Che furbata!

Credo che tutti noi siamo assediati da pubblicità di ogni genere: navighi su internet per cercare un’informazione e subito ti arrivano consigli di acquisto in linea con quanto stavi cercando. In genere non mi faccio tentare, ma qualche voltami è capitato di essere catturata da un articolo che rispondeva particolarmente alle mie esigenze.

E’ così che qualche tempo fa ho acquistato un abitino estivo piuttosto grazioso e dal prezzo conveniente, poi all’arrivo del pacco ho constatato che proveniva nientemeno che da Hong Kong: mi sono detta che per comprare merce cinese non è il caso di riempire gli aerei di pacchetti e pacchettini, basta andare in uno dei tanti magazzini gestiti dai cinesi qui in zona e non ho più acquistato nulla che venisse proposto da siti riconducibili ad aziende dell’estremo oriente, come Temo e Shein.

Qualche giorno fa ecco che un sito dal nome italianissimo mi propone un abito carino a un prezzo ben diverso da quelli dei siti cinesi e ho deciso di acquistarlo; lo sto aspettando da molti giorni e ho sollecitato a più riprese l’invio della merce ed è così che, monitorando la spedizione , ho scoperto che il pacco deve arrivare dalla Cina!!!!

Avete capito? Questa azienda dal nome italianissimo acquista in Cina ai prezzi di Temu e rivende a me con prezzo decuplicato!!! Niente da dire: è un bel modo per fare soldi senza troppa fatica…

Una donna coraggiosa d’altri tempi: Egeria

Anche quest’anno, per la festa patronale di Arcellasco, il gruppo culturale ha preparato una mostra (è ormai una tradizione). Il tema che è stato scelto, per quest’anno giubilare, era “In cammino verso i luoghi del sacro”, cioè più semplicemente “santuari e pellegrinaggi”.

Accingendomi a questa impresa, mi sono subito imbattuta in una donna, che non conoscevo: Egeria, la nobildonna ispanica che, negli anni 80 del IV secolo dopo Cristo, ha intrapreso un pellegrinaggio durato quattro anni verso i luoghi della Terra Santa. Da pochi decenni i Cristiani potevano professare liberamente la propria fede e, subito dopo l’editto di Milano del 313, molti avevano sentito il bisogno di andare nei luoghi in cui Gesù era nato e vissuto; tra questi anche la madre dell’Imperatore Costantino, Sant’Elena, ma nessuno aveva lasciato memoria del suo pellegrinaggio.

Egeria, invece, ha descritto minuziosamente luoghi, usanze, atmosfere, riti e cerimonie religiose del tempo, in un latino fresco, spontaneo e altamente comunicativo.

Come ha potuto una donna di quei tempi intraprendere un tale viaggio? Doveva essere una ricca vedova, con agganci politici di alto livello, perchè ha potuto godere di protezione delle autorità civili e religiose del tempo e persino di scorte militari quando si inoltrava in luoghi pericolosi. Partendo dalla Spagna, era arrivata a Costantinopoli e da lì nella penisola Anatolica fino poi ad arrivare nel Sinai in Egitto, fermandosi, naturalmente a lungo, a Gerusalemme.

Egeria ha certamente potuto godere di condizioni privilegiate, ma è comunque stata una donna molto coraggiosa, dalla cultura e dalla sensibilità raffinata, come si evince dal suo diario di viaggio.

Le mie lamentazioni.

In una recente trasmissione di “Report” abbiamo potuto capire come le banche stiano lucrando miliardi su miliardi giocando sui tassi: fanno pagare interessi salati a chi chiede un prestito, ma non riconoscono nessun interesse a chi deposita i propri risparmi nelle loro casse. Il governo Meloni aveva fatto fuoco e fiamme nei primi mesi al governo assicurando di tassare gli extraprofitti delle banche, ma poi non se ne è fatto più nulla…. chissà perché….

Avete avuto modo di informarvi sul prezzo delle auto usate? Le quotazioni ultimamente sono salite alle stelle, tanto che se pensate di acquistarne una non spenderete meno di 9/10mila euro anche per una macchina di dieci anni; però se fate un incidente quanto vi rimborserà l’Assicurazione per la vostra auto fuori uso? Nemmeno la metà di quanto la trovereste sul mercato dell’usato…. chi ci guadagna in tutto questo? …lascio a chi legge le conclusioni…

E visto che sono in vena di lagnanze metto in guardia da certa pubblicità ingannevole che continua a dilagare sui social: ditte fantasma offrono merce scontata con pagamento alla consegna. Questa ultima clausola può rassicurare l’acquirente: pago quando ho la merce in mano…. Ma c’è il trucco: la merce non è affatto quella che avete ordinato, ma non potete restituire quello che avete acquistato perchè non esiste una ditta a cui rispedirlo e non potete richiedere il rimborso di quanto speso perchè il pagamento non è stato tracciato da nessuna parte…

Allegri, ragazzi! Si sa da sempre che sui muri bassi è facile appoggiarsi…

Vacanze in oratorio.

Con l’arrivo delle vacanze, le famiglie si ritrovano davanti ad un annoso problema: a chi affidare i propri figli?

Qui nella nostra città la soluzione più gettonata è l’oratorio estivo gestito dalle parrocchie. Vi partecipano i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori; questi ultimi hanno frequentato un corso di preparazione e svolgeranno il ruolo di educatori e animatori. Proprio questa mattina, alla radio, ho sentito l’intervento di un pedagogista che consigliava ai genitori di adolescenti di inserirli in attività in cui debbano occuparsi dei più piccoli, per imparare il senso di responsabilità, di accudimento ed esercitare empatia e solidarietà. Questo, diceva l’esperto, è l’antidoto più efficace contro la “dipendenza” da telefonino e aggeggi simili ed è un modo concreto per immergersi nella realtà, quella vera e non virtuale

Ad Arcellasco, l’oratorio estivo è cominciato ieri e domenica scorsa, durante la messa , gli animatori e gli educatori si sono assunti, davanti alla comunità, l’impegno che li attende per le prossime sei settimane.

Per una piccola parrocchia, l’organizzazione di queste vacanze in oratorio non è cosa da poco e tutti siamo chiamati a collaborare per dare un aiuto; anche io, alla mia tenera età, farò la mia parte.

Ai bambini, agli educatori/animatori, agli organizzatori un augurio di buona vacanza in oratorio e a don Claudio la raccomandazione di non stancarsi troppo…

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UTE: Bergson e lo slancio vitale – Cipriano e il “Padre nostro”

Ieri si sono tenute le ultime due lezioni dell’Anno Accademico 2024/2025; nella prima ora, il prof. Porro ci ha presentato un importante filosofo francese del secolo scorso: Henri Bergson. Uno dei suoi temi di indagine è stato “Il Tempo” : Bergson distingue nettamente tra il tempo scientifico, misurabile e quantificabile, e il tempo vissuto, che è qualitativo e intuitivo.

Il tempo vissuto, il tempo della coscienza, è irreversibile, non è fatto di istanti omogenei, ma di istanti in cui il presente è ricco del passato e anticipa il futuro. La durata è il fluire del tempo, in cui presente, passato e futuro si intrecciano.

Il passato rimane dentro di noi e ci fa essere ciò che siamo. Bergson poi distingue tra MEMORIA ( ciò che resta in noi di tutto il nostro vissuto) e RICORDO (quello che noi riusciamo a far emergere nella nostra mente di ciò che abbiamo vissuto).

Mentre Darwin afferma che l’evoluzione avviene per mutazioni casuali e selezione naturale, Bergson sostiene che, mentre i fenomeni naturali si ripetono sempre uguali, gli esseri viventi hanno uno slancio vitale che spiega perché la vita si rinnova in forme sempre diverse.

Tale slancio vitale si esprime anche nella vita delle società: mentre nei regimi dittatoriali la morale esige il conformarsi a leggi dettate dalla società stessa; nelle società aperte la morale si esprime attraverso lo slancio vitale nella religione dell’amore (Cristianesimo). Bergson afferma poi che esistono due tipi di religione: una religione statica che tende a ripetere tradizioni e miti e a conservare immutati i legami sociali; la religione dinamica invece cerca di fare proprio lo slancio vitale, che è slancio di amore verso Dio e verso il prossimo.

Mi è piaciuto trovare l’occasione di rivedere alcuni concetti filosofici appresi alle superiori, che si erano andati annebbiando nella mia mente.

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Da molti anni don Ivano ospita e sostiene nei loro studi dei ragazzi africani. Uno di questi, Moise Kapuku Kunyiama, già laureato, è tornato in Congo, rifiutando ottime offerte di lavoro qui in Italia, perché vuole contribuire al progresso economico e sociale del suo paese. Ieri, Moise è venuto all’UTE con don Ivano per presentare il suo progetto che ha bisogno di finanziamenti per poter essere realizzato. Egli vuole infatti creare un centro di ricerca nell’Università in cui insegna, per studiare i problemi della regione in cui vive e proporre poi al governo locale delle soluzioni adeguate. Auguro con tutto il cuore a Moise di poter realizzare il suo progetto.

CIPRIANO: Dopo questa premessa, Don Ivano ha concluso il suo ciclo di lezioni sulla storia del Cristianesimo con ulteriori considerazioni su Cipriano, figura notevole del III secolo d. C., proveniente da quel mondo nord-africano che in quel periodo rappresentava il cuore culturale ed economico dell’Impero Romano.

Per sfuggire alle persecuzioni, Cipriano era stato convinto dai suoi a fuggire nel deserto, ma per questo dovette poi subire molte pesanti critiche dai suoi avversari. Ottimo scrittore e uomo di grande spiritualità, mentre si trova nel deserto si dedica alla scrittura e si cimenta sulla necessità di educare e formare i cristiani. Uomo di preghiera, analizza e commenta sapientemente il testo del “Padre nostro” rilevando anche le improprie traduzioni dal greco di alcuni termini. La preghiera non è una formula ripetibile meccanicamente, ma implica il fatto di rendersi conto delle parole che si stanno pronunciando nella consapevolezza che si sta stabilendo un rapporto con Dio.

Con queste due lezioni, si conclude, come già detto, questo Anno Accademico che lascia, in chi lo ha seguito, frutti di conoscenza e stimoli a proseguire il proprio aggiornamento culturale approfondendo quegli argomenti che più lo hanno coinvolto.

L’ultimo appuntamento è fissato per venerdì 30 maggio: avremo modo di salutarci, di augurarci buona estate festeggiando con qualche bibita e qualche buon pasticcino. A venerdì!!!

UTE: ultime lezioni.

Per mancanza di tempo e per l’accavallarsi di molti impegni, non ho potuto continuare a fare il solito resoconto delle lezioni; per questo oggi voglio soltanto ricordare gli argomenti trattati con la solita competenza dai nostri docenti.

Don Ivano, ci ha fatto conoscere Cipriano, un personaggio della Chiesa dei primi secoli impegnato a testimoniare concretamente il Vangelo, tanto da finire decapitato nel 258 d. C.

Il dr. Spagnuolo, con la solita competenza, ci ha aggiornato sui diritti reali di godimento: diritti che consentono di godere di beni che non ci appartengono: usufrutto, comodato d’uso, usucapione…

Il dr. Lissoni ci ha illustrato il complesso dei fattori che consentono al nostro corpo di stare in equilibrio e ci ha poi detto cosa fare per evitare cadute che possono avere conseguenze serie soprattutto in persone non più giovani.

Il prof. Porro ci ha parlato di Michel De Certeau, un filosofo (teologo gesuita) molto apprezzato, che si trovò a vivere il ’68 francese e ne comprese la portata rivoluzionaria.

Il dr, Simone Frigerio ci ha introdotto nel futuro dell’alimentazione, parlandoci della produzione di alimenti con le stampanti in 3D: questa tecnologia consente ora di creare vere opere d’arte in pasticceria, ma in futuro potrà consentire di eliminare gli sprechi alimentari e di produrre cibo per una popolazione mondiale in continuo aumento.

Il prof. Galli ci ha presentato il risultato delle sue ricerche storiche sul ruolo dei partigiani socialisti nella resistenza nelle province di Como e Lecco, ricordando in quale dilemma si siano trovati i giovani italiani dopo l’8 settembre 1943: da che parte schierarsi? Arruolarsi come soldati della Repubblica di Salò o combattere sulle montagne coi partigiani o imboscarsi in attesa che tutto finisse? Ci ha anche ricordato le parole di Sandro Pertini : “Non c’è vera libertà senza giustizia sociale, non c’è vera giustizia sociale senza libertà”. Sono parole queste che dovremmo sempre ricordare, visto che si allarga sempre di più il gap tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri: situazione questa che non può protrarsi all’infinito senza ripercussioni facilmente prevedibili.

Queste poche righe di sintesi di due settimane di lezioni ha solo l’intento di ricordare quanto sia varia l’offerta culturale della nostra UTE , grazie all’impegno di docenti, dirigenti e soci.

UTE: Blaise Pascal: fede e scienza

Purtroppo per un impegno inderogabile , ieri non ho potuto seguire la prima lezione della prof. Beretta sul cretto di Burri, pertanto mi limito a invitare chi fosse interessato a cliccare QUI

Ho potuto invece seguire la lezione del prof. Porro su un genio francese del XVII secolo: Blaise Pascal (1623- 1662). In quel periodo storico si assisteva alla nascita della scienza secondo i criteri indicati da Galileo e Pascal fin da giovanissimo si interessa di matematica, di logica, di fisica. Per aiutare il padre, funzionario statale , per la riscossione delle tasse, inventò la prima macchina calcolatrice (detta pascalina).

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UTE: Tertulliano – Occhio al ginocchio! (2^ parte)

Ieri, don Ivano ha ripreso il discorso su Tertulliano, cristiano di Cartagine, molto colto e grande scrittore, E’ da ricordare che nel II secolo dopo Cristo, la città di Cartagine era il centro culturale più attivo dell’impero Romano e che dal Nord-Africa sono venuti anche imperatori e studiosi geniali (ad es. Sant’Agostino, san Cipriano).

Nella lezione di ieri, don Ivano si è soffermato sull’opera “Ad uxorem” uno scritto indirizzato alla moglie in cui parla della sessualità e della moralità. In esso sostiene il grande valore della sessualità, che è benedetta da Dio, ma mette in guardia dalle deviazioni che sono invece da condannare.

L’amore non deve essere solo come sentimento legato all’infatuazione e all’attrazione fisica, ma nel matrimonio deve subentrare un amore più profondo nutrito non solo dalla “carne” , ma anche dallo spirito.

Tertulliano impone alla moglie il divieto di risposarsi in caso restasse vedova e manifesta la sua ferma convinzione che l’uomo debba predominare sulla donna.

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IL GINOCCHIO E L’ARTROSI – L’artrosi è una malattia degenerativa che determina difficoltà di movimento; nel corso della nostra vita l’articolazione del ginocchio viene sollecitata milioni di volte quando camminiamo, quando ci pieghiamo, quando scendiamo le scale, ecc.

L’artrosi è dovuta all’usura delle cartilagini e colpisce in maggioranza le donne dopo i 60 anni. Essere sovrappeso o addirittura obesi rappresenta un notevole fattore di rischio, ma anche la genetica influisce molto.

I sintomi sono: gonfiori, scrosci e dolore; per lenire il dolore può essere utile ricorrere all’uso di antiinfiammatori, ad applicazioni di ghiaccio e all’uso di ginocchiere. Ma se il dolore persiste si possono effettuare iniezioni di cortisonici (che hanno però degli effetti collaterali) e di acido ialuronico , che può dare un sollievo temporaneo.

In determinati casi , è consigliato l’utilizzo di ausili per la deambulazione (bastone, stampelle, deambulatori).

E’ possibile effettuare reimpianti di cartilagine riprodotta in laboratorio o impianti di cellule staminali, soprattutto in persone giovani che hanno subito traumi.

Quando la situazione non presenta più altre possibili soluzioni, si ricorre alla terapia chirurgica, che sostituisce in parte o totalmente l’articolazione compromessa, ma tale intervento va procrastinato il più possibile per chè le protesi sono usurabili.

L’esercizio fisico contrasta l’indebolimento dei muscoli che proteggono l’articolazione