Il Pianeta blu.

Programme Name: Blue Planet II - TX: n/a - Episode: Blue Planet II - early release (No. n/a) - Picture Shows:   - (C) BBC/Lisa Labinjoh/Joe Platko - Photographer: screengrab/Lisa Labinjoh/Joe Platko
Programme Name: Blue Planet II – TX: n/a – Episode: Blue Planet II – early release (No. n/a) – Picture Shows: – (C) BBC/Lisa Labinjoh/Joe Platko – Photographer: screengrab/Lisa Labinjoh/Joe Platko

Ci sono documentari un po’ noiosi e documentari che ti lasciano senza fiato dalla meraviglia.

BLUE PLANET II fa parte della seconda categoria: un’esperienza non solo visiva, ma anche contemplativa ….sì perchè la visione di immagini straordinarie catturate con lavoro di anni di appostamenti e spostamenti nelle acque di tutti gli oceani può indurre veramente alla contemplazione della bellezza della vita su questo nostro pianeta.

Io ho visto quelle immagini solo davanti al piccolo schermo, ma è facile immaginare la meraviglia che possono suscitare sullo schermo cinematografico.

Nonostante lo stiamo maltrattando in molti modi, il nostro Pianeta è ancora bellissimo e conserva una straordinaria vita selvaggia: abbiamo  il dovere di preservare tanta bellezza per fare in modo che anche i nostri nipoti possano continuare ad ammirarla.

Ermal Meta.

Ieri sera ho sentito in TV Ermal Meta in un’interpretazione toccante di “Halleluja” e mi sono ricordata della sua interpretazione di “Amara Terra mia” a Sanremo.

Incredibile vocalità e sensibilità interpretativa….

L’ appuntamento del giovedì.

C’era un tempo in cui amavo guardare i talk-show per poi  prenderne spunto per  intavolare lunghe discussioni con chi, accanto a me, sosteneva punti di vista diversi dai miei, ma da quando non c’è più nessuno con cui liberare la rabbia suscitata da scandali, disgrazie  e cattiva politica, evito accuratamente tutti i programmi di questo genere. E’ troppo frustrante farsi il sangue amaro in solitudine…

Accade così che vado quasi sempre alla ricerca di film, meglio se vecchi: basta che non siano di fantascienza o del genere horror. Stasera però, mentre ero intenta a cominciare il mio zapping, mi sono imbattuta in “Nemo” su Rai2 e mi è piaciuto….. Non ho visto personaggi urlanti, nè vuote discussioni su argomenti triti e ritriti, ma diversi reportage da varie parti del mondo e un bel filmato su Paolo Villaggio, girato da suo figlio, il tutto condotto con leggerezza, garbo e un po’ di spregiudicatezza…

Penso che diventerà il mio appuntamento del giovedì sera.

I 2cellos.

Ieri sera ho potuto seguire soltanto l’ultima parte dello spettacolo dedicato al ricordo di Luciano Pavarotti, che mi ha incantato: non è facile poter ascoltare tutti i nsieme tanti artisti straordinari.

Ma quello che mi ha colpito di più è stato il 2CELLOS: due giovani violoncellisti, uno sloveno e uno croato, che sanno trarre dai loro due violoncelli le note più scanzonate e quelle più poetiche. Non avrei mai immaginato che da quegli strumenti potesse scaturire tanta magia. Nel video qui sotto è possibile ammirare il loro virtuosismo e la loro divertente ironia, ma anche la capacità di creare atmosfere di grande dolcezza.

Bitcoin …ether…Boh!!!

bitcoin22E mentre noi ci avvitiamo in discussioni muffose (legge lettorale, alleanze o non  alleanze) e la maggioranza di noi fa fatica ad adeguarsi all’uso di telefonini o computer o carte di credito, in altre parti del mondo si procede a passi da gigante verso un mondo che, pur se ora difficilmente immaginabile, a breve ci chiederà di confrontarci con novità che hanno un che di inquietante.

Così ad esempio in Cina non si usa più denaro contante, ma nemmeno bancomat o carte di credito; ognuno ha un suo codice a barre e tutto viene pagato tramite telefonino …anche l’elemosina viene pagata in questo modo, perchè persino il mendicante si è aggiornato e ha il suo codice a barre esposto ben in vista.

E cosa dire di bitcoin o di ether? Provate a leggere l’articolo linkato  e poi, per favore, spiegatemi quello che avete capito…per me è incomprensibile e inquietante.

(Ho sentito parlare di tutto questo ieri in una trasmissione RAI intitolata “CODICE”)

Film: SILKWOOD.

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Silkwood

Quando la realtà supera ogni fantasia….

silkwoodOggi ho rivisto su RAI Movie un film di trent’ anni fa, oltremodo avvincente e nello stesso tempo angosciante, se si tiene presente che non si tratta di una storia inventata, ma di una storia realmente accaduta negli USA.

E’ la storia di un’ operaia che lavora in una centrale nucleare, esposta continuamente al pericolo di radiazioni; gli incidenti si ripetono e un giorno anche lei rimane contaminata, ma i medici e i responsabili della centrale minimizzano: è solo una contaminazione superficiale, nessun pericolo.

Dopo questo episodio, la giovane si mette in contatto con i sindacati e con la promessa del loro appoggio si mette a cercare in fabbrica le prove di altre gravi irregolarità che vengono commesse. Questo però le procura molti nemici tra i superiori, ma anche tra i colleghi, che temono di perdere il posto di lavoro.

Le contaminazioni a suo danno si ripetono, finchè è chiaro che per lei non ci sono più speranze. Il sindacato la mette in contatto con un giornalista di una testata importante, lei si reca all’ appuntamento, ma durante il viaggio muore in un incidente di cui nessuno ha mai chiarito la dinamica.

Il film si intitola SILKWOOD, dal cognome dell’ operaia; l’ interprete principale è una giovane, ma già strepitosa attrice: Meryl streep; accanto a lei Kurt Russel e Cher, entrambi bravissimi.

SILKWOOD è un film coraggioso, non solo perchè denuncia il cinismo criminale di certi imprenditori, ma perchè già nel 1984 toccava con delicatezza, sensibilità e rispetto il problema dell’omosessualità. Ancora, nel racconto delle attività della protagonista come rappresentante sindacale, si mette in rilievo come i capi dell’organizzazione, siano più preoccupati di sfruttare il caso politicamente che non di affiancare la giovane in una battaglia che si fa sempre più crudele e nella quale verrà lasciata sola.

Alcune sequenze del film mi hanno richiamato alla mente la questione dell’ Ilva di Taranto: troppo spesso, ancora oggi, imprenditori criminali giocano con la vita e la salute della gente in nome di un’ avidità disumana!!

Teche….

Ieri sera la trasmissione RAI “Techetechetè” ha riproposto questa bellissima canzone di Endrigo.
Mi sono ricordata di quando da ragazza la cantavo con tanti sogni nel cuore. Mi sono un po’ commossa.

Bisogna dire che questa trasmissione, in cui la RAI ripropone il meglio delle sue teche, è molto più gradevole dei programmi che essa sostituisce durante l’estate.

Il professor Krantz

 

Ecco come ho conosciuto Paolo Villaggio. Nei panni del professor Krantz era  divertentissimo col suo italiano stentato, col suo maltrattare il pubblico, le sue corse spericolate su è giù per le scale, i suoi giochi di prestigio cialtroneschi …. Era una comicità del tutto nuova e piena di fantasia….

Grazie, professor Krantz, dei bei momenti che ci hai regalato!

Guardonismo gustativo.

Chi cucina al giorno d’oggi?

Forse solo qualche mamma che può permettersi di non lavorare fuori casa e qualche nonna volenterosa che la domenica invita figli e nipoti e dà saggio della sua esperienza culinaria acquisita nel tempo. I risultati sono evidenti : i miei nipoti preferiscono i fagiolini surgelati a quelli freschi o addirittura (e parlo di Samuele) chi ritiene che il pasto più paradisiaco sia quello a base di panini al prosciutto o al salame.  Non esistono cibi buoni in assoluto, ognuno di noi forgia il suo gusto nei primi anni di vita e resta legato a quei sapori che ha conosciuto per primi e che sono legati alle atmosfere della propria infanzia.

Questo stato di cose mi rende inspiegabile il dilagare dei programmi di gastronomia ovunque nel mondo: su qualunque canale e qualunque sia il tema del programma, c’è sempre il momento in cui il cuoco propone le sue prelibatezze più o meno elaborate.

Mi pare che si tratti di una forma di “guardonismo gustativo” (non so se esista questa parola, ma se non esiste la invento io ora). La gente, che non può permettersi di gustare cibi soddisfacenti nella vita reale, trova grande soddisfazione a vedere in TV chi cucina piatti prelibati, si fa venire l’acquolina in bocca….poi apre il frigorifero e mangia i piatti pronti comprati al supermercato, cucinati chissà quando con chissà quali ingredienti…..