UTE: il rito Ambrosiano – letteratura contemporanea.

Il prevosto di Erba, Monsignor Angelo Pirovano, ci ha guidato oggi alla ricerca delle origini e delle peculiarità del Rito Ambrosiano.

Per rito si intende la modalità liturgica di celebrazione; il termine ambrosiano deriva chiaramente da Ambrogio, il grande vescovo di Milano, ma l’attuale rito ambrosiano non è certo quello dei tempi di S. Ambrogio.

Nei primi secoli della cristianità, ogni comunità seguiva un proprio rito, creato dalla comunità locale. Pian Piano, nel corso dei secoli, sotto l’impulso di grandi personalità (come Papa Innocenzo I, Carlo Magno, Papa Gregorio VII) si cercò di uniformare i vari riti e il rito praticato nella Chiesa di Milano assorbì quelli delle zone vicine.  Per definirlo, si fece riferimento al più grande dei suoi vescovi, Ambrogio e così nel 881 si cominciò a parlare di Chiesa Ambrosiana e di rito Ambrosiano.

Dopo il Mille, il rito Ambrosiano divenne anche simbolo di libertà dei liberi Comuni in lotta contro l’Impero.

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UTE: prodromi del fascismo- cosa può fare la non-violenza oggi.

La scelta dell’argomento di questa lezione di Don Ivano, segue quello della celebrazione degli anniversari.
Vediamo cosa avvenne in Italia cento anni fa, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.
Don Ivano ci invita a leggere gli avvenimenti della Storia sotto lo sguardo della razionalità e non della passionalità e sottolinea che è importante cercare di leggere i documenti sotto tutti i punti di vista e non solo da una chiave di lettura.
Ci indica anche gli autori di alcuni libri dai quali ha attinto per stendere la sua lezione.
Dopo questa introduzione, don Ivano ci descrive gli avvenimenti del 1919.
fasci-di-combattimentoIl 23 marzo ci fu l’incontro in Piazza San Sepolcro a Milano da cui verranno fuori i sansepolcristi che non necessariamente diventarono tutti fascisti, mentre alcuni che parteciparono alla Marcia su Roma, precisa il docente, non erano tutti stati a Piazza San Sepolcro. Da questa adunata, alla quale non si sa bene quante persone parteciparono, sorsero “I Fasci di Combattimento”. Don Ivano sottolinea che l’adunata di piazza San Sepolcro, ricordata come il battesimo del Fascismo, fu un grande flop, sia per il numero delle adesioni, sia nei risultati che ne sortirono.
Il 15 aprile ci fu l’assalto alla redazione dell’”Avanti” a Milano, giornale socialista, perché il Partito Comunista non era ancora nato. C’erano “i massimalisti”, che nel 1919 facevano ancora parte del partito socialista, e che, poi, daranno vita al Partito Comunista.
Il 18 gennaio dello stesso anno, Don Sturzo fondò il Partito Popolare.
Con i Fasci Combattenti, Mussolini voleva dare una risposta al malcontento popolare, che dilagava soprattutto tra i soldati rientrati dal fronte che avevano difficoltà a trovare lavoro. Tra questi soldati, i più scontenti erano gli “Arditi”.
Don Ivano ci spiega che gli “Arditi” erano un corpo speciale dell’esercito che non apparteneva all’esercito, un gruppo di soldati temerari che doveva sottolineare il coraggio al limite della sfrontatezza, nelle operazioni belliche più rischiose.
All’adunata di Piazza San Sepolcro, si costituì un rapporto stretto tra gli “Arditi” e Mussolini.
Don Ivano paragona gli “Arditi” di Mussolini alle SA tedesche, che dovevano difendere Hitler con interventi anche violenti.
In questo periodo Mussolini non aveva ben chiaro cosa volesse fare. Sicuramente non voleva fondare un Partito Politico, anche se nel ’21 lo fonderà. Con l’istituzione dei Fasci di Combattimento, Mussolini creò l’”antipartito” contro due pericoli: la destra conservatrice e la sinistra che si presentava come il partito che voleva andare al potere con le stesse modalità di Lenin.
A questo punto, il docente ci spiega che il partito marxista – leninista si differenziava dalla teoria marxista perché voleva la presa del potere con la violenza. La paura di una rivoluzione bolscevica anche in Italia fece il buon gioco di Mussolini.
Nel 1921 Mussolini si rese conto che per combattere i Socialisti e il Partito Popolare doveva far nascere un altro Partito popolare. Nacque così il Partito Fascista.
La “marcia su Roma” avvenne nel 1922 e nel 1925 il regime fascista prese forma di uno stato totalitario.
Don Ivano termina la sua lezione commentando i due discorsi, in contraddizione tra loro, di Gioacchino Volpe e di Ignazio Silone.

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Continuando il discorso rimasto in sospeso nell’ultima lezione, la prof. Russo ci ha parlato delle guerre attuali, combattute da compagnie private di tecnici ed esperti di armi sofisticatissime. In Arabia Saudita, ad esempio ci sono oggi 43.000 tecnici americani (solitamente ex-ufficiali in pensione), mercenari veri professionisti della guerra. L’8% delle spese militari USA è destinato a compagnie militari private: il dato si riferisce al 2003 in Russia ci sono 4.500 imprese dello stesso tipo con un totale di 155.000 dipendenti.

Ci sono nel mondo attualmente 378 guerre, che devastano tanti paesi, soprattutto africani, che hanno la sola colpa di possedere miniere di metalli rari e preziosissimi per le produzioni tecnologicamente più avanzate. Chi intende impossessarsi di queste materie prime, acquista vaste estensioni di terra e per cacciare le popolazioni che le hanno abitate da sempre ecco che vengono ingaggiate queste compagnie militari private: è quello che sta accadendo in 29 paesi africani. Possiamo certamente dire che che lo sviluppo tecnologico dell’Occidente è stato reso possibile dallo sfruttamento delle risorse dell’Africa.

Congo: miniere di coltan, minerale rarissimo usato per far funzionare i telefonini
Congo: miniere di coltan, minerale rarissimo usato per far funzionare i telefonini

A questo punto la nostra docente ha affrontato un nuovo tema: cosa può fare la non-violenza oggi per contrastare la violenza?

Per cominciare ci ha ricordato grandi figure di testimoni della non-violenza: Don Mazzolari, Don Milani, Gandhi e, sorprendentemente, Eisenhower, che nella sua veste di generale prima e di presidente USA poi, ha potuto ben comprendere quanto i gruppi industriali delle produzioni militari possano condizionare le decisioni dei politici.

Forse una domanda ci viene spontaneamente alle labbra: cosa possono fare le persone comuni per contrastare la violenza delle guerre?

Il primo dovere di ogni cittadino è quello di informarsi, di non lasciarsi influenzare dalla propaganda e dai media; poi possiamo accertarci se le banche alle quali affidiamo i nostri risparmi risultano negli elenchi degli Istituti di credito che finanziano la produzione di armi (e molte nostre banche sostengono fabbriche di armi sia in Italia che all’estero) e in caso affermativo è bene dirottare i nostri soldi verso banche etiche, che investono in settori non militari.

Se tutti ci comportassimo in questo modo, le banche sarebbero costrette a cambiare le loro strategie di investimento, le fabbriche di armi non più finanziate dovrebbero diminuire drasticamente la loro produzione e ai guerrafondai passerebbe la voglia di scatenare guerre in giro per il mondo.

Fammi volare fino alla luna.

Ho appena ascoltato questa canzone  e mi è piaciuta molto. La cantava divinamente il grande Frank Sinatra.

Fly me to the moon – Fammi volare fino alla Luna
Let me play among the stars – Fammi giocare tra le Stelle
Let me see what spring is like – Fammi vedere se è come saltare
On a-Jupiter and Mars – Su Giove o Marte
In other words, hold my hand – In altre parole, prendi la mia mano
In other words, baby, kiss me – In altre parole, baciami

Fill my heart with song – Riempi il mio cuore con una canzone
And let me sing for ever more – E fammi cantare per sempre
You are all I long for – Sei tutto ciò che ho sempre atteso
All I worship and adore – Tutto ciò che venero e adoro
In other words, please be true – In altre parole, per favore fa che sia vero
In other words, I love you – In altre parole, Ti Amo

Fill my heart with song – Riempi il mio cuore con una canzone
And let me sing for ever more – E fammi cantare per sempre
You are all I long for – Sei tutto ciò che ho sempre atteso
All I worship and adore – Tutto ciò che venero e adoro
In other words, please be true – In altre parole, per favore fa che sia vero
In other words, in other words – In altre parole, in altre parole
I love you – Io Ti Amo

Centro Italiano Femminile: tempo di iscrizione.

In questi giorni si sta svolgendo la campagna di iscrizioni al CIF e con l’occasione mi pare doveroso ricordare i meriti di questa associazione.

Nata nei primi anni del secondo dopoguerra, aveva lo scopo di favorire l’emancipazione delle donne e  la loro partecipazione alla vita sociale e politica del paese. Ecco cosa dice l’articolo 1 dello Statuto:

logo-cifIl Centro Italiano Femminile è un’associazione di donne, senza fini di lucro, costituita ai sensi degli artt.36 e ss. del codice civile. Opera in campo civile, sociale e culturale per contribuire alla costruzione di una democrazia solidale e di una convivenza fondata sul rispetto dei diritti umani e della dignità della persona secondo lo spirito e i principi cristiani, la Costituzione e le leggi italiane, le norme del diritto comunitario e internazionale.
È soggetto autonomo rispetto ai partiti politici e a qualsiasi altro movimento, e assume i valori della democrazia nelle strutture e nell’azione.
Il CIF svolge azione di presenza e di partecipazione in ogni ambito sociale e istituzionale e stabilisce rapporti di collaborazione con istituzioni, enti e associazioni, sia pubblici sia privati, per il perseguimento delle finalità associative. (Statuto, art. 1)

Qui ad Erba l’associazione si occupa principalmente della gestione dell’Università della Terza Età e della collaborazione con altre istituzioni a favore dei giovani e  per la promozione di iniziative culturali.

Il glorioso passato del C.I.F e il suo operoso presente meritano una maggiore conoscenza da parte di tutti e spero inducano le donne che leggeranno questo post a porsi questa domanda: posso anch’io unirmi a questo pugno di donne  tenaci? Posso anch’io fare qualcosa per migliorare il mio paese?

Se la risposta a queste domande fosse un bel “Sì” sappiate che potete rivolgervi alla sottoscritta.

Donne invisibili.

Per quanti secoli le donne sono state ritenute esseri umani di serie B!! In certi momenti storici si dubitò persino che le donne avessero un’anima e fino a pochissimo tempo fa le famiglie non ritenevano utile far studiare le figlie femmine: a loro doveva bastare il saper fare le mogli e le madri.

Solo poche fortunate hanno potuto accedere a studi superiori, favorite dalla condizione sociale e da genitori particolarmente illuminati; eppure anche in questi casi, anche quando queste donne hanno saputo arrivare ai vertici della scienza o dell’arte o della politica,  la storia non le ha mai tenute in considerazione: sono state rese invisibili.  Continue reading “Donne invisibili.”

UTE: linguaggio musicale e matematica – le sorelle Agnesi (sintesi di Angela D’Albis)

Alle 15.00 la professoressa Alessandra Zapparoli introduce la sua lezione su Maria Teresa Agnesi, compositrice milanese che si forma nei salotti milanesi del ‘700, facendoci ascoltare un’opera di Mozart, composta negli anni giovanili: l’Ouverture del “Mitridate re di Ponto”. Quando compose quest’opera, Mozart era giovanissimo, aveva solo 14 anni e si trovava a Milano. La docente ci fa notare che quest’opera ha già quel sapore che si viveva nell’ambiente culturale e musicale di Milano grazie a Maria Teresa Agnesi. Quest’ultima e sua sorella Maria Gaetana affrontarono delle discipline che erano patrimonio prettamente maschile: la Composizione e la Matematica. Le due sorelle si dedicarono allo studio di queste materie, arduo per delle donne del ‘700, grazie al padre che permise alle sue figlie di dedicarsi a studi non accessibili alle donne. Fino ad un certo punto, però, perché anche Maria Teresa dovette sottostare alla consuetudine del tempo che voleva la donna moglie e madre, si sposò ed ebbe figli, tuttavia continuò la sua carriera di compositrice. Ella riuscì ad ampliare la mentalità dell’epoca e compose opere che furono eseguite al Teatro di Milano. Addirittura, lei suonava il clavicembalo e dirigeva l’opera!
Maria Teresa Agnesi è stata una figura di grande spicco e di grande umanità, ci dice la docente, e aiutò la sorella con il Pio Albergo Trivulzio. Purtroppo, con la vedovanza diventò povera. La professoressa ci spiega che, nel ‘700, le donne che si esibivano in teatro non potevano essere pagate. Anche la sorella di Mozart, Anna Mozart, pur avendo grandi doti di compositrice, dovette lasciare e sposarsi a 18 anni.
La docente procede con l’ascolto di altre arie di Maria Teresa Agnesi e le paragona a quelle del grande compositore Handel. Ma mentre Handel è conosciuto in tutto il mondo e il suo nome si trova citato in tutti i libri di Storia della Musica, non è così per Maria Teresa Agnesi.
La professoressa ci fa ascoltare ancora il primo tempo di un bel concerto per clavicembalo nella struttura tipica del concerto barocco. Ogni concerto barocco, spiega, si divide in tre tempi: quello di mezzo più malinconico, andante, mentre il primo e il terzo risultano più allegri.
Da questo concerto emerge l’eccellente gusto di orchestrazione di Maria Teresa Agnesi.
Poi, ascoltiamo ancora il primo tempo di un concerto per cembalo in fa maggiore di questa compositrice che la docente paragona alle musiche del grande Johann Sebastian Bach.
Dopo tutti questi ascolti, la professoressa fa un’operazione molto interessante: ci mostra concretamente come viene composto un pezzo per strumento. Ci fa vedere la differenza tra le sue partiture e quelle di Maria Teresa, che sono state composte a due secoli di distanza. Poi, esibendosi al pianoforte, la docente ci dimostra che i rapporti matematici sono importanti quando si compone musica. Ci fa ascoltare una parte del Preludio n. 1 in do maggiore di Bach, prima autentico, in modo maggiore, e poi con una variazione matematica della professoressa, in tono minore. Le sensazioni sentite sono diverse e questo avviene cambiando un lieve rapporto matematico.
Quindi, l’universalità del sapere può confluire per creare un’arte.
La lezione termina con l’ascolto di altri brani, non solo di Maria Teresa Agnesi, ma anche dei figli di Bach e di Mozart.

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La lezione delle 16.00 comincia con una performance che ha come protagonisti la professoressa Zapparoli e il professor Pintaldi, tratta da “Il medico olandese” di Goldoni.
Dopo questa esibizione, molto divertente, il professor Pintaldi sottolinea che Goldoni, in questa commedia, parla di un libro di matematica, anche se nel ‘700 le scienze non erano ancora ben sviluppate. Anche la figura della donna non viene descritta come una persona ingenua, ma scaltra e intelligente.
Questa introduzione serve al professore per parlare della scienziata Maria Gaetana Agnesi, sorella di Maria Teresa. Questa donna era molto colta e viene ricordata per una sua grande intuizione: la famosa “VERSIERA”. La “versiera”, in geometria, è una curva del piano ed è caratterizzata da una forma a campana.

versiera

 

<costruzione e spiegazione della versiera
Maria Gaetana Agnesi la descrisse in un suo libro che ebbe subito diffusione mondiale. La “versiera” era già stata studiata in precedenza, ma fu Maria Gaetana Agnesi a chiamarla così.
Il professore ci dice una curiosità: il traduttore inglese del libro di Maria Gaetana interpretò la parola “versiera” come l’abbreviazione di “avversiera”, cioè “strega” e da allora è conosciuta come the “WITCH OF AGNESI (la Strega di Agnesi).
Il professor Pintaldi conclude la sua lezione invitandoci all’uscita organizzata per mercoledì 20 febbraio a
VILLA AGNESI ALBERTONI e il SANTUARIO DI MONTEVECCHIA
con la visita della Villa, del Salotto di Maria Gaetana Agnesi, dei giardini terrazzati del Parco Privato e del Santuario di Montevecchia.
Il professore ci seguirà nella visita insieme alla guida dell’agenzia dott.ssa SILVIA BRUSADELLI.
Arrivederci allora a mercoledì 20 per questa bella visita!
Maria Gaetana Agnesi la descrisse in un suo libro che ebbe subito diffusione mondiale. La “versiera” era già stata studiata in precedenza, ma fu Maria Gaetana Agnesi a chiamarla così.
Il professore ci dice una curiosità: il traduttore inglese del libro di Maria Gaetana interpretò la parola “versiera” come l’abbreviazione di “avversiera”, cioè “strega” e da allora è conosciuta come the “WITCH OF AGNESI (la Strega di Agnesi).
Il professor Pintaldi conclude la sua lezione invitandoci all’uscita organizzata per mercoledì 20 febbraio a
VILLA AGNESI ALBERTONI e il SANTUARIO DI MONTEVECCHIA
con la visita della Villa, del Salotto di Maria Gaetana Agnesi, dei giardini terrazzati del Parco Privato e del Santuario di Montevecchia.
Il professore ci seguirà nella visita insieme alla guida dell’agenzia dott.ssa SILVIA BRUSADELLI.
Arrivederci allora a mercoledì 20 per questa bella visita!

Barbarie.

Da quanti anni sentiamo il ripetersi di notizie come questa?

baraccopoli_Gli incendi nelle baraccopoli che ospitano i lavoratori stranieri che lavorano alla raccolta delle arance  si ripetono periodicamente e quasi sempre alla fine si deve fare la conta di morti e feriti.

Mi chiedo: non si potrebbe predisporre per questi lavoratori una sistemazione, sempre provvisoria, ma un po’ più sicura? Anche solo un semplice capannone che possa offrire un riparo dal freddo delle notti invernali? Sarebbe una spesa troppo onerosa per i datori di lavoro? Se sì, non potrebbero concorrere alle spese le amministrazioni locali?

Si sa che ogni anno c’è bisogno di mano d’opera per la raccolta  degli agrumi, perchè si deve continuare a costringere questi giovani lavoratori a sistemarsi in ripari di fortuna, in condizioni sub-umane?

Il protrarsi di queste situazioni ci dice quanto poco valore attribuiamo alla vita umana e quanta barbarie si annida nella nostra società.

UTE: le istituzioni europee e i rapporti tra gli stati membri. (resoconto di A. D’Albis)

Nella prima parte delle sue lezioni, il dr. Spagnuolo ci illustra le istituzioni europee e nella seconda parte sottolinea quali sono i rapporti tra queste istituzioni e gli stati membri dell’Unione.
Le Istituzioni Europee sono:
Il Parlamento Europeo;
Il Consiglio Europeo;
La commissione Europea.

Attualmente il presidente del parlamento è Antonio Tajani, quello del consiglio è Donald Tusk e quello della commissione è Jean-Claude Juncker.
I primi due hanno una rotazione di 2 anni e mezzo, mentre il Presidente della Commissione resta in carica per 5 anni.

Il Presidente del Parlamento Europeo è attualmente italiano (Antonio Tajani), appartenente a Forza Italia, ma confluito nel gruppo del PARTITO POPOLARE EUROPEO. Ricopre un ruolo importante in Europa perché è un organo di garanzia, vigilanza e rappresentanza. Il Presidente del Parlamento Europeo garantisce i tempi, gli interventi, il rispetto delle procedure prescritte dal regolamento; vigila sulle attività del Parlamento e delle sue Commissioni; rappresenta il Parlamento in tutte le questioni giuridiche e la sua firma è necessaria per l’approvazione del bilancio dell’UE.
Il presidente viene eletto per un mandato di due anni e mezzo, per cui in ogni legislatura del Parlamento europeo si alternano due presidenti, i cui nomi vengono generalmente individuati da un accordo politico tra i due maggiori gruppi politici del Parlamento. In Europa egli deve rappresentare le idee dell’UE e non le proprie. Continue reading “UTE: le istituzioni europee e i rapporti tra gli stati membri. (resoconto di A. D’Albis)”

Nel mirino.

E’ sempre triste vedere  i propri rappresentanti politici diventare bersaglio di critiche feroci, così come è avvenuto ieri a Strasburgo.

Conte ha ribattuto che quelle offese vanno a colpire tutto il popolo italiano, …. ma io non sono d’accordo…. Il popolo italiano non ha eletto Conte, che fino alla sua nomina era per tutti un perfetto sconosciuto, e non gli ha detto di assumere il ruolo di “esecutore” delle direttive (tra l’altro contrastanti) dei suoi due vice.

E’ vero che gli Italiani appoggiano ancora questo governo in misura per me incomprensibile, ma è anche vero che esso  ha al suo interno anche l’opposizione a se stesso, quindi raccoglie consensi contrastanti tra loro.

Signor primo ministro Conte (o  presidente del Consiglio, ma non presidente della Repubblica!!!!), mi dispiace che abbia dovuto sorbirsi alcuni schiaffi metaforici piuttosto dolorosi, ma credo che in Europa molti abbiano buoni motivi di risentimento verso il nostro paese e in questo ha anche lei una grossa responsabilità.