Peonie.

Nel mio giardino è un trionfo di peonie.
Sono sbocciate tutte in questi giorni e sono bellissime. Leggo da internet:
Il fiore incarna l’amore, l’affetto e la prosperità; inoltre è simbolo di onore, valore e nobiltà d’animo. Quando fiorisce, la pianta è simbolo di pace. In Oriente il suo significato cambia: la peonia è simbolo di nobiltà e raffinatezza.

Ho raccolto quelle coi fiori già ben aperti per non farle divorare da coleotteri grigi a puntini bianchi che ne sono ghiotti e ora rallegrano il mio salotto.

Quando fiorisce è simbolo di pace, dice internet, e io mi auguro che veramente siano presagio quella pace che tutti stiamo aspettando.IMG20220514212313

 

Festa a Baan Saeng Arun.

Oggi gran festa a Baan Saeng Arun, località Thailandese in cui sorge il monastero “Mater Ecclesiae” delle suore Clarisse Cappuccine: Madre Giovanna (mia sorella festeggia il 60° anniversario della sua prima professione. Al convento sono arrivati il vescovo, tanti sacerdoti, tanti seminaristi tutti felici di far festa a Madre Giovanna.

Lei ha assistito  e partecipato ai festeggiamenti dalla carrozzina che ormai abbandona solo a tratti, ma questo non le ha tolto il sorriso. E’ commovente vedere l’entusiasmo di tante persone attorno a lei, il rispetto e, oserei dire, la venerazione di cui la circondano. Sarebbe stato molto bello poter andare di persona, ma la Thailandia è veramente lontana…. ringrazio comunque suor Fede (che segue Madre Giovanna in ogni momento) per avermi inviato il filmato della S. Messa e del rinnovo dei voti, dal quale ho tratto questi fotogrammiVanna e s3 seminaristi2022-04-23 Vanna e seminaristi

Buon Compleanno!

Buon Compleanno, Madre Giovanna!

Le tue consorelle ti circondano di affetto in ogni occasione e tu rispondi con il sorriso sempre pronto e con l’umile accettazione delle loro cure. Credo che anche nella condizione di precarietà in cui ti trovi ora, la tua presenza sia preziosa per tutte le tue comunità e per tutti noi che ti vogliamo bene, pertanto voglia il Cielo conservarti ancora per tanti e tanti anni ! Lunga vita, 1646632474286Madre Giovanna!1646631971756

La Buona Samaritana

Credo che tutti conosciamo la parabola evangelica de “Il Buon Samaritano”, quella in cui uno sventurato aggredito e picchiato dai briganti viene curato e assistito non dai passanti che appartengono alla élite israelita, ma da uno straniero di passaggio, appartenente a un gruppo etnico disprezzato e ritenuto eretico.

E’ accaduto anche pochi giorni fa. Un mio familiare se ne stava andando in bicicletta verso Milano per andare al lavoro. Terminata la pista ciclabile, una macchina lo ha urtato e lo ha sbalzato sul bordo della strada. Il casco lo ha protetto, ma ugualmente il malcapitato si è ritrovato a terra in stato confusionale. Ricorda a malapena una voce femminile, certamente italiana, che gli chiedeva come stava e ha poi visto la sua bici ben appoggiata al muro con accanto lo zaino. Ma lui non riusciva a capire cosa gli stesse capitando. Poco dopo è passata di lì una signora nordafricana che accompagnava il figlio a scuola; lei lo ha guardato ed è passata oltre, ma dopo pochi minuti eccola di ritorno per sincerarsi di cosa fosse accaduto a quel giovane che restava ancora lì seduto a terra.

Gli parla e capisce che è molto stordito, che non risponde a tono alle sue domande e chiama l’ambulanza. Mentre il ragazzo viene portato via si prende cura della sua bici e telefona (ha preso il numero dal cellulare) alla moglie per dirle dove potrà recuperarla.

Si fa così presto ad etichettare la gente dal modo di vestire, dal colore dell’incarnato, dall’accento, ma spesso c’è più umanità in quelli di cui la gente diffida che in quelli che sono ritenuti “gente perbene”.

La “buona samaritana” merita certamente un grosso grazie e un gesto di gratitudine.

 

Tornando a casa…

Avevo accettato di partecipare con molte perplessità, ma alla fine mi sono unita al gruppo.

Roma è sempre bellissima e nasconde tesori incredibili. Noi abbiamo privilegiato il patrimonio costituito dalle basiliche e dalle chiese che custodiscono le opere dei vari Caravaggio, Michelangelo, Bernini, Borromini, ecc. …, senza tralasciare il patrimonio immenso custodito nei Musei Vaticani e nell’attigua Cappella Sistina. Si resta quasi annichiliti davanti a tanti capolavori e ci si rende conto che davvero l’uomo ha in sé una scintilla divina che lo fa partecipe della capacità di Dio di creare bellezza.

E’ stato molto emozionante partecipare alla messa in S. Pietro e in San Giovanni: ci si sentiva immersi nell’abbraccio di una Chiesa universale e senza tempo, in cui trovano posto tutti gli uomini che vogliono prendere parte alla sua missione.

Poi c’è stata l’udienza papale in Sala Nervi: lì davvero si è respirata l’universalità della Chiesa per le tante lingue in cui le parole del Papa sono state tradotte. La voce di Papa Francesco risuonava come al solito dolcemente paterna, ma il messaggio era chiaro e preciso.

Uscendo dall’udienza, ci parevano così assurde e senza fondamento le critiche quotidiane rivolte a Papa Francesco e soprattutto parevano del tutto pretestuose le critiche alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva di Fazio: il Pontefice non è certo in cerca di visibilità per se stesso, non ne ha bisogno, è in cerca di visibilità per il messaggio di amore e di pace del Vangelo. C’è chi dice che non sia stato opportuno partecipare a una trasmissione di intrattenimento, perché la sua figura e il suo ruolo perdono di sacralità, ma io so che Gesù Cristo si è mescolato sempre agli umili e ai reietti della società del suo tempo senza temere  per la sua “sacralità” ed era Gesù…

Da “LA NOSTRA GENTE” : Inizio il mio lavoro con umiltà e impegno!

Traggo sempre dal giornale “LA NOSTRA GENTE” questo articolo scritto dalla mia bravissima pronipote Sabrina, neolaureata e neo- assunta. Che la sua testimonianza sia di esempio ai giovani che, come lei, si stanno affacciando alla vita perchè trovino il coraggio di affrontare le difficoltà che  inevitabilmente incontreranno.

SABRINA GILIOLI, Laurea Marketing e Organizzazione d’impresa La porta si è aperta: Inizio il mio lavoro con umiltà e impegno!

9 Dicembre 2021; finalmente sono giunta al mio tanto atteso traguardo: la mia laurea.

E’ stato un percorso complicato perché sappiamo che la vita non regala niente, ma che mi ha portato ad essere una ragazza sicura di sè e consapevole delle proprie capacità.

Il giorno della mia laurea non lo dimenticherò mai; è stato un momento ricco di emozioni dove ho percepito ancora più calore da parte di tutte le persone che mi vogliono bene.

Un momento che mi sono goduta fino all’ultimo secondo, un momento che mi ha aperto la porta per il mio futuro.
Non sono una persona a cui piace perdere tempo, il mio futuro l’ho iniziato a costruire il giorno dopo la conclusione di questo percorso. Tutt’ora lo sto costruendo con la mia costanza e determinazione che non mi hanno mai abbandonata e che mi auguro mi possano accompagnare per tutto il mio percorso di crescita personale e professionale.
Avevo un obiettivo prefissato, trovare un posto di lavoro che mi permettesse di mettere in pratica tutte le conoscenze apprese in questi anni universitari.
Così mi sono impegnata in questa ricerca con dedizione e senza perdermi d’animo.

Inizialmente pensavo che sarebbe stato pressochè impossibile trovare lavoro dopo un mese dal conseguimento del titolo, invece mi si è aperta una porta per il mio futuro che mi ha riservato una grande opportunità, e questa non me la lascio sfuggire. Non mi sono mai accontentata e perseverando dopo quattro colloqui è arrivato il quinto giusto.

Mi auguro di partire da qua con tanta umiltà, con tanto da imparare, ma con grande serenità. Infine auguro a tutti i miei amici, e anche a coloro che non conosco di credere in voi stessi, e lo dice una persona che ci ha sempre creduto troppo poco in sè.

Ponetevi degli obiettivi, ma soprattutto SOGNATE. Sognate in grande.

 

I miei gioielli.

A Natale ci siamo ritrovati tutti insieme e i cinque nipoti si sono fatti un selfie: eccoli ! Sono bellissimi e sono molto felice quando li ho vicini.

Ho messo questa foto su Facebook e ha ottenuto molti like e molti commenti.  Loro sono davvero i miei gioielli, quanto di più prezioso può vantare la nostra famiglia.

Non passa giorno che non pensi a voi, ragazzi! Non passa giorno senza che una mia preghiera chieda per voi saggezza e coraggio.  Il Signore vi protegga sempre !

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Natale in trincea.

 

E’ un episodio molto noto, accaduto su un fronte di guerra nel Natale del 1914 tra soldati inglesi e tedeschi; quanto è avvenuto quel giorno ci fa sentire tutta l’assurdità della guerra che trasforma in soldati costretti ad uccidere persone desiderose di fraternità.

Il caporale Leon Harris del 13esimo battaglione del London Regiment in una lettera scritta ai genitori che stavano a Exeter (riprodotta sul sito www.christmastruce.co.uk ) racconta:

«È stato il Natale più meraviglioso che io abbia mai passato. Eravamo in trincea la vigilia di Natale (1914) e verso le otto e mezzo di sera il fuoco era quasi cessato. Poi i tedeschi hanno cominciato a urlarci gli auguri di Buon Natale e a mettere sui parapetti delle trincee un sacco di alberi di Natale con centinaia di candele. Alcuni dei nostri si sono incontrati con loro a metà strada e gli ufficiali hanno concordato una tregua fino alla mezzanotte di Natale. Invece poi la tregua è andata avanti fino alla mezzanotte del 26, siamo tutti usciti dai ricoveri, ci siamo incontrati con i tedeschi nella terra di nessuno e ci siamo scambiati souvenir, bottoni, tabacco e sigarette. Parecchi di loro parlavano inglese. Grandi falò sono rimasti accesi tutta la notte e abbiamo cantato le carole. È stato un momento meraviglioso e il tempo era splendido, sia la vigilia che il giorno di Natale, freddo e con le notti brillanti per la luna e le stelle».

Ciao, ragazzi!

E finalmente è arrivato il giorno!

I ragazzi di prima media, divisi in due gruppi, hanno ricevuto il Sacramento della Cresima dalle mani di Mons. Maurizio Rolla. Avevano già incontrato mons. Rolla, che, generosamente, era venuto a incontrarli all’inizio del mese, perché la Cresimazione non assumesse solo l’idea di un atto burocratico-amministrativo come un timbro su una cartolina postale.

Le disposizioni anti-COVID, che per le chiese non sono cambiate dai tempi del lockdown più stretto, ci hanno costretto a una laboriosa preparazione, ma, alla fine, quello che conta è che tutti erano presenti e ben compresi dell’importanza del momento.

Un grosso grazie va ai genitori, ai padrini e alle madrine, al parroco don Claudio per la cura con cui ha seguito tutto il percorso catechistico e a Mons. Rolla per la sua vicinanza.

Ai ragazzi invece va il mio abbraccio più caloroso, la mia esortazione a non sprecare il tesoro di amicizie e di solidarietà che hanno costruito così mirabilmente in questi anni e raccomando loro di continuare a incontrarsi il Venerdì sera in parrocchia, dove troveranno altri amici e altre guide per affiancarli nel cammino che li attende. Ciao, ragazzi!

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