Una data, una storia…

E’ arrivato il giorno della pubblicazione e della vendita al pubblico, che pare stia rispondendo molto bene: wp_20170625_10_40_01_proil libro che si vede nella foto è quello scritto da Bruna, da Roberto e da me; in esso compaiono anche alcune ricerche fatteci pervenire dal dr. Andreoni, noto cultore e scrittore di storia locale.

Perchè partire proprio dal 1517? Perchè è l’anno in cui le due preesistenti comunità di Brugora e di Comeggiano (ora Bindella) si sono unite nell’unica parrocchia di S. Pietro e Paolo di Arcellasco d’ Erba.

E’ una storia minore, certamente, ma può raccontare l’evoluzione di un mondo che, pur nella povertà e nelle vicende tragiche di cui è stato protagonista e testimone, ha saputo mantenere vive le proprie tradizioni culturali e religiose, suo  vero ed unico collante identitario.

Certo è un libretto senza troppe pretese e che non ha le caratteristiche del saggio storico; la sua sola  finalità è quella di rendere un servizio: raccogliere le notizie degli ultimi 500 anni della parrocchia di Arcellasco e renderle patrimonio  di tutta la comunità. Là dove i documenti in archivio non ci potevano più venire in aiuto,  è stato il custode delle memorie della parrocchia, il sig. Riccardo, a fornirci notizie e materiale preziosi.

Questo libro è il frutto di un notevole impegno ….speriamo sia apprezzato…

 

 

 

Un’ Europa nuova …nella solidarietà….

Nei telegiornali oggi si parla di Europa……un anno fa molti suonavano le campane a morto per l’ UE, dopo il referendum della Brexit; oggi invece si può forse dire che quello choc abbia scosso i membri dell’Unione dalla loro apatia e che essi abbiano riscoperto le motivazioni dello stare insieme. Certo però che l’UE non può più essere quella che abbiamo conosciuto fino ad ora….dovrà necessariamente rinnovarsi…..

Un’ Europa nuova vuol dire che si deve realizzare un’ Europa degli Europei, non l’ Europa che va bene ai Tedeschi e agli Inglesi o ad altri, ma che soffoca gli stati del sud-Europa.

Un tempo si diceva ” nessun uomo è un’ isola…” ora possiamo ben dire che nessuno stato dell’ UE è un’ isola e che ciò che fa bene a un membro , fa bene a tutta la comunità; ma anche ciò che fa male a uno degli stati membri, fa male all’ intera comunità. O si progredisce tutti insieme o sarà un fallimento per tutti, soprattutto per i nostri giovani che sono forse la prima generazione che comincia a sentirsi europea, grazie alle tante opportunità di spostamento per studio e lavoro, che fino a poco tempo fa erano ben più rare…

Per concludere voglio riportare qui i versi del poeta John Donne  (17° secolo) che sono poi stati ripresi da autori più recenti come Thomas Merton e Ernst Hemingway (“Per chi suona la campana”)

 

Nessun uomo è un’Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perchè io partecipo all’Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:
Essa suona per te.

Se il sole diventa una minaccia…

E’ questa una torrida notte di inizio estate ….le temperature di questi giorni sono le stesse che qui in Brianza, fino a vent’anni fa, si registravano solo verso la fine di luglio, per una decina di giorni, e poi venivano i primi acquazzoni di agosto ad annunciare l’autunno incipiente.

Questo caldo fuori stagione e la siccità conseguente, sono  segni del cambiamento climatico in atto, che potrebbe portare, a breve, a dover affrontare parecchi inediti problemi derivanti da condizioni ambientali nettamente sfavorevoli. Il sole a cui si deve la possibilità di vivere su questo pianeta, pare stia diventando ora una minaccia….

C’è chi, come Trump, ignora bellamente il problema in nome di grette ragioni economiche, ma c’è anche chi cerca soluzioni anche apparentemente un po’ strambe per schermare le radiazioni solari e rallentare il processo di riscaldamento della Terra.

Si tratta di creare artificialmente, spargendo nell’atmosfera degli elementi diversi, lo stesso effetto che producono certe colossali eruzioni vulcaniche, in grado di modificare l’azione dei raggi solari.

L’idea pare difficilmente realizzabile, ma dice quanto sia preoccupante la situazione attuale ……

Non uccidete il mare….

E’ una moda che non tramonta quella di criticare sempre e comunque le tracce dei temi per l’esame di maturità, ma la poesia di Caproni che hanno proposto quest’anno mi pare una scelta condivisibile.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra»

L’uomo creato per essere custode delle cose belle della Terra è invece l’unico tra i viventi a metterne in pericolo l’equilibrio e la stessa sopravvivenza, solo per inseguire un miope profitto.

La costruzione dell’Europa è fatta di piccoli passi…

Costruire l’Europa non sarà semplice, ma non bisogna perdere la fiducia e la speranza e bisogna accogliere con gioia ogni piccolo passo che porta in quella direzione …. e questo è uno di quei passi… per sentirci più uniti, più Europei…
EDITORIALE di PATRIZIA TOIA
capodelegazione degli eurodeputati Pd,
vicepresidente commissione Industria
patrizia.toia@europarl.europa.eu
Alla mezzanotte di mercoledì le tariffe roaming non ci sono più e ora possiamo viaggiare in tutta l’Unione europea e telefonare “come a casa”. Segnatevi questo giorno, conservatevi uno screenshot dell’ultimo sms della compagnia telefonica che vi avverte dei costi aggiuntivi ogni volta che passavate una frontiera europea e scrivetevi da qualche parte la parola
“roaming”, perché da giovedì mattina nessuno si ricorderà più che il roaming è mai esistito e nessuno si ricorderà delle persone che, come noi eurodeputati, hanno lottato per più di dieci anni contro l’ostinazione delle compagnie telefoniche e di alcuni governi per abolire il roaming.

Siccità.

Al telegiornale si comincia a parlare di siccità e di incendi…… da troppo tempo le piogge sono molto scarse anche in questa zona della Brianza un tempo nota per la sua piovosità….speriamo di non dover arrivare alla situazione descritta qui di seguito da Carlo Sgorlon.

siccitaTre operai di un cantiere si pigliarono l’insolazione lavorando tutto il giorno su un tetto, e passarono una settimana nel letto, l’occhio spento come quello del pesce pescato da dieci giorni.
Entrare in camera la sera faceva lo stesso effetto che ficcare la testa in un forno scaldato.
Anche il letto veniva subito a noia perché non si riusciva a dormire, e si passavano le ore a rigirarsi nell’umido del proprio sudore.
Appena giorno tutti correvano a spalancare le finestre per vedere se vi fosse qualche segno di pioggia vicina.
Macché. Il cielo era pulito come un vetro lucidato, e fin dal mattino tutto sbiadiva nella caligine della calura stagnante.
Poi la maledizione della mancanza d’aria cessò, e cominciò quella di un vento secco che spazzava via le speranze della pioggia.
La gente provò qualche refrigerio, ma per la campagna fu una novità micidiale.
Il grano-turco ingiallì completamente e la pannocchia appena creata si striminzì da stringere il cuore. La terra arsa si screpolò come il fondo di un lago prosciugato.
Tutti giravano per casa con gli occhi spiritati, la bocca spalancata, come giganteschi ranocchi che bramavano la pioggia nel pantano di uno stagno disseccato.
Le bestie sudavano e smagrivano nelle stalle.
Respiravano asmatiche, sdraiate sulle lettiere, e riacquistavano un filo di vitalità soltanto quando un famiglio le portava a bere alla fontana, sotto sera.
L’acqua del pozzo si abbassò di parecchi metri e fu necessario allungare la corda.
Non pioveva ormai da cinque o sei mesi.
Già due tagli d’erba erano andati perduti e il foraggio scarseggiava e costava carissimo.
I contadini più facili a scoraggiarsi cominciarono a far macellare gli animali, temendo di non sapere presto che cosa buttargli nella greppia.
Così le macellerie straboccavano di carne a basso prezzo, ma era un’abbondanza più triste di un funerale.
L’allarme, lo scoraggiamento dilagavano.
Ogni giorno si sentiva parlare di boschi incendiati, e di notte si vedevano le linee del fuoco avanzare e divorare i fianchi delle montagne. 

Una sera con Neri.

Neri ai piedi del monumento ai caduti di Erba
Neri ai piedi del monumento ai caduti di Erba

Giampiero Neri, ieri sera, ad Arcellasco ha letto alcune sue composizioni che potremmo definire prosa poetica o poesia senza schemi espressivi. Il temaconduttore è quello della memoria dei luoghi in cui l’autore ha trascorso la prima parte della sua vita: Erba, i paesi vicini, i personaggi della sua infanzia.

Neri è infatti solo uno pseudonimo: il suo vero nome è Giampietro Pontiggia, nato a Erba, in via Majnoni, un giovedì di mercato del 1927. Ha la bellezza di novant’anni!!!!

La lettura dei versi è stata intervallata da brani musicali eseguiti da Marco e Dafne Colombo; la voce di quest’ultima è veramente splendida e Dafne sa modularla con sensibilità e bravura … peccato che a tratti il suono degli strumenti (in un locale dall’acustica non certo perfetta) sovrastasse la voce di Dafne, impedendo di apprezzarne in pieno le sfumature.

Molto divertente è stato il dibattito che è seguito alle letture: Neri, erbese di nascita, confessava di non sentirsi affatto milanese, nonostante i quasi 70 anni di permanenza in quella città, mentre tra il pubblico un anziano nato a Milano, ma residente a Erba, ricordava la sua milanesità. Ciò conferma quello che io stessa ho sperimentato: i luoghi in cui si vivono gli anni giovanili lasciano in noi un “imprinting” indelebile, che ci caratterizza per tutta la vita.

Come era prevedibile, le presenze allo spettacolo sono state davvero poche: ad Arcellasco la poesia non è molto seguita, nè apprezzata…. Peccato!

 

Verso il ballottaggio.

Se è facile festeggiare una vittoria elettorale e dividersi i meriti del successo, è invece molto difficile metabolizzare una sconfitta: c’è sempre chi è pronto a puntare il dito verso chi individua  come “capro espiatorio” della situazione, ma è invece molto meno disposto ad ammettere le proprie responsabilità.

E’ ciò che sta accadendo in questi giorni nel PD di Erba: ne consegue che le riunioni su come affrontare il ballottaggio sono state piuttosto animate.

Ci si poneva il dilemma se appoggiare apertamente il candidato che si oppone alle liste leghiste, magari con qualche tornaconto da trattare, o se invece non appoggiare nessuno schieramento, lasciando la  libertà e la responsabilità ai propri elettori di scegliere seondo il proprio giudizio.

Io, che non ho esperienza di politica attiva, sono stata e sono favorevole a questa seconda ipotesi, adottata dal circolo, per questi semplici motivi:

  • entrambi i candidati si appoggiano a simboli che propugnano idee a me del tutto estranee;
  • scegliere il “minore dei mali” vuol dire avvallare la prosecuzione di una linea politica già seguita da dieci anni in questa città e fortemente criticata da noi durante tutta la campagna elettorale;
  • penso inoltre che la “Lega” abbia già raccolto i suoi voti e che difficilmente chi non l’ha votata al primo turno, la voti poi al secondo;
  • non sarò realista, ma l’idea di contrattare un eventuale appoggio, mi dava l’idea di un voto di scambio: si sa che in politica queste cose possono avere una loro giustificazione, ma non mi piacerebbe che i cittadini potessero additarci come quelli che si vendono per una poltrona in più.

Auspico che tutti vadano a votare la prossima domenica e che i vincitori abbiano a cuore il bene di tuti i cittadini, non solo di quelli che pensano agli affari.

Aauspico inoltre che tutti riescano a mettere da parte rancori e ripicche personali e che si possa ricominciare a ricostruire un gruppo che, condividendo gli stessi valori, riesca a rendersi visibilmente interprete di un  tipo di democrazia attenta alle persone e al bene comune.

 

 

Appuntamenti per una festa.

_b-a4-ss-pietro-e-paolo-brugora-arcell-1574La festa patronale di Arcellasco che si celebrerà domenica 25/6 p.v., quest’anno assumerà un particolare rilievo perchè verrà ricordata l’unione tra le orginarie parrocchie di S. Pietro in Brugora e di  S. Ambrogio in Comeggiano (attuale Bindella) avvenuta 500 anni fa.

Si comincerà già da giovedì 15/6 con la messa delle ore 20.30 celebrata da don Gildo, che alla fine  presenterà il suo ultimo libro ” Credere e ricredersi“.

Sabato 17/6  alle ore 21  Giampiero Neri parlerà di ” Poesia e territorio erbese con intermezzi musicali di Marco Colombo.

Mercoledì 21/6, sempre alle ore 21, mons. Erminio de Scalzi, vescovo ausiliario di Milano parlerà sul tema: “La parrocchia ieri e domani, nel passato e nel futuro”.

Venerdì 23/6  alle ore 19 si aprirà la cucina e si darà inizio al torneo di calcio.

Sabato 24/6,
sempre alle 19, apertura cucina e spettacolo musicale dei Blue Filters.

Domenica 25/6 : Ore 10.30 Il vicario episcopale mons. Maurizio Rolla presiederà alla celebrazione della messa ;
ore 12.30: pranzo insieme;
ore 15 : giochi  – ore 16 : preghiera e lancio dei palloncini;
ore 16.30: spettacolo dei Super Zero;
ore 18: S. Messa nella chiesa di S. Ambrogio a Bindella e poi processione fino alla chiesa parrocchiale;
ore 19.30 : apertura cucina;
ore 21: concerto del corpo musicale di Rebbio.

Per il momento però vorrei porre l’attenzione ai primi tre appuntamenti, raccomandando a tutti gli amici di Erba e dintorni di accorrere numerosi.

Una lunga giornata particolare…

Ieri ho trascorso una giornata particolare: ero rappresentante di lista in uno dei 15 seggi elettorali cittadini e mi sono alternata con i giovani e meno giovani che avevano avuto il mio stesso incarico.

Ho avuto modo di conoscere persone con la passione per la loro città, che sanno spendersi senza garanzie di un tornaconto, per rendere un servizio alla comunità.  In particolare ho conosciuto dei giovanissimi e delle giovanissime, che hanno costituito una propria lista e sono rimasti a “presidiare” la sede elettorale; mi è piaciuto parlare con loro, sentire i loro progetti, scoprire in loro una serietà di impegno  che difficilmente troviamo rappresentata nei media nostrani.

Ci siamo fatti buona compagnia e abbiamo studiato insieme le tabelle che riportavano i casi di validità e di nullità del voto, fino alla chiusura dei seggi. A quel punto ognuno è andato al suo posto di osservazione.

Io ero stata assegnata a un seggio la cui presidente, molto compresa della sua responsabilità, effettuava tutte le operazioni con estrema pignoleria, ma anche con estrema cura….. solo che questo, se ha garantito correttezza, ha anche implicato una notevole lentezza nell’espletamento dello scrutinio ed è così che l’ultima scheda è stata aperta alle quattro e mezza del mattino, quando eravamo tutti esausti…..

Io almeno ho potuto andarmene, ma il team degli scrutatori ha dovuto restare per espletare tutte le formalità e i controlli del caso.

All’ingresso della scuola, in cui peraltro ho lavorato per tanti anni, c’erano  ancora i ragazzi che aspettavano la proclamazione dei risultati, nonostante il sonno appesantisse visibilmente i loro sguardi.

Intanto gli uccellini cominciavano già a cinguettare per darsi la sveglia a vicenda e per far capire a tutti i “concorrenti” che il territorio era ben presidiato…Terminava così una lunga giornata particolare….