Anticipazioni

Si è svolta la tradizionale riunione di luglio con la partecipazione di tutti (quasi tutti) i docenti, per definire le linee programmatiche per il prossimo Anno Accademico.

rassegna dei cori UTE 2018: momento finaleNe sono scaturite molte proposte interessanti, sia organizzative che didattiche;  in campo scientifico i nostri docenti sembrano intenzionati a condividere con noi ciò che  è al centro dell’interesse della ricerca contemporanea. Un altro tema importante potrà essere quello che riguarda l’Europa, in un momento in cui  la Comunità Europea sembra aver perduto la spinta ideale che ha mosso i suoi Padri fondatori: proprio partendo dalla riscoperta di uomini come De Gasperi o Adenauer si possono forse ritrovare le ragioni  per non disperdere quanto è stato fatto in 60 anni di storia.

Dalla filosofia  all’arte figurativa, dalla letteratura alla musica il programma, ancora da definire, fa presagire che il prossimo Anno Accademico sarà per tutti noi, ancora una volta, un’occasione imperdibile di aggiornamento culturale, unica nel nostro territorio.

Il lavoro continua….

L’Anno Accademico si è concluso, ma, mentre i soci si stanno godendo le vacanze,  il lavoro dei responsabili dell’UTE continua.

Martedì prossimo, infatti,  il Consiglio di Amministrazione si riunirà, insieme a tutti i docenti, per definire le linee di programmazione e i contenuti delle singole discipline da proporre nel corso dell’Anno 2018-19 (che sarà anche il 25° anno di vita dell’UTE di Erba).

Come sempre, preziosissimi saranno i suggerimenti del Coordinatore Didattico, Don Ivano Colombo, ma ogni docente potrà scegliere a sua discrezione gli argomenti da preparare.

Possiamo stare tranquilli: siamo in buone mani!!!

Un successo tira l’altro….

C’è un proverbio che dice: “Una ciliegia tira l’altra…” e tuti sappiamo perchè. Nel caso di cui sto per parlare si potrebbe invece dire : ” Un successo tira l’altro…” infatti…

Reduci dai successi ottenuti all’UTE e ad Albavilla, i nostri iNox, gli attori della compagnia teatrale dell’ UTE, volendo battere il ferro finchè è caldo, si esibiranno a Valbrona Venerdì prossimo, 6 luglio alle ore 20.45, all’oratorio S. Luigi di Valbrona.

Fino ad ora non ho mai potuto assistere a questa rappresentazione, ma ho sentito molti pareri di chi invece ha partecipato e tutti si sono espressi molto positivamente sia riguardo al testo, divertente senza essere stucchevole, sia riguardo alla messa in scena e all’interpretazione di tutti i nostri bravissimi attori.

Del resto con due registi come Cavenaghi e Cazzaniga il successo è garantito.  Quindi appuntamento a Valbrona!!!!

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Teatro : NON TI CONOSCO PIU’.

locandina-albavilla-inox-grandeI nostri inossidabili INOX (compagnia teatrale dell’UTE) hanno colpito ancora!!!

Hanno preparato e allestito un nuovo spettacolo, che ha riscosso grande successo alla prima rappresentazione in sala Isacchi. La bravura degli interpreti e del regista, Cesare Cavenaghi, sono sempre una garanzia di divertimento e di buongusto. Ecco qui di seguito il tema della commedia che verrà rappresentata di nuovo  venerdì 29 Giugno, alle ore 21, ad Albavilla.

“La commedia  “NON TI CONOSCO PIÙ”  è ambientata all’inizio degli anni ’30. I costumi sociali davano i primi accenni di cambiamenti che esploderanno nei decenni successivi.

In una famiglia borghese succede un fatto che stravolge la vita di tutti i giorni. Si altera il ritmo normale all’interno del focolare e si dà il via a dei momenti che sfiorano il dramma, tra ironia, equivoci e colpi di scena . Si riuscirà a ricomporre l’armonia? La commedia anticipa le problematiche dei nostri tempi. Sarà sufficiente la comprensione, sarà sufficiente l’amore?”

Credo proprio che questa volta non mi lascerò sfuggire l’occasione di passare una serata in allegria e consiglio a tutti gli amici di fare altrettanto!

Storia di un imprenditore.

carlo-sigurtaCopio da Wikipedia:

Nacque in Castiglione delle Stiviere il 23 maggio 1898. La sua giovinezza fu segnata, a soli sedici anni, dalla perdita del padre di professione tipografo, unico sostegno della famiglia, e dallo scoppio della prima guerra mondiale, che lo vide presto arruolato. Ufficiale di artiglieria fu destinato a salire sugli aerei come osservatore per dirigere il tiro delle batterie a terra. Dopo il congedo militare nell’aprile del 1920, riprese gli studi e conseguì la laurea in scienze economiche e commerciali all’università di Genova (1921). Non trovando lavoro in patria emigrò per un breve periodo in Argentina, dove ricoprì un incarico di responsabilità presso una ditta di Buenos Aires, produttrice di medicinali. Rientrato in Italia dopo dieci mesi, in seguito alla morte della madre, iniziò l’attività in campo farmaceutico, prima come importatore e poi, per far fronte all’orientamento autarchico del regime fascista, come produttore, con stabilimenti a Milano e a Castiglione delle Stiviere. Nasceva così nel 1933 la Sigurtà Farmaceutici.

Nel 1941, arrivato a Valeggio per acquistare uno dei famosi calessi che qui si producevano, gli fu proposto l’acquisto di villa Maffei e del suo grande parco di ventidue ettari, ampliandolo negli anni fino agli odierni sessanta ettari. Come lui stesso raccontava, senza pensarci troppo accettò l’offerta e ne divenne il nuovo proprietario. Nei decenni successivi, superando non poche difficoltà, riuscì a trasformare l’arida tenuta collinare nel Parco Giardino Sigurtà, aperto al pubblico dal 1978 e divenuto ormai l’attrattiva naturalistica di Valeggio conosciuta nel mondo.

Nella nuova veste villa Maffei Sigurtà ha ospitato importanti convegni medici e scientifici con la partecipazione di premi Nobel come Alexander Fleming (penicillina), Sellman Waksman (streptomicina), Gehrard Domagk (sulfamidici), Konrad Lorenz (etologia), Albert Sabin (vaccino antipolio) e di molte altre personalità italiane e straniere del mondo della scienza, della cultura e dell’arte.

Nel 1977, nei saloni della villa fu organizzato un incontro bilaterale Italia – Germania, fra il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, e il Cancelliere Helmut Schmidt. Nel 1981, il violinista Uto Ughi fu ripreso dalla RAI mentre eseguiva brani musicali lungo i viali del parco.

Tra le tante iniziative culturali intraprese dal dottor Sigurtà, deve essere anche ricordata la pubblicazione delle riviste letterarie Lo Smeraldo e I Quaderni Scientifici dello Smeraldo, che furono ben accolte negli ambienti culturali lombardi negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.

Dopo la definitiva cessione dell’attività industriale nel 1974, il dottor Sigurtà si dedicò completamente alla gestione del parco fino al 10 agosto del 1983, quando cessò di vivere mentre trascorreva una vacanza nella sua villa di Madonna di Campiglio.

 

Parco Sigurtà e dintorni.

Il Parco-giardino Sigurtà a Valeggio ha mantenuto le sue promesse: è un luogo  veramente incantevole, che offre scorci paesaggistici di grande bellezza. In mezzo a prati curatissimi, spiccano aiuole che, con i loro fiori, formano macchie di colori sotto l’ombra protettrice di alberi secolari. Laghetti con fiori di loto, daini al pascolo e asinelli animano il paesaggio e allietano gli occhi dei numerosi visitatori (stranieri  in gran numero).

Il dr. Filippi, che ha visto nascere il Parco e che ha lavorato a lungo col dr. Sigurtà (che il dr. Filippi ha descritto come uomo di grande ingegno e soprattutto di grande fede), ci ha raccontato la storia del Parco e del suo fondatore e poi ci ha guidato nella visita del centro storico di Borghetto, là dove il Mincio crea giochi d’acqua  di grande suggestione.  Naturalmente anche il pranzo è stato all’altezza delle aspettative: in quelle zone la cucina ha grandi tradizioni.img-20180607-wa0000_resized_20180607_100927925immagini-giugno-19-004immagini-giugno-19-018immagini-giugno-19-014immagini-giugno-19-012

A Valeggio.

valeggio-1Giovedì mattina alle ore sette, un pullman partirà dal parcheggio di via Battisti. A bordo, ci saranno i soci UTE diretti a Valeggio sul Mincio, precisamente al Parco-Giardino SIGURTA’. Ci farà da guida il dott. Umberto Filippi, apprezzatissimo docente della nostra UTE.

valeggio-2Dalle notizie reperibili in internet e dalle foto che illustrano il Parco, credo che sarà una bellissima giornata, anche perchè alle bellezze naturalistiche si aggiungerà un pranzo d’eccezione che si preannuncia come una vera esperienza gustativa.

Teatro: NON TI CONOSCO PIU’.

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Questo sopra è il link per visionare la locandina dello spettacolo che il 25 maggio prossimo verrà rappresentato  in Sala Isacchi alle ore 15.

Potremo assistere alla commedia:“Non ti conosco più”.

La bravura della compagnia teatrale UTE “I NOX” assicura qualche ora di puro divertimento. Vi aspettiamo numerosi: l’ingresso e aperto anche ai non iscritti!

Arte: Dentro i capolavori: le ninfee di Monet.

Oggi pomeriggio  la prof. Beretta ci ha accompagnato nel mondo “profumato” di Monet. Perchè profumato? Perchè Monet oltre che creare quadri stupendi è stato anche un artista-giardiniere: seminava personalmente i suoi fiori,  con la stessa genialità con cui creava le sue tele.

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Impressione: levar del sole – prima opera innovativa di Monet, molto dileggiata dalla critica.

Aprendo la lezione, la nostra docente ha precisato che l’arte “impressionista ” voleva rappresentare sulla tela la prima immagine impressa sulla retina dell’occhio al primo sguardo, per questo le immagini appaiono prive di contorni delimitati e quindi sfumate.

Monet, come molti impressionisti, è uno studioso degli effetti della luce e per questo viaggia molto, dal Nord al Sud del continente europeo e conquista una certa fama coi suoi quadri en-plei-air.

Nel 1883 si stabilisce a Giverny (50 km. a nord di Parigi) con la seconda moglie e i figli di entrambi. La casa è molto grande e ha un vasto terreno attorno adibito alla coltivazione di frutta. Monet fa abbattere gli alberi da frutto e comincia a piantare fiori per creare macchie di colore, così come fa nei suoi quadri. Il suo giardino diventa la  principale fonte di ispirazione per le sue tele

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ninfee – soggetto predominante nell’ultimo periodo.

Nel 1893, acquista altro terreno e fa deviare le acque di un fiume vicino per creare un laghetto all’interno della sua proprietà; attorno al lago crea una paesaggio orientaleggiante con ponticello in stile  giapponese e fiori esotici. Per meglio cogliere gli effetti di luce sulle acque del lago e sulle ninfee, si fa costruire un “bateau-atélier” dove passa ore ed ore a dipingere. Vedendo i suoi quadri si ha l’impressione che siano stati dipinti di getto, invece Monet lavorava contemporaneamente su molte tele e ad ognuna dedicava solo pochi minuti ogni volta. In questo  periodo produce molte opere con un unico soggetto: le ninfee. Esse però sono sempre e solo un pretesto per studiare i riflessi del cielo nell’acqua.

Nel 1915 fa costruire una grande serra dove si ritira per dipingere enormi tele, lunghe anche 15 metri. E’ ormai quasi cieco, ma continua a lavorare esprimendo una grande genialità nella rappresentazione della luce e nella tecnica pittorica.

La lezione, affollatissima ha fatto vivere a tutti i presenti un’ora di full-immersion (come si dice oggi) nella bellezza.

 

La vita è sempre anche mente e coscienza.

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Clicando sul link qui sopra è possibile leggere la versione integrale della lezione di Fisica Moderna tenuta oggi pomeriggio dal nostro  amatissimo docente, scienziato  e poeta, prof. Damiani.

Per i lettori più pigri riporto qui solo la conclusione della lezione, come sempre molto suggestiva.

 

Il mistero dentro di me
Solo io sento me stesso vivere
Solo io posso sentire dentro di me
che cosa si prova ad essere dentro ai miei occhi
quando li posso chiudere al mondo e a me stesso.
Proiettato all’esistenza da quell’io invisibile
ma che non potrei aver più fede che esiste,
senza poterlo né vedere né comprendere!
Vivere, miracolo nel miracolo, possibile che
l’invisibile dentro di me giochi così bene che
non so neppure quando sogno o se son vivo?
Oscurati dal sapere stesso di esserci solo dentro,
credono che esista solo la luce dell’avere.