Bonus con inghippo.

C’era un tempo in cui le Poste Italiane stringevano accordi con una compagnia petrolifera per riconoscere uno sconto sulla benzina a chi pagava con il postamat.  Puntualmente, ogni volta che partiva questa campagna promozionale, la compagnia petrolifera alzava il prezzo del carburante. Così facendo il consumatore veniva illuso di poter usufruire di un beneficio,  invece era soltanto la compagnia petrolifera a trarne vantaggio.

Da quel che ho sentito questa mattina alla radio, pare che lo stesso giochetto sia stato messo in azione da tutte le compagnie petrolifere nelle zone in cui le regioni riconoscono il bonus-benzina per evitare che gli automobilisti delle zone di confine vadano a fare il pieno all’estero.

In questo modo i cittadini vengono doppiamente gabbati: non solo non hanno nessun beneficio dall’introduzione dei bonus, ma devono pure pagare con le tasse un surplus di guadagno alle compagnie.

Appuntamento al cinema.

E’ consuetudine all’UTE promuovere la capacità di leggere il linguaggio cinematografico (a diversi livelli) promuovendo la discussione su immagini di film non propriamente di botteghino, non molto conosciuti, ma senz’altro validi dal punto di vista artistico e dei contenuti.

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Immagine da: I fiori di Kirkuk

Il tema scelto per il ciclo di proiezioni di quest’anno è: “ANCORA UN CERTO MONDO FEMMINILE” e i film che Don Ivano ha scelto per noi sono i seguenti:

  •  12 febbraio  –  I FIORI DI KIRKUK  –  regia di Fariborz Kamkari – (2010).
  •  26 febbraio –  IL SEGRETO DI ESMA. – regia di Jasmila Zbanic –  (2006).
  •  12 marzo –  LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO – regia di Zhang Yimou  (2014)
  • 19 marzo –   LEA – regia di Marco Tullio Giordana (2015).

Se si dà uno sguardo alle recensioni, si capisce che ogni pellicla presenta una tematica molto attuale e interessante. Il primo appuntamento è per le 14.30 di lunedì prossimo. Venite numerosi e non ve ne pentirete!!!

 

E’ questione di sopravvivenza…

lingegner-casciaballChe l’Università della Terza Età sia un’ istituzione preziosa per la nostra città è confermato dalle numerosissime presenze che si registrano ad ogni lezione.  La sala è quasi sempre al completo e il gradimento degli argomenti proposti è evidente.

Organizzare questa istituzione non è affatto cosa semplice: riuscire a comporre il mosaico degli argomenti da trattare, degli orari che devono essere compatibili con le disponibilità dei docenti richiede un lungo lavoro che occupa buona parte dell’estate. A questo si aggiunga la fatica di far quadrare i conti: i docenti vengono pagati attingendo alle quote versate dai soci al momento dell’iscrizione.

Purtroppo però in questi ultimi anni si assiste a un curioso fenomeno: mentre la stragrande maggioranza dei frequentatori dell’UTE si precipita, già a inizio dell’Anno Accademico, a versare la propria quota di iscrizione (che equivale all’incirca al costo di una lezione), ce ne sono altri (e non pochi) che continuano a frequentare senza iscriversi mai.

Questo comportamento mette a rischio l’esistenza stessa dell’UTE, che non può più contare sul contributo di enti pubblici e privati che un tempo sostenevano l’associazione e che ora non sono più in grado di farlo.

Questo mio post vuole essere un accorato appello a tutti coloro che, per dimenticanza o trascuratezza, non hanno ancora provveduto a contribuire al sostentamento della nostra UTE, che per sopravvivere ha bisogno dell’aiuto di tutti.

 

Sala Argento.

wp_20171227_08_52_23_proChi è andato a Messa ad Arcellasco nella notte di Natale, o il mattino seguente, ha ricevuto in dono un biglietto come quello nella foto. E’ un semplice cartoncino colorato a mano dalle donne, che da un paio d’anni si ritrovano tutti i lunedì pomeriggio nella Sala Argento per dedicare due ore del loro tempo ad attività di vario genere.

Di volta in volta si realizzano semplici lavoretti da offrire ai parrocchiani nelle ricorrenze più importanti e particolare cura viene riservata a quelli da portare  agli ammalati o agli ospiti della casa di riposo.

Del gruppo fanno parte donne non più giovanissime (ma lo spazio è aperto a tutti), ma con il desiderio di fare, di sentirsi utili stando in compagnia in modo semplice e sereno. C’è anche uno spazio dedicato a chi vuole divertirsi col burraco, il gioco a carte che sta appassionando alcune nostre amiche.

E’ stata una bella idea quella della Sala Argento: la stanno frequentando persone che si erano chiuse in una malinconica solitudine e che ora invece trovano piacere a ritrovarsi insieme, gustando un tè con una torta o dei pasticcini preparati prima di uscire di casa. Se c’è tanto da fare e il tempo stringe, alcune si portano a casa il lavoro e riempiono così le proprie serate, sempre troppo lunghe per chi le deve passare in solitudine.

Mattinata movimentata.

Dovete andare all’estero e dovete sottoporvi a vaccinazioni varie? La trafila non è così semplice come potrebbe sembrare.  Prima di tutto mi sono rivolta alla mia dottoressa, che mi ha indirizzata verso la locale Azienda Sanitaria. sotto-la-neveStamattina ho cercato di contattarne l’URP, che però non rispondeva, quindi mi sono armata di stivali antineve e pantaloni da montagna e mi sono fatta una bella camminata sotto il nevischio per sentirmi dire che le vaccinazioni per l’estero vengono effettuate solo a Como e a Cantù e che si può chiamare un numero verde.

Tornata a casa, ho chiamato a più riprese quel numero verde, solo per sentire ogni volta la stessa cantilena preregistrata sulle varie opzioni di contatto, che finivano con l’invito a richiamare più tardi.

Senza scoraggiarmi , cerco su internet il modo di contattare l’AST di Como, ma anche qui nulla da fare. Mi viene l’idea di chiamare Cantù e, dopo lunga attesa, miracolosamente una voce mi chiede che cosa io desideri…… Quasi incredula,  espongo la mia richiesta e la stessa voce angelica mi chiede il mio numero di cellulare e mi informa che sarò ricontattata al più presto!!!!

Ci ho impiegato una mattinata, ma almeno spero di aver risolto il problema…..però quanto sono odiose quelle voci preregistrate che ti sottopongono una dopo l’altra tante opzioni che non c’entrano nulla con quello che vuoi sapere!!!!

P.S.=  Ho appena finito di parlare con l’ospedale di Cantù che mi ha fissato l’appuntamento: Obiettivo raggiunto!

 

Calendario 2018.

Foto oratorio estivo per i più piccoli.
Foto oratorio estivo per i più piccoli.

Una parrocchia è una comunità piccola, se vogliamo, ma sempre abbastanza complessa. Vi agiscono molte persone di buona volontà che intendono così donare il proprio tempo e le proprie energie a beneficio della vita della comunità stessa.

C’è chi si dedica all’educazione dei più piccoli, chi si dedica ai giovani o agli anziani, chi si occupa di sport o di animazione culturale, chi si occupa di mantenere curati gli spazi da utilizzare per le varie attività, chi si occupa delle faccende burocratiche o di organizzare eventi di vario genere per raccogliere fondi da destinare ad attività benefiche.

Proprio perchè si è in tanti, spesso non ci si conosce bene gli uni con gli altri e, a maggior ragione, anche i parrocchiani spesso non conoscono bene tutto quello che viene realizzato; proprio per questo, il calendario, che viene distribuito quest’anno nelle case in occasione della benedizione natalizia, ha come soggetto le attività parrocchiali.

Sono state raccolte foto inviate dai vari gruppi, alcune non sono certo perfette, perchè scattate dai telefonini e non da macchine fotografiche sofisticate, ma, a mio modo di vedere, testimoniano una grande vivacità di iniziative. L’obiettivo è quello di conoscersi e di farsi conoscere, come ho detto, perchè dalla conoscenza possa consolidarsi la solidarietà e l’apprezzamento reciproco.

Ci ho lavorato parecchio insieme a tutto il gruppo culturalee spero che la gente colga lo spirito con cui è stato pensato.

Al Granis si è parlato di La Pira.

granisIeri all’incontro organizzato da GRANIS (Gruppo di Animazione Sociale) a Eupilio, si è parlato di La Pira, il sindaco di Firenze che negli anni 50/60 non si è limitato a governare la sua città, ma ha allargato il suo sguardo verso il mondo intero, proponendo l’utopia cristiana della pace universale. Aveva la percezione che nella storia si stesse per realizzare la visione apocalittica di Isaia :

” Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte dlla guerra….” (Is, 2 ..)

Secondo la Pira non c’è altra scelta per l’uomo del suo tempo che la pacifica convivenza, ma possiamo dire che vivere il presente come momento decisivo per le sorti del mondo è proprio di tutte le epoche: ognuno è sempre chiamato a scegliere e a prendere decisioni  per il presente e per il futuro.

E’ stato un incontro molto interessante, guidato con sapienza e grande bravura da don Sergio Massironi, giovane sacerdote che opera nelle parrocchie di Cesano Maderno. A conclusione, gli interventi dei partecipanti, tutti impegnati in attività sociali, hanno portato l’eco delle inquietudini e delle speranze che tutti viviamo oggi nel nostro territorio.

Coro Alpino Orobico pro “LA VITA E’ UN DONO”

concerto-per-davideSabato sera, 25 novembre, alle ore 20.45, nella chiesa di Arcellasco, il Coro Alpino Orobico si esibirà in un concerto di canti di montagna; il ricavato andrà alla associazione “LA VITA E’ UN DONO”, nata per ricordare il piccolo Davide Carbone e per finanziare la ricerca sulla malattia rara che  ha colpito lui e i suoi due fratellini.

La partecipazione a questo evento sarà dunque un atto di solidarietà, oltre a costituire un’occasione per godere la bellezza di canti sempre suggestivi.

Un CIF da riscoprire (e il detersivo non c’entra…).

donne-del-cifEra il 1944. L’Italia era in piena guerra civile e, mentre gli uomini combattevano con le armi in pugno, le donne non stavano certo alla finestra ….C’erano le donne che lavoravano nelle fabbriche o sui mezzi pubblici, quelle che facevano parte dei gruppi partigiani e quelle che pensavano già al dopo, a quando la guerra sarebbe finita….

In quella situazione nacque il CIF (Centro Italiano Femminile …..da non confondere col noto detersivo….). Un gruppo di donne, di ispirazione cattolica, si riunì per dare vita a un’associazione che aveva come obiettivo la collaborazione con qualunque istituzione o associazione si prefiggesse di ricostruire materialmente , moralmente, politicamente e socialmente questo nostro paese distrutto da tanti anni di guerra e di dittatura.

Il CIF si diffuse in tutte le regioni e si dedicò all’assistenza di reduci e orfani di guerra, a promuovere tra le donne la coscienza dei propri diritti e del proprio valore sociale, a partecipare attivamente al dibattito politico in campo nazionale e internazionale.

Al mio arrivo a Erba ebbi notizia delle molteplici attività svolte dal CIF cittadino, poi il mondo anche femminile cominciò a correre vorticosamente e del CIF non sentii più parlare a lungo. Qualche tempo fa però, venni a sapere che se a Erba funziona tanto bene la benemerita Università della Terza Età si devono ringraziare soprattutto il Cif e le sue aderenti, che hanno profuso energie e ingegno senza risparmiarsi.

Oltre a questo, a Erba il CIF comunale e quello di Como organizzano e sostengono i corsi di “Volontariamo”, rivolti ai ragazzi delle Scuole superiori, sensibilizzando i giovani verso quel mondo di associazioni che si dedicano al sostegno di  quelli coi quali la vita è stata piuttosto avara e che per questo hanno bisogno della solidarietà altrui.

Fosse anche solo per questo, il CIF merita di continuare a vivere e di essere riscoperto.