Tarquinio, Calabresi e i Sulutumana

Ieri sera l’Excelsior era affollatissimo: il primo evento, nell’ambito delle ormai tradizionali manifestazioni di inizio d’anno per la pace, ha richiamato una gran folla di spettatori di tutte le età.

Certamente questo successo si deve attribuire alla fama delle personalità invitate a parlare e del complesso musicale , i “Sulutumana”, che ha intercalato alcune canzoni del proprio repertorio alle parole dei convenuti..

E’ stato bello sentire finalmente parlare con garbo e senza intenti propagandistici di come interpretare gli avvenimenti nazionali e internazionali del mondo d’oggi, di come intendere la convivenza civile, di come alimentare la speranza in un futuro possibile.

Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, ha esordito mettendo in evidenza Il concetto di frontiera, che non deve essere intesa come luogo di inevitabile scontro fra diversi, ma come luogo di incontro e di collaborazione per il reciproco arricchimento; ha anche sottolineato l’importanza della moderazione, che non è debolezza o indecisione, ma è la virtù evangelica della mitezza: la pacatezza dei toni, il rispetto degli altri non impedisce certo di perseguire con tenacia i propri obiettivi; Mario Calabresi, ex direttore di ” Repubblica” ha ribadito questo concetto parlando di come possa essere disarmante la gentilezza. Nelle sue parole affioravano spesso elementi autobiografici con riferimento alla sua esperienza di padre e ai suoi ricordi di un padre, ucciso barbaramente quando lui era piccolo.

I due giornalisti ci hanno anche parlato di come oggi i mezzi di comunicazione siano sempre concentrati su un chiacchiericcio “domestico”, indifferente alla sofferenza di tanti popoli oppressi da guerre violente e insensate, da soprusi inenarrabili, da povertà estrema. E questa indifferenza si trasmette anche all’opinione pubblica, che preferisce ignorare ciò che non accade sotto i suoi occhi.

Calabresi ha anche spiegato bene la politica di Trump, che oggi grida “Americans first!!” solo perchè oggi gli USA sono autosufficienti dal punto di vista energetico e possono tranquillamente lavarsi le mani  del caos nel Medio Oriente o nei paesi arabi, caos che hanno contribuito a creare con la loro politica miope e arrogante.

Gli interventi dei due “oratori” sono stati intercalati dalle canzoni dei Sulutmana, come già detto; devo confessare che non li conoscevo, ma mi hanno conquistato.

 

Tutti con Ursula!

Presentato lo scorso 11 dicembre alla stampa di tutto il mondo, il Green Deal ha come obiettivo rendere l’Europa il primo continente al mondo ad impatto zero Green+Dealentro il 2050.

Per raggiungere l’obiettivo ambizioso, la Commissione ha definito azioni specifiche nel campo dell’economia circolare, degli investimenti e della finanza verde, dell’energia, dell’innovazione, dell’alimentazione e degli stili di vita preservando sistemi e biodiversità. Il programma si prospetta come una rivoluzione economica, culturale ed innovativa in grado di mettere al centro i cittadini. Il piano porrà le basi sul principio di “giustizia sociale” in grado di assicurare che la fase di transizione ad una economia verde possa essere una transizione giusta per i cittadini affinchè nessuno rimanga indietro o paghi i costi di questo cambiamento radicale.”

(dal sito :europedirect. regione.Lombardia)

Ho copia-incollato le righe riportate qui sopra per evidenziare il cambio di marcia imposto dalla nuova Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.  Si sa che non è sempre facile passare dalle intenzioni alle realizzazioni, ma già il fatto di essersi posti come primario l’obiettivo del contrasto al degrado ambientale è cosa molto lodevole.

Ci voleva una donna per porre mano a un problema impellente, ma da troppo tempo ignorato.  Ursula merita tutto il nostro appoggio e i nostri auguri di riuscire nel suo nobilissimo intento.

Quello che non ti aspetti.

In viaggio verso l’aeroporto, su una strada solitamente molto trafficata, ma resa meno affollata dal periodo festivo, mi sono vista le auto davanti a me fermarsi in un tratto in cui non ci sono semafori, nè  incroci ….. Mi sporgo a guardare cosa stia capitando e vedo…..un pastore affiancato da un cane e seguito da un gregge, e che gregge! Una marea di pecore stava invadendo la carreggiata e proseguiva di buon passo; in mezzo ad esse si intravedevano qualche capretta e anche alcuni muli che procedevano solenni insieme al gregge. Un secondo pastore chiudeva il lunghissimo corteo.

Non potevo credere ai miei occhi: non avevo mai visto tante pecore tutte in una volta e tantomeno le avevo viste camminare su una strada di traffico intenso.  Sembrava una scena surreale!

Tornando dall’aeroporto, circa un’ora dopo ho rivisto quel gregge pascolare sui prati che fiacheggiano la strada e, approfittando della chiusura del passaggio a livello lì vicino, ho potuto scattare questa foto, che però ritrae solo una parte della bella  scena bucolica che si offriva ai miei occhi.

All-focus
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Due segnali per il 2020.

Il 2019 è agli sgoccioli e si può già guardarlo con distacco per vedere che cosa ci ha portato.

Come sempre ci sono state cose negative come i disastri ambientali in tutto il mondo legati alle variazioni climatiche, le guerre hanno causato distruzioni di interi paesi e costretto alla fuga e all’emigrazione popolazioni  disperate; i cambiamenti epocali cui stiamo assistendo nel campo della tecnologia e del lavoro non ci consentono di fare previsioni che diano certezze ai giovani…..

Ci sono tuttavia a mio modo di vedere due fenomeni che danno motivi alle nostre speranze.  Il primo è la mobilitazione dei giovani per l’ambiente: Greta è riuscita a far sollevare le teste dei ragazzi di tutto il mondo dal telefonini e li ha convinti a scendere in piazza per chiedere un cambiamento di rotta nelle politiche ambientali. I giovani, da decenni assenti dalle pagine dei giornali – se non per  fatti di cronaca poco edificanti – si sono svegliati da un lungo torpore e hanno fatto sentire la loro voce.

Il secondo motivo di speranza a mio parere è quel movimento denominato “sardine” che è certamente intrecciato con quello dei giovani ambientalisti, ma ha un risvolto diverso: rivendica una visione del mondo e della politica un po’ più ampia di quella che pare imperversare da un po’ di tempo in Italia e nel mondo e  proclama l’innalzamento di barriere materiali e psicologiche e politiche e soprattutto adotta un linguaggio che istiga alla divisione e all’odio. E’ un movimento eterogeneo, che non esprime un indirizzo partitico particolare, ma propugna scelte politiche più umane e rispettose delle buone maniere e dei principi della convivenza.

Sono due tendenze che sembrano voler significare un risveglio delle coscienze e questo è sempre un buon auspicio.

Aspettando il Natale.

Il mattino della vigilia, sono stata svegliata  da Samuele in preda a forti dolori di pancia che si sono dileguati dopo aver dato di stomaco.  Visto che poi tutto è passato in fretta, abbiamo concluso che doveva essersi trattato della conseguenza di aver pasticciato un po’ troppo il giorno prima.

A mezzogiorno eravamo in sette a tavola e, mentre si mangiava, i piccoli avevano progettato di organizzare uno spettacolo canoro: tutti i presenti dovevavno partecipare con i loro “cavalli di battaglia”.  Tutti si sono impegnati al massimo  per dare il meglio di sè e gli applausi non sono mai mancati, tranne  quando è toccato a Grazia che voleva interpretare una !Christmas Carol” medioevale, ma c’era sempre qualche inconveniente che le impediva di proseguire la sua performance e quindi scoppiava a ridere: a quel punto i bambini si sono ribellati e Giovanni, l’ideatore dello spettacolo ha detto sconsolatamente che non era così che lo aveva pensato….in particolare la canzone della zia era proprio orribile a suo dire….. E’ seguito un momento di gioco dei mimi  e poi Giovanni e Gioele, assecondati da Samuele, si son messi a giocare alle macchinine.

A un certo punto attorno a Gioele, seduto per terra, è comparso un laghetto!!! Ops!!!  E Gioele un po’ mortificato ha detto: Mi sono dimenticato di dire che avevo la pipì!! – Naturalmente lo abbiamo rassicurato dicendogli che sono cose che capitano e abbiamo recuperato un cambio di pantaloni e mutandine.

La giornata si è conclusa con la visita di due amiche venute a farci gli auguri.

A Milano per musei…

Madonna LittaNoi della Terza Età di Arcellasco siamo andati a  Milano per vedere l’Annunciazione di Filippino Lippi e  la “Madonna Litta” attribuita a Leonardo, opera  che proviene dall’Ermitage, il  museo in cui viene custodita da oltre 150 anni.

Ci siamo riempiti gli occhi di bellezza prima a Palazzo Marino con i due tondi del Lippi e poi con tutte le splendide opere conservate nel museo Poldi Pozzoli, dove abbiamo ammirato anche dei quadri di Botticelli, del Pollaiolo, del Mantegna , esposti in saloni che conservano arredi e suppellettili di grande bellezza.

Quando siamo usciti dal museo era già sera e sono rimasta colpita dalla scarsa illuminazione della città: penso sia una scelta ecologica e, se è davvero questo il motivo, devo dire che mi pare una scelta molto intelligente: anche così si può dare esempio concreto di  rispetto per l’ambiente.

Trasgressione.

Approfittando delle temperature non troppo rigide di questa mattina inoltrata, mi son decisa a rimuovere le ultime foglie secche nell’orto e nel giardino.

Proprio mentre raccoglievo quelle  che si ostinavano a resistere al rastrello, ho visto sotto un cespuglio questa viola!!! A dicembre!!!! Cosa ci fa una viola  a dicembre?!! Cosa le è saltato in testa! ??

Dev’essere una giovane avventata viola con la fissa della trasgressione a tutti i costi. … Nel buio del suo angolino sottoterra si sarà detta:- Perchè aspettare? Tutte  sappiamo cosa accade a febbraio/marzo, ma nessuna di noi sa cosa accade a dicembre là fuori…. si vocifera di una gran festa …. voglio scoprire cosa c’è di vero! – E la sventatella è uscita allo scoperto ed è fiorita!!!

Se avesse aspettato la primavera, si sarebbe confusa tra le mille altre e avrebbe potuto continuare a vivere per molti giorni, invece, volendo fare la snob, ha attirato la mia attenzione e …. l’ho colta …. ora quasi me ne pento e cercherò di prolungare il più possibile la sua vita in un vasetto pieno di acqua fresca….

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A teatro: la voce del violino….di Fedeli.

matteo-fedeliLo spettacolo è terminato da poco. Uscendo quasi non si fa caso all’aria fredda e umida di questa notte  piovosa di novembre: la mente è ancora immersa nella magia delle note che hanno riempito la sala dell’ Excelsior.

La serata è iniziata con una rappresentanza dei Camerti che ci hanno fatto ascoltare musiche antiche; poi si è esibito il coro UTE nei suoi tradizionali cavalli di battaglia, ma il clou della serata era senz’altro l’esibizione del M° Matteo Fedeli  al violino (un Guarneri 1709!!!) accompagnato al pianoforte dal M° Scaioli.

Quando il violino ha cominciato a far sentire la sua voce così limpida, così dolce, ma anche graffiante e potente a volte, così evocativa di atmosfere e di emozioni, ho pensato che fino a che  si può produrre tanta “bellezza” c’è speranza per questo mondo acciaccato e malconcio.

Ringrazio l’UTE e tutti quelli che si sono adoperati per realizzare questa serata, che resterà per sempre tra i miei ricordi più belli.

 

Una bella festa.

Ecco la torta del 25°
Ecco la torta del 25°

Proprio in questi giorni di un ottobre di 25 anni fa, all’UTE si tenevano le prime lezioni e oggi abbiamo festeggiato questo anniversario con un delizioso pranzo all’hotel Leonardo da Vinci.

Dalle foto si può comprendere quanto sia stato piacevole  celebrare insieme , docenti e soci, questi 25 anni di attività, pieni di difficoltà, è vero, ma resi bellissimi dalla soddisfazione  di sentire il calore, l’apprezzamento e la gratitudine di tanti. Cento di questi giorni, UTE!!!

La Presidente e alle sue spalle Daniela al momento del taglio della torta.
La Presidente e alle sue spalle Daniela al momento del taglio della torta.
i convitati
i convitati
I convitati
I convitati
I convitati
I convitati
Il tavolo dello staff
Il tavolo dello staff

A Vezzolano e Torino.

Quanti tesori nascosti può vantare il nostro paese!

abbazia-di-vezzolano-facciataNon avevo mai sentito parlare della  Canonica di S. Maria in Vezzolano nell’astigiano e stamattina per me è

Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.
Pontile interno alla chiesa con altorilievi di grande pregio.

stata una  sorpresa molto piacevole scoprire la bellezza e la particolarità di questo antichissimo luogo di culto (costruito intorno all’anno mille) in uno splendido stile romanico e decorato con affreschi ancora in parte ben conservati. All’andata la nebbia piuttosto fitta ci aveva impedito di ammirare il paesaggio, ma nel pomeriggio, il sole era riuscito a fugarla e colline  e vallate ci si sono spalancate in tutta la loro bellezza: viti ordinate in perfetti filari ornavano le alture più esposte al sole, tra prati  e boschi verdeggianti sì, ma in cui si intravvedevano già le prime sfumature dei colori dell’autunno appena iniziato.

torino_-_piazza_san_carloDopo un piacevolissimo pranzo,  abbiamo potuto passeggiare per le vie del centro di Torino e ammirare le sue belle piazze circondate dai palazzi che ricordano i tempi in cui la città era governata dai Savoia. Il tempo stringeva, ma abbiamo potuto anche ammirare alcune chiese barocche, compresa quella in cui viene custodita la Sacra Sindone, che ora non è esposta, ma ne abbiamo potuto ammirare una versione fotografica su tela.

A guidarci in questa visita c’era un brillante ed arzillo ex-insegnante ottantenne dallo spirito arguto, che però è riuscito a far innervosire alcuni del nostro gruppo con le sue frecciatine ai comaschi.

E’ stata una bella giornata tra arte, storia, cultura e buona compagnia.

P.S. : Una curiosità: sapete perchè si dice “andare a ramengo?” Perchè vicino a Vezzolano, si trova un piccolo paese (forse un tempo piuttosto sperduto tra le colline astigiane) chiamato ARAMENGO, in cui venivano confinati i condannati per debiti.