sabbia.

La vita dei beduini non è facile, in un ambiente naturale ostile che offre ben poche risorse; ma se poi sei una donna, allora tutto si complica enormemente: non c’è altra via che soggiacere a regole tribali vecchie di millenni, imposte dagli uomini, senza alcuna considerazione per i diritti delle donne e per i loro sentimenti.

La storia inizia su una strada che attraversa una zona desertica. Un’auto la sta percorrendo e al volante c’è una ragazza; al suo fianco c’è il padre che le fa da istruttore di guida. Subito si pensa che si tratti di un padre affettuoso, e dalla mentalità aperta, tanto più che di lì a poco si viene a sapere che la ragazza, Layla, frequenta regolarmente la scuola. Ma ci si deve subito ricredere: questo padre  sta per sposare una seconda volta e questo getta nella disperazione Jalila, la prima moglie, mamma di Layla.

Mentre l’uomo è  in viaggio di nozze, una telefonata porta lo scompiglio tra madre e figlia: a chiamare è un ragazzo che Layla ha conosciuto a scuola. I due sono innamorati, ma sanno bene che le leggi tribali non consentono loro di sposarsi. La madre, dopo questa scoperta diventa la nemica della figlia e le proibisce di andare a scuola e di incontrare il ragazzo, che però cerca inutilmente di ottenere il beneplacito della famiglia. Il padre allora combina subito un matrimonio per Layla con uno sconosciuto. A questo punto la madre si ribella: vuole un buon matrimonio per la figlia e ha un durissimo scontro col marito, che a quel punto la ripudia.  Layla sa che per sua madre e per le sue tre sorelle si prepara un ben triste futuro e allora va dal padre e accetta di sottomettersi al matrimonio combinato se lui riprende con sè la moglie e le figlie.

E’ un film con pochissimi personaggi, ambientato in un villaggio in mezzo al deserto; i dialoghi sono essenziali ma efficaci. Ha il merito di mettere a fuoco il dramma che tante donne vivono ancora oggi, là dove nessuna dignità e nessun diritto è loro riconosciuto.

 

Vicinanza e affetto.

Voglio esprimere qui la vicinanza mia e di tutto il CIF di Erba, alla nostra Presidente Provinciale, Marina Tirelli, per la prematura scomparsa del marito, Giorgio Butti.

Siamo certe che la  Fede, che l’ha sempre sostenuta, le sarà di grande conforto anche in questi momenti  e l’aiuterà a superare le difficoltà che non mancano mai a chi deve ripensare la propria vita.

Noi del CIF di Erba le saremo vicine con il nostro affetto e le nostre preghiere.

UTE: Storia industriale di Erba.

Ieri abbiamo avuto un docente speciale, il dr. Croci, appassionato ricercatore di storia locale.

Credo che i soci erbesi presenti abbiano potuto gustare molto meglio di me il suo racconto che faceva riferimenti specifici a località per me difficilmente identificabili. Ho tuttavia potuto conoscere le radici remote della vita economica della Brianza e dell’Erbese in particolare.

Qualche secolo fa, la Lombardia era solo una striscia di terra che correva da est a ovest, perchè buona parte del suo territorio attuale era governato dalla Repubblica di Venezia.

La ricchezza di acque della zona aveva favorito la costruzione di mulini che erano numerosissimi su tutto il corso del Lambrone e dei torrenti vicini.

Quando nel XV secolo Ludovico il Moro incentivò la coltivazione dei gelsi (detti anche muruni proprio da il Moro), per l’alimentazione dei bachi da seta, in ogni casa, in ogni cascina ci si dedicò alla bachicoltura. Le donne compravano al mercato un sacchettino di uova e se lo tenevano in seno per una decina di giorni, poi alla schiusa delle uova i bachi (cavalée) venivano posti su “un letto” di foglie di gelso e cominciavano a mangiare e a dormire. Bisognava averne molta cura perchè bastava poco a danneggiarli. Dopo la quinta dormita i bachi salivano al “bosco” e cominciavano a produrre il bozzolo, che i contadini essiccavano provocando la morte del baco e le “gallette” così ottenute venivano vendute alla “galatera” per le successive filandalavorazioni. Erano le donne ad occuparsi dell’allevamento dei “cavalée” ed erano ancora le donne e tante bambine in tenerissima età a lavorare nelle filande che sorsero spesso là dove prima c’erano i mulini. Le bambine avevano mani piccole e agili, che erano particolarmente adatte a trovare il capo del filo di seta dei bozzoli immersi in acqua a 60/70 gradi. Da ogni bozzolo si potevano ricavare anche mille metri di filo. Le condizioni di lavoro erano terribili.

Nel 1700,  finita la devastante dominazione spagnola, gli Austriaci misero mano al territorio e diedero ordine al patrimonio idrico della nostra zona. Inoltre posero fine a molti privilegi rendendo anche più equo il prelievo fiscale. Grazie alla laboriosità e  al grande spirito imprenditoriale dei brianzoli, cominciarono a fiorire nuove attività industriali alimentate anche dal ferro delle miniere di Canzo. In quelle fabbriche le condizioni di lavoro erano più salubri e così a poco a poco le filande si svuotarono e la bachicoltura scomparve soppiantata dalla seta proveniente da Cina e Giappone.

Possiamo però affermare con assoluta certezza che la prosperità della zona  è nata dalla fatica e dalla sofferenza delle donne.

La lezione è stata seguita da molte domande dei presenti e anche io ho avuto la conferma dell’origine del “lago che non c’è) che si forma davanti a casa mia nei periodi più piovosi. Chi costruendo un centro commerciale ha interrotto il naturale percorso delle acque sotterranee, dovrebbe provvedere a sue spese ai lavori di ripristino dello “status quo”

 

Maya Angelou.

maya-angelou“Se hai solo un sorriso dentro di te, dallo alle persone che ami. Non essere sgarbato a casa, per poi uscire in strada e iniziare a sorridere a dei completi sconosciuti dicendo loro ‘Buon Giorno’.” (Maya Angelou)

Confesso che non conoscevo questa donna afro-americana dai mille talenti, che ha ottenuto tanti riconoscimenti e che si è cimentata in tanti campi diversi, ma ora credo che cercherò di colmare questa lacuna per conoscere meglio la sua opera e soprattutto la sua anima.

QUI è possibile leggere qualche notizia che la riguarda.

 

 

 

Festa a Baan Saeng Arun.

Oggi gran festa a Baan Saeng Arun, località Thailandese in cui sorge il monastero “Mater Ecclesiae” delle suore Clarisse Cappuccine: Madre Giovanna (mia sorella festeggia il 60° anniversario della sua prima professione. Al convento sono arrivati il vescovo, tanti sacerdoti, tanti seminaristi tutti felici di far festa a Madre Giovanna.

Lei ha assistito  e partecipato ai festeggiamenti dalla carrozzina che ormai abbandona solo a tratti, ma questo non le ha tolto il sorriso. E’ commovente vedere l’entusiasmo di tante persone attorno a lei, il rispetto e, oserei dire, la venerazione di cui la circondano. Sarebbe stato molto bello poter andare di persona, ma la Thailandia è veramente lontana…. ringrazio comunque suor Fede (che segue Madre Giovanna in ogni momento) per avermi inviato il filmato della S. Messa e del rinnovo dei voti, dal quale ho tratto questi fotogrammiVanna e s3 seminaristi2022-04-23 Vanna e seminaristi

Donne… è inutile lamentarsi se poi …

Dico alle donne: è inutile lamentarsi e piangere sulla discriminazione di cui siamo oggetto ancora in tanti campi. La legge ci riconosce il diritto di contare, ma siamo noi stesse a rendere inefficace quella legge: perchè è così difficile trovare donne che si candidino nelle liste elettorali, dove per legge sono previste delle quote rosa che, se non rispettate, invalidano le liste stesse? Cosa trattiene le donne dalla partecipazione alla politica, dal prendere posizione? La paura di esporsi e di dichiarare apertamente il proprio modo di leggere la realtà?

 

 

Congresso Regionale C.I.F

Sabato a Milano, sono state rinnovate le cariche del Centro Italiano Femminile Regionale. Ci sono stati interventi molto interessanti della rappresentante del CIF nazionale e della Presidente uscente, Anna Bravi.

Però il momento più bello è stato l’intervento dell’arcivescovo Delpini, che sa sempre toccare il cuore di chi lo ascolta.

E’ un vero peccato che questa associazione dal passato glorioso, che tanto ha contribuito all’emancipazione delle donne soprattutto nel primi decenni del secondo dopoguerra, oggi stia languendo come tante altre forme associative.IMG20220312140044 (1)

 

 

 

 

Poesia: Sorridi, Donna! (Alda Merini)

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

In questa giornata della donna voglio rendere omaggio alla forza delle donne ucraine, delle donne afghane, delle donne siriane, di tutte le donne che vivono in situazioni atroci senza farsene travolgere. Anche in quelle situazioni le donne trovano le energie per proteggere i loro figli o gli anziani anche a costo di sacrifici indicibili, anche a costo della vita.
 

Buon Compleanno!

Buon Compleanno, Madre Giovanna!

Le tue consorelle ti circondano di affetto in ogni occasione e tu rispondi con il sorriso sempre pronto e con l’umile accettazione delle loro cure. Credo che anche nella condizione di precarietà in cui ti trovi ora, la tua presenza sia preziosa per tutte le tue comunità e per tutti noi che ti vogliamo bene, pertanto voglia il Cielo conservarti ancora per tanti e tanti anni ! Lunga vita, 1646632474286Madre Giovanna!1646631971756