Creatività in mostra.

C’era stata la proposta di organizzare la tradizionale mostra per la festa patronale avendo come tema conduttore la creatività nel nostro territorio.

arti-mestieriEra sembrato a prima vista che non sarebbe stato possibile individuare un numero  di cultori delle varie arti tale da consentire di realizzare quel progetto.  Poi si cominciò a stendere un elenco di persone da contattare e fu subito chiaro che non sarebbe stato difficile reperire materiale sufficiente a dare vita a un evento di grande interesse e cominciammo a mobilitarci; c’erano da contattare tutte le persone, che potevano mettere a nostra disposizione le loro opere e i loro manufatti, accertare la loro disponibilità (anche con l’aiuto di persone ben introdotte nell’ambiente) e quindi immaginare come disporre gli oggetti da esporre, come utilizzare al meglio gli spazi, preparare scritte  e cartelli esplicativi…..Ora questa fase di preparazione “remota” si è conclusa, ma stiamo passando alla fase in cui tutti i tasselli già predisposti debbono trovare la loro giusta collocazione e, come sempre, ci accorgeremo di non aver previsto tutto, perciò dovremo trovare soluzioni per i problemi che inevitabilmente si presenteranno.

La mostra, che abbiamo intitolato “ARTI, MESTIERI E….FANTASIA”, vuole rendere omaggio a chi dedica impegno e passione alla realizzazione  della propria creatività, che, come diceva Einstein, è contagiosa, perciò mi auguro che moltissimi vorranno venire a farsi contagiare…La mostra sarà aperta nei giorni 29 e 30 giugno.

Basilico….mon amour!!

basilico

Ho interrato dei semi di basilico , questa primavera, dentro a un vaso. Le  piogge e le basse temperature, ne hanno  ostacolato l’ attecchimento e lo sviluppo. Quando poi è arrivato il caldo, il basilico ha cominciato a prosperare e  l’ho trapiantato in altri vasi e a terra; ora posso andare ogni mattina ad assaporarne il profumo: è una  sensazione olfattiva straordinaria!

Fra qualche giorno potrò  raccoglierne le foglie per profumare le varie pietanze: anche un semplice sugo di pomodoro viene impreziosito aggiungendo un po’ di basilico.

Fra qualche settimana mi dedicherò alla preparazione del pesto , che è squisito fresco, ma può anche essere surgelato nelle vaschette del ghiaccio per poterlo poi usare nelle quantità desiderate, senza sprechi, e anche in inverno potrò godere dei sapori dell’ estate.

Si dice che il basilico abbia notevoli proprietà antiinfiammatorie e che sia prezioso per aiutare la digestione. A questo finebisogna mettere 20 g di foglie fresche di basilico a riposare per 5 minuti in un litro d’acqua bollente. Bevendo 2-3 tazzine al giorno di questo infuso  dopo i pasti  si avrà una digestione tranquilla anche se avrete indugiato troppo a tavola.

Il basilico, come dice il suo nome, è davvero pianta da re.

 

La Pentecoste “delle genti”.

Oggi si celebrava la Pentecoste.

Il racconto degli Atti degli Apostoli è una delle pagine più suggestive delle Sacre Scritture, dove il rombo di tuono, il vento, le fiamme di fuoco vogliono dare il senso dell’eccezionalità dell’evento che stravolgerà la vita di alcuni pescatori impauriti e certo non troppo istruiti per farne dei testimoni, dei predicatori, dei profeti in grado di farsi capire da gentii di lingue diverse. Era per gli Ebrei la festa che ricordava la consegna delle tavole della Legge a Mosè, per noi è la data che segna la nascita della Chiesa  con il chiaro imperativo di rivolgere la sua missione a tutti i popoli.

E’ a ragion veduta che in questa giornata viene celebrata anche la “Festa delle Genti”, che quest’ anno, nella nostra parrocchia, ha assuntoimg-20190609-wa0003img-20190609-wa0005un tono più intimo. Dopo una messa alla presenza di alcuni “nuovi italiani” provenienti da diversi continenti, abbiamo pranzato insieme con i piatti preparati dalla Caritas parrocchiale.

Nel pomeriggio, è stato molto bello ascoltare i racconti dei nostri concittadini provenienti dal Togo, dal Ghana, dall’Etiopia, dal Marocco, dal Kosovo, dal Perù… Ognuno di loro ha ricordato la  partenza dal proprio paese, le sofferenze del viaggio, le difficoltà dei primi tempi e poi il lento, ma progressivo miglioramento delle condizioni di vita proprie e della propria famiglia.  Dietro le parole di ognuno si potevano sentire le stesse apprensioni, le stesse preoccupazioni, gli stessi sentimenti, la stessa umanità…..

Questo incontro ha permesso a noi “indigeni” di conoscere persone che hanno saputo lottare con coraggio per affermare la propria dignità e ai “nuovi cittadini” l’occasione per stabilire nuovi rapporti e migliorare la propria integrazione nella nostra comunità.
Un grosso grazie alle donne della Caritas e al nostro parroco che sa dare il vero senso alla parola “accoglienza”.

Antonello: il pittore psicologo.

Ieri a Milano si concludeva la mostra dedicata ad Antonello da Messina. Spinta dal desiderio di incontrare mia cugina  Lia e  Nicola, suo marito, ho preso il coraggio di mettermi in treno e di andare insieme a loro alla mostra.

Le opere esposte erano tutte di piccole dimensioni, ma forse proprio per questo stupisce la cura dei particolari,  della prospettiva  e direi addirittura della tridimensionalità creata con sapienti giochi di ombre e di luci. Nel campo della ritrattistica fu un innovatore e un maestro: quando tutti dipingevano le persone di profilo, come nelle monete e nelle medaglie, Antonello ritrasse i suoi personaggi girati di 3/4 con lo sguardo verso chi guarda il quadro. Inoltre riusciva a dare una fine caratterizzazione di ogni personaggio, tanto che viene detto “il pittore psicologo”.  Basta un  sorriso appena accennato, un lieve innalzamento di ciglia o uno sguardo particolare per far trasparire l’anima del soggetto ritratto nel quadro .  La voce dell’audio-guida faceva notare come Antonello , ben prima di Leonardo con la sua Gioconda, abbia saputo dipingere sorrisi diversi: ironici, sprezzanti  o dolcissimi.

Certamente però il dipinto che più emoziona è quello dell’Annunciata. E’ una fanciulla cui è appena stato annunciato un evento che sconvolgerà la sua vita;  la sua mano sinistra sta tenendo il velo con  modestia, la destra rivela  il suo timore, il suo turbamento, tuttavia lo sguardo è sereno, pieno di dolcezza nel suo  abbandono alla volontà divina.

E’ un vero peccato che con il terremoto di Messina del 1908 gran parte delle sue opere sia andata perduta.

ritratto-di-antonello

 

annunciata-di-antonello

A Ferrara.

castello-ferrara
lato-duomo-ferraraa-ferrara-soffittoIeri, con l’UTE gita a Ferrara,: una città dalla lunga gloriosa storia, legata principalmente alla dinastia degli Estensi, che hanno costruito, ampliato e abbellito la città che li ha visti governare per molti secoli.  Dopo un piacevole viaggio in pullman, eccoci davanti al castello della città: costruzione imponente e ben conservata (anche per le cure che gli hanno riservato i ferraresi), cui  le acque del fossato,   che lo circondano, donano un grande fascino. I saloni interni conservano affreschi notevolissimi e soffitti a cassettoni splendidi.

I palazzi solenni  del centro storico testimoniano un passato di grande splendore; le viuzze del ghetto ricordano il contributo che gli ebrei hanno dato allo sviluppo economico e culturale della città e lungo le vie cittadine pare di rivedere i ragazzi in bicicletta in una  scena del film “Il giardino dei Finzi Contini”

In una giornata che prometteva condizioni climatiche poco rassicuranti, abbiamo invece potuto goderci la città senza dover aprire gli ombrelli che ognuno aveva portato con sè; la pioggia ci ha accompagnato solo durante le ore di viaggio in pullman: qualcuno  deve aver pregato per noi…

 

Concerto da favola ieri sera a S. Bernardino.

Sarà che la chiesetta di S. Bernardino ha un fascino tutto particolare, sarà che la corale “AD HOC” proveniente da Bellinzona era di una bravura eccezionale, sarà che violinista e tastierista erano dei virtuosi del loro strumento …sarà certo tutto questo mix di fattori  ad aver creato un momento veramente magico ieri sera.

Il concerto “Laudemus Virginem” ci ha dato modo di ascoltare brani dedicati alla Madonna partendo da canti gregoriani antichissimi a più recenti inni di epoca classica e barocca fino ad arrivare a un’Ave Maria di Astor Piazzolla del tutto sorprendente, almeno per me che ho sempre associato il nome di questo musicista contemporaneo al bandoneon, al tango, a musica comunque fortemente ritmata. Il brano proposto ieri sera per violino e pianoforte invece era dolcissimo e il suono limpido, e direi commovente del violino,  riempiva la volta della chiesetta e il cuore dei presenti: veniva  voglia di chiudere gli occhi per  lasciarsi avvolgere da quell’armonia celestiale.

La corale era composta da 15 voci, maschili e femminili, molto ben amalgamate da una lunga consuetudine a cantare insieme.

La chiesetta era piena di gente e alla fine è scattato un lunghissimo applauso diventato ben presto una “standing ovation”, come si usa dire oggi.

Un grazie calorosissimo a tutto l’ “ensemble” AD HOC e alla famiglia Mauri-Frigerio che ha con grande generosità messo a disposizione un locale per il rinfresco, dove abbiamo potuto commentare la bella serata con cantanti, musicisti e direttori del coro.

Un evento da replicare ……speriamo!!

Una visita a “NOI GENITORI”

Nel video qui sopra si vede una delle tante attività che nella Cooperativa “NOI GENITORI” di Erba i ragazzi con varie disabilità svolgono con l’aiuto di educatori e volontari. Oltre al biscottificio, che produce biscotti veramente buoni con ingredienti di prima qualità, vi si producono anche cesti in midollino, fiori e piante per orti e giardini, c’è una piccola, ma ben attrezzata tipografia che produce quaderni, piccole agende, volantini, ……. I ragazzi poi svolgono numerose attività sportive: scherma, nuoto, ginnastica. Possono usufruire inoltre di attività di pet terapy e di tecniche di rilassamento.

Ciò che comunque mi ha maggiormente colpito nella visita di oggi alla Cooperativa è stata la dolcezza dei ragazzi che sono venuti a salutarci, la grande professionalità degli educatori e il numero stragrande di volontari che ruotano attorno all’ istituzione.

Mentre da una parte ti sentivi stringere il cuore pensando ai sacrifici enormi delle famiglie che devono accudire a questi ragazzi, dall’altra parte sentivi quanto bene nascosto sta attorno a noi, quante persone sanno donare il proprio tempo, le proprie energie, le proprie conoscenze semplicemente per fare del bene, senza pretendere nulla in cambio. Dpovrò ricordarmelo ogni volta che, ascoltando i TG, mi verrà buttata addosso una realtà fatta di corruzione, violenza, soprusi di ogni genere …..il mondo non è solo questo….

Octogesima adveniens: quasi una profezia.

Nell’incantevole cornice del convento dei Barnabiti, stamattina si è tenuto l’incontro organizzato dal GRANIS di Erba ed Asso. Il relatore, don Walter Magnoni, ha scelto come tema di riflessione alcuni brani della lettera apostolica “Octogesima adveniens”scritta nel 1971 da Papa San Paolo VI in occasione dell’80° anniversario della “Rerum Novarum”.

Dopo il saluto di Mons. Pirovano, che ha sottolineato l’attualità e la modernità dei documenti scritti da Paolo VI, don Magnoni ha fatto notare che la “Octogesima adveniens” è stata scritta solo quattro anni dopo la “Populorum Progressio”, che già appariva un po’ superata in certe parti dalle grandi trasformazioni in atto in quel momento nel nostro paese e nel mondo: guerra nel Vietnam e in Palestina, uccisione di M. L. King , boom economico, forte dilagare di ideologie utopistiche, che sfoceranno nel terrorismo non solo in Italia.  Prima però di iniziare la lettura e l’analisi del documento paolino, don Magnoni ci ha proposto la lettura di un brano del profeta Ezechiele, in cui egli invita il popolo di Israele a farsi sentinella per vigilare sui pericoli che possono minacciarlo.

Oggi è compito dei cristiani farsi sentinelle per scrutare la realtà, per scoprirne i difetti e per entrare in dialogo col mondo circostante, facendosi  testimoni.

Uno dei grandi problemi del giorno d’oggi è la  solitudine in cui vivono le persone immerse nella folla anonima delle grandi città. Questa solitudine si riflette anche nel modo di vivere la fede, che diventa privata, mentre essa ha bisogno di essere condivisa. C’è un grande rischio nella vita delle comunità cristiane: ci si accontenta spesso di belle parole, che poi non si traducono in fatti concreti.

Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).
Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).

Per tradurre in pratica i principi e i valori, bisogna prima di tutto dare più spazio alle donne anche nei ruoli più elevati, bisogna cambiare l’impostazione del dialogo con i giovani: non solo indottrinamento, ma preparazione politica in senso lato e soprattutto farli innamorare della Chiesa e del messaggio cristiano.

Nel vuoto culturale attuale, i cristiani possono avere nuove opportunità, se sapranno porsi come testimoni di valori, permeando i vari ambiti sociali.

Paolo VI nella sua lettera, affronta per la prima volta temi nuovi come la difesa dell’ambiente, l’immigrazione, l’influenza dei mezzi di comunicazione e le sue parole sono talmente calzanti con la realtà odierna da farle sentire come profetiche.

Nella discussione che è seguita nella seconda parte della mattinata, tutti hanno sottolineato la difficoltà di contattare i giovani e di coinvolgerli nelle problematiche concrete del proprio ambiente, ma si è auspicata  anche la possibilità di intercettare il loro interesse per l’ambiente e per le variazioni climatiche. Molti hanno anche messo in evidenza le responsabilità dei mezzi di comunicazione, e soprattutto dei giornali tradizionali che non hanno saputo evolversi per accompagnare i cambiamenti avvenuti nella società.

Don Magnoni alla fine ha sottolineato che tutti dobbiamo sentirci corresponsabili del bene comune, che dobbiamo considerare come male l’omissione delle occasioni di bene che dovremmo cogliere per migliorare la nostra realtà.

Si potrebbe qui citare una frase famosa di Kennedy ” Non chiederti cosa può fare il to paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”

 

A Pavia sulle tracce di S. Agostino.

Ieri siamo andati a Pavia a ripercorrere le tappe della vita di S. Agostino, il nordafricano ritenuto ancora oggi uno dei pilastri della dottrina della Chiesa Cattolica.

Abbiamo visitato prima di tutto la chiesa di S. Pietro in Ciel d’Oro ( la

Pavia - Chiesa del Carmine
Pavia – Chiesa del Carmine

denominazione “Ciel d’ORO” deriva dall’antico e ormai scomparso soffitto a cassettoni dipinto d’oro) poi la chiesa di S. Maria del Carmine e quella di S. Michele Maggiore: tre splendidi esempi di architettura romanica. In ogni chiesa ci siamo soffermati prima ad ammirare l’architettura e le opere d’arte, poi abbiamo ricordato una tappa della vita di S. Agostino, rifacendoci a un’omelia che Papa Benedetto XVI ha pronunciato proprio in occasione di una sua visita a Pavia.

pavia-ponte-copertoAbbiamo comunque avuto modo anche di apprezzare la bellezza del centro storico di una città le cui strade ampie e ordinate sono percorse dai tanti giovani che frequentano la locale prestigiosa università. Abbiamo terminato il nostro percorso in prossimità del ponte sul Ticino, che è stato ricostruito nel 1949 sul preesistente ponte romano.

Io avevo portato con me una carrozzina, perchè zoppico ancora vistosamente, tanto che avevo deciso di rinunciare a partecipare, poi però, utilizzando la carrozzina come un deambulatore, sono riuscita a percorrere in autonomia buona parte del percorso previsto. Devo comunque ringraziare gli amici e le amiche che mi hanno aiutato nei momenti più critici, in special modo Anna F. che mi ha sempre tenuta d’occhio…Grazie a tutti!

(Oggi però ho un male alle gambe da farmi vedere le stelle!!!)

Alla fine del tunnel.

la-luce-in-fondo-al-tunnelDopo due mesi di immobilità o quasi, ricomincio a camminare faticosamente. La riabilitazione è dolorosa, ma sento che mi sta aiutando a riprendere il controllo dei movimenti.

Ieri ho anche ripreso a guidare l’automobile per brevi percorsi e la sensazione di poter essere di nuovo autonoma è bellissima!!! Mi sembra di rinascere, anche se so che la ripresa completa richiederà ancora molto tempo.

Rivedo un bagliore di luce in fondo a un tunnel, che non ho ancora percorso del tutto.