Uomini e quaquaraquà.

E’ una riunione per  genitori di bambini di sette anni. Arrivano molte coppie, qualche mamma è da sola e c’è anche qualche papà che porta le scuse della moglie impegnata in un turno di lavoro festivo.

uomini-che-aiutano-in-casa Quando comincia la discussione, sono parecchi gli uomini che intervengono e che manifestano le loro preoccupazioni e i loro dubbi circa l’educazione dei figli e il modo migliore per crescerli sereni e farne delle persone per bene.

Mi pare un bel segno del cambiamento dei tempi ……qualche decennio fa in un’occasione analoga non avremmo visto un solo uomo: gli impegni inerenti l’educazione dei figli erano cose da donne!!!

Oggi invece i giovani papà sono più attenti ai loro figli, si sentono più responsabili della loro educazione, sono più collaborativi con le mogli e più impegnati a condividere le responsabilità che derivano dall’essere genitori. Questi sono uomini veri.

Credo che tale cambiamento sia dovuto alle giovani donne d’oggi che non vanno più nelle piazze a manifestare, ma sanno, nelle proprie case, impostare i rapporti coniugali su una base di maggiore comprensione reciproca e quindi di reciproco rispetto.

….poi ci sono gli uomini che hanno paura delle donne che rivendicano un ruolo alla pari e per questo  diventano violenti e qualche volta assassini…..e questi sono i quaquaraquà, per dirla alla maniera di Sciascia.

Emozioni condivise.

Sapere che un’amica o un amico  si ricorda di te, fa piacere, sempre, a tutti; ma se questo/a amico/a ti manda delle poesie, scritte così come  le sono sgorgate dal cuore mettendoti a parte delle sue emozioni, allora senti che l’amicizia è vera e preziosa.

ET… ET … AMEN.

E’ più sincero,//tenero,//commovente

il comportamento naturale // di un piccolo bambino.

ET

È più carino, // timido, // dolce, // educato

l’atteggiamento di una persona anziana.

AMEN

(5/11/2017)

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UNO … DUE … TRE.

Weeping Woman 1937 Pablo Picasso 1881-1973 Accepted by HM Government in lieu of tax with additional payment (Grant-in-Aid) made with assistance from the National Heritage Memorial Fund, the Art Fund and the Friends of the Tate Gallery 1987 http://www.tate.org.uk/art/work/T05010
Donna che piange di Picasso

Le lacrime di un bambino

sono perle

subito dissolte.

Le lacrime di una donna

sono rose

pienamente profumate.

Le lacrime di una persona anziana

sono come noci:

scendono da sole

senza

la partecipazione del cuore

follemente tenere e dolci,

ma,

quando asciugano,

follemente amare

 (2/11/2017)

Grazie, Piera! Un abbraccio!!!

 

Un CIF da riscoprire (e il detersivo non c’entra…).

donne-del-cifEra il 1944. L’Italia era in piena guerra civile e, mentre gli uomini combattevano con le armi in pugno, le donne non stavano certo alla finestra ….C’erano le donne che lavoravano nelle fabbriche o sui mezzi pubblici, quelle che facevano parte dei gruppi partigiani e quelle che pensavano già al dopo, a quando la guerra sarebbe finita….

In quella situazione nacque il CIF (Centro Italiano Femminile …..da non confondere col noto detersivo….). Un gruppo di donne, di ispirazione cattolica, si riunì per dare vita a un’associazione che aveva come obiettivo la collaborazione con qualunque istituzione o associazione si prefiggesse di ricostruire materialmente , moralmente, politicamente e socialmente questo nostro paese distrutto da tanti anni di guerra e di dittatura.

Il CIF si diffuse in tutte le regioni e si dedicò all’assistenza di reduci e orfani di guerra, a promuovere tra le donne la coscienza dei propri diritti e del proprio valore sociale, a partecipare attivamente al dibattito politico in campo nazionale e internazionale.

Al mio arrivo a Erba ebbi notizia delle molteplici attività svolte dal CIF cittadino, poi il mondo anche femminile cominciò a correre vorticosamente e del CIF non sentii più parlare a lungo. Qualche tempo fa però, venni a sapere che se a Erba funziona tanto bene la benemerita Università della Terza Età si devono ringraziare soprattutto il Cif e le sue aderenti, che hanno profuso energie e ingegno senza risparmiarsi.

Oltre a questo, a Erba il CIF comunale e quello di Como organizzano e sostengono i corsi di “Volontariamo”, rivolti ai ragazzi delle Scuole superiori, sensibilizzando i giovani verso quel mondo di associazioni che si dedicano al sostegno di  quelli coi quali la vita è stata piuttosto avara e che per questo hanno bisogno della solidarietà altrui.

Fosse anche solo per questo, il CIF merita di continuare a vivere e di essere riscoperto.

 

Grazie, Presidente!

Grazie, Presidente!!!

Le sue parole  le fanno onore e danno conforto e speranza  a tutti quelli che, come me, assistono sgomenti agli innumerevoli fatti di cronaca di questi giorni, in cui la violenza sulle donne ha fatto tante vittime innocenti.

E’ vero: fino a che gli uomini, tutti gli uomini, non prenderanno atto delle proprie responsabilità a questo riguardo, la violenza assurda e insensata di chi  ritiene la donna un oggetto di sua proprietà non verrà mai debellata.

Una bella storia

santa-bakhitaDopo aver conosciuto l’orrore della schiavitù più aberrante, Questa donna riuscì a trovare in sè la forza non solo per cancellare dal suo cuore l’amarezza e il dolore per le ingiustizie subite, ma anche per donare la sua vita ai bambini soli, come lo era stata lei…

Bella la storia di Santa Bakhita.

Liberate Asia Bibi.

asia-bibiDa oltre otto anni, una donna cristiana è detenuta in un carcere pakistano con l’accusa di blasfemia, accusa del resto mai provata.

Si chiama Asia Bibi ed è stata condannata a morte.

Perchè nessuno si mobilita per chiederne la liberazione? Perchè dimenticarsi di lei? Forse perchè è solo una  donna e per di più povera?

Questi sono a mio avviso due motivi che invece dovrebbero indurci tutti a gridare con forza: ASIA BIBI LIBERA!!!!

Una storia assurda.

Gira sul web da qualche giorno una notizia che non so quanto veritiera, dato che ha dell’incredibile…

Una donna musulmana vicino a La Spezia avrebbe rischiato di morire annegata per aver rifiutato di farsi soccorrere dal bagnino, perchè era maschio!!!

Tenendo in braccio la sua bambina si era immersa nell’acqua con abiti lunghi e pesanti, che, inzuppatisi, le hanno presto impedito di muoversi e ritornare a riva. Il marito le avrebbe allora tolto dalle braccia la piccola e si sarebbe allontanato senza più curarsi della donna, che era sempre più in difficoltà. Un bagnino accorso in suo aiuto si sarebbe sentito respingere: una donna può essere toccata solo dal marito, pena il disonore!!

La donna è stata poi salvata da una bagnina femmina che, fortunatamente era intervenuta insieme col collega.

Considerazioni:

* è assurdo pretendere di andare in spiaggia e fare il bagno in mare portando abiti lunghi e pesanti; è assurdo che una donna sia tanto terrorizzata dal marito (che non si interessa a lei) da rischiare consapevolmente la morte; è assurdo che al giorno d’oggi a una donna non sia riconosciuto nemmeno il diritto alla vita e alla salute (ricordiamoci che  questo è un caso limite, ma spesso in ospedale le donne non possono essere curate da un medico di sesso maschile); è assurdo che quel marito (se l’episodio è realmente accaduto) non venga denunciato per mancato soccorso e per maltrattamenti; è assurdo infine pretendere di vivere in un paese e non accettarne le regole: qui da noi, almeno sulla carta, uomini e donne hanno tutti gli stessi diritti, anche se c’è ancora molta strada da fare per rendere pienamente realizzata questa enunciazione.

In molte situazioni le donne del mondo islamico, vivono in un tale stato di soggezione da rasentare la schiavitù e si ha un bel dire che devono essere loro stesse a conquistarsi la consapevolezza dei loro diritti e a combattere per ottenerne il riconoscimento, ma un intervento esterno potrebbe essere necessario. Penso ad esempio a direttive dell’ONU con sanzioni per gli inadempienti, ma penso anche che qui da noi certi atteggiamenti (come quello del marito di questa storia) debbano essere severamente puniti, non si deve far finta di non vedere …l’integrazione passa anche da qui.

Donne d’altri tempi.

donna-che-filaTra le persone che hanno popolato la mia infanzia, ricordo in particolare le donne.
Anche da noi, in  Emilia, si vestivano prevalentemente di colore scuro (tranne le ragazze giovani), portavano generalmente un fazzolettone in testa (credo per motivi igienici), un ampio grembiule sopra la gonna ed erano sempre indaffarate: penso che non sapessero il significato delle parole ” tempo libero”.  A quarant’anni, nelle zone agricole, si era già considerate vecchie e l’abbigliamento doveva essere adeguato a questa condizione.
C’ era in ogni cascina una famiglia patriarcale con  la “rasdora”, la donna più anziana, che in certi casi gestiva le attività e le finanze domestiche e  spesso tiranneggiava le nuore e le eventuali figlie che, avendo rinunciato a sposarsi, restavano in casa e si dedicavano al servizio dei genitori, dei nipotini, degli anziani e dei malati.
Le coppie di giovani sposi che andavano ad abitare da soli erano una minoranza e per questo, spesso, erano oggetto di critiche non solo da parte del parentado, ma anche da parte di tutto il paese.

Le donne lavoravano dall’ alba fino a sera inoltrata: nei campi, in casa, nell’ orto o per accudire i figli e gli animali domestici.
Alcune, più fortunate, lavoravano come sarte, come camiciaie o magliaie e, potendo trattenere per sè una parte di quanto guadagnato con le loro dodici o anche sedici ore di lavoro al giorno, potevano avere una certa indipendenza economica.

Ricordo una vicina che era andata a lavorare come mondina in Piemonte; al ritorno aveva braccia e gambe letteralmente divorate dalle zanzare e dal fango e ricordo ancora che mi impressionai tantissimo al racconto di quella sua esperienza, di cui però non ricordo i particolari.

Le donne portavano il peso del mondo sulle loro spalle, senza che venissero loro riconosciuti i diritti più elementari; ora qualcosa è cambiato, ma resta ancora molto da fare.

Morire per qualche chilo di troppo…

E’ una storia ben triste questa che si legge oggi sui giornali.

Una giovane neo-mamma vuole riprendere il suo peso forma dopo la gravidanza e per questo, per ottenere più in fretta dei risultati, si sottopone a cinque interventi chirurgici e l’ultimo le è stato fatale….

Molti sono gli interrogativi che questa tragedia suscita:

  • A nove mesi dal parto perchè avere tanta fretta di recuperare il peso forma? Perchè dare tanta importanza a qualche chilo in più? Chi l’aveva fatta sentire obesa?
  • Possibile che nessuno in famiglia abbia potuto dissuadere questa ragazza dal sottoporsi a tanti interventi chirurgici in così breve tempo?
  • E come è possibile che i medici della clinica in cui è stato effettuato l’ultimo fatale intervento abbiano deciso di effettuare l’operazione pur conoscendo, almeno si presume, i precedenti? L’obiettivo  di certe cliniche è il guadagno prima di tutto, anche a scapito della salute e della vita dei pazienti?

Questa notizia mi conferma in una convinzione: sempre meglio affidarsi agli ospedali pubblici….

 

Maschilismo e propaganda.

Perchè tanto livore verso la Boldrini? E non è certo la prima volta che la Presidente della Camera viene insultata e attaccata in modo a dir poco vergognoso….

Più che di battaglia politica questi episodi sanno  di maschilismo becero: in fondo la Boldrini è solo una donna, anche se occupa la terza carica dello Stato…

I grillini inoltre sono maestri nel provocare questi scontri, che vanno regolarmente a finire in rete e diventano virali…tutto questo è  propaganda a buon mercato.