A Vezzolano e Torino.

Quanti tesori nascosti può vantare il nostro paese!

abbazia-di-vezzolano-facciataNon avevo mai sentito parlare della  Canonica di S. Maria in Vezzolano nell’astigiano e stamattina per me è

Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.
Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.

stata una  sorpresa molto piacevole scoprire la bellezza e la particolarità di questo antichissimo luogo di culto (costruito intorno all’anno mille) in uno splendido stile romanico e decorato con affreschi ancora in parte ben conservati. All’andata la nebbia piuttosto fitta ci aveva impedito di ammirare il paesaggio, ma nel pomeriggio, il sole era riuscito a fugarla e colline  e vallate ci si sono spalancate in tutta la loro bellezza: viti ordinate in perfetti filari ornavano le alture più esposte al sole, tra prati  e boschi verdeggianti sì, ma in cui si intravvedevano già le prime sfumature dei colori dell’autunno appena iniziato.

torino_-_piazza_san_carloDopo un piacevolissimo pranzo,  abbiamo potuto passeggiare per le vie del centro di Torino e ammirare le sue belle piazze circondate dai palazzi che ricordano i tempi in cui la città era governata dai Savoia. Il tempo stringeva, ma abbiamo potuto anche ammirare alcune chiese barocche, compresa quella in cui viene custodita la Sacra Sindone, che ora non è esposta, ma ne abbiamo potuto ammirare una versione fotografica su tela.

A guidarci in questa visita c’era un brillante ed arzillo ex-insegnante ottantenne dallo spirito arguto, che però è riuscito a far innervosire alcuni del nostro gruppo con le sue frecciatine ai comaschi.

E’ stata una bella giornata tra arte, storia, cultura e buona compagnia.

P.S. : Una curiosità: sapete perchè si dice “andare a ramengo?” Perchè vicino a Vezzolano, si trova un piccolo paese (forse un tempo piuttosto sperduto tra le colline astigiane) chiamato ARAMENGO, in cui venivano confinati i condannati per debiti.

 

Giochi di GIO & Gio.

Per un imprevisto, Giovanni e Gioele, sabato sera, sono rimasti qui a dormire con papà e mamma.

La situazione inaspettata  non li ha innervositi, anzi ne sono sembrati veramente contenti, infatti non hanno tardato ad addormentarsi  dopo le consuete preghierine della sera.

cuccioli-in-lottaGiovanni si è svegliato presto, come è solito fare, ed è sceso con me in soggiorno in attesa che ci raggiungessero gli altri.  Quando tutti erano ormai svegli i due cuccioli hanno ripreso i giochi che avevano interrotto la sera prima:  roteare le lampadine a pila per creare giochi di luce spettacolari, lanciarsi addosso i cuscini del divano, rotolarsi a terra in una lotta senza conseguenze, giocare con papy alle guerre spaziali….

All’ora di andarsene hanno stentato a lasciare i loro giochi, ma sanno che potranno riprenderli alla prossima occasione.

 

Verso la Thailandia.

Leggo su Avvenire che Papa Francesco andrà in Giappone e in Thailandia il prossimo Novembre e la cosa, penso, farà molto felici i cattolici di quel paese lontano.

Durante la mia visita in Thailandia lo scorso anno, ho avuto modo di rendermi conto di quanto la comunità cattolica in quel paese sia certo piccola come numero di membri, ma forte come coesione tra gli stessi e come capacità di influire sulla società circostante.

Il vescovo cui appartiene la comunità di Baan Saeng Arun viaggia continuamente da una comunità all’altra per portare il suo sostegno e il suo incoraggiamento. E’ una persona molto affabile, che ha studiato in Italia e parla la nostra lingua. Abbiamo avuto l’onore di poter pranzare con lui in un ristorante gestito da cattolici e di conversare piacevolmente per un’intera serata. Ciò che ci ha colpito di più è lo spirito di fratellanza che unisce i cattolici tra di loro e li porta a essere solidali e premurosi gli uni verso gli altri.

Numerosi sono in Tailandia gli ordini religiosi cattolici che gestiscono le scuole; esse devono godere di un grande prestigio visto che sono frequentatissime anche dai non cristiani.

Io spero che Papa Francesco possa soffermarsi  a salutare le tante monache di clausura di quel paese, che con la loro vita semplice, laboriosa e gioiosa costituiscono validi punti di riferimento per le comunità cristiane e non solo.

 

UTE: La nostra storia

All-focus
All-focus

E’ appena arrivato dalla tipografia Castelletti il primo lotto di libri “LA NOSTRA STRIA” che ripercorre i primi 25 anni dell’UTE di Erba.

Raccogliere il materiale archiviato in tanti anni, selezionarlo e catalogarlo per ricostruire il cammino dell’associazione ha comportato un notevole impegno e molte ore di lavoro; è stato come comporre un patchwork: prima si individuano i vari pezzi, i colori,  e poi li si “cuce” insieme. Così gli articoli di giornali, le foto dei gruppi, i documenti costitutivi, le testimonianze hanno trovato la loro giusta collocazione e sono stati “confezionati” in un racconto.

Nella realizzazione di questa impresa ci siamo impegnate con entusiasmo la Presidente UTE ed io.  Ora, alla fine del lavoro abbiamo una speranza: che il nostro lavoro venga apprezzato.

Prima della  consegna dell’Eufemino d’oro, che avverrà domenica 8 settembre alle ore 17 nel parco Mainoni (in caso di pioggia al Castello di Pomerio) verrà recapitata al Sindaco di Erba, Veronica Airoldi, una copia  del nostro libretto, così potrà rendersi conto che il conferimento della benemerenza all’UTE è cosa ben fatta.

 

Creatività in mostra.

C’era stata la proposta di organizzare la tradizionale mostra per la festa patronale avendo come tema conduttore la creatività nel nostro territorio.

arti-mestieriEra sembrato a prima vista che non sarebbe stato possibile individuare un numero  di cultori delle varie arti tale da consentire di realizzare quel progetto.  Poi si cominciò a stendere un elenco di persone da contattare e fu subito chiaro che non sarebbe stato difficile reperire materiale sufficiente a dare vita a un evento di grande interesse e cominciammo a mobilitarci; c’erano da contattare tutte le persone, che potevano mettere a nostra disposizione le loro opere e i loro manufatti, accertare la loro disponibilità (anche con l’aiuto di persone ben introdotte nell’ambiente) e quindi immaginare come disporre gli oggetti da esporre, come utilizzare al meglio gli spazi, preparare scritte  e cartelli esplicativi…..Ora questa fase di preparazione “remota” si è conclusa, ma stiamo passando alla fase in cui tutti i tasselli già predisposti debbono trovare la loro giusta collocazione e, come sempre, ci accorgeremo di non aver previsto tutto, perciò dovremo trovare soluzioni per i problemi che inevitabilmente si presenteranno.

La mostra, che abbiamo intitolato “ARTI, MESTIERI E….FANTASIA”, vuole rendere omaggio a chi dedica impegno e passione alla realizzazione  della propria creatività, che, come diceva Einstein, è contagiosa, perciò mi auguro che moltissimi vorranno venire a farsi contagiare…La mostra sarà aperta nei giorni 29 e 30 giugno.

Basilico….mon amour!!

basilico

Ho interrato dei semi di basilico , questa primavera, dentro a un vaso. Le  piogge e le basse temperature, ne hanno  ostacolato l’ attecchimento e lo sviluppo. Quando poi è arrivato il caldo, il basilico ha cominciato a prosperare e  l’ho trapiantato in altri vasi e a terra; ora posso andare ogni mattina ad assaporarne il profumo: è una  sensazione olfattiva straordinaria!

Fra qualche giorno potrò  raccoglierne le foglie per profumare le varie pietanze: anche un semplice sugo di pomodoro viene impreziosito aggiungendo un po’ di basilico.

Fra qualche settimana mi dedicherò alla preparazione del pesto , che è squisito fresco, ma può anche essere surgelato nelle vaschette del ghiaccio per poterlo poi usare nelle quantità desiderate, senza sprechi, e anche in inverno potrò godere dei sapori dell’ estate.

Si dice che il basilico abbia notevoli proprietà antiinfiammatorie e che sia prezioso per aiutare la digestione. A questo finebisogna mettere 20 g di foglie fresche di basilico a riposare per 5 minuti in un litro d’acqua bollente. Bevendo 2-3 tazzine al giorno di questo infuso  dopo i pasti  si avrà una digestione tranquilla anche se avrete indugiato troppo a tavola.

Il basilico, come dice il suo nome, è davvero pianta da re.

 

La Pentecoste “delle genti”.

Oggi si celebrava la Pentecoste.

Il racconto degli Atti degli Apostoli è una delle pagine più suggestive delle Sacre Scritture, dove il rombo di tuono, il vento, le fiamme di fuoco vogliono dare il senso dell’eccezionalità dell’evento che stravolgerà la vita di alcuni pescatori impauriti e certo non troppo istruiti per farne dei testimoni, dei predicatori, dei profeti in grado di farsi capire da gentii di lingue diverse. Era per gli Ebrei la festa che ricordava la consegna delle tavole della Legge a Mosè, per noi è la data che segna la nascita della Chiesa  con il chiaro imperativo di rivolgere la sua missione a tutti i popoli.

E’ a ragion veduta che in questa giornata viene celebrata anche la “Festa delle Genti”, che quest’ anno, nella nostra parrocchia, ha assuntoimg-20190609-wa0003img-20190609-wa0005un tono più intimo. Dopo una messa alla presenza di alcuni “nuovi italiani” provenienti da diversi continenti, abbiamo pranzato insieme con i piatti preparati dalla Caritas parrocchiale.

Nel pomeriggio, è stato molto bello ascoltare i racconti dei nostri concittadini provenienti dal Togo, dal Ghana, dall’Etiopia, dal Marocco, dal Kosovo, dal Perù… Ognuno di loro ha ricordato la  partenza dal proprio paese, le sofferenze del viaggio, le difficoltà dei primi tempi e poi il lento, ma progressivo miglioramento delle condizioni di vita proprie e della propria famiglia.  Dietro le parole di ognuno si potevano sentire le stesse apprensioni, le stesse preoccupazioni, gli stessi sentimenti, la stessa umanità…..

Questo incontro ha permesso a noi “indigeni” di conoscere persone che hanno saputo lottare con coraggio per affermare la propria dignità e ai “nuovi cittadini” l’occasione per stabilire nuovi rapporti e migliorare la propria integrazione nella nostra comunità.
Un grosso grazie alle donne della Caritas e al nostro parroco che sa dare il vero senso alla parola “accoglienza”.

Antonello: il pittore psicologo.

Ieri a Milano si concludeva la mostra dedicata ad Antonello da Messina. Spinta dal desiderio di incontrare mia cugina  Lia e  Nicola, suo marito, ho preso il coraggio di mettermi in treno e di andare insieme a loro alla mostra.

Le opere esposte erano tutte di piccole dimensioni, ma forse proprio per questo stupisce la cura dei particolari,  della prospettiva  e direi addirittura della tridimensionalità creata con sapienti giochi di ombre e di luci. Nel campo della ritrattistica fu un innovatore e un maestro: quando tutti dipingevano le persone di profilo, come nelle monete e nelle medaglie, Antonello ritrasse i suoi personaggi girati di 3/4 con lo sguardo verso chi guarda il quadro. Inoltre riusciva a dare una fine caratterizzazione di ogni personaggio, tanto che viene detto “il pittore psicologo”.  Basta un  sorriso appena accennato, un lieve innalzamento di ciglia o uno sguardo particolare per far trasparire l’anima del soggetto ritratto nel quadro .  La voce dell’audio-guida faceva notare come Antonello , ben prima di Leonardo con la sua Gioconda, abbia saputo dipingere sorrisi diversi: ironici, sprezzanti  o dolcissimi.

Certamente però il dipinto che più emoziona è quello dell’Annunciata. E’ una fanciulla cui è appena stato annunciato un evento che sconvolgerà la sua vita;  la sua mano sinistra sta tenendo il velo con  modestia, la destra rivela  il suo timore, il suo turbamento, tuttavia lo sguardo è sereno, pieno di dolcezza nel suo  abbandono alla volontà divina.

E’ un vero peccato che con il terremoto di Messina del 1908 gran parte delle sue opere sia andata perduta.

ritratto-di-antonello

 

annunciata-di-antonello

A Ferrara.

castello-ferrara
lato-duomo-ferraraa-ferrara-soffittoIeri, con l’UTE gita a Ferrara,: una città dalla lunga gloriosa storia, legata principalmente alla dinastia degli Estensi, che hanno costruito, ampliato e abbellito la città che li ha visti governare per molti secoli.  Dopo un piacevole viaggio in pullman, eccoci davanti al castello della città: costruzione imponente e ben conservata (anche per le cure che gli hanno riservato i ferraresi), cui  le acque del fossato,   che lo circondano, donano un grande fascino. I saloni interni conservano affreschi notevolissimi e soffitti a cassettoni splendidi.

I palazzi solenni  del centro storico testimoniano un passato di grande splendore; le viuzze del ghetto ricordano il contributo che gli ebrei hanno dato allo sviluppo economico e culturale della città e lungo le vie cittadine pare di rivedere i ragazzi in bicicletta in una  scena del film “Il giardino dei Finzi Contini”

In una giornata che prometteva condizioni climatiche poco rassicuranti, abbiamo invece potuto goderci la città senza dover aprire gli ombrelli che ognuno aveva portato con sè; la pioggia ci ha accompagnato solo durante le ore di viaggio in pullman: qualcuno  deve aver pregato per noi…

 

Concerto da favola ieri sera a S. Bernardino.

Sarà che la chiesetta di S. Bernardino ha un fascino tutto particolare, sarà che la corale “AD HOC” proveniente da Bellinzona era di una bravura eccezionale, sarà che violinista e tastierista erano dei virtuosi del loro strumento …sarà certo tutto questo mix di fattori  ad aver creato un momento veramente magico ieri sera.

Il concerto “Laudemus Virginem” ci ha dato modo di ascoltare brani dedicati alla Madonna partendo da canti gregoriani antichissimi a più recenti inni di epoca classica e barocca fino ad arrivare a un’Ave Maria di Astor Piazzolla del tutto sorprendente, almeno per me che ho sempre associato il nome di questo musicista contemporaneo al bandoneon, al tango, a musica comunque fortemente ritmata. Il brano proposto ieri sera per violino e pianoforte invece era dolcissimo e il suono limpido, e direi commovente del violino,  riempiva la volta della chiesetta e il cuore dei presenti: veniva  voglia di chiudere gli occhi per  lasciarsi avvolgere da quell’armonia celestiale.

La corale era composta da 15 voci, maschili e femminili, molto ben amalgamate da una lunga consuetudine a cantare insieme.

La chiesetta era piena di gente e alla fine è scattato un lunghissimo applauso diventato ben presto una “standing ovation”, come si usa dire oggi.

Un grazie calorosissimo a tutto l’ “ensemble” AD HOC e alla famiglia Mauri-Frigerio che ha con grande generosità messo a disposizione un locale per il rinfresco, dove abbiamo potuto commentare la bella serata con cantanti, musicisti e direttori del coro.

Un evento da replicare ……speriamo!!