Una Pasqua armata?

Pasqua è pace, dono di sé, amore gratuito, è perdono dato e ottenuto, è rinascita ……

Salvini, che non perde occasione per dirsi cristiano e per ostentare simboli cattolici, si fa ritrarre il giorno di Pasqua con un mitra in mano

Quale inquietante messaggio vuole mandare ai suoi fan? Cosa vuole dirci?

Sono molto perplessa… Ma forse una risposta c’è : è un altro favore ai suoi amici costruttori di armi….

Notre Dame.

In questo articolo dell’agenzia ANSA, è riassunta brevemente la storia di notre-dameNotre-Dame, la cattedrale parigina che tutti abbiamo visto ieri in preda alle fiamme.

E’ una storia che inizia quasi 850 anni fa, contrassegnata da periodi di splendore e periodi di grande decadenza; nella storia di Notre Dame  si riflette come in uno specchio la storia della Francia.

Da molti quella cattedrale è ritenuta uno dei simboli della cultura europea e  delle sue radici cristiane che accomunano tutti i paesi dell’Europa, per questo ieri ci siamo sentiti tutti parigini.

Radiocronaca differita dell’ arrivo trionfale del Nazareno a Gerusalemme

Se a Gerusalemme 1980 anni fa o giù di lì ci fosse stato un radiocronista (facciamo finta che ci fosse la radio), romano naturalmente, cosa avrebbe potuto raccontare ? Provo ad immaginarlo.

la-domenica-delle-palme

Gentili ascoltatori, buongiorno! Vi parlo da Gerusalemme.. La città è ogni anno di questi tempi in grande fermento perchè è il periodo in cui si sta avvicinando la Pasqua, la festa in cui gli Ebrei ricordano la liberazione dalla schiavitù d’ Egitto e il passaggio del Mar Rosso, che ha segnato per loro la riconquista della libertà.
Tuttavia quest’ anno c’ è una grande agitazione: si è infatti sparsa la voce che arriverà un certo Gesù, indicato da molti come un profeta, da altri come il Messia atteso da millenni e capace di liberare il suo popolo dalla dominazione romana e da altri ancora odiato a morte perchè parla di appartenere a un regno misterioso e questo mette in grande subbuglio i notabili che temono che ciò faccia innervosire i dominatori romani. Molti poi lo ritengono un pericoloso rivoluzionario e prova ne sia che una volta entrato nel tempio ha preso a frustate i mercanti che abitualmente vi svolgevano i loro affari; qualcuno dice addirittura  che predica l’ amore per i nemici e cosa ancora più pazza sostiene che tutti gli uomini sono uguali e figli dello stesso Dio!!!

Fin dal primo mattino le strade si sono riempite di gente con rami d’ ulivo: aspettano il suo arrivo e l’ attesa si è fatta ormai impaziente. E’ giunta infatti una notizia che ha dell’ incredibile: pare che qualche giorno fa a Betania, un villaggio poco distante da qui, Gesù abbia operato un miracolo, almeno così dice la gente che era presente: avrebbe (il condizionale è d’ obbligo) risuscitato un suo caro amico, chiamato Lazzaro, morto già da tre giorni. La cosa parrebbe la fantasiosa interpretazione di una morte apparente o comunque frutto di chissà quali stregonerie, ma i testimoni insistono: Lazzaro era veramente morto, era nel sepolcro avvolto nel sudario e quando Gesù lo ha chiamato ripetutamente a gran voce , la pietra tombale si è aperta e Lazzaro sarebbe ritornato in vita …..Certo questi Ebrei sono uno strano popolo e hanno strane credenze.
Ma ecco, vedo la folla ondeggiare, agitarsi e sento delle grida festose che arrivano da oltre le mura della città. La gente si è procurata dei rami di palma e li agita, altri invece hanno steso a terra i loro mantelli, il clamore è indescrivibile …ecco la folla si divide e fa ala al suo passaggio al grido di “Osanna al figlio di Davide”.

Icona eseguita dalla mia amica Elda.
Icona eseguita dalla mia amica Elda.

Ma…. cosa vedo mai? Ecco sta arrivando un uomo vestito di una povera tunica a cavallo di un’ asina !!!! Quale liberatore potrà essere mai costui? Come potrà mai impensierire l’ impero romano o anche solo il governatore romano?
Dietro a lui camminano alcuni suoi amici: hanno l’ aria di povera gente …un ben strano esercito per uno che dovrebbe sconfiggere Roma!!!
I bambini fanno un gran chiasso e l’ uomo chiamato Gesù sorride loro con una dolcezza mista però a un velo di tristezza….

Vedo un gruppo di notabili che mormora indispettito certo non amano questo Gesù che il popolo sta portando in trionfo per le vie della città….Credo che la storia di questo uomo non finisca qui e vi terrò informati sull’ evoluzione di questa vicenda. Mentre vi saluto, voglio mettervi a parte di una strana sensazione che mi ha pervaso quando ho incrociato il suo sguardo… quell’ uomo ha veramente qualcosa di speciale….

UTE: invasioni barbariche – benefici tratti dai programmi aerospaziali.

La nostra apprezzatissima docente, Alberta Chiesa, ieri ha continuato a illustrarci la storia delle invasioni barbariche. Nel mirino c’erano i popoli che hanno determinato lo sgretolamento dell’Impero Romano d’Occidente: Vandali, Ostrogoti e Visigoti.

Già nel II/III secolo d.C. questi popoli furono arruolati nell’esercito romano come mercenari, sia per il loro valore, sia per cercare una specie di integrazione che li rendesse meno pericolosi.

La prima invasione fu quella dei Vandali, popolo politeista, poi convertito all’arianesimo*; erano guidati da due re; usavano incenerire i loro morti e seppellire poi le ceneri insieme alle armi del defunto. Sotto la spinta dell’avanzata dei Goti si insediarono in Pannonia (odierna Ungheria) nel 335, ma ne furono cacciati dall’arrivo degli Unni e si diressero verso Francia e Spagna lasciando dietro di sé morte e distruzioni. Arrivarono poi a stabilirsi sulle coste settentrionali dell’Africa dove fondarono un Regno florido e impararono l’arte della navigazione tanto da diventare i signori del mare. Conservarono le leggi e l’ordinamento dei Romani fino alla fine del loro regno nel 534, quando furono sconfitti da Belisario a capo dell’esercito bizantino.

I Goti erano divisi in  tribù, tra le quali ricordiamo I Visigoti e gli Ostrogoti,  provenivano dalla Scandinavia e si stanziarono nell’odierna Polonia. I Visigoti nel 375 fanno una richiesta umanitaria all’imperatore romano e ottengono di insediarsi entro i confini dell’impero, ma le  condizioni cui dovettero assoggettarsi erano insostenibili e ben presto si ribellarono. Invasero prima la penisola Balcanica, poi devastarono le città italiane e infine si diressero verso la Spagna dove fondarono il loro regno.

Gli Ostrogoti, incalzati dagli Unni, invasero l’Italia sotto la guida di Odoacre e nel 476 deposero l’ultimo imperatore romano, il piccolo Romolo Augustolo. Odoacre governò con saggezza, ma contro di lui fu mandato dall’imperatore romano d’Oriente, Teodorico, che fece uccidere Odoacre e tutta la sua famiglia. Anche sotto Teodorico le province italiane vissero un periodo di pace e di sviluppo. Egli aveva come segretari due senatori romani: Cassiodoro e Severino Boezio, quest’ultimo fu poi fatto uccidere quando Teodorico cominciò a temere il tradimento dei Romani. In Italia a ricordo di quel tormentato periodo restano numerose tracce: a Pavia il palazzo di Teodorico e la sua villa per la caccia;  a Roma furono ricostruiti molti edifici e rimesso in funzione l’acquedotto, a Ravenna il Mausoleo di Teodorico …

Da queste invasioni traggono origine gli attuali stati nazionali europei.

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La conquista dello spazio diede una spinta notevole alla ricerca scientifica e questo porto alla scoperta di innovazioni sorprendenti in moltissimi campi. Spinoff è il sito che mette in evidenza le ricadute della ricerca spaziale sulla  nostra vita di tutti i giorni. Sarebbe troppo lungo elencarle tutte, ma esse interessano: il campo della medicina (nuovi termometri, nuovi apparecchi ortodontici, apparecchi acustici, protesi che non danno rigetto…); nelle costruzioni (cemento alla cenere, ammortizzatori antisismici, Lidar per misurare le distanze…); nei trasporti aerei (controllo dei voli, navigatori per atomobilisti); nell’agricoltura (trattori con pilota automatico, …); nelle  comunicazioni (oggi possiamo telefonare in ogni parte del mondo in pochi istanti)……… Anche i moderni materassi in memory sono frutto della ricerca spaziale.

La quantità e la qualità di queste innovazioni ha lasciato tutti noi a bocca aperta:  non potevamo nemmeno immaginare le cose incredibili che la ricerca spaziale  ha reso possibili.

 

 

UTE: filosofia del paesaggio – ESTIA e AFRODITE

Il prof. Porro nella sua lezione ci ha guidato alla lettura della rappresentazione del paesaggio nella storia della pittura. Per molti secoli gli artisti hanno riprodotto il paesaggio soltanto come sfondo in cui situavano i personaggi e gli eventi al centro della loro attenzione. Solo sul finire del XVIII secolo e ancor di più nel XIX (per un nuovo modo di creare i colori che potevano ora essere trasportati all’esterno, mentre prima dovevano essere preparati di volta in volta in laboratorio) la rappresentazione del paesaggio diventa un tema importante nella pittura occidentale.

Non è stato così nella pittura dell’estremo oriente la quale prediligeva questo tema già più di mille anni fa, anche perchè là si utilizzavano  inchiostri su supporti in seta o stoffa e l’ artista non si poneva  fini di descrizione oggettiva,  ma di cogliere la spiritualità degli elementi naturali.

Una lunga, coinvolgente serie di immagini di opere dei vari periodi ci ha portato poi a “toccare con mano” l’evoluzione che nel corso dei secoli il tema paesaggio ha subito: dai paesaggi esotici e immaginifici delle opere più antiche (affresco pompeiano, mosaico del Nilo di Palestrina o di Palermo) alle rocce nude e spoglie di Giotto nella “Fuga in Egitto” a Padova (Cappella Scrovegni).

La scarsa importanza del paesaggio in quel periodo è ben motivata da una lettera del Petrarca, in cui racconta come, giunto in cima al Mont Ventoux, si è sentito incantare dalla magnificenza del panorama e si è messo a leggere il libro delle “Confessioni” di S. Agostino. La sua attenzione viene attirata da alcune righe in cui si dice ““E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti fiumi del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’ immensità dell’ oceano, il corso degli astri e trascurano se stessi”. E da quel momento non parla più più fino al ritorno al piano. Era più importante l’introspezione che non l’osservazione.

madonna-dei-fusiAnche in questo campo Leonardo Da Vinci fu un innovatore perchè cominciò a dare un tocco di realismo ai paesaggi dei suoi quadri. Anche altri pittori suoi contemporanei si cimentarono in questo nuovo modo di intendere il paesaggio: si scoprì la prospettiva, si rappresentarono i lavori dei campi e i luoghi erano facilmente riconoscibili. Da allora in poi  la ricerca dei pittori si fece sempre più attenta alla natura dei luoghi, con l’intento di rappresentarli oggettivamente, fino alla ricerca di giochi di luci e ombre nei più famosi quadri degli impressionisti.

E’ sempre degli inizi del XIX secolo la bella e famosissima descrizione del paesaggio lacustre comasco nel suo libro “La certosa di Parma”.

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La prof. Tatafiore ha continuato l’analisi degli archetipi derivanti dalla mitologia greca, parlando di ESTIA , la dea tutta rivolta verso la propria interiorità e verso il suo piccolo mondo casalingo. Per introdurci a questo argomento la nostra docente ci ha invitati a eseguire un breve esercizio di meditazione concentrandoci sulla respirazione, che serve a ritrovare equilibrio e benessere.

Estia è la prima nata tra gli dei ed è la dea della verginità, che non accetta nessuna proposta amorosa, non partecipa alle vicissitudini degli altri dei e non viene mai rappresentata nè in dipinti nè in scultura. Al suo culto si dedicavano le Vestali, cui era riservata una vita di segregazione dal mondo fin dalla loro più tenera infanzia e venivano sepolte vive se mancavano al giuramento di verginità.

Estia rappresenta il distacco dal mondo esterno  per concentrarsi su se stessi e sulla cura del  proprio ambiente. Le donne con la prevalenza di questo archetipo saranno portate alla vita monacale o alla cura meticolosa della casa per creare un ambiente sereno e accogliente per la propria famiglia, ma correranno il rischio di diventare invisibili agli alti.

nascita-di-venereAFRODITE – Per introdurre questo argomento la prof. Tatafiore ci ha proiettato il video della famosa aria “L’amour est un oiseau rébelle” della Carmen.  Afrodite, come Carmen, è sensualità allo stato puro, ma è sempre lei a scegliere i suoi partner, ha sempre il controllo della situazione. E’ la dea della trasgressione, della bellezza che diventa attrazione fatale. E’ detta la dea alchemica perchè è capace di trasformarsi pur di sedurre.

Le donne Afrodite sono le proverbiali mangiatrici di uomini, che non vorrebbero mai invecchiare.

Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera…

primavera-2“… Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera; a primavera
gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
con piogge fertili nel grembo della consorte,
immenso si unisce all’immenso suo corpo,
accende ogni suo germe. Gli arbusti remoti risuonano
del canto degli uccelli, e gli armenti ricercano Venere,
e i prati rinverdiscono alle miti aure di Zèfiro.
E i campi si aprono; si sparge il tenero umore;
ora al nuovo sole si affidano i germogli.
E il tralcio della vite non teme il levarsi degli austri
né la pioggia sospinta per l’aria dai larghi aquiloni,
ma libera le gemme e spiega le sue foglie.
Giorni uguali e così luminosi credo brillarono
al sorgere del mondo; fu primavera, allora.
primavera passava per la terra. Ed Euro
trattenne il soffio gelido quando i primi
animali bevvero la luce, e la razza degli uomini
alzò il capo nei campi aspri, e le belve
furono spinte nelle foreste e le stelle nel cielo .
(Virgilio, GEORGICHE -libro II)
Queste parole che vengono da un tempo lontano (quasi 2000 anni fa), parlano di una primavera che risveglia la natura, il Cielo e la Terra si uniscono a generare di nuovo la vita grazie alla pioggia benefica……proprio quella pioggia che fino a qualche tempo fa non mancava mai in primavera e che ora i nostri fiumi e i nostri laghi quasi asciutti invocano inutilmente.

UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche

La prof. Meggetto con la sua voce piacevole ed armoniosa ieri ci ha guidato alla scoperta della lunga vita, dall’antichità più remota ai giorni nostri, della parola ARS, che noi traduciamo con il termine ARTE,

In latino era definita ARS la capacità di fare le cose utilizzando conoscenze astratte; il corrispondente termine greco era TECHNE.  Nell’accezione latina non c’è nulla di spontaneo nell’ARS, ma c’è studio e tattica. Da ARS deriva ARTIFICIUM che stava a indicare qualcosa fatto con arte; il suo contrario era INERTIA, cioè incapacità di usare l’arte. Continue reading “UTE: la lunga vita delle parole: ARS – Invasioni barbariche”

Ragazzi in piazza: urlate forte!!!

SCHWEIZ KLIMADEMONSTRATIONI ragazzi domani scenderanno  in piazza per difendere la loro possibilità di continuare a vivere su questo pianeta.

E’ vero che gli scienziati dicono che nell’universo, tra le innumerevoli galassie che lo popolano è forse possibile trovare altri pianeti con condizioni ambientali tali da consentire la vita, ma sono lontani migliaia di anni luce….. difficile poter migrare su di essi quando la Terra sarà diventata un atomo inospitale che volteggia nello spazio….

E’ vero anche che molti pensano che gli attuali cambiamenti climatici non sono cosa nuova per il nostro pianeta, che sono sempre avvenuti e che la Terra è sempre riuscita a metabolizzare gli effetti deleteri dell’inquinamento derivante dall’attività umana.

E’ vero però anche un altro fatto: la Terra non ha mai ospitato e nutrito in passato sette/otto miliardi di esseri umani.  Oggi il consumo di risorse ambientali è tale da non permettere il loro rigenerarsi e, se non si prendono provvedimenti urgentissimi, per i nostri nipoti si aprono prospettive da day-after…

Perciò dovremmo tutti essere al fianco dei ragazzi che giustamente reclamano nuove politiche ambientali e nuovi comportamenti: è ormai una questione di sopravvivenza.

Fatevi sentire, ragazzi! Urlate forte!

UTE: Leonardo: la festa del Paradiso (sintesi di A. D’Albis) – Poesia: La piana da Verdun

Prima di parlarci della Festa del Paradiso, grandiosa scenografia organizzata da Leonardo da Vinci per un portentoso spettacolo, commissionatogli da Ludovico il Moro in occasione delle nozze tra Gian Galeazzo Maria Sforza e Isabella d’Aragona, la professoressa Manuela Beretta ci racconta qualcosa della Milano dei tempi di Leonardo e della corte sforzesca presso la quale lavorò.

Milano fu per Leonardo il terreno fertile per far germogliare le sue capacità, fu la culla del suo genio.

Milano aveva una posizione geografica favorevole; era una grande città per quell’epoca (contava 100/150mila abitanti); era ben servita da vie di comunicazione, circondata da grossi borghi e, soprattutto, era costruita su canali d’acqua che agevolavano gli scambi commerciali permettendole di essere concorrenziale anche sui prezzi delle merci. Continue reading “UTE: Leonardo: la festa del Paradiso (sintesi di A. D’Albis) – Poesia: La piana da Verdun”