LoSnodo + Umanamente= Raccontami una Tesi.

Spesso ci si lamenta della scarsa partecipazione dei giovani alla vita associativa, ma ci sono delle realtà meritevoli di attenzione purtroppo ancora poco conosciute.

Tra queste realtà possiamo certo annoverare”LoSnodo”, la cui sede è alla stazione di Erba e “Umanamente ” con sede a Canzo: sono due associazioni giovanili che si prefiggono di vivacizzare il panorama socio-culturale delle nostre comunità.  Questa pandemia le ha “mutilate” sul nascere, ma ora stanno provando a rimettersi in moto. Hanno infatti pensato di organizzare  una serie di  videoconferenze  intitolata” Raccontami una tesi”:  di volta in volta un giovane neolaureato presenterà la propria tesi di laurea, dando modo ai partecipanti di aggiornare le proprie conoscenze e di chiarirsi le idee nel dibattito finale.

Ieri sera è stata la volta di Francesco, che ci ha parlato di “INTEGRAZIONE EUROPEA ALLA PROVA DEI NAZIONALISMI: L’INFLUENZA DEI DISCORSI POPULISTI”

Dopo una breve sintesi della storia dell’unificazione europea, Francesco ci ha spiegato quali elementi accomunino i vari populismi del passato e del presente attraverso l’analisi dei discorsi di personaggi che hanno fatto del populismo la molla del loro successo politico:

Mary Elizabeth Lease (contadina americana della fine dell’800);

Pierre Poujade (fondatore in Francia di un sindacato, antenato dell’odierno Front National);

Viktor Orban, il presidente ungherese che controlla la quasi totalità della stampa e delle Tv del suo paese;

Matteo Salvini, attuale capo politico della Lega.

Nei loro discorsi sono presenti elementi comuni: posizioni estreme, slogan di facile presa, contrapposizione verso un presunto “nemico”, avversione verso chi governa e verso le istituzioni.

Facile comprendere che con questi presupposti i populismi costituiscono un pericolo per il processo di integrazione dei paesi membri dell’UE e lo testimonia la Brexit propagandata dal populista britannico Farage.

L’Europa potrà difendersi dai populismi, se saprà abbandonare una politica basata solo sui rapporti economici e riscoprirà i valori di solidarietà e di difesa dei diritti che hanno ispirato i Padri fondatori.

Dal dibattito che è seguito alla esposizione del bravissimo Francesco, sono emerse  le aspettative e le delusioni dei giovani verso l’UE: appare sempre eccessivo il peso della burocrazia, troppo debole la politica verso i populisti interni, palese l’incapacità di governare il fenomeno dell’immigrazione,  troppo pavida nella difesa dei diritti umani nei paesi limitrofi e per troppo tempo ha fondato la sua politica economica sull’austerità (che ha favorito i populisti)..

Tutti però hanno convenuto che c’è bisogno di un’ Europa forte e coesa, pena l’irrilevanza dei paesi europei nella politica internazionale; c’è bisogno di grandi progetti comuni (difesa dell’ambiente, unificazione dei sistemi fiscali, stipendio minimo) che però non devono venire vanificati dalle lentezze burocratiche e dalle inefficienze a livello delle istituzioni locali.

Per parte mia ho fatto notare che oltre ai limiti evidenti dell’UE come è ora, non si può dimenticare che ha garantito, per la prima volta nella storia, 75 anni di pace ai paesi membri che nel passato hanno mandato i propri giovani a morire in guerra per questioni territoriali, di prestigio e per desiderio di prevalere gli uni sugli altri. Ciò ha garantito per secoli un livello di vita sub-umano alle classi più povere del continente. Ai miei tempi non si poteva certo pensare di andare in Francia, in Germania o in altri paesi confinanti semplicemente fornendosi di un biglietto aereo o mettendosi al volante della propria auto senza altre formalità  e solo poco tempo fa le badanti polacche dovevano rientrare in patria per rinnovare il permesso di soggiorno ogni tre mesi.

Avrei potuto ricordare anche un’altra garanzia di cui godiamo noi cittadini europei: il controllo severo della qualità dei prodotti che consumiamo per la nostra alimentazione e per la vita quotidiana (normative precise sulla qualità degli alimenti, il marchio CE su giocattoli, apparecchiature elettroniche ecc. …).

L’Unione Europea è nata per merito di chi ha saputo sognarla e farle muovere i primi passi; ora tocca ai giovani renderla forte e sempre più unita nella solidarietà, che la pandemia ha reso non più rinviabile.

E’ stata una bella serata e un’occasione preziosa per me per  incontrare dei giovani e sentire le loro idee, perciò non mancherò ai prossimi appuntamenti di “Raccontami una tesi”.

Sorella acqua.

…. Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta… (Cantico delle creature)

 

terra-acqua (1)Milena Gabanelli in questo video racconta una proposta di investimenti, nell’ambito del Recovery Plan, che viene dal mondo dell’agricoltura per sfruttare l’acqua piovana e farla diventare sia una risorsa in periodi di siccità, sia una fonte di energia idroelettrica pulita. La realizzazione di questa proposta comporterebbe anche la creazione di molti posti di lavoro e questo non è un aspetto da trascurare di questi tempi.

Mi sembra un’ ottima idea: va nella direzione giusta, visto che è  da tempo universalmente accettato il fatto che l’acqua sarà sempre più in futuro un problema  anche nel nostro paese.

Dovremmo rendercene conto tutti e contribuire tutti in ogni modo a non sprecare un bene così prezioso; dovremmo capire che non  sarà più così scontato averla a disposizione senza limiti come è stato fino ad ora.

Io, per quel che posso, mi sto già attrezzando: ho riflettuto che anche nella mia cucina sprecavo molta acqua che poteva benissimo essere riutilizzata e ho deciso di cambiare le mie abitudini.

Ho acquistato una bacinella di plastica di dimensioni tali  da poter entrare nel lavandino della cucina e quando lavo la verdura o la frutta,  quando mi capita di sciacquare un attimo le mani sena usare il sapone, o quando lavo la caffettiera, recupero l’acqua che altrimenti andrebbe sprecata finendo direttamente nello scarico e la utilizzo per annaffiare orto e giardino.

Certo il mio risparmio influisce solo minimamente sulla mia bolletta dell’acqua e non ha certo ripercussioni  sull’andamento generale del consumo idrico, ma, se tutti provassimo a limitare gli sprechi, certamente ne gioverebbe tutto l’ambiente.

Angoscia.

Sono giorni di angoscia, giorni in cui la gente intorno a me muore …ogni volta che squilla il telefono, mi balza in mente un pensiero che mi fa trasalire: quale altra brutta notizia mi sta arrivando?

Sono amici, conoscenti, vicini di casa, persone con cui ho condiviso momenti della mia vita: se ne vanno in silenzio; qualcuno in modo repentino, altri con un addio più prolungato.

Tutti si portano via qualcosa di me…

Mattine di fine inverno.

In queste mattine di marzo così luminose, con l’aria limpida e fredda, ma col sole splendente che avvolge ogni cosa, appena alzata esco fuori a guardare l’aiuola piena di fiori.

Ai piedi del cedro fanno bella mostra di sé  le primule rosa, bianche, gialle, viola, fucsia che hanno cominciato a fiorire già da tempo. Le primule sono fiori coraggiosi  che sbocciano in avanscoperta quando ancora l’inverno fa sentire il suo pugno di ferro. Poi ci sono, altrettanto impavide, le viole mammole e le viole del pensiero che spiccano tra le tantissime margherite e il verde lucente dell’erba nuova.  E’ molto bello anche vedere come giorno per giorno le gemme sui rami delle rose o su quelli del melo-nano si aprono a poco a poco, facendo intravvedere prima appena un accenno di colore, poi via via si affacciano le foglioline lucenti e morbide come seta  e ogni mattino appaiono un po’ più grandi….

È sempre commovente contemplare la vita che si rinnova e per qualche minuto dimentico le sirene delle ambulanze, le strade vuote e la solitudine di queste lunghe giornate di COVID.Una Nonna On Line

 

Virus, varianti e vaccini …sfuggenti.

Torneremo in zona arancione? o rossa?

In Lombardia si va verso la creazione di mini-zone rosse, visto l’avanzare incalzante delle  varianti di coronavirus che circolano in Lombardia.

Ci saranno reazioni accese come per la chiusura delle piste da sci? E’ vero, questo ultimo provvedimento è arrivato troppo tardi, ma forse bisogna rendersi conto che a comandare per il momento è il virus con le sue varianti.

La Lombardia pare poco organizzata anche per i vaccini, visto che è così arduo accedere alle prenotazioni on line. Altrove gli ultraottantenni sanno già dove e quando potranno essere vaccinati …. qui chi è riuscito a collegarsi, dopo ore ed ore passate al computer, ha ricevuto in risposta un messaggio in cui gli si dice che riceverà un altro messaggio con le indicazioni del caso….. ottimo, direi!!!!

UTE : conferenze online.

L’UTE di Erba ha organizzato tra dicembre e questi primi giorni di gennaio tre videoconferenze tenute tutte da don Ivano Colombo.

La prima verteva sulla figura di don Primo Mazzolari, anticipatore di molte posizioni espresse poi dal Concilio Vaticano II; le altre due sono state incentrate sulla figura di S. Giuseppe, a cui è dedicato questo 2021. Dall’analisi di testi biblici, Vangeli apocrifi, tradizioni popolari e opere d’arte, don Ivano è riuscito a “modellare” un S. Giuseppe a tutto tondo e  per certi versi inaspettato.

La prima puntualizzazione ha riguardato il modo comune di definirlo “padre putativo”, intendendo che Giuseppe fu ritenuto padre di Gesù anche se in realtà non lo era. Giustamente il nostro docente ci ha fatto riflettere: chi è vero padre? Colui che genera o colui che custodisce ed educa? Certamente il secondo non è meno padre del primo e Giuseppe che si è preso cura di Gesù, che lo ha cresciuto, educato, istruito può a buon diritto essere ritenuto padre a tutti gli effetti.

Giuseppe nei Vangeli canonici ha poco spazio, ma è invece molto presente nei Vangeli apocrifi (Vangeli non riconosciuti come affidabili da tutte le comunità cristiane antiche) e nelle opere d’arte in cui  la sua figura appare molto presente.

E’ l’uomo giusto, che sa discernere e fare la volontà di Dio. E’ l’uomo che sa assumersi la responsabilità di scelte difficili, che sa sfidare le regole del perbenismo, che sa amare con generosità, che affronta pericoli e disagi per custodire gli esseri che gli sono stati affidati.

Al giorno d’oggi, gli uomini, nelle nostre società occidentali, sono impegnati a ridisegnare il loro ruolo all’interno della famiglia: non possono più essere i “padri-padroni” e per questo a volte si limitano a interpretare la parte di quello che è troppo preso dal lavoro per interessarsi veramente della famiglia, con conseguenze disastrose sull’educazione dei figli e sulla coesione del nucleo familiare. Per questi uomini S. Giuseppe può essere un esempio di  tenerezza, di serietà e di autorevolezza. Credo che Papa Francesco abbia indetto l’anno di S. Giuseppe proprio per sostenere e dare fiducia ai giovani padri di oggi, a volte un po’ frustrati e disorientati.

Le lezioni di don Ivano sono state molto interessanti; dispiace che molti soci ute non abbiano il coraggio di provare a collegarsi via internet.

 

 

 

Restare umani.

Questa pandemia che ci costringe alla lontananza, forse ci fa riscoprire il valore dei rapporti umani …

E’ questo che pensavo ieri mentre tornavo a casa dopo la messa, durante la quale una bambina del nostro gruppo ha potuto ricevere la sua prima Comunione essendone stata impossibilitata ai primi di ottobre, quando l’hanno ricevuta  tutti i suoi compagni.

Lei era emozionatissima, fino alle lacrime,nel sentirsi citare in vari momenti della messa. Fortunatamente molti suoi amici e amiche avevano capito l’importanza di esserle vicini in quel momento e hanno partecipato numerosi alla messa e alla comunione. Forse in altri tempi molti sarebbero andati fuori città per il weekend  e non avrebbero ritenuto importante essere presenti. Invece ieri c’erano con il loro affetto e la loro empatia.

Alla fine del rito, tutti si sono affollati accanto alla loro amica per farle festa e fare foto ricordo.

A volte si è portati a credere che i bambini di oggi siano diversi da quelli di ieri, perchè distratti da videogiochi insulsi e da una tecnologia onnipresente, ma forse questa pandemia, che li ha costretti davanti ai computer per ore, ha fatto scoprire a tutti, e in particolare ai bambini, i limiti degli strumenti tecnologici.

Siamo arrivati alla saturazione e stiamo dando loro  il giusto peso: sono certamente utili, direi addirittura  preziosi in queste circostanze, ma non possono trasmetterci il calore  e la bellezza degli incontri reali.

Forse riusciremo a restare umani, come sono rimasti umani i nostri bambini.

Non chiederti cosa può fare il tuo paese….

Succede anche in altri paesi? Non lo so davvero.

So però che qui da noi ogni mossa per contrastare la diffusione dei contagi suscita sempre una ridda di polemiche: se si chiudono le scuole si obietta che ci si dimentica dei diritti dei bambini e dei giovani allo studio e alla socialità, che i genitori che lavorano non sanno a chi affidare i loro figli; se si aprono le scuole: ecco così si diffondono i contagi, i bambini portano a casa il virus e i nonni muoiono.

Se si chiudono i locali, giustamente i gestori soffrono e chiedono misure meno restrittive, ma poi i loro clienti se ne fanno un baffo delle norme di precauzione e quindi ecco gli “osservanti” inveire contro chi permette che si tengano aperti gli esercizi pubblici.

Ora la polemica si sposta sulle settimane bianche ed è vero che non c’è nula di più salutare che farsi una bella camminata in montagna con o senza neve, respirare l’aria fresca, sentire il vento in faccia e ascoltare il silenzio maestoso delle alte quote. …. ma abbiamo visto tutti gli assembramenti  in attesa dello skilift o dentro le ovovie, e allora?

Mi vengono in mente le parole di Kennedy: Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese.

Se tutti ci assumessimo consapevolmente le nostre responsabilità, tenendo sempre presente che il bene comune viene prima di quello personale, non ci sarebbe bisogno di tanti decreti e di tante norme e le polemiche non riempirebbero le pagine dei giornali.

Parlando di complotti…

(Da Il Fatto Quotidiano)

“RADIO MARIA è la radio privata con il maggior numero di ripetitori sul territorio nazionale, oltre 850, più della Rai, con oltre un milione e mezzo di radioascoltatori ogni giorno. Fondata come piccola radio parrocchiale ad Arcellasco d’Erba da un certo Padre Mario – poi esiliato nella meno carismatica Radio Mater – è oggi un network ( World Family of Radio Maria) che trasmette in 77 Paesi dei 5 continenti. In quanto “radio comunitaria”, cioè non generalista, status previsto dalla legge Mammì, ha diritto a sostenersi con donazioni spontanee ( che arrivano anche a 18 milioni di euro l’anno) e, dal 2006, attraverso il 5 per mille

Perchè leggendo questi dati, forniti dal giornalista de “Il Fatto quotidiano” mi viene in mente Lutero e la sua lotta contro la vendita di indulgenze? Poi vado sul sito di Radio Maria e trovo queste parole alla fine di un articolo dedicato al complotto

“No, non siamo di fronte a un complotto, ma a una rivoluzione ambientale, nel senso che un ambiente, cioè un modo di vivere, verrà sostituito con un altro modo di vivere, all’insegna di quell’individualismo che il Pontefice condanna nell’enciclica Fratelli tutti. E cambiare ambiente significa cambiare modo di vivere, cosa che ha un’influenza importante sulla vita degli uomini, perché «dalla forma data alla società può dipendere la salvezza delle anime», come diceva molti anni fa Papa Pio XII (1 giugno 1941)”.

Questa è una clamorosa smentita di quanto detto alla radio dal suo speaker più importante, forse anche a Radio Maria qualcuno ha pensato che si era esagerato e che era  bene  correggere il tiro…