Una voce irripetibile…

Oggi all’UTE abbiamo potuto ripercorrere la sintesi della biografia di Maria Callas, la grandissima cantante lirica morta ormai quarant’anni fa, sola e disperata, dopo una vita che l’ha vista ottenere i successi più clamorosi e le sconfitte nella vita privata più cocenti…

Riporto qui un brano della Lucia di Lammermour , dove nella scena della pazzia, si può toccare con mano (o per meglio dire con orecchio!!) la grandezza della Callas.

Un consiglio: il brano è piuttosto lungo, ma se fate scorrere il cursore potete concentrarvi sull’ascolto dal quinto minuto in poi: la voce stupenda della Callas duetta con il flauto dolce….c’è da restare a bocca aperta ..

 

UTE: Aspirina: una storia lunga più di 100 anni

Qui di seguito il  riassunto della lezione di martedì 16 maggio, inviato dal docente, dr. Filippi, che ringrazio vivamente.

Storici della medicina fanno risalire la nascita dell’Aspirina al 1897: in realtà, Ippocrate da Kos (460-377 A.C.), considerato il padre della medicina, prescriveva un succo estratto dalla corteccia del salice come analgesico e antipiretico, oltre che per le doglie del travaglio. Il principio attivo di questo succo, che lenisce effettivamente il dolore, è proprio, per quanto ne sappiamo oggi, l’acido salicilico. Con alterne vicende ed anche con usi impropri (ad esempio come antiafrodisiaco) il succo estratto dalla corteccia del salice fu usato come tale per lenire i dolori e febbre fino all’inizio del 1800. Solo nel 1828, il professore di farmacologia Johann Andreas Buchner, preparò un estratto di corteccia di salice e acqua, eliminò le impurità della soluzione così ottenuta e la fece evaporare, ottenne così una sostanza giallognola che chiamò ‘salicina’ da cui alcuni anni dopo il chimico italiano Raffaele Piria isolò un acido che chiamò acido salicilico. La scoperta della formula dell’acido salico da parte del chimico tedesco Hermann Kolbe diede avvio alla sua produzione industriale di sintesi che sostituirà quella più costosa di estrazione dal salice. Il successo dell’utilizzo dell’acido salicilico per combattere febbre e dolori è accompagnato però da gravissimi effetti emorragici a danno della mucosa gastrica. Fu per questo che il giovane chimico della Bayer Felix Hoffmann con il padre sofferente di una grave forma di reumatismo, nel tentativo di alleviargli le sofferenze, iniziò una ricerca sistematica di alternativa ai salicilati. E’ il 10 agosto 1897 quando Felix Hoffmann descrive nel registro del laboratorio come è riuscito a sintetizzare per la prima volta l’Acido Acetilsalico in forma chimicamente pura. Il 23 gennaio 1899 con una circolare dell’azienda viene annunciato il nome dato al nuovo prodotto: ASPIRINA «A» sta per acetile «spir» sta per spisäure (acido spiritico) «ina» suffisso usato dai chimici per le sostanze isolate in natura. Il 1° febbraio viene depositato il marchio «Aspirina» mentre la registrazione avviene 6 marzo 1899 sul registro dell’ufficio imperiale brevetti di Berlino con il numero 36/433. Comincia così un viaggio che diventerà il più famoso del mondo tra il consenso dei malati che assumono Aspirina e l’azione trainante di molti articoli scientifici. Alle sue azioni antipiretiche, antidolorifiche ed antinfiammatorie nel 1971  la scoperta del suo meccanismo d’azione, da parte del biochimico farmacologo John Vane, scoperta che gli ha valso il premio Nobel, si aggiunge una nuova specificità, rispetto a tutti gli altri farmaci antinfiammatori ed antidolorifici ad oggi conosciuti, quella antitrombotica diventando uno dei farmaci essenziali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Come è stato scritto in occasione del centenario il futuro di questo farmaco è appena iniziato.

Dr. Umberto Filippi

 

 

La gioia di cantare insieme.

coro ute a padernoE alla fine la bella festa dei cori UTE ha potuto svolgersi nel migliore dei modi, nonostante un attimo di confusione iniziale.

Si sono esibite otto corali provenienti da otto diverse Università della Terza Età; ognuna ha presentato un repertorio di musiche di vario genere, così abbiamo ascoltato pezzi di opera lirica, brani classici, canzonette, musica jazz e brani folcloristici.

Sono state due ore e mezzo veramente piacevoli per la bravura di tutte le corali, che ogni anno mostrano di aver conseguito miglioramenti notevoli rispetto alla rassegna precedente.

Ascoltando i motivi più popolari, molti tra il pubblico istintivamente erano indotti a canticchiare anche loro, ma lo facevano sottovoce per non disturbare troppo e questo mi fa dire che sarebbe bello inserire nella scaletta della manifestazione l’esecuzione di uno o più brani da cantare cori e pubblico insieme: credo che lo spettacolo sarebbe ancora più piacevole e festoso.

Rassegna di cori a Erba.

coro ute a padernoDa molti anni, in primavera, le corali affiliate alle Associazioni UTE lombarde si ritrovano per esibirsi nell’esecuzione dei brani preparati durante l’Anno Accademico in corso.

E’ sempre una bella festa che vede riunite tante persone, che, nella musica e nel canto, trovano non solo il modo di coltivare una passione profonda, ma anche il modo di stare insieme e di socializzare in serenità e allegria.  Per questo fine, nessuna attività è più efficace del canto corale.

Quest’ anno la rassegna dei cori si terrà Venerdì, 12 maggio, alle ore 15, a Erba, al teatro Excelsior, dove sarà allestita anche una mostra delle opere realizzate nel corso di quest’anno dal gruppo di pittura.

La manifestazione richiederà certamente un grande sforzo organizzativo da parte della nostra UTE, ma sono certa che il gruppo dirigente e i soci tutti si prodigheranno perchè tutto sia perfetto sia nell’accoglienza delle varie corali, sia nello svolgimento dello spettacolo…… e come diceva un tale …”Comunque vada sarà un successo!!!!”

Naturalmente l’ingresso è libero e aperto a tutti, ma se qualcuno vorrà lasciare “qualche eurino” avrà tutta la nostra gratitudine….

 

UTE: Fatima 100 anni dopo.

tre-pastorelli-di-fatimaIl 13 maggio di cento anni fa a Fatima, la Madonna appariva per la prima volta a tre pastorelli, analfabeti o quasi, di sette, nove e diei anni: Giacinta, la più piccola, Francesco e Lucia , la maggiore.

In occasione di questa ricorrenza il nostro don Ivano ci ha parlato diffusamente di questo evento, riconosciuto come “miracoloso” dalla Chiesa.

E’ stata una ricostruzione critica dei fatti, che non ha voluto demolirne la portata religiosa, ma ha cercato di mettere in evidenza i punti critici di testimonianze scritte solo  molti anni dopo che le apparizioni erano avvenute e sottolineando come la spiegazione dei tre famosi “segreti” sia sempre necessariamente legata all’interpretazione soggettiva.

Per quel che mi riguarda, io considero sempre con molto rispetto queste manifestazioni del “divino”, ma non è certo su di esse che, penso, si deve basare la fede di un cristiano. Il Vangelo resta sempre la fonte prima e unica della rivelazione.

Mi sono comunque sempre chiesta perchè in questi ultimi due secoli siano avvenute tante apparizioni mariane; in tutta la storia non si era mai registrata una tale frequenza di accadimenti simili…..

UTE: medicina ed economia

Ieri il dr. Lissoni ha sostituito il prof. Damiani impossibilitato a svolgere la sua lezione e ci ha parlato dell’evoluzione della medicina.

Per milllenni la malattia è stata messa in relazione con la magia e pertanto le persone malate potevano rivolgersi solo a sciamani e stregoni. Il primo passo verso un approccio scientifico della malattia è da far risalire ad Ippocrate, il medico greco che ha studiato i sintomi delle malattie per poterle diagnosticare e che ha fatto i primi studi di anatomia, ma è tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 che vede nascere la medicina occidentale. Nel XX secolo nascono le specializzazioni e solo recentemente ci si è resi conto che bisogna arrivare a un approccio complessivo verso il malato e non solo verso un suo specifico organo. Tale approccio implica PRUDENZA nelle convinzioni e nei comportamenti e CONSAPEVOLEZZA di limiti e rischi.

Attualmente però la medicina sta degenerando: il suo compito è salvaguardare la salute e il benessere delle persone e non dovrebbe occuparsi di bellezza, di gioventù, di desideri da appagare: in questo modo la si trasforma spesso in un businness.

Per quanto riguarda il rapporto medico-paziente si è passati da un approccio paternalistico al coivolgimento del paziente nell’ accettazione della terapia consigliata dal medico; ora invece quest’ultimo si vede spesso costretto a trincerarsi dietro la burocrazia, che tende a limitare il costo sempre più imponente del sistema sanitario.

La crisi economica, l’aumento delle aspettative di vita e quindi delle prestazioni sanitarie impongono di stabilire delle priorità, visto che si è giunti all’ipermedicalizzazionee al consumo eccessivo di prestazioni e di farmaci, tanto che sono molte migliaia  i decessi attribuibili a uso indebito di farmaci o ad azioni mediche inappropriate.

Tra le cause dell’aumento dei costi del sistema sanitario bisogna ricordare anche le conseguenze della medicina difensiva, che costringe i medici e gli ospedali a stipulare onerosi contratti assicurativi e a prescrivere terapie ed esami diagnostici anche superflui per prevenire citazioni in giudizio.

A conclusione della lezione il docente ci ha raccontato la storia a tutti noi sconosciuta di Hamilton Naki, l’assistente del dr. Barnard durante i trapianti di organo, la cui presenza in sala operatoria fu giustificata come addetto alle pulizie, perchè un nero non doveva poter toccare il sangue di un bianco in regime di apartheid. Hamilton Naki

Interessantissima e seguitissima la lezione del dr. Lissoni, come lo sono sempre tutti i suoi interventi come docente nella ns. UTE.

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Il dr. Benedetti ci ha invece illustrato l’economia dei territori che si affacciano sul Verbano o Lago Maggiore.

Vi è una zona montana poco popolata e molto depressa, mentre la zona del Varesotto è una delle più vivaci e più produttive, con un tasso di imprenditorialità molto più elevato della media nazionale e regionale. Molto presenti sono  anche le imprese più innovative che possono contare sull’ apporto  di due Università: l’Insubria e la LIUC (in quest’ultima è possibile visitare la cineteca dei filmati industriali).

Altrettanto vivace è l’economia del Locarnese e del Ticino che, pur facendo parte della confederazione svizzera hanno da sempre strettissimi rapporti con le attività produttive del Piemonte e, soprattutto, della Lombradia.

Mi ha incuriosito la storia di  Balmanolesca, la storia di un paese fantasma che potrete leggere QUI se sono riuscita a incuriosirvi.

La lezione, necessariamente piena di dati statistici e di grafici, è risultata molto interessante e accessibile da parte di tutti.

UTE: La cataratta – fisica moderna.

occhio_2_zoomLa cataratta è una patologia molto comune tra le persone “diversamente giovani” come noi soci dell’UTE e il dr. Rigamonti ha molto opportunamente scelto di parlarcene in modo approfondito e con la solita competenza.

La cataratta è data dall’opacizzazione, dovuta all’invecchiamento,  del cristallino, la lente naturale contenuta nel nostro occhio. Esistono comunque anche casi di cataratta congenita.

I sintomi con cui si manifesta la cataratta sono: immagini opache e visione doppia. Diabete e ipertensione sono fattori che favoriscono l’insorgere di questa patologia.

Con le moderne tecniche chirurgiche l’intervento è molto più semplice di un tempo e anche la convalescenza è meno gravosa; è comunque consigliabile usare, almeno nei primi tempi successivi all’intervento, occhiali da sole ed evitare sforzi fisici.

Oggi l’intervento per cataratta è quello più diffuso nel mondo, ma va fatto solo in caso di deficit visivo importante e il glaucoma può essere una controindicazione.

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ventoIl prof. Damiani ieri ha continuato a guidarci alla scoperta di un modo diverso di vedere la realtà che ci circonda e soprattutto di un modo diverso di vedere noi stessi all’interno di questa realtà: noi siamo contemporaneamente essere e non essere.

La natura della realtà è insondabile ed è il prodotto di AZIONI CAUSALI secondo le leggi del Cosmo. La nostra più intima natura di essere senzienti è liquida, mutevole

L’universo intero è il costrutto della coscienza di tutti gli osservatori che lo percepiscono come risultato dell’interazione percettiva e interpretativa. “L’intima natura delle cose ama nascondersi”(Eraclito).

Il nostro docente, scienziato e poeta, ha poi citato una poesia di Christina Georgina Rossetti, poetessa inglese dell’ 800:

“Chi ha mai visto il vento?// Né io né tu// ma quando gli alberi chinano il capo// è il vento che passa”.

E’ forse il caso qui di riportare un’altra citazione famosa: “Se una farfalla batte le ali a Pechino, a New York si scatena una tempesta.”

 

 

UTE: Gernika – i medegoss

Ritratto della madre
Ritratto della madre

Ieri abbiamo putoto seguire in diretta differita di 80 anni la nascita dell’opera d’arte più rappresentativa del XX secolo appena finito : Gernika, il quadro di P. Picasso dedicato alla città basca distrutta dai bombardamenti a tappeto dall’aviazione tedesca e italiana. E’ l’unico quadro che l’artista ha eseguito su commissione del governo socialista,  ancora al potere nel 1937, e doveva rappresentare la Spagna con un’opera del suo pittore più famoso nel mondo. Picasso non era molto entusiasta dell’idea, ma non potè rifiutare. Esitava incerto senza ispirazione, poi avvenne il bombardamento inutile e vigliacco di Gernika e decise che quello sarebbe stato il suo soggetto.

Con la guida della prof. Beretta, che ci ha mostrato i vari schizzi dei particolari prima, e dell’opera poi, abbiamo potuto seguire le varie fasi della nascita di questo capolavoro che non è solo una denuncia contro un episodio di guerra specifico, ma è la condanna della brutalità e della gernikaviolenza in tutti i tempi e in tutti i luoghi.

Tra l’altro abbiamo anche potuto renderci conto dell’evoluzione dell’artista Picasso che ebbe a dire che a 17 anni disegnava come Raffaello e poi ha impiegato una vita per imparare a disegnare come i bambini, cioè non fotografando la realtà, ma ritraendo ciò che ci è dato conoscerne, guardandola contemporaneamente da più punti di vista.

E’ stata una bellissima lezione, che ha fatto comprendere  la grandezza di un artista cui spesso ci si avvicina con scetticismo per la convinzione di non poterlo capire.

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Nella seconda ora, ci siamo divertiti a sentire (e a ricordare) a quali strani rimedi la povera gente ricorreva una volta per curare i vari malanni che sempre capitano nella vita di ognuno: ferite curate con ragnatele, o terra, o urina; segnature per dolori ossei e muscolari, pratiche pseudo-magiche per scoprire le cause di disturbi vari….Il tutto era intervallato dalla lettura di poesie dialettali del Porta o del Gottardi, poesie aventi come tema la medicina o i medicinali dei tempi andati.

Con questa lezione i docenti Ghioni, Gottardi e Carnini ci hanno salutato e dato appuntamento al prossimo anno.

UTE: Maria Teresa d’Austria – 2084 la fine del mondo.

maria-teresa-daustria-impQui in Brianza Maria Teresa d’ Austria è ricordata come una buona regina e ieri la nostra docente, Alberta Chiesa, ce ne  ha ricordato piaevolmente i motivi. Fin da giovanissima mostrò un carattere molto forte e deciso e questo le consentì di sposare l’uomo che amava e che ha amato poi fino alla fine dei suoi giorni. Quando salì al trono, trovò un regno in grande sfacelo e da donna intelligente qual era comprese la necessità di attuare riforme sia in campo economico, che amministrativo che militare, sempre guidata da un suo profondo senso di giustizia.

Fu proprio per questo che abolì i privilegi feudali, riformò il catasto  e impose anche ai nobili il pagamento delle tasse; riformò il sistema sanitario, creando degli ospedali gestiti con criteri molto avanzati per quei tempi; istituì la scuola pubblica obbligatoria per tutti; abolì la tortura e riformò il diritto di famiglia.

Nella sua vita privata fu persona dai gusti e dalle abitudini molto semplici, si prese cura  dei figli (ne ebbe sedici), ma mise sempre al primo posto la cura dell’impero, compito in cui il marito, che nutriva tutt’altri interessi, non poteva darle una mano. Si fece poi aiutare dal figlio Giuseppe, principe ereditario, che aveva idee illuministe e col quale si trovava spesso in contrasto, data la sua religiosità che a tratti sfiorava il bigottismo.

Sotto l’impulso delle sue riforme, Milano e la Lombardia si risvegliano dal lungo torpore in cui erano rimasti  sotto il governo spagnolo. Sono di questo periodo il Teatro alla Scala, molti sontuosi palazzi, la ristrutturazione del Duomo e di Palazzo Brera, la costruzione della Villa Reale di Monza, destinata ad accogliere il figlio Ferdinando e sua moglie.

Alla morte del marito, che pure non le era stato fedele, lei si vestì sempre a lutto.

Il senso di giustizia e il rigore morale fanno di lei una grande regina, stimata e apprezzata anche dopo oltre due secoli dalla sua scomparsa.

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La prof. Tatafiore ieri ci ha un po’ sorpresi, infatti ci ha tenuto una lezione di filosofia partendo da un libro che, per la verità, nessuno di noi conosceva.

Si tratta di “2084 la fine del mondo” di Boualem Sansal, uno scrittore algerino, che immagina una DISTOPIA, termine nuovo per me, che vuole essere il contrario di UTOPIA : utopia sta a significare la visione di un mondo ideale in cui tutto è bello e giusto; distopia è la visione di un mondo da incubo, di una società degenerata.

Sansal scrive questo libro per deprecare quanto sta accadendo nel suo paese, governato da un regime militare-religioso e per questo ha dovuto lasciare l’Algeria insieme alla sua famiglia.

La trama del libro è la seguente: nell’Abistan – un impero così vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della “Grande Miscredenza”. Nessuno sa a che cosa corrisponda quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l’inizio del conflitto, altri con un suo episodio. Altri ancora che riguardi l’anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina. In ogni caso, è da allora che il paese, che era detto semplicemente il “paese dei credenti”, fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile, tuttavia l’armonia più totale regna ora nelle terre dell’Abistan. Nessuno dubita delle autorità, cosi come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell’umanità. L’abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l’intera storia passata dell’umanità non hanno ormai più alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Agli uomini non resta che “morire per vivere felici”, come recita il motto dell’esercito abistano…

In questo contesto, un uomo trentacinquenne è costretto a isolarsi dal mondo per curare la TBC e in quella solitudine fa una cosa nuova per lui, comincia a pensare, a porsi delle domande, a DUBITARE.

E’ questo un libro che mi propongo di leggere al più presto.