Sulla spiaggia.

vucumpraCirca trent’anni fa, quando i nostri figli erano piccoli,  andavamo in campeggio: era impensabile fare le vacanze in albergo  o affittare un appartemento per cinque.  E, sempre per ragioni economiche, andavamo  sulla Costa Azzurra, dove i campeggi erano meno costosi di quelli italiani.

Eravamo sulle spiagge di Saint Raphael, spiagge libere, ma ben attrezzate con docce e servizi igienici gratuiti.  Anche allora  le spiagge erano percorse da venditori ambulanti, ma, mentre sulle spiagge italiane i vu’ cumpra’ erano ancora nostrani, in Costa Azzurra c’erano molti venditori di colore.

Ricordo con quali maniere sgarbate i francesi trattavano quei giovani africani (certo provenienti dalle loro ex-colonie) e ricordo anche come tutti in famiglia restavamo  sorpresi e amareggiati da quelle swcene incresciose….. E fu proprio per reazione che invitammo un giovane senegalese a mostrarci la sua merce e facemmo acquisti: qualche braccialetto, una cintura….  e scattammo una foto in sua compagnia.

Ci sorprendeva l’atteggiamento razzista dei bagnanti francesi e ora non mi so arrendere all’idea che oggi possano succedere cose così.

Viaggio e imprevisti.

Ieri mattina avevo ben chiaro in testa quali cose avrei dovuto fare prima di prendere l’autobus delle 11.19. Cosi’ dopo aver bagnato l’orto , ho ricaricato la cartina prepagata cosi’ comoda per i piccoli prelievi, ma mi sono accorta di aver perso il PIN. Quindi uscendo per acquistare i biglietti del pullman mi sono fermata anche in posta senza risolvere il problema; in compenso pero’ ho urtato un cordolo e ho rotto un “baffo” dell’auto. Dopo aver controllato i documenti di viaggio, mi e’ sembrato opportuno controllare anche gli orari dei mezzi di trasporto gia’ visionati il giorno prima. Ed ecco che scopro di aver consultato l’orario FESTIVO e non quello ESTIVO!!! L’ultima partenza utili era quella dells 1p.44…..peccato che fossero gia’ le 11!!!! Dopo aver rapidamente fatto un esame delle possibilita’ di affrontare questo imprevisto, decido che l’unica soluzione e’ quella di prendere l’auto e lasciarla nel parcheggio dell’aeroporto.
Facile da pensare, ma non e’ cosi’ facile trovare un posto auto nel parcheggio di Bergamo e mi sono trovata a girare per un buon quarto d’ora in un labirinto di auto. Stavo gia’pensando che avrei perso il volo, quando, come in risposta a una mia preghiera, ho visto un piccolo, agognato, provvidenziale posto libero sul quale mi sono catapultata con grande sollievo. Era lontanissimo dalla zona partenze, ma era comunque unn colpo di fortuna….

Ultima sorpresa della giornata a Stratford dove l’autobus della national express si e’ fermato in una zona diversa dal solito! Dopo un attimo di sbigottimento nel trovarmi in una zona sconosciuta, ho visto l’insegna della linea DLR e seguendo la segnaletica sono arrivata a prendere il treno per Greenwech, dove doveva concludersi il mio viaggio pieno di imprevisti….

Parco Sigurtà e dintorni.

Il Parco-giardino Sigurtà a Valeggio ha mantenuto le sue promesse: è un luogo  veramente incantevole, che offre scorci paesaggistici di grande bellezza. In mezzo a prati curatissimi, spiccano aiuole che, con i loro fiori, formano macchie di colori sotto l’ombra protettrice di alberi secolari. Laghetti con fiori di loto, daini al pascolo e asinelli animano il paesaggio e allietano gli occhi dei numerosi visitatori (stranieri  in gran numero).

Il dr. Filippi, che ha visto nascere il Parco e che ha lavorato a lungo col dr. Sigurtà (che il dr. Filippi ha descritto come uomo di grande ingegno e soprattutto di grande fede), ci ha raccontato la storia del Parco e del suo fondatore e poi ci ha guidato nella visita del centro storico di Borghetto, là dove il Mincio crea giochi d’acqua  di grande suggestione.  Naturalmente anche il pranzo è stato all’altezza delle aspettative: in quelle zone la cucina ha grandi tradizioni.img-20180607-wa0000_resized_20180607_100927925immagini-giugno-19-004immagini-giugno-19-018immagini-giugno-19-014immagini-giugno-19-012

Ritornare…

Ritornare alla solita routine non è così semplice: sarà il jet lag che ancora scombina i ritmi del sonno? O sarà la nostalgia delle cose e delle persone lasciate? Come scordare le voci che ci hanno salutato l’ultimo giorno?

Vorrei ritrovare ogni giorno, qui, la dolcezza e la soavità dei modi, il verde perenne delle foreste, i sapori e i colori di un mondo che ora posso solo ricordare e sperare di riincontrare ….

 

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.

(Luis Sepúlveda)

 

Pochi, ma buoni…

Pochi, ma buoni …  e intraprendenti…..

Così definirei i cattolici in Thailandia. Qui la religione di stato è senz’altro il Buddismo e  tutto il paese è disseminato di templi dedicati a Budda. Sono tutti bellissimi, rilucenti di fregi dorati e di marmi preziosi. Tuttavia ogni altra religione viene rispettata.

I Cattolici sono solo una minoranza  (Wikipedia dice che sono 300.000 su una popolazione di 60 milioni), ma gestiscono molte scuole, che sorgono tutte in ambienti molto belli. Tali scuole sono  frequentate da migliaia di bambini appartenenti a religioni diverse ed è curioso passare accanto agli edifici scolastici e vedere allineate sul marciapiede centinaia di scarpe; a me sembra impossibile che ognuno riesca a recuperare le proprie, visto che molte sono simili tra loro e della stessa misura….

Essendo così pochi, i cattolici mantengono  tra di loro rapporti di vera fraternità, costituiscono una grande famiglia pronta alla solidarietà. Abbiamo potuto constatarlo vedendo con quanta sollecitudine i cristiani sostengono i monasteri delle monache e noi stesse siamo state invitate a cena in un ristorante in riva al mare da una persona che non ci aveva mai visto prima. A noi si è unito con tutta semplicità il vescovo di questa diocesi , di passaggio al convento per la consueta visita mensile e si è intrattenuto con noi in piacevolissima conversazione, dato che è stato per molto tempo in Italia e parla benissimo la nostra lingua. Eravamo in un posto veramente bellissimo e il parroco ha contribuito ad allietare la serata cantando e suonando per noi musiche tailandesi.

Da noi non sarebbe proprio immaginabile!!!!

Il popolo che sorride.

wp-phuketLa Thailandia è un paese meraviglioso per le sue spiagge, per la vegetazione sempre rigogliosa e verdeggiante e per la sua gente , che io definirei “il popolo che sorride”.

Qui ora è inverno, ma la temperatura va dai 22/23 gradi del mattino ai 28/30 del mezzogiorno e questo consente agli alberi di non perdere mai del tutto le foglie e di avere sempre verdura e frutta fresca di tante qualità per tutto l’anno. Quando vai dal nord al sud, percorri un’ ampia strada che ha tagliato la foresta che copriva questa terra, foresta che fino a 50 anni fa era abitata dalle tigri.  Ora quella strada è fiancheggiata da una serie quasi ininterrotta di bancarelle, di negozi, di templi, di hotel, di costruzioni varie. Nelle stazioni di servizio i bagni sono sempre pulitissimi, anche perchè c’è sempre un addetto che li lava in continuazione; in Italia non è proprio così.

Quando entri in contatto con questa gente che parla sottovoce, che si inchina sorridendo e congiungendo le mani per salutarti con il suo “sawaddii.caa” (naturalmente ho scritto il suono della parola non la sua grafia), senti che il nostro modo di salutare, al confronto, è quasi sgarbato. Nei ristoranti e nei bar il servizio è sempre ottimo e i prezzi sono veramente convenienti: si può mangiare un ottimo pasto a base di pesce e verdure per cinque euro!!! Le persone in genere sembrano più giovani della loro età e i bambini sono bellissimi.

Qui c’è un governo militare e spesso si vedono soldati lungo le strade e sulle spiagge, mentre grandi fotografie dei regnanti compaiono un po’ ovunque e questo mi fa pensare che “il popolo che sorride” abbia anche lui qualche problema …..

AGGIORNAMENTO del 26/1/18 :  Chi conosce bene questo paese mi dice che i Tailandesi sono contenti di questo governo che continua sulla strada delle riforme volute dal vecchio re morto da poco e tanto rimpianto da tutti. Auguro perciò  alla Thailandia un futuro di pace e di benessere, per continuare sulla via del progresso che ha portato tanti positivi cambiamenti in questi ultimi decenni.

 

Scherzi da jet lag.

Riabbracciare mia sorella dopo sette anni è stata una grande emozione;  il tempo passa per tutti, si sa, e noi tre sorelle non facciamo certo eccezione, però le rughe in più e qualche acciacco di troppo hanno reso ancora più bello e dolce il ritrovarsi per ricordare insieme gli anni della giovinezza e le persone care, sia quelle rimaste a casa, sia quelle che ci hanno lasciato per un viaggio senza ritorno.

Le emozioni provate, la stanchezza del viaggio e l’effetto jet lag (effetto fuso orario) si sono fatti sentire in modo strano in particolare per me e mia sorella, le due viaggiatrici seniores del gruppo. Infatti al momento di sistemare i bagagli nelle stanze della foresteria, mi sono ricordata che all’aeroporto avevo affidato i bat (moneta tailandese) e il passaporto a Ilva e le ho quindi chiesto se poteva ridarmi il tutto.

Prontamente ha cominciato a estrarre il contenuto della borsetta e a metterlo in ordine sparso sul letto. Ho visto a un certo punto alcune banconote e ho pensato che fossero le mie, ma mancavano all’appello quelle sue. E’ ricominciata così la rassegna delle carte sparse qua e là con una certa angoscia di mia sorella, che pensava con dispiacere che certe cose le capitano troppo spesso e io allora cercavo di consolarla raccontando quante volte anch’io perdo gli oggetti più svariati e passo ore intere per rintracciarle. Intanto continuavamo a rivoltare carte e pacchettini e finalmente ecco che abbiamo rintracciato quanto  andavamo cercando, ….. ma a quel punto ci siamo accorte che dovevamo scambiarci le due mazzette di banconote: non erano mie quelle che mi ero tenuta!!

Per quanto riguardava i soldi ora tutto era in ordine, ma ecco affacciarsi un altro problema: mancava all’appello il mio passaporto!!!! e allora sono stata io a sbiancarmi in viso e a sentire un sudore freddo gelarmi la schiena: e come potevo averlo perduto ? lo avevo perso sul pulmino di don Antonio? Come potevo fare a rientrare in Italia senza quel documento? Ho passato alcuni momenti veramente angoscianti…..poi eccolo spuntare da sotto un mucchietto di carte!!!! A quel punto mia sorella Ilva ed io siamo scoppiate a ridere a crepapelle per lo stato confusionale in cui eravamo precipitate tutte e due ….- Speriamo sia solo colpa del jet lag- ci dicevamo a vicenda.

Uno strano modo di fare il bagnetto ai bambini.

achilles_heel_02Sala delle sculture rinascimentali del V.&A. Museum: un’opera di uno scultore inglese del 1800 rappresenta Teti che immerge Achille nelle acque dello Stige, tenendolo per il tallone. La madre così lo rende invulnerabile su tutto il corpo, tranne che per quel tallone, che lo porterà a morire per mano di Paride.  E’ uno dei miti greci più conosciuti , tanto che ha dato origine a un modo dire: è il mio (suo , tuo, nostro….) tallone d’Achille per indicare il punto debole di una persona….

Un bambino passa davanti al gruppo scultoreo e incuriosito chiede alla mamma:

  • Perchè quel bambino è a testa in giù?- Risponde la mamma che è visibilmente di fretta:
  • Eh, una volta facevano così il bagno ai bambini…-

Forse quello non è il modo migliore per portare i bambini al museo ….

 

 

Al Victoria and Albert Museum.

Oggi visita al Victoria & Albert Museum.  Recentemente restaurato e ammodernato, dà una sensazione di eleganza e raffinatezza. Ecco cosa ne dice Wikipedia:

v-a-museum“È il più importante museo a livello mondiale dedicato alle arti applicate e alle arti minori, ma non mancano sezioni dedicate alla pittura (soprattutto il disegno), alla scultura e all’architettura. Ospita una collezione permanente di oltre 4,5 milioni di oggetti. È stato fondato nel 1852 e prende il nome dalla regina Vittoria e dal consorte principe Alberto. Si estende su circa 5,1 ettari e ospita 145 gallerie. La sua collezione comprende oltre 5000 anni di arte, dall’antichità ai giorni nostri, dalle culture d’Europa, al Nord America, Asia e Nord Africa. Per quanto concerne l’Italia, il museo possiede la più grande collezione al mondo di opere del Rinascimento italiano al di fuori dell’Italia.”

Ecco, percorrendo quelle sale, viene da chiedersi come  un rosone di Luca della Robbia, dalle dimensioni enormi, o un intero altare proveniente dalla Chiesa di Santa Chiara in Firenze possano essere arrivati in questo museo: sono stati trafugati o venduti legalmente?  Questa è la stessa domanda che mi sono posta al British Museum vedendo enormi sculture asportate dai templi mesopotamici o l’intera facciata di un tempio greco.

La risposta che mi viene da dare è solo una: c’era un tempo in cui gli Inglesi si sentivano padroni del mondo e come tali si comportavano, saccheggiando le vestigia delle antiche civiltà.

Forse memori di quel passato, gli Inglesi non sopportano l’idea di essere solo uno dei tanti popoli d’Europa, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, e forse per questo hanno votato Brexit ……. ma temo per loro che quel passato non torni più ….E per fortuna direi, visto lo strascico di guai che la loro dominazione ha lasciato in tante parti del mondo (vedi il caos in Medio Oriente)

La notte di Guy Fawkes

guy-fawkesMentre sto scrivendo, continuano (da ore ormai) a esplodere in tutti i quartieri i fuochi d’artificio: è la notte di Guy Fawkes, ricorrenza festeggiata in tutto il Regno Unito e nelle ex-colonie.

Era il 1605 e il cattolico Guy Fawkes con alcuni compagni aveva predisposto un attentato al Palazzo di Westminster: voleva farlo saltare in aria durante la cerimonia di apertura del parlamento presenziata dal re Giacomo I. Una lettera anonima però svelò la congiura e Fawkes fu arrestato e torturato; insieme a lui furono impiccati o decapitati tutti i congiurati.

Da allora la ricorrenza viene festeggiata con fuochi d’artificio, mentre sui falò viene bruciato un fantoccio di stracci che rappresenta il traditore Guy Fawkes.