Sabato Santo.

mantegna-cristo-morto-300x249E’ il giorno della tentazione della disperazione , quando si sperimenta la sensazione del fallimento. Per che cosa ci siamo impegnati? Per che cosa abbiamo lottato? In cosa abbiamo creduto inutilmente?

Tutto quello in cui avevamo riposto le nostre aspettative e le nostre speranze sembra ormai perduto per sempre.

In quei momenti ci deve sorreggere la certezza che noi non possiamo tenere tutto sotto controllo e che spesso a nostra insaputa i semi che abbiamo gettato stanno germogliando da qualche parte….si tratta solo di aspettare ….

Il Cireneo.

Il Cireneo“Il Cireneo” è il titolo di questo quadro di Koder.

Non si riuscirebbe a distinguere tra i due volti quello di Gesù, se non fosse per quelle mani insanguinate che sorreggono la croce e cingono i fianchi del Cireneo….forse il pittore ha voluto dirci  che in quel momento , sotto quella trave, Gesù è più che mai un uomo come tutti. Porta la sua croce ….ma ha trovato un compagno che lo aiuta e lo sostiene.

Anche ognuno di noi ha in certi momenti della vita una croce da portare, ma essa è meno pesante se si ha qualcuno accanto con cui condividerne il peso.

Giovedì Santo.

E’ l’Ultima Cena di Koder. Come spesso accade nei quadri di questo artista, la figura di Gesù, che è il protagonista della scena, non compare direttamente. Qui si vedono solo le sue mani che distribuiscono il pane e il riflesso del suo viso nel calice pieno di vino: è questa mancata presenza che costringe lo spettatore a concentrarsi proprio su quella figura che non c’è.

E’ il momento culminante della Cena e Giuda si sta già allontanando per portare a termine il suo tradimento. Gli Apostoli  non capiscono quello che sta accadendo e da tutta la scena traspare un senso di profondo smarrimento, lo stesso smarrimento che pervade anche me ancora oggi nel ripensare a quei lontani avvenimenti.

UltimaCena di koder

Domenica delle Palme.

S’ era sparsa la voce: – Sta arrivando Gesù, il nazareno!-

E la gente accorreva per le strade chiedendo: -Ma è proprio lui, quello che ha resuscitato Lazzaro qualche giorno fa?- Qualcuno meglio informato rispondeva: – Sì,  ho visto  coi miei occhi Lazzaro uscire dalla tomba! Nessuno ha mai fatto miracoli come questo Gesù; dev’ essere davvero il liberatore che aspettavamo…-

Le strade brulicavano di gente , che aspettava con ansia agitando rami di palma in segno di gioia. Poi tra la folla si fece avanti un giovane uomo a cavalcioni di un’asina; rispondeva agli “osanna” con un sorriso pieno di tristezza: tra poco gli “osanna” sarebbero diventati dei “crucifige” ….l’ ora era ormai vicina e tra quei visi inneggianti già riconosceva quelli di coloro che lo avrebbero condannato e proprio su di loro indugiava il suo sguardo pieno di misericordia.

Parafrasi: l’ ultima notte di attesa…

La sue notti erano diventate sempre troppo lunghe e difficili, da molto, troppo tempo…Dormiva poche ore e si svegliava di colpo sempre alla stessa ora, quando era ancora notte fonda e allora cominciava a pensare…avrebbe voluto distrarsi pensando ai lavori da fare nei campi, agli animali da portare al pascolo o al mercato, ma la sua mente ritornava subito a quel figlio  lontano…a quando gli aveva chiesto con un po’ di arroganza la parte di beni che gli spettavano per andarsene . Era sempre stato il suo figlio più vivace, più fantasioso, più intelligente, ma  anche il più irrequieto, quello che non era mai contento, che aveva sempre la smania di scoprire cosa ci fosse al di là delle colline o al di là del fiume….e per questo lo aveva amato tanto.  Per questo , quando aveva manifestato il desiderio di andarsene, non si oppose: sarebbe stato inutile e a nulla sarebbero valse le sue preghiere, i suoi ammonimenti….

Era partito con la sua parte di beni e con una grande smania di libertà, ma anche con tante illusioni, tanti sogni, che rischiavano di farlo scontrare duramente con una realtà che non conosceva…..Chissà dov’ era in quel momento? Questa domanda gli rimbalzava nella mente da quel giorno….. Gli era giunta notizia , tramite alcuni viaggiatori, che si era dato alla bella vita e che si era fatto  tanti amici….ma erano veri amici?….

Continuava a girarsi e rigirarsi nel letto, finchè come spesso accadeva si alzò per andare sulla terrazza a passeggiare, a scrutare l’ orizzonte mentre il sole sorgeva….l’ alba era sempre il momento in cui gli incubi notturni venivano attenuati dalla speranza.

Quella mattina l’ aria era particolarmente limpida e lo sguardo si spingeva lontano, lontano…..la casa era ancora addormentata e solo gli uccelli cominciavano a svegliarsi nei loro nidi……C’era un viandante laggiù, come un punto nero un po’ barcollante: doveva essere  molto provato dalle fatiche del viaggio e man mano che si avvicinava pareva sempre più prostrato…..aveva certo bisogno di aiuto….poi riconobbe il mantello: era uno di quelli che si tessevano in casa sua……ma allora??’ Non poteva che essere lui, suo figlio che tornava…..Il cuore gli scoppiava in petto dalla gioia e gli corse incontro…..non aveva più importanza il dolore che quel ragazzo gli aveva causato, nè il danaro che evidentemente aveva sperperato…..l’ importante era che era tornato a casa, al sicuro…

 

Radiocronaca differita dell’ arrivo trionfale del Nazareno a Gerusalemme

Se a Gerusalemme 1980 anni fa o giù di lì ci fosse stato un radiocronista (facciamo finta che ci fosse la radio), romano naturalmente, cosa avrebbe potuto raccontare ? Provo ad immaginarlo.

Gentili ascoltatori, buongiorno! Vi parlo da Gerusalemme.. La città è ogni anno di questi tempi in grande fermento perchè è il periodo in cui si sta avvicinando la Pasqua, la festa in cui gli Ebrei ricordano la liberazione dalla schiavitù d’ Egitto e il passaggio del Mar Rosso, che ha segnato per loro la riconquista della libertà.
Tuttavia quest’ anno c’ è una grande agitazione : si è infatti sparsa la voce che arriverà un certo Gesù, indicato da molti come un profeta, da altri come il Messia atteso da millenni e capace di liberare il suo popolo dalla dominazione romana e da altri ancora odiato a morte perchè parla di appartenere a un regno misterioso e questo mette in grande subbuglio i notabili che temono che ciò faccia innervosire i dominatori romani. Molti poilo ritengono un pericoloso rivoluzionario e prova ne sia che una volta entrato nel tempio ha preso a frustate i mercanti che abitualmente vi svolgevano i loro affari; qualcuno dice poi che predica l’ amore per i nemici e cosa ancora più pazza sostiene che tutti gli uomini sono uguali e figli dello stesso Dio!!!

Fin dal primo mattino le strade si sono riempite di gente con rami d’ ulivo: aspettano il suo arrivo e l’ attesa si è fatta ormai impaziente. E’ giunta infatti una notizia che ha dell’ incredibile: pare che qualche giorno fa a Betania, un villaggio poco distante da qui, Gesù abbia operato un miracolo, almeno così dice la gente che era presente: avrebbe (il condizionale è d’ obbligo) risuscitato un suo caro amico,chiamato Lazzaro, morto già da tre giorni . La cosa parrebbe la fantasiosa interpretazione di una morte apparente o comunque frutto di chissà quali stregonerie, ma i testimoni insistono: Lazzaro era veramente morto, era nel sepolcro avvolto nel sudario e quando Gesù lo ha chiamato ripetutamente a gran voce , la pietra tombale si è aperta e Lazzaro sarebbe ritornato in vita …..Certo questi Ebrei sono uno strano popolo, e hanno strane credenze.
Ma ecco, vedo la folla ondeggiare, agitarsi e sento delle grida festose che arrivano da oltre le mura della città. La gente si è procurata dei rami di palma e li agita , altri hanno steso a terra i loro mantelli, il clamore è indescrivibile …ecco la folla si divide e fa ala al suo passaggio al grido di “Osanna al figlio di Davide”.

Ma…. cosa vedo mai? Ecco sta arrivando un uomo vestito di una povera tunica a cavallo di un’ asina !!!! Quale liberatore potrà essere mai costui? Come potrà mai impensierire l’ impero romano o anche solo il governatore romano?
Dietro a lui camminano alcuni suoi amici: hanno l’ aria di povera gente …
I bambini fanno un gran chiasso e l’ uomo chiamato Gesù sorride loro con una dolcezza mista però a una grande tristezza….

Vedo un gruppo di notabili che mormora indispettito certo non amano questo Gesù che il popolo sta portando in trionfo per le vie della città….Credo che la storia di questo uomo non finisca qui e vi terrò informati sull’ evoluzione di questa vicenda. Mentre vi saluto , voglio mettervi a parte di una strana sensazione che mi ha pervaso quando ho incrociato il suo sguardo… quell’ uomo ha veramente qualcosa di speciale….

Le parole che danno pace al cuore: la samaritana

Due anni fa scrivevo in ELDAS questa rivisitazione di una delle pagine più belle del Vangelo : la Samaritana.

Quella mattina si era svegliata piuttosto di cattivo umore; il suo attuale compagno non era mai troppo gentile, ma quella mattina era stato particolarmente brusco con lei. Aveva poi visto le donne del villaggio attrezzarsi per andare al pozzo ad attingere l’ acqua per le necessità della giornata. Loro andavano a gruppetti e camminando chiacchieravano allegramente tra di loro e ogni tanto si sentiva lo scoppio di una risata fresca o maliziosa. Anche lei avrebbe voluto unirsi a quelle donne, ma era certa che non l’ avrebbero mai accettata tra loro : troppo trasgressiva era stata la sua condotta e in paese tutti mormoravano dei suoi cinque mariti , che troppo presto l’ avevano regolarmente lasciata, certo anche un po’ per colpa sua.

Era rimasta a ciondolare per la stanza , poi aveva sentito le donne rientrare; ecco , adesso poteva andare lei al pozzo . L’ ora era ormai avanzata e faceva un gran caldo, ma non poteva fare a meno dell’ acqua : la scorta era finita….. Si incamminò per il sentiero con la sua grossa brocca sottobraccio. Il sole era quasi a picco e non c’ era nessuno in giro, tranne un gruppetto di viandanti che andavano verso il villaggio. Attorno, i campi cominciavano a imbiondire e qua e là spuntavano i primi papaveri. Strada facendo i pensieri le si affollavano nella testa : in definitiva la sua vita era quanto di più scombinato si potesse immaginare ….Finalmente arrivò al pozzo : strano, c’ era un uomo seduto lì accanto : come mai stava lì tutto solo a quell’ ora del giorno? Era forse qualche malintenzionato o uno sbandato… doveva stare molto attenta…toh! era un giudeo: cosa ci faceva lì in Samaria?

Poi una voce profonda, dolce e austera insieme le disse : – Dammi da bere ! – Lei rimase sorpresa (non era conveniente per un uomo rivolgere la parola a una donna per strada), ma incrociando il suo sguardo, si sentì pervadere da una grande dolcezza : quello sguardo aveva l’ amorevolezza dello sguardo materno che aveva ormai dimenticato da tempo e la profondità di chi ti legge nell’ anima , ma senza pretendere di condannarti; era uno sguardo accogliente.

Lei cercò di prendere tempo per capire meglio e domandò a sua volta :- Come mai , tu che sei giudeo, chiedi l’ acqua a me che sono samaritana? (Sottintendendo: -Lo sanno tutti che c’ è inimicizia tra le nostre genti )…-

Ma poi il Giudeo cominciò a parlare con un linguaggio misterioso, ma ammaliante e le disse di un’ acqua che disseta per sempre , le parlò dei suoi errori nella vita passata, ma non per mortificarla ….. La Samaritana ascoltò sentendosi invadere da una pace nuova, mentre svaniva quella malinconia che sempre le spegneva l’ anima…

E non ebbe più paura di nessuno e corse al villaggio e parlò a tutti di quell’ uomo che parlando saziava il cuore con parole d’ amore mai udite e ritrovò la gioia di vivere in pace con se stessa.