L’ ora dei compiti…

wp_20170704_10_35_43_proFinite le scuole, le famiglie si trovano in difficoltà: dove lasciare i figli, se papà e mamma lavorano?

Qui entra in gioco l’organizzazione delle parrocchie, che qui a Erba, come in tante altre città, aprono gli oratori e accolgono i ragazzi delle scuole elementari e medie per momenti di gioco, di preghiera e di…. studio…

wp_20170704_10_32_40_proI puntini di sospensione sono doverosi, visto che la maggior parte dei ragazzi in questi giorni non ha molta voglia di riaprire i libri, ma tant’è…. Tre volte alla settimana, dalle 10 alle 11 i ragazzi sono tenuti a portare i compiti delle vacanze o un libro da leggere. In questi momenti sono assistiti da un manipolo di adulti ” coraggiosi” che affiancano gli educatori.  E’ vero, è solo un’ora, ma non ci si può immaginare quanti modi di “non fare i compiti” i ragazzi più grandicelli riescano ad inventarsi

Sono però tutti molto simpatici, anche se un po’ vivaci.

Ci sono  altri volontari che rendono possibile la realizzazione di queste “scuole estive” a cominciare da quelli che organizzano le squadre, che preparano i pasti, che si occupano dei laboratori pomeridiani…. tanta gente che intende rendersi utile, rendendo un servizio alla collettività.

 

 

La triste storia di una statua “miracolosa”

madonna-seicentesca-di-arcellasco-001Era stata modellata nel seicento: il corpo in legno dalle fattezsze gentili di fanciulla, il viso dolce e un po’ triste e  le braccia mobili. Le avevano inserito sul braccio sinistro la statua del suo bambino, che reggeva il mondo.

Eravamo sotto la dominazione spagnola ed era stata rivestita con panni lussuosi e adorni di ricami preziosi, secondo la moda del tempo: doveva rappresentare la regalità di Maria e quindi non poteva mancare una corona sul capo di lei e del Bambino.

La gente semplice  venerava questa immagine, le attribuiva poteri miracolosi e per secoli quella statua ha avuto un posto d’onore nella chiesa di Arcellasco.

Poi, la smania di modernismo del secondo dopoguerra, l’ha relegata in soffitta: i suoi vestiti sono andati bruciati (secondo alcuni) o trafugati perchè preziosissimi (secondo altri); le è stato tolto anche il Bambino, donato da qualcuno che non ne aveva il diritto a qualcun altro che lo detiene in modo improprio…..

E ora la statua miracolosa di Maria Regina dell’Universo è solo una scultura in legno, spoglia, con una “cicatrice” che ricorda quel bambino che non c’è più e il suo viso triste  ben si addice alla sua triste storia.

E’ così che l’hanno ammirata i visitatori della mostra di arredi e paramenti sacri che abbiamo allestito ad Arcellasco e che si è conclusa ieri sera, dopo la visita della neo-sindaca, che ha molto apprezzato l’iniziativa.

Questa e molte altre storie abbiamo raccontato nel libro “Una data, una storia: 1517…” di cui ho già avuto occasione di parlare.

Quando la vita diventa poesia…

due anime, lo stesso cuore...
due anime, lo stesso cuore…

La mia cara amica Piera mi ha sorpreso un’altra volta….

Mi sono decisa a svuotare la cassetta della posta ingombra di propaganda elettorale e di pubblicità e, in fondo, ho trovato un biglietto….Leggendolo mi sono commossa per il pensiero gentile  della mia amica, ma ho sentito anche un po’ di invidia (invidia buona, naturalmente) per lei che, mia coetanea, può ancora provare emozioni tanto intense e vivere momenti di felicità così piena pur dopo tanti anni di vita matrimoniale….. Ecco quanto scrive Piera, la poetessa che mi  fa dono dei suoi versi:

COMUNIONE/INCANTO

Bellezza,//armonia,//meraviglia,//scoperta,//stupore://credo siano elementi indispensabili della mia vita//fino a quando //

scopro una sensazione// d’empatia//di scambio//di rispondenza// di fragile filo che unisce.

I tuoi occhi mi guardano// e domandano;// il mio cuore si emoziona //e risponde….

Un non detto fortissimo//una paura di spezzare l’incanto//….una comunione……

Non ci sono parole!// Nell’angolo più intimo di noi// all’unisono///scoppiano fuochi d’artificio,//volano farfalle.

e piango e piango// e, mentre scendono da sole le lacrime,//ripasso silenziosamente // l’alfabeto della felicità.

Erba alla Lega….

Erba sarà di nuovo amministrata dalla Lega. Così hanno voluto gli Erbesi e quindi va bene così: è la democrazia, carissimi!

D’altra parte questa città è da molto tempo leghista e affezionata ai partiti di destra più o meno estrema….avrà quindi quello che ha voluto.

Quelli che non si riconoscono in questa scelta politica hanno il dovere, da oggi in poi,  di cercare di fare rete per costruire un’opposizione credibile e per creare i presupposti per riconquistare la fiducia degli elettori: bando ai personalismi e cerchiamo ciò che può risvegliare interesse e passione in quei  cittadini che si sono del tutto estraniati da questa battaglia elettorale.

 

Una data, una storia…

E’ arrivato il giorno della pubblicazione e della vendita al pubblico, che pare stia rispondendo molto bene: wp_20170625_10_40_01_proil libro che si vede nella foto è quello scritto da Bruna, da Roberto e da me; in esso compaiono anche alcune ricerche fatteci pervenire dal dr. Andreoni, noto cultore e scrittore di storia locale.

Perchè partire proprio dal 1517? Perchè è l’anno in cui le due preesistenti comunità di Brugora e di Comeggiano (ora Bindella) si sono unite nell’unica parrocchia di S. Pietro e Paolo di Arcellasco d’ Erba.

E’ una storia minore, certamente, ma può raccontare l’evoluzione di un mondo che, pur nella povertà e nelle vicende tragiche di cui è stato protagonista e testimone, ha saputo mantenere vive le proprie tradizioni culturali e religiose, suo  vero ed unico collante identitario.

Certo è un libretto senza troppe pretese e che non ha le caratteristiche del saggio storico; la sua sola  finalità è quella di rendere un servizio: raccogliere le notizie degli ultimi 500 anni della parrocchia di Arcellasco e renderle patrimonio  di tutta la comunità. Là dove i documenti in archivio non ci potevano più venire in aiuto,  è stato il custode delle memorie della parrocchia, il sig. Riccardo, a fornirci notizie e materiale preziosi.

Questo libro è il frutto di un notevole impegno ….speriamo sia apprezzato…

 

 

 

Una sera con Neri.

Neri ai piedi del monumento ai caduti di Erba
Neri ai piedi del monumento ai caduti di Erba

Giampiero Neri, ieri sera, ad Arcellasco ha letto alcune sue composizioni che potremmo definire prosa poetica o poesia senza schemi espressivi. Il temaconduttore è quello della memoria dei luoghi in cui l’autore ha trascorso la prima parte della sua vita: Erba, i paesi vicini, i personaggi della sua infanzia.

Neri è infatti solo uno pseudonimo: il suo vero nome è Giampietro Pontiggia, nato a Erba, in via Majnoni, un giovedì di mercato del 1927. Ha la bellezza di novant’anni!!!!

La lettura dei versi è stata intervallata da brani musicali eseguiti da Marco e Dafne Colombo; la voce di quest’ultima è veramente splendida e Dafne sa modularla con sensibilità e bravura … peccato che a tratti il suono degli strumenti (in un locale dall’acustica non certo perfetta) sovrastasse la voce di Dafne, impedendo di apprezzarne in pieno le sfumature.

Molto divertente è stato il dibattito che è seguito alle letture: Neri, erbese di nascita, confessava di non sentirsi affatto milanese, nonostante i quasi 70 anni di permanenza in quella città, mentre tra il pubblico un anziano nato a Milano, ma residente a Erba, ricordava la sua milanesità. Ciò conferma quello che io stessa ho sperimentato: i luoghi in cui si vivono gli anni giovanili lasciano in noi un “imprinting” indelebile, che ci caratterizza per tutta la vita.

Come era prevedibile, le presenze allo spettacolo sono state davvero poche: ad Arcellasco la poesia non è molto seguita, nè apprezzata…. Peccato!

 

Verso il ballottaggio.

Se è facile festeggiare una vittoria elettorale e dividersi i meriti del successo, è invece molto difficile metabolizzare una sconfitta: c’è sempre chi è pronto a puntare il dito verso chi individua  come “capro espiatorio” della situazione, ma è invece molto meno disposto ad ammettere le proprie responsabilità.

E’ ciò che sta accadendo in questi giorni nel PD di Erba: ne consegue che le riunioni su come affrontare il ballottaggio sono state piuttosto animate.

Ci si poneva il dilemma se appoggiare apertamente il candidato che si oppone alle liste leghiste, magari con qualche tornaconto da trattare, o se invece non appoggiare nessuno schieramento, lasciando la  libertà e la responsabilità ai propri elettori di scegliere seondo il proprio giudizio.

Io, che non ho esperienza di politica attiva, sono stata e sono favorevole a questa seconda ipotesi, adottata dal circolo, per questi semplici motivi:

  • entrambi i candidati si appoggiano a simboli che propugnano idee a me del tutto estranee;
  • scegliere il “minore dei mali” vuol dire avvallare la prosecuzione di una linea politica già seguita da dieci anni in questa città e fortemente criticata da noi durante tutta la campagna elettorale;
  • penso inoltre che la “Lega” abbia già raccolto i suoi voti e che difficilmente chi non l’ha votata al primo turno, la voti poi al secondo;
  • non sarò realista, ma l’idea di contrattare un eventuale appoggio, mi dava l’idea di un voto di scambio: si sa che in politica queste cose possono avere una loro giustificazione, ma non mi piacerebbe che i cittadini potessero additarci come quelli che si vendono per una poltrona in più.

Auspico che tutti vadano a votare la prossima domenica e che i vincitori abbiano a cuore il bene di tuti i cittadini, non solo di quelli che pensano agli affari.

Aauspico inoltre che tutti riescano a mettere da parte rancori e ripicche personali e che si possa ricominciare a ricostruire un gruppo che, condividendo gli stessi valori, riesca a rendersi visibilmente interprete di un  tipo di democrazia attenta alle persone e al bene comune.

 

 

Appuntamenti per una festa.

_b-a4-ss-pietro-e-paolo-brugora-arcell-1574La festa patronale di Arcellasco che si celebrerà domenica 25/6 p.v., quest’anno assumerà un particolare rilievo perchè verrà ricordata l’unione tra le orginarie parrocchie di S. Pietro in Brugora e di  S. Ambrogio in Comeggiano (attuale Bindella) avvenuta 500 anni fa.

Si comincerà già da giovedì 15/6 con la messa delle ore 20.30 celebrata da don Gildo, che alla fine  presenterà il suo ultimo libro ” Credere e ricredersi“.

Sabato 17/6  alle ore 21  Giampiero Neri parlerà di ” Poesia e territorio erbese con intermezzi musicali di Marco Colombo.

Mercoledì 21/6, sempre alle ore 21, mons. Erminio de Scalzi, vescovo ausiliario di Milano parlerà sul tema: “La parrocchia ieri e domani, nel passato e nel futuro”.

Venerdì 23/6  alle ore 19 si aprirà la cucina e si darà inizio al torneo di calcio.

Sabato 24/6,
sempre alle 19, apertura cucina e spettacolo musicale dei Blue Filters.

Domenica 25/6 : Ore 10.30 Il vicario episcopale mons. Maurizio Rolla presiederà alla celebrazione della messa ;
ore 12.30: pranzo insieme;
ore 15 : giochi  – ore 16 : preghiera e lancio dei palloncini;
ore 16.30: spettacolo dei Super Zero;
ore 18: S. Messa nella chiesa di S. Ambrogio a Bindella e poi processione fino alla chiesa parrocchiale;
ore 19.30 : apertura cucina;
ore 21: concerto del corpo musicale di Rebbio.

Per il momento però vorrei porre l’attenzione ai primi tre appuntamenti, raccomandando a tutti gli amici di Erba e dintorni di accorrere numerosi.

Una lunga giornata particolare…

Ieri ho trascorso una giornata particolare: ero rappresentante di lista in uno dei 15 seggi elettorali cittadini e mi sono alternata con i giovani e meno giovani che avevano avuto il mio stesso incarico.

Ho avuto modo di conoscere persone con la passione per la loro città, che sanno spendersi senza garanzie di un tornaconto, per rendere un servizio alla comunità.  In particolare ho conosciuto dei giovanissimi e delle giovanissime, che hanno costituito una propria lista e sono rimasti a “presidiare” la sede elettorale; mi è piaciuto parlare con loro, sentire i loro progetti, scoprire in loro una serietà di impegno  che difficilmente troviamo rappresentata nei media nostrani.

Ci siamo fatti buona compagnia e abbiamo studiato insieme le tabelle che riportavano i casi di validità e di nullità del voto, fino alla chiusura dei seggi. A quel punto ognuno è andato al suo posto di osservazione.

Io ero stata assegnata a un seggio la cui presidente, molto compresa della sua responsabilità, effettuava tutte le operazioni con estrema pignoleria, ma anche con estrema cura….. solo che questo, se ha garantito correttezza, ha anche implicato una notevole lentezza nell’espletamento dello scrutinio ed è così che l’ultima scheda è stata aperta alle quattro e mezza del mattino, quando eravamo tutti esausti…..

Io almeno ho potuto andarmene, ma il team degli scrutatori ha dovuto restare per espletare tutte le formalità e i controlli del caso.

All’ingresso della scuola, in cui peraltro ho lavorato per tanti anni, c’erano  ancora i ragazzi che aspettavano la proclamazione dei risultati, nonostante il sonno appesantisse visibilmente i loro sguardi.

Intanto gli uccellini cominciavano già a cinguettare per darsi la sveglia a vicenda e per far capire a tutti i “concorrenti” che il territorio era ben presidiato…Terminava così una lunga giornata particolare….