Campi di concentramento: una realtà segreta.

Il rapporto di Amnesty International ci fa conoscere l’altro verso della medaglia di un paese, la Cina, che sta facendo sfoggio della sua potenza, basata però sulla oppressione delle minoranze etniche.

Enormi campi di concentramento dove milioni di persone sono sottoposte a inenarrabili sofferenze sono presenti anche in un altro paese orientale: la Corea del Nord.

Come possiamo tollerare queste atrocità che sono solo uno strumento di controllo della popolazione messo in atto da decenni? Sono soltanto interessi politico-economico-commerciali a indurre il mondo intero a chiudere gli occhi?

Tradizioni come gabbie.

Oggi in Pakistan matrimoni combinati e femminicidi sono proibiti e condannati dalla legge, quindi nemmeno nel Paese di origine Saman avrebbe dovuto subire quello che ha subito.

Questa affermazione viene espressa dalla scrittrice Asmae Dachan in questo articolo di Avvenire.

E’ confermata così l’idea che chi si trasferisce da un paese ad un altro, chi emigra, tende a conservare intatte le tradizioni, le usanze e la lingua del proprio paese, così come erano quando se ne è allontanato. Mentre in patria tutto si evolve, come succede ovunque, il migrante conserva nella sua mente un quadro immutabile del modo di vivere che ha segnato la prima fase della sua vita, resta aggrappato tenacemente a tutto ciò che ritiene delinei la sua identità. Succede a tutti i migranti a qualunque etnia appartengano.

Questo però causa lacerazioni dolorosissime nei casi in cui ci sia una vera e propria contrapposizione di valori in famiglie come quella di Saman Abbas e, come si dice nell’articolo, a subirne le conseguenze più tragiche sono le donne.

Giovani sfruttati e imprenditori inadeguati?

In un’Italia che ha perso 800.000 posti di lavoro in un anno, in molti settori non si trova la mano d’opera per ricoprire i posti che vengono a crearsi con la ripresa.

Se un giovane preferisce accontentarsi dei 700/800 euro del Reddito di Cittadinanza anziché accettare un lavoro nella ristorazione, vuol dire che quel lavoro è molto mal pagato, quindi non darei la colpa ai giovani, ma agli imprenditori miopi e “micragnosi”.

Sono gli stessi imprenditori che non assumono i nostri laureati  perché dovrebbero pagarli troppo (e non considerano il fatto che introducendo in fabbrica un giovane preparato e apportatore di nuove idee se ne avvantaggerebbe tutta l’impresa), costringendo di fatto i nostri giovani migliori a cercare una sistemazione dignitosa all’estero.

Nell’articolo linkato sopra si legge di paghe orarie di 3/4 euro l’ora, il che sa di sfruttamento schiavistico e i giovani fanno bene a rifiutare proposte tanto indecenti.

Un tempo le mondine cantavano “Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar”. Oggi tutti i giovani, le donne e gli immigrati sfruttati dovrebbero cantare insieme ” se vuoi che venga a lavorare, prova tu a campare con lo stipendio che vuoi dare a me …”.

 

Mano nella mano verso la morte….

Da molti giorni, purtroppo i giornali riportano il caso di Saman Abbas, la ragazza di origine pakistana scomparsa a Novellara e sulla cui sorte si possono fare solo ipotesi terribili.

Sarebbe stata uccisa da uno zio per essersi rifiutata di accettare un matrimonio combinato. Per questo era stata accolta in una comunità protetta, ma poi aveva fatto rientro a casa; forse mamma e papà l’avevano rassicurata? Poi l’agguato: la preparazione della fossa e il giorno dopo mamma e papà la accompagnano su un sentiero di campagna e non ha  più fatto ritorno.

In tutta questa storia è agghiacciante il ruolo di tutta la famiglia, ma soprattutto quello della madre: forse anche lei ha subito il peso di quelle tradizioni tribali che negano alla donna il diritto di scegliere e di decidere della propria vita e non riesce a vedere per la propria figlia altre possibilità se non soggiacere o morire.

Cosa avrà pensato mentre la conduceva per mano verso il suo assassino? Temeva forse, per la sua stessa vita? Come  può una madre accettare di uccidere la propria figlia (anche se non è stata lei ad alzare la mano contro Saman, è certamente colpevole come chi ha compiuto materialmente l’omicidio)? Quali saranno state le ultime parole rivolte alla giovane? Avrà sentito tutto l’orrore di ciò che stava per compiersi o era più forte il rancore per chi non accettava regole e tradizioni secolari?

Penso che siano sagge le parole della rappresentante dell’UCOI riportate in questo articolo di Avvenire, ma io aggiungerei che bisognerebbe rendere obbligatoria per tutte le donne immigrate la frequenza di corsi per imparare la nostra lingua e le nostre leggi in fatto di diritto di famiglia e diritti delle donne: solo così si potrebbe rompere il loro isolamento  e rendere più facile e sicura la vita delle loro figlie, che non capiscono più le tradizioni tribali dei genitori.

Storie della Bibbia: Giuseppe e i sogni del Faraone.

Giuseppe aveva interpretato i sogni dei suoi due compagni di prigionia e questo gli aveva guadagnato una certa fama, così quando il Faraone cercava qualcuno che interpretasse i suoi enigmatici sogni, qualcuno gli disse che Giuseppe poteva fare al caso suo. Allora lo fece venire alla sua presenza e gli raccontò quanto aveva sognato e Il giovane, ispirato da Dio disse:

Allora Giuseppe disse al faraone: «Il sogno del faraone è uno solo: quello che Dio sta per fare, lo ha indicato al faraone. 26 Le sette vacche belle sono sette anni e le sette spighe belle sono sette anni: è un solo sogno. 27 E le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, sono sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d’oriente, sono sette anni: vi saranno sette anni di carestia. 28 E’ appunto ciò che ho detto al faraone: quanto Dio sta per fare, l’ha manifestato al faraone. 29 Ecco stanno per venire sette anni, in cui sarà grande abbondanza in tutto il paese d’Egitto. 30 Poi a questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quella abbondanza nel paese d’Egitto e la carestia consumerà il paese. 31 Si dimenticherà che vi era stata l’abbondanza nel paese a causa della carestia venuta in seguito, perché sarà molto dura. 32 Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta ad eseguirla.

33 Ora il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo del paese d’Egitto. 34 Il faraone inoltre proceda ad istituire funzionari sul paese, per prelevare un quinto sui prodotti del paese d’Egitto durante i sette anni di abbondanza. 35 Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l’autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città. 36 Questi viveri serviranno al paese di riserva per i sette anni di carestia che verranno nel paese d’Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia».

Questa interpretazione piacque al Faraone che incaricò proprio Giuseppe di provvedere a fare scorta di grano negli anni di abbondanza.

Attraverso quante e quali peripezie, si realizza la missione di Giuseppe!! A volte le tribolazioni più amare preludono a momenti di grande gioia….

Ascoltando Draghi, ho ricordato….

Draghi in Emilia ha elogiato gli imprenditori per lo spirito di collaborazione e per la  positiva visione del futuro, che fanno da sempre dell’Emilia uno dei motori della nostra economia.

Già, …lo spirito di collaborazione…credo sia incorporato nel DNA degli Emiliani.

Forse è la stessa conformazione del territorio, così piatto, a rendere più facili i contatti tra la gente e gli spostamenti da una zona all’altra e ciò ha probabilmente reso inevitabile il confronto e la collaborazione, fin dai tempi più remoti, per affrontare le piene del Po e i lavori stagionali nelle campagne.

spannocchiatura pascoliRicordo quando, verso la fine dell’estate, si raccoglieva il granturco.

Sulle aie delle fattorie si vedevano enormi cumuli di pannocchie in attesa di essere liberate dalle brattee ormai secche.  Allora correva voce per le strade della borgata: – Stasera si va a spannocchiare da… –

E dopo cena ci si ritrovava sull’aia, seduti sulle balle di paglia sistemate in cerchio attorno alla montagna di pannocchie e si procedeva alla spannocchiatura.

Era una festa: alla luce fioca  di qualche lampada,  gli adulti si davano da fare ad aprire le pannocchie per estrarne i chicchi dorati incastonati nel tutolo legnoso, mentre il cartoccio esterno veniva scartato (in parte veniva poi utilizzato per rinnovare i pagliericci che fungevano da materassi). L’aia si riempiva di chiacchiere allegre e ogni tanto una battuta più spiritosa o più maliziosa faceva scoppiare una risata generale. Noi bambini ci divertivamo a giocare tra di noi nella penombra dell’aia. Il contadino ospite offriva da bere a chi gli forniva preziosa mano d’opera gratuita, ben sapendo che presto avrebbe ricambiato lo stesso favore ai vicini.

Tra il gracidare delle rane nei fossi e il fastidioso ronzio delle zanzare sempre fameliche e sempre in agguato, a volte qualcuno intonava un canto, subito seguito da altri: le loro voci diverse, non sempre aggraziate, formavano però un coro gradevole la cui melodia si espandeva nella notte.

Quando la montagna di pannocchie era ormai sparita, poteva anche succedere che una fisarmonica cominciasse a suonare una polka o un valzer e   l’aia diventava una pista da ballo.

Poi alla fine tutti si salutavano e si davano appuntamento per andare a spannocchiare il granturco in un’altra cascina.

 

Tornare

Rolo,_il_centro_a_180°Sono tornata in Emilia, dopo la lunga lontananza a cui mi ha costretta il COVID.

Il viaggio è stato agevole: pochissimo traffico ieri nelle ore centrali del giorno.. La giornata era splendida e la pianura sfoggiava il più bel verde del suo repertorio.

Rivedere le persone care è sempre una grande gioia, così come ritrovare le strade e i luoghi che mi hanno vista crescere e sono felice di poter ancora inforcare la mia auto e partire senza aspettare l’ok di nessuno.

Ute: Le orchidee spontanee del Triangolo Lariano (e altri gioielli botanici) -dr. D. Sassi

Non poteva esserci miglior conclusione dell’Anno Accademico: con il dr. Sassi abbiamo scoperto le meraviglie botaniche del Triangolo Lariano.

Il nostro docente ci ha prima fatto notare la differenza tra un giardino o un parco artificiale, dove l’uomo accosta varietà diverse di fiori tenendo ben presente l’effetto estetico che si può ottenere dall’accostamento di colori e forme diverse, e un ambiente naturale in cui i fiori crescono là dove trovano le migliori condizioni per svilupparsi e quindi bisogna andare a cercarli osservando con pazienza e attenzione prati e rocce.

Il Triangolo Lariano è un territorio particolarmente ricco di specie che non è possibile trovare altrove.

Dopo questo breve preambolo il dr. Sassi ci ha proiettato una serie di fotografie di fiori forse poco appariscenti, ma molto preziosi per la loro singolarità; alcuni sono stati usati per secoli per ricavarne medicamenti, altri sono velenosi, altri sono commestibili.

Abbiamo potuto ammirare più di 50 specie di fiori, ma sono molto di più quelle che impreziosiscono i prati delle nostre montagne.

Chissà se potremo andare ad ammirarle direttamente facendo insieme qualche escursione nei dintorni… Speriamo.

Grazie dr. Sassi!

Aquilegia vulgaris
Aquilegia vulgaris
Campanula raineri
Campanula raineri
Primula auricola
Primula auricola
Potentilla caulescens : vive sulle rocce.
Potentilla caulescens : vive sulle rocce.

Una rivoluzione silenziosa…

È in atto una rivoluzione silenziosa?

Parrebbe di sì …ecco quello scrive Romano Prodi in un interessantissimo articolo; ne riporto solo due capoversi che mi sembrano molto significativi:

……È tuttavia degno di riflessione aggiuntiva il fatto che, proprio in questi giorni, sta diventando possibile un altro processo di avvicinamento fra le due sponde dell’Atlantico dato che, su entrambe le rive, si sta riflettendo sulla possibilità di imporre una tassazione minima per le grandi imprese multinazionali.

In questo caso possiamo anzi convenire che il compito di Gentiloni, paladino da parte europea nel sostenere che le imposte si pagano dove si formano i profitti e non dove l’impresa ha la sede legale, sia più difficile di quello di Biden, dati gli interessi di alcuni paesi europei a continuare ad essere paradisi fiscali.

Se Gentiloni riuscirà in questa impresa, col supporto di Draghi, molte cose potrebbero cambiare in meglio per l’Italia, ma sarà battaglia dura, credo…

Poesia: Al cittadino ignoto (Auden)

wystan-hugh-auden-il-cittadino-ignotoA JS/07/M/378
LO STATO DEDICA
QUESTO MONUMENTO MARMOREO

L’Ufficio Statistico attesta
che mai fu fatta contro di lui querela,
e rapporto sulla sua condotta non si dà
che non lo giudichi un santo nel senso moderno di un termine antiquato,
perché in ogni atto egli servì la Comunità.
Tranne che in Guerra, finché andò in pensione
lavorò in una fabbrica e mai fu licenziato,
ma piaceva ai padroni, Fudge Motors Inc.

Eppure non era un crumiro né aveva idee bizzarre,
perché il sindacato attesta che pagava le sue quote
(e ci è attestato che il Sindacato non mente)
e i nostri Assistenti Sociali hanno rilevato
che era popolare tra i suoi compagni e beveva di gusto.
La Stampa è convinta che comprasse ogni giorno un quotidiano
e che non reagisse alla pubblicità in modo strano.
Le polizze a suo nome mostrano che era assicurato a vita,
e il suo Libretto Sanitario prova che fu in ospedale una volta ma ne uscì guarito.

Le varie Ricerche di Mercato dichiarano
che sapeva usufruire dei Piani Rateali
e che aveva tutto quanto occorre all’Uomo Moderno,
un grammofono, una radio, un’auto e un frigo.
I vari Sondaggi d’Opinione rilevano soddisfatti
che aveva l’opinione giusta al momento giusto;
quando c’era la pace, voleva la pace; quando c’era la guerra, partiva.
Era sposato e accrebbe di cinque figli la popolazione,
numero perfetto secondo il nostro Eugenista per un padre della sua generazione,
e i nostri insegnanti riportano che non ostacolò mai i loro programmi.

Era libero? Felice? Che domande assurde:
se qualcosa non avesse funzionato, di certo ne saremmo stati informati.

In molti paesi, dopo la Prima guerra mondiale furono eretti monumenti al MILITE IGNOTO, un soldato caduto sul campo di battaglia, al quale non si è potuto dare un’identità e pertanto gli onori a lui tributati si intendono estesi a tutti i soldati che non sono più tornati alle loro case, né vivi né morti.

Questo poeta invece nel 1939, già prima dell’esplosione della società dei consumi, dedica la sua ode al CITTADINO IGNOTO, quello che, per il suo perfetto conformismo, lo Stato riconosce come simbolo di tutti i cittadini che si sono sempre comportati come tutti si aspettavano. E’ un’ode a chi non si pone mai domande, non si chiede il perchè dei suoi comportamenti, ma si adegua acriticamente a ciò che gli viene chiesto e imposto. E’ significativo il fatto che sia stata scritta nel 1939, quando scoppiava la seconda guerra mondiale, quando interi popoli (troppo pochi sono stati i dissidenti), obbedendo a slogan propagandistici che incitavano all’odio, hanno portato il mondo a impegnarsi in un conflitto lungo e devastante con conseguenze rovinose.

E’ poi significativo il verso “non si dà chi non lo giudichi un santo nel senso moderno di un termine antiquato”. In un mondo dove tutto è programmato per la massima efficienza, non c’è posto per Dio e  per la spiritualità e santo è colui che non dissente mai.