UTE: Non-violenza – Racconti per ridere. (sintesi di Angela D’Albis)

Oggi alle 15.00, la professoressa Russo ci ha parlato di tre seguaci della teoria di Gandhi della non violenza, due italiani (Aldo Capitini e Danilo Dolci) e uno famosissimo, M.L.King, dei quali non era riuscita a parlare la volta scorsa.
ALDO CAPITINI (nato a Perugia il 23 dicembre 1899 e morto nella stessa città il 19 ottobre 1968), è stato un intellettuale, studioso e filosofo antifascista.
Egli si chiedeva come mai la Chiesa avesse potuto fare un concordato con uno stato violento come quello fascista. Per lui il Concordato era vivere il Vangelo. Per questo comincia a staccarsi dalla Chiesa Cattolica, mantenendo, però, sempre uno sguardo religioso sulle persone, ma anche sugli animali che considerava fratelli, come San Francesco.
Per questo motivo è diventato vegetariano, in un periodo storico in cui essere vegetariani non era di moda.
Capitini considerava fratelli tutti gli uomini e li ascoltava tutti, dal più onesto al più disgraziato.
Nel 1924 vinse una borsa di studio presso la Scuola Nazionale Superiore di Pisa.
Il suo professore, Giovanni Gentile, teorico del Fascismo, gli propose di redigere una prefazione a un libro su Gandhi. Capitini si innamorò di questa figura e, non solo l’ammirò, ma la imitò.
Non prese mai la tessera fascista e  questo stroncò la sua carriera universitaria e perse il lavoro precario e poco pagato che gli permetteva di mantenersi.
Tornò a casa dai suoi e si manteneva con saltuarie lezioni private, schedato dalla questura.
Capitini affermava che la non violenza bisogna sperimentarla e continuò a manifestare le sue idee antifasciste. Venne arrestato e mandato in prigione. Rifiutò sia il Fascismo sia la Lotta Armata dei partigiani, perché per lui anche loro erano violenti.
Alla fine della guerra e con la caduta del Fascismo, fu nominato professore universitario e cercò di attuare alcune sue idee.
Cercò di realizzare un primo esperimento di democrazia diretta fondando i Centri di Orientamento Sociale (COS) che durarono solo tre anni (dal 1945 al 1948) perché osteggiati sia dai politici di maggioranza sia di opposizione. Provò poi con i Centri di Orientamento Religioso (COR), perché pensava che vivere il Vangelo potesse diventare una rivoluzione. Anche questi Centri furono osteggiati dalla Chiesa. Capitini riuscì a collaborare con Don Primo Mazzolari e Don Milani.
Capitini combatté anche affinché l’ OBIEZIONE CI COSCIENZA non fosse più un reato in Italia.
Nel 1961 organizzò la Marcia per la pace Perugia-Assisi, che si tiene ancora oggi
In tutta la sua vita, Capitini considerò sempre Gesù Cristo un suo fratello in terra.

La lezione continua con Danilo Dolci, il Gandhi di Sicilia (1924-1997).
Dopo la guerra studia prima alla Sapienza di Roma e poi frequenta il Politecnico di Milano
Durante gli anni universitari decide di lasciare tutto per aderire all’esperienza di NOMADELFIA, comunità animata da don Zeno Saltini.
Dal 1952 si trasferisce in Sicilia in un paese poverissimo dove cerca di far parlare la gente. I Siciliani difficilmente parlano, ma con Dolci parlano tutti e la gente non ha più paura di esprimersi.
In Sicilia promuove lotte nonviolente contro la mafia e per il diritto al lavoro.
Promuove numerose proteste non violente come lo sciopero della fame, lo sciopero alla rovescia (i disoccupati si mettono a lavorare gratis a aggiustano una strada comunale abbandonata).
Vengono arrestati e poi rilasciati tutti, tranne Dolci che viene accusato di scrivere libri in cui denuncia il legame dei politici con la mafia.
Sconta 50 giorni di carcere.
Tuttavia, organizzando un digiuno di 1000 persone riesce a far aprire una diga che dà lavoro a 6000 famiglie e istituisce un Consorzio per la distribuzione dell’acqua della diga, controllata dalla mafia, prima che essa riesca a intervenire.
Ha promosso anche innovazioni nell’ambito educativo, organizzando delle scuole, perché, per lu,i tutto comincia dall’educazione dei bambini.
Di lui hanno detto che “mette in pratica il Dio in cui crede” e “ porta le cose alte a contatto con gli umili”.

martin-luther-kingL’ultimo personaggio che ci presenta la professoressa è: Martin L. King.
Pastore protestante della Chiesa di Montgomery in Alabama, King è stato apostolo instancabile della resistenza non violenta negli anni ’50 e ’60 in America.
Erano anni in cui la discriminazione razziale era molto forte negli U.S:A.
Dopo l’episodio di razzismo nei riguardi di Rosa Parks sull’autobus nel 1955, M. L. King organizzò azioni non violente di boicottaggio e marce di protesta. Fu arrestato varie volte.
M. L. King ha sempre dimostrato coraggio, senso di giustizia, coscienza e cuore.
Parecchi bianchi si unirono a lui.
Finalmente, nel 1956, la corte Suprema dichiarò che la segregazione era contro la Costituzione.
Questo, purtroppo, rimase solo sulla carta e le discriminazioni continuarono ancora per dieci anni.
Nel 1964 il presidente Johnson promulgò una legge che dichiarava la discriminazione illegale.
M. L. King venne assassinato il 4 aprile 1968.
“Chi segue la non violenza deve rinunciare alla vita comoda”.
“La più grande tragedia del nostro tempo non è il chiasso dei cattivi, ma il silenzio spaventoso delle persone oneste”.
M. L: KING

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Alle 16 il prof. Galli termina il suo corso sui “Racconti da ridere” con la quarta parte.
Comincia con Pirandello e ci legge una novella nella quale si parla di un uomo che si sveglia tutte le notti. La moglie è seccata anche perché pensa che il marito sogni belle donne. In questa novella, oltre alla comicità, c’è la visione pessimistica della vita da parte dell’autore.
Il professore ci ha spiegato che spesso l’umorismo nasce dall’esagerazione di certe situazioni che si vivono nella quotidianità.
Ci legge due racconti di Benni. Uno parla di una visita in una casa di cura e l’altro è una presa in giro del Servizio militare..
Poi, il docente ci presenta due racconti di Beppe Severgnini, tratti dal suo Manuale del luogo domestico, uno ambientato in un supermercato, l’altro parla di una famiglia che va a sciare.
Per ultimo, legge alcuni passi tratti dai libri di Paolo Villaggio. Ci dice che Paolo Villaggio è uno degli scrittori più importanti e che il suo personaggio, Fantozzi, rappresenta molte cose. La figura dell’impiegato è spesso usata in letteratura, anche classica e drammatica. Villaggio la usa in versione umoristica.
fantozzi-e-filiniIl primo racconto che il docente ci legge di Villaggio racconta la tragica esperienza di una gita in pullman da parte di un gruppo di impiegati.
Il secondo racconta una sfida calcistica tra quarantenni. I due racconti sono molto divertenti, anche perché trattano di situazioni sociali che spesso abbiamo vissuto anche noi.
Grazie al professor Galli per queste lezioni che ci hanno divertito e rilassato!

Nata con la camicia. :D :D

Quando si dice “nato con la camicia” si intende indicare uno che è stato particolarmente favorito dalla sorte e forse lo sono anche io….

Va beh, venire a Londra per Natale e dopo due giorni trovarsi con una caviglia fracassata al punto da richiedere ricovero e operazione chirurgica con tutti i disagi e le sofferenze conseguenti non è proprio roba da Gastone, il cugino fortunato di Paperino…… è forse più roba da Paperino o da Fantozzi…

Però, come in tutte le cose , bisogna guardare anche il retro della medaglia….. Penso e rabbrividisco al pensiero che l’incidente mi sarebbe potuto capitare il 16 gennaio anzichè il 21 dicembre…..Mettiamo che domani si decida  per il No-Deal (Brexit senza accordo), in caso di infortunio oltre tutto avrei avuto l’incubo di dover forse pagare di tasca mia tutte le spese sanitarie, invece per fortuna la mia carta sanitaria vale ancora per la copertura delle emergenze e una caduta non può essere classificata diversamente.

Qui a parte forse un po’ di vecchiume (mi dicono che il gesso in Italia è un po’ superato), devo dire però che quando ti dimettono ti forniscono di medicine e di ricette per ritirarle, quando esaurite, senza pagare il ticket; ti forniscono un servizio di trasporto se i medici lo ritengono necessario, ti forniscono i supporti necessari per muoverti una volta tornata a casa.

Che dire???  Sono proprio fortunata!!!!

UTE: i batteri – De Gasperi. (resoconto di A. D’Albis)

Alle ore 15.00, il prof. Sassi ha continuato a parlarci dei batteri.
I batteri esistono da tre miliardi di anni e la maggior parte non è dannosa per noi, anzi, in alcuni casi, i batteri sono utili.
Ha continuato parlando del CARBONIO, elemento fondamentale per la vita.
Il carbonio è un atomo e ha una chimica estremamente complicata ed è per questo che è l’elemento scelto dagli esseri viventi.
Le molecole a base di carbonio più significative sono: l’acido nucleico e le proteine.
L’acido nucleico è lunghissimo ( 2 millimetri) ed è formato da miliardi di atomi.
dnaUn tipo di acido nucleico è il DNA che è il grande archivio delle informazioni genetiche della cellula e che ci permette di essere quello che siamo.
Il DNA è un insieme di “mattoncini” i cui nomi iniziano con lettere diverse che contraddistinguono le basi azotate: (A) ADENINA; (C) CITOSINA; (G) GUARINA; (T) TIMINA.
Il DNA ha la forma di una doppia elica: i due filamenti sono associati tra loro e ogni base forma un legame con una base del filamento opposto.
Questo è un sistema geniale che permette al DNA di riprodursi. Il filamento si apre e si riproduce automaticamente.
Le cellule, prima di dividersi, posseggono due copie dello stesso DNA.
Ma i veri artefici che fanno funzionare le cellule sono le PROTEINE.
Le proteine sono costruite come delle “collanine”, formate da “perline” che si chiamano AMINOACIDI. Le proteine sono caratterizzate dalla combinazione di 20 aminoacidi.
Il docente ci ha parlato poi di due scienziati: Marshall Warren Niremberg e Heinrich Matthaei che, nel 1961, intrapresero una serie di esperimenti sul DNA e il modo in cui gli amminoacidi formano le proteine, svelando così il CODICE GENETICO, che è uguale per tutti gli esseri viventi.
Il docente prosegue dicendo che il DNA di un batterio segue le stesse leggi di quello umano.
I batteri, però, hanno un metabolismo velocissimo per cui, prendendo frammenti di DNA umani e mettendoli in un batterio, esso leggerà questo frammento come suo e quindi eseguirà quelle istruzioni. Se in quel tratto ci sono istruzioni per una proteina umana, per es. l’Insulina, il batterio costruirà molte molecole di Insulina e questo è un bene, perché l’Insulina è anche un farmaco.
Il professore ci ha parlato anche di Alexander Fleming che ha scoperto la “penicillina” grazie ad alcuni studi sulle “muffe” che si formavano nei laboratori e notò che queste muffe avevano la capacità di distruggere i batteri.
Tuttavia, i batteri sanno difendersi dall’ aggressione degli antibiotici per tante ragioni. Una di queste è che essi hanno i PLASMIDI che si scambiano velocissimamente tra di loro e che contengono informazioni genetiche.
Infine, dopo gli studi di Stanley Cohen e Herbert Boyer sul DNA ricombinante, si apre una nuova frontiera: l’ingegneria genetica che permette di produrre copie multiple di un determinato DNA.
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Alle 16.00 il professor Cossi continua la sua lezione su Alcide De Gasperi sottolineando la sua politica europea e il ruolo di principale interlocutore con Palmiro Togliatti.
Nella scorsa lezione, eravamo arrivati al dicembre 1945 quando De Gasperi accetta di diventare Presidente del Consiglio.
Tuttavia, la situazione è complessa, perché il governo deve convocare sia le elezioni amministrative sia quelle della Costituente. Nel primo governo De Gasperi ci sono molti nomi di spicco, come Palmiro Togliatti (Grazia e Giustizia), Pietro Nenni (costituente), Ugo La Malfa (ministro per la ricostruzione), Giovanni Gronchi (Industria e Commercio), Giuseppe Romita (Ministro dell’Interno). Meno conosciuti, ma altrettanto importanti, Epicorno Corbino, ministro del Tesoro e Mauro Scoccimarro, Ministro delle Finanze.
De Gasperi, oltre a Primo Ministro, è anche Ministro degli Esteri.
In questo primo governo ci sono ancora dei rappresentanti dei CLN legati alla Resistenza., che poi verranno tolti.
E’ importante notare che ci sono diversi partiti al potere. Tuttavia, il principale interlocutore di De Gasperi è proprio Palmiro Togliatti, comunista e molto legato all’Unione Sovietica.
All’inizio del ’46, il governo De Gasperi deve affrontare diversi problemi:
Gli Americani avevano permesso agli italiani di amministrare le zone del Nord-Est da loro occupate, ma non il Friuli.
Le sinistre non vogliono il Referendum tra monarchia e Repubblica;
La situazione economica è molto precaria;
Nasce l’autogestione delle fabbriche da parte degli operai;
Problema dell’epurazione dei Fascisti.

De Gasperi fa passare il Referendum in un Consiglio dei Ministri abbinandolo al voto sulla Costituente. Sul Referendum non si pronuncia, restando al di sopra delle parti.
Per la sua collaborazione con Togliatti, si mette contro la Chiesa, che teme ci sia un passo indietro sui Patti Lateranensi. Togliatti aiuta De Gasperi a rendere perpetui gli accordi dei Patti Lateranensi.
Per quando riguarda la situazione economica precaria, De Gasperi stringe un patto con un ufficio delle Nazioni Unite che aiuta i paesi colpiti dalla guerra ed evita una rivoluzione.
L’autogestione delle fabbriche (pallino della sinistra) è destinata subito a fallire, perché le fabbriche non possono essere gestite da persone che non hanno alcuna conoscenza delle leggi economiche e finanziarie. Così nei primi mesi del ’46 i padroni ritornano velocemente nelle loro fabbriche.
Per ciò che riguarda l’epurazione dei fascisti, Palmiro Togliatti mette la parola fine in modo inaspettato, emanando un’amnistia che stravolge il significato stesso della parola. L’amnistia di Togliatti condona tutto, anche alcuni delitti commessi dai fascisti e se ci sono condanne sono lievi e in più l’amnistia interessa una platea veramente vasta di persone.
Dopo il referendum del 2 giugno ’46, i cui risultati definitivi si sapranno dopo vari giorni e sarà la Corte di Cassazione a proclamarli, De Gasperi si dimette.
Nel frattempo, ci sono le elezioni e la DC stravince. Si forma il secondo governo De Gasperi. I poteri di De Gasperi aumentano. Oltre a essere Primo Ministro e Ministro degli Esteri, diventa anche Ministro dell’Interno.
Durante il secondo governo De Gasperi, ci sono anche problemi internazionali.
Trieste viene dichiarata città libera. La provincia di Trieste viene divisa in: zona A, occupata dagli anglo – americani e zona B occupata dalla Iugoslavia. Questa zona B non ritornerà più all’Italia.
Poi si muove anche l’Austria che vuole ridiscutere i confini dell’Alto Adige. Sia gli Inglesi che gli Americani sono d’accordo, tranne i Russi.
E’ grazie alla Russia che non vuole ridiscutere i confini del’ Alto Adige che essi rimangono come li conosciamo oggi.
In questi anni però, nei territori iugoslavi comincia la pulizia etnica delle Foibe.
Il seguito alla prossima lezione.

Donne.

Ho letto un articolo sui giornali on line di oggi, che riporta la notizia dell’omicidio-suicidio di una coppia di anziani. Mi è venuta perciò l’idea di interpellare google e con mio grande stupore ho trovato che solo negli ultimi mesi si sono verificati tantissimi episodi analoghi : in genere si tratta di una moglie malata e bisognosa di assistenza continua e di un marito che non riesce a supplire a tutte le esigenze della compagna. Preso dalla disperazione arriva al gesto estremo di cui le cronache ci raccontano.

Gli uomini, abituati a farsi accudire a sentirsi al centro delle premure delle proprie compagne, si trovano smarriti di fronte alla necessità di invertire il proprio ruolo e, da assistito, trasformarsi in assistente in una società che offre ben pochi aiuti a chi vive situazioni tanto difficili.

Al contrario ho visto tante donne assumersi con costanza, con amore e con delicatezza la responsabilità di confortare il partner malato con cure quotidiane, sacrificando a questo impegno anche le più piccole occasioni di svago.  E, quando questo loro compito termina, le vedo affrontare con coraggio la solitudine.

Questo perchè fa parte del DNA di ogni donna la propensione alla cura della vita,  sia quando essa inizia i suoi primi passi nel mondo sia quando giunge al termine.

Credo che le donne sentano maggiormente la sacralità della vita per averne sperimentato dentro di sè il miracolo e il mistero, nel momento in cui avvertono che non sono più solo donne, ma saranno per sempre mamme.

 

 

UTE: scritti di Leonardo – racconti per ridere. (resoconto di Angela d’Albis).

Il professore Don Ivano Colombo ci ha parlato oggi degli scritti letterari di Leonardo da Vinci, donandoci un’immagine di Leonardo un po’ poco nota. Infatti, noi conosciamo Leonardo più come artista-pittore e scienziato, meno come scrittore, anche perché l’artista ha scritto senza avere intenti letterari.
Il docente ci ha consigliato prima una bibliografia per approfondire, proponendo i seguenti testi:
Silvia Alberti de Mazzeri
LEONARDO, L’UOMOE IL SUO TEMPO
Rusconi, 1983
Leonardo da Vinci
SCRITTI LETTERARI
(a cura di Augusto Marinoni)
BUR Rizzoli, 1952
Francesco Tateo

ALBERTI, LEONARDO E LA CRISI DELL’UMANESIMO

LIL.12 – Laterza, 1971

Dopo questa introduzione, Don Ivano prosegue sottolineando che Leonardo, pur essendo nato da genitori che lo hanno avuto per caso (la madre contadina e il padre notaio) e pur essendo vissuto con il nonno e uno zio senza avere alcuna formazione scolastica, è diventato un genio!
Egli non aveva una cultura umanistica, non conosceva né il greco né il latino (lingua ufficiale del tempo), ma parlava e scriveva nel volgare toscano. Abitando col nonno e con lo zio, però, aveva sviluppato l’amore per la campagna e per la natura.
A Leonardo è mancata la scuola, ma non lo studio personale; è mancato un lavoro intellettuale metodico, ma ha sviluppato innumerevoli interessi che hanno dato i loro frutti.
Leonardo affida le sue riflessioni ad appunti sparsi, che non hanno pretese letterarie. Egli non aveva propensione allo scrivere, anzi provava un certo disgusto per la poesia. Tuttavia, è innegabile che Leonardo abbia avuto un ruolo importante nello sviluppo della nostra letteratura in volgare.
L’opera che ha più valore letterario è “Il trattato della pittura”. Quest’opera costituisce un lavoro impegnativo nel quale Leonardo riflette sulla pittura e la ritiene superiore alla poesia.
“Il trattato della pittura” è anche un’opera divulgativa ed è scritta in lingua volgare. Le parole usate per descrivere la pittura sono così efficaci che quest’opera, a dispetto dell’autore, diventa un testo di alto profilo letterario.
In effetti, Leonardo, volendo descrivere a parole ciò che poi esprimerà nel disegno, usa parole efficacissime e appropriate alla scena che vuole rappresentare. La pagina più bella è quella nella quale descrive “Il Diluvio”, dove lui trova le parole per descrivere un quadro naturalistico con espressioni che sono veramente grandiose.
Leonardo, quindi, è un “illetterato” che non si prefigge di diventare un uomo che produce letteratura.
Tuttavia, ci ha lasciato le sue riflessioni in appunti sparsi che poi sono stati raccolti in:
“ I Pensieri”, dove si nota il suo interesse per tutto ciò che lo circonda e dove troviamo affermazioni che assumono la forma e la sostanza di proverbi o barzellette;
“Le Facezie”: racconti brevi di tipo moraleggiante;
“Le Favole”: testi più impegnati dal punto di vista letterario, legati al periodo milanese di Leonardo, quando, alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro, cerca di entrare nelle grazie del signore di Milano, anche per ricevere un compenso in danaro;
“Il Bestiario” una sorta di antologia che ha per protagonisti gli animali;
“Le Profezie”: specie di indovinelli, proposti ai presenti, i quali devono dimostrare di capire ciò che viene detto.
Per finire, Leonardo non disdegna di mettersi a scrivere e anche nella scrittura emerge il suo genio.
Oggi viene riconosciuto che anche per quello che ha lasciato di scritto, egli merita attenzione e rispetto, pur dovendo apprezzare la sua eccellenza nel campo artistico-pittorico e la sua genialità nel campo delle scienze applicate.
Grazie a Don Ivano per questa splendida lezione!

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Alle ore 16.00, il professor Galli ci ha allietato con la lettura di due racconti umoristici, uno americano e l’altro italiano.
Riprendendo il tema della “letteratura del ridere”, il docente ha ribadito che narrare è una componente essenziale della nostra personalità.
Attraverso il romanzo, le diverse identità dei personaggi ci fanno scoprire la nostra identità. Perciò, se apprezziamo un romanzo è perché esso ci parla di noi.
Ci ha parlato, poi, della BIBLIOTERAPIA, un metodo di terapia, prevalentemente utilizzato in ambito psicoterapeutico, che ricorre alla lettura di libri come terapia per individui con disturbi psichici. Il medico propone dei percorsi di lettura scelti e pensati per il singolo paziente e per il momento che sta vivendo. Oggi questa pratica è diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei paesi anglosassoni.
Prima di passare alla lettura del primo racconto, il docente ha sottolineato che non è facile far ridere e che ogni nazione ride a suo modo perché spesso l’umorismo è legato alla cultura del luogo e quello che può far ridere un popolo non fa ridere un altro.
Passa alla lettura di un racconto americano “Natale significa dare” di David Sedaris.
E’ un tipico racconto americano dove si ironizza su certe usanze tipiche della nostra società occidentale, usando l’esagerazione.
L’altro racconto è di Stefano Benni: “Papà va in tv”.
E’ un racconto umoristico che ironizza su noi italiani che siamo succubi della televisione e che diventa l’unica fonte di informazione. Anche in questo racconto si esagera la situazione, ma si sottolineano anche alcune negatività dei programmi televisivi che hanno successo solo grazie all’audience.

Ricordando Olmi…..

Ermanno Olmi, regista tra i più celebrati del nostro cinema, scomparso il 7 maggio 2018, ha lasciato una profonda traccia di sè nel mondo culturale per la sua attenzione verso la natura, i sentimenti genuini, la vita semplice e per il suo stile inimitabile.
Per ricordarlo, l’UTE di Erba intende proporre la rilettura di alcuni suoi film particolarmente significativi:
21 gennaio  La leggenda del santo bevitore  (1988)
28 gennaio  Il segreto del bosco vecchio (1993)
  4 febbraio  Genesi (1994)
11 febbraio  Il mestiere delle armi (2000).
Penso che questa iniziativa possa rappresentare un’ottima occasione per capire meglio la profondità del linguaggio cinematografico di Olmi e per apprezzarne la poetica, sotto la guida sapiente del nostro don Ivano.
Raccomando ad amici e soci UTE di cogliere questa preziosa opportunità.

Dilemma.

Passare le vacanze di Natale a preparare gli esami dell’11° anno, non è certo il modo migliore per  rilassarsi dalle fatiche scolastiche, ma finalmente ieri è finito il primo atto.

Ieri sera Samuele mi ha detto con un sorriso malizioso: – Stamattina tutti i miei compagni erano spaventati dall’esame, ma scherzavano e ridevano rumorosamente per nascondere la paura……-

Io replico: -E tu come lo sai? –  Risposta: – Facevo così anche io!!!!-

Allora mi chiedo: – E quell’allegria, quella felicità manifestata alla fine delle prove era dovuta a consapevolezza di aver fatto bene o al sollievo di essersi tolto un gran peso?-

Solo il tempo svelerà il dilemma….

Incubi di una notte insonne.

La forzata inattività porta inevitabilmente con sé anche disturbi nel ritmo del sonno e la notte appena trascorsa è stata veramente interminabile….. trascinare una gamba ingessata e dolorante in infinite evoluzioni tra le coperte in cerca di un posizione “comoda” è cosa che non induce a pensieri rosei.

E’ così che ho passato la notte con la sgradevole compagnia dei fatti più incresciosi riportati ieri dalle cronache: ho rivisto centinaia di volte il gesto profondamente vigliacco e crudele di quel triestino (vicesindaco?) che gettava in un cassonetto le coperte di un clochard e accompagnava questa sua prodezza con un tweet carico di disprezzo.   Mi dispiace non aver studiato diritto: a quest’ora saprei se quel prode cittadino potrebbe essere denunciato per appropriazione indebita o furto o qualche altro capo di imputazione…..

Un’altra immagine che mi ha perseguitato è stata quella della stazione di Roma in cui erano state allestite 30 brandine per ospitare i senzatetto vista la notte particolarmente gelida, ma solo alcune erano state occupate. Fuori premevano per entrare alcuni immigrati, ma qualcuno ha impedito loro di entrare in stazione e le brandine vuote sono state smantellate….Nella città di Roma!!!!!! Cose così non si erano mai viste…..

E da ultimo è venuto il battibecco virtuale con un onorevole leghista che ha pubblicato su Facebook degli slogan, attribuendone falsamente uno al PD: non c’è nulla che mi irriti di più di chi attribuisce ad alti intenzioni e pensieri mai espressi…..è così che allo slogan leghista “prima gli Italiani” ho commentato parafrasando un altro slogan: Primo: restare umani.  Si è così innescato un breve battibecco da tastiera in cui alla fine ho fatto presente che l’ esibizione muscolare della Lega di questi giorni pare spropositata: alla fine dei conti rappresenta poi solo il 17% dei votanti…fino a nuove elezioni…

Facebook di questi tempi poi mette a nudo una umanità talmente sconvolgente nella sua ottusità  che penso di starne alla larga stasera … forse la prossima notte potrò chiudere gli occhi almeno per un po’…

 

La catena delle donne.

catena-di-donneNell’ospedale di Lewisham, dove sono stata curata dopo la frattura alla gamba, gran parte del personale medico e paramedico, altamente qualificato, è di origine indiana o indo-pakistana.  Sono in gran parte donne, che contribuiscono col loro lavoro al sostentamento della propria famiglia e al funzionamento dei servizi per la comunità.

Da questo punto di osservazione sembra inverosimile che in India si possa ancora proibire l’accesso a un tempio alle donne, solo per il fatto di essere donne. E sembra altresì inverosimile che le donne subiscano ancora tanti soprusi e siano oggetto di tanta discriminazione.

E’ perciò con grande soddisfazione che leggo di milioni di donne che hanno fatto una catena lunga 620 Km. per garantirsi  la possibilità di entrare in un tempio.  La libertà bisogna guadagnarsela, nessuno ce la regala, perciò, donne, non perdetevi di coraggio e continuate su questa strada. Potrete così contribuire di più al progresso del vostro paese e soprattutto potrete lasciare alle vostre figlie una speranza di una vita più dignitosa.