Il Catalano di oggidì.

Ricordate Catalano?  Era il filosofo dell’ovvio che ci divertiva in “Quelli della notte”, mitica trasmissione di Arbore di tanti anni fa. Io lo ricordo bene e ricordo una delle sue massime:

  • “E’ meglio una calda domenica di sole in spiaggia, a nuotare e a passeggiare sul bagnasciuga con una bella compagnia, piuttosto che una fredda domenica di pioggia, soli in casa mangiando un panino davanti alla TV”

Questo ci faceva molto ridere: non ci voleva certo un genio per fare certe considerazioni: era talmente ovvio, lapalissiano…..

Oggi Catalano non c’è più, ma c’è Salvini che dice:

-E’ meglio tenere aperti i negozi, piuttosto tenerli chiusi; è meglio tornare in palestra piuttosto che starsene in casa sul divano; è meglio andare a teatro che guardare la Tv; è meglio andare al ristorante che mangiare qualche piatto preconfezionato e scongelato….!!!

Ma che bravo, Salvini!!! Solo che non fa ridere, ma alimenta solo l’insofferenza della gente verso le restrizioni dettate dalla prudenza: è un atteggiamento irresponsabile!!

 

Applausi!!

Ho visto molti governi cadere, molti primi ministri lasciare Palazzo Chigi salutati dal cerimoniale previsto dal protocollo, ma non avevo mai visto i funzionari del palazzo affacciarsi alle finestre per salutare e applaudire chi se ne stava andando per fare posto al suo successore.

Invece ieri è successo! Ed è stato commovente il lungo applauso che esprimeva stima e affetto!

La popolarità di Conte è certo meritata e dovrebbe insegnare a certi politici che gli atteggiamenti provocatori, le volgarità, gli slogan gridati hanno fatto il loro tempo, non piacciono più a nessuno.

Speriamo che sia venuto il momento in cui siano la buona educazione, la competenza, la serietà e il rispetto per la gente e per le istituzioni a far salire nei sondaggi: vorrebbe dire che gli Italiani hanno acquisito una migliore capacità di giudizio.

Il trasformista.

“In un articolo su La Padania, scritto poco dopo la sua elezione a segretario, Salvini ha delineato la sua visione del futuro del partito, il quale dovrà collocarsi in un’alleanza con la estrema destra europea, in nome dell’euroscetticismo.[55][56][57] Nel testo si legge:[57]

«A livello internazionale la priorità è sgretolare questo euro e rifondare questa Europa. Sì, quindi, alle alleanze anche con gli unici che non sono europirla: i francesi della Le Pen, gli olandesi di Wilders, gli austriaci di Mölzer, i finlandesi… insomma, con quelli dell’Europa delle patrie.»

Queste righe sono state prese da Wikipedia alla voce “Matteo Salvini”

Bisogna dare atto a questo Matteo di avere grandi capacità acrobatiche: da denigratore degli Italiani del sud, ha cambiato la Lega Nord secessionista in una Lega allargata ai territori meridionali; da antieuropeista e antieuro ora si ritrova a sostenere Draghi, il maggiore fan dell’euro e della UE.

Non so se tutti abbiano notato come

le sue apparizioni sui social abbiano perso un po’ della loro trucidità (intendendo per truce: colui che vuole fare, non sa bene cosa, … purché sia o almeno sembri qualcosa di violento e di coraggioso, nei fatti o a parole, feroce, crudele, imprevedibile e spietato). Forse il calo vertiginoso subito nei sondaggi lo ha indotto a un cambio di tono.

Lui afferma di essere pragmatico, ma lo si potrebbe anche dire opportunista? Trasformista? Forse potrebbe fare concorrenza al Fregoli dei tempi andati o al Brachetti dei nostri giorni.

Conte: una piacevole sorpresa.

  • Fedeltà a Conte!!- è stata la prima reazione del M5s all’incarico a Draghi e questo aveva fatto pensare che non ci sarebbe stato futuro nemmeno per questo ultimo  tentativo di uscire dalla crisi.

Dopo gli inizi oscuri (sembrava uscito dal cilindro di un mago di prestigio), i primi passi in sordina di Conte mi avevano fatto dire di lui, parlando con un’amica: “E’ un po’ incolore”. Pareva spesso impacciato e lo si diceva teleguidato da Casalino.

Poi a poco a poco ha un po’ imparato il mestiere e si è conquistato il favore degli Italiani che hanno cominciato ad apprezzarne la serietà, il garbo e la capacità di farsi ascoltare anche in campo europeo.

Detto questo, temevo che si arroccasse sull’Aventino dopo aver subito lo smacco impostogli da Renzi, invece sta forse ora dimostrando di saper guardare oltre il suo “ego” e la sua disponibilità a collaborare con Draghi sarà probabilmente  determinante.

Draghi e la gatta da pelare.

Ci vuole un uomo dalle spalle larghe per accettare un incarico di primo ministro , anche se con riserva, in questo momento.

La mossa di Mattarella sta sparigliando tutte le carte: quelli che sono stati alleati fino a ieri,  oggi si allontanano dagli ex compagni di battaglie e non solo nei partiti della ex maggioranza, ma anche a destra.

E’ come se il capo dello Stato non avesse fatto appello al senso di responsabilità per affrontare una situazione di gravissima difficoltà per il nostro paese, ma avesse buttato un ordigno deflagrante nel Parlamento.

In questa situazione su chi potrà contare Draghi? Stranamente, visto che Draghi non può dirsi uomo di sinistra, per ora solo le sinistre dicono di voler appoggiare il suo tentativo e a loro pare si voglia affiancare FI, che si discosta dalle altre destre. Ma come fa la Lega a motivare la sua opposizione a Draghi? Cosa dirà ai commercianti e agli artigiani che aspettano con l’acqua alla gola misure che contrastino la spaventosa crisi economica che stiamo vivendo?

E i grillini, che si sono sempre proclamati disinteressati e puri, voteranno contro solo perché non avranno più poltrone da gestire?

E la Meloni? voterà contro solo perchè sarebbe suo  interesse andare a votare al più presto, visto che sta godendo di un vento favorevole? Mette  l’interesse del suo partito davanti all’interesse del paese? Non è molto diverso il suo atteggiamento da quello tenuto da Renzi in questa crisi.

Con tutto questo ribollire di interessi contrastanti non sarà facile per Draghi risolvere questa situazione che si preannuncia come una terribile “gatta da pelare”: ci vorrebbe senso di responsabilità e amore per il bene comune da parte di tutti, ma temo che siano due virtù ormai fuori moda.

 

 

 

 

Spregiudicato o indecente?

Il denaro giustifica proprio tutto?

Renzi che si prostra davanti a bin Salman ed elogia l’Arabia Saudita, in cambio di un lauto compenso, non mi piace. Credo che la spregiudicatezza dovrebbe avere almeno un limite: quello della decenza.

Pierantonio Costa: uomo giusto.

Fra pochi giorni celebreremo, come ogni anno la “Giornata della Memoria” per ricordare a tutti noi quali orrori siano possibili quando si mette a tacere la voce della coscienza e si fa finta di non sapere ciò che di disumano sta accadendo intorno a noi.

Stamattina alla radio, Alessandro Milan ha trasmesso la registrazione di un’intervista rilasciata in passato da Pierantonio Costa, morto solo qualche giorno fa senza che gli siano stati resi gli onori che meritava.

Costa era console in Rwanda quando in tre mesi un milione di persone fu massacrato a colpi di macete. Lui non guardò dall’altra parte, ma ascoltò la sua coscienza e usò il suo patrimonio personale (tre milioni di dollari) per salvare la vita a duemila persone che cercavano di fuggire da quell’inferno.

Con voce calma e senza nessuna retorica Costa, nell’intervista citata, raccontava la sua vicenda, sottolineando come l’uomo sia l’unico essere sulla terra che uccida per il piacere di uccidere e alla fine puntava il dito contro gli stati occidentali: non devono trattare con governi criminali facendo finta di non sapere quanto sangue abbiano versato. Sono parole che puntano senza ipocrisia il dito contro chi è corresponsabile ancora oggi dei  focolai di guerra che devastano  tanti paesi.

Sapremo preservare il ricordo dell’esempio dato da Pierantonio Costa, uomo GIUSTO?

Nel giorno della Memoria, dovremmo ricordare tutti i GIUSTI come il console Costa insieme a tutti  gli Olocausti perpetrati ogni volta che l’uomo dimentica di essere UOMO e lascia libero sfogo alla bestia che si annida nel profondo della sua anima.

Crisi e commenti stranieri.

Leggevo ieri sera i commenti dei giornali stranieri  sulla situazione italiana dopo la crisi di governo: tutti esprimevano stupore per questa sua ennesima mossa azzardata e imprevista. Nessuno vi ha colto quel grande amore per il bene del paese professato da Renzi e dai renziani, anzi, tutti la attribuivano alla volontà di protagonismo nonostante la irrilevanza del suo partito in tutti i sondaggi.

Giustamente qualcuno ha fatto rilevare che attualmente il ritiro dell’appoggio al governo è in grado di bloccarne l’attività solo perchè in parlamento ci sono ancora tutti gli amici che lui ha fatto eleggere quando era segretario del PD, ma, se si arrivasse alle elezioni, la rappresentanza di Italia Viva si ridurrebbe al lumicino o non sarebbe presente affatto.

Un commento tra quelli letti mi è rimasto impresso: Renzi è come quello che si suicida per paura di morire.

 

Crisi? ma che bella idea….!!!???

In un momento così drammatico per tutti noi, nel pieno di una  pandemia (che credo continuerà a farci compagnia a lungo) che provoca danni economici per ora incalcolabili, ma che si faranno sentire ben presto anche da chi al momento non ne ha avuto conseguenze dirette, la logica direbbe che dovremmo tutti mettere da parte gli interessi particolari per unire le forze e scendere in trincea compatti.

Invece assistiamo a un insopportabile tira-molla tra i partiti al governo con la prospettiva di una crisi che la gente non riuscirebbe a capire perchè metterebbe a rischio anche il Recovery Plan e di conseguenza la possibilità di usufruire dei fondi UE. Chi si rendesse responsabile di questa tragica eventualità meriterà la condanna da parte degli elettori e  della Storia e il mio personale “vaffa”