All we are sayng

Ore 8:45 di venerdì 4 Marzo 2022 : tutte le radio italiane trasmettevano la stessa canzone di Jhon Lennon che dice : TUTTO QUELLO CHE STIAMO DICENDO E’ DAI UNA CHANCE  (OPPORTUNITà) ALLA PACE.
Certo non sarà questo a fermare Putin, ma è un segnale: nessuno in Italia vuole questa guerra che rischia di sprofondarci in un abisso senza fine.
Noi privati cittadini possiamo fare ben poco e ci sentiamo in balia della mania di grandezza di pochi uomini troppo potenti. Davanti a questa minaccia angosciosa l’Europa dovrà rendersi conto di aver perso tempo inutilmente dando ascolto ai piccoli egoismi nazionali dei suoi membri e dovrà accelerare sull’unione politica e non solo commerciale dei suoi membri.
In attesa di passi decisi in questa direzione non possiamo fare altro che cantare insieme
Two, one-two-three-four!
Ev’rybody’s talking ’bout
Bagism, Shagism, Dragism, Madism, Ragism, Tagism
This-ism, that-ism, is-m, is-m, is-m
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Hit it
C’mon, ev’rybody’s talking about
Ministers, sinisters, banisters and canisters
Bishops and Fishops and Rabbis and Popeyes and bye-bye, bye-byes
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Let me tell you now
Ev’rybody’s talking ’bout
Revolution, evolution, masturbation, flagellation, regulation, integrations
Meditations, United Nations, congratulations
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Ev’rybody’s talking ’bout
John and Yoko, Timmy Leary, Rosemary, Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper
Derek Taylor, Norman Mailer, Alan Ginsberg, Hare Krishna, Hare, Hare Krishna
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance (ripetere tante volte)

Al link qui sotto potete ascoltare la canzone cantata da Jhon Lennon

“Amen” per Sidney Poitier.

Un altro ritratto che ha tappezzato da oltre 60 anni le pareti ideali del mio immaginario è stato staccato e ha lasciato una malinconica impronta di sè. E’ morto infatti a 94 anni uno dei miei attori preferiti: Sidney Poitier.

Il primo ricordo che ho di lui è quello legato a un film in bianco e nero: “AMEN” in cui veniva ingaggiato, un po’ obtorto collo, da alcune monache che avevano bisogno di aiuto per svolgere lavori impegnativi nel loro convento.  La fatica veniva alleviata dal canto il cui titolo dava il nome al film stesso.

Era un Sidney Poitier nel fiore degli anni, bello, aitante, con un sorriso dolce e incantevole. Mi era piaciuto molto quel film (dovevo avere circa 14/15 anni e ricordo che lo andai a raccontare alla mia amica del cuore di allora che non aveva ancora la TV.

In seguito imparai ad apprezzare le sue doti di attore in altre pellicole memorabili e ancor di più lo ammirai per il suo impegno garbato, ma tenace per la parità di diritti.

Spero che le TV nostrane gli dedichino qualche serata e ritrasmettano qualche suo film. Il bello del cinema e delle tecnologie moderne è che possono farci sentire come ancora presenti e vivi i protagonisti che più abbiamo amato, anche dopo che  hanno lasciato questa terra.

Ecco qui di seguito un breve video che ricorda il film da me citato.

 

 

 

The voice senior – e i coach.

Non seguo quasi mai i vari programmi che portano alla ribalta nuovi personaggi e nuovi cantanti, però seguo volentieri “The Voice senior”.

Porta sullo schermo televisivo persone ultrasessantenni e offre loro un’occasione per esibirsi: pochi di loro sono personaggi bizzarri che vogliono solo un momento di visibilità, altri invece sono persone che hanno sempre amato cantare, ma non hanno avuto le occasioni giuste per realizzare i propri sogni, altri ancora sono persone che sono sempre vissute nel mondo della musica, ma con ruoli di secondo piano.

Si possono così gustare a volte  esibizioni molto apprezzabili ed è bello vedere persone non più giovani che continuano a coltivare una passione.

Ma le cose più interessanti della trasmissione sono per me gli intermezzi (che sembrano improvvisati) in cui i giudici/coach (Orietta Berti, Loredana Bertè, Clementino e Gigi D’Alessio) si esibiscono in pezzi di bravura, creando atmosfere ed emozioni intense. Ieri sera ad esempio mi è piaciuto tantissimo il duetto tra Gigi D’Alessio e Loredana Bertè nella bellissima canzone di Gragnaniello “Comme se fa” lanciata a suo tempo da Roberto Murolo e Mia Martini.

In questi momenti si esaltano le qualità canore e musicali di coloro che si esibiscono e si comprende anche il motivo del loro successo che continua nel tempo.

Non ho mai apprezzato molto Gigi D’Alessio e le sue canzoni, ma apprezzo molto ora in lui il musicista di talento e la sua capacità di sensibile interprete delle canzoni napoletane e dei cantautori.

 

UTE: La poesia di Ungaretti. (prof. E. Galli)

Il professor Galli ha tenuto oggi pomeriggio una lezione molto intensa sulla poesia di Ungaretti.

La conferenza è iniziata con alcuni  essenziali cenni biografici, per ripercorrere le vicende che più di tutte hanno segnato profondamente la vita del poeta e la sua produzione poetica, poi è seguita subito una rapida analisi delle composizioni più significative.

Quelle che oggi vengono più lette e apprezzate, appartengono al periodo in cui Ungaretti scriveva le sue poesie tra un assalto e l’altro nell’orrore delle trincee, teatro della Prima Guerra Mondiale. Fu un ufficiale, il critico letterario Ettore Serra, a comprendere la forza e il valore di quegli scritti e li fece pubblicare.

Appartengono a questa prima raccolta, intitolata “Allegria”. poesie famose come “Veglia”, San Martino del “Carso”, “Soldati”, “Fratelli”, “Commiato” “Mattina”, Pellegrinaggio”.  In queste composizioni  è riscontrabile la grande innovazione portata da Ungaretti nel linguaggio poetico: egli usa non parole auliche o altisonanti, ma solo parole povere, comuni, semplici; non usa punteggiatura, non c’è metrica tradizionale, non ci sono rime. Ma le parole essenziali sono frutto di lunga ricerca interiore e di meditazione e anche gli spazi bianchi assumono un significato; i versi sono brevi, scarni, ma esprimono sentimenti profondi ed emozioni intense.  Qui il poeta svolge fino in fondo la sua “missione”, che è quella di esprimere con la forza della sua sensibilità particolare ciò che la gente “comune” sente nel cuore, ma non riesce ad esprimere pienamente.

A contrasto con questa prima produzione giovanile, il nostro docente ci ha poi proposto la lettura della poesia “L’isola”, che appartiene al periodo tra le due guerre e che si configura come esempio tipico di poesia ermetica. Qui il linguaggio è più ricercato, la sintassi più complessa, l’interpretazione spesso ambigua.

Un momento particolarmente toccante della lezione è giunto al momento della lettura della poesia “La madre”, quando alla suggestiva immagine, evocata dal poeta, di sua madre inginocchiata davanti a Dio per implorare il perdono del figlio, il prof Galli ha ricordato con commozione le parole di sua madre prima di morire: -Ti aspetto in Paradiso!-

Interessante anche le considerazioni finali del professore: le poesie che amiamo di più non sono necessariamente quelle da tutti considerate le più belle, ma sono quelle che ci toccano il cuore, quelle che esprimono emozioni che abbiamo sperimentato direttamente. Ed è bellissimo per un insegnante riuscire a far “sentire” queste emozioni ai propri alunni: sono momenti che ripagano delle fatiche e delle frustrazioni dell’insegnamento.

Grazie professor Galli!

Riporto qui una poesia riascoltata oggi:

LA VEGLIA.

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

E’ proprio quando sentiamo tutta la fragilità del nostro essere umani, quando la morte ci sfiora o incombe su di noi che ritroviamo ciò che più conta, l’amore, e che apprezziamo fino in fondo il dono prezioso della vita.

Rileggendo le ultime righe non ho potuto fare a meno di riandare con la mente a quella bellissima romanza “E lucean le stelle” che Cavaradossi canta prima di essere giustiziato (nell’opera lirica “Tosca”).

 

A tutti gli amici…

Ieri ho compiuto 74 anni e sono state tante le persone a me vicine e quelle conosciute solo sulla rete che si sono soffermate a farmi gli auguri: auguri tutti graditissimi che mi hanno fatto sentire circondata dal calore di tante persone gentili che rendono più bello continuare il cammino in questa vita non sempre facile.

A tutti voi amici dedico questa canzone.

Grazie a tutti!

Amazing Grace (testo)

bocelli canta davanti al duomoIeri sera Bocelli ha cantato sul sagrato del Duomo di Milano “Amazing Grace”; il piazzale era vuoto e il suo canto non era accompagnato da strumenti musicali: l’effetto era da brividi. Ecco il testo, anch’esso molto suggestivo:

Testo
Amazing Grace, How sweet the sound
That saved a wretch like me
I once was lost, but now am found
T’was blind but now I see
T’was Grace that taught my heart to fear
And Grace, my fears relieved
How precious did that grace appear
The hour I first believed
Through many dangers, toils and snares
We have already come.
T’was grace that brought us safe thus far
And grace will lead us home,
And grace will lead us home
Amazing grace, Howe Sweet the sound
That saved a wretch like me
I once was lost but now am found
T’was blind but now I see
Was blind, but now I see.
Questa versione di Diana Ross è particolarmente dolce  e commovente