Ute: Vichinghi/Normanni – L’uomo e il tempo profondo

Nella sua ultima lezione, la prof. ssa Alberta Chiesa ci ha proposto un argomento di cui forse tutti abbiamo una conoscenza molto superficiale. Ci ha parlato, infatti dei Vichinghi, popolo che dalle coste della Norvegia, per l’impervietà dell’entroterra, si è spinto verso altre terre diventando abilissimo nella costruzione di navi e nell’arte della navigazione.

Erano organizzati in clan che eleggevano un capo; pur essendo una società patriarcale, le donne potevano gestire le proprietà e godere di una certa autonomia (anche perché gli uomini erano spesso per mare). Credevano in molti dei: Odino, Thor, Tyr…

Le attività cui si dedicavano inizialmente erano la caccia, la pesca, l’allevamento, l’agricoltura (scarsa date le condizioni climatiche) , l’artigianato. Nel tempo divenne sempre più importante il commercio con le terre vicine (Danimarca, isole britanniche, Islanda…) e in seguito anche con paesi molto lontani , infatti si spinsero fino al Mar Nero, raggiunsero Costantinopoli, la Groenlandia e il Canada. Esportavano legname, pellicce, ambra, avorio dei trichechi, pesce essiccato, lana, schiavi, Importavano argento, con cui fabbricavano monete e gioielli, seta, spezie, vino, tessuti pregiati.

Si deve ai Vichinghi la fondazione della RUS di Kiev (il nucleo da cui si formerà la Russia) e furono i loro capi a fondare i regni di Svezia, Danimarca, Norvegia e il ducato di Normandia. Il capo più importante fu Canuto il Grande, che conquistò l’Inghilterra e la Norvegia, facendone un unico Impero.

Dal IX secolo rivolsero le loro attenzioni alle coste europee e ottennero il Ducato di Normandia (da cui presero il nome di Normanni, cioè uomini del Nord). Una volta insediatisi in un luogo, i Normanni (o Vichinghi) si fondevano con le popolazioni locali e nascevano così nuove culture e nuove civiltà.

Un prezioso documento che racconta la conquista dell’Inghilterra da parte di questo popolo è certamente l’arazzo di Bayeux (tela ricamata lunga 68 metri).

In Italia i Normanni arrivarono come mercenari al soldo del principe di Capua; erano guerrieri forti e coraggiosi e ben presto ebbero in ricompensa alcuni territori, da cui avrà inizio la loro conquista dell’Italia Meridionale e della Sicilia (che si completerà nel 1085). Quest’ultima era dominata dagli Arabi che ne avevano fatto una terra ricca non solo economicamente, ma anche dal punto di vista culturale e artistico.

Sotto i Normanni, il Regno di Sicilia (che comprendeva, come detto, anche il sud della nostra penisola) visse un periodo di grande splendore: tutte le culture e tutte le religioni vi erano tollerate, alla corte venivano chiamati tutti i più grandi artisti e scienziati del tempo e si arrivò addirittura a costituire un Parlamento con potere legislativo!!

Grazie Alberta, per averci fatto conoscere meglio questo popolo straordinario.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

IL TEMPO PROFONDO – Sant’Agostino definiva il tempo come “distensione dell’anima”, quindi un’esperienza intima e soggettiva; Kant invece lo definiva “una forma a-priori della sensibilità”.

Per gli antichi e per molte popolazioni, il tempo era ciclico, legato all’andamento delle stagioni e all’alternanza notte-giorno. Con il Cristianesimo si afferma una concezione lineare del tempo.

In tempi recenti i geologi hanno affermato che sono le rocce i testimoni del tempo passato. Le loro stratificazioni ci dicono che esiste un tempo “profondo”, che la nostra mente stenta a concepire e che rappresenta il periodo della storia terrestre che ci separa dal momento attuale. Lo possiamo “leggere” nelle pietre, nei ghiacciai, nelle stalattiti e stalagmiti…

Ecco una rappresentazione schematica della storia della Terra, che comprende molti miliardi di anni …

Sempre interessanti e piacevoli le lezioni del dr. Sassi!

UTE: Karma, il destino collettivo e individuale – Educazione alimentare: fare scelte consapevoli

Il dr. Creuso non si smentisce mai: ogni sua lezione è all’insegna dell’originalità. Venerdì scorso ci ha intrattenuto su argomenti tipici dell’Induismo e del Buddismo..

Ha iniziato chiedendo se davvero il termine “Karma” che spesso viene usato in modo non appropriato, voglia davvero significare “destino” e ha continuato chiedendo se esiste davvero un destino e in che misura gli siamo soggetti.

Per rispondere a queste domande bisogna ricorrere alla “TEOSOFIA” (sapere laico intorno a Dio) che ci dice che il termine “Karma ” è traducibile con la parola “azione”; ogni azione è l’affermazione di una forza e genera un effetto.

Anche la parola è azione e, come tale, lascia una traccia dentro e fuori di noi; tale traccia è detta SAMSKARA e produce un condizionamento. Le tracce si accumulano e producono effetti nel nostro comportamento e a lungo andare diventano VASANA, cioè ciò che viene trasmesso nella reincarnazione.

L’anima sopravvive alla morte del corpo, ma solo chi raggiunge l’illuminazione ottiene la liberazione dal ciclo nascita- morte e viene accolto nel NIRVANA.

La nostra mente è offuscata dalle preoccupazioni (guadagno-perdita, discredito-fama. lode-biasimo. piacere-dolore) e non può conoscere pienamente la realtà fino a che non riesce a osservarla con distacco.

Bisogna mettere in pratica la legge dell’umiltà che ci consente di correggere i nostri errori e la legge del dono che ci insegna a donare e a ricevere; bisogna usare parole buone con tutti, mantenere sempre buone intenzioni e buona concentrazione.

I Karma negativi del passato (individuale e collettivo) si accumulano e producono involuzioni e danni al pianeta (guerre, inquinamento..). Esiste il Karma dei singoli paesi e dei continenti.

Gesù ha il Karma Vicario, perché si è caricato sulle spalle le debolezze degli altri e si è sacrificato per AMORE DISINTERESSATO.

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

EDUCAZIONE ALIMENTARE – Il dr. Davide Zanon, segretario regionale della Lombardia dell’Associazione Consumatori “CODICI” ci ha proposto un’interessante lezione sugli alimenti fornendoci una serie di suggerimenti utili .

Per limitare gli sprechi, ad esempio, non si deve buttare la “barba” del finocchio, che può benissimo arricchire un’insalata; il gambo del broccolo va pelato e cucinato; il verde del porro può essere soffritto, le foglie del cavolfiore vanno cucinate, con le foglie delle carote si può fare un pesto, con la crosta del parmigiano si può insaporire il minestrone e può essere poi mangiata.

Alcuni alimenti, se consumati “in coppia”, accumulano i singoli effetti benefici a vantaggio del nostro benessere; possiamo così abbinare: arance e finocchi, kiwi e yogurt, cachi e cioccolato, cavolo nero e lenticchie.

Naturalmente vanno evitati i cibi ultraprocessati; merendine, patatine, bevande zuccherate, insaccati… che , ormai è risaputo, favoriscono l’insorgenza del cancro e lo sviluppo di intolleranze in età sempre più giovane.

E’ utile ricordare che: il cioccolato, se fondente e con almeno il 70% di cacao, può far dimagrire (!!!); la frutta secca contiene grassi buoni, quindi fa bene al cuore e toglie l’infiammazione cronica; il caffè è benefico per il cuore e il cervello; preziosi sono gli alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti; le uova non sono più ritenute portatrici di colesterolo (che parrebbe ora più legato a fattori ereditari); un vero dono della natura è l’olio d’oliva di prima spremitura; i mirtilli sono benefici all’intestino, agli occhi e per tenere sotto controllo la glicemia; anche l’anguria fa bene e si consiglia di mangiare anche i semi.

La carne rossa e il salmone sono preziosi se allevati secondo natura, ma se provengono da allevamenti intensivi perdono molto del loro potere nutritivo.

Alcuni cibi abbinati tra loro possono addirittura avere proprietà curative: Kiwi e noci ci forniscono vitamina C e omega3; mele cotte+prugne secche danno un notevole apporto di fibre; broccoli e rapanelli crudi hanno potere detossificante; carote cotte al vapore+ olio EVO fanno bene agli occhi; la mela + cioccolato fondente sono benefici per il fegato.

Due lezioni interessanti seguite con interesse da tutti i soci presenti.

Ute: Il corpo delle meraviglie: naso e bocca – Le crociate

Il dr. Lissoni continua a svelarci i segreti del nostro corpo, un organismo così meravigliosamente complesso che non smette di stupirci. Venerdì ci ha parlato di naso e bocca.

NASO.

“Rhin” in greco significa “naso,”, per questo molti termini medici, che fanno riferimento al naso, conservano la radice -rin – : rinite, rinoplastica, …

Nel naso possiamo individuare : il setto, le narici, le coane, i turbinati, l’etmoide. L’olfatto è il senso meno sviluppato in noi umani, rispetto ad al tri esseri viventi.

All’interno delle narici, le terminazioni nervose ricevono lo stimolo olfattivo e lo trasmettono al bulbo olfattivo, che a sua volta lo invia al rinencefalo nel sistema limbico.

Le alterazioni della funzionalità olfattiva vengono dette “disosmie” , che possono essere caratterizzate da scarsa o eccessiva o assente funzionalità.

L’olfatto può far percepire segnali di pericolo (odore di gas), ma può anche stimolare la salivazione (odore di cibi particolarmente graditi) e può stimolare il desiderio sessuale attraverso la percezione dei feromoni che vengono secreti da ghiandole cutanee; il naso segnala i feromoni all’ipotalamo che induce il desiderio sessuale.

Al giorno d’oggi è possibile modificare la forma del naso grazie alla rinoplastica.

BOCCA

E’ la parte del nostro corpo che consente la nutrizione. In essa troviamo la lingua: essa è composta da diversi muscoli che le consentono una mobilità veramente notevole. Durante la nutrizione, la lingua impasta gli alimenti ed espelle ciò che non è gradito. Anche la lingua può ammalarsi; la medicina cinese tradizionale dice che la lingua è lo specchio degli organi interni.

La bocca, e la lingua in particolare, hanno notevole impatto sui processi di apprendimento dei neonati e nei primi anni di vita. L’origine del bacio si fa risalire alle scimmie, che per nutrire i loro piccoli biascicano il cibo per riversarlo poi nella bocca del loro piccolo.

A questo punto il dottor Lissoni ci ha mostrato i quadri più famosi che rappresentano il bacio.

Sempre interessanti e piacevoli le lezioni del nostro docente.

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

LE CROCIATE: ecco qui le conclusioni della immancabile dispensa che don Ivano distribuisce ai soci presenti alle sue lezioni:

Le Crociate appaiono come un fenomeno capitato per caso in relazione al fatto che l’arrivo dei Turchi sui luoghi santi e sul loro modo diverso di governare quelle aree geografiche, impediva l’afflusso di pellegrini cristiani sui luoghi santi.

Questo flusso durava da secoli e nonostante la presenza araba non si era mai interrotto, anche a non presentare i numeri che aumentano quando la situazione economica risulta migliorata. L’evento dell’arrivo dei Turchi ha dato l’avvio al fenomeno della contrapposizione con il mondo musulmano nel suo insieme, anche se il nemico era individuato nei nuovi arrivati; eppure, anche senza questa circostanza, ingigantita nei suoi effetti negativi per i cristiani dai resoconti che se ne faceva in Occidente, c’erano le condizioni per un afflusso di popolazione europea in Medio Oriente, perché gli Europei erano lanciati alla conquista di nuovo spazio, soprattutto per un’economia che si stava sviluppando con l’aumento della popolazione. Lo spostamento di gente verso il Mediterraneo orientale sembrava inarrestabile. Il problema religioso a proposito della libera circolazione dei cristiani sui luoghi rivendicati in nome della fede in Cristo ha creato il fenomeno delle crociate, che del resto si presenta con due componenti collaterali: da una parte ci sono gli sbandati che sono eccitati da una predicazione fanatica e si muovono in preda a una sorta di delirio collettivo che prende quanti sono alla ricerca di un vivere diverso dentro un mondo che andava migliorando, ma non per tutti; dall’altra c’è una organizzazione di tipo militare, che ha sempre lo stimolo nella fede, eccitata dalle notizie di massacri di cristiani: essa viene guidata da capi militari e dà origine a una spedizione che risulta vittoriosa. In entrambi i casi, dietro questo fenomeno, c’è una visione religiosa particolarmente viva in un periodo di rinascita dovuta alla presenza di nuovi ordini religiosi benedettini nati dal bisogno di una riforma efficace per il miglioramento della Chiesa stessa, corrotta con i fenomeni della simonia e della licenziosità. E tuttavia questo respiro religioso stava assumendo contorni di infatuazione collettiva che permette ai crociati di presentarsi molto decisi a sostenere la lotta contro il nemico, che a partire da questo momento diventa l’antitesi con cui non è possibile il dialogo, o comunque rimane una forte diffidenza reciproca. Questo orizzonte religioso prevale spesso nell’analisi del fenomeno delle crociate, che ha tuttavia anche altre componenti e altri obiettivi, riportando l’Europa a interessarsi del mondo mediterraneo, mentre in precedenza sembrava relegarsi allo spazio centrale e settentrionale. Nasce così una nuova visione del mondo, che riporta la centralità del Mediterraneo, finché la caduta di Costantinopoli determinerà di spostare l’attenzione verso l’occidente atlantico. Ma la visione storica che ci è stata offerta di questo fenomeno è quella di ordine “ideale”, per il contorno religioso …

Le Crociate, in sintesi, furono una serie di campagne militari tra il 1095 e il 1270, guidate dai cristiani per liberare la Terra Santa dai musulmani, culminate con il successo iniziale della Prima Crociata (1099) con la conquista di Gerusalemme, ma si conclusero con il fallimento generale dei loro obiettivi a lungo termine, portando alla perdita definitiva dei territori crociati nel 1291 con la caduta di Acri, e lasciando un’eredità complessa di intolleranza religiosa e cambiamenti politici ed economici duraturi. 

UTE: La letteratura italiana dalle origini al Duecento – La guerra dei cent’anni

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la lingua latina continua ad essere parlata e prende cadenze e connotazioni locali. La lingua volgare (cioè parlata dal volgo) si differenzia pertanto da regione a regione o addirittura da città a città; Dante, nel “De Vulgari Eloquentia” individua ben 14 lingue locali nalla nostra penisola. Nel frattempo però il latino continua ad essere la lingua scritta delle persone colte e degli atti ufficiali.

Bisogna arrivare alla fine dell’VIII secolo per trovare una prima piccola testimonianza scritta che documenta l’uso di una lingua che non è più il latino, ma non è ancora l’italiano; è una nota a margine di un testo che è conosciuta come “Indovinello Veronese” in cui la scrittura viene paragonata alla semina. Forse più conosciuto è il “Placito Capuano” , la trascrizione degli atti di un processo in cui la testimonianza di un popolano viene riportata nella lingua parlata da quest’ultimo “Sao ko kelle terre …..” in cui è interessante notare la sparizione dei casi latini e l’introduzione della congiunzione “ko” che diventerà poi “che”.

S9oltanto nel XIII secolo si ha una vera e propria produzione letteraria coi grandi padri della nostra lingua: Dante, Petrarca e Boccaccio. Questa esplosione di alta letteratura è contestuale alla rinascita economica e sociale di quel periodo storico, dovuta a innumerevoli fattori.

Oltre alle opere dei tre grandi letterati già citati, bisogna ricordare la poesia religiosa di personaggi come San Francesco, Jacopone da Todi, San Bernardino da Siena.

A questo punto la prof. Miryam Colombo ci ha letto e fatto di nuovo apprezzare la lauda di San Francesco nota come il Cantico delle Creature.


LA GUERRA DEI CENT’ANNI (1337 – 1453) – Nella lezione precedente, la nostra cara amica Alberta Sampietro, nel ruolo di docente, ci aveva parlato ampiamente di una figura straordinaria di donna; Eleonora d’Aquitania. Costei, avendo ereditato il trono di Aquitania ed avendo poi sposato il re d’ Inghilterra è all’origine dei contrasti che opporranno Francia e Inghilterra per il controllo del territorio francese.

All’inizio del XIV secolo. infatti, buona parte della Francia era costituita da feudi governati dai sovrani inglesi, vassalli del re francese. Quando quest’ultimo morì senza lasciare eredi maschi, il re d’Inghilterra, Edoardo III, avanzò pretese su quel trono vacante e scoppiò la guerra. Tra periodi di combattimenti sanguinosi, lunghe pause, epidemie di peste e vicende varie, la guerra si protrasse per più di 100 anni: l’Inghilterra, pur avendo un esercito meno numeroso, ma più fedele al re e ben comandato, vinse le tre battaglie più importanti,tanto che, dopo la terza vittoria, il re d’Inghilterra Enrico V deteneva sia la corona del regno di Inghilterra che quella del regno di Francia. La situazione troverà una soluzione definitiva solo con Giovanna d’Arco, una giovanissima donna analfabeta che si porrà a capo dell’esercito francese a fianco del Delfino di Francia e caccerà gli Inglesi dal suolo francese.

Grazie, Alberta! Ho finalmente capito qualcosa di questo periodo storico che per me era sempre rimasto un enigma.

UTE: Il cantare dei Nibelunghi – La Repubblica di Salò

Nell’ambito della letteratura medievale, abbiamo già avuto modo di rispolverare le nostre reminiscenze scolastiche con le lezioni dedicate alle “chansons de geste” al “Cantare del mio Cid”; ieri abbiamo potuto allargare il nostro sguardo al “Cantare dei Nibelunghi” , grazie alla prof. Miryam Colombo.

Questi racconti sono una pietra miliare nella storia della letteratura centro-europea e abbraccia leggende e racconti trasmessi oralmente nel periodo V- XV secolo ; comprendono la narrazione di gesta eroiche in cui sono presenti sia elementi religiosi che fantastici, ispirati alla tradizione e ai valori germanici (vendetta come forma di giustizia, fatalità del destino, ruolo della cavalleria).

C’è un modo nuovo di intendere la natura, che è spesso animata da forze magiche ed è popolata da creature fantastiche. La figura centrale è il cavaliere con il suo codice di comportamento.

Tra questi racconti il “Cantare dei Nibelunghi” è l’opera più importante. I Nibelunghi sono un popolo di nani, figli della notte, dediti all’estrazione dell’oro. Hanno accumulato un grande tesoro a cui è legata una maledizione: Sigfrido, dopo aver ucciso un drago, il cui sangue lo ha reso invulnerabile, riesce a rubare il tesoro dei Nibelunghi e arriva alla corte dei Burgundi a Worms, dove sposa Crimilde, Da qui scaturisce una serie infinita di colpi di scena con uccisioni, tradimenti , lotte infinite che terminano con l’uccisione di Sigfrido da parte dell’invidioso Hagen.

In tutta questa serie di racconti, solo due sono i personaggi storici realmente esistiti a cui si fa riferimento: Attila e Teodorico; in particolare è documentata la carneficina operata da Attila nei confronti dei re burgundi.

Per chi, come me, conosceva ben poco di questo argomento, questa lezione ha offerto l’occasione di colmare una lacuna. Grazie, prof Colombo!



LA REPUBBLICA DI SALO’ – Dopo averci ampiamente ricordato gli avvenimenti della notte del 25 luglio 1943 nelle lezioni precedenti, il prof. Cossi ci ha illustrato con la solita passione e competenza gli avvenimenti che seguirono quella notte che segnò una svolta nella storia del nostro paese.

Subito dopo aver lasciato quella riunione, Mussolini venne arrestato e portato in un luogo segreto. Questa mossa era stata voluta dal Re Vittorio Emanuele III che aveva inteso così salvare la monarchia dal disastro imminente di una guerra chiaramente ormai perduta. Alla notizia dell’arresto di Mussoni Hitler chiese spiegazioni, ma non ottenne risposte chiare, perciò predispose un piano per ripristinare il fascismo in Italia; tale piano implicava l’occupazione del nostro paese per favorire un colpo di stato; uomo di riferimento per questo piano era Farinacci. L’Italia venne presto occupata. Intanto Mussolini, dopo vari spostamenti, era stato portato sul Gran Sasso, scortato da 250 carabinieri. Intercettando una lettera di Edda Ciano (figlia di Mussolini) al padre, i Tedeschi vennero a conoscenza del luogo in cui il Duce veniva tenuto prigioniero, lo liberarono con una spettacolare operazione effettuata da paracadutisti e lo portarono a Vienna: era il 12 settembre 1943. In seguito Mussolini rientrò in Italia sotto scorta dei militari tedeschi e pose mano alla ricostruzione di un esercito fascista dalla sede di Salò, sul Lago di Garda, dove aveva riunito un nuovo governo di fedelissimi, Era nata la Repubblica Sociale Italiana, che sanciva il distacco del fascismo dalla monarchia.

Piacevole ascoltare la narrazione chiara e coinvolgente del prof Cossi….

UTE: La felicità possibile nonostante le emozioni di solitudine e nostalgia.

La psicopedagogista Lucia Todaro ha ieri approfondito ulteriormente come essere felici NONOSTANTE …

Prima di tutto ha chiarito il concetto di POSSIBILE: lo si deve intendere come “accessibile a tutti” a certe condizioni; ha poi chiarito che, posto che la felicità dipende dal tipo di relazioni che si riescono a stabilire, “essere soli£ e “sentirsi soli” sono due cose molto diverse. Infatti l’essere soli è una condizione fisica: l’assenza di persone intorno a noi; il sentirsi soli è invece una sensazione che si può provare anche in mezzo a molte persone, se non si riesce a stabilire un rapporto con chi ci sta attorno. Posso essere sola in casa, ma non sentirmi sola perchè mi dedico a qualcosa che mi gratifica o perchè sento di poter contattare altre persone in caso ne senta il bisogno. L’importante è scegliere come vivere la propria solitudine: subirla o viverla consapevolmente.

La solitudine subita porta a tristezza, depressione, insonnia, perdita di interesse per le cose che si sono sempre amate, porta a cercare l’isolamento; le conseguenze sono: problemi di salute fisica e mentale, bassa autostima… Per non incorrere in tale situazione occorre attivarsi per parlare con persone in grado di aiutarci, partecipare attivamente a iniziative e associazioni di vario genere, imparare a conoscersi .

Cosa intendiamo per nostalgia? E’ il desiderio struggente di riandare a momenti del passato che ci hanno reso felici. Non la si deve confondere con la malinconia, che invece è più indefinita, più generica e più legata alla tristezza.

La nostalgia ci aiuta a difenderci dall’ansia e contro l’incertezza del presente. La velocità dei cambiamenti imposti dai ritmi della vita odierna, ci fa desiderare di ritornare al passato, specialmente ai momenti più sereni.

Cosa fare? Possiamo ACCETTARE la nostalgia per capire meglio noi stessi e il nostro percorso di vita e quindi acquisire una migliore CONSAPEVOLEZZA per vivere meglio il presente; possiamo inoltre approfondire le nostre RELAZIONI sociali più positive e sviluppare la nostra CREATIVITA’, dedicandoci alla scrittura di un diario, alla pittura, alla musica, al canto…

Come sempre essere felici si può, basta SCEGLIERE di esserlo.

Ute: Il futuro dell’evoluzione umana – La notte del Gran Consiglio.

Il dr. Sassi oggi ci porta in un’atmosfera un po’ da fantascienza, facendoci immaginare come potrebbe evolversi l’umanità in futuro.

Quando la Terra non sarà più abitabile, probabilmente il genere umano si rivolgerà a pianeti più lontani dal Sole e avrà per questo bisogno di occhi più grandi, inoltre potrebbe realizzare un grande sviluppo tecnologico .

Le modifiche nella nostra fisiologia saranno determinate da mutazioni casuali e da selezione naturale, pertanto non è possibile fare previsioni che abbiano fondamento. Potranno influire sull’evoluzione: la medicina, le tecnologie e in particolare l’intelligenza artificiale.

Se una volta il problema dell’umanità era la sopravvivenza, ora il nostro problema è l’allungamento del tempo di vita agendo all’interno delle cellule. Sono in atto esperimenti per debellare la depressione resistente attraverso la stimolazione artificiale di una certa zona del cervello. L’uso della psilocibina induce esperienze positive che cambiano il modo di affrontare la vita. E’ già possibile intervenire sugli embrioni per evitare certe malattie genetiche. La scienza cerca con l’intelligenza artificiale di costruire grandi banche dati (Dataismo_ nuova “religione” tecnologica) che vengono utilizzati per costruire “modelli decisionali” già ora applicati sulle auto a guida autonoma.

Una difficoltà è rappresentata dalla velocità con cui si evolvono le tecnologie che rende poco agevole l’adattamento al loro utilizzo e prospetta una progressiva irrilevanza umana a favore della tecnologia.

Potrà la tecnologia giungere alla produzione di macchine che abbiano non solo capacità razionale, ma anche “coscienza” di sé? Questo è il ghrande interrogativo che il prof. Sassi ci consegna alla fine di una lezione molto interessante, anche se non facilissima.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

LA REPUBBLICA DI SALO’ – il prof. Cossi riprende oggi il discorso sulla Repubblica di Salò, partendo dalla fatidica notte del 25 luglio 1943.

Il gran Consiglio del Fascismo aveva avuto, fin dalla sua istituzione, solo potere consultivo eppure quella notte decretò la fine di Mussolini con l’appoggio del sovrano. Si doveva votare la mozione di Dino Grandi, uomo di prestigio del ventennio fascista, forse un po’ temuto dallo stesso Mussolini. Grandi voleva un fascismo senza il Duce, in cui il potere fosse diffuso nelle diverse istituzioni e che le forze armate rispondessero nuovamente al re, Intervennero nella discussione: Galeazzo Ciano, genero di Mussolini e il ministro degli Esteri; Roberto Farinacci , ferroviere-giornalista, intransigente, favorevole alla Germania, ma poco gradito a Mussolini. Farinacci affermò la necessità di continuare l’alleanza con la Germania e sosteneva la necessità di porre fine alla dittatura, ma conservando il ruolo del Duce nell’ottica del ritorno allo Statuto Albertino.

Mussolini, avendo capito che non tirava una buona aria, tentò di aggiornare al giorno seguente il Consiglio, ma trovò la netta opposizione di Grandi, Federzoni, Bignardi che evidenziò la separazione tra il paese e il fascismo. La seduta, su richiesta del Duce, fu sospesa per 15 minuti, poi intervenne Alfieri che votò la mozione Grandi, quindi Galbiati si schierò a favore di Mussolini. Scorza presentò una mozione di mediazione che non ottenne successo. Mussolini sciolse la riunione a notte fonda.

Il giorno successivo il Duce si recò davanti al re e questi lo informò che lo aveva sostituito col generale Badoglio. Mussoni se ne andò e venne subito arrestato.

I Tedeschi prepararono piani per la liberazione di Mussolini e per la prosecuzione della guerra nei diversi possibili scenari futuri.

Una lezione interessante, resa piacevole dalla grande capacità di narratore del dr. Cossi.

Ute: La rinascita di Cluny (don Ivano Colombo)

Cluny è un fenomeno più unico che raro, che ha segnato la storia del suo tempo anche se è durato poco più di un secolo. E’ un sistema monastico che si rifà a San Benedetto, ma con alcune riforme. L’idea è quella di ricondurre all’unità il potere temporale e il potere religioso, per superare la lotta per le investiture.

Cluny era ed è un piccolo villaggio della Borgogna; il grandioso complesso medioevale, che ebbe origine agli inizi del decimo secolo, fu distrutto dagli Ugonotti. Con Cluny era sorta una rete di abbazie e priorati, tutti collegati tra loro e dipendenti dall’abate di Cluny e da Roma.

Molti monasteri nascevano in zone che richiedevano opere di bonifica e c’erano attorno tanti “conversi” : essi lavoravano i terreni dell’abbazia, facendone un centro di produzione economica e un centro spirituale.

Anche in Italia nacquero abbazie e priorati che si definivano cluniacensi pertanto molti sono i centri abitati che si fregiano della definizione di cluniacensi: Cernobbio, Cantù, Vertemate…

Uno degli abati più rappresentativi fu Ugo di Cluny, padrino di battesimo dell’imperatore: il suo obiettivo era il superamento dei contrasti tra Papato e Impero. Quando si arrivò col trattato di Worms (1122) ad un accordo tra i due poteri, cominciò il declino di Cluny.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

L’INFEZIONE DELLE VIE URINARIE . (dr. Roberto Galdini) – Per vari motivi non ho potuto seguire questa lezione.