La verità delle immagini.

Ascoltare alla radio il discorso di questa mattina sulla Piazza Rossa, mi ha fatto pensare a Pirandello e alla sua opera teatrale “Così è se vi pare”, nella quale ogni personaggio racconta una sua versione della realtà senza che gli spettatori possano capire quale sia la verità dei fatti.

Putin, infatti, ha parlato di una Russia minacciata, di una reazione legittima tendente a difendere la Patria da un’aggressione, di soldati che, da eroi, combattono una guerra giusta in difesa dei valori della cultura nazionale.

Ad ascoltarlo potrebbero venire dei dubbi, ma, a conferma di una versione dei fatti diversa da quella da lui raccontata, oggi c’è la tecnologia: le immagini che arrivano dall’Ucraina raccontano un’ atroce verità: c’è un invasore (la Russia) che rade a zero le città e fa strage di civili in una terra che ha il torto di voler continuare a chiamarsi Ucraina.

Stiamo accumulando debiti.

Che debito di gratitudine stiamo accumulando nei confronti degli Ucraini?

Che Putin fosse un pericolo per l’Europa lo si sapeva da tanto: si sa che ha finanziato i partiti sovranisti di vari paesi per influire sulle elezioni e per determinare spinte scissionistiche (Vedi Brexit).

Ora gli Ucraini stanno provando con enormi perdite umane e materiali di opporsi alle sue mire espansionistiche e noi ne traiamo la speranza che si possa evitare un allargamento del conflitto.

Ora questa emergenza pare possa smuovere i paesi europei dall’impasse che li blocca da sempre: la regola dell’unanimità per ogni decisione. E’ una regola assurda: in ogni comunità, in ogni organizzazione sociale democratica vale il voto a maggioranza (assoluta o relativa o qualificata a seconda dell’importanza delle decisioni da prendere) e non è più sostenibile che l’opposizione di un solo paese membro possa vanificare la volontà di tutti gli altri.

Se si arriverà ad abolire questa regola, anche di questo dovremo essere grati agli Ucraini.

La buona politica.

C’è l’abitudine di parlar male della politica e bisogna riconoscere che molti politici hanno contribuito a nutrire questa idea pessimistica.

Io però devo dire che, a livello locale (è la sola esperienza su cui posso basare le mie valutazioni), ho conosciuto persone che si dedicano all’impegno politico con passione, disinteresse, competenza e caparbietà encomiabili, con l’unica finalità di contribuire al bene comune.

Questo è motivo per me di ben sperare … può esistere ancora la buona politica, quella che si pone al servizio dei propri concittadini.

Putin non è il popolo russo.

Ho trovato su Avvenire questa lettera che invita a non confondere il popolo russo con i suoi dirigenti. E’ un popolo che non ha mai conosciuto la libertà se non per sperimentarne le fatiche e gli insuccessi (la lettera parla in questo senso del periodo Gorbaciov) e trova nella guida forte e antiliberale l’unica possibilità di sopravvivere come comunità.

E’ per questo che certe prese di posizione contro singoli cittadini russi, artisti, sportivi, intellettuali mi lasciano molto perplessa.

Il NON-EXPEDIT non è più attuale … lo sanno tutti?

Cosa succede a certi cattolici?

Sono pronti a criticare i governanti, a condannare certe politiche, ma, se interpellati, non osano “metterci la faccia”, non vogliono impegnarsi direttamente. E’ come se restasse nelle loro menti una lontana reminiscenza dei tempi in cui ai cattolici era proibito impegnarsi in politica (ricordate il NON-expedit del 1874?) .

Eppure quei tempi sono lontani e già ai primi del 900 Don Sturzo potè addirittura fondare un partito grazie al Patto Gentiloni e qualche anno più tardi Pio XI ebbe a dire:

“E tale è il campo della politica, che riguarda gli interessi di tutte le società, e che sotto questo riguardo è il campo della più vasta carità, della carità politica, a cui si potrebbe dire null’altro, all’infuori della religione, essere superiore …Tutti i cristiani sono obbligati ad impegnarsi politicamente. La politica è la forma più alta di carità, seconda sola alla carità religiosa verso Dio”. (Papa Pio XI – dicembre 1927)

Certe remore sono spiegabili solo con il timore di “esporsi”, di far sapere come la si pensa, in fondo è solo una comoda forma di pigrizia e di ipocrisia.

Edificare una città fraterna

GRANIS è un GRuppo di ANImazione Sociale che organizza incontri di riflessione destinati a persone impegnate in politica, nel volontariato o nelle associazioni culturali.

Il tema di questa mattina era: EDIFICARE UNA CITTA’ FRATERNA.

Il relatore (di cui purtroppo non ricordo il nome) ha preso l’avvio dall’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, nella quale si propone una svolta netta nel modo di concepire il mondo e la realtà. Se prima si focalizzava l’attenzione sull’uomo inteso come individuo, ora si deve mettere al centro l’uomo inteso come umanità: ci si salva tutti insieme. ⌈Faccio una piccola digressione: gli Africani hanno sintetizzato questo concetto in una parola bellissima: UBUNTU che significa “non posso essere felice se gli altri non sono felici⌉. E’ importante sognare insieme “come figli di questa stessa terra”

I principi indicati nella Dottrina Sociale della Chiesa sono : personalità, sussidiarietà, solidarietà e bene comune.

Personalità: Il fondamento e il fine dell’agire sociale sono la dignità, la centralità e l’intangibilità della persona umana e la società ha il compito di creare le condizioni economiche e culturali per poter consentire il miglior sviluppo alla maggior parte di persone, che diventano soggetti di diritti e doveri.

Sussidiarietà: Non siamo individui isolati, ma inseriti in una società che ci pervade: l’altro è parte di noi. In questa ottica anche l’economia deve cambiare prospettiva: non deve solo mirare a  creare ricchezza per alcuni, ma perseguire il bene comune. Il privato deve armonizzare con le istituzioni  i propri interventi finalizzandoli al bene comune.

Solidarietà: se anticamente il termine veniva usato solo in campo giuridico, poi con la rivoluzione francese fu esteso a indicare la condivisione del patrimonio culturale, economico, culturale e valoriale ereditato “in solido” dalle generazioni precedenti e da ritrasmettere accresciuto alle generazioni successive. Il solidarismo cattolico nasce tra fine 800 e primi del novecento come via intermedia tra socialismo e liberalismo. Solidarietà è “la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune”, fondata sul convincimento che il pieno sviluppo viene frenato dalla ricerca ossessiva del profitto e dalla sete di potere.

Il bene comune: già nell’antichità i pensatori più importanti avevano concepito la società come “un corpo” le cui membra sono chiamate a collaborare per il bene di tutto l’organismo. Per S. Tommaso il bene comune è il fine di una società in cui “la convivenza è buona, virtuosa, giusta, felice ..”

A questo punto un breve intervallo ha consentito ai convenuti di riflettere sugli spunti offerti dal relatore e al rientro in aula si sono succeduti alcuni interventi sul tema della famiglia come primo nucleo sociale in cui vivere sussidiarietà e solidarietà per realizzare il bene comune e sulla necessità di promuovere la cooperazione tra associazioni ed enti per risolvere situazioni di grave disagio e sofferenza sia in famiglia che nella scuola..  Un altro approfondito e argomentato intervento ha messo in luce quanto della Dottrina Sociale della Chiesa è stato recepito nella Costituzione Italiana.

Ci sono stati anche due interventi critici nei confronti di quei cattolici che, pur interessandosi ai problemi della società e pur dedicandosi addirittura al volontariato, tuttavia non accettano di impegnarsi direttamente nella politica, preferendo delegare ad altri questo compito che Papa Francesco ha definito “la più alta forma di carità”.

La mattinata si è conclusa, come al solito, con la partecipazione alla messa e devo dire che queste occasioni (i convegni del Granis) sono i soli casi in cui tra i fedeli  la percentuale femminile è pari allo  0,…%

Forse in queste occasioni si potrebbe anche osare un po’…ad esempio parlando di diritti e doveri perchè non dedicare due parole al diritto di proprietà? Come ha detto Papa Francesco, il diritto di proprietà  può non essere un diritto assoluto in certe situazioni, quando la proprietà privata diventa ostacolo per il bene comune….

Chi può parlare di guerra santa?

DA “AVVENIRE”: si è tenuto ieri un incontro via internet tra Papa Francesco e  Kiril, il Patriarca di Mosca che ha parlato nei giorni scorsi di guerra santa della Russia contro l’Ucraina e contro il mondo occidentale corrotto dalle varie associazioni LGBT.

Non è certo il coraggio che manca a Papa Francesco e a quanto pare ha parlato con chiarezza: anche la Chiesa Cattolica ha parlato in passato di guerra santa, ma ora non è più così.

Quante crociate hanno fatto i cristiani brandendo il Crocifisso! Ma dietro  i loro slogan si nascondevano sempre interessi economico-politici. Allora la gente poteva essere ingannata, dato il bassissimo livello di informazione e di istruzione, ma ora nessuno può più osare di parlare di guerra santa: la guerra è il MALE in assoluto e non può risolvere nessun problema. Può solo seminare morte, distruzioni, dolore … qui lo abbiamo capito tutti, speriamo che lo capiscano anche Putin e Kiril (suo alleato di ferro)

All we are sayng

Ore 8:45 di venerdì 4 Marzo 2022 : tutte le radio italiane trasmettevano la stessa canzone di Jhon Lennon che dice : TUTTO QUELLO CHE STIAMO DICENDO E’ DAI UNA CHANCE  (OPPORTUNITà) ALLA PACE.
Certo non sarà questo a fermare Putin, ma è un segnale: nessuno in Italia vuole questa guerra che rischia di sprofondarci in un abisso senza fine.
Noi privati cittadini possiamo fare ben poco e ci sentiamo in balia della mania di grandezza di pochi uomini troppo potenti. Davanti a questa minaccia angosciosa l’Europa dovrà rendersi conto di aver perso tempo inutilmente dando ascolto ai piccoli egoismi nazionali dei suoi membri e dovrà accelerare sull’unione politica e non solo commerciale dei suoi membri.
In attesa di passi decisi in questa direzione non possiamo fare altro che cantare insieme
Two, one-two-three-four!
Ev’rybody’s talking ’bout
Bagism, Shagism, Dragism, Madism, Ragism, Tagism
This-ism, that-ism, is-m, is-m, is-m
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Hit it
C’mon, ev’rybody’s talking about
Ministers, sinisters, banisters and canisters
Bishops and Fishops and Rabbis and Popeyes and bye-bye, bye-byes
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Let me tell you now
Ev’rybody’s talking ’bout
Revolution, evolution, masturbation, flagellation, regulation, integrations
Meditations, United Nations, congratulations
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Ev’rybody’s talking ’bout
John and Yoko, Timmy Leary, Rosemary, Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper
Derek Taylor, Norman Mailer, Alan Ginsberg, Hare Krishna, Hare, Hare Krishna
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance (ripetere tante volte)

Al link qui sotto potete ascoltare la canzone cantata da Jhon Lennon

https://youtu.be/C3_0GqPvr4U

E l’Europa nel mezzo….

Credo che siamo tutti col fiato sospeso: una nuova guerra in Europa potrebbe scoppiare da un momento all’altro….che angoscia!

I grandi della Terra si stanno misurando, stanno mostrando i muscoli, in un crescendo di minacce e di provocazioni.  Pare che la scusa sia la possibilità che l’Ucraina entri nella NATO, ma a detta di molti questo è solo un pretesto.  L’intento vero sarebbe quello di riportare la Russia ad essere potenza di primo piano come ai tempi dell’URSS.

Biden dal canto suo ha tanti problemi in casa sua che pensa di rifarsi un’immagine di uomo forte facendo la voce grossa e minacciando interventi militari.

In mezzo c’è l’Europa che ha da perdere più di tutti da un conflitto che metterebbe a repentaglio i rifornimenti di gas russo da cui molti paesi (anche l’Italia) dipendono. Viene quasi da dubitare che il vero obiettivo di questa operazione sia la disgregazione dell’Europa, che, unita, può rappresentare un soggetto di grande rilievo nel panorama globale.

Sarebbe ora che l’Europa stessa prendesse coscienza delle proprie potenzialità,  stringesse bene i ranghi e si opponesse alla ormai superata logica di affidare alle armi la “soluzione” dei contrasti. Le guerre non hanno mai risolto nulla, hanno solo aggravato i problemi vecchi e ne hanno sempre creato di nuovi.

Non credo che  con un po’ di buona volontà e di coraggio non si possa arrivare a un compromesso onorevole. Se è così, è doveroso percorrere questa strada tenendo presente che la guerra è sempre la via peggiore.

 

Come respiro!

La radio era  accesa per sentire il notiziario del mattino; mia madre mi aiutava a infilare il grembiule per andare a scuola, ed ecco che, finite le notizie, prima dell’annuncio dei programmi del mattino,  una voce squillante  diceva:

-Re sol d’or! Ah, COME RESPIRO!!!

Mi è venuto in mente questo slogan pubblicitario sentendo la notizia che Berlusconi ritira la sua candidatura al Colle e finalmente esco dall’apnea e respiro a pieni polmoni.

Ah, come respiro!!!