Ritornare…

Ritornare alla solita routine non è così semplice: sarà il jet lag che ancora scombina i ritmi del sonno? O sarà la nostalgia delle cose e delle persone lasciate? Come scordare le voci che ci hanno salutato l’ultimo giorno?

Vorrei ritrovare ogni giorno, qui, la dolcezza e la soavità dei modi, il verde perenne delle foreste, i sapori e i colori di un mondo che ora posso solo ricordare e sperare di riincontrare ….

 

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.

(Luis Sepúlveda)

 

Pochi, ma buoni…

Pochi, ma buoni …  e intraprendenti…..

Così definirei i cattolici in Thailandia. Qui la religione di stato è senz’altro il Buddismo e  tutto il paese è disseminato di templi dedicati a Budda. Sono tutti bellissimi, rilucenti di fregi dorati e di marmi preziosi. Tuttavia ogni altra religione viene rispettata.

I Cattolici sono solo una minoranza  (Wikipedia dice che sono 300.000 su una popolazione di 60 milioni), ma gestiscono molte scuole, che sorgono tutte in ambienti molto belli. Tali scuole sono  frequentate da migliaia di bambini appartenenti a religioni diverse ed è curioso passare accanto agli edifici scolastici e vedere allineate sul marciapiede centinaia di scarpe; a me sembra impossibile che ognuno riesca a recuperare le proprie, visto che molte sono simili tra loro e della stessa misura….

Essendo così pochi, i cattolici mantengono  tra di loro rapporti di vera fraternità, costituiscono una grande famiglia pronta alla solidarietà. Abbiamo potuto constatarlo vedendo con quanta sollecitudine i cristiani sostengono i monasteri delle monache e noi stesse siamo state invitate a cena in un ristorante in riva al mare da una persona che non ci aveva mai visto prima. A noi si è unito con tutta semplicità il vescovo di questa diocesi , di passaggio al convento per la consueta visita mensile e si è intrattenuto con noi in piacevolissima conversazione, dato che è stato per molto tempo in Italia e parla benissimo la nostra lingua. Eravamo in un posto veramente bellissimo e il parroco ha contribuito ad allietare la serata cantando e suonando per noi musiche tailandesi.

Da noi non sarebbe proprio immaginabile!!!!

Il popolo che sorride.

wp-phuketLa Thailandia è un paese meraviglioso per le sue spiagge, per la vegetazione sempre rigogliosa e verdeggiante e per la sua gente , che io definirei “il popolo che sorride”.

Qui ora è inverno, ma la temperatura va dai 22/23 gradi del mattino ai 28/30 del mezzogiorno e questo consente agli alberi di non perdere mai del tutto le foglie e di avere sempre verdura e frutta fresca di tante qualità per tutto l’anno. Quando vai dal nord al sud, percorri un’ ampia strada che ha tagliato la foresta che copriva questa terra, foresta che fino a 50 anni fa era abitata dalle tigri.  Ora quella strada è fiancheggiata da una serie quasi ininterrotta di bancarelle, di negozi, di templi, di hotel, di costruzioni varie. Nelle stazioni di servizio i bagni sono sempre pulitissimi, anche perchè c’è sempre un addetto che li lava in continuazione; in Italia non è proprio così.

Quando entri in contatto con questa gente che parla sottovoce, che si inchina sorridendo e congiungendo le mani per salutarti con il suo “sawaddii.caa” (naturalmente ho scritto il suono della parola non la sua grafia), senti che il nostro modo di salutare, al confronto, è quasi sgarbato. Nei ristoranti e nei bar il servizio è sempre ottimo e i prezzi sono veramente convenienti: si può mangiare un ottimo pasto a base di pesce e verdure per cinque euro!!! Le persone in genere sembrano più giovani della loro età e i bambini sono bellissimi.

Qui c’è un governo militare e spesso si vedono soldati lungo le strade e sulle spiagge, mentre grandi fotografie dei regnanti compaiono un po’ ovunque e questo mi fa pensare che “il popolo che sorride” abbia anche lui qualche problema …..

AGGIORNAMENTO del 26/1/18 :  Chi conosce bene questo paese mi dice che i Tailandesi sono contenti di questo governo che continua sulla strada delle riforme volute dal vecchio re morto da poco e tanto rimpianto da tutti. Auguro perciò  alla Thailandia un futuro di pace e di benessere, per continuare sulla via del progresso che ha portato tanti positivi cambiamenti in questi ultimi decenni.

 

Scherzi da jet lag.

Riabbracciare mia sorella dopo sette anni è stata una grande emozione;  il tempo passa per tutti, si sa, e noi tre sorelle non facciamo certo eccezione, però le rughe in più e qualche acciacco di troppo hanno reso ancora più bello e dolce il ritrovarsi per ricordare insieme gli anni della giovinezza e le persone care, sia quelle rimaste a casa, sia quelle che ci hanno lasciato per un viaggio senza ritorno.

Le emozioni provate, la stanchezza del viaggio e l’effetto jet lag (effetto fuso orario) si sono fatti sentire in modo strano in particolare per me e mia sorella, le due viaggiatrici seniores del gruppo. Infatti al momento di sistemare i bagagli nelle stanze della foresteria, mi sono ricordata che all’aeroporto avevo affidato i bat (moneta tailandese) e il passaporto a Ilva e le ho quindi chiesto se poteva ridarmi il tutto.

Prontamente ha cominciato a estrarre il contenuto della borsetta e a metterlo in ordine sparso sul letto. Ho visto a un certo punto alcune banconote e ho pensato che fossero le mie, ma mancavano all’appello quelle sue. E’ ricominciata così la rassegna delle carte sparse qua e là con una certa angoscia di mia sorella, che pensava con dispiacere che certe cose le capitano troppo spesso e io allora cercavo di consolarla raccontando quante volte anch’io perdo gli oggetti più svariati e passo ore intere per rintracciarle. Intanto continuavamo a rivoltare carte e pacchettini e finalmente ecco che abbiamo rintracciato quanto  andavamo cercando, ….. ma a quel punto ci siamo accorte che dovevamo scambiarci le due mazzette di banconote: non erano mie quelle che mi ero tenuta!!

Per quanto riguardava i soldi ora tutto era in ordine, ma ecco affacciarsi un altro problema: mancava all’appello il mio passaporto!!!! e allora sono stata io a sbiancarmi in viso e a sentire un sudore freddo gelarmi la schiena: e come potevo averlo perduto ? lo avevo perso sul pulmino di don Antonio? Come potevo fare a rientrare in Italia senza quel documento? Ho passato alcuni momenti veramente angoscianti…..poi eccolo spuntare da sotto un mucchietto di carte!!!! A quel punto mia sorella Ilva ed io siamo scoppiate a ridere a crepapelle per lo stato confusionale in cui eravamo precipitate tutte e due ….- Speriamo sia solo colpa del jet lag- ci dicevamo a vicenda.

Uno strano modo di fare il bagnetto ai bambini.

achilles_heel_02Sala delle sculture rinascimentali del V.&A. Museum: un’opera di uno scultore inglese del 1800 rappresenta Teti che immerge Achille nelle acque dello Stige, tenendolo per il tallone. La madre così lo rende invulnerabile su tutto il corpo, tranne che per quel tallone, che lo porterà a morire per mano di Paride.  E’ uno dei miti greci più conosciuti , tanto che ha dato origine a un modo dire: è il mio (suo , tuo, nostro….) tallone d’Achille per indicare il punto debole di una persona….

Un bambino passa davanti al gruppo scultoreo e incuriosito chiede alla mamma:

  • Perchè quel bambino è a testa in giù?- Risponde la mamma che è visibilmente di fretta:
  • Eh, una volta facevano così il bagno ai bambini…-

Forse quello non è il modo migliore per portare i bambini al museo ….

 

 

Al Victoria and Albert Museum.

Oggi visita al Victoria & Albert Museum.  Recentemente restaurato e ammodernato, dà una sensazione di eleganza e raffinatezza. Ecco cosa ne dice Wikipedia:

v-a-museum“È il più importante museo a livello mondiale dedicato alle arti applicate e alle arti minori, ma non mancano sezioni dedicate alla pittura (soprattutto il disegno), alla scultura e all’architettura. Ospita una collezione permanente di oltre 4,5 milioni di oggetti. È stato fondato nel 1852 e prende il nome dalla regina Vittoria e dal consorte principe Alberto. Si estende su circa 5,1 ettari e ospita 145 gallerie. La sua collezione comprende oltre 5000 anni di arte, dall’antichità ai giorni nostri, dalle culture d’Europa, al Nord America, Asia e Nord Africa. Per quanto concerne l’Italia, il museo possiede la più grande collezione al mondo di opere del Rinascimento italiano al di fuori dell’Italia.”

Ecco, percorrendo quelle sale, viene da chiedersi come  un rosone di Luca della Robbia, dalle dimensioni enormi, o un intero altare proveniente dalla Chiesa di Santa Chiara in Firenze possano essere arrivati in questo museo: sono stati trafugati o venduti legalmente?  Questa è la stessa domanda che mi sono posta al British Museum vedendo enormi sculture asportate dai templi mesopotamici o l’intera facciata di un tempio greco.

La risposta che mi viene da dare è solo una: c’era un tempo in cui gli Inglesi si sentivano padroni del mondo e come tali si comportavano, saccheggiando le vestigia delle antiche civiltà.

Forse memori di quel passato, gli Inglesi non sopportano l’idea di essere solo uno dei tanti popoli d’Europa, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, e forse per questo hanno votato Brexit ……. ma temo per loro che quel passato non torni più ….E per fortuna direi, visto lo strascico di guai che la loro dominazione ha lasciato in tante parti del mondo (vedi il caos in Medio Oriente)

La notte di Guy Fawkes

guy-fawkesMentre sto scrivendo, continuano (da ore ormai) a esplodere in tutti i quartieri i fuochi d’artificio: è la notte di Guy Fawkes, ricorrenza festeggiata in tutto il Regno Unito e nelle ex-colonie.

Era il 1605 e il cattolico Guy Fawkes con alcuni compagni aveva predisposto un attentato al Palazzo di Westminster: voleva farlo saltare in aria durante la cerimonia di apertura del parlamento presenziata dal re Giacomo I. Una lettera anonima però svelò la congiura e Fawkes fu arrestato e torturato; insieme a lui furono impiccati o decapitati tutti i congiurati.

Da allora la ricorrenza viene festeggiata con fuochi d’artificio, mentre sui falò viene bruciato un fantoccio di stracci che rappresenta il traditore Guy Fawkes.

Già comincia la corsa ai regali …

natale-da-furtnum-and-masonIeri, camminando nei tunnel della metropolitana mi sentivo una formica: avete presenti le gallerie di un formicaio che si inoltrano in strati sempre più bassi del terreno e lì i piccoli insetti neri si affrettano avanti e indietro sempre indaffarati? Ecco, nelle viscere di Londra ieri ogni galleria era gremita di gente che, come un fiume incessante, cercava di raggiungere il proprio treno o cercava di tornare in superficie.

Uscendo all’aperto però lo scenario cambiava ben poco: per camminare sui marciapiedi bisognava stare attenti a non scalciare chi ti stava davanti e a non farsi scalciare da chi ti stava dietro…. Eravamo nelle vie eleganti di Londra, dove già è cominciato lo shopping natalizio.

Prima tappa: Furtnum and Mason, trisecolare emporio fornitore di delizie della casa regnante. Qui tutto ciò che è esposto ha il sapore delle cose riservate alle élites, i commessi sono estremamente gentili e indossano il frac e tutto è estremamente bello e raffinato, tanto che ti senti prendere da una sottile voglia di andartene al più presto, almeno a me e a Samuele succede così…

Sulla stessa via c’è anche una libreria che occupa diversi piani, dove puoi trovare libri di tutti i generi (ma non una versione per bambini delle favole di Fedro, anzi il commesso non riusciva proprio a capire chi fosse Fedro…è dovuta intervenire una commessa italiana) e sostare, tra un libro e un altro, a un punto di ristoro; a questo proposito è in uno di questi che ho potuto sorbire il più disgustoso sorso di caffè che mai si possa immaginare: due ragazzi alle prime armi come barman avevano sbagliato qualcosa e ne è sortita quella bevanda imbevibile… Nonostante l’incidente, da Waterstones l’atmosfera è veramente piacevole ….

Ultima tappa: il paese dei balocchi, così si potrebbe definire l’enorme supermercato dei giocattoli dove Samuele ha sperimentato come è facile farsi incantare dai venditori che hanno come unico obiettivo quello di scucirti dalle tasche un po’ di soldini: ha acquistato due giocattoli coi suoi soldi, ma appena arrivato a casa ha scoperto che erano pressoché inservibili…

Vedere tanto sfoggio di ricchezza e di lusso per le vie eleganti (in ogni città, ma qui in modo particolare) mi fa sempre venire alla mente, in automatico, l’immagine dei barboni appena visti nelle strade un po’ fuori mano …. e mi si stringe il cuore…

 

Serata …panoramica.

wp_20171031_19_47_26_proIl grattacielo detto scherzosamente “Walkie-Talkie” per la sua forma, ospita al 35° piano ristoranti, bar e terrazze panoramiche. Da lassù si può spaziare con lo sguardo sulla città di Londra, che, di sera, offre uno spettacolo mozzafiato.

E’ lassù che ieri sera abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia Grazia.

Lungo il tragitto di andata e ritorno mi ha colpito l’assoluta normalità dei londinesi; mi aspettavo, come gli altri anni nel periodo di Halloween di vedere ovunque visi orribilmente truccati, cicatrici sanguinolente, coltelli infilati nel collo o nelle tempie e altre amenità del genere ….e invece non ho visto nulla di tutto questo. Solo in TV protagonisti di show e presentatori sfoggiavano trucchi “horror”, la gente invece pare aver altro da pensare……

La faccia triste di Londra.

  1. wp_20171024_11_02_27_proOggi è una giornata in cui Londra mostra la faccia che tutti conoscono: cielo grigio, vento, aria di pioggia imminente.
    Non fa tanto freddo, ma qui l’autunno è più avanzato che da noi: ieri alle cinque del pomeriggio, quando sono arrivata a Stratford era già sera.

Sta cominciando il periodo più  malinconico dell’anno, quando ti puoi aspettare solo che domani sia ancora un po’ più buio di oggi.