L’eredità dei giusti.

È “L’eredità dei giusti” (titolo della serata di ieri sera, partecipata nonostante il vento freddissimo) che essi hanno lasciato a tutti noi : battersi e operare x la giustizia, perdonare il nemico, anche il più feroce, donare le proprie energie e pronunciare parole buone, per costruire un mondo migliore, tutto ciò con Amore, l’ultima parola che David Sassoli ha ripetutamente pronunciato morendo.

Questo è il commento della mia amica C.F. che ha assistito, come me, alla seconda serata del “mese della Pace”.  Si è trattato di un recital dell’attore Simone Severgnini e del Giardino delle Ore, imperniato sul “ricordo” di alcuni  giusti dei nostri giorni: Gino Strada, Desmond Tutu,  Thich Nath Hahn, Luca Attanasio, David Sassoli.

Sono uomini che hanno dedicato la propria vita a rendere migliore il mondo in cui viviamo, ognuno ha operato in campi diversi: Strada come medico là dove le guerre seminano dolore e morte; Desmond Tutu, in Sudafrica, contro l’apartheid; Thich Nath Hahn, monaco buddista noto per il suo impegno per la pace; Luca Attanasio, il giovane ambasciatore gentile ucciso durante una missione di solidarietà; David Sassoli, l’uomo che ha nobilitato il mestiere della politica con il suo impegno nella costruzione di un’Europa più forte, con la sua onestà, con la forza delle sue idee e dei suoi affetti.

Sono persone che ci  hanno lasciato come preziosa  eredità il loro esempio; se ognuno di noi si impegnerà a seguire le orme dei loro passi, certamente il mondo diventerà un luogo migliore per noi e per i nostri figli.

 

Una lunga odissea.

Mercoledì sera, ho partecipato ad una breve “cerimonia” in occasione dell’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. E’  un momento suggestivo e cerco sempre di partecipare.  Accanto ai momenti di preghiera c’è stata la testimonianza di due immigrati: una donna Ucraina, fuggita dal suo paese con la sua bambina poco dopo lo scoppio della guerra, e un ragazzo nigeriano. Quest’ultimo, di religione cristiana, nella sua lunga testimonianza ha raccontato di essere fuggito dal suo villaggio dopo che, in un’incursione da parte di un gruppo di terroristi, la sua casa è stata incendiata, causando la morte dei suoi genitori  e il rapimento di due suoi figli ancora molto piccoli.

Lui e la moglie si sono messi in viaggio seguendo strade diverse. L’attraversata del deserto è stata penosissima: ai bordi della pista erano disseminati i resti di cadaveri, cibo e acqua scarseggiavano al punto che ognuno per sopravvivere è stato costretto a bere la propria urina. Dopo un breve soggiorno in Libia, dove si era ricongiunto alla moglie, a bordo di gommoni sono giunti in Italia, ma non avevano documenti e hanno tentato di raggiungere la Germania, da cui però sono stati respinti di nuovo in Italia. Dopo tante peripezie sono giunti a Erba, dove la Caritas li sta aiutando.

Questo ragazzo non si è soffermato molto sui particolari delle varie tappe della sua lunga odissea, ma non è difficile immaginare quante sofferenze abbia dovuto affrontare.

Nell’ascoltarlo pensavo a quanto sia ingiusto il mondo che siamo venuti creando nel tempo e come stiamo anche oggi perpetuando ingiustizie vecchie di secoli. Credo che se fino a pochi decenni fa i diseredati del mondo erano rassegnati al loro destino perchè non conoscevano altri modi di vivere possibili, ora le nuove comunicazioni hanno abbattuto queste barriere e chi può cercherà sempre più di prendersi quel briciolo di felicità e di benessere a cui ogni essere umano ha diritto.

Strage di Erba: registrazioni inequivocabili.

Dopo 16 anni si torna a parlare ancora una volta della strage di Erba e della richiesta degli avvocati di riaprire il processo.

Mi sembra solo una mossa per far parlare di sé e per occupare qualche colonna di giornale con qualche articolo che attira sempre l’attenzione dei lettori: più le storie sono macabre, più solleticano la curiosità morbosa della gente. Io, che abito forse a 500 metri in linea d’aria dal luogo in cui sono avvenuti quei tragici fatti, non ho mai voluto nemmeno sapere in quale palazzo siano stati perpetrati e quando passo nella zona schiaccio l’acceleratore.

Penso che sia proprio in coincidenza di questo rinnovato interesse, che sul sito del quotidiano locale “La Provincia di Como” vengono pubblicate le registrazioni degli interrogatori di Olindo e Rosa. Esse contengono inequivocabilmente la prova della loro colpevolezza: le testimonianze, rese separatamente durante gli interrogatori, evidenziano particolari che solo chi ha compiuto quei gesti può conoscere e confermano che i due accusati hanno agito insieme. A questo link potete trovare l’ultima registrazione pubblicata (la terza). Basta ascoltarne anche solo qualche minuto  per convincersi di quale sia la verità dei fatti.

Forse non tutti sanno che…

Forse non tutti sanno che esiste anche qui a Erba l’associazione ANTEAS (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà), che si occupa di promuovere diverse attività  culturali e assistenziali, tra le quali è anche previsto un servizio di trasporto per per persone che abbiano bisogno di andare in ospedale o in altre strutture sanitarie per fare visite mediche, o cicli di cure.

Qui a Erba la sede è presso la CISL. Per poter usufruire del servizio trasporto, bisogna associarsi (10 euro annuali) e avvertire per tempo della data in cui se ne ha bisogno. E’ anche previsto un costo minimo in rapporto al chilometraggio.

Io non conoscevo questo servizio e penso che molti non lo conoscano.  Certamente si può ricorrere a figli e parenti in certe situazioni, , ma quando i tempi si allungano, dà serenità sapere che ci si può rivolgere ai benemeriti volontari dell’ANTEAS .

Un autunno anticipato …

E’ con una stretta al cuore che ieri, dai giardinetti al lago del Segrino, ho scattato questa foto: sembra che nei boschi sia già autunno inoltrato… La siccità ha indotto gli alberi ad anticipare l’addio alle loro foglie che sono rinsecchite anzitempo.

Speriamo che questa sia  solo una tecnica difensiva degli alberi per limitare la dispersione di acqua e anche il loro fabbisogno idrico e che possano riprendere il loro fulgore nella prossima primavera.

Certo non si era mai visto niente di simile ….

bosco ridotta

Quei saluti inquietanti…

Da fonte affidabilissima sono venuta a conoscenza di un episodio inquietante: qualche giorno fa, ad Arcellasco, alla fine di una cerimonia funebre, quando la bara è stata portata fuori dalla chiesa, un buon numero di presenti, tutti vestiti di nero, si sono schierati ai lati della bara e, mettendo la destra sul cuore hanno gridato in coro: “Salutiamo il camerata … (seguiva il nome del defunto)”

Qualche tempo fa nessuno avrebbe osato arrivare a tale manifestazione chiaramente fascista alla luce del sole. Se ora simili episodi accadono sempre più spesso, la cosa non è senza significato e credo dovrebbe preoccupare tutti coloro che amano la democrazia e i suoi valori.

Concerto d’estate.

E’ stato forse un brevissimo quanto violento temporale (proprio all’ora di inizio dell’evento) a trattenere in casa gli Erbesi ieri sera.

La tanto agognata pioggia ha infatti inzuppato mio nipote Davide e me mentre dal parcheggio ci recavamo al Teatro Excelsior. Il contrattempo però non ci ha impedito di goderci il bellissimo concerto offerto da ben tre scuole di musica diverse dirette ottimamente da una direttrice, di cui mi sfugge il nome.

Erano tanti ragazzi di età diverse, ma sembravano “navigati” professionisti e i brani di musica classica eseguiti (Mozart, Salieri, Delibes, Bartok ..) non erano certo semplici.

Gli applausi entusiastici del pubblico (come già detto piuttosto scarso per l’importanaza dell’evento) hanno sottolineato il gradimento e l’apprezzamento dei presenti per un momento veramente piacevole, che fa ben sperare per il mondo della musica.

Davanti a noi erano sedute due bambine di forse 8/9 anni: hanno seguito il concerto con grande attenzione: mi hanno detto che anche loro suonano uno strumento e che sperano presto di poter salire anche loro su un palco e suonare insieme a tanti amici.

 

Polemiche? Quando mai…

Il Giornale di Erba ha ripreso il mio post sugli auguri alla vicesindaco neo eletta, dicendo che ha fomentato una serie di polemiche e di commenti; smentisco categoricamente: il post ha avuto certo più di 200 visualizzazioni, ma due soli commenti su facebook: uno che condivide gli auguri alla città, astenendosi da altri commenti e uno di un’esponente della maggioranza che, dopo aver criticato la mia posizione (del tutto rispettosa per la persona, sottolineo), ha però poi messo un like alla mia replica in cui chiedevo di integrare il CV pubblicato dal Comune con le  modifiche intervenute eventualmente nel tempo.

Quindi nessuna polemica e soprattutto il PD non c’entra per nulla: il post è un’iniziativa di nonna on line e basta e il mio obiettivo non era una persona ma un modo di gestire le cariche: si va più per amicizia che per competenze?

P.S. per evitare coinvolgimenti del PD ho rassegnato le mie dimissioni dal direttivo del Circolo di Erba.

 

Auguri alla nuova vicesindaco.

Erba sta registrando la realizzazione del più democratico dei sogni: quello che ogni cittadino possa aspirare alle cariche più elevate, proprio come asserivano i Cinquestelle con il loro tanto denigrato “UNO VALE UNO”.

Ma il fatto è che a Erba non ha vinto il M5s, nossignori! Ha vinto la destra !!

Eppure troviamo alla carica di vicesindaco la signora Sofia Grippo, che nel suo CV, vanta esperienza di faccende domestiche e assistenza agli anziani: mestieri che meritano tutto il nostro apprezzamento (ogni lavoro se svolto con serietà e competenza dà dignità a chi lo fa), ma viene un dubbio: quali competenze può vantare la sig.ra Grippo nell’espletamento delle deleghe che le sono state assegnate?

Caprani ha scelto come vicesindaco Sofia Grippo della Lega che riceve le deleghe di Polizia locale, sicurezza, Protezione civile, sport, gemellaggio, eventi, politiche giovanili. ….21 ore fa (PrimaComo)

E’ comunque doveroso fare gli auguri alla nuova vicesindaco e soprattutto alla città di Erba.

BREVE STORIA DEGLI ORATORI PARROCCHIALI

Come ho già avuto modo di scrivere, stiamo allestendo una mostra sulla storia dell’oratorio di Arcellasco, ma mi è sorta una domanda: come sono nati gli oratori? Ecco la risposta di Wikipedia opportunamente sintetizzata.

Inizialmente gli oratori erano piccoli luoghi di culto dove i fedeli si riunivano a pregare (il termine deriva appunto dal latino orare, pregare).

Il primo oratorio nel senso moderno fu creato da san Filippo Neri intorno al 1550, con l’intento di creare una comunità di religiosi e laici unita in un vincolo di mutua carità sullo stile degli apostoli. Le finalità dell’oratorio di San Filippo Neri (primo oratorio) erano quelle della preghiera, coinvolgendo uomini comuni e di cultura nella lettura della Bibbia, e dell’educazione dei ragazzi.

Sulla scia di Filippo Neri, nacque l’idea di Giovanni Bosco.

Nel 1841 incontrò dei giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera. La sua passione educativa per i giovani lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi affollati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel giorno di Pasqua del 1846 l’Oratorio si stabilì sotto una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco.

Dall’esempio di Don Bosco, l’Oratorio è diventato sempre più luogo di aggregazione e formazione, sia religiosa sia umana. Le strutture si sono attrezzate e ingrandite, oltre a diffondersi per tutta Italia, con maggior diffusione nel Settentrione. In particolare l’arcivescovo di Milano card. Andrea Carlo Ferrari promosse la creazione di un oratorio maschile e di un oratorio femminile in ogni parrocchia.

Dal 2001 una serie di provvedimenti legislativi nazionali e regionali ha riconosciuto la «funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori parrocchiali», promuovendo quindi la costruzione e la ristrutturazione delle strutture oratoriali.

Nel 2013 la CEI ha pubblicato la nota pastorale del valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo dal titolo Il laboratorio dei talenti, primo documento nazionale del suo genere sul tema degli oratori in Italia

Nella nostra diocesi gli oratori sono coordinati nella F.O.M. (Federazione oratori Milanesi) guidata da don Stefano Guidi che ci ha onorato della sua presenza il 17 giugno scorso.