Criminalità e ciclo dei rifiuti. (videoconferenza)

Oggi pomeriggio una videoconferenza organizzata da Legambiente di Como e Libera aveva come tema  “Criminalità ambientale e ciclo dei rifiuti” . I relatori erano : Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, il magistrato Giuseppe Battarino, Adriano Cati ed Elisa Nava  di ARPA-Lombardia, Monica Forte della commissione antimafia della Regione Lombardia, Chiara Braga, membro della commissione parlamentare ecomafie.

Purtroppo  mi sono persa i primi interventi nei quali venivano comunicati dati statistici sulla penetrazione della criminalità  nel settore dello smaltimento dei rifiuti, però nel corso della conferenza si è potuto ben comprendere che il fenomeno è rilevante e le imprese sane subiscono  danni di una concorrenza sleale da quelle che non rispettano le regole. In questo momento in cui il mondo produttivo tenta la ripartenza,  l’economia circolare è il cardine della ripresa economica.

Adriano Cati ha spiegato la funzione dell’ARPA ; in conformità con le leggi nazionali e regionali effettua controlli sull’operato delle aziende, concede autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti e gestisce ed aggiorna continuamente le banche dati  sulla loro gestione. Per una efficace lotta alle ecomafie è indispensabile la tracciabilità dei rifiuti.

Chiara Braga  ha  ricordato che la commissione parlamentare antimafia indaga da tempo sugli abusi ambientali e ne ha portato molti allo scoperto . Gli incendi in depositi, abusivi o anche autorizzati, sono aumentati notevolmente in questi ultimi anni, in corrispondenza con la diminuzione del traffico di rifiuti che portava da Nord  a Sud  i residui tossici delle industrie settentrionali. Non tutti gli incendi tuttavia sono da ascrivere a criminalità mafiosa: a volte sono le lacune del sistema a portare alla ricerca di una soluzione più facile. Il lavoro della commissione parlamentare ha consentito di delineare il profilo del problema e di approvare leggi più adeguate a rispondere alla necessità di proteggere l’ambiente.

Cati  ha fatto rilevare che, in un momento di grave crisi come questo, molte aziende potrebbero cedere alla tentazione di trovare soluzioni facili e sbrigative, per questo ARPA effettuerà un sondaggio per rilevare le loro necessità e sta drone per controllare il territorioattuando un aumento del personale per intensificare i controlli, favoriti questi anche dall’utilizzo di nuove tecnologie, come satelliti, elicotteri e droni per il monitoraggio del territorio. I cittadini che accertano comportamenti abusivi devono riferire alle amministrazioni comunali che provvederanno a  riferire ad ARPA.

Il magistrato Battarino ha informato che ultimamente si investe di più nella prevenzione e che sono diminuiti i comportamenti illegali, perchè c’è una maggiore sensibilità, ma è necessario diminuire il volume dei rifiuti.

Meggetto nel suo secondo intervento ha rimarcato l’importanza del volontariato per la segnalazione degli abusi e la necessità di potenziare gli impianti di smaltimento.

Monica Forte, interrogata sull’accordo Lombardia-Canton Ticino, ha fatto rilevare che esso è nettamente a svantaggio della nostra regione.  Proseguendo ha ribadito che non è più rinviabile la tracciabilità dei rifiuti e visto che possediamo la tecnologia per andare su Marte, possiamo certo disporre dei mezzi tecnologici per controllare la filiera dei rifiuti. E’ importante comunque anche la cooperazione tra diversi enti dello stato per ottimizzare risorse e competenze per monitorare il sistema con cui le ecomafie riescono a permeare anche le attività legali, soprattutto in periodi di emergenza come quello attuale.

Chiara Braga ha poi concluso la lunga videoconferenza (due ore e mezzo) ribadendo che la soluzione del problema  si troverà solo nella collaborazione tra economia legale, associazionismo e autorità. Prossimamente  nuove normative prolungheranno la vita dei prodotti, portando una vera rivoluzione nel mondo della produzione; infine sarà indispensabile utilizzare al meglio le risorse che il governo nazionale e la Comunità Europea  metteranno a disposizione del mondo produttivo.

 

L’ ora di Braga…

Ieri sera una interessante videoconferenza ha dato modo di avere un quadro dell’attuale situazione. Ne riferiva da Roma l’on. Chiara Braga del PD, che ha illustrato ampiamente gli innumerevoli provvedimenti deliberati a favore di famiglie, imprese, lavoratori autonomi, per la riqualificazione edilizia ed energetica, per preparare la scuola alla riapertura autunnale, per facilitare la trasformazione del sistema dei trasporti incentivando la mobilità individuale sostenibile … e molto altro. E’ stata un’impresa gigantesca, mai affrontata prima d’ora, ma certo potrà essere migliorata nei prossimi passaggi parlamentari.

E’ poi intervenuto un rappresentante dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, che ha dato voce al “grido di dolore” che viene dal mondo delle imprese e del lavoro autonomo, alle prese con una crisi feroce e con una burocrazia che non riesce a  comprendere le esigenze di tanti che sono in attesa che i provvedimenti approvati vengano calati nella realtà concreta.

Il Segretario Provinciale, Federico Broggi, ha sottolineato positivamente il gran lavoro fatto dal governo in questi mesi, ma ha ribadito che i temi più scottanti sono ora la liquidità e e la scuola: le famiglie non potranno continuare a lungo a far fronte alle conseguenze della chiusura delle scuole, ma d’altro canto va ripensata tutta l’edilizia e l’organizzazione scolastica e non è problema facilmente risolvibile.

L’on. Braga ha poi sottolineato quanto l’Europa abbia cambiato atteggiamento in questo frangente e l’aiuto che ci può venire dalla  UE sarà determinante. Tutti hanno individuato nella burocrazia un ostacolo alla ripartenza veloce del Paese.

Gli amministratori locali hanno denunciato l’aumento esponenziale di domande di aiuto alimentare da parte delle famiglie, lo scarso coordinamento tra i gestori delle risorse erogate, la mancanza di sussidi telematici per le lezioni a distanza e la difficoltà di intravvedere una strategia chiara nei provvedimenti a pioggia del governo, le difficoltà dei comuni di assicurare i servizi di scuolabus, di mense scolastiche, di spazi per l’avvio del prossimo anno scolastico

Meglio il silenzio.

Diciamoci la verità: questa pandemia ha colto tutti di sorpresa: nessuno era preparato ad affrontarla  e tutti hanno reagito facendo tentativi più o meno goffi, cercando di capire  cosa stava capitando. Forse se la sono cavata meglio là dove il contagio è arrivato solo quando altrove aveva già fatto andare in tilt strutture ospedaliere e sistema sanitario in genere.

Credo perciò che nessuno possa vantarsi delle proprie performance, ma continuare a negare ciò che non ha funzionato, o cercare in continuazione di scaricare responsabilità ed errori su altri o continuare a parlare a vanvera su argomenti di cui nulla si sa  penso equivalga a un suicidio politico (mi riferisco in particolare a Gallera: ha affermato che ci vogliono due infetti, vicini a lui contemporaneamente  per contagiarlo).

silenzioQuando non conosciamo bene un argomento è una regola di buon senso stare zitti e lasciar parlare gli esperti: si evita di fare figuracce.

Tutti dovremmo tener presente quanto dice Buddha: “Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.”

70 anni di Europa.

De Gasperi, Adenauer (in secondo piano) e Schumann, tre grandi padrei dell'Europa.
De Gasperi, Adenauer (in secondo piano) e Schumann, tre grandi padri dell’Europa.

Il 9 maggio del 1950, la dichiarazione di Schumann dava il via a un progetto molto ambizioso, vagheggiato da molti nel passato, ma mai realizzato dai tempi dell’Impero Romano: la costruzione di un’Europa Unita.

Tra momenti felici e crisi profonde, quel progetto ha posto fine alle fratricide guerre fra stati europei che da secoli avevano insanguinato l’Europa, ottenendo l’unico risultato di portare a morire i propri giovani, creare miseria e diffondere odio e desiderio di rivalsa.

In questi 70 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel percorso lungo e tortuoso della costruzione di una Comunità Europea, speriamo che la pandemia sia l’occasione per accelerare questo cammino e non per distruggere un sogno

Quando il gioco si fa duro…

Ci avete fatto caso? Sembra che il problema più lancinante di un paio di mesi fa sia scomparso dalle agende dell’opinione pubblica. Ma allora non era così tragico e determinante come tantissimi credevano?

Sto parlando dell’immigrazione.  Non so se siano finiti gli sbarchi, nessuno ne parla più perchè tutti siamo molto più presi da altri problemi: la paura del contagio, la minaccia della crisi economica, per molti la paura di perdere il lavoro, l’incubo della povertà per chi non ha più reddito, la difficile gestione della famiglia alle prese con smart-working e lezioni on line .

E così Salvini ha perso il suo cavallo di battaglia e non sa più di cosa parlare, perciò va brancolando a destra e a manca, mentre perde vistosamente consensi. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, dice un noto adagio, e io aggiungerei ” e i sedicenti duri si sciolgono come neve al sole…”

Una nuova Europa?

Oggi, 23 Aprile 2020, è nata una nuova Europa?

I 27 paesi della UE hanno votato all’unanimità questa iniziativa  che solo due mesi fa sarebbe sembrata irrealizzabile.  Il coronavirus è riuscito a far capire che da soli non si va da nessuna parte?

Speriamo che questa ritrovata solidarietà si consolidi e consenta ai nostri giovani, ai nostri imprenditori di  ritrovare la speranza nel futuro.

Forse nei libri di storia i nostri nipoti e pronipoti, oltre a trovare la data di nascita di Roma (21 Aprile) troveranno anche che il 23 aprile 2020 si è registrata una svolta decisiva per la costruzione di quella “Casa Comune Europea” vagheggiata da molti da tanto tempo e aspramente osteggiata da altri troppo a lungo.

Per diradare il polverone…

pubblicità-regione-vite-salvate-lombardiaLe polemiche politiche tra governatori regionali e governo centrale su come si è affrontata la pandemia, non è argomento che mi appassioni, ma i fatti hanno un’evidenza innegabile. Errori, in questa situazione così eccezionale, così nuova, così inaspettata, probabilmente ne hanno commessi tutti e si potrebbero fare molti esempi non solo in Italia, anzi più negli altri paesi che da noi.

Per questo si sente il bisogno di una voce obiettiva, che valuti i fatti con sguardo distaccato e scevro da interessi di qualsiasi genere (non so se sia possibile). Questo articolo  di Avvenire può tornare utile per diradare il polverone sollevato dalle polemiche. Sembra comunque inconfutabile che in Lombardia qualcosa non ha funzionato per errori commessi nel corso degli anni passati e per errori commessi nell’affrontare la pandemia; non è utile a nessuno, e tanto meno ai Lombardi, il tentativo degli organi regionali di distrarre l’opinione pubblica con iniziative stucchevoli come l’ospedale in Fiera costato più di 20 milioni (sarebbe stato più utile un ospedale da campo) e non in grado di funzionare o acquistare intere pagine di giornali per dire quanto si è stati bravi…. In altre regioni si è fatto meno rumore, ma  forse si è agito con più tempestività e più razionalità.

Quanti soldi italiani finiscono in Olanda?

Quanti soldi italiani finiscono in Olanda? Ponendo questa domanda a Google ho trovato questa risposta su GLOBALIST.

Tra i primi c’è stata la Fiat, che adesso si chiama Fca, che ha portato la sede fiscale inOlanda dal 2014
Poi è stata la volte MediaForEurope, la nuova holding che ha unito Mediaset italiana e spagnola.
Poi tanti altri si sono spostati nei Paesi Bassi: Cementir, del gruppo Caltagirone, Eni, Enel, Exor, Ferrero, Prysmian, Saipem, Telecom Italia, Illy Luxottica Group e molte altre. 

eurobond In un momento come questo fa veramente rabbia constatare come la maggior parte delle grandi aziende italiane ci  sottrae risorse ingentissime, pagando le tasse in un paese dove esse non producono il loro reddito.

E gli Olandesi, che usufruiscono dei capitali sottratti agli Italiani, poi sono intransigenti con le condizioni a cui concederci prestiti per affrontare la crisi economica dovuta all’epidemia in atto!!! Che insopportabile ipocrisia!!!

E l’Europa, perchè non adotta regole comuni sul fisco? perchè consente questa concorrenza sleale tra stati? Che inettitudine insopportabile!

E’ vero, noi dovremmo combattere più energicamente l’evasione fiscale e la criminalità organizzata (vero cancro del nostro paese), ma sarebbe anche ora di chiedere ai partner europei un patto di lealtà, prima ancora di chiedere provvedimenti di solidarietà.

La mia amica Carmela scrive…..

Questa epidemia, pur se profetizzata da Bill Gates cinque anni fa, ha colto tutti di sorpresa e tutti gli ospedali , italiani e stranieri, hanno dovuto affannarsi ad adeguare l’offerta di posti letto e di attrezzature per far fronte a un afflusso mai visto prima di ammalati.

Ieri su facebook ho condiviso un post che informava di quanto fosse stato fatto a Roma per allestire nuovi reparti-covid senza che a questo fosse stata data la stessa risonanza mediatica ottenuta invece da quanto era avvenuto a Milano per allestire posti di rianimazione nell’ex-fiera. A questo post ha risposto una mia collega (devo dire ex visto che io non insegno più da anni e lei invece è ancora sulla breccia?), con la quale ho potuto condividere un breve periodo di lavoro, ma che ricordo sempre con grande affetto e stima. Ecco cosa ha scritto.

Carmela Scamardella Buongiorno, Diana! Non ho sentito per questo tanta enfasi come è accaduto per l’ospedale della fiera di Milano.
Si fa un gran parlare di come saremo migliori dopo tutto questo. Io ci credo poco, guardando le polemiche e le strumentalizzazioni di questi giorni: sembra che il governo non stia facendo nulla e che i virtuosi siano solo i governatori del nord. L’ altro giorno il sindaco del mio paese ha diffuso un video in cui dava le istruzioni alle famiglie bisognose per accedere ai buoni spesa avendo il Comune ricevuto 300.000 euro dal governo.

Ieri la mia scuola ha inviato alle insegnanti un modulo per segnalare i bambini che finora non hanno potuto usufruire della didattica a distanza, in quanto saranno forniti di dispositivi acquistati con fondi ricevuti dal governo.

L’ Inps pare stia ricevendo migliaia di richieste di bonus che, pur con gli intoppi che si stanno verificando, dovrà esaudire. Io non ho vissuto periodi di emergenza come questo e non posso fare confronti, ma immagino che questo governo stia facendo tutto quello che può, vista la situazione economica non certo florida.

Ieri sentivo Salvini che parlava di disastro e chiedeva le dimissioni del governo. Io non so di quale disastro parlasse. Avranno commesso degli errori, ma chi non ne ha commessi? Ho visto Report qualche giorno fa, non mi pare che la tanto decantata sanità lombarda ne sia uscita molto bene, ma di quegli errori non ne ho sentito parlare altrove. Come non ho sentito parlare, tranne che su un video che gira in rete, delle eccellenze che ci sono anche nella bistrattata (nessuno dice che riceve molto meno fondi rispetto a quella del nord) sanità del sud: un servizio di Sky inglese girato all’ospedale Cotugno di Napoli (vergognoso come il primario è stato trattato in TV, pur avendo la ragione dalla sua parte) ne elogiava il merito di essersi preso cura in modo eccellente dei malati, senza avere alcun contagiato tra il personale sanitario.
Ma le cose non cambieranno dopo l’epidemia, i leghisti lo hanno già sottolineato l’altro giorno al Senato: “non si usi la pandemia come scusa per far tornare la sanità allo Stato”.
Bisogna continuare a dare tutti i soldi al nord e a finanziare i privati. Scusa lo sfogo.

https://www.facebook.com/obrian61/videos/10222863372513051/
Qui è il video menzionato da Carmela.

Che rispondere a Carmela? direi che l’informazione è finanziata da chi ha certi interessi e non riesce a fotografare obiettivamente la realtà. Inoltre direi che se è vero che la sanità del sud riceve meno finanziamenti, ma non sono informata in materia, bisogna anche dire che la classe dirigente del sud ha spesso speso male i soldi che le sono pervenuti o a volte non ha saputo proprio spenderli. Sono tante le cause di questo divario tra nord e sud e dal suo superamento dipenderà il futuro di questo paese. Sono contenta di sapere che si stanno donando degli strumenti tecnologici a chi ne è sprovvisto per seguire le lezioni scolastiche: era proprio questo il dubbio che mi era venuto quando si è saputo dell’uso di lezioni on line.
Anche io credo che questo governo stia facendo bene il suo difficile compito e mal sopporto certe critiche pretestuose. Inoltre temo anche io che finita l’emergenza dimenticheremo i buoni propositi: la storia ci insegna che non riusciamo a imparare dai nostri errori. Grazie, Carmela!

La solidarietà non è solo altruismo.

In condizioni normali la solidarietà è un atto di generosità di cui beneficia materialmente solo il destinatario, mentre il benefattore ne trae  una gratificazione morale per il fatto di sentirsi “buono e bravo”.

Ci sono invece situazioni del tutto straordinarie in cui la solidarietà  è necessaria per difendere anche i propri interessi. Prendiamo ad esempio la situazione attuale:   in marzo la vendita delle auto è crollata dell’85,4% e la cosa è comprensibile, visto che le concessionarie sono rimaste chiuse e la gente è stata confinata in casa; chi produce più auto in Europa? La Germania.  Cosa se ne farà la Germania delle sue auto se Italiani, Spagnoli ed Europei in genere saranno ridotti in povertà e non potranno più comprarle?  Chiuderà le fabbriche? E che faranno i tanti  Tedeschi che resteranno senza lavoro?

Forse conviene a tutti darsi una mano per tentare di attutire il contraccolpo di questa crisi che potrebbe essere disastrosa per tutti. La solidarietà è forse l’unica chance per risollevarsi e pare che anche nell’opinione pubblica tedesca si stia facendo largo questa convinzione.