7 marzo : tanti auguri , Vanna!

Nel 50 della sua professione religiosa (5 anni fa) , le sue consorelle di Ban Seng Arun hanno scritto la storia  di Madre Giovanna Catellani (che è mia sorella) e io la sintetizzo  così:

Tra le sorelle venute in Thailandia, una particolare importanza ha avuto l’opera di madre Giovanna Catellani nel dare impulso alla crescita dell’ordine…..Nata nel 1943 a Rolo (RE) è  entrata in monastero nel 1960 , ha emesso la professione religiosa nel 1962 ed è partita per la Thailandia nel 1968. In quel tempo esisteva il solo monastero di Ban Pong (fondato nel 1936) e dopo due mesi le è stato affidato il compito di maestra delle novizie, affiancandole un’interprete. Già 4  anni dopo è partita con dieci suore  da Ban Pong per fondare un nuovo monastero a Ban Seng Arun a sud di Bangkok. Dopo dodici anni questa  comunità si era talmente ampliata che si è reso necessario pensare alla fondazione di una nuova comunità a Sampran, cui si unì nel 1979 un altro monastero nel nord della Thailandia e così pure nel 1986, nel 1988 e nel 2002 in altre zone del paese.

Nel frattempo le comunità thai hanno ottenuto di costituire una federazione autonoma , che suor Giovanna presiederà a lungo, per lasciare poi la guida della federazione a suore thai….

Il racconto termina con la menzione del lavoro di traduzione in lingua siamese dei testi  necessari alla formazione delle religiose e con il ringraziamento affettuoso e riconoscente per la generosità con cui suor Giovanna si è donata alla sua missione e alle consorelle.

E io oggi, nel giorno del suo 74° compleanno unisco al loro “grazie” il mio.

Auguri, Vanna!!!

20 febbraio 1976.

Da un po’ di tempo si ripetevano momenti in cui la nascita del mio terzo figlio fosse imminente, ma poi non succedeva nulla. Il mio pancione era diventato enorme e non riuscivo quasi più ad alzarmi quando cercavo di riposare un po’ sul divano. Quel 20 febbraio, però, mi trattennero all’ospedale anche se mancavano 20 giorni alla data prevista per il lieto evento.

Alle otto circa ero in sala parto e verso le dieci era nato Paolo ! Tutto era andato per il meglio. Quando mio marito arrivò verso mezzogiorno, dopo aver portato le bambine dai nonni,  chiese in quale stanza mi avessero sistemato, ma non sapeva ancora che tutto fosse già accaduto.

Quando l’infermiera gli disse: – E’ nel letto numero tal dei tali….. è maschio! – mio marito, che era rassegnato ad avere la terza femmina, rimase un po’ stordito  e non riusciva più a trovare la stanza in cui lo stavamo aspettando. Quando arrivò era raggiante!

Paolo si rivelò un bambino molto tranquillo, come se sapesse che era necessario per la sua e mia sopravvivenza che interpretasse con cura il mestiere di bravo bebè: mangiare, dormire , crescere….

Fratellini.

fratelliniQuando la mamma doveva uscire, Gioele stava tranquillo in braccio a me; intanto Giovanni, come al suo solito, giocava con le macchinine o si metteva a ballare e a cantare sul ritmo delle canzoncine che gli piacciono tanto. Il tempo scorreva serenamente fino al rientro della mamma.

L’altra mattina , la mamma doveva andare a prendere Giovanni, che ha cominciato a frequentare (allegramente!!) la scuola materna e ha lasciato Gioele (sei mesi) con me. Appena la mamma ha chiuso la porta dietro di sè, il piccolo si è messo a piangere disperatamente. Non sapevo come consolarlo e l’ho portato fuori, dopo averlo imbaccuccato con cura. Appena ha sentito l’aria fredda Gioele si è zittito e rilassato fino ad assopirsi.

Mentre lo guardavo dormire, riflettevo sul motivo di quel cambiamento di atteggiamento e ho capito che la sicurezza di Gioele è sì legata, come sempre accade, alla presenza della mamma , ma anche a quella del fratellino, al cui cinguettio è abituato fin da quando era ancora nel pancione in attesa di nascere.

Giovanni è ancora piccolo, ha solo tre anni, ma per Gioele è il suo fratello maggiore.

 

Era il fratello maggiore….

Oggi sarebbe il tuo compleanno e per ricordarti voglio riportare qui uno dei  ricordi che più frequentemente rievocavi….

americani in SiciliaEra il 1943 e gli Alleati avevano occupato la Sicilia procedendo lentissimamente per rischiare il minor numero di soldati, ma senza curarsi delle sofferenze della popolazione che doveva sopportare i disastri che i bombardamenti infiniti producevano su cose, animali e persone. Suo padre era andato in guerra come volontario lasciando a casa una moglie e 4 figli di cui lui, Giuseppe, era il maggiore. Soldi in casa non ce n’erano e c’era anche poco da mangiare; quando si poteva arrangiare qualcosa erano sempre patate : bollite, arrostite, fritte, in umido….ma sempre patate…. Giuseppe allora si ingegnò a vendere vino ai soldati americani. Una signora di sua conoscenza glielo forniva e lui lo portava a un militare con cui aveva stabilito dei contatti. Il ricavato era per comprare la farina, qualche uovo , un po’ di olio. Un giorno però qualcosa andò storto: forse la donna che procurava il vino era rimasta a corto di rifornimenti e probabilmente lo aveva annacquato….così quando Giuseppe tornò dal soldato, si vide accogliere con un’arma puntata e con  parole minacciose, che nemmeno riusciva a capire…. Lui ebbe molta paura e scappò a gambe levate col cuore che gli scoppiava in petto.

Tra i ricordi di guerra, quali i crampi di stomaco provocati dalla fame, i bombardamenti provenienti dalle navi militari e dai carri armati , le mine antiuomo, questo era quello che raccontava con una certa soddisfazione pensando forse che aveva fatto quello che era nelle sue possibilità come fratello maggiore….

Festa in famiglia!

Domani celebreremo il Battesimo di Gioele, l’ultimo arrivato nel nostro clan. E’ un’occasione che ci troverà tutti insieme a festeggiare e questo è motivo di grande gioia per me.  ma poichè la gioia più viene condivisa più è grande, invito chiunque si trovi a leggere  questa pagina a immaginare di vedere scritto il proprio nome  su questo bigliettino di invito e a fare festa insieme a noi.

biglietto per il battesimo

Le donne e il voto del ’46.

Copio e incollo da questo sito questo brano di un’intervista a una delle poche superstiti tra le donne che hanno votato per la prima volta nel 1946:

 

…. La battaglia delle donne italiane per il diritto di voto era cominciata già nel secolo precedente. Nel 1912 c’era stato un appello al parlamento firmato anche da Maria Montessori che chiedeva il voto per le donne. L’appello non ricevette una risposta. Sempre in quell’anno un gruppo di donne di Montemarciano in provincia di Ancona provarono a iscriversi nelle liste elettorali e la loro richiesta, inizialmente accolta, fu poi cancellata da una sentenza della cassazione. …Poi dalla fine del 1944, dopo la liberazione di Roma, si costituì un comitato formato dai movimenti femminili dei partiti del comitato di liberazione nazionale – quindi comuniste, socialiste, democristiane, liberali, democratiche del lavoro, più delle donne repubblicane insieme a due associazioni, la Fildis, federazione italiana diplomate degli istituti superiori, e all’alleanza per il suffragio. Dopo aver raccolto le firme in una petizione, il comitato si rivolse al comitato di liberazione nazionale per chiedere che venisse stabilita la possibilità per le donne di votare già nel 1946. Dopo varie discussioni alla fine il governo invitò le donne con una circolare a iscriversi alle liste elettorali, erano vent’anni che non votava nessuno, e così le donne poterono votare alle amministrative nella primavera del ’46 e poi al referendum di giugno sulla monarchia e per l’elezione dell’assemblea costituente.

Mi sembra utile rivedere queste notizie, perchè a quanto pare c’è  un po’ di confusione anche tra chi si propone come leader di formazioni politiche. Posso aggiungere al ricordo e alla testimonianza di Marisa Rodano , che anche mia madre era tra quelle donne che nel ’46 entrarono in cabina elettorale per il referendum  istituzionale e con lei c’ero anch’io che stavo per nascere.

Mia madre ricordava che c’era un po’ di eccitazione tra le donne per quell’avvenimento: tutte si rendevano conto che si trattava di un momento storico: per la prima volta veniva riconosciuta alle donne la dignità di cittadine a pieno titolo!!! Nel suo racconto non mancava però una nota ironica: si diceva in paese (ma forse era solo una leggenda nata dalla contrapposizione piuttosto accesa tra i partiti in stile Don Camillo e Peppone) che una donna , uscita dal seggio elettorale andasse manifestando a gran voce la sua soddisfazione per aver cancellato con una croce il simbolo del partito avversario….!!!!

Artisti in erba.

IMG-20161108-WA0001In questi giorni i miei nipotini hanno dimostrato di attraversare un felice momento creativo; ecco qui di seguito due opere  eseguite: la prima da Giovanni da Giovanni (2 anni e 9 mesi) e la seconda da  Davide (10 anni).

Giovanni ha fatto il suo primo ritratto della sua mamma e lo schema corporeo  mi sembra incredibilmente completo  per un bambino della sua età.

Davide ha fatto un rapido schizzo che rappresenta un faraone: è un faraone felice, con le parti del corpo ben proporzionate e con molti particolari che arricchiscono l’abito e e il “look” . Bravissimi i miei futuri artisti!!!

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Grazie, Vanna!

Sono passati 56 anni da quando sei uscita di casa per sempre. Avevi solo 17 anni ed entravi in un mondo che a noi tutti incuteva un po’ di paura: un monastero di clausura!!!

Ricordo quanto la mamma avesse sofferto per questa tua scelta e come però si era arresa, come tutti gli altri , davanti alla tua determinazione. Ricordo anche quanto sei mancata a me.

Ora nella tua terra di adozione, la Tailandia, cui hai donato tante energie spirituali e fisiche , continui a essere una luce che sostiene le nostre speranze e che lenisce le nostre paure: ogni volta che siamo in angustie è a te che ricorriamo per avere il conforto delle tue parole rasserenanti  e il sostegno della tua preghiera.  Sei sempre così lontana, ma anche sempre così vicina a tutti noi. Grazie, Vanna!