Un pellegrinaggio per sentirci di nuovo comunità.

La pandemia ci ha intimoriti, ci ha indotti a diffidare di chiunque, molti si sono chiusi in casa per mesi anche quando le condizioni ambientali e le disposizioni governative avrebbero consentito qualche libertà in più. Ora però, pur nel rispetto di tutte le cautele del caso, è ora di riprendere a vivere.

Il gruppo culturale della parrocchia di Arcellasco, nei primi mesi del 2020, aveva organizzato l’ormai tradizionale pellegrinaggio quaresimale da tenersi nei primi giorni di marzo. Tutto era pronto: avevamo contattato azienda dei trasporti, le guide per la visita alle chiese di Lallio, Colzate e Clusone, preparato il “gadget” , distintivo del tema del pellegrinaggio stesso….. ma ecco arrivare la pandemia, che proprio in quelle località è stata più feroce che altrove…..

Ora anche in Val Seriana si respira una gran voglia di ripresa e il giorno 9 ottobre prossimo, quando realizzeremo finalmente il nostro pellegrinaggio (certamente non sarà definito “quaresimale”, ma di inizio dell’anno pastorale) tutti saranno ben lieti di accoglierci.

Potremo disporre di 43 posti sul pullman, chi vorrà potrà portarsi la colazione al sacco o scegliere uno dei tanti ristoranti e tavole calde che Clusone (dove saremo all’ora di pranzo), offre.

Chi intende partecipare potrà rivolgersi alla segreteria della parrocchia di Arcellasco. Cliccando sul link sottostante troverete tutti i dettagli della nostra proposta.

locandina pellegrinaggio 2021 

Quanto ci costano i no-vax?

Questi No-Vax stanno veramente oltrepassando i limiti …. Fortunatamente ieri le loro minacce di boccare i trasporti ferroviari sono andate a finire in un nulla di fatto. Nei giorni scorsi hanno aggredito dei giornalisti e minacciato varie personalità.

I docenti no-vax pretenderebbero i tamponi gratis, ma abbiamo già la fortuna di avere i vaccini gratis, perchè si dovrebbero spendere soldi aggiuntivi per i tamponi di chi diffida della scienza? E che esempio danno ai nostri ragazzi gli insegnanti che presentano green-pass falsi?

Si spendono montagne di euro per curare i no-vax che contraggono il virus e finiscono in terapia intensiva (ogni paziente costa 1500 euro al giorno): sono soldi che avremmo risparmiato se tutti si fossero vaccinati. Qualcuno ha proposto di far pagare le degenze ospedaliere agli ammalati che hanno rifiutato il vaccino e io direi che la proposta va presa in considerazione.

All’Arena.

Ieri sera a Verona non faceva freddo come qui nella bassa e io mi ero ben coperta, così mi sono goduta lo spettacolo veramente grandioso che si svolgeva sul palco.

I balletti e le coreografie del secondo atto lasciano davvero a bocca aperta, l’acustica perfetta consente di apprezzare in uno spazio così grande tutte le sfumatura del bel canto e della musica.

La struttura dell’opera e del libretto rivela i suoi quasi due secoli di vita: gli ultimi due atti al giorno d’oggi sarebbero stati concentrati in uno solo, ma il fascino dell’opera lirica è anche in quel suo essere prodotto tipico di un momento storico e culturale.

E’ stato molto emozionante sedere su quei gradoni vecchi di tanti secoli, sempre intatti e perfettamente funzionali allo scopo per cui sono stati pensati: la mente andava a ritroso nel tempo e provavo sensazioni che solo il Leopardi è riuscito a esprimere in modo incomparabile:

….. e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

 

Che freddo farà all’Arena?

Da tanto tempo desideravo andare all’Arena di Verona e finalmente mi è capitata l’occasione giusta: un mese fa mia figlia ha prenotato anche per me.

Andremo a vedere l’Aida, uno spettacolo che dovrebbe interessare anche mio nipote, appassionato di storia e di storie ad essa legate.

C’è però un problema: dovrò andarci stasera e, per  sfortuna, oggi è anche il primo giorno freddo di questo agosto che fino a qualche giorno fa ci ha fatto soffrire per il gran caldo.

Stasera ci vorranno giacche a vento e coperte sulle ginocchia, ma resisterò!!!

Ci sono bambini in Africa….

Ci sono bambini in Africa che sognano di poter venire in Italia o in Francia per tentare di diventare calciatori.

Sono bambini che non sempre hanno abbastanza da mangiare in casa loro e sanno che diventando calciatori potranno provvedere a se stessi, alla famiglia e a tutto il parentado.

Ci sono società sportive  in Italia e in altri paesi europei, che mandano dei loro emissari in Africa a cercare giovani promesse per poterli ingaggiare per qualche euro e poterli poi rivendere a suon di milioni.

Queste due realtà danno vita a un traffico di un gran numero di giovanissimi che affrontano da soli viaggi pieni di pericoli con il miraggio di un futuro radioso, però solo qualcuno di loro riuscirà a realizzare quel sogno, per gli altri sarà l’inizio di una vita di stenti e di  moderna “schiavitù” nelle periferie delle nostre città.

Spesso questi ragazzi  non hanno il coraggio di rientrare in famiglia perchè dovrebbero ammettere di aver deluso le aspettative dei propri congiunti e restano qui tra noi poveri e disperati nella totale indifferenza di chi ha alimentato le loro illusioni. (Ieri sera su Rai3 un servizio giornalistico ha raccontato alcune di queste storie)

 

 

Avete voluto la Brexit?

Strani gli inglesi: hanno voluto uscire dall’UE perché loro possono fare a meno dell’Europa con tutti i suoi lacci e lacciuoli,  poi ora pretendono di partecipare all’Eurofestival e ai Campionati europei….

All’eurofestival non hanno ottenuto, a fine gara, nemmeno un voto: a mia memoria non era mai accaduto! E’ stato un po’ come sancire che ormai vengono percepiti anche dalla gente come non-europei ….

Poi avrebbero preteso di insegnare il calcio all’Europa intera e soprattutto agli Italiani, finalisti insieme alla loro squadra, ma non è andata come avevano previsto e la squadra italiana si è guadagnata il sostegno di tutti i paesi europei, anche di quelli sconfitti durante il torneo, nonché il tifo di Irlandesi e Scozzesi che ben conoscono quanto sia pesante il giogo della perfida Albione.

Così,  per parafrasare un noto detto popolare (hai voluto la bicicletta? e mo’ pedala!) potremmo dire con garbo e perfidia british: avete voluto la Brexit? e mo’ statevene per i fatti vostri e organizzatevi delle  manifestazioni a livello del Commonwealth!!

 

Può essere un mestiere?

Sono totalmente d’accordo: la prostituzione non può essere considerata un lavoro, nemmeno nel caso in cui, inizialmente,  fosse stata scelta  liberamente. Sono queste le conclusioni a cui è arrivata una commissione del Senato dopo due anni di indagini e di ricerche.  Pertanto non credo che la si debba regolamentare, ma combattere, colpendo la domanda, come si fa in Svezia.

Se si pensa che molte donne che si trovano a fare questo “mestiere” sono vittime di sfruttamenti e violenze inenarrabili, come si legge qui, credo che sia una vera ipocrisia solo pensare di tollerare che la dignità umana possa essere così ignobilmente calpestata.

 

 

A Wembley.

Se, come Samuele, sei nato da mamma italiana, papà irlandese e sei cittadino londinese è difficile decidere a quale nazionalità appartenere.

Ma poi arrivano i Campionati europei di calcio e la nazionale italiana si fa onore, tanto da arrivare alle semifinali grazie al suo bel gioco e allo spirito di squadra. La partita contro la fortissima Spagna si gioca proprio a Londra, come non andare allo stadio? il costo dei biglietti è piuttosto salato, ma forse l’evento vale anche un sacrificio,

Samuele e la mamma arrivano allo stadio per tempo e già solo il fatto di essere lì dove è nato il calcio è una grande emozione. Accanto ci sono tre giovanotti  che tifano per l’Italia. Le squadre entrano in campo e al momento dell’inno nazionale Samuele canta a squarciagola insieme ai diecimila italiani presenti: è un momento da far accapponare la pelle.

Inizia la partita e si capisce subito che ci sarà da soffrire: la Spagna gioca la sua migliore partita di questo campionato e l’Italia arranca per difendersi dagli assalti…. Poi una magia di Chiesa  e il pallone entra nella rete spagnola!!!! Lo stadio esplode!! Tutti gli Italiani saltano e ballano: la mamma cerca  Samuele per gioire insieme, ma lo vede già abbracciato a uno dei tre giovanotti vicini, che, non sapendo chi abbracciare (visto che gli altri due amici si erano già stretti insieme), ha  afferrato Samuele in un impeto incontenibile di gioia.

In quel momento sentirsi italiano è molto bello.

Poi arrivano il pareggio, i supplementari e la roulette dei rigori, che decide la vittoria dell’Italia: Samu scrive su Whatsapp: It’s the best moment of my life!!!

Per Raffaella.

E’ morta Raffaella Carrà e, come accade in queste circostanze, si è scatenata una ridda di commenti tutti tendenti a beatificarla.  Credo che ci siano molti motivi per rimpiangerla: agli inizi della sua carriera televisiva incantava per l’energia che sprigionava nei suoi balli, per la spontaneità e la facilità con cui comunicava con la gente, per l’allegria e l’amore per la vita e per le persone  che sapeva esprimere.

Tuttavia confesso che a un certo punto non mi attirava più tanto: era evidente che a ballare erano ormai più i capelli che le gambe e bene fece a dedicarsi ad altro tipo di TV.  La ricordo in “Pronto Raffaella” dove la sua straordinaria capacità comunicativa  era la sua arma vincente. Mi piaceva meno “Carramba che sorpresa!” che ho seguito solo per le primissime puntate: è vero riusciva a regalare momenti di gioia a tanti, ma non mi piaceva l’idea di spettacolarizzare i sentimenti e il dolore della gente. Certo l’impatto di quella trasmissione dev’essere stato ben forte se addirittura il termine “carrambata” è entrato nel linguaggio comune e nei dizionari!

A lei va comunque riconosciuto il coraggio di intraprendere nuove strade, rischiando in proprio.

Il cordoglio di tanti che l’hanno conosciuta fa pensare che non sarà dimenticata tanto presto.

Per noi, non più giovani, resta la malinconia  di veder scomparire a poco a poco coloro che hanno arricchito di emozioni e di buoni sentimenti il nostro cammino, mentre sorgono attorno a noi personaggi che non sempre comprendiamo e che ci restano estranei.

In queste circostanze mi vengono sempre in mente  i versi del Pascoli, tratti dalla poesia “L’aquilone” …

Sì: dissi sopra te l’orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Chi vive a lungo è destinato a veder cadere attorno a sé tanti volti amici.

 

In Val Seriana.

Danza macabra
Danza macabra

Era il febbraio 2020 e tutto era ormai pronto per il pellegrinaggio da tempo programmato e a lungo preparato con cura. La meta prescelta era la Val Seriana, che, proprio pochi giorni prima della data che avevamo fissato, venne dichiarata zona rossa  e divenne in pochi giorni il focolaio più tragico della prima ondata della pandemia.

Il pellegrinaggio fu forzatamente sospeso e rinviato a data da destinarsi. Ieri, siamo andati a fare un sopralluogo con la speranza di poter realizzare il nostro progetto alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno.

All-focus
All-focus
All-focus
All-focus

Siamo arrivati  a Clusone che era ancora abbastanza presto e ci siamo recati nella Basilica dell’Assunta: è una chiesa barocca  molto bella, arricchita da molti affreschi e altari di gran pregio; sorprende  il portone, realizzato recentemente in una sola colata di ottone. L’Oratorio dei Disciplini ci attrae con le famose immagini della “Danza macabra” che celebra la democraticità della morte e la gioia della vita ultraterrena

All-focus
All-focus

In attesa che si aprisse il museo della basilica, abbiamo fatto una passeggiata per le vie della cittadina: abbiamo ammirato l’orologio medioevale che funziona con un meccanismo di pesi e contrappesi assimilabile al pendolo e le belle vie del centro storico, rallegrate dai tanti ombrellini appesi in alto tra gli edifici. Il museo comprende un’antica chiesetta decorata da affreschi di notevole bellezza

All-focus
All-focus

Siamo poi andati al Santuario di S. Patrizio a Colzate: una struttura possente posta su uno sperone roccioso battuto dal vento; dal porticato che lo circonda l’occhio spazia sulla vallata sottostante e la vista è molto piacevole.  Scesi a Vertova ci siamo fermati in un ristorante, dove a prezzi veramente modici abbiamo gustato un pranzo semplice, ma gustoso e cucinato con cura.

Restava l’ultima tappa: Lallio, ma avevamo letto su internet che il santuario di San Bernardino da Siena, verso cui ci stavamo dirigendo, sarebbe stato aperto solo a metà pomeriggio, tuttavia ci siamo fermati rassegnati a vederlo almeno all’esterno. Ma ecco la nostra buona stella ha voluto che la chiesa fosse aperta per i preparativi di un matrimonio e questo ci ha consentito di ammirare quella chiesetta, restaurata con molto impegno e dedizione dai membri di un’associazione e il risultato è veramente ammirevole.

Ovunque si respirava la voglia di riprendere con slancio e con coraggio la vita di sempre, lasciandosi alle spalle i giorni terribili della pandemia.