La magnifica preda

Qualche giorno fa ho rivisto per l’ennesiam volta un vecchio film “La magnifica preda” con una splendida Marylin Monroe che mi ha incantato, come sempre. nell’interpretazione di alcune canzoni: una voce piuttosto esile, ma ben intonata e garbata, che sa trasmettere una dolcezza e una malinconia infinita. Qui sotto riporto il video e il testo della canzone che la sfortunatissima attrice cantava alla fine del film.

If you listen you can hear it call.(Wailaree).
Se si ascolta si può sentire chiamare. (Wailaree).
There is a river called the river of no return,
C’è un fiume chiamato il fiume di non ritorno,
sometimes it’s peaceful and sometimes wild and free.
a volte è tranquillo e, a volte selvaggia e libera.
Love is a traveller on the river of no return,
L’amore è un viaggiatore sul fiume di non ritorno,
swept on forever to be lost in the stormy sea.(Wailaree).
spazzato per sempre a perdersi nel mare in tempesta. (Wailaree).
I can hear the river call (no return, no return).
Posso sentire la chiamata fiume (non ritorno, non ritorno).
I can hear my lover call ,”come to me”.
Posso sentire la mia chiamata amante, “Venite a me”.
I lost my love on the river,
Ho perso il mio amore sul fiume,
and forever my heart will yearn.
e per sempre il mio cuore sarà anelare.
Gone, gone forever,
Andato, andato per sempre,
down the river of no return.
lungo il fiume di non ritorno.
Wailaree,wailaree..
Wailaree, wailaree ..
You never return to me.
Non si può mai tornare a me.

Il semaforo blu (G. Rodari)

Una volta il semaforo che sta a Milano, in piazza del Duomo fece una stranezza.
Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi.
“Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo?”
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai.
In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano:
“Lei non sa chi sono io!”
Gli spiritosi lanciavano frizzi:
“Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna.
Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini.
Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio d’oliva.”
Finalmente arrivò un vigile e si mise in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare:
“Poveretti! Io avevo dato il segnale di – via libera – per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio.”

Abbiamo  il coraggio di volare, di alzare lo sguardo dalla quotidianità?

 

UTE: La “Dama con ermellino” – Inni Sacri.

Come era prevedibile, anche la lezione odierna sulla “Dama con ermellino” di Leonardo, tenuta dalla prof. Manuela Beretta, ha attirato un pubblico numerosissimo: c’era gente anche in piedi in fondo alla sala.

la-dama-con-lermellino-leonardo-da-vinci-analisiTutti hanno ascoltato in religioso silenzio la nostra bravissima docente che parlava del capolavoro di Leonardo, che ha rivoluzionato la ritrattistica: da sempre i personaggi importanti che chiedevano di essere ritratti, venivano rappresentati di profilo, in posizione statica come esseri estranei e superiori alla quotidianità. La “Dama con l’ermellino” scardina tutta la tradizione precedente: il corpo della donna  rivolto verso destra (di chi guarda) e il viso a sinistra, danno l’idea del movimento; vengono dipinte, come mai prima d’allora in un ritratto,  le mani in posizione espressiva; anche la rappresentazione di un animale insieme al soggetto del quadro è cosa nuova per quei tempi.

Perchè Leonardo ha scelto proprio un ermellino?

L’ermellino con la sua pelliccia bianca è simbolo di purezza e lo si riteneva tanto geloso del suo candore da preferire di essere catturato piuttosto che rifugiarsi in una tana polverosa o fangosa. C’è anche da notare che Ludovico il Moro, committente del quadro e amante della donna ritratta, la sedicenne Cecilia Galerani, era stato da poco  insignito dell’ordine dell’ermellino e inoltre in greco  questo animale viene chiamato “GALE” che richiama bene il cognome della modella, Galerani.

Ma chi era Cecilia Galerani? Veniva da una famiglia toscana che aveva trovato l’agiatezza a Milano, ma la morte prematura del padre di Cecilia, fece piombare la famiglia in miseria.  Lei però era stata portata a corte da Ludovico e lì rimase fino a che dopo qualche anno la ragazza rimase incinta e ne fu allontanata.

Nel quadro Cecilia ha vestiti e acconciatura secondo la moda spagnola del tempo; da notare le maniche intercambiabili (da cui il detto “è un altro paio di maniche”). La “Dama con ermellino” si trova ora a Cracovia.

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Don Ivano Colombo ha continuato a parlarci delle opere giovanili di Manzoni; in particolare oggi ci ha parlato degli “Inni Sacri”.  Il poeta e romanziere milanese aveva progettato di scrivere 12 inni per celebrare in poesia le maggiori feste e i più profondi misteri della religione cristiana.  Ne scrisse invece solo cinque: forse aveva perso l’ispirazione o non credeva più nella validità del suo progetto…

In queste opere in versi, Manzoni esprime una religiosità ancora immatura, ma vi si avverte l’inizio di un cammino che troverà la sua più completa espressione nel suo romanzo “I Promessi Sposi”.

 

 

 

Letture: La preghiera del mare.

preghiera-del-mareE’ un libro che si legge in pochissimo tempo, scritto da K. Hosseini (quello de “il paese degli aquiloni”) con la prefazione di Roberto Saviano. E’ una lettera che un padre scrive al proprio figlio. Ne ricopio qui qualche stralcio…

…La mattina ci svegliavamo al fruscio dei rami d’olivo mossi dal vento, ai belati delle capre della nonna, al rumore delle pentole in cucina. L’aria era fresca e il sole disegnava a oriente una pallida striscia color albicocca.

Sembra impossibile che si stia parlando dell’Afghanistan, che oggi non ha più nulla di idilliaco nelle immagini che i media ci fanno pervenire. E’ l’Afghanista di prima della guerra interminabile  che lo sta straziando. Copio ancora…

Nella città vecchia sempre piena di trambusto, c’era una moschea per noi musulmani, una chiesa per i nostri vicini cristiani e un grande suk dove contrattare su tutto: ciondoli d’oro, prodotti freschi, abiti da sposa…

Questi sono i ricordi del padre. Ricordi di un paese in pace, tollerante, fiorente….. Il bimbo ora vede solo guerra, bombe, funerali ….e la gente scappa, scappa finchè giunge in riva al mare…. dove si trova con tanti altri disperati a guardare con speranza e terrore la vastità e la profondità delle acque… e allora il padre dà la mano al proprio figlio per rassicurarlo per trasmettergli una speranza che forse lui non riesce ad avere e prega il mare a cui affida la cosa più preziosa che ha.

La commozione suscitata dlle parole viene accentuata da disegni ad acquerello molto suggestivi ed efficaci….

UTE: Neurobiologia della rabbia – Storia del balletto

Il Concerto di Primavera di qualche mese fa ha consentito all’Università della terza Età di Erba di mettere in moto una serie di iniziative a livello provinciale con la lodevole finalità di aiutare la città di Camerino, colpita dal terremoto, di ricostruire spazi destinati ai bambini delle scuole. E’ per ringraziare la nostra associazione che oggi il professor Ciccocioppo dell’Università di Camerino ci regalato una sua bella lezione su NEUROBIOLOGIA DELLA RABBIA: DA VIRTU’ A DIFETTO.

La lezione è iniziata con una citazione dantesca e con un filmato in cui Roberto Benigni recita una parte del VII canto dell’Inferno nel punto in cui parla con rabbia di Filippo Argenti, uno dei responsabili della sua cacciata da Firenze.

La rabbia a piccole dosi può fare anche bene e dare  un senso di gratificazione, perché scatena una scarica di adrenalina  accentuando lo stato di vigilanza e le capacità fisiche; ma se è cronica fa stare male.

La rabbia è un’emozione presente in molte specie animali e può essere definita come la percezione di un segnale esterno che attiva una reazione, a volte anche incosciente.

E’ noto come specie nell’ adolescenza si sia più soggetti a manifestazioni di rabbia e ciò è dovuto al fatto che a quell’età si provano forti emozioni (accompagnate da un tumulto  ormonale) ma il cervello non ancora pienamente maturo (la maturazione arriva a 20 anni di età circa) non è in grado di controllarle. E’ la zona frontale del cervello deputata al controllo delle emozioni e un trauma con lesioni a questa parte del cervello può far orazio-iracambiare il comportamento di una persona.

La propensione alla rabbia viene determinata già nel grembo materno, ma l’ambiente esterno e le relazioni parentali e sociali possono influire sullo sviluppo emotivo e cognitivo del cervello.

“La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te.” (Orazio)

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Ed ecco il resoconto di Angela D’Albis sulla seconda lezione di oggi avente per tema “La storia del balletto”

La nostra bravissima docente di musica, professoressa Alessandra Zapparoli, con la collaborazione del professore Francesco Pintaldi, ci ha parlato della storia del  balletto classico europeo dal 1800 all’epoca contemporanea.

All’inizio, ci ha dato alcuni cenni della storia del balletto. Nella Preistoria, l’uomo danzava per manifestare la sua interiorità ed esprimere i propri sentimenti. Poi, con le prime civiltà, la danza acquisisce un valore socio-politico-religioso e si accompagna a manifestazioni religiose o per osannare condottieri o re e imperatori. Tutte le civiltà hanno sviluppato la danza: dalla Cina, all’Antico Egitto, dalla Grecia all’antica Roma.

bolle-e-cignoDopo questo breve accenno, si passa a vedere il filmato preparato dal professor Pintaldi. Il primo balletto è: “Il lago dei Cigni” di Čajkovskij con il ballerino Roberto Bolle.

Durante la visione del filmato, la professoressa ci ha fatto notare la magica atmosfera del balletto e  ha sottolineato che spesso nei balletti c’è il tema dell’amore. Ha aggiunto che ci sono versioni diverse a seconda del coreografo. In questa versione il principe vince la sua battaglia contro il mago malvagio e sposa la principessa in carne ed ossa. Si sente l’atmosfera positiva della vittoria e del trionfo dell’amore e anche la ballerina cambia tutù indossandone uno più lungo che si chiama tutù romantico.

La coreografia è importante perché il balletto rimane lo stesso, è la stessa storia, ma l’interpretazione dell’artista rende ogni versione diversa.

Ritornando alla storia della danza, dall’antica Roma si passa al medioevo e poi al rinascimento. Nel ‘400 la danza viene portata nelle corti rinascimentali di Firenze e Milano e poi da qui in Francia.

Proseguiamo,  poi,  a vedere il filmato. Questa volta la docente ci propone il balletto “ Lo schiaccianoci” sempre di Čajkovskij con il ballerino Mikhail Baryshnikov.La docente ci fa notare come il ballerino si muova come se fosse  una marionetta.

Riprendiamo  la lezione ascoltando il balletto di Khachaturian: Spartacus, che racconta la storia dello schiavo Spartaco. La professoressa ci fa notare la musica avvolgente, la bellezza dei corpi che non sono più corpi ma statue, l’intensità dei gesti e delle espressioni, senza l’uso delle parole.

Proseguiamo con la Sagra della Primavera del 1913. Scandalo assoluto, ballerini seminudi, che racconta la scelta per un sacrificio di una fanciulla in un villaggio preistorico. Qui la coreografia è modificata e la storia si svolge non nella preistoria, ma in Russia.

Infine, l’ultimo video è dei Momix, una compagnia di ballerini-acrobati fondata nel 1980.

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Grazie, Angela! Il tuo aiuto è preziosissimo!

E’ inutile forse aggiungere che le due lezioni di oggi sono state veramente molto, molto belle ….

Cartoline brianzole: Agliate.

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Pieve di Agliate (non è pendente come parrebbe nella mia foto !!!! 😀 :D)

Non solo non conoscevo Agliate, ma ne ignoravo l’esistenza….. eppure quello che oggi è solo un piccolo borgo nel cuore della Brianza, un tempo ne era un centro importantissimo, dato che la via che collegava Milano a Como passava proprio per Agliate.

Importante  ai tempi dell’Impero Romano, già nella preistoria vi si era insediata una comunità che traeva beneficio dalla vicinanza del Lambro.

Il monumento più importante di Agliate è senz’altro l’ antichissima Pieve costruita proprio con i sassi  del fiume, là dove un tempo sorgeva un tempio pagano. Quella che vediamo ora risale probabilmente all’XI secolo (alcune fonti dicono IX secolo) ed è uno splendido esempio di romanico, austero, spoglio, semplice eimg_20181114_153206_resized_20181115_033144516ppure profondamente suggestivo.

Accanto alla chiesa sorge un altrettanto ben conservato battistero a pianta ottagonale con vasca per il Battesimo a immersione e con alcuni affreschi sfuggiti agli effetti deleteri del tempo e dell’incuria.

img_20181114_162417_resized_20181115_033006922Come ho detto, la Pieve  sorge vicinissimo alle rive del Lambro, che ieri era particolarmente impetuoso e gagliardo, viste le copiose piogge recenti.

Se vi capita di passare da quelle parti, fermatevi per una breve sosta: ne vale la pena!

 

UTE: Europa tra passato e futuro – Racconti per ridere.

Il prof. Spagnuolo ha continuato a illustrarci il percorso che ha portato i paesi europei a unirsi per formare la Comunità Europea, che non ha solo finalità puramente economiche, ma anche quella di dirimere i contrasti tra i paesi membri ed evitare quindi il ripetersi delle tragedie che hanno insanguinato il “secolo breve” da poco alle nostre spalle.

bandiera-europeaLa bandiera europea, dodici stelle in campo blu, sta a simboleggiare l’equilibrio tra gli stati membri; l’inno è la Nona sinfonia di Beethoven, più conosciuta come “Inno alla gioia”.

Come si è arrivati alla moneta unica? Il primo passo fu la creazione, nel 1978, dello SME che stabilì i tassi di cambio fra le varie monete; l’anno seguente fu creato l’ECU; nel 1995 a Madrid si scelse il nome della futura moneta comune: “EURO”. Nel 1998 nacque la Banca Centrale Europea con sede a Francoforte. La BCE definì le politiche economiche in collaborazione con le banche centrali dei vari paesi.

Si stabilì che i paesi della Comunità dovevano  contenere l’inflazione al di sotto del 2% e  che il valore dell’euro era  pari a 1936,27 lire.

Nel 2001 anche la Grecia venne accolta nell’eurozona, ma a tal fine  accettò un prestito di Goldman Sachs a condizioni gravose e per questo quando la crisi investì tutti i paesi europei, la Grecia ne soffrì  molto più degli altri.

L’adozione dell’euro in Italia fu accompagnata da un notevole rincaro del costo della vita, perchè il governo del momento (Berlusconi) non tenne sotto controllo questo delicato passaggio, ma, a parte questo, fare parte dell’eurozona comporta anche molti vantaggi:l’euro è una moneta molto apprezzata in tutto il mondo.

Lo sapevate che l’euro è moneta ufficiale anche in altre parti del mondo, oltre ai paesi membri dell’UE?  Hanno adottato l’euro infatti anche Andorra, il principato di Monaco, S. Marino, Città del Vaticano, Guadalupe, Martinica, S. Barthélemy nei Caraibi, Mayotte e Réunion, Azzorre, Canarie, Madeira, Kosovo e Montenegro.

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Il prof. Galli ha  continuato a parlarci dei racconti per ridere, ricordandoci come il riso abbia effetti benefici sia sulla salute del corpo che su quella della mente.

Il filosofo Bergson si è interessato della comicità e ne ha individuato i meccanismi fondamentali: la ripetizione, l’inversione e le interferenze (che generano equivoci).

Per Pirandello bisogna distinguere la comicità dall’umorismo: la prima è la percezione di una realtà diversa da quella che dovrebbe essere, il secondo implica il coinvolgimento dei sentimenti.

Fanno parte da sempre della comicità le barzellette, di cui fu indiscusso mattatore il non dimenticato Gino Bramieri.

A conclusione della sua lezione il prof. Galli ci ha letto uno spassosissimo racconto di Stefano Benni e un altro di Campanile.

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La sala era anche oggi affollatissima e tutti hanno molto apprezzato le lezioni proposte dai nostri bravissimi docenti.

 

 

 

 

 

Religiosità di comodo.

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Salvini e il rosario verde in mano, Salvini che sbandiera  il Vangelo: erano immagini da campagna elettorale.

Ora c’è Salvini con la Madonna di Medjugorie …….mi ricorda tanto quei terroristi che seminano morte gridando “Allah è grande” …. è lo stesso uso strumentale della religione, lo stesso cinico tentativo (purtroppo spesso riuscito) di buttare fumo negli occhi a chi già non ha le idee chiare.

Bisognerebbe tenere sempre presente che “…l’albero si riconosce dai frutti” e i frutti di Salvini non sono propriamente in linea con il discorso della montagna….

 

 

Ad occhi chiusi…

Sono molto preoccupata….. Sto ascoltando la radio dalle prime ore di questa mattina, dato che un fastidioso acciacco mi costringe a starmene tranquilla.

Ho sentito e sento da ore (ma la cosa si ripete da molti giorni) moniti che mettono in guardia il nostro governo riguardo agli effetti della manovra finanziaria che sta portando avanti e mi chiedo: possibile che tutti siano così prevenuti contro il nostro paese (e contro l’attuale governo) da profetizzare il disastro mentendo sapendo di mentire? Possibile che solo Di Maio (senza competenze in economia), Salvini (idem), Conte (avvocato penalista) abbiano individuato nuove strabilianti strategie economiche? E se riuscissero solo a portarci al disastro? Le cose viste fino ad ora non è che mi autorizzino ad essere ottimista…..l’economia sta frenando paurosamente, l’occupazione sta precipitando …… non mi sembrano segni incoraggianti.

Se poi ripenso alla proposta di assegnare un pezzo di terra alle famiglie che fanno il terzo figlio, resto allibita ….. penso che senso abbia dare un pezzo di terra a una famiglia che abita ad esempio in centro a Milano: quale pezzo di terra le verrebbe assegnato? Dove sarebbe ubicato? e cosa ci potrebbe fare una coppia che non ha mai preso in mano una zappa?

E il reddito di cittadinanza: chi ne avrà diritto? come si fa a selezionare i destinatari di questo provvedimento senza beneficare chi lavora in nero ed evade già tasse e contributi?

Che senso ha avuto preannunziare la riforma della prescrizione che entrerà in vigore nel 2020? Non era più giusto cominciare a predisporre le riforme necessarie per renderla possibile? E’ chiaro che questa mossa ha solo una motivazione nella necessità di arginare il calo di consensi per il M5s …. ma è questo un criterio valido per legiferare?

Ma quello che più mi fa paura è che moltissimi non si pongono nessuna domanda e anzi sembrano felicissimi di andare ad occhi chiusi verso l’ignoto…..

 

UTE: Malattie esantematiche – De Gasperi

Oggi non ho potuto assistere alle lezioni UTE: mi hanno trattenuto i miei doveri di nonna, ma, grazie all’amica e socia-ute Angela D’Albis, ecco qui di seguito il riassunto delle lezioni odierne.

Oggi, alle 15, il nostro docente dott. Rigamonti, insieme ad una giovane dottoressa, ci ha parlato delle malattie trasmissibili da bambino ad anziano e delle vaccinazioni.

Poiché i nonni sono un’istituzione irrinunciabile per i loro nipoti e si prendono cura di loro soprattutto quando sono ammalati, è importante conoscere sia le malattie dei bambini sia i rischi che corrono i nonni quando i bambini sono ammalati.

Le malattie infantili sono esantematiche. Si dividono in: virali e batteriche: le principali sono:

  • Morbillomalattie-esantematiche
  • Varicella
  • Rosolia
  • Parotite
  • Pertosse
  • Scarlattina o IV malattia
  • VI malattia
  • Bocca-mani-piedi

Per le malattie virali, il soggetto può crearsi gli anticorpi o col vaccino o contraendo la malattia. Non servono gli antibiotici.

Le malattie batteriche, invece, possono essere curate con gli antibiotici.

Per il morbillo, la parotite, la rosolia c’è il vaccino che adesso è diventato obbligatorio. La varicella è virale, ma può avere più di una manifestazione (per esempio il Fuoco di Sant’Antonio o l’herpes sulle labbra o a livello dei genitali).

Pertosse e scarlattina sono malattie batteriche e possono essere curate con l’antibiotico. Quinta e sesta malattia sono virali, ma non c’è il vaccino. Anche la malattia bocca-mani-piedi è virale.

Il dott. Rigamonti ha ribadito l’importanza delle vaccinazioni, ma anche della prevenzione e ha concluso dando dei consigli di igiene per la prevenzione.

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Alle 16,  il prof Cossi ci ha parlato di Alcide De Gasperi.

alcide_de_gasperi_2Alcide De Gasperi nasce a Pieve Tesino provincia di Trento il 13 aprile 1881. In quel periodo nascevano anche Mussolini (1883) e Hitler (1889).

In questo periodo, il Trentino Alto Adige fa parte dell’impero austro-ungarico. De Gasperi è, quindi, austriaco, proprio come Hitler. I due respirano la stessa aria, ma fanno scelte molto diverse.

De Gasperi, pur essendo di famiglia modesta, frequenta il liceo a Trento e la facoltà di filosofia a Vienna. E’ un cattolico “nativo”, cioè la religione ce l’ha nel sangue, ma la passione politica gli nasce negli anni universitari. Viene a contatto con il pensiero antisemitico del Borgomastro (sindaco) di Vienna, ma non sarà mai antisemita. Conosce un esponente del modernismo, ma poi se ne allontana.

Dopo la laurea diventa giornalista a Trento e poi entra come parlamentare a Vienna. Può farlo perché in Austria non c’è il conflitto tra stato e chiesa come in Italia. Non gli piace il pangermanesimo e si batte affinché  tutte le popolazioni minoritarie che fanno parte dell’impero siano tutelate. Non è, tuttavia, un irredentista.

Durante la guerra è costretto a sospendere il giornale per non pubblicare la condanna dell’Italia che è entrata in guerra con la Triplice Intesa.

Dopo la guerra, quando il Trentino è diventato italiano, De Gasperi torna a fare il giornalista e lotta affinché  l’autonomia della sua terra venga salvaguardata. Con l’avvento del fascismo, però, le autonomie del Trentino avranno poca vita.

Diventa esponente del Partito Popolare di Don Sturzo. Purtroppo, questo partito sottovaluta Mussolini e il Fascismo e alcuni parlamentari accettano di far parte del governo formato da Mussolini su incarico del re. Il loro intento è di contenerlo. Purtroppo, non ci riusciranno.

-Well done, Angela! Sei stata rapidissima e veramente efficace. GRAZIE!!!