Sapeva volare.

Ieri il Papa si è recato sulla tomba di don Tonino Bello, nel 25° anno dalla sua morte. Chi era don Tonino? Ecco il ritratto che ne fa “Avvenire”:

“Un prete, un parroco, un pastore scomodo. Monsignor Antonio Bello, per tutti “don Tonino” è stato un vescovo dalle scelte forti e coraggiose, ma profondamente innamorato di Gesù e della Chiesa. Sua l’espressione Chiesa del grembiule, a testimoniare il dovere, la bellezza, di stare sempre dalla parte degli ultimi. Sempre sua la plastica immagine di convivialità delle differenze, definire lo stile del dialogo, fatto di ascolto e condivisione. Teologo e scrittore sensibilissimo, lo si ricorda anche per le bellissime pagine dedicate a Maria e per la forza con cui ha ribadito più volte il proprio no alla guerra e alla corsa agli armamenti”.

Per meglio capire la figura di questo vescovo forse basta leggere questa sua prghiera:

Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te,

Perché vivere non è trascinare la vita,

non è strapparla, non è rosicchiarla,

gabbiani_in_volovivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia

Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.

Tu mi hai dato il compito

Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.

Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala,

l’unica ala inesorabilmente impigliata

nella rete della miseria e della solitudine

e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato,

dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Don Tonino Bello

UTE: Collina e il dialetto comasco – Vassena, uno straordinario inventore lecchese.

Piero Collina (1910-1983) è uno dei maggiori poeti dialettali contemporanei e il primo a scrivere in prosa e in poesia in dialetto comasco; fondò una scuola di poesia, inventò la grafia fonetica del dialetto comasco e ogni anno curava l’edizione dell’ “Almanacco della Famiglia Comasca”.

Oggi i nostri docenti (Ghioni, Gottardi e Vasirani) ci hanno deliziato con la lettura di brani tratti da “I Promessi Sposi” tradotti dal collina in dialetto comasco e per di più in versi. L’opera è stata scritta dal 1950 al 1956 e fu pubblicata solo nel 1966; la trama del romanzo manzoniano è stata rispettata scrupolosamente e non si tratta di una parodia, anzi i brani più suggestivi del romanzo originale conservano anche  nella versione del Collina tutta la loro poesia. I personaggi positivi o più importanti parlano in comasco, mentre i prepotenti e i malvagi parlano in milanese (riaffiora l’antica, mai sopita rivalità).

A una breve, ma puntuale presentazione, è seguita la lettura dei brani più famosi del romanzo e i bravissimi lettori hanno saputo comunicare emozioni e sentimenti, così come il Collina avrebbe desiderato.

                                                                    & & & & & &

Nella lezione seguente il prof. Creuso ci ha presentato un personaggio molto noto nel lecchese, ma a me del tutto sconosciuto: l’inventore Pietro Vassena (1897-1967).

vassenaQuest’anno infatti ricorrono 50 anni dalla sua impresa più conosciuta: quella con la quale stabilì il record di profondità immergendosi col suo batiscafo fino a 412 metri nelle acque del Lago di Como.

Un personaggio straordinario questo Vassena: frequentò le scuole solo fino alla terza elementare, ma la sua intelligenza vivacissima ed eclettica gli consentì di realizzare invenzioni degne del più valente esperto di ingegneria.

Alla fine della Grande Guerra comincia la sua attività imprenditoriale costruendo raggi per le ruote delle biciclette, poi passò a costruire motociclette; ai tempi dell’autarchia inventò l’impianto a gas per le automobili ricavandone grandi profitti. In seguito inventò degli sci per poter sciare sull’acqua, visto che non sapeva nuotare e con quegli sci attirò l’attenzione dell’armatore Onassis, cui propose il recupero dell’Andrea Doria, progetto che non fu poi realizzato.

I guadagni realizzati gli pemisero di dedicarsi alla costruzione di un’altra invenzione: il batiscafo, con cui stabilirà il record già citato e in questa impresa impegnò tutti i suoi capitali. Costruì motori leggeri per le barche, macchine anfibie, go-kart cingolati per spostarsi sulla neve, una pistola Beretta che poteva sparare a raffica e altre invenzioni.

Anche oggi un bel pomeriggio!

UTE: Martin Luther King – Humanae vitae.

martin-luther-kingMartedì 17 Aprile, Don Ivano ci ha ricordato la figura di Martin Luther King jr., ucciso cinquant’anni fa a Memphis. La predicazione di questo martire moderno è  rimasta legata nella memoria di tutti noi soprattutto alla lotta degli afro-americani contro la segregazione razziale. E’ vero l’ impulso alla modifica delle leggi razziali vigenti negli USA è venuta senz’altro dalla sua incessante, pacifica rivendicazione di pari diritti, ma il suo “I have a dream” aveva un respiro ancora più ampio: auspicava la pacifica convivenza di tutti gli uomini  in un futuro prossimo, alla luce dei principi evangelici.

Per perseguire questo suo obiettivoM.L.K non è arretrato davanti a nulla, nemmeno davanti alleminacce o alle numerose incarcerazioni; la sua coerenza aveva conquistato gran seguito alla sua causa, ma questo non impedì il suo assassinio avvenuto il 4 Aprile 1968.


Nella seconda ora di lezione Don Ivano ha continuato intrattenendoci su un altro cinquantenario: quello della pubblicazione dell’enciclica “Humanae Vitae”, scritta con grande coraggio da Papa Paolo VI, suscitando molte discussioni mai sopite.

Le conquiste della scienza e della medicina imponevano di affrontare in modo nuovo le problematiche legate al concepimento e alla contraccezione e Papa Montini non si sottrae a questa sfida, ma forse lo fa in modo troppo impositivo, troppo duro. Il punto più importante è certamente quello che riguarda “la paternità responsabile”, che lascia alla retta coscienza degli sposi la “responsabilità” (appunto) di avere o non avere figli, nella certezza che la sessualità è un valore e che  è finalizzata alla procreazione, ma non solo ….

A testimonianza dell’imbarazzo che questo tema deve aver procurato anche nel clero, ricordo che avevo 22-23 anni e avevo assistito a una conferenza di un sacerdote su un argomento che non ricordo…Alla fine era stato lasciato spazio alle domande e io avevo chiesto appunto cosa si intendesse per paternità responsabile…. con mia grande sorpresa, visto che avevo letto l’enciclica, mi sono sentita rispondere che nessuno aveva mai posto  questo problema!!!

Non condividete!!!

Il fenomeno del bullismo pare stia devastando la scuola italiana e sembrerebbe essere spuntato dal nulla.

bullismoNon credo sia così: il bullismo è sempre esistito, ma forse aveva meno seguaci perchè faceva meno rumore. Con l’uso dei cellulari che consentono la diffusione rapida e senza limiti delle bravate commesse, i bulli hanno l’impressione di diventare popolari, per questo direi che la prima cosa da non fare è quella di condividere i video. La seconda cosa da fare è quella di spiegare ai ragazzi le conseguenze, anche penali, del loro uso scriteriato del cellulare  e infine sarebbe bene consentirne l’uso in classe, ma solo in certi giorni destinati alla ricerca di gruppo su argomenti prestabiliti. Questa opera educativa però non deve essere delegata solo alla scuola: la famiglia ha il ruolo più importante nell’educare al rispetto dei propri compagni, al rispetto dei superiori, al rispetto delle regole, a imparare a dissociarsi con forza dai comportamenti devianti di eventuali compagni, tentati dal delirio di narcisismo che li spinge a violentare la dignità degli altri.

Ma, soprattutto, condanniamo i bulli al silenzio e all’oscuramento !

Un evento da non perdere!!!

Voglio richiamare l’attenzione di tutti gli amici di Erba e dintorni su un evento che avrà luogo Lunedì 23 Aprile all’UTE di Erba: il dr. Francesco Pagnini, docente universitario di chiara fama internazionale, terrà una lezione sul tema: “RINGIOVANIRE LA MENTE PER RINGIOVANIRE IL CORPO: UN NUOVO STUDIO SCIENTIFICO” .

L’invito è rivolto a tutti, iscritti e non iscritti. Si raccomanda vivamente la partecipazione, vista la straordinarietà dell’evento.

Applausi!!

I Camaleonti erano un tempo un complesso musicale che aveva raggiunto una buona notorietà in campo nazionale e che sono stati forse dimenticati.
Ora ci sono però nuovi camaleonti, quelli che si fanno votare presentando un certo programma e che poi lo cambiano tacitamente, senza consultare la RETE e senza chiedere il parere di chi li ha votati.

Un atteggiamento democratico veramente da ” Applausi”. A quest’ ora molti elettori del M5s si stanno forse chiedendo “Perchè ti amo?” e la risposta potrebbe anche essere : “Io non lo so”, proprio come nella canzone del complesso musicale che ha accompagnato i miei anni giovanili

Poesia: Prato d’ Aprile (A. Negri)

farfalla-stelo

C’era un prato: con folte erbe, frammiste
a bianchi fiori, e gialli, e violetti;
e fra esse un brusio di mille piccole
vite felici; e se sull’erbe e i fiori
spirava il vento, con piegar di steli
tutto il prato nel sol trascolorava.
E volavan farfalle, uguali a petali
sciolti dai gambi; e si perdean rapidi
i miei pensieri in quell’aerea danza
ove l’ala era il fiore e il fiore l’ala.

Bellissima l’immagine finale delle farfalle come fiori volanti liberatisi dagli steli…

UTE: Letteratura dialettale – il 1968

ore 15.00 – Letteratura dialettale: La natura, il paesaggio, l’ambiente nella lirica dialettale mila- nese e comasca. Viaggio del sentimento e della memoria.( parte 2)  –  Docenti: Prof. Ghioni, Gottardi, Vasirani

Nella lezione precedente il prof Ghioni ha iniziato il viaggio del sentimento e della memoria nella lirica dialettale milanese e comasca nella campagna.

lago-segrino-2Oggi, invece, ci parla del LAGO DEL SEGRINO attraverso una lirica di Franco Gottardi, il quale vede il lago in modo innovativo. Il poeta, infatti, vede il lago del Segrino vicino ai sentimenti umani più profondi. Il lago che descrive è buio, malinconico. Egli ci presenta  una lettura autobiografica del lago: è il luogo della fantasia, degli amori, degli innamoramenti, degli amanti. E’ un lago umanizzato.

Poi il prof Ghioni passa a un’altra connotazione del tema, LA MONTAGNA. Viene prima letta la poesia di Gottardi “Montagna” (Le Grigne).

Anche in questa poesia Franco Gottardi fa un’operazione di umanizzazione della montagna.  La presenta come due sposi. Il Grignon, serio, è il maschio, il marito; la Grignetta, sbarazzina, ammiccante, infedele è la donna, la moglie. Il poeta umanizza il rapporto tra le due montagne e la storia finisce bene perché i due sposi rimangono insieme. Il poeta fa notare che La Grignetta è vestita di bianco, non per la neve, ma in segno di lutto per la morte di uno scalatore.

Poi il professore ci presenta una grande esponente della poesia comasca: Gisella Azzi (nata a Como nel 1912). La Azzi scrive in dialetto milanese, comasco, ma anche in italiano. Scrive in una lingua scorrevole e ricca di umanità. Ha inventato il personaggio di Marietta che usa un dialetto italianizzato molto divertente Di questa poetessa leggiamo due composizioni brevi che parlano di due venti: il Tivan e il Muntif.

Infine ci spostiamo in CITTA’. Il poeta Cesare Mainardi (1900-1985) è un ingegnere e poeta di grande rilievo nel panorama milanese. Riuscì a nobilitare la poesia dialettale. E’ un poeta crepuscolare e vive nell’animo e nella vita il “ male di vivere” tipico dell’uomo del primo novecento. Cesare Mainardi è consapevole di questo tormento, lo vive, lo soffre, ma sempre con dignità. La poesia “Pianta a Milan” di Cesare Mainardi rappresenta la condizione umana: c’è una correlazione tra la pianta e il poeta.

Infine viene letta una poesia di Gisella Azzi su: ”Il primo viaggio della funicolare a Brunate”, nella quale vengono descritti i sentimenti di meraviglia, stupore, ma anche paura di una coppia che appunto vive il suo primo viaggio su questo mezzo.

La lezione si conclude con la lettura di altre poesie in dialetto milanese e comasco che descrivono alcuni luoghi di Milano.

ore 16.00 – Filosofia – IL  1968: FILOSOFIA SPERIMENTALE, NUOVE IDEE DI LIBRO TRA DELEUZE E GUATTARI . – docente: Marco Creuso.

Il prof. Creuso ha affrontato, in questa lezione,  il tema dell’anniversario legato al nostro presente: il 1968, con i suoi autori, Gilles Deleuze e Félix Guattari.

Gilles Deleuze è stato un autore dall’estrema bellezza e singolarità della scrittura,  ma anche dalla grande difficoltà concettuale.

Nel ‘68 viene criticata la dimensione accademica che imponeva rigide regole nelle università, ma anche nello Stato. Il ’68 ha creato molti nemici dello stato, lo stato con la S maiuscola, perché si voleva che comprendesse anche le minoranze. Per esempio, nel ’68 si evidenziò il problema delle istituzioni psichiatriche: molti intellettuali avanzarono delle teorie per cancellare le differenze tra malati di mente e normali.

deleuze-16-9Il Deleuze cerca di uscire dall’accademismo. Egli è stato  l’autore più letto dai non accademici perché era come un ragno che gettava la sua ragnatela filosofica su tutto il sapere senza tenere più conto che ci fosse un sapere di serie A ( i temi etici) e un sapere di serie B ( i temi di ogni giorno) e affermava che anche le cose di ogni giorno devono rientrare nella filosofia. Per noi oggi questo è abbastanza chiaro, ma nel ’68 era una cosa nuova.

Deleuze aveva aperto la propria aula a tutti i cittadini, anche ai non iscritti alle facoltà universitarie, e aveva messo degli orari per le sue lezioni che andavano bene per tutti. Quindi il sapere non è più prerogativa di pochi, ma di tutti.

Inoltre, Deleuze propone una nuova idea di libro. Egli afferma che un libro, per essere tale, deve essere incompiuto, non perché manca di qualcosa, ma perché, afferma, dove c’è il sapere certo, là c’è l’ignoranza.

La rivoluzione del ’68 è stata una rivoluzione intellettuale, una rivoluzione senza rivoluzione, una rivoluzione delle idee.

Deleuze incontra il suo amico Guattari, che proveniva dalla psichiatria, e da lui ha imparato il concetto di macchina. Con lui scrive dei libri.

Nel titolo di questa lezione, il professore ha inserito la frase:” Nuove idee di libro”, perché, come è stato detto prima, Deleuze propone un nuovo modo di scrivere libri.

Ma è il nostro Don Milani a porre nel ’67 la prima idea di libro sperimentale. Rifacendosi all’esperienza di insegnamento del suo amico Mario Lodi, Don Milani pubblica “La lettera a una professoressa” che è stata scritta addirittura dai suoi ragazzi. Mario Lodi, infatti, insegna a Don Milani come far scrivere a dei bambini dei temi sullo stesso argomento e come metterli insieme, e Don Milani impara benissimo la lezione.

Deleuze chiama i libri: mille piani, perché al posto dei capitoli ci sono i piani.In ogni piano c’è una traccia che si può aprire in qualsiasi punto senza arrivare alla fine. Questi autori non puntano alla scrittura come comprensione, ma come scrittura.

La letteratura è una macchina da guerra perché mette in gioco il “potere”

Notizie meteo: freddo bau!

Quando la mattina esce con la  mamma per andare all’ asilo,Samuele  viene  investito dal vento freddo che solitamente si infiltra tra i palazzi e spazza il piazzale davanti a casa sua. E’ a quel punto che sente la mamma esclamare contrariata :

-“Ma che freddo cane!”-

Ora lui sa bene che la parola cane corrisponde all’ inglese “dog”, ma ha capito benissimo che dicendo “BAU” capiscono tutti, sia la mamma che tutti gli altri che parlano in modo diverso. Perciò questa mattina, poichè la mamma tardava a ripetere la solita esclamazione mattutina, lui si è rivolto a lei e ha detto:

–  “MAMMA, FREDDO BAU !!”-

L’ignoranza è una virtù?

Stavo tornando dall’aeroporto, pensando  con un po’ di tristezza al rientro nella mia casa, di nuovo vuota. Nello sfondo di un cielo finalmente azzurro, dopo tanti giorni di pioggia,  potevo ammirare la vista delle Prealpi innevate, il verde delle gemme nuove sugli alberi e lo splendore dei prati: tutto molto bello!!
Mentre godevo di questa visione primaverile, a un certo punto mi è giunta all’orecchio la voce della Bonino, che parlava da Radio radicale. Si parlava di libertà, di ricerca, di democrazia… e a un certo punto Emma ha detto (cito ad sensum): se siamo malati cerchiamo un dottore preparato ed esperto, se vogliamo costruirci una casa, non ci rivolgiamo a un barbiere, ma forse ci rivolgiamo a un ingegnere o a un geometra ….  in politica no! oggi più ci si dimostra ignoranti, più si è “cool”, trendy, alla moda, più si ha seguito presso le masse…..  più si sparano bufale, più si acquista credito ….Avere conoscenze, competenze ed esperienza è un demerito imperdonabile…

Ho trovato molto azzeccate queste parole ….. forse è proprio per questo che negli USA abbiamo un palazzinaro a decidere le sorti del mondo e forse proprio per questo ci troveremo un bibitaro a capo del governo…