Povere donne!

L’idea di “esportare la democrazia” …….. è in verità un vecchio sogno americano, che con Bush si armò e mise in campo dispendiose risorse economiche.

Queste righe sono state tratte da un articolo di Huffington Post del 16 aprile scorso, in cui si cominciava a parlare del ritiro dei soldati USA e Nato dall’Afghanistan e già si prevedeva il triste epilogo che si sta verificando in queste ore a Kabul: i soldati dell’esercito afghano, addestrati per vent’anni (anche dal nostro contingente), si stanno arrendendo senza opporre alcuna resistenza all’avanzata dei taleban.

Evidentemente l’idea occidentale di libertà non ha conquistato i cuori e le menti dei soldati afghani: mi balena l’idea che, essendo tutti uomini, possa non dispiacere loro la prospettiva di ritornare ad essere gli unici protagonisti della vita sociale e politica del paese, assoggettando le donne al loro arbitrio.

Forse però non è secondario il fatto che l’intervento occidentale, mascherato da “esportatore di democrazia”, nascondesse anche interessi economici e politici che tuttavia a me non risultano molto chiari,

Resta comunque sempre vero, e la storia lo dimostra, che ogni popolo deve conquistarsi la sua libertà, devono maturare le coscienze  e questo richiede tempi lunghi. Nel frattempo temo che per le donne afghane inizi un periodo molto buio e triste.

Oggi avrebbe 140 anni…

Oggi avrebbe 140 anni, proprio come mia nonna Marcellina.

Questa mattina, infatti, la RAI ha ricordato il 140° anniversario della nascita di Alcide De Gasperi, avvenuta a Trento nel 1888, quando il Trentino era sotto il governo austriaco. Già negli anni dell’Università, a Vienna, partecipò a manifestazioni per chiedere il riconoscimento della cultura italiana e in difesa della sua regione e per questo subì un arresto e una breve detenzione in carcere.

Dopo la laurea, seguì le orme di don Sturzo e lo sostituì quando questi fu costretto all’esilio. Da quel momento si impegnò in  politica, intendendola come servizio alla comunità nazionale e come  la “forma più alta di carità” (Paolo VI).

Il suo modo di vivere la politica è  e sarà sempre un luminoso esempio di coerenza al proprio credo religioso, ma anche di limpida laicità, sapendo ben distinguere i suoi doveri di cristiano e quelli che gli derivavano dai ruoli politici sempre più importanti che andava via via ricoprendo.

Riuscì a meritare rispetto per l’Italia sconfitta, devastata dalla guerra, e a porre le basi per rendere realizzabile il sogno di una  nuova Europa.

I politici di oggi, spesso più interessati a conquistare visibilità a ogni costo per poter essere rieletti, dovrebbero tutti avere sulla scrivania una sua foto per non dimenticare mai quale sia il modo più autentico di fare politica.

 

Una rivoluzione silenziosa…

È in atto una rivoluzione silenziosa?

Parrebbe di sì …ecco quello scrive Romano Prodi in un interessantissimo articolo; ne riporto solo due capoversi che mi sembrano molto significativi:

……È tuttavia degno di riflessione aggiuntiva il fatto che, proprio in questi giorni, sta diventando possibile un altro processo di avvicinamento fra le due sponde dell’Atlantico dato che, su entrambe le rive, si sta riflettendo sulla possibilità di imporre una tassazione minima per le grandi imprese multinazionali.

In questo caso possiamo anzi convenire che il compito di Gentiloni, paladino da parte europea nel sostenere che le imposte si pagano dove si formano i profitti e non dove l’impresa ha la sede legale, sia più difficile di quello di Biden, dati gli interessi di alcuni paesi europei a continuare ad essere paradisi fiscali.

Se Gentiloni riuscirà in questa impresa, col supporto di Draghi, molte cose potrebbero cambiare in meglio per l’Italia, ma sarà battaglia dura, credo…

Da noi non se ne parla più…

Da noi si parla poco di Myanmar (Birmania) e quindi si è portati a pensare che la situazione di quel paese si sia normalizzata, ma le notizie che ho appreso poco fa da mia sorella che vive in Thailandia sono purtroppo molto diverse.

Ma qual è la causa del colpo di Stato dei militari e delle successive stragi di giovani manifestanti che chiedono il rispetto del voto popolare? Come al solito è tutta questione di soldi, di materie prime troppo  preziose per lasciarle nelle mani della minoranza che abita nel territorio dove si concentrano le maggiori ricchezze…così come come viene detto in questo articolo che si conclude così:

La motivazione è soprattutto economica visto che la Regione in cui vivono è ricca di risorse naturali:  legname, gas, pietre preziose, oro. Secondo la European Karen Network, “la soluzione alla crisi dei rifugiati Karen in Thailandia è che i militari in Birmania vengano smantellati e che si torni presto ad una democrazia federale in cui i diritti umani siano rispettati”. (SIR – Agenzia di informazione)

La Thailandia ospita già, nelle zone di confine con la Birmania, migliaia di rifugiati che vivono in condizioni di grande disagio, ma altre migliaia di persone sono costrette ad abbandonare le loro case per i bombardamenti decisi dai militari.

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra i rappresentanti dei paesi asiatici della zona,  però si è concluso con un nulla di fatto e l’ONU non può intervenire in nessun modo per l’opposizione di Cina e Russia.

 

Tenere il piede in due scarpe.

ChiTieneIlPiedeSi può stare contemporaneamente al governo e all’opposizione? La logica dovrebbe indurci a rispondere che non è possibile, invece nella realtà, per miserabili interessi di parte questo accade abbastanza spesso.

Si mandano i propri rappresentanti nelle riunioni in cui si prendono decisioni importanti, si sottoscrive un accordo e subito dopo in piazza si grida a gran voce che quell’accordo è carta straccia. E’ l’atteggiamento comunemente definito: tenere il piede in due scarpe.

E’ il caso di Salvini che smentisce Giorgetti, suo alter ego, e di tutti coloro che non rinunciano a occupare posti di governo, ma vogliono tenersi buoni certi elettori sensibili agli slogan più che alla coerenza delle idee e dei comportamenti.

Non è così difficile smascherare questi giochetti da doppiogiochisti ambiziosi e irresponsabili e bene ha fatto Draghi a non cedere.

 

LoSnodo + Umanamente= Raccontami una Tesi.

Spesso ci si lamenta della scarsa partecipazione dei giovani alla vita associativa, ma ci sono delle realtà meritevoli di attenzione purtroppo ancora poco conosciute.

Tra queste realtà possiamo certo annoverare”LoSnodo”, la cui sede è alla stazione di Erba e “Umanamente ” con sede a Canzo: sono due associazioni giovanili che si prefiggono di vivacizzare il panorama socio-culturale delle nostre comunità.  Questa pandemia le ha “mutilate” sul nascere, ma ora stanno provando a rimettersi in moto. Hanno infatti pensato di organizzare  una serie di  videoconferenze  intitolata” Raccontami una tesi”:  di volta in volta un giovane neolaureato presenterà la propria tesi di laurea, dando modo ai partecipanti di aggiornare le proprie conoscenze e di chiarirsi le idee nel dibattito finale.

Ieri sera è stata la volta di Francesco, che ci ha parlato di “INTEGRAZIONE EUROPEA ALLA PROVA DEI NAZIONALISMI: L’INFLUENZA DEI DISCORSI POPULISTI”

Dopo una breve sintesi della storia dell’unificazione europea, Francesco ci ha spiegato quali elementi accomunino i vari populismi del passato e del presente attraverso l’analisi dei discorsi di personaggi che hanno fatto del populismo la molla del loro successo politico:

Mary Elizabeth Lease (contadina americana della fine dell’800);

Pierre Poujade (fondatore in Francia di un sindacato, antenato dell’odierno Front National);

Viktor Orban, il presidente ungherese che controlla la quasi totalità della stampa e delle Tv del suo paese;

Matteo Salvini, attuale capo politico della Lega.

Nei loro discorsi sono presenti elementi comuni: posizioni estreme, slogan di facile presa, contrapposizione verso un presunto “nemico”, avversione verso chi governa e verso le istituzioni.

Facile comprendere che con questi presupposti i populismi costituiscono un pericolo per il processo di integrazione dei paesi membri dell’UE e lo testimonia la Brexit propagandata dal populista britannico Farage.

L’Europa potrà difendersi dai populismi, se saprà abbandonare una politica basata solo sui rapporti economici e riscoprirà i valori di solidarietà e di difesa dei diritti che hanno ispirato i Padri fondatori.

Dal dibattito che è seguito alla esposizione del bravissimo Francesco, sono emerse  le aspettative e le delusioni dei giovani verso l’UE: appare sempre eccessivo il peso della burocrazia, troppo debole la politica verso i populisti interni, palese l’incapacità di governare il fenomeno dell’immigrazione,  troppo pavida nella difesa dei diritti umani nei paesi limitrofi e per troppo tempo ha fondato la sua politica economica sull’austerità (che ha favorito i populisti)..

Tutti però hanno convenuto che c’è bisogno di un’ Europa forte e coesa, pena l’irrilevanza dei paesi europei nella politica internazionale; c’è bisogno di grandi progetti comuni (difesa dell’ambiente, unificazione dei sistemi fiscali, stipendio minimo) che però non devono venire vanificati dalle lentezze burocratiche e dalle inefficienze a livello delle istituzioni locali.

Per parte mia ho fatto notare che oltre ai limiti evidenti dell’UE come è ora, non si può dimenticare che ha garantito, per la prima volta nella storia, 75 anni di pace ai paesi membri che nel passato hanno mandato i propri giovani a morire in guerra per questioni territoriali, di prestigio e per desiderio di prevalere gli uni sugli altri. Ciò ha garantito per secoli un livello di vita sub-umano alle classi più povere del continente. Ai miei tempi non si poteva certo pensare di andare in Francia, in Germania o in altri paesi confinanti semplicemente fornendosi di un biglietto aereo o mettendosi al volante della propria auto senza altre formalità  e solo poco tempo fa le badanti polacche dovevano rientrare in patria per rinnovare il permesso di soggiorno ogni tre mesi.

Avrei potuto ricordare anche un’altra garanzia di cui godiamo noi cittadini europei: il controllo severo della qualità dei prodotti che consumiamo per la nostra alimentazione e per la vita quotidiana (normative precise sulla qualità degli alimenti, il marchio CE su giocattoli, apparecchiature elettroniche ecc. …).

L’Unione Europea è nata per merito di chi ha saputo sognarla e farle muovere i primi passi; ora tocca ai giovani renderla forte e sempre più unita nella solidarietà, che la pandemia ha reso non più rinviabile.

E’ stata una bella serata e un’occasione preziosa per me per  incontrare dei giovani e sentire le loro idee, perciò non mancherò ai prossimi appuntamenti di “Raccontami una tesi”.

Metodi da dittatori

Nel 1934 mio padre aveva votato e raccontava:

  • C’erano due liste e chi te le consegnava dentro al seggio ti “consigliava” con toni poco rassicuranti con queste parole:- Questa è la scheda buona e quest’altra è quella cattiva: quale scegli?-

E’ facile immaginare cosa potesse “scegliere” (era davvero una scelta?) la gente che sapeva delle spedizioni punitive, delle squadracce di manganellatori, delle purghe a base di olio di ricino, delle deportazioni e del carcere riservati agli oppositori…

E così Mussolini si assicurava la rielezione sua e di tutti i membri del suo apparato…

Ci sono tanti modi per tradire la democrazia e in genere si parte dai giornali, e dai mezzi di comunicazione imponendo la censura e tappando la bocca a chi non si allinea alle direttive del capo politico di turno e mi pare che Erdogan sappia bene come si fa. Lo possiamo definire un dittatore? Penso di sì.

 

Sarà solo “scruscio”?

C’è un detto siciliano che recita: “Scupa nova scruscio fa”(traduzione: scopa nuova fa rumore)

Con una efficacia e una capacità di sintesi che solo i dialetti hanno, vuol  riferirsi  a chi, nuovo arrivato  in una carica o in un ruolo, apporta subito riforme e modifiche varie  per distinguersi da chi lo ha preceduto e per far capire che la “musica” è cambiata. Ma c’è anche un altro significato nascosto e più disincantato che richiama la famosa battuta de “Il gattopardo” : che tutto cambi perchè tutto resti uguale.

Ora nel PD è arrivato un nuovo segretario, che avrebbe potuto vivere tranquillamente  per il resto dei suoi giorni lontano dalle beghe di un partito che pare sempre in preda a crisi isteriche, a volontà autodistruttiva e forse si è messo in testa di dargli una scossa. Infatti sta impegnando tutti i circoli in un tour de force di riunioni on line per discutere su 21 proposte programmatiche.

L’idea non è male, soprattutto se si pensa che da troppo tempo chi si impegna localmente in politica  si sente del tutto ignorato dai livelli superiori, ma sarà davvero l’alba di una nuova era? O sarà un velleitario fuoco di paglia? Chi vivrà vedrà.

Come pesci pescati con le bombe…

Se ci fosse ancora mia suocera direbbe che Fontana e compagnia “parono  pigghiati da una bumma” (spero di aver ricordato esattamente), paragonandoli ai pesci pescati con le bombe che hanno sempre “un’espressione” molto stupita: bocca aperta e occhi sbarrati: non si aspettavano di finire così…

La settimana scorsa, Bertolaso è venuto a Erba a ispezionare i padiglioni di Lariofiere e ha detto, tra gli applausi dei presenti, che lì, tra un mese, forse, nel caso che tutto vada bene, si potrà partire con le vaccinazioni …..

Ma se è da un anno che si sa che servono spazi per vaccinare tutta la popolazione, non si poteva partire un po’ prima, ….diciamo per esempio  a giugno dello scorso anno?

Per gli amministratori della regione, questa pandemia è stata come la bomba menzionata da mia suocera e ancora sono lì a bocca aperta e con gli occhi sbarrati a chiedersi cosa stia capitando. Si muovono sempre troppo tardi e spesso tragicamente in modo sbagliato  (vedi come stanno andando prenotazioni e vaccinazioni). Ma certamente sentiremo ancora accusare il governo e i vaccini mancanti ….

 

 

Politica, preziosa forma di carità.

Nella “Fratelli tutti”, ultima enciclica di Papa Francesco , al paragrafo 180 si legge: ” … la (buona)  politica ….è una forma preziosa di carità, perchè cerca il bene comune”.

Credo che un dei tanti modi  per esercitare la buona politica, intesa nel senso indicato da Francesco,  sia quello di riconoscere alle persone la loro dignità e per questo credo che la proposta dello “ius soli (diritto di suolo)” o “ius culturae” sia da appoggiare.

Cosa c’è di strano a riconoscere a chi è nato in Italia, ha frequentato le scuole italiane e parla l’italiano meglio della media dei cittadini autoctoni il diritto di cittadinanza? Una legge in tal senso non toglie nulla a nessuno, ma può cambiare in meglio la vita di tanti giovani e assicurare loro la dignità di persone che hanno il diritto di esistere alla luce del sole.