Pensando alla scuola…

L’inizio imminente del nuovo anno scolastico, accompagnato da incertezze e  timori, mi fa venire in mente  un altrettanto difficile inizio di anno scolastico di oltre quarant’anni fa. Lo riporto qui per mandare un messaggio agli insegnanti che si trovano ad affrontare un’esperienza nuova: spesso davanti alle difficoltà scopriamo in noi stessi risorse che non sapevamo di possedere, perciò “Coraggio!!!”

Non c’era ancora nessuna legge che regolamentasse l’inserimento di bambini con handicap nelle classi. Un istituto di riabilitazione e recupero di bambini con handicap aveva iscritto tra i 57 bambini residenti che dovevano frequentare la prima classe, alcuni suoi pazienti con gravi difficoltà motorie e/o di apprendimento. Eravamo in due a dover prendere in carico le due sezioni di classe prima previste dal provveditorato e l’ impresa si presentava ai limiti delle umane possibilità. Riuscimmo a convincere il collegio docenti ad assegnare l’ unica insegnante di sostegno, presente nel plesso, alle nostre sezioni  e facemmo insieme una scelta per quei tempi poco praticata. Considerammo gli iscritti come un unico gruppo da dividere in tre sottogruppi che si modificavano secondo le diverse attività e sui quali ruotavamo a turno noi tre insegnanti.

Non avevamo locali adatti, non avevamo una palestra, nè un laboratorio, ma con l’ aiuto dei bambini gli spazi venivano adeguati alle varie esigenze. Addirittura i bambini trasportavano una sedia a rotelle su per le scale per raggiungere l’aula al primo piano, mentre io portavo in braccio l’alunno affetto da miodistrofia.

Dopo un primo periodo di sconcerto fra i genitori e i colleghi, in breve tempo i nostri bambini si mostrarono entusiasti  di questa scuola un po’ movimentata e anche i genitori furono ben felici dei risultati che ottenevano tutti, perchè dovendo adeguare la didattica e le attività anche alle esigenze dei meno fortunati, ne beneficiò tutto il gruppo e tutti raggiunsero gli obiettivi programmati.

Questo “modus operandi” si protrasse per ben tre anni, finché le autorità scolastiche non si rassegnarono a riconoscere la necessità di tre classi  effettive e noi insegnanti proseguimmo a programmare per classi aperte, come avevamo fatto fin dall’ inizio.

Ricordo quel periodo come uno dei più faticosi della mia esperienza scolastica per i tanti progetti che abbiamo dovuto sottoporre ai dirigenti scolastici, ma è stato anche un periodo di grande entusiasmo, di grande sintonia con le colleghe e di grandi soddisfazioni.

 

Non è fata Morgana, peccato!

E sono arrivate le tanto attese disposizioni ministeriali per la riapertura delle scuole a settembre…..Forse operatori scolastici, genitori e studenti si aspettavano che la ministra, con una serie di formule magiche, riuscisse a risolvere tutti i problemi posti dalla necessità di mantenere distanze di sicurezza e condizioni igieniche nelle nostre scuole.

Forse molti pensavano che bastasse il suo “verbo” a trasformare gli edifici scolastici (molti vecchissimi se non fatiscenti) in moderne strutture con aule spaziose, ampi spazi verdi, classi ridotte a 10/12 alunni…

I presidi protestano perchè a loro viene lasciata la responsabilità di organizzare le lezioni in base alla situazione oggettiva di ogni singola scuola, ma come avrebbe potuto la ministra emanare norme adatte ad ogni singolo caso?

Questa ministra non mi è molto simpatica, ma è certo che deve affrontare situazioni del tutto inedite in un quadro generale complicatissimo: tutti le stanno tirando le pietre addosso, ma qualunque cosa avesse detto avrebbe ottenuto le stesse reazioni.

Le radici antiche del bullismo…

La didattica a distanza imposta dal distanziamento sociale ha mostrato tutti i suoi limiti in questi mesi appena trascorsi.

Mi raccontava ieri un’insegnante che molti alunni durante i test lamentavano problemi di connessione  (veri o inventati non è dato saperlo con certezza), altri sparivano proprio nei momenti più impegnativi… un lato positivo però c’è stato: nelle cronache non è stato registrato nessun caso di docenti  bullizzati durante le video-lezioni!!!

Tali deprecabili episodi denunciati negli scorsi anni, hanno fatto gridare, giustamente, con indignazione contro la maleducazione di certi alunni, spesso spalleggiati da famiglie con molto discutibili gerarchie di valori.

-Che tempi! Dove andremo a finire! Non si sono mai visti prima casi del genere! – si diceva…… ma non è vero!

AgostinoSto rileggendo le “Confessioni” di S. Agostino (IV sec.d.C.) e leggo con una certa meraviglia che gli insegnanti a quel tempo se la passavano molto male: dovevano subire ogni sorta di angherie dai loro studenti, che poi abbandonavano le lezioni (per passare ad altro insegnante) al momento di pagare la retta. Ed è stato per andare a cercare condizioni di lavoro più dignitose che Agostino lasciò le coste africane per recarsi prima a Roma e poi a Milano.

Non c’è proprio niente di nuovo sotto il sole: cambia la tecnologia, ma vizi e virtù restano immutati.

Spese scolastiche detraibili …meglio saperlo!!!

Oggi ripartono le scuole anche per i miei nipoti emiliani e so quanto sia costoso l’inizio dell’anno scolastico per chi deve acquistare libri e accessori vari per più di un figlio.  Non sapevo però che le spese scolastiche fossero detraibili come le spese sanitarie….questa è una buona notizia. Leggete QUI.

Un ricordo di scuola.

La relazione della psicologa dell’ istituto che lo aveva curato, diceva che era  un bambino che risentiva di traumi cerebrali  causati da un incidente d’ auto, subito quando aveva quattro anni. Le terapie erano riuscite a riportarlo a camminare, anche se doveva ancora avvalersi di tutori, ma la formulazione della parola era rimasta lenta; le capacità intellettive erano valutate nella norma (anche se ai limiti inferiori).
All’ impatto con la scuola (prima elementare) il bambino mostrò tanta voglia di relazionarsi con i compagni e con la maestra, ma aveva dei terribili accessi di aggressività e faceva molta fatica a seguire le attività. La motivazione principale dell’ inserimento era stata la socializzazione e durante quel primo anno imparò a fare il bravo scolaro, ma non imparò nè a leggere nè a scrivere (perchè non ero abbastanza severa, diceva la psicologa ad ogni incontro) e quindi ero stata invitata a bocciarlo.
A me sembrava una vera crudeltà, visto che aveva fatto progressi da gigante nei rapporti coi compagni e nell’ autocontrollo e non raccolsi l’ invito. Durante l’ estate gli preparai una specie di sillabario con il lavoro già predisposto in modo da riuscire a seguirlo mentre la classe faceva attività diverse. E il secondo anno imparò a leggere e a scrivere semplici frasi.
Chi lo seguiva però non era soddisfatto perchè poteva fare di più…ma non era vero : il poverino riusciva a imparare certe cose al mattino , ma non riusciva a ricordare il giorno dopo ciò che era stato fatto , soprattutto quando si trattava di tecniche legate alla matematica.Dopo aver sperimentato tutte le strategie possibili, capii che le lesioni dovevano aver colpito la parte di memoria preposta a quelle attività e cominciai a scrivere ogni giorno sul suo diario: studia la tabellina del 2. Andai avanti per un mese e più, fini a quando arrivò il giorno della riunione con gli specialisti (la psicologa era cambiata).
L’ incontro si svolse secondo il solito rituale  e stavamo per concludere quando l’ assistente del bambino mi disse un po’ imbarazzata:- Signora quando lei scrive sul diario di studiare le tabelline, posso fargli fare qualcos’altro? Lui non è in grado di ricordarle, non c’ è niente da fare……-

A questo punto mi illuminai tutta e le dissi: – Cara signorina, lei da oggi in poi non troverà più quella scritta sul diario, perchè so benisssimo che non può impararle. Io volevo solo che fosse lei a dirlo, perchè se lo dico io mi sento dire che devo essere più severa…..
I presenti si scambiarono sguardi molto imbarazzati, mentre sull’ assemblea scendeva un gelo da brividi….. e da quel giorno nessuno mi disse più di essere più severa… anzi non mi invitarono nemmeno più alle  riunioni….

E la gente sta a guardare…

Cosa pensare di un popolo che guarda indifferente le stragi ricorrenti dei propri figli?

In America ieri un ragazzo di 19 anni ha aperto il fuoco uccidendo 17 persone in una scuola…. e questa è la 19^ sparatoria dall’inizio di quest’anno!!!! Ma nessuno parla di limitare il commercio delle armi….dicono che si devono curare le persone instabili: e questo va benissimo.

Ma se una persona instabile ha a disposizione un’arma da guerra, fa certo più danni che se avesse soltanto un coltellino svizzero o una cerbottana….direi io.

Il fatto che queste stragi avvengano preferibilmente nelle scuole, mi fa  pensare che ci sia anche qualche problema nel sistema educativo americano…..non sarà troppo selettivo? tenderà in maniera inadeguata all’integrazione  dei soggetti più deboli? Non so….

Certo è che la misura di armare anche gl’ insegnanti, proposta ventilata da qualcuno, mi pare la meno adeguata per arginare il problema. E intanto padri e madri stanno alla finestra a guardare…

Italia – Olanda: gemellaggio tra scuole.

E’ come se la valigia fosse scoppiata!!!- dice mia figlia tornando dalla stanza dove ospita la teen-ager olandese venuta per uno scambio-gemellaggio tra la scuola di mia nipote e quella di una città dei Paesi Bassi dal nome difficile da ricordare.

La ragazzina è veramente deliziosa: biondissimi capelli lunghi, occhi azzurri, colorito roseo, sempre sorridente e gentile, ma evidentemente, come tutte le sue coetanee, ha troppe cose cui badare per poter pensare a mettere in ordine gli abiti o per raccogliere le calze sporche…… fortunatamente ha una stanza tutta per sè, con bagno annesso e può sbizzarrirsi quanto vuole.

Mia nipote si trova molto bene con lei e insieme parlano fitto fitto in inglese con grande facilità ….. è bello vederle tanto affiatate anche se si conoscono da pochi giorni.

Oggi pomeriggio, ragazzi ospiti e ospitanti hanno intrattenuto i genitori con uno spettacolo comprendente i video e le drammatizzazioni realizzati da loro e aventi per filo conduttore le Favole di Fedro: volpi, lupi, cicogne e asini parlavano in latino, in inglese e in italiano: molto divertente!

Domani i ragazzi italiani e i loro ospiti olandesi andranno a Bologna, staranno insieme tutto il giorno prima di lasciarsi domenica mattina.

Queste lodevolissime iniziative nascono grazie alla passione per l’insegnamento di docenti ammirevoli, che oltre a voler trasmettere la loro disciplina vogliono costruire i nuovi cittadini dell’Europa e del mondo.

Solo i vecchi votano la Brexit o la secessione catalana: i giovani sanno che il mondo diventa sempre più un villaggio in cui è meglio imparare a conoscersi per poter vivere in pace.

 

Scuola e “ghetti”.

scuolaQuesta storia, che Concita De Gregorio riporta su “repubblica”, ritrae un vecchio vizio della scuola.

Ricordo che quando ero alle prime armi come insegnante in un plesso scolastico con più sezioni per ogni classe, chissà per quale magia mi capitavano  le classi con la percentuale più alta di bambini provenienti da famiglie in difficoltà.

La selezione in quei casi era mascherata dall’alfabeto: nella sezione A venivano inseriti i bambini col cognome che iniziava con le prime dieci lettere, mentre i restanti  finivano nella sezione B.

Ora ci sono altri modi, soprattutto nelle scuole medie: si inseriscono sezioni con particolari indirizzi didattici, così abbiamo la sezione musicale, quella con due lingue straniere o quella informatica……

E i bambini con evidenti difficoltà di apprendimento restano confinati nelle sezioni senza alcuna specializzazione?  Questo non lo so e spero che queste ultime non si trasformino in ghetti, ma possano contare su insegnanti preparati e impegnati ad offrire ad ogni alunno la possibilità di sfruttare al meglio le proprie potenzialità.  Perchè, diciamolo francamente, la qualità della scuola dipende dalla qualità degli insegnanti, dalla loro professionalità, dalla loro preparazione, indipendentemente dall’indirizzo particolare che viene dato alle classi…..

Ricordando Don Milani.

Salmi 117,22.

22 La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d’angolo…..

Questo versetto spesso citato a proposito di Gesù, può essere citato a ragione anche per Don Milani….

don-milaniChi lo aveva “scartato”, confinandolo in uno sperduto borgo di montagna per cercare di renderlo innocuo, di avvolgerlo nel silenzio, ha invece dato modo a questo uomo di grande intelligenza e lungimiranza di mettere in pratica le sue geniali intuizioni educative.

Ora, a cinquant’anni dalla sua morte, tutti riconoscono la portata rivoluzionaria della sua sperimentazione e oggi al Ministero dell’Istruzione  si terrà una manifestazione in suo onore.

Riporto qui sotto un brano del libro scritto dai ragazzi di Barbiana sotto la guida di don Milani:

« A poco a poco abbiamo scoperto che questa è una scuola particolare: non c’è né voti, né pagelle, né rischio di bocciare o di ripetere. Con le molte ore e i molti giorni di scuola che facciamo, gli esami ci restano piuttosto facili, per cui possiamo permetterci di passare quasi tutto l’anno senza pensarci. Però non li trascuriamo del tutto perché vogliamo accontentare i nostri genitori con quel pezzo di carta che stimano tanto, altrimenti non ci manderebbero più a scuola. Comunque ci avanza una tale abbondanza di ore che possiamo utilizzarle per approfondire le materie del programma o per studiarne di nuove più appassionanti. Questa scuola dunque, senza paure, più profonda e più ricca, dopo pochi giorni ha appassionato ognuno di noi venirci. Non solo: dopo pochi mesi ognuno di noi si è affezionato anche al sapere in sé… Prima l’italiano perché sennò non si riesce a imparar nemmeno le lingue straniere. Poi più lingue possibile, perché al mondo non ci siamo soltanto noi. Vorremmo che tutti i poveri del mondo studiassero lingue per potersi intendere e organizzare fra loro. Così non ci sarebbero più oppressori, né patrie, né guerre. »

Una frase famosa di Don Milano è quella che paragona la scuola a un ospedale che cura i sani e scarta gli ammalati. Credo che una scuola che si prende cura dei più deboli non solo non limita i più capaci, ma dà modo a tutti di approfondire di più le proprie conoscenze e di acquisire esperienze umane preziosissime.

Farsi i fatti propri o prendersi cura?

Diversi episodi di bullismo  feroce (tra cui questo) sono stati denunciati dalla stampa in questi giorni.  Gruppi di ragazzini  si coalizzano per tormentare e torturare la vittima presa di mira, che, minacciata, non può fare altro che subire violenze inenarrabili…..

Mi chiedo se sia possibile che certe cose accadano senza che nessuno intorno se ne accorga: possibile che tra i coetanei nessuno sappia di questi abusi? Possibile che nessun adulto sia mai presente anche solo di passaggio quando un ragazzino viene appeso nudo da un ponte o quando viene tenuto a catena come un cagnolino e trascinato per le vie del paese?

Forse molti sanno ciò che accade, ma preferiscono non immischiarsi, farsi i fatti propri, fare finta di non vedere e non sapere altrimenti ci si sentirebbe in dovere di fare qualcosa, di denunciare, di mettersi nelle grane….Tra questi vigliacchi ci sono forse persone con figli o insegnanti …

C’è chi ha detto che il male peggiore del mondo di oggi è l’indifferenza e ha ragione…Dovremmo guardare ogni bambino, ogni ragazzo, come se fosse nostro figlio e prendercene cura in caso di difficoltà.