Film: SILKWOOD.

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Il “sacro macello”.

Lo storico Cesare Cantù chiamò “sacro macello” un evento tragico di cui oggi cade il 397° anniversario.

sacro_macelloIl 19 luglio del 1620,infatti,  in Valtellina veniva messo in atto un vero e proprio pogrom ad opera dei cattolici nei confronti dei luterani; anche qui come da sempre, le motivazioni religiose hanno fatto da schermo  agli interessi politici e il fatto che S. Carlo Borromeo abbia avvallato una tale strage, ci ricorda che certi fanatismi non sono affatto estranei alla storia di noi cattolici.

“Nel 1619 viene convocato un sinodo protestante a Tirano e nel contempo se ne tiene uno cattolico a Como. Le provocazioni tra le due comunità vanno intensificandosi, fino alla fatale notte tra il 18 e il 19 luglio del 1620 quando un vero e proprio kommando di fanatici cattolici, guidato da Giacomo Robustelli, si abbatte sui protestanti per vendicare la morte del Rusca.

In successione e con lucida crudeltà vengono uccisi quasi tutti i protestanti della comunità tiranese; viene poi messa a ferro e fuoco Teglio, dove si mette in atto una vera e propria strage all’interno della Chiesa evangelica stessa dove i protestanti avevano cercato rifugio, senza avere pietà per donne e bambini, arsi vivi nel campanile. Ultima tappa Sondrio, da cui solo un esimio gruppo di 70 persone armate riesce a fuggire e trovare rifugio in Engadina. Si calcola che in questo spaventoso pogrom, chiamato dallo storico Cesare Cantù Sacro Macello della Valtellina, siano state trucidate circa 600 persone.”

Per saperne di più basta cliccare su questo link:   http://www.instoria.it/home/sacro_macello_valtellina.htm

Giocare insieme.

Giovanni  (3 anni) pedala sul suo triciclo, facendo la gimkana tra divano, tavolo, sedie e giocattoli sparsi qua e là; Gioele (11 mesi) arranca dietro di lui gattonando il più velocemente che può. Giovanni si volta a guardare il fratellino e ride divertito. Quante volte le ruote del triciclo sfiorano le mani e i piedini del più piccolo non è dato sapere: ogni volta pensi che stiano per essere schiacciati, invece, chissà se per abilità di Giovanni o per fortuna, non succede nulla e i due continuano a giocare.

Poi arriva l’ora del bagnetto nella piscina gonfiabile esposta al sole sul terrazzo e i due monellini si divertono a sguazzare e a spruzzarsi reciprocamente. Giovanni, nella foga del gioco, urta spesso e volentieri, a volte anche con una certa forza,  il fratellino, che però pare non farci caso ….è così abituato a quei modi un po’ ruvidi …. e sa che non ci si deve far caso ….

Un voto per una città in cui vivere.

Nel nostro paese il termine “politica” ha assunto da tempo forse immemorabile un significato negativo, quasi sinonimo di corruzione e ipocrisia, quando non di “malaffare”.

E’ questo però un modo sbagliato di pensare alla politica, che è di per sè cosa nobilissima: occuparsi del bene comune, del governo della cosa pubblica nell’interesse di tutti.

C’è chi dice quasi con orgoglio e senso di superiorità:- Io non mi occupo di politica!!-  Sarà anche vero che non fa parte di un partito o di un movimento, ma deve però rendersi conto che ogni nostro atto, persino il semplice fare la spesa, ha una valenza politica, quindi che senso ha non occuparsene?

Tutti dovremmo invece interessarci  a come viene gestita la nostra città, il nostro paese, la Comunità Europea per poter scegliere le persone giuste nel momento in cui siamo chiamati a votare.

Se gli Inglesi si fossero ben documentati sulle conseguenze della Brexit, probabilmente avrebbero votato in modo diverso, visto anche il risultato delle votazioni di ieri; se gli Italiani avessero capito bene quale difficoltà comporta una riforma della legge elettorale, forse anche  il risultato del referendum del  dicembre scorso sarebbe stato diverso e oggi non ci ritroveremmo a commentare l’ennesimo naufragio di una proposta di modifica di quella legge.

Per questo motivo  spero che gli Erbesi abbiano ben chiaro per che cosa si va a votare domenica prossima: la posta in gioco è molto alta e dal nostro voto dipende il futuro di questa città. Si deve decidere come ridisegnare il centro, come sostituire i vecchi stabilimenti abbandonati con palazzi, giardini, viali, luoghi di incontro.

Dipende da noi se i nostri nipoti avranno un luogo in cui vivere in armonia con l’ambiente e con le esigenze di una comunità viva e vitale o se dovranno fare i conti con una città soffocata dal cemento.

Per questo dobbiamo scegliere di farci governare da chi promette e assicura di voler coinvolgere in queste scelte i cittadini, tutti i cittadini, non solo quelli che da questo affare intendono ricavare lucrosi profitti.

“Uscire insieme dai problemi” è il motto del candidato sindaco (Ghioni) che io ho scelto di appoggiare, quando ho capito la portata della posta in gioco.

Spero che i miei concittadini votino in modo consapevole per non doversi rammaricare in un prossimo futuro delle proprie non-scelte.

Le priorità di Teresa May.

OGGI il giornale che viene distribuito nelle stazioni dedicava pagine intere all’attentato di London Bridge e questo mi pare logico e comprensibile….Quello che invece non capisco molto è l’enfasi con cui si sottolinea l’intervento della polizia, che in otto minuti ha stroncato l’attacco uccidendo i terroristi….secondo me la polizia avrebbe dovuto arrivare almeno dieci minuti prima per sventare l’attacco…..

Come me forse la pensa Corbyn che rimprovera la May per aver tagliato risorse alla polizia, mentre invece pare abbia stanziato 500 milioni di sterline per cambiare il colore delle copertine dei passaporti……questa era senz’altro una priorità in tempo di Brexit….

71…. e sentirli, ma non troppo…

diana-71Oggi ho compiuto 71 anni! Cominciano a essere tanti, è vero, ma ho la fortuna di godere ancora di buona salute (e di questo ringrazio Dio mille volte al giorno), anche se gli acciacchi non mancano.

E’ questo un periodo in cui attorno a me vedo amiche, più o meno della mia età, lottare contro gravi malattie e questo mi fa pensare che potrà accadere anche a me …..  quindi questo tempo di residua efficienza fisico-psichica deve essere considerato un dono prezioso da mettere a frutto, da usare al meglio…

Per questo mi viene difficile dire di no quando mi si offre l’occasione di impegnarmi in qualche cosa di utile  per la comunità o per qualcuno in particolare.  Così  mi sono ritrovata tanti impegni da dover incastrare durante le mie  giornate ed è capitato più di una volta di accorgermi soltanto a tarda sera di non aver avuto il tempo di rifarmi il letto!!!

Mi sono occupata delle mie amiche anziane, di seguire le lezioni del gruppo di inglese, di dare una mano per il catechismo, di seguire le lezioni dell’Università e di curarne le relazioni con i giornali locali, di  partecipare al “Gruppo culturale”, di collaborare alla realizzazione di una raccolta di memorie scritte e orali riguardanti Arcellasco e , ultimamente, di impegnarmi in politica …. senza dimenticarmi di figli e nipoti…

Non credo di aver sprecato molto tempo, anche se quello che passo su questo blog e al computer forse non è proprio da considerare impiegato al meglio…ma per me è un modo per rilassarmi, per riflettere, per farmi compagnia…

So che non potrà sempre essere così, ma è inutile pensarci ora e mi metto nelle mani misericordiose di Dio….

 

Tra Brexit e terrore…

attacchi-a-london-bridgeFino a qualche tempo fa venire a Londra voleva dire immergersi in una città accogliente, in cui il tuo valore e la tua preparazione erano le sole unità di misura con cui dovevi confrontarti; era la città delle mille culture che convivevano pacificamente, in cui ognuno poteva vestirsi e acconciarsi come più gli piaceva senza sentirsi guardato con sospetto o con pregiudizi.

Da un po’ di tempo però non è più così: gli europei sono diventati all’improvviso degli indesiderabili e trovano difficoltà anche sul posto di lavoro dopo che il governo ha chiesto alle imprese di denunciare il numero di stranieri impiegati e da quando le cariche più elevate vengono riservate agli Inglesi.

Se a questo si aggiungono gli attentati che, come ieri sera a London Bridge, seminano imprevedibilmente  terrore e morte tra passanti inermi è facile immaginare come si viva qui in questi giorni.

Chi deve necessariamente recarsi al lavoro passando per i punti nevralgici della città, vive col fiato sospeso e nell’ansia continua: in certe stazioni in cui si incrociano più linee della metropolitana sovrapposte l’una all’altra nelle viscere della terra, basterebbe un grido di allarme o lo scoppio di un petardo a seminare reazioni di panico dalle conseguenze disastrose.

Un consiglio: lasciamo, quando è possibile, la Gran Bretagna agli Inglesi, visto che ci tengono tanto al loro isolamento ……. io però continuerò a venirci finchè qui resteranno  un pezzo della mia famiglia e del mio cuore.

P.S. : Mi sono affacciata ora al balcone (nono piano) da cui si vede una panorama piuttosto vasto, ebbene le vie sono tutte insolitamente vuote e anche nella stazione ferroviaria qui sotto solo pochissimi viaggiatori: tutti preferiscono oggi restarsene  a casa……

Quando si viaggia…

Quando si viaggia si sperimenta in maniera molto più concreta l’atto della Rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri. E’ proprio quello che accade a un bambino appena nato dal ventre materno. Con ciò si è costretti a dare molta più importanza alle cose che ti circondano, perchè da esse dipende la sopravvivenza. Si comincia a essere più accessibili agli altri, perchè gli altri ti possono aiutare nelle situazioni difficili. E si accoglie qualsiasi piccolo favore degli dei con grande gioia, come se si trattasse di un episodio da ricordare per il resto della vita. Nello stesso tempo, poichè tutte le cose risultano nuove, se ne scorge solo la bellezza, e ci si sente più felici di essere vivi.

Paulo Coelho.

Bolle di sapone.

Quando ero piccola, mi preparavo da me le mie bolle di sapone: un barattolo vuoto, qualche scaglia di sapone e  uno stelo cavo di dente di leone o di spiga. Il tutto andava lasciato riposare fino a quando il sapone non si fosse ben sciolto, poi potevo affacciarmi a una finestra del ballatoio al primo piano e da lì ammirare le mie bolle iridescenti che volavano leggere per qualche attimo prima di svanire.

wp_20170531_16_51_05_pro-1Ora le bolle di sapone si comprano già pronte per l’uso e ne esistono di tantissimi tipi…… ci sono anche quelle degli artisti di strada.

Ce n’è uno che si trova ogni giorno davanti al Parco di Greenwich: è un giovanotto alto, biondastro, magro, che, con una reticella appesa a due bacchette inventa vere e proprie nuvole di bolle e i bambini gli si affollano intorno per catturarne il maggior numero possibile.

I genitori fanno cerchio intorno a quella festa e ogni tanto lasciano cadere una moneta nella ciotola posata a terra e quando il giovanotto pensa di aver raccolto a sufficienza per quelle sue ore di “lavoro” raccoglie le sue poche attrezzature e se ne va, mentre genitori e bambini si allontanano soddisfatti

Alla fine dell’impresa…

4117_chiesa-di-san-bernardino-arcellasco-erba-6L’anno scorso di questi tempi stavamo allestendo una mostra di vecchie foto di famiglia; quest’ anno stiamo tentando di far stampare un libretto con la storia della parrocchia di Arcellasco.

Esiste un archivio che pochi conoscono, con documenti che giacciono polverosi da tempo immemorabile; inoltre in parrocchia solo pochissimi conservano memoria di storie che rischiano di andare perdute.

E’ così che abbiamo cominciato la nostra ricerca, che a poco a poco ci ha preso la mano; ne son venute fuori anche storie minori, che non compariranno mai sui libri di scuola, ma che sono molto significative del modo di vivere  e della mentalità di epoche molto lontane o anche più recenti, ma da cui sembra ormai dividerci un abisso.

E’ stato un lavoro faticoso, fatto quasi sempre di sera e fino alle ore piccole, perchè di giorno ognuno aveva i propri impegni;  è difficile per noi che ci abbiamo speso tante ore giudicare il risultato, ma speriamo che una volta pubblicato, anche in numero limitato di copie, possa assolvere la funzione per cui è stato pensato: condividere e partecipare a chi ne fosse interessato u patrimonio di cultura locale che non deve andare perduto.