Umanità in rete.

In rete scrivi, commenti,vai da un blog all’ altro discutendo delle cose più varie: politica, ricordi, cronaca,  bambini e ti riesce difficile immaginare chi ci sia dietro quelle pagine virtuali,
ma basta una parola  sfuggita tra le tante che scorrono e intravedi un’ umanità imprevista:
un amore finito e dolente,
un lavoro precario che rende
precaria anche l’ esistenza,
una donna che trepida
nell’attesa di una nuova vita,
una malattia  angosciante
che rende incerto il futuro,
l’ amarezza di troppe delusioni
che  tolgono la speranza
vicende dolorose. che lacerano l’ anima..
Tante tensioni prendono forma
e si delineano lentamente
degli occhi, dei visi, delle mani
che tremano,  sperano o pregano
e ti senti avvolgere da una calda umanità

A Mia madre.

Il treno mi portava a rivederti per l’ uiltima volta.

Pensavo alle sofferenze

che alla fine avevano segnato

il tuo volto e il tuo corpo.

e l’ angoscia si scioglieva in un brivido freddo.

Poi ti ho rivisto: eri bella e serena

come da tempo non eri più.

La morte non ti aveva sorpresa;

l’ avevi attesa, invocata e infine abbracciata.

Mi manca la tua voce che chiamava il mio nome

con la dolcezza severa che era solo tua.

Notte d’insonnia.

Il caldo  impedisce agli occhi stanchi di chiudersi;
Improvviso un ricordo di sensazioni
non più provate da tanto tempo…
Una voglia di tenerezza soffocata da anni ….
Desiderio di cancellare i brutti ricordi
per recuperare i momenti più dolci
che riescono ancora ad accarezzare l’ anima

Ma tutto è inutile ormai.
Nulla si può più rivivere o cambiare
quando il tempo si ferma per sempre

Temporale notturno.

E’ notte.
Il brontolio quieto di un tuono lontano
 spezza il silenzio che avvolge
 il mondo addormentato.
E’ il primo temporale di settembre,
  e segna la fine del caldo.
 Ma  l’ estate fu piena
 di incontri e momenti sereni
non potevo sperare nulla di più
. Quando verrà l’ autunno,
 lo accoglierò come si accoglie
 un vecchio amico un po’ noioso,
 ma atteso e gradito.
Anche quando verrà la fine del mio tempo
guarderò serenamente la morte negli occhi
Non potrà cancellare
i giorni vissuti amando la vita.

Sere d’ inverno.

Sono queste le notti
più lunghe dell’ anno;
il buio divora le ore di luce
ogni giorno di più. Le strade
viscide di pioggia riflettono
le luci fredde dei fanali
e gli alberi  restano neri
e immobili in attesa,
mentre una nebbia leggera
li avvolge pietosa…

10 febbraio 2011

Oggi è il suo compleanno ed è anche il giorno in cui più palese si è fatta l’ imminenza della fine.

Non so quanti giorni (o mesi?) sto trascorrendo qui chiusa in casa, spiando i gemiti  e il ritmo del respiro.

Negli ultimi giorni è stato un veloce tracollo, che mi lascia pietrificata:.