Incontri.

the-national-express-depot-in-birmingham-323814088Nè di venere nè di marte non si sposa e non si parte – così dice un proverbio. Ieri era anche venerdì 17 pertanto doveva esserci un motivo in più per non partire, ma sono partita ed è andato tutto bene, grazie anche a un passaggio offertomi gentilmente da amici.

Una nota divertente: uno stewart di Ryanair caldeggiava la solita vendita di prodotti come regali per il prossimo Natale, aggiungendo che così si sarebbe evitata la corsa affannosa per i negozi all’ultimo minuto!!!! Quando poi ha annunciato la vendita dei biglietti “gratta e vinci” ha sinceramente ammesso che tra i beneficiari degli incassi c’erano varie associazioni onlus (che non ho mai sentito nominare), ma anche il personale di bordo che contava così di arrotondare lo stipendio…. Sincero il giovanotto, che ripeteva forse per la millesima volta il suo discorsetto divertente, senza divertirsi troppo.

Sull’autobus invece mi si è seduta accanto una giovane donna,  capelli e occhi scuri, non molto alta, molto graziosa. Appena ha cominciato a parlare ho riconosciuto l’ accento sardo, ma ha detto di essere partita da Roma dove svolge un “lavoro sottopagato che non prevede ferie” -parole sue-. Parlava in modo piacevole, con un linguaggio pieno di ironia e autoironia; mi è risultata subito simpatica e abbiamo cominciato a conversare.

Doveva incontrare un’amica (il cui indirizzo ignorava completamente: non ti preoccupare, aveva detto l’amica, tanto vengo a prenderti io!), che l’avrebbe ospitata per il week end .

Problema: impossibile mandare un messaggio all’amica per dirle che lei stava arrivando. Probabilmente non aveva pensato a ricaricare il credito e io non potevo esserle d’aiuto perchè il mio telefonino aveva la batteria scarica. Le ho suggerito di utilizzare Skype, ma sembrava scettica sul fatto che si potesse chiamare con Skype un cellulare, anche se le ho assicurato che io lo faccio spesso.

Arrivati alla fermata dell’autobus, ci siamo dovute salutare. Spero tanto che sia riuscita a incontrarsi presto con la sua amica e che possa trascorrere un piacevole fine settimana in questa Londra, che in questi giorni si presenta piuttosto grigia e umida, proprio come tutti se la immaginano, anche se non è sempre così.

 

UTE: Piero Chiara (seconda parte)- La ragione degli altri.

La prof. Meggetto oggi ci ha piacevolmente intrattenuto con la lettura di brani scelti dalle opere di Piero Chiara. I personaggi e le situazioni descritte sono veramente divertenti e, se fino ad ora non ho mai letto nulla di questo scrittore per il cattivo servizio che gli ha fatto certo cinema nostrano, mi sono convinta che valga la pena di prendere in considerazione le sue opere per le prossime letture.

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La prof Russo oggi ha concluso il suo interessante e attualissimo corso di lezioni, parlando della religione che spesso viene indicata come causa di tutti i conflitti odierni.

Una volta ogni religione  aveva un suo territorio di diffusione  piuttosto preciso, ma nel mondo globalizzato di oggi le diverse fedivengono inevitabilmente a contatto. Ne consegue la necessità per i credenti di conoscersi per arricchirsi reciprocamente e approfondire la propria religione.

In Italia ci sono moltissimi ortodossi e protestanti, cristiani come noi cattolici, ma che si differenziano da noi in alcune manifestazioni di fede. Nel nostro paese sono arrivati anche molti cristiani che provengono dall’Africa e , se ci accomuna la stessa fede, ben diverso è il modo di intendere i riti liturgici.

I flussi migratori hanno portato qui da noi molti musulmani, seguaci dell’Islam, che noi siamo portati a guardare con diffidenza dopo gli attacchi terroristici che si sono susseguit negli ultimi anni. Ma cosa dice l’Islam?

La parola Islam significa “PACE”. Il libro sacro è il Corano che ordina di “rispettare le genti del Libro (Bibbia). Per Jihad si deve intendere “guerra contro il male che è in noi” o anche legittima difesa. Il Corano dice “occhio per occhio dente per dente” (come nella Bibbia), ma aggiunge poi “se perdoni è meglio”. L’Islam impone l’elemosina giornaliera.

Come mai allora noi stiamo conoscendo un Islam tanto diverso, addirittuta sanguinario? L’impatto dell’Islam con la parte peggiore della nostra civiltà (imperialismo e colonialismo) ha indotto una parte di musulmani a dare risalto solo ad alcuni dei 6000 versetti del Corano, quelli che incitano alla violenza. Per questo attaccano i non musulmani e anche  i musulmani che seguono un’interpretazione pacifica e tradizionale dell’Islam. Solo in Africa due milioni di musulmani sono stati uccisi dagli integralisti. Isis, Talebani e Boko Haram sono degenerazioni dell’Islam che in gran parte sono il prodotto di una fallimentare politica delle grandi potenze.

 

Lettere dal carcere…

“Scrivo da padre, un padre che soffre per il proprio figlio, per tutta la situazione familiare. Sono d’accordo con Lei, solo allontanandolo da questo ambiente il mio bambino avrà un futuro migliore. Se avessi avuto io le stesse possibilità forse non sarei dove sono ora. Decida Lei e stia tranquillo che, visto il mio passato e presente, non farei mai qualcosa che possa influire o danneggiare la vita di mio figlio. Io voglio soltanto il suo bene e mi impegnerò con tutte le mie forze a rispettare le prescrizioni che mi impartirà per il futuro”.

Questa lettera, che è tratta da questo articolo di Repubblica. it,  fa sperare che qualcosa stia cambiando, che si possa spezzare quella catena di odio e di soprusi che avvelena l’aria di certe zone e che rendono quasi impossibile per chi vi cresce sottrarsi alle leggi della malavita.

Certo allontanare i bambini dalle proprie famiglie e dalle proprie radici sembra una misura atroce, disumana, ma se è questo il solo mezzo per evitare ai più giovani di rovinarsi la vita seguendo le orme di padri violenti,  allora va bene così. E quel che consola è che lo stanno capendo anche i boss stessi…

Ute : Piero Chiara – Avicenna.

Piero ChiaraDopo una giovinezza turbolenta e scioperata, Chiara approda a un impiego nell’amministrazione giudiziaria, incarico che ricoprirà fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando fuggirà in Svizzera. Al ritorno si dà al giornalismo, alla scrittura di romanzi e alla traduzioni dal francese e dallo spagnolo. Quando decide di tradurre il Satyricon avrà l’aiuto di Rioncoroni , che ancora oggi è il depositario di tutta l’opera di Piero Chiara.

I suoi romanzi ritraggono la vita che si svolge nella sua città di Luino, dove, sotto l’apparente perbenismo, si nascondono passioni e vizi di cui si spettegola  sottovoce. Solo lo scandalo fa emergere la verità. Chiara ritrae tutto ciò senza mai esprimere giudizi morali; l’erotismo è una delle note dominanti, ma non cade mai nella volgarità.

Ama mettere a fuoco il mondo degli sfaccendati, che vivono nei bar giocando a bigliardo o alle carte, mondo che lui conosce bene avendoci trascorso la sua giovinezza; allo stesso modo punta il suo obiettivo anche sul mondo della parrocchia, fatto di ipocrisia e di finta integrità.

Riguardo alle donne pare avere uno sguardo cinico: tutte sono prima o poi espugnabili, però Chiara le tratta al pari degli uomini, infatti  racconta, senza condannarla, la ricerca costante di soddisfazioni erotiche sia da parte di uomini e di donne, con lo stesso distacco e la stessa ironia.

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AvicennaNel VI secolo Giustiniano chiude le scuole filosofiche e in Occidente la ricerca filosofica subisce un arresto che durerà per secoli.

In Oriente invece si ha un gran fiorire di studi su Aristotele, basandosi però sugli scritti di due platonici come Plotino e Proclo. Ecco perchè i filosofi arabi sono portati a mescolare le due teorie e ad elaborarne una nuova ed originale.

Tra i grandi pensatori di questo periodo troviamo Avicenna, un uomo di straordinarie capacità intellettuali e operative: a sedici anni aveva già acquisito una cultura enciclopedica ed esercitava già la professione di medico; a diciotto anni aveva imparato tutto lo scibile di quei tempi.. Tutto questo senza rinunciare a una vita molto avventurosa e alla carriera politica. Di notte si dedicava alla scrittura e ha lasciato moltissime opere riguardanti vari campi scientifici.

La sua filosofia fonde aristotelismo, platonismo, religione islamica e religione ebraica. Per  Avicenna l’anima è l’essenza del corpo, che può essere percepita come separata dal corpo, quindi esiste e non muore (per Aristotele l’anima muore col corpo). In ogni anima vi è un Intelletto agente (capacità di percepire le forme astratte) in grado di conoscere la realtà attraverso l’astrazione delle caratteristiche comuni ai varielementi che la compongono.

Per Avicenna DIO è l’essere necessario che ha causato tutti gli esseri possibili (tutto il creato); in lui essenza ed esistenza coincidono e non possiamo dire niente di Dio, non possiamo definirlo. Dio è causa necessaria del mondo, Dio non può non creare.

Il Cristianesimo trasforma questa concezione di Avicenna e afferma che la creazione è un atto di libertà assoluta di Dio.

Bisogna qui aggiungere che la bravura delle nostre docenti, Meggetto e Tatafiore, è riuscita a tenere desta l’attenzione e a suscitare vivo interesse nei soci prsenti, che alla fine hanno ringraziato con un sentito e caloroso applauso.

Fratellini.

fratelliniQuando la mamma doveva uscire, Gioele stava tranquillo in braccio a me; intanto Giovanni, come al suo solito, giocava con le macchinine o si metteva a ballare e a cantare sul ritmo delle canzoncine che gli piacciono tanto. Il tempo scorreva serenamente fino al rientro della mamma.

L’altra mattina , la mamma doveva andare a prendere Giovanni, che ha cominciato a frequentare (allegramente!!) la scuola materna e ha lasciato Gioele (sei mesi) con me. Appena la mamma ha chiuso la porta dietro di sè, il piccolo si è messo a piangere disperatamente. Non sapevo come consolarlo e l’ho portato fuori, dopo averlo imbaccuccato con cura. Appena ha sentito l’aria fredda Gioele si è zittito e rilassato fino ad assopirsi.

Mentre lo guardavo dormire, riflettevo sul motivo di quel cambiamento di atteggiamento e ho capito che la sicurezza di Gioele è sì legata, come sempre accade, alla presenza della mamma , ma anche a quella del fratellino, al cui cinguettio è abituato fin da quando era ancora nel pancione in attesa di nascere.

Giovanni è ancora piccolo, ha solo tre anni, ma per Gioele è il suo fratello maggiore.

 

Ute: discutiamo di film.

Aggiornamento: Il primo film verrà proposto il 27 febbraio e non il 20 come detto in precedenza.

Da lunedì 20 febbraio prenderà il via la consueta rassegna di film  che ogni anno ci offre interessanti spunti di discussione e occasioni per capire meglio il linguaggio cinematografico, sotto la sapiente guida di don Ivano.

Quest’anno potremoanalizzare le seguenti pellicole:

IL PASSATO  – regia di Asghar Farhadi   – 2013

L’ATTESA     –     ”   di Piero Massina     – 2015

BEYOND       –      ”   di  Pernilla August – 2010

WILD           –      ”    di Jean Marc Vallée – 2014

Il filo conduttore delle quattro pellicole sarà il mondo femminile. Chi ha già seguito queste iniziative dell’UTE certamente non si lascerà sfuggire questa occasione.

 

Era il fratello maggiore….

Oggi sarebbe il tuo compleanno e per ricordarti voglio riportare qui uno dei  ricordi che più frequentemente rievocavi….

americani in SiciliaEra il 1943 e gli Alleati avevano occupato la Sicilia procedendo lentissimamente per rischiare il minor numero di soldati, ma senza curarsi delle sofferenze della popolazione che doveva sopportare i disastri che i bombardamenti infiniti producevano su cose, animali e persone. Suo padre era andato in guerra come volontario lasciando a casa una moglie e 4 figli di cui lui, Giuseppe, era il maggiore. Soldi in casa non ce n’erano e c’era anche poco da mangiare; quando si poteva arrangiare qualcosa erano sempre patate : bollite, arrostite, fritte, in umido….ma sempre patate…. Giuseppe allora si ingegnò a vendere vino ai soldati americani. Una signora di sua conoscenza glielo forniva e lui lo portava a un militare con cui aveva stabilito dei contatti. Il ricavato era per comprare la farina, qualche uovo , un po’ di olio. Un giorno però qualcosa andò storto: forse la donna che procurava il vino era rimasta a corto di rifornimenti e probabilmente lo aveva annacquato….così quando Giuseppe tornò dal soldato, si vide accogliere con un’arma puntata e con  parole minacciose, che nemmeno riusciva a capire…. Lui ebbe molta paura e scappò a gambe levate col cuore che gli scoppiava in petto.

Tra i ricordi di guerra, quali i crampi di stomaco provocati dalla fame, i bombardamenti provenienti dalle navi militari e dai carri armati , le mine antiuomo, questo era quello che raccontava con una certa soddisfazione pensando forse che aveva fatto quello che era nelle sue possibilità come fratello maggiore….