Prendimi per mano….

Come ho già avuto modo di dire, in questi giorni di isolamento mi sta tenendo buona compagnia la lettura della versione integrale del libro di Etty Hillesum “Diario”.  L’autrice è una ragazza ebrea di 27 anni che assiste ogni giorno all’arresto di famiglie intere, ma si sforza di condurre una vita il più normale possibile: è la sua forma di resistenza.

Ieri sera ho letto questo brano che potrebbe adattarsi benissimo anche alla situazione di questi giorni, in cui siamo in balia di un male davanti al quale ci si sente impotenti…Pedalando in bicicletta per le strade della sua città, Etty pensa:

Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò, non farò troppa resistenza.

Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita,
cercherò di accettare tutto e nel modo migliore. Ma concedimi di tanto in tanto
un breve momento di pace.

Non penserò più nella mia ingenuità,che un simile momento debba durare in eterno, saprò anche accettare l’irrequietezza e la lotta.

Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribellerò se mi toccherà
stare al freddo purché tu mi tenga per mano.

Andrò dappertutto allora, e cercherò di non aver paura.
E dovunque mi troverò, io cercherò d’irraggiare un po’ di quell’amore,
di quel vero amore per gli uomini che mi porto dentro.”

Le donne e la tecnologia.

Pensavo che solo le persone di una certa età avessero difficoltà ad utilizzare le nuove tecnologie, ma non è così: stamattina alla radio si diceva che solo una minima percentuale di donne  è in grado di stare al passo con le innovazioni che sempre più vengono introdotte nella vita di tutti i giorni e nell’ambiente di lavoro.

Per millenni le donne non hanno avuto accesso all’istruzione e sono quindi state discriminate in famiglia e nella società, considerate sempre cittadine di serie B; ora che, almeno qui da noi, certi tabù sono caduti e le ragazze che vengono avviate agli studi dimostrano di saper battere spesso per impegno e capacità i colleghi maschi, ora, dicevo, sono le stesse donne che si ritraggono davanti alle nuove tecnologie….. ne hanno timore, credono di non riuscire a impadronirsene!!!!

Questo stato di cose non deve continuare o il gap tecnologico ricaccerà le donne in posizioni di secondo piano e questa volta l’avranno scelto loro stesse.

 

Festa a Baan Seng Arun!

suore di Ban sengOggi suor M. Giovanna Catellani compie 77 anni. e a Ban Saeng Arun si starà facendo festa!!

Voglio inviarle il mio più sentito grazie per essere stata per me sempre esempio di dedizione, di carità e di amore  disinteressato e totale.

Spero le faccia piacere se accompagno i miei più calorosi e affettuosi auguri con queste foto che la ritraggono insieme alle sue consorelle, alle quali va il mio abbraccio e il mio grato ricordo.

professe a Sampran

Una voce dalla zona rossa.

Riporto qui un post che ho ricevuto tramite Facebook. E’ una testimonianza che viene dal cuore della zona rossa e voglio conservarle qui a ricordo (per i miei nipoti ai quali è dedicato questo blog) di questi giorni, perchè abbiano sempre a tener presente ciò che è importante nella vita…

“Non sapevo se fosse giusto scrivere pubblicamente questa mia riflessione… ma solo una cosa mi ha portato a farlo… l’aver letto in tutti questi giorni post di persone, chi lontano chi un po’ meno lontano dalla nostra zona ‘rossa’ chi addirittura della ‘zona rossa’ , dove si parla di esagerazione, di voler distruggere l’economia e quanto altro… Anche oggi un dolore , un altro lutto che ha colpito persone amiche… chi non vive questo non può capire che sforzo emotivo e psicologico sta chiedendo questa epidemia. Occorre tanta forza fisica e mentale anche solo per combattere il malessere che ha colpito tanti di noi senza distinzione d età. Giorni e giorni con febbre alta totale assenza di forze, e nessuna assistenza medica a casa, fatto salvo per casi molto gravi. Ci è stato chiesto pure di far da se, di stare chiusi in casa e l’unico supporto (per grazia ricevuta) ci viene dato da alcuni medici di base volonterosi, anche se in isolamento, via telefono.
Mi fa molto male leggere certi commenti, leggere certe insinuazioni. A sto punto mi sono resa conto che se una cosa non ci tocca da vicino, purtroppo non sempre si ha la possibilità di comprendere, ma almeno chiedo a tutti coloro che si arrabbiano per qualche giorno in più dei negozi chiusi o per le partite di calcio, abbiate almeno un briciolo di sensibilità per capire quanta sofferenza sta portando nel nostro paese questa situazione. Non poter andare a trovare i propri cari (genitori, zii, fratelli) nemmeno nei loro ultimi giorni, nelle loro ultime ore prima dal congedo da noi… ricevere la chiamata dall ospedale sentendoci dire che ‘non ce l’hanno fatta’ e non poter esser li. NON RIUSCITE O NON VOLETE CAPIRE? OK … MA FATE UN PASSO INDIETRO E RISPETTATE IL DOLORE DI CHI STA PAGANDO TUTTO QUESTO CON TANTA SOFFERENZA… e per rispetto vi chiedo ancora una cosa… non dite più è la solita influenza con tanti decessi… non avete nemmeno idea di cosa state dicendo… qui in una settimana sono venuti a mancare tante persone quante solitamente vengono a mancare nell arco di 6/7 mesi… e mai dico mai prima d’ora nessuna influenza stagionale ha portato ad una simile realtà. Risparmiate commenti superficiali e arroganti… almeno questo vi si chiede… 😓 un ultimo pensiero ai parenti che piangono i loro cari, dei quali la maggior parte, in assenza di questa epidemia, avrebbero potuto averli ancora con se..”

A Tutti coloro che stanno vivendo nelle zone rosse e a tutti coloro che in questi giorni si stanno adoperando per fronteggiare l’epidemia esprimo tutta la mia solidarietà, la mia gratitudine.

Credo che questo momento non passerà invano e non verrà dimenticato tanto presto.

Shirin Ebadi: la lotta per la democrazia e per i diritti delle donne.

Shirin-ʿEbādi“Solo quando fui molto più grande capii che l’idea dell’uguaglianza tra i sessi si era impressa dentro di me in primo luogo grazie all’esempio avuto a casa…vidi come la mia educazione mi avesse risparmiato la scarsa autostima e la dipendenza acquisita dalle altre donne, cresciute in famiglie più tradizionali. Il sostegno di mio padre alla mia indipendenza, dai giochi di bambina fino alla decisione di diventare giudice, mi ha instillato un senso di fiducia nelle mie capacità che non ho mai percepito consciamente ma che alla fine sono giunta a considerare come l’eredità più preziosa.”

Queste che ho copiato sono  parole di Shirin Ebadi, una donna iraniana che ho visto poco fa in TV nella rubrica STORIE ITALIANE e che , confesso con grande rammarico, non conoscevo. Alla Ebadi è stato assegnato il Premio Nobel per la pace nel 2003 per il suo impegno per i diritti delle donne e per la democrazia nel suo paese.

Stamattina ha parlato di quanto abbia lottato per i suoi ideali e di quanto questo le sia costato e ciò ha suscitato in me grande ammirazione, ma le parole  che mi hanno colpito di più sono state queste: ” La democrazia in Iran arriverà per merito delle donne” . Le donne di oggi in Iran sempre più rivendicano la parità di diritti sfidando le leggi oscurantiste e accettando anche la carcerazione. Diceva Shirin che  anche molti uomini stanno dalla  parte delle loro compagne e questo fa ben sperare.

Leggerò certamente il suo ultimo libro “Finchè non saremo liberi”: lo ritengo un dovere di solidarietà nei confronti di questa donna coraggiosa.

 

“Marginalità”: un’occasione per riflettere…

Ieri si è aperta allo Youthlab la mostra fotografica “MARGINALITA’: ritratti di invisibili”.

All-focus
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L’autrice, Ljdia Musso, ha esposto una serie di scatti fotografici che ritraggono i “senzatetto” in varie città e località italiane e straniere. Le foto sono montate su support rivestiti con collage  di carta di giornale ( è coi giornali infatti  che spesso gli “invisibili” si riparano o allestiscono il loro angolo di marciapiede). In un angolo è posato a terra un materasso con l’immancabile borsa di plastica, una bottiglia, una coperta.

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A terra, addossati alle pareti, ci sono  dei pannelli di cartone (recuperati da scatoloni) che riportano alcune frasi dell’Abbé Pierre, il fondatore delle comunità di Emmaus, il primo a occuparsi dei più emarginati.  Ora sono tante nel mondo le comunità che si ispirano all’Abbé Pierre e il loro approccio alla solidarietà varia da paese a paese: qui da noi raccolgono  l’usato e il ricavato serve a sostenere le comunità  delle zone più povere, dove riesce ad assegnare piccoli crediti alle donne che riescono così a realizzare piccole attività con cui mantenere i figli e ripagare il debito. Altrove si occupano di incentivare i piccoli agricoltori.

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Questa mostra ha il merito di farci fermare a riflettere su quanti nelle nostre città sono in condizioni di estrema povertà, tanto da non potersi permettere una casa; li vediamo ogni giorno rannicchiati in qualche angolo di strada e i nostri occhi si sono talmente abituati alla loro presenza che non ci sentiamo più interpellare dai loro bisogni, dalle loro sofferenze. Grazie perciò a Maria Luisa dei Trapeiros e  grazie alla giovane Ljdia, che ha illustrato e commentato le sue foto con evidente viva partecipazione al dramma degli invisibili.

Trovandomi sul posto, ho potuto visitare l’ex-stazione ferroviaria (è lì che è allocata la mostra), concessa in comodato gratuito  alla cooperativa “concerto” e ristrutturata con i fondi donati dalla Cariplo. Vi trovano sede varie associazioni di giovani e meno giovani per svolgere attività di promozione culturale e ricreative. Può essere un’opportunità offerta all’associazionismo erbese.

 

La penna è più potente della spada

Ieri sera, Lucilla Giagnoni ha letto un brano tratto dal discorso della giovane Malala all’ONU  e siccome le sue parole sono ancora attuali e sono state fino ad ora inascoltate, le riporto anche qui, come promemoria per tutti noi.

…….Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi.

Cari fratelli e sorelle, io non sono contro nessuno. Né sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico. Sono qui a parlare per il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato.

Anche se avessi una pistola in mano e lui fosse in piedi di fronte a me, non gli sparerei. Questa è il sentimento di compassione che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia, da Gesù Cristo e Buddha. Questa è la spinta al cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King, Nelson Mandela e Mohammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è ciò che la mia anima mi dice: stai in pace e ama tutti.

Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell’importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Allo stesso modo, quando eravamo in Swat, nel Nord del Pakistan, abbiamo capito l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio “La penna è più potente della spada” dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell’educazione li spaventa. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza che porteremo nella nostra società. Ricordo che c’era un ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: “Perché i talebani sono contro l’educazione dei ragazzi?”. Lui rispose molto semplicemente: indicò il suo libro e disse: “I talebani non sanno che cosa c’è scritto in questo libro”.

Loro pensano che Dio sia un piccolo esseruccio conservatore che punterebbe la pistola alla testa delle persone solo per il fatto che vanno a scuola. Questi terroristi sfruttano il nome dell’islam per i propri interessi. Il Pakistan è un Paese democratico, amante della pace. I Pashtun vogliono educazione per i loro figli e figlie. L’Islam è una religione di pace, umanità e fratellanza. Che dice: è un preciso dovere quello di dare un’educazione a ogni bambino. La pace è necessaria per l’istruzione. In molte parti del mondo, in particolare il Pakistan e l’Afghanistan, il terrorismo, la guerra e i conflitti impediscono ai bambini di andare a scuola. Siamo veramente stanchi di queste guerre. Donne e bambini soffrono in molti modi in molte parti del mondo.

In India, bambini innocenti e poveri sono vittime del lavoro minorile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. La gente in Afghanistan è colpita dall’estremismo. Le ragazze devono lavorare in casa e sono costrette a sposarsi in età precoce. La povertà, l’ignoranza, l’ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti fondamentali sono i principali problemi che uomini e donne devono affrontare.

Oggi, mi concentro sui diritti delle donne e sull’istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più. C’è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini a difendere i loro diritti. Ma questa volta lo faremo da sole. Non sto dicendo che gli uomini devono smetterla di parlare dei diritti delle donne, ma il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per se stesse. Quindi, cari fratelli e sorelle, ora è il momento di alzare la voce. Oggi invitiamo i leader mondiali a cambiare le loro politiche a favore della pace e della prosperità. Chiediamo ai leader mondiali che i loro accordi servano a proteggere i diritti delle donne e dei bambini. Accordi che vadano contro i diritti delle donne sono inaccettabile……

Madre coraggio

Perché stare in casa, avere a pranzo e a cena un figlio che ha ucciso e non espia, è come convivere col demonio. L’espiazione non è un suo danno, è il suo bene e quindi un suo diritto. Se sai che tuo figlio ha commesso il massimo errore ma lo sta pagando, la tua vita ha un senso perché la sua vita ha un senso. Può darsi che questa madre abbia consegnato il figlio all’ergastolo, ma lei voleva salvarlo e questo era l’unico modo. Non so se sarei in grado di fare quel che lei ha fatto, signora. Ma lei è migliore di quelli che non lo fanno. (da Avvenire.it)

Sono le righe conclusive di un bell’articolo sui fatti di Roma,  compare su Avvenire

La madre che ha denunciato il figlio è una vera “Madre Coraggio”,  sa che per salvare suo figlio, per dargli una chance di riscatto, non c’è altra via che consegnarlo alla giustizia.  Ho grande rispetto e ammirazione per questa donna, che sa seguire la via dell’amore vero  fino all’eroismo, fino a doversi strappare il cuore per il bene di un figlio che non ascolta più le sue parole e i suoi insegnamenti.

Donne ieri…donne oggi.

Leggo oggi su Repubblica una storia di cui non avevo mai sentito parlare: dopo 150 anni viene riconosciuto il diritto alla laurea a sette donne inglesi che, nonostante l’ostracismo dei docenti e di tutto l’ambiente universitario, erano riuscite a iscriversi all’università e a superare gli esami, ma era poi stato loro negato il diritto alla laurea, perchè donne.

Accadeva 150 anni fa, ma cosa dire di ciò che accade ancora oggi? In molti paesi si vendono le proprie figlie in tenerissima età, come spose, a pedofili legalizzati, si costringono le ragazze a matrimoni decisi per interessi di famiglia, si costringono alla prostituzione giovanissime migranti, si uccidono fidanzate e mogli che si oppongono a una vita di prepotenze e di soprusi, si nega il diritto all’istruzione alle bambine o addirittura si nega loro il diritto di nascere, come accade in certi paesi dove la nascita di una figlia femmina è vissuta come una disgrazia.

E tutto questo accade ancora oggi, sotto i nostri occhi, senza che il mondo si mobiliti per cambiare questo stato di cose…..

Giochi di GIO & Gio.

Per un imprevisto, Giovanni e Gioele, sabato sera, sono rimasti qui a dormire con papà e mamma.

La situazione inaspettata  non li ha innervositi, anzi ne sono sembrati veramente contenti, infatti non hanno tardato ad addormentarsi  dopo le consuete preghierine della sera.

cuccioli-in-lottaGiovanni si è svegliato presto, come è solito fare, ed è sceso con me in soggiorno in attesa che ci raggiungessero gli altri.  Quando tutti erano ormai svegli i due cuccioli hanno ripreso i giochi che avevano interrotto la sera prima:  roteare le lampadine a pila per creare giochi di luce spettacolari, lanciarsi addosso i cuscini del divano, rotolarsi a terra in una lotta senza conseguenze, giocare con papy alle guerre spaziali….

All’ora di andarsene hanno stentato a lasciare i loro giochi, ma sanno che potranno riprenderli alla prossima occasione.