Agosto, mese di ricordi e di ferie.

Il mese di agosto mi ricorda sempre i miei genitori: oggi ricorre il 111° anniversario della nascita  di mia madre e due settimane fa ricorreva il 115° della nascita di mio padre. Non ci sono più da tanti anni, ma il loro ricordo è sempre così vivo in me.

In questi giorni in cui tutti corrono spasmodicamente ad affollare le località di vacanza, mi viene da pensare che loro non hanno mai fatto le ferie come si intendono oggi. Non sono mai andati al mare o in montagna, forse si concedevano qualche giorno di tranquillità in casa propria, cercando di ripararsi alla meglio dall’afa e dalle zanzare della pianura padana..

Forse dipende dalla memoria di quei giorni il fatto che nemmeno io sento il bisogno di allontanarmi da casa: per me le ferie più ambite sono quelle che trascorro qui a casa mia accogliendo figli e nipoti che, liberi da impegni di lavoro e di studio, possono ritornare alla base per un po’ e ritrovarsi insieme in famiglia anche se solo per pochi giorni o per poche ore.

E mi piace soprattutto vedere come i miei nipoti, pur vedendosi così di rado, sappiano subito entrare in sintonia tra loro, trovando il modo di mettere sottosopra i cuscini del divano e farne un campo di battaglia o innaffiandosi fino a inzupparsi  con le pistole ad acqua.

Io li sento ridere e scherzare mentre in cucina preparo per loro la merenda o una buona cenetta e mi sento pienamente in ferie.

 

Problema ….veramente problematico…

La mamma sta lasciando Gioele davanti alla scuola materna e, dopo gli immancabili baci e abbracci e dopo le consuete raccomandazioni, la mamma dice a Gioele:

  • Ricordati di dire alla maestra e al tuo amico Lucas che domani non verrai a scuola perché dovremo andare dalla pediatra.-
  • Mamma, – risponde Gioele dopo un attimo di esitazione – come faccio a dirlo a tutti e due? Non ho mica due bocche!!!-

Gioele ha ragione a porsi questo problema: non ha ancora studiato a scuola che se parli due persone possono sentirti contemporaneamente  oppure che puoi parlare a due persone in momenti successivi…. ma certamente non passerà molto tempo e Gioele non si porrà più questi dilemmi angosciosi.

1954: gita a S. Luca.

Ho trovato questa vecchia foto; risale forse all’anno scolastico 1953-54.

Eravamo andate (era una classe femminile) in gita scolastica a Bologna e al Santuario di San Luca, guidati dalla nostra maestra Maria Mari. Pare strano che a distanza di tanto tempo riemergano dalla memoria i nomi di visi mai dimenticati…

Riconosco molte compagne: Chiara Barbieri, Vanna Mantovani ( morta pochi anni dopo), Carla Torelli, Luciana Bertellini, Maria Rosa Aldrovandi, Giacomina Negri, Arianna, Paola Venturi, Norma Ascari, Vanna Fantini, Orsola Lugli, Oletta Pacchioni, Adele Vezzani, Gabriella Falavigna, … altre sono troppo nascoste. Dietro al gruppo riconosco le mamme di Luciana, di Mariella (una delle bambine nascoste), di Carla  e la mamma di Oletta.

E’ stata la mia prima gita scolastica, un vero viaggio lontano dal paese: che emozione!

 

classe a S.- Luca

7 Marzo 2021: Auguri, Vanna!

Oggi Sr. Giovanna, mia sorella, festeggia il suo 78° compleanno, circondata dall’affetto devoto di tutte le sue consorelle, che la assistono con ammirevole affetto in questo momento non facile per lei.

Per farle i miei auguri, riascoltiamo le parole con cui lei stessa (sul sito della diocesi di Carpi) aveva raccontato tempo fa la storia della sua vocazione:

La mia Vocazione

E’ sempre cosa difficile il tradurre in linguaggio umano una forte esperienza spirituale. E penso che lo sia in modo particolare il poter dire come è nata la propria vocazione
religiosa.
Nel lontano 1958, quando avevo 15 anni di età, il papa Pio XII mandò un riadiomessaggio ai giovani che io ascoltai con molto interesse. Era il tempo infatti in cui cercavo di capire la volontà di Dio nella mia vita… Un frase mi rimase impressa nel cuore e ricordo ancora il timbro sonoro e angelico della voce del Santo Padre che ad un certo punto disse ai giovani:

“FLORETE FLORES”…,LA VOSTRA VITA ACQUISTERA’ SIGNIFICATO E VALORE DONANDOLA, “UT DETUR”.

Con queste parole che mi risuonavano in cuore incominciai a fare un profondo discernimento PER COMPRENDERE I DISEGNI DI DIO SU DI ME.

Circa due anni dopo mi fu possibile rispondere alla chiamata del Signore entrando in un monastero di Vita Contemplativa : Le Clarisse Cappuccine di Carpi.

In fondo al cuore sentivo forte il desiderio della Missione ma nello stesso tempo mi sembrava che quel “UT DETUR” che mi risuonava in cuore potesse trovare una realizzazione più completa… Dopo pochi anni si presentò la possibilità di una nuova scelta: incrementare la vita dell’Ordine nella Missione della Thailandia dove allora c’era un unico monastero. Mi offersi con tutto il cuore pensando di poter realizzare così in modo più profondo la mia totale offerta al Signore . Era l’anno 1968.

Il 5 Novembre prossimo compirò i miei 37 anni (n.d.r. ora sono 53) di Missione. Missione che ho amato e a cui ho donato tutta me stessa. Il Signore si è servito di questo umile strumento per la diffusione dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine in questa terra in cui i cristiani sono ancora un piccolo gregge, ma i monasteri ora sono sette con più di 100 suore professe. Ne sia ringraziato il Signore.

Auguro a tanti altri giovani di poter sentire e rispondere generosamente alla chiamata del Signore e di fare della propria vita un DONO per Dio per i Fratelli.

CATELLANI Suor GIOVANNA
(Convent Mater Ecclesiae – Ban Saeng Arun Thabsakae
77130 Prachuab – THAILANDIA)

Tanti auguri, Vanna!

Dedicato a Sr Giovanna.

Sessant’anni fa, mia sorella Vanna è entrata nel convento delle Clarisse Cappuccine di Carpi. Era una bellissima ragazza di 17 anni.

Ora è in Thailandia e sta attraversando un momento di difficoltà: la ricordiamo nella preghiera e con un video che ho preparato per augurarle ancora tantissimi anni di vita serena tra le sue consorelle che la curano con grande affetto e devozione.

Purtroppo il video non può essere inserito in questo post, ma glielo invierò via mail. Qui riporto due foto della sua prima vestizione. Auguri, Vanna! Ti siamo tutti vicini!Prima vestizione

A proposito di Samuele.

13 anni fa…mese di agosto. Stavamo aspettando la nascita di Samuele, che sembrava non avere nessuna fretta di lasciare il suo comodo nido. Mia figlia ed io in un pomeriggio festivo stavamo passeggiando per il centro di Londra e siamo entrate in una  chiesa.

Samuele chiamato da DioUn pastore stava leggendo un brano della Bibbia. Io non capivo  nulla se non il nome di Samuel ripetuto varie volte. Mi resi conto che stava leggendo il brano della chiamata di Samuele! Pensai che fosse una coincidenza beneaugurante: noi aspettavamo Samuele  e lì in quella chiesa il Signore chiamava ancora una volta Samuele, il fanciullo, servo fedele, che rispondeva prontamente alla chiamata. Anche il nostro Samuele si sarebbe fatto onore….

Pensai che tutto sarebbe andato bene e le mie preoccupazioni, che in quel momento erano tante, trovarono consolazione.

Anche oggi in chiesa si è letto quel brano e mi sono ricordata delle trepidazioni di quei giorni.

Davide, il cugino grande….

Sono insieme quattro dei miei cinque nipoti: Davide  ed Elisa, i più grandi, si danno da fare per intrattenere i più piccoli, Gioele e Giovanni. Tutto procede a meraviglia ed è un piacere vedere come sanno stare insieme anche se si vedono così raramente.

Poi si va a tavola: siamo in otto e per fortuna il tavolo è lungo e c’è posto per tutti. Davide ha sete e afferra con una mano sola, dal fondo, la bottiglia della bibita senza caffeina per riempire il suo bicchiere “usa e getta”.  Lo zampillo della bibita fa cadere il bicchiere e la bevanda si sparge sulla tovaglia.

La mamma di Davide, prontamente lo riprende: -Potevi ben usare due mani!!-

E lui, con grande sincerità e onestà:- Volevo fare il figo!!!-

Lui è il cugino grande e voleva stupire i cuginetti piccoli…..ma non è andata proprio come l’aveva pensata….

Ciao!

Vent’anni fa moriva mia madre, una vita spesa nel lavoro, nella cura della famiglia e della vita che inizia e di quella che arriva al suo traguardo. Si può certamente dire che ha fatto sempre del suo meglio, senza risparmiarsi, nelle condizioni difficili in cui ha vissuto e per me è sempre stata un esempio di dedizione e di abnegazione.  La foto la ritrae insieme a mio padre nel giorno del loro matrimonio. Ciao, Mamma! Continua a ricordarti di noi tutti come hai sempre fatto.

mammae papà matrimonio

Bambini al tempo del covid.

Sì, i bambini al tempo di covid. In questo articolo viene evidenziata la sofferenza di tanti bambini strappati violentemente alle loro abitudini, ai loro compagni, alle loro maestre e costretti a vivere in un ambiente domestico segnato dai rapporti violenti degli adulti e con gli adulti.

Ma anche nelle situazioni più ideali i bambini ricorderanno questi giorni come momenti difficili.

Se in un primo tempo hanno forse vissuto la novità del lockdown come una vacanza insperata, se le prime lezioni on line sono state accettate come una divertente novità, con l’andare del tempo hanno sentito tutto il peso dell’isolamento, la fatica dell’uso della tecnologia non sempre efficiente, la mancanza di giochi all’aperto con gli amici.

Ho visto tutto questo anche nei miei nipoti (cinque): la maggiore si sente defraudata per non poter festeggiare, come aveva progettato, il suo diciottesimo compleanno e non vede l’ora che da lunedì prossimo sia possibile rincontrare gli amici. Davide e Samuele (13 e 12 anni) sentono la fatica delle lezioni on line, di computer non al massimo dell’efficienza, di dover limitare i propri rapporti alla cerchia di famiglia, di non avere a disposizione spazi verdi , e sono spesso irrequieti e insoddisfatti. I due più fortunati sono Giovanni e Gioele (6 e 3 anni) che hanno papà e mamma che possono lavorare da casa in orari flessibili, i nonni materni  a un tiro di cerbottana, un grande spazio verde dove andare in bicicletta, giocare a fare i giardinieri, correre liberamente. Tuttavia ogni tanto manifestano il desiderio di incontrare i compagni di scuola materna e le maestre.

Chissà che idea si è fatto Gioele del coronavirus, forse gli attribuisce le bambini e coronavirussembianze e le caratteristiche dell’immancabile “cattivo” presente nei cartoni animati, perchè tutto serio serio ha detto alla mamma:- Io sono coraggioso del coronavirus !-