UTE: Bauhaus, la scuola che ha cambiato l’arte del XX secolo . Divulgazione scientifica

La prof. Manuela Beretta, riprende il filo del discorso  della lezione precedente, puntualizzando la grande importanza della scuola Bauhaus  nell’arte del XX secolo, nonostante la sua vita sia stata brevissima: 14 anni, dalla fine della prima guerra mondiale alla presa del potere di Hitler. Essa era finanziata dal governo socialdemocratico della Turingia, ma nel 1924 cambiò la maggioranza politica di quello stato e terminarono anche i finanziamenti. I docenti, nel 1925, decisero di rescindere il contratto che li legava allo stato  e la scuola si spostò a Dessau.  Gropius, il fondatore di Bauhaus, pensò allora che la sua scuola doveva essere indipendente sia dalla politica, sia dal punto di vista economico e  fu fondata una S.P.A. che doveva vendere gli oggetti prodotti all’interno della scuola stessa. A Dessau Gropius ottenne di poter costruire un complesso di edifici che dovevano ospitare tutte le attività connesse con la scuola e il suo progetto fu davvero innovativo.  Partendo dal principio che ” è la funzione che determina la forma” realizzò la nuova scuola con criteri di essenzialità e con materiali nuovi, soprattutto metallo e vetro. Nel complesso erano previsti: aule, laboratori, teatro, uffici, residenze per studenti, villette per i docenti;  tutti gli arredi e gli elementi costruttivi erano studiati in base alla loro funzione e realizzati con criteri minimalisti: tutto doveva essere essenziale e il colore

La forma degli scacchi indica le sue prossibilità di movimentoi nella scacchierfa di Hartwig
La forma degli scacchi indica le sue possibilità di movimento nella scacchiera di Hartwig

prevalente era il bianco. Il periodo di Dessau  (1925/1930) fu il più fiorente, anche perchè si riuscì a realizzare una stretta collaborazione tra arte e tecnica (industrie locali). Nel frattempo però in Germania l’aria si faceva  sempre più pesante: avanzava il partito nazional-socialista e aumentavano le pressioni sulla Bauhaus, vista come un covo di anarchici e rivoluzionari. Gropius si   dimise nel 1928 e fu sostituito da Hannes Meyer , che introdusse lo studio dell’architettura, ma appena due anni dopo anche Meyer dovette dimettersi e se ne andò in Russia. Arrivò Van Der Rohe il cui motto era “LESS IS MORE” (meno è di più , meno è meglio). Nel 1932 la Bauhaus fu devastata e fu spostata in alcuni capannoni a Berlino. Un anno dopo Hitler andò al potere e il suo primo punto programmatico fu proprio la chiusura della Bauhaus e l’arresto di artisti e docenti che vi avevano operato.

Molti oggetti realizzati in questa scuola compaiono oggi nei musei come esempi di una creatività, che diede una svolta al modo di fare arte e di produrre oggetti e palazzi. Anche oggi il design degli elettrodomestici e degli arredi che abbiamo nelle nostre case, deriva dalle idee e dal metodo di progettazione resi famosi dalla Bauhaus. Anche la stessa IKEA segue la stessa filosofia minimalista e razionale.

___________________________________________

Il nostro  docente, scienziato/poeta  prof. Damiani, ha continuato a parlarci della inseparabilità dello ST(Spazio-Tempo),  in cui siamo sempre immersi. Ci illudiamo che l’universo sia una distesa ordinata di eventi che accadono in uno spazio assoluto, ma solo le posizione reciproche sono oggettive: voler definire come oggettiva una posizione di un qualunque elemento è come piantare una bandiera nel mare, visto che tutto si muove insieme alla terra che ci ospita, in un universo in movimento perenne. Il prof, Damiani ha anche oggi citato  una frase di Gibran: “Il passato e il futuro si incontrano in costante e silente comunione” e penso che non gli dispiacerebbe sapere che unisco a questa breve sintesi un passo del suo poeta preferito:

E un astronomo disse: Maestro, che sai dirci del Tempo?
Ed egli rispose:
Voi vorreste misurare il tempo, che è smisurato e immisurabile.
Vorreste conformare la vostra condotta, e perfino guidare il corso dello spirito, secondo le ore e le stagioni.
Vorreste fare del tempo una corrente sulle cui rive sedervi a guardarla fluire.
Eppure ciò che in voi è senza tempo, sa che la vita è senza tempo.
E sa che ieri e domani non sono che il ricordo e il sogno dell’oggi.
E che quello che in voi medita e canta vive tuttora nei confini di quel primo momento che seminò le
stelle nello spazio.

 

Ute: Manzoni e i cori delle tragedie ( Diana)- Chabod (terza parte – Angela D’Albis))

Don Ivano ci propone oggi l’ultima  riflessione sulle opere minori di Manzoni. Le tragedie sono state un vero insuccesso sia come spettacoli teatr ali, sia come opere letterarie e come tali sono state subito stroncate dalla critica. Anche Manzoni riconobbe il suo  fallimento in questo genere e da allora cominciò a dedicarsi al suo romanzo.  Per capire i motivi che lo avevano indotto a scrivere le sue tragedie, bisogna riandare al periodo storico in cui sono state scritte: dal 1816 ai primi anni venti. Dopo il Congresso di Vienna del 1815, in Italia era stato restaurato l'”Ancien Régime”, e nei vari stati in cui era divisa erano tornati gli antichi sovrani, sotto il controllo diretto o indiretto dell’Austria. Si respirava pertanto un’aria di profonda delusione.

Manzoni sapeva  di non poter polemizzare apertamente contro il potere costituito, perchè sarebbe incorso nella censura e volendo  comunque esprimere la sua critica politica, scelse di farlo attraverso le tragedie che gli consentivano, proprio attraverso i cori, di commentare i fatti scenici e, nello stesso tempo, di far riflettere sulla situazione politica del suo tempo. Perchè le parole del coro fossero più facilmente memorizzate e interiorizzate dal pubblico, dovevano avere un ritmo orecchiabile, quasi musicale e a questo si deve la scelta di scrivere in versi  decasillabi sciolti. In Italia comunque il sentimento nazionale non si era ancora diffuso tra la gente e solo una ristretta élite di intellettuali cominciava a sentire il peso della dominazione straniera e per questo diede vita alle sette segrete.

coro di ErmengardaNel coro del Carmagnola,  Manzoni rappresenta la condizione miserevole dell’Italia divisa e in preda a continue guerre fratricide; nel primo coro dell’Adelchi è invece protagonista il popolo che si risveglia come da un antico torpore e ritrova la sua fierezza; nel coro che parla di Ermengarda morente, la giovane donna assurge al ruolo di simbolo della sofferenza di tante donne nella storia dell’umanità, vittime di sopraffazioni e di ingiustizie in ogni tempo. (Diana)

________________________________________

Il professor Cossi riprende la sua lezione su Federico Chabod e oggi ci parla di “Chabod tra storia e politica”.

Si sofferma ancora sul soggiorno berlinese del giovane storico italiano che si reca in Germania tra il 1925 e il 1926. Chabod, pur avendo solo 25 anni, è già laureato e insegna alla scuola media superiore. Vince una borsa di studio presso l’Università di Berlino. Questo soggiorno berlinese gli permette di migliorare il suo tedesco, ma gli dà soprattutto la possibilità di poter studiare con gli storici più importanti del periodo.

Subito lo colpisce lo “stacanovismo” dei tedeschi che lavorano incessantemente con ritmi impressionanti, ritmi che non ci sono in Italia.  Nota che questi ritmi di lavoro esagerati sono anche una caratteristica del mondo accademico. A Berlino, Chabod conosce e si lega a Bachmann, storico medievista famoso, ma non grandissimo, secondo Chabod.

Tuttavia, lo storico italiano ammira in Bachmann la capacità di essere “multidisciplinare”, cioè di far dialogare la sua materia di studio (la Storia) con le altre discipline (la letteratura, la psicologia ecc.). A Berlino, Chabod segue anche i seminari di Friedrich Meinecke, storico tedesco di primo piano. Nel periodo di permanenza a Berlino, Chabod è anche corrispondente per il quotidiano “La Stampa”.

Il docente passa poi a illustrare la situazione della Germania dopo la “Prima guerra mondiale” e nel periodo del soggiorno berlinese di Chabod.  Ci racconta che la Germania, avendo perso la guerra, si aspettava però una pace “onorevole”. Invece le fu richiesta una resa senza condizioni.

Quando i Tedeschi andavano a comprare il pane con cesti al posto dei portafogli: un chilo di pane costava miliardi di marchi
Quando i Tedeschi andavano a comprare il pane con cesti al posto dei portafogli: un chilo di pane costava miliardi di marchi

Il trattato di Versailles aboliva la coscrizione militare in Germania ponendo grosse limitazioni alle forze armate tedesche, che non dovevano superare le 100.000 unità. Inoltre, alla Germania fu imposto il pagamento agli stati dell’Intesa di una indennità di guerra salatissima, una cifra enorme. Si chiedeva, anche, che la Germania cedesse tutte le colonie, accettasse per sé tutta la colpa per la guerra, riducesse le dimensioni delle sue forze armate e cedesse territori a favore di altri Stati. In questa Germania in ginocchio, vanno al governo i social-democratici (forza di sinistra, ma senza i comunisti). Finisce l’Impero tedesco e nasce la Repubblica di Weimar, che prende il nome dalla città di Weimar in cui si tenne un’assemblea nazionale per creare una nuova Costituzione.

Durante questa repubblica nasce il mito della “pugnalata alla schiena”, mossa propagandistica con la quale i nazionalisti tedeschi addossano le colpe della perdita della guerra ai politici che firmarono il trattato. In questo clima, Hitler non fa fatica a salire al potere e, legalmente eletto nel 1934, diventa Presidente della Repubblica e instaura la dittatura.

Ai tempi di Chabod, però, ci dice il professore, non c’è ancora tutto questo, ma a Berlino si vive un clima di tensione. Nel 1930 Chabod torna in Italia, si sposa e continua ad insegnare alle scuole medie superiori dove impara l’arte della “comunicazione” del sapere. Per insegnare non bisogna soltanto conoscere bene la propria materia, ma anche saperla trasmettere. Poi, diventa docente universitario. Chabod è uno storico scrupoloso, scrive e pubblica poco, proprio per la sua precisione. Nella vita normale è una persona espressiva, che riesce a creare delle buone relazioni.

Il professor Cossi termina la lezione sottolineando la capacità di Chabod di saper prestare attenzione alla psicologia dei personaggi che studia e di far interagire la Storia con le altre discipline.

Con questo ci saluta e rimanda alla prossima e ultima lezione che si terrà nel mese di gennaio. Grazie professor Cossi per questa bella e intensa lezione! (Angela D’ Albis)

 

 

UTE: Glossario finanziario – I cambiamenti climatici del passato.

Il dr Silvio Pontiggia, dopo un breve riepilogo della lezione precedente,  ci ha intrattenuto sui termini oggi più comunemente usati nelle cronache finanziarie.

Lo spread: esprime il livello di rischio per gli investimenti nei vari paesi e viene calcolato, per l’Italia,  in base alla differenza tra BTP e Bund tedeschi. Lo spread fluttua anche in relazione alle vicende politiche interne di un paese.

Il CDS  (Credit Default Swap) è strettamente legato allo spread ed è lo strumento utilizzato per assicurarsi contro il rischio di default (fallimento) di un paese.

Le agenzie di rating  sono indipendenti rispetto alle società che emettono i titoli; esse valutano il livello di affidabilità di un titolo o di un paese. Sono ritenuti sicuri, e quindi a basso rendimento, i titoli classificati con le sigle comprese tra AAA e BBB+,  quelli al di sotto di queste classificazione sono titoli speculativi a rischio più o meno elevato: possono procurare un elevato rendimento o una perdita notevole.  Le agenzie di rating valutano gratuitamente gli Stati, ma vengono pagate dalle società che richiedono il loro giudizio. Attualmente esse sono soltanto tre, sono tutte americane e vivono sulla loro credibilità e sulla loro reputazione.

Il benchmark è la valutazione di rischi e opportunità (in sede di costruzione di un portafoglio) rispetto all’andamento dei mercati.

Bitcoin è una criptovaluta basata sulla tecnologia blockchain . Non è emessa nè controllata da una banca centrale di uno stato, la quale perde così parte del suo potere.  Non c’è ancora una normativa che regoli l’uso e la crircolazione dei bitcoin e delle altre criptovalute e proprio per questo vengono molto utilizzate nelle transazioni illegali.

Yield curva: rappresenta con un grafico il rendimento degli investimenti in un determinato periodo di tempo.

Duration: indicatore di rischiosità delle obbligazioni; Junk Bonds: titoli spazzatura; Fondi etici o ESG: strumenti per investimenti con criteri etici (escludere società produttrici di armi o al contrario privilegiare società che producono in modo ecologicamente sostenibile).

_________________________________________

Il dr. Sassi oggi ci ha affascinato parlandoci con la sua solita passione dei cambiamenti climatici avvenuti sulla Terra nel passato, prendendo spunto da foto scattate nel nostro territorio che li documentano.

Alle pendici del Cornizzolo un grande cumulo di ghiaia e ciottoli  non è altro che una morena abbandonata lì 15.000 anni fa da un grande ghiacciaio che copriva quasi interamente il Triangolo Lariano.

Ma quando si è cominciato a studiare i cambiamenti climatici avvenuti sulla Terra?  Circa due secoli fa  il paleontologo Louis Agassiz cominciò a studiare le ere glaciali. La presenza di massi erratici e di rocce striate documentano  quelle lontane epoche.

Il climatologo britannico James Croll  spiegò  i cambiamenti climatici come conseguenza di: precessione degli equinozi, eccentricità dell’orbita terrestre.  Sulla stessa linea in seguito anche Milutin Milankovic  approfondì lo studio dei cambiamenti climatici, del clima delle varie zone della Terra e dei pianeti.

Oggi le variazioni climatiche del passato vengono studiate, grazie alle moderne tecnologie, analizzando i fondali marini.

Tornando al nostro territorio, il nostro docente ci ha mostrato  foto di massi erratici presenti in grande quantità; il più noto è certo la Pietra Lentina . Sulle rive del torrente Perlo una fascia di colore giallastro documenta la presenza di un antico lago in epoca glaciale.

Tra 50mila e 20mila anni fa, i ghiacci coprivano tutta l’Europa del nord e il territorio circostante le nostre Alpi e tutt’attorno si estendeva la tundra. Proprio grazie alle glaciazioni  nel nostro territorio vivono forme vegetali autoctone uniche.  In quell’epoca la nostra Europa era abitata dall’homo neanderthalensis (ben adattato al freddo) che visse poi per molti millenni accanto all’homo sapiens (che era venuto dai paesi caldi dell’Africa).

L’uomo di Neanderthal scomparve circa 30mila anni fa.

E’ stato un pomeriggio veramente interessante, che ci ha dato modo di mettere a fuoco elementi della realtà odierna (glossario della finanza) e di trasportarci nei tempi più remoti  della vita del/sul nostro pianeta. Grazie UTE!

 

UTE: Le vaccinazioni – Divulgazione scientifica.

Oggi, alle 15.00, il dottor Rigamonti non tratta l’argomento da lui programmato (l’immunoterapia), ma ci parla delle “vaccinazioni”. Ha cambiato argomento sia per il periodo vaccinale che stiamo vivendo, sia per il riaccendersi del dibattito sulle vaccinazioni, che è di grande attualità.

Che cos’è il vaccino? E’ un preparato che viene somministrato per via parentale (tramite iniezione) o orale e garantisce un’immunità da una determinata malattia per un certo periodo. Questa sostanza, una volta introdotta nel sangue, determina una risposta immunitaria con la produzione di anticorpi. Questi ultimi hanno l’obiettivo di combattere la patologia per la quale si è vaccinati.

Il preparato può essere composto dal batterio o virus o da sue frazioni proteiche che vanno a provocare una reazione difensiva nella persona.

Esistono varie tipologie di vaccino:

  • vaccini vivi attenuati;
  • vaccini inattivati;
  • vaccini con antigeni sintetici (prodotti in laboratorio).

Continue reading “UTE: Le vaccinazioni – Divulgazione scientifica.”

UTE: poesie di Primo Levi – Aziende erbesi: La Techne.

Una “lezione magistrale” quella di oggi, alle 15.00, tenuta dal nostro docente professor Mario Porro, affiancato dal dottor Christian Poggioni (drammaturgo, attore e regista di fama), su Primo Levi poeta.

Introduce la lezione il dottor Poggioni che legge la poesia “Shemà”. Questa poesia che apre il romanzo di Levi “Se questo è un uomo”, rievoca la sua esperienza del lager. Levi la scrive nel gennaio del ’46, un anno dopo il suo ritorno a casa. Egli viene liberato nel ’45 e fa un lungo viaggio da Auschwitz a Torino che racconta nel suo secondo libro: “La tregua”.La parola Shemà, ci spiega il professore, è una parola ebraica che significa “Ascolta”. Nella sua poesia, Levi trasforma il significato della preghiera biblica “Ascolta Israele”. Infatti, la preghiera biblica ricorda agli Ebrei l’amore per Dio e raccomanda la trasmissione della fede ai figli; la poesia di Levi evidenzia la necessità di ricordare tutto il male vissuto e di raccontarlo ai figli affinché non succeda più.

Il dott. Poggioni ci legge magistralmente un’altra poesia:” Annunciazione”. Anche in queste rime, l’annunciazione dell’angelo del Vangelo viene ribaltata; è una “anti-annunciazione” perché è l’annuncio dell’angelo alla madre di Hitler.

Tra il gennaio e il febbraio 1946, Primo Levi scrive ben 11 poesie. Tra queste ce n’è una che descrive la situazione dei deportati che lavorano alla “Buna”.Il professor Porro ci spiega che la parola “Buna” è una parola tedesca che significa “gomma sintetica”. La poesia si intitola “Buna lager”. Levi e altri deportati, lavorano, infatti, in una fabbrica (”La Buna”) che si trova all’interno del lager, in condizioni terribili e invano, perché la fabbrica non entra mai in attività.

Continuando la lettura delle poesie di Levi, il dottor Poggioni legge: ”L’approdo” e “Atlante” . La prima fa parte della raccolta “L’osteria di Brema” e parla di un uomo che ha visto e vissuto così tanti orrori che il solo sedersi in una taverna, bevendo qualcosa senza aver paure e pensieri, senza timori, orrori e disperazioni, trova la pace del cuore.

“Atlante”, invece, spiega il bisogno di Levi di giocare con le parole (come i bambini piccoli che imparano a parlare); in questa poesia Levi si abbandona al gioco delle assonanze e delle libere associazioni nelle quali rivive quella libertà che solo i bambini  hanno.

Poi, il dottor Poggioni ci legge 3 poesie tratte dalla raccolta” Ad ora incerta”, pubblicata da Primo Levi nel 1984.  Il titolo è tratto da un verso del poeta inglese Coleridge: “Since then, at an uncertain hour, / That agony returns… (da “La ballata del Vecchio marinaio”).

Le poesie fanno parlare, ci spiega il professor Porro, alcuni personaggi reali o mitologici. Le tre poesie lette e commentate sono:” L’ elefante”, “Pio” e “Agape”.

Infine, i due docenti ci leggono e commentano un altro nucleo di poesie che rimandano a personaggi che parlano in prima persona. Le poesie sono: “Plinio”, “Autobiografia” e “ Sidereus Nuncius”.

In “Plinio” (23 maggio 1978) prende la parola il grande naturalista dell’antichità, Plinio il Vecchio, sconfitto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., e in “Autobiografia” (12 novembre 1980) parla Empedocle.

In “Sidereus nuncius” (11 aprile 1984) parla Galileo Galilei. La poesia ci mostra un Galilei sconfitto. Levi lo paragona a Prometeo.

L’ultima poesia presentata è: “Il Decatleta”. In questa poesia, Levi trasfigura il decatleta in un eroe mitologico, un guerriero capace di imprese sovrumane, al quale non si può chiedere più di ciò che ha dato. Esso rappresenta la condizione dell’uomo. (sintesi di Angela D’Albis)

________________________________________

Oggi il sig. Croci, dirigente della TECHNE (parola greca che significa “arte del saper fare), che ha sede in Erba, è venuto ad illustrarci l’attività  della sua  azienda, che opera nel campo “Oil&Gas”.

La Techne produce valvole (alcune di esse raggiungono l’altezza di 12 metri e sopportano pressioni elevatissime) utilizzate  nell’estrazione del petrolio e di idrocarburi dal sottosuolo. All’interno dell’azienda vengono impiegati macchinari molto complessi, tra cui anche le moderne stampanti in 3D. Il personale si forma all’interno dell’azienda ed è particolarmente preparato nella soluzione di problemi (campo nel quale gli Italiani primeggiano a livello globale)

Una svolta nella produzione della ditta erbese si è avuta dopo il collasso della piattaforma petrolifera della British Petroleum  nel Golfo del Messico nel 2010; in quell’occasione anche la Techne contribuì con un suo macchinario alla soluzione del problema che si era creato per cattiva gestione delle varie fasi produttive.  Da quel momento si è capito che ci si doveva impegnare soprattutto nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che tenessero in considerazione le esigenze di sicurezza e di rispetto per l’ambiente.  Recentemente ha ottenuto un riconoscimento ufficiale del suo operare in modo etico.

I prodotti della Techne vengono sottoposti a tests severissimi e sono richiesti in tutto il mondo. Questa piccola azienda (che ha però prospettive notevoli di sviluppo) ha partecipato a EXPO 2015.

Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, oggi tutte le società petrolifere e i proprietari dei pozzi  hanno ben presente l’obbligo di non inquinare e di non provocare disastri ambientali ….. speriamo sia davvero così. (Diana)

 

UTE: Ginnastica in acqua – Chabod: storico, politico….

Il nostro giovane docente Fausto Turato, ci ha parlato oggi di un tema che suscita molto interesse tra i soci UTE, perchè riguarda la ricerca del nostro benessere psicofisico.

ginnastica-in-acquaUno dei modi per raggiungere tale benessere può senz’altro essere quello di praticare attività di movimento tali da mantenere in piena efficienza il nostro corpo, senza i danni che possono derivare dal perseguire performances non più adeguate alla nostra età.  Il suggerimento che ci viene proposto oggi dal nostro docente è quello della “ginnastica in acqua”: con questo tipo di attività si sfruttano la resistenza dell’acqua e la diminuita forza di gravità. I movimenti in acqua risultano perciò più lenti e più ampi senza gravare troppo sulle articolazioni; essi sono mirati alla distensione di tutto il rachide e ad allenare tutto il corpo senza stressarlo. L’azione massaggiante dell’acqua inoltre è di grande beneficio per l’apparato cardio-circolatorio e per la respirazione.

In piscina si possono anche svolgere, con grande beneficio, attività di riabilitazione (esercizi mirati al recupero della funzionalità di parti del corpo colpiti da traumi) e di rieducazione (ripristino di abilità perdute col passare degli anni).

Sono tanti i metodi seguiti nelle lezioni di ginnastica in acqua, l’importante è che siano tenute da personale abilitato dal CONI, che il livello dell’acqua non sia inferiore ai 100/130 cm.  Ogni lezione può durare dai 45 ai 50 minuti e deve iniziare con momenti di riscaldamento che mobilitino le articolazioni nel loro complesso, cioè compresi muscoli, tendini e legamenti. Nel corso delle lezioni vengono spesso utilizzati galleggianti e tavolette allo scopo di migliorare l’equilibrio e il controllo del proprio corpo.

Questo tipo di attività ha in genere benefiche ricadute sia sul benessere fisico che psicologico.

____________________________________________

Il professor Cossi riprende la sua lezione su Federico Chabod, indugiando ancora sulla sua biografia, argomento oggetto della lezione precedente, prima di parlarci del suo impegno scientifico e professionale.

Nasce ad Aosta nel 1901 e muore a Roma nel 1960. Negli anni giovanili, si dimostra “velatamente” antifascista. A differenza di altri intellettuali dell’epoca, che coerentemente con le loro idee antifasciste, subiscono il carcere e l’esilio, Chabod fa qualche compromesso con il regime. Tuttavia durante la Resistenza, diventa anche partigiano nella Resistenza valdostana. Chabod, ribadisce il professore, è un grande storico, ma anche un alpinista e un politico.

Dopo la laurea collabora con alcune riviste di prestigio, ma quando il fascismo prende le redini del paese nel gennaio del 1925, le abbandona per collaborare con la dittatura.

Egli vive serenamente il regime e, secondo il professore, lo fa per quieto vivere, per poter lavorare tranquillo.

Poi, il docente ci dà alcune notizie storiche riguardo alla nascita del Fascismo che diventa regime totalitario solo nel gennaio del 1925, con il famoso discorso del 3 gennaio di Mussolini. Dal ’22 al ’25, il partito fa parte di una coalizione: è un partito di maggioranza che governa insieme ad altri partiti.

L’adesione al regime da parte di Chabod non offusca la sua grandezza. Egli è un grande storico perché ha la capacità di penetrare le fonti (“bucare le fonti”, dice il professore) e ricostruire la psicologia dei personaggi che studia in modo eccezionale.

Chabod si laurea nel 1923 con Pietro Egidi con una tesi su Nicolò Macchiavelli e, dopo la laurea, si specializza a Firenze dove incontra Gaetano Salvemini.

salveminiSalvemini è un intellettuale e un uomo politico con grandi principi, coerente con le sue idee di democrazia e libertà; non accetta situazioni di compromesso con il fascismo e per questo affronta il carcere, il processo e, dopo l’amnistia, l’esilio, prima in Francia, poi in Gran Bretagna, infine negli Stati Uniti dove insegna all’Università di Harvard.

Salvemini, maestro di Chabod, è importante per quest’ultimo, più che per il suo insegnamento, per il suo valore morale.

Tra loro nasce un’amicizia duratura che porta Chabod, che è un alpinista, ad aiutare Salvemini a passare in Francia attraverso il Piccolo San Bernardo.

Salvemini e Chabod rimangono in contatto per tutta la durata dell’esilio.

Con Salvemini lontano, Chabod si avvicina ancora di più al Fascismo, collabora con storici fascisti di grande livello e con le istituzioni del regime.

Nel 1926 va a Berlino per studiare, dove non c’è ancora il Nazismo che si affermerà nel ’33.

A Berlino fa anche il corrispondente per la Stampa, giornale fascistizzato, e si limita a descrivere la situazione che c’è in Germania e che lo preoccupa.

Il professore si ferma qui e ci dà l’appuntamento alla prossima lezione.

Poesia: Sogno (G. Pascoli)

Per un attimo fui nel mio villaggio,
nella mia casa. Nulla era mutato.
Stanco tornavo, come da un vïaggio;
stanco, al mio padre, ai morti, ero tornato.

Sentivo una gran gioia, una gran pena;
una dolcezza ed un’angoscia, muta.
— Mamma? — È là che ti scalda un po’ di cena —
Povera mamma! e lei, non l’ho veduta.

 

Gioia e pena, dolcezza e angoscia: sembrano termini così contrastanti che si direbbe non possano coesistere nello stesso momento nell’animo umano. In un sogno però questo può accadere, perchè accanto alla gioia e alla dolcezza di rivedere i volti di persone amate e ormai scomparse, si uniscono la pena e l’angoscia di saperli non più tra noi. Il poeta poi sta quasi per ritrovare il volto della madre, ma forse il sogno è finito troppo presto….

UTE: Incontro informativo: Le truffe.

L’incontro di oggi all’UTE è stato realizzato in collaborazione  con  ALDIA (cooperativa di servizi), Servizi Sociali del Comune e Polizia Locale.


Ogni giorno le cronache riportano casi di truffe e raggiri perpetrati a danno  di inermi anziani ed è quindi oltremodo opportuno conoscere le tecniche e gli espedienti messi in atto da malfattori sempre in agguato. La vigilessa Mandaglio ci ha presentato innanzitutto un divertente filmato (qui allegato) con Aldo, Giovanni e Giacomo in cui una casalinga ha la meglio in un tentativo di raggiro, poi ha iniziato a spiegare l’ampia  casistica  relativa al tema della lezione, coadiuvata da interventi del prof. Arena e del Comandante della Polizia Locale.

Innanzitutto, per meglio capirsi, si è definito il termine  TRUFFA: essa è un artificio mirante a portare danno a qualcuno, carpendone la fiducia (ad esempio con false divise) e cercando di far apparire come vera una situazione che non lo è affatto. Il RAGGIRO invece mira, attraverso un racconto compassionevole, a indurre la vittima a offrire spontaneamente soldi non dovuti.

I truffatori hanno grande fantasia e sono in possesso di una “collaudata professionalità” nel campo del crimine, perciò non è facile riconoscerli; bisogna sapere che una loro caratteristica è l’insistenza nel voler far compiere alla loro vittima qualche cosa che normalmente non farebbe. In caso di dubbio è bene chiamare il 112 e chiedere conferme o aiuto.

Oltre alle truffe a domicilio (dei finti poliziotti o dei finti funzionari che suonano alla porta), sono frequentissime le truffe telefoniche (per far sottoscrivere acquisti incauti, o per rubare il credito) e le truffe in rete, come il phishing (messaggi che richiedono password e dati). Bisogna fare attenzione anche alle mail, generalmente  provenienti dall’estero e scritte in un italiano pieno di errori, nei cui allegati sono presenti virus in grado di carpire i dati inseriti nel computer o nel cellulare. E’ bene non credere a chi vende on line merci o biglietti a prezzi con ribassi eccessivi, così come è bene non aderire a campagne di crowfunding (raccolte di soldi) a favore di presunte situazioni di difficoltà.

Di fronte all’assedio di cui siamo quotidianamente fatti oggetto, è bene adottare comportamenti tali da  rendere più difficile l’attuazione della truffa (ad es. non rispondere  con un SI’ al telefono; quel sì potrebbe essere registrato e utilizzato per farci sottoscrivere contratti indesiderati); è sempre bene prendere tempo o chiamare in aiuto persone conosciute o chiamare, come già detto, il 112, che, individuato il tipo di situazione in cui ci si trova, provvederà ad allertare i soccorsi del caso.

 

A teatro: la voce del violino….di Fedeli.

matteo-fedeliLo spettacolo è terminato da poco. Uscendo quasi non si fa caso all’aria fredda e umida di questa notte  piovosa di novembre: la mente è ancora immersa nella magia delle note che hanno riempito la sala dell’ Excelsior.

La serata è iniziata con una rappresentanza dei Camerti che ci hanno fatto ascoltare musiche antiche; poi si è esibito il coro UTE nei suoi tradizionali cavalli di battaglia, ma il clou della serata era senz’altro l’esibizione del M° Matteo Fedeli  al violino (un Guarneri 1709!!!) accompagnato al pianoforte dal M° Scaioli.

Quando il violino ha cominciato a far sentire la sua voce così limpida, così dolce, ma anche graffiante e potente a volte, così evocativa di atmosfere e di emozioni, ho pensato che fino a che  si può produrre tanta “bellezza” c’è speranza per questo mondo acciaccato e malconcio.

Ringrazio l’UTE e tutti quelli che si sono adoperati per realizzare questa serata, che resterà per sempre tra i miei ricordi più belli.

 

UTE: Da Cartesio alle neuroscienze – Divulgazione scientifica.

Oggi abbiamo potuto assistere a una lezione straordinaria tenuta dal prof. Ciccocioppo dell’Università di Camerino, il quale ci ha parlato del cervello umano.

Le domande tipiche che la filosofia si poneva un tempo ora sono diventate il campo di ricerca delle neuroscienze, che indagano il rapporto tra cervello e percezioni.

Cartesio  affermava in definitiva  che solo attraverso il dubbio si arriva al vero: Se penso, sono vivo, sono cosciente, quindi esisto. Col suo “cogito ergo sum” ha affermato il predominio della mente sul corpo e ciò ha influenzato la scienza successiva, che ha separato la “res cogitans” dalla “res extensa” (la mente dalla realtà concreta).

Oggi le neuroscienze hanno più mezzi per studiare il cervello umano, la cui estensione non ha pari  tra tutti gli esseri viventi. Esso è costituito da molte  zone, che  compiono una funzione specifica in coordinazione tra di loro.

In condizioni normali, la vista è l’organo su cui l’uomo fa più affidamento e se per qualche motivo la zona occipitale in cui arrivano gli stimoli visivi subisce danni, si hanno diverse distorsioni nella percezione della realtà. Succede infatti a chi soffre della sindrome di Bonnet di avere allucinazioni tanto vivide da sembrare reali. Ne consegue che non tutto ciò che vedo è realtà… Nella sindrome di Capgras, caratterizzata da un danno alla corteccia visiva, l’individuo non riesce più a riconoscere i volti delle persone. In certi casi di epilessia, si hanno allucinazioni di tipo mistico.

E’ noto anche come persone che hanno subito amputazioni di arti, continuino a “sentirsele” perché la zona del cervello che li controllava smette di funzionare e viene sostituita dalla zone vicine. Nei casi in cui si sia dovuto intervenire sul cervello separando i due emisferi, si hanno notevoli distorsioni sia nelle percezioni che nelle risposte motorie alle stesse.

________________________________________-

Il prof. Damiani oggi ha dovuto ridurre la sua lezione perché ha potuto cominciare la sua spiegazione con molto ritardo. Dopo un breve riassunto della sua lezione precedente, ha continuato a parlarci delle quattro dimensioni della realtà spaziotemporale, nella quale ognuno di noi è immerso.

Non si può tornare indietro nel tempo perché dovremmo muoverci a una velocità superiore a quella della luce (e ciò non è possibile), ma non possiamo nemmeno tornare indietro nello spazio, perchè, quand’anche lo facessimo, nel frattempo la nostra posizione nello spazio sarebbe già cambiata a causa del movimento terrestre.

Nella concezione olistica del mondo, niente è separabile e la somma delle parti è meno del tutto. Coi mezzi che la moderna tecnologia mette a disposizione della scienza si sono potuti osservare fenomeni mai indagati prima, come il cinguettio dello spaziotempo: vista la difficoltà del tema chi vuole saperne di più può cliccare QUI