Ute: Europa tra presente e futuro-Cervello fino …fino a quando?

Il processo di integrazione europea ha ormai una lunga storia, che ha visto i suoi albori con il documento di Ventotene, isola di fronte alle coste laziali, in cui il governo fascista confinava tutti gli oppositori.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, i Padri Costituenti inserirono nella nostra Carta Costituzionale, agli articoli 10 e 11, l’istanza di organi internazionali che potessero farsi garanti e custodi della pace e il diritto di asilo per chi non può esercitare la sua libertà nel paese in cui abita.

In Francia inoltre si sente la necessità di stringere rapporti di collaborazione con la Germania, ricca di carbone per rifornire le proprie industrie e questo porta a pensare a un’unione di Stati europei non più in competizione tra loro, ma collaboranti per il benessere di tutti. E’ del 1950 la dichiarazione di Schumann, cui seguì nell’anno seguente l’istituzione della C.E.C.A. (Comunita’ Europea Carbone e acciaio) cui aderisce anche l’Italia insieme con Belgio, Olanda e Lussemburgo (oltre naturalmente a Francia e Germania).

Nel 1956 si arriva alla firma del trattato di Roma che sancisce la nascita della CEE (Comunità Economica Europea) e nel 1957 gli Stati aderenti firmano un trattato per l’utilizzo pacifico dell’energia atomica (EURATOM).

Qui si è conclusa la prima delle sei lezioni che il dr. Spagnuolo terrà sul tema “Europa”, lezioni quanto mai opportune in vista delle elezioni europee e, a giudicare dall’applauso finale della sala al completo, tutti hanno apprezzato molto la chiara ed esauriente (come sempre) esposizione del nostro apprezzatissimo docente.

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Il cervello, come il giadiniere, pota i rami secchi
Il cervello, come il giadiniere, pota i rami secchi

Il dr. Lissoni  ha continuato a parlarci del cervello, della sua mirabile struttura e delle sue strabilianti capacità. E’ stato consolante sapere che il cervello si modifica in continuazione ad ogni nostra nuova esperienza cognitiva o sensoriale e che continua a rigenerarsi, anche se a ritmi più lenti che nell’età evolutiva, anche nell’età adulta, anche dopo i 70 anni. E’ vero poi che il cervello elimina ciò che non utilizziamo (si dimenticano le cose fatte una volta e poi tralasciate) e a questo proposito ha menzionato il detto inglese: USE IT OR LOSE IT (usalo o lo perdi).  Da ciò consegue la necessità di fornire sempre nuovi stimoli al nostro cervello sia di tipo cognitivo (continuare ad imparare) sia aiutandolo a restare in forma col movimento regolare: camminare, nuotare, andare in bici…

Anche questa lezione è stata molto gradita e apprezzata da tutti per la capacità del nostro docente di rendere semplici anche le cose difficili: è stato un bel pomeriggio !!

 

Open day all’Opificio Zappa.

opificio-zappaIeri, approfittando dell'”OPEN DAY”, sono andata all’Opificio Zappa.  Ho potuto visitare con la guida della mia amica Ornella, la parte del complesso adibita ancora a uso industriale: essa è protetta come bene culturale, visto che conserva le strutture della vecchia filanda preesistente e come tale fa parte dei siti comaschi di archeologia industriale.

L’altra parte del complesso, quella che costeggia la strada, è divisa in tanti spazi in cui sono ospitate molteplici attività: spazi in cui studiare, laboratori di bigiotteria, di lingue, di fotografia e di patchwork,  sala prove per le band musicali, spazi di co-working, galleria per esposizioni…. E nello spazio antistante anche la possibilità di usufruire di massaggi rilassanti.

E’ stata per me, che non avevo mai visitato l’opificio, una piacevolissima sorpresa. In una città come Erba, piuttosto povera di ambienti in cui riunirsi e ritrovarsi, l’Opificio Zappa viene a colmare una carenza di lunga data.

 

UTE: Manzoni tra classicismo e romanticismo – Come è fatto il cervello.

manzoniore 15: Don Ivano Colombo ci presenta il Manzoni degli inizi, il Manzoni meno noto. Dopo aver tratteggiato le vicende della sua vita (a questo proposito il nostro docente ci ha svelato anche particolari piuttosto piccanti, e a me sconosciuti, riguardanti la famiglia Manzoni) e la sua formazione giovanile,  don Ivano ci ha fatto rilevare come la critica del De Santis, a lungo ritenuta la più autorevole, pecchi di un limite macroscopico: quello di ritenere che con l’avvento del romanticismo, si fosse creata una scissione netta col periodo precedente del classicismo. E’ facile invece constatare dagli scritti manzoniani come il carme “In morte di Carlo Imbonati” (e come anche nel Foscolo) la formazione culturale classica continui a permeare tutta l’opera del Manzoni, anche quando diventa più forte l’influsso degli ideali romantici

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cervello-umano

ore 16: Il dr. Alberto Lissoni, con la sua consueta chiarezza e semplicità di linguaggio e con l’aiuto di molte diapositive, ci ha introdotto nell’ affascinante e sorprendente anatomia del cervello umano.

Conoscerne le varie parti e le loro funzioni è stato molto interessante e si rimane veramente strabiliati nel rendersi conto di quale meravigliosa “macchina” esso sia…. Per questo dobbiamo averne la massima cura e acquisire tutte quelle abitudini e quei comportamenti che consentono di preservarne più a lungo la funzionalità.

Incanto Francescano.

img_20181008_111651_resized_20181008_111953444Celebrare S. Francesco e ricordare la  carica rivoluzionaria e rinnovatrice del messaggio che scaturisce dalla sua vita: era questo l’intento della sacra rappresentazione offertaci sabato sera dalla corale di Giubiasco nella chiesa di Arcellasco.img_20181008_111754_resized_20181008_111828704img_20181006_215159_resized_20181008_111908014

Attraverso canti che coinvolgevano l’assemblea e la ricostruzione scenica dei più salienti episodi della vita del Santo, i presenti hanno potuto vivere  momenti di grande suggestione e meditare sull’attualità del Santo di Assisi, mentre la bella musica  che accompagnava la rappresentazione ricreava l’atmosfera medioevale in cui si muovevano i personaggi sulla scena.

Ringraziamo i cantori di Giubiasco per la bella serata e per averci indotto a riflettere: anche oggi la Chiesa vive un momento di crisi e un altro Francesco ci sta invitando a non aver paura dei cambiamenti ….. non può essere un caso…

Dediche significative …..

dediche-001Quando si sente parlare o si legge dei milioni di morti delle guerre del novecento si è portati a non vedere che una moltitudine di ombre che marciano in un’atmosfera fuligginosa, senza tempo: ombre indistinte, silenziose, anonime….  Ma  le dediche dei visitatori della nostra mostra hanno disegnato visi e sguardi,  con una storia appena accennata, ma unica e inconfondibile  nel dolore che rivela.

E’ così apparso Miro, un  diciottenne, uno dei tanti ragazzi del ‘99…è poco più che un bambino. Non è più tornato né si è saputo mai come sia finita la sua esistenza ….è svanito nel nulla, forse polverizzato da una bomba o da un lanciafiamme. Sua madre non ha avuto nemmeno una tomba su cui  piangere e portare un fiore ….

C’è un papà, che è tornato dalla guerra; è riuscito a sfuggire ai cecchini, alle bombe, ai gas, alla spagnola ed ha potuto riabbracciare la sua bambina, ma lei ricorda che il suo papà non era più lo stesso di prima… L’angoscia, la paura, l’orrore della guerra possono continuare a fare molto male anche ai sopravvissuti…

Elide invece è morta giovanissima sotto i bombardamenti di Piazza Mercato, mentre stava vivendo tranquillamente la sua quotidianità…

E c’è una madre che non esita a sfidare le bombe  per portare in salvo il proprio bambino…. mi pare di vederla correre con tutte le sue forze per raggiungere il suo piccolo, mentre le sirene lacerano l’aria e le bombe cominciano a squarciare case, strade  e …vite umane… ma lei continua a correre…

Piccole storie che la grande Storia non considera, ma che hanno lasciato la loro impronta indelebile in chi ancora le ricorda e le vuole far ricordare…

Molte dediche rivelano poi il rifiuto netto e deciso della guerra per risolvere i problemi, essa è sempre e comunque un’assurda inutile strage…

Questo era l’intento della mostra: far ricordare e far riflettere….obiettivo raggiunto!!!

Iscrivetevi!!

Domani ci ritroveremo nella chiesetta di S. Giorgio per iniziare con la tradizionale messa il 25° Anno Accademico dell’UTE. A giudicare dai temi proposti nel programma annuale, sarà una nuova avvincente avventura frequentare le lezioni dei nostri bravissimi docenti. Spero perciò che molti vorranno iscriversi; io lo farò fin dal primo giorno di lezione, come accade ormai da sette anni.manifesto-ute-iscrizioni

Bambini alla mostra

bambini alla mostra
bambini alla mostra

Se il gran lavoro fatto per allestire la mostra che abbiamo intitolato “MAI PIU’ LA GUERRA” ha consentito ai bambini della quarta e della quinta di Arcellasco di venire a contatto con una storia dolorosa e troppo spesso ignorata, possiamo dire che ne valeva la pena….

I bambini hanno assistito alla proiezione del video con attenzione e partecipazione, hanno osservato con interesse tutti i reperti d’epoca esposti, hanno posto domande, hanno ricordato i bisnonni che hanno vissuto quei momenti storici e hanno scritto la loro dedica  a quei giovani eroi.

Abbiamo cercato di far capire che la pace di cui godiamo non è una cosa scontata: non è stato sempre così…. E se vogliamo continuare a goderne, dobbiamo impegnarci tutti, ogni giorno, per costruire le condizioni che la rendono possibile.

Il primo rendez-vous.

E’ iniziato l’autunno e riprendono le attività dell’UTE (Università Terza Eta’) di Erba.

Mentre i soci si godevano le loro vacanze al mare, in montagna, sui laghi o anche solo nella tranquillità della propria casa, le colonne portanti della nostra associazione (Mariuccia, Lalla, Cesare, Daniela) hanno continuato a lavorare per definire la programmazione annuale e il calendario delle lezioni, tenendo presenti le diverse e a volte contrastanti esigenze dei docenti.

Ora però tutto è pronto!!

s-giorgio-2Sarà bello  perciò ritrovarsi insieme martedì, 2 ottobre, alle ore 15.00, nella chiesetta di S. Giorgio a Crevenna per la tradizionale messa in suffragio dei soci defunti.

A questo primo incontro seguirà la prima vera riunione il giorno venerdì, 5 ottobre, alle ore 15.00, nella nostra sede abituale per la presentazione del programma e la consegna del relativo opuscolo.

Io ne approfitterò per iscrivermi immediatamente, come faccio ormai da 8 anni:  l’UTE di Erba  è un’associazione che offre occasioni preziose di aggiornamento culturale (per non rischiare di sentirsi estranei in un mondo che cambia sempre più velocemente) e altrettanto preziose occasioni di socializzazione. Ecco perchè deve essere sostenuta e amata!!

A prestissimo, allora!

Grande pubblico alla mostra!

Ieri sera abbiamo finalmente inaugurato la mostra che ha preso spunto dalla fine della Grande Guerra.

Alle nove il Concerto della corale “CONVIVIA MUSICA”,  diretta dal M.° Marco Testori, ha veramente commosso tutti i presenti con i canti che ricordano la guerra vista dal punto di vista delle donne. Una grande sensibilità trapelava da ogni esecuzione.

Il Sig. Donzelli, sua mogle Milena e il parroco don Claudio.
Il Sig. Donzelli, sua mogle Milena e il parroco don Claudio.

Al termine, abbiamo inaugurato la nostra mostra intitolata “MAI PIU’ LA GUERRA!”: erano esposti oggetti e cimeli dell’epoca, rigorosamente autentici, messi a disposizione da un appassionato collezionista della nostra parrocchia: il Sig. Donzelli,  a cui va il nostro sentitissimo grazie!

C’è stato poi un lungo lavoro di raccolta di foto e documenti, di costruzione del video abbinato alla mostra, di catalogazione del materiale e infine dell’allestimento dell’evento.

A giudicare dalla reazione dei tanti presenti all’evento, credo si possa dire, senza falsa modestia, che il lavoro è stato molto apprezzato. E’ stata anche gradita l’iniziativa di dedicare la visita alla mostra alla memoria di un familiare caduto in guerra.

E’ poi da notare con commozione quanto sia diversa la guerra raccontata nella sua atroce realtà dai reporter,img_20180922_224735_resized_20180923_094815924 da quella raccontata dai soldati alle loro famiglie; dalle cartoline e soprattutto dalle foto scattate nei momenti di pausa, traspare evidente l’intenzione di rassicurare i parenti in ansia per la loro sorte.

La mostra resterà aperta tutto il giorno oggi, sabato pomeriggio 29 e tutta la domenica 30 settembre; a richiesta potrà essere aperta anche durante la settimana. Già ci sono pervenute richieste da parte delle scuole.

 

Mostra: “Mai più la guerra”

mostra-guerra-locandina-a41Da tempo stiamo lavorando alla preparazione di una mostra per celebrare la fine della guerra del 1915-18. Abbiamo cominciato con il raccogliere documenti e fotografie che alcune famiglie ci hanno affidato, poi sono venuti altri sostanziali contributi da un video che riporta foto scattate da un reporter di guerra che ha militato sul fronte. Infine abbiamo scoperto che proprio qui in zona c’è un appassionato collezionista di oggetti e cimeli della Grande Guerra.

Per tutta l’estate, nei ritagli di tempo, abbiamo lavorato sul materiale fotografico e sui documenti; ora siamo alla stretta finale: sabato sera, dopo il concerto dei Convivia Musica  intitolato “Che il Signor fermi la uère” , inaugureremo la nostra mostra.

Abbiamo esteso gli inviti aanche alle scuole della città. Sarà un momento per tutti di riflessione sulle atrocità e sull’assurdità della guerra, di tutte le guerre; per i più giovani in particolare, sarà un’occasione per sentir raccontare vicende di un tempo lontano, di cui forse non hanno mai sentito parlare.

I visitatori saranno invitati a dedicare alla memoria di un loro familiare caduto in guerra o ai tanti sconosciuti che hanno sacrificato la loro giovinezza sui campi di battaglia.