Pensieri di un mattino di maggio.

Avevo pensato, già ieri, di scrivere su un fatto che forse nessuno ha messo in evidenza: al Festival Europeo della Canzone, l’unico paese partecipante a riportare zero voti, dopo le due votazioni previste, è stata la Gran Bretagna. E’ come se le varie giurie nazionali e i televotanti avessero voluto far capire agli Inglesi che, se non si sentono europei, non ha proprio senso voler partecipare a manifestazioni europee e li hanno ignorati, credo giustamente.

Stamattina, però, mi sento veramente male al pensiero di quel bambino di 5 anni, unico sopravvissuto alla tragedia della funicolare di Mottarone precipitata in un dirupo. Non ci sono parole adatte a esprimere l’angoscia per chi cercava un momento di sereno svago e ha trovato la morte e per quel bambino ora in un letto di ospedale. Chi potrà spiegargli ciò che è accaduto? Come, se sopravviverà, potrà superare il dolore della perdita del padre, della madre, del fratellino? Leggo che i parenti sono accorsi al suo capezzale; prego Dio che dia loro la forza e la capacità di stare accanto a quel bambino tanto provato dalla sventura e possano aiutarlo a curare le ferite del corpo e ancor più quelle dell’anima.

 

Un uomo di parola.

Stasera RAI1, dopo la via Crucis da Piazza San Pietro, ha mandato in onda il docu-film di Wim Wenders: “Papa Francesco: un uomo di parola”. E’ un collage di filmati che si riferiscono a momenti salienti del Papato di Francesco, a momenti della sua vita precedente alla sua elezione a pontefice, in Argentina, e a spezzoni di una lunga intervista in cui Francesco racconta il suo modo di portare avanti la sua missione.

Ne viene fuori un’immagine commovente di un papa che vuole parlare al mondo intero, senza pregiudizi, senza presunzione, senza la pretesa di giudicare, ma sempre con l’atteggiamento del fratello che vuole incontrare i suoi fratelli.

Ho sentito parole molto dure rivolte ai componenti della curia romana, a chi si rende responsabile di abusi sui bambini, a chi cerca di accaparrarsi sempre maggiori ricchezze saccheggiando le risorse del pianeta e condannando gran parte dell’umanità a una povertà che toglie la dignità.

Ho sentito anche parole di grande tenerezza e ho visto gesti amorevoli per i bambini, per i poveri, per i carcerati, per le donne e per l’umanità intera.

Dio non ha etichette: non è cattolico o musulmano o ebreo, Dio è Dio e basta, ha detto Francesco,  e giudicherà gli uomini in base a un solo criterio: sull’amore che avranno saputo donare.

 

Il Casalino che non ti aspetti.

Giudizio temerario, conseguenza di pregiudizi. E’ così facile emettere sentenze di condanna non ponderate.

Non seguo i reality, ma mi è capitato in passato di vederne qualche stralcio e tanto mi è bastato per  giudicarli programmi-spazzatura….e fin qui forse non ho sbagliato. Ma se trasferisco il giudizio negativo sul genere di programma a chi ne è protagonista, corro il rischio di formulare un giudizio temerario… E’ quello che mi son detta l’altra sera seguendo in seconda serata la trasmissione “Ciao maschio” condotta da Nunzia De Girolamo.

Era ospite Rocco Casalino che parlava del suo libro e della sua esperienza come portavoce di Giuseppe Conte.

Non nascondo che quando si è saputo che il portavoce del primo ministro era Rocco Casalino, mi son detta: -Siamo proprio messi male!  E questo mio giudizio veniva rafforzato da quanto scrivevano anche i giornalisti.

Dall’intervista dell’altra sera, invece, è venuto fuori il ritratto di una persona  sensibile, che ha avuto un’infanzia difficile e che ha dovuto superare certamente molti problemi per la sua omosessualità; ora però vive la sua condizione con serenità e senza ostentazioni e dev’essere anche bravo nel suo ruolo se è riuscito a conservarlo per la durata dei due governi- Conte.

 

Tra libro e TV.

In questi giorni ho letto per la prima  volta (e un po’ mi vergogno di non averlo fatto prima) il romanzo di Grazia Deledda “Canne al vento”. Una videoconferenza sulla resilienza che ci viene richiesta dalla pandemia, mi ha fatto venire in mente che non potevo più ignorare questo libro, scritto dall’unica donna italiana che abbia ricevuto un premio Nobel per la letteratura.

Efix_(Carlo_D'Angelo)_e_Giacinto_(Franco_Interlenghi)_nello_sceneggiato_TV_Canne_al_vento,_1858Conoscevo già la storia di Efix, il servo fedele, e delle sue padrone grazie a uno sceneggiato televisivo del 1958 (avevo 12 anni!!!). La trama è presto detta: Ruth, Ester e Noemi sono tre sorelle, ultime di una famiglia un tempo ricca e potente, che  vivono tra gli stenti, sorrette soltanto dal loro fedelissimo servo, che le sostenta coltivando l’ultimo podere rimasto alla famiglia.  Efix si dedica con tanta abnegazione alle sue padrone per espiare una colpa segreta: è stato lui a provocare accidentalmente la morte del padre delle tre donne il giorno in cui Lia, una loro sorella, è fuggita dal paese per cercare una vita diversa da quella cui era costretta.

Un giorno arriva una lettera: Giacinto, figlio di Lia, sta arrivando al paese e chiede ospitalità alle zie. E’ un ragazzo bello e affascinante, reduce da vicende burrascose; le donne del paese se lo mangiano con gli occhi e lui, per fare bella figura, prende soldi a prestito dall’usuraia  falsificando la firma di una zia e di don Predu, il ricco cugino che vorrebbe sposare Noemi.

Quando l’usuraia pretende la restituzione del suo denaro, Giacinto rischia di finire in prigione e fugge a Nuoro, lasciando nella disperazione le zie, costrette a vendere l’ultimo pezzo di terra, Grixenda, la fidanzata e Efix che sentendosi responsabile per non averlo sorvegliato, lo va a cercare e per espiare finalmente tutti i suoi sensi di  colpa che lo divorano si mette a mendicare. Poi, sentendosi ormai vicino alla fine, ritorna al paese dalle sue padrone, che non ha mai dimenticato.  Di lì a poco morirà, contento di sapere che Giacinto si è messo sulla buona strada, lavora e sta per sposare Grixenda e che anche Noemi finalmente accetta di sposare il ricco cugino.

La Deledda ha descritto con grande maestria tutto un mondo che ormai è scomparso, dove realtà, superstizione, sentimento religioso, tradizioni, leggende, sogni si mescolano in continuazione. Sono inoltre bellissime le sue descrizioni del paesaggio sardo.

Mentre leggevo, immaginavo Efix con le sembianze di Carlo D’Angelo, Giacinto con quelle di Franco Interlenghi e Cosetta Greco nei panni di Noemi. Erano attori che venivano dalle vecchie scuole di recitazione in cui si imparava a declamare ogni battuta con una pronuncia perfetta.

Ora dicono che non sia più richiesto lo studio della dizione e gli attori, che possono contare sull’apporto  dei microfoni ,  spesso sussurrano le loro battute complicando la vita a chi come me non ha più orecchie  nuove di zecca.

Ho  richiesto il libro alla biblioteca comunale di Erba che in questo periodo assicura la consegna dei libri a domicilio: un servizio prezioso!!

 

Pubblicità Vs. realtà.

Da qualche giorno sui canali Mediaset, va in onda, insistentemente, uno spot che ringrazia i telespettatori che in periodo di lockdown hanno fatto impennare gli ascolti in modo gratificante per l’azienda Mediaset. Stranamente  (ma non troppo) qualche giorno fa, durante una videoconferenza, l’amministratrice di un sito, appartenente a un’associazione di centri culturali, vantava gli stessi sorprendenti risultati anche per il suo sito durante la pandemia e io stessa su questo blog ho registrato un numero di visite da record …..

lockdown e tvRiflessione: durante la pandemia, la gente chiusa in casa non sapeva come passarsi il tempo e si è data alla navigazione su internet, pertanto l’accresciuto numero di contatti è un fenomeno generale, che non è attribuibile alla qualità dei contenuti, come vorrebbero far credere quelli di Mediaset, ma alla lotta disperata della gente contro la noia.

Nello stesso spot si declamano i meriti di Mediaset e tra questi anche il fatto che paga le tasse in Italia, ma questo non è forse del tutto vero, visto che da un anno la sede legale di Mediaset è ad Amsterdam.

Come fare per ristabilire la verità? La potenza comunicativa delle TV di Berlusconi è difficilmente contrastabile…

“Volo ” a Verona.

Sarà stato l’effetto di 50 giorni di isolamento, sarà stata l’ambientazione suggestiva nell’Arena di Verona, sarà stata la dolcezza malinconica della musica  di Puccini unita alla voce limpida di Piero del Volo,   ma ieri sera la sua interpretazione di “Lucean le stelle” mi ha veramente emozionato. Ho sentito tutto il rimpianto struggente di Cavaradossi  per i momenti più belli della sua vita, rimpianto reso ancora più dolente dall’approssimarsi della morte e dalla certezza che certi momenti non potranno  tornare mai più.

il VoloTutto lo spettacolo dei tre tenorini è stato notevole: con le loro belle voci hanno sfoderato un repertorio molto vario, mettendo in risalto le proprie caratteristiche: la voce più “scura” (si può dire così?) di Gianluca adatta  a interpretare brani romantici; la voce limpida di Piero che  canta in modo tanto naturale che le note  sembrano rotolare spontaneamente fuori dalla sua ugola; la voce squillante di Ignazio, il più brillante  dei tre,  che mette allegria . Due ore di bella musica e di belle melodie.

Repliche di questo tipo  di spettacoli non fanno certo rimpiangere la programmazione dei tempi normali, però ti viene un nodo in gola a pensare che eventi del genere, con tanta gente  riunita per fare festa, non si potranno realizzare per chissà quanto tempo.

La messa di Arcellasco in ogni casa.

La tecnologia moderna ha certo qualche effetto collaterale indesiderato, ma è uno strumento prezioso in tante circostanze. Una di queste circostanze è senz’altro questa emergenza coronavirus che impedisce alla gente di incontrarsi ,  di spostarsi, persino di partecipare alla messa domenicale….e allora ecco il miracolo della tecnologia porta la messa parrocchiale in ogni casa. Grazie Don Claudio, grazie a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questo video.

Shirin Ebadi: la lotta per la democrazia e per i diritti delle donne.

Shirin-ʿEbādi“Solo quando fui molto più grande capii che l’idea dell’uguaglianza tra i sessi si era impressa dentro di me in primo luogo grazie all’esempio avuto a casa…vidi come la mia educazione mi avesse risparmiato la scarsa autostima e la dipendenza acquisita dalle altre donne, cresciute in famiglie più tradizionali. Il sostegno di mio padre alla mia indipendenza, dai giochi di bambina fino alla decisione di diventare giudice, mi ha instillato un senso di fiducia nelle mie capacità che non ho mai percepito consciamente ma che alla fine sono giunta a considerare come l’eredità più preziosa.”

Queste che ho copiato sono  parole di Shirin Ebadi, una donna iraniana che ho visto poco fa in TV nella rubrica STORIE ITALIANE e che , confesso con grande rammarico, non conoscevo. Alla Ebadi è stato assegnato il Premio Nobel per la pace nel 2003 per il suo impegno per i diritti delle donne e per la democrazia nel suo paese.

Stamattina ha parlato di quanto abbia lottato per i suoi ideali e di quanto questo le sia costato e ciò ha suscitato in me grande ammirazione, ma le parole  che mi hanno colpito di più sono state queste: ” La democrazia in Iran arriverà per merito delle donne” . Le donne di oggi in Iran sempre più rivendicano la parità di diritti sfidando le leggi oscurantiste e accettando anche la carcerazione. Diceva Shirin che  anche molti uomini stanno dalla  parte delle loro compagne e questo fa ben sperare.

Leggerò certamente il suo ultimo libro “Finchè non saremo liberi”: lo ritengo un dovere di solidarietà nei confronti di questa donna coraggiosa.

 

Capodanno con Bolle.

Veramente bellissimo lo spettacolo di Roberto Bolle “Danza con me”.  La Rai ci ha fatto un bel regalo di Capodanno. La bravura, la bellezza statuaria sono risapute, ma ogni volta ci sorprendono; inoltre i diversi ospiti di grande fama e prestigio hanno contribuito a rendere ancor più unica questa serata. In particolare vorrei ricordare la divertente esibizione di Virginia Raffaele: l’iniziale momento di straordinaria originalità e ironia è poi sfociato in una danza  in cui l’attrice/imitatrice/comica si è rivelata anche un’ottima ballerina!!!   Molto diverso è stato il ballo ispirato alle migrazioni, terminato con una “citazione” della Pietà di Michelangelo: davvero commovente!!!

Spettacoli come questo rendono meno amaro il pagamento del canone….Bolle e la Pietà

Come va?

Il Festival di Sanremo, rito immancabile nel cuore dell’inverno italiano, si è concluso con la vittoria di un giovane rapper italo-egiziano con una canzone che parla di un padre che ha rinunciato al suo ruolo e alle sue responsabilità.  Mahmood, il giovane cantautore vincitore, è comunque riuscito a trovare la sua strada nonostante la situazione di partenza difficile e questo gli fa onore. Ecco il testo della sua canzone.

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla tv danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi
Come se avessi avuto soldi
Prima mi parlavi fino a tardi
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima
Io da te non ho voluto soldi…
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va come va come va
Sai già come va come va come va