Per crescere un bambino ci vuole un villaggio.

Ieri ad Arcellasco la psicopedagogista Lucia Todaro, molto conosciuta ed apprezzata in zona per i suoi corsi nelle scuole superiori e per l’aggiornamento dei docenti, ha tenuto una breve conferenza sul “TEMA UNA FAMIGLIA DI FAMIGLIE”.

In tempo di pandemia si sono  accentuati i problemi relativi all’educazione, anche perchè gli stessi educatori si trovano spiazzatie in balia di molte insicurezze.

Ecco allora che la psicopedagogista ha prima suggerito temi che possono far recuperare serenità a tutti, giovani e adulti e poi ha evidenziato il beneficio che ogni famiglia può trarre dall’aprirsi alla collaborazione con le altre famiglie: si possono condividere problemi e fatiche, si possono scambiare consigli ed esperienze con reciproco vantaggio.

Il sapersi inseriti in una famiglia a sua volta appartenente a una comunità può dare molta serenità anche ai figli, oltre che ai genitori.

E’ sempre vero il proverbio africano che recita: per crescere un bambino, ci vuole un villaggio.

Film: Monaco: sull’orlo della guerra.

Si è portati a pensare che nessuno in Germania abbia mai contrastato il folle disegno di Hitler, invece pare non sia stato così. Il film che ho appena visto su Netflix racconta infatti la storia vera di un mancato tentativo di sventare i piani criminali del Fürher.

Due amici, ex studenti di Oxford (uno inglese e l’altro tedesco), si trovano loro malgrado a rivestire i panni dell’agente segreto durante il summit che si tenne a Monaco nel 1938 per scongiurare l’invasione della Cecoslovacchia e la minaccia di una guerra imminente.

Pauli, il ragazzo tedesco, se in un primo tempo ha visto in Hitler il capo che restituisce orgoglio a una Germania umiliata dopo la Grande Guerra, ora ha le prove documentali che Hitler e i suoi generali hanno un piano criminale per imporre il proprio predominio a tutta l’Europa. Chiede pertanto che nella delegazione inglese sia presente il suo amico Hugh di cui conosce l’avversione per il regime tedesco. A lui Pauli riesce a consegnare il documento segreto, ma il primo ministro Chamberlain non lo ritiene attendibile. A Pauli non resta che pensare di uccidere Hitler quando, come ogni giorno, gli porterà il resoconto della stampa estera, ma al momento di agire, la sua mano esita e l’attimo propizio sfugge per sempre. Il primo ministro e gli altri capi politici europei  firmeranno  un accordo che non avrà altro risultato che ritardare lo scoppio della guerra di pochi mesi, forse utili agli stati europei per prepararsi meglio.

Nel drammatico incontro in cui Pauli svela all’amico il suo piano suicida dice alcune parole che mi hanno colpito: “Non possiamo scegliere il momento in cui vivere, possiamo solo reagire ” e, quando Hugh lo scongiura di non portare a termine il suo piano perchè c’è sempre la speranza che qualcosa possa cambiare, Pauli replica che in questi casi la speranza è solo aspettare che qualcun altro faccia quello che potresti fare tu.

Condivido questa idea per cui è dovere di ogni individuo impegnarsi in prima persona, nella misura in cui le sue capacità e possibilità glielo consentono, per contribuire a risolvere i problemi del proprio tempo, sia in campo politico, che sociale senza aspettare che siano gli altri ad occuparsene.

 

 

Come respiro!

La radio era  accesa per sentire il notiziario del mattino; mia madre mi aiutava a infilare il grembiule per andare a scuola, ed ecco che, finite le notizie, prima dell’annuncio dei programmi del mattino,  una voce squillante  diceva:

-Re sol d’or! Ah, COME RESPIRO!!!

Mi è venuto in mente questo slogan pubblicitario sentendo la notizia che Berlusconi ritira la sua candidatura al Colle e finalmente esco dall’apnea e respiro a pieni polmoni.

Ah, come respiro!!!

 

UTE: Le immagini di Dio nel Vangelo (sintesi di Diana) – I profeti: Ezechiele (Sintesi di A. D’Albis)

Se, solo qualche decennio fa, la quasi totalità delle persone si dichiarava credente praticante, ora la situazione è diametralmente diversa: la maggioranza è indifferente ai temi religiosi o dichiaratamente atea. Ciononostante il Vangelo, che permea da secoli la nostra cultura, è conosciuto da tutti almeno nel suo messaggio essenziale.

I Vangeli di Matteo, Marco e Luca sono detti sinottici perchè presentano molti punti di contatto tra di loro e molte analogie; il Vangelo di Giovanni invece è stato scritto più tardi rispetto ai primi tre e ha una diversa impostazione.

Giovanni, infatti, non inizia il suo Vangelo con la nascita di Gesù, ma con un discorso altamente filosofico e teologico: In principio era il Verbo….Gesù è la parola creatrice, che viene tra i suoi e i suoi non lo accolgono.

E’ noto come le radici del cristianesimo affondino nell’ebraismo e per gli Ebrei l’idea che Dio, l’Eterno, possa nascere da una donna è del tutto inaccettabile; questo può darci la misura del dramma vissuto da Maria, che per aderire al disegno sconvolgente di questo Dio rischiava la condanna alla lapidazione. E nel momento in cui canta il suo Magnificat avrà ripercorso nella sua mente le pagine dell’Antico Testamento che parlano di un Dio sempre dalla parte degli umili, degli ultimi.

La stessa immagine Di Dio, misericordioso e vicino ai più tribolati, si evince dalla predicazione di Gesù (Beatitudini) e quando parla del giudizio finale ci fa intravvedere un Dio che non condanna per i peccati commessi, ma per il bene non fatto. Al momento della lavanda dei piedi poi si assiste a un totale capovolgimento delle parti: è Gesù-Dio che si inginocchia davanti ai suoi apostoli, per affermare la priorità del servizio reciproco.

Questa idea di un Dio mite e dalla parte di chi è affetto da ogni specie di povertà (materiale e spirituale) sconvolge Giuda che lo tradisce e sconvolge anche Pietro che lo rinnega: è inaccettabile per un ebreo che Dio muoia sulla croce.

Poi c’è la Resurrezione e  irrompe sulla scena  l’immagine del Dio che vince la morte per tutti noi e che si fa Padre  (misericordioso come nella parabola del Figliol prodigo) e come tale noi lo preghiamo nel “Padre nostro”.

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Monsignor Angelo Pirovano continua le sue lezioni su “I profeti nella Bibbia”, iniziate già un paio di anni fa, parlandoci del profeta Ezechiele.

Il profeta Ezechiele viene subito dopo il profeta Geremia (anzi per alcuni anni è coevo di Geremia) e appartiene alla classe sacerdotale. Di solito i profeti erano al di fuori della classe sacerdotale. Ezechiele, invece, è anche sacerdote e svolge il suo ministero tra il 593 a.C. e il 570 a.C. Il suo nome significa:” Dio è forte”.

Non si conosce con certezza dove abbia svolto la sua missione, se solo a Babilonia o anche a Gerusalemme. A Babilonia la sua missione si svolge presso il fiume Chebar, un canale di irrigazione laterale del fiume Eufrate. Nel capitolo 1, vv.1-3 del libro di Ezechiele c’è l’indicazione di questa località e la data del 31 luglio 593, quando fu chiamato dal Signore a profetizzare.

Il tempio di Gerusalemme fu distrutto nel 586 a.C. e questa data divide in due periodi la vita di Ezechiele.

Nel periodo precedente la distruzione del tempio, Ezechiele è il predicatore della penitenza. Egli sprona alla conversione e annuncia i castighi che Dio manderà su tutto il popolo se non si convertirà. Il profeta insiste su una conversione personale perché Dio tratta ciascuno secondo la sua condotta.

Per impressionare più profondamente i suoi ascoltatori, compie dinanzi ad essi delle azioni strane, ma altamente significative e simboliche.

Dopo il 586, Ezechiele vuol far comprendere il senso di questa catastrofe e invia al popolo un messaggio di speranza dicendo che risorgerà, che Dio stesso lo guiderà come un buon pastore e cambierà il suo cuore. Poi la lezione procede con l’analisi del libro di Ezechiele. Esso si suddivide in due parti. Continue reading “UTE: Le immagini di Dio nel Vangelo (sintesi di Diana) – I profeti: Ezechiele (Sintesi di A. D’Albis)”

Una famiglia di famiglie.

E’ vero! Il momento non incoraggia gli incontri, ma se si tratta di avere l’occasione di ascoltare un’ apprezzatissima psicopedagogista che può suggerire idee valide per affrontare il difficile compito dell’educazione in questi giorni particolarmente complicati, credo che valga la pena, con tutte le cautele del caso, di superare timori e pigrizie.

Per questo invito soprattutto i genitori, ma anche i nonni e chiunque abbia interesse per i temi dell’educazione a partecipare domenica, 23 gennaio, nella parrocchia di Arcellasco, alle ore 16,  alla conferenza   di Lucia Todaro, sul tema: Una famiglia di famiglie.

Volantino Todaro

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Gennaio.

potatura_meloSono le 17:22 del 19 gennaio e fuori c’è ancora un po’ di luce…

Il lento allungarsi del dì mi fa sempre sentire più leggera, come se potessi respirare meglio.

Esco in giardino, raccolgo i rami, rinsecchiti dal gelo, degli ultimi fiori autunnali, poto le ortensie, le rose, la salvia, il samumelo e cerco i segni della vita che presto tornerà a sbocciare.

UTE: Ermetismo italiano del ‘900 – Gli additivi alimentari

Prende il nome di Ermetismo la corrente poetica sviluppatasi a Firenze nel secolo scorso, tra le due guerre. Esso era stato preceduto da grandi poeti come Pascoli,  D’Annunzio e Ungaretti;  da quest’ultimo soprattutto  gli ermetici trassero spesso ispirazione.

Gli ermetici, di ispirazione cattolica, intendevano esprimere l’essenza della realtà umana con un linguaggio del tutto particolare, estraneo alla realtà, alla quotidianità e alla Storia. Era per questo una poesia di élite, non accessibile alla gente della strada.

Il periodo in cui sorge e si sviluppa questo movimento coincide con l’affermarsi in Italia del fascismo, al quale non presta molta attenzione: certamente non è allineato alla politica imperante, si potrebbe dire a-politico, ma poichè era limitato a una strettissima cerchia di intellettuali, fu sempre tollerato. Il linguaggio usato dagli ermetici è fatto di parole ricercate,  trascura grammatica e sintassi e spesso accosta tra loro parole apparentemente senza nesso logico, ma capaci di creare suggestioni; sono molto usate figure retoriche di ogni tipo.

Dopo  aver presentato le caratteristiche dell’Ermetismo, il prof. Galli ci ha parlato del suo rappresentante più conosciuto: Salvatore Quasimodo.

Dopo alcuni cenni biografici, il nostro docente ci ha letto e commentato, con la sua solita passione e sensibilità, tre tra le poesie più significative, che documentano la sua evoluzione: da poeta ermetico negli anni prebellici, alla poesia civile nel secondo dopoguerra.

La sua composizione più famosa è certamente quella nota col titolo “ED E’ SUBITO SERA”

 Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

In tre scarni versi  Quasimodo sintetizza tutta la bellezza e la drammaticità dell’essere uomini e questo, a mio parere, vale il premio Nobel che gli è stato assegnato e che molti ritengono immeritato.

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Gli additivi alimentari sono sostanze che si aggiungono agli alimenti non per il loro valore nutritivo, ma per migliorare l’aspetto di un prodotto o per favorirne la conservazione o per renderne più agevole il trasporto. La loro presenza e la loro finalità devono sempre essere segnalate sull’etichetta.

Gli additivi usati oggi possono essere prodotti naturali o artificiali e devono essere certamente non tossici, se assunti in dosi accettabili. Essi sono contrassegnati da un codice europeo con la lettera E seguita da un numero.

L’ EFSA, l’ente europeo con sede a Parma, che monitora anche l’uso degli additivi, ne garantisce la sicurezza in base ai dati scientifici rilevati

Gli Additivi Alimentari vengono classificati in: COLORANTI, DOLCIFICANTI, CONSERVANTI, ANTIOSSIDANTI , AGENTI DI STRUTTURA

I COLORANTI vengono indicati in etichetta con le sigle E+ i numeri dal 100 al 199. Sono presenti nelle bibite, nelle caramelle e in moltissimi altri prodotti per migliorarne l’aspetto.

I CONSERVANTI (E200 – E299) evitano la formazione di muffe e di batteri

Gli ANTIOSSIDANTI (E300-E399) sono quelli che impediscono l’ossidazione dei cibi e quindi ne mantengono la gradevolezza dell’aspetto (carne trita: diventerebbe subito scura).

Gli STABILIZZANTI, EMULSIONANTI E ADDENSANTI (E400 – E499)  e i REGOLATORI DI ACIDITA’ E ANTIAGGLOMERANTI (E500 – E599) rendono più gradevole il prodotto.

Gli ESALTATORI DI SAPIDITA’ (E600 – E649) migliorano il sapore degli alimenti.

Ci sono poi gli  AROMI che possono essere ottenuti da prodotti naturali o per sintesi e il loro uso è disciplinato dall’EFSA (european food safety authority). Gli aromi, a differenza degli additivi, non vengono dichiarati in etichetta, ma vengono usati in quantità minime.

Poichè gli additivi sono presenti in molti alimenti , è bene imparare a leggere le etichette in modo da non accumulare quantità eccessive dello stesso additivo; inoltre è sempre consigliabile variare molto la propria alimentazione e  privilegiare i cibi freschi .

 

 

 

Film: Mio fratello rincorre i dinosauri.

E’ un altro bel film italiano che affronta il problema della disabilità, mettendo a fuoco il disagio di chi ha un fratello disabile e, per forza di cose, si sente o trascurato dai genitori o comunque si sente in imbarazzo davanti ai coetanei.

Qui è Jack a raccontare la storia: ha un fratello down e due genitori che cercano di vivere la loro situazione nel modo più sereno possibile, coinvolgendo tutta la famiglia nell’avventura di crescere un figlio con problemi. Jack però, arrivato all’adolescenza, si vergogna di dire alla sua prima ragazza che ha un fratello down e comincia così a dire una serie di bugie, con la più netta disapprovazione dell’amico di sempre. Arriva persino a cancellare da You Tube i video girati dal fratello, per timore che la sua bugia venga scoperta, e poi fa in modo che tutti ne diano la responsabilità a un fantomatico gruppo neonazista. Quest’ultima mossa fa sì che i suoi familiari e la sua ragazza(molto impegnata politicamente) promuovano una manifestazione nella piazza della cittadina e sarà a quel punto che Jack confesserà a tutti, pubblicamente, le sue responsabilità e, aiutato dalla famiglia, imparerà ad accettare la diversità del fratellino (che ama tanto).

E’ un film ben interpretato e ben costruito che sa parlare di un problema importante con leggerezza e delicatezza.

Ute: Osso duro? … Non sempre – Filosofia dell’abitare per un buon uso del mondo.

Il dr. Lissoni, con la consueta chiarezza e competenza, ci ha parlato dell’osteoporosi, una malattia spesso sottovalutata e non sempre trattata correttamente anche dagli stessi medici, con ricadute negative anche sul piano socio-economico.

Il compito delle ossa è quello di sostenere il peso delcorpo e di consentirne il movimento. Per questo è importante che le ossa siano resistenti, ma se insorge l’osteoporosi, le ossa diventano fragili e soggette a rotture. Col prolungarsi della vita media , i casi di osteoporosi sono aumentati notevolmente e continueranno ad aumentare.

L’osteoporosi colpisce soprattutto le donne a cominciare dal periodo della menopausa, provocando una modificazione della postura e frequenti fratture. Per contrastare questa malattia è consigliato tanto movimento, soprattutto all’aria aperta, e  un’ alimentazione equilibrata.

Oltre a sostenere il corpo, le ossa svolgono altre funzioni: consentono l’inserimento dei muscoli, proteggono organi molto importanti (cranio e gabbia toracica), producono cellule del sangue e cartilaginee, immagazzinano il calcio e lo cedono al sangue. Il calcio è molto importante non solo per le ossa, ma anche per il buon funzionamento dei muscoli e  del cuore. La calcemia viene regolata dalla tiroide e dalle paratiroidi. L’assorbimento di questo elemento (calcio) diminuisce nel tempo, pertanto sono importanti l’assunzione di vitamina D, e, come già detto, l’alimentazione e il movimento.

Nell’età evolutiva le ossa continuano a crescere  e, nel tempo, diventano sempre più solide. Durante la vecchiaia , però, c’è una continua perdita di tessuto osseo. In situazioni di normalità la parte esterna dell’osso è più compatta, mentre quella interna e quella alle estremità delle ossa lunghe sono più spugnose.

La massa ossea è minore negli individui di pelle bianca (per questo i nuotatori più veloci sono tutti bianchi).

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Fortunatamente si va facendo sempre più strada nel modo di pensare della gente che siamo noi umani ad appartenere alla Terra e non viceversa.

L’aumento vertiginoso della popolazione mondiale impone un buon uso del mondo soprattutto a quelle società che, per le agiate condizioni di vita, se lo possono permettere. La tecnologia consente oggi realizzazioni impensabili fino a qualche anno fa (una stampante 3D può addirittura riprodurre carne di manzo di alto pregio, utilizzando le cellule staminali) e si allarga sempre di più il fossato tra   chi è in grado di possedere la nuova tecnologia e chi non lo è.

Il prof. Creuso ha poi continuato illustrando i pericoli di una tecnologia sempre più invadente e quelli che si nascondono nel profondo della rete internet.

Comunque (e questo è un commento di chi scrive questa sintesi) la tecnologia, come qualunque altra cosa può essere buona o cattiva: dipende da come la usiamo noi.

 

Si ritorna ai collegamenti on line.

Oggi riprenderanno i collegamenti on line su Zoom per le lezioni della nostra Università della Terza Età.

E’ stata una decisione dolorosa, perché il trovarsi è molto importante per i nostri soci, ma è stato inevitabile. Martedì 11, infatti, alla ripresa delle attività, le presenze erano dimezzate rispetto al periodo prenatalizio e questo ci ha detto chiaramente che c’è ancora tanta paura, nonostante le vaccinazioni e non tenerne conto sarebbe stato da irresponsabili.

Fortunatamente l’esperienza maturata lo scorso anno ora  ci rende tutto più semplice: tutto è già predisposto e sono già partite le mail con il link per il collegamento. Quest’anno non c’è bisogno di richiederlo: tutti i soci provvisti di indirizzo mail riceveranno il messaggio utile per collegarsi. Resta l’incertezza di quanti riusciranno ad accedere a ZOOM: la tecnologia è purtroppo il tallone di Achille dei nostri iscritti.

Le lezioni che il programma prevede per oggi pomeriggio sono interessanti: il dr. Lissoni ci parlerà di osteoporosi e il prof. Creuso ci informerà sulla filosofia dell’abitare.

Spero che molti riescano a collegarsi con noi: non sarà come incontrarsi in Sala Isacchi, ma , come si è soliti dire: piuttosto che niente, è meglio piuttosto…