Raffaele: Dio guarisce.

In Lombardia  la pandemia ha fatto e sta facendo danni dolorosissimi, a causa di politiche sbagliate portate avanti da troppo tempo: si sono privilegiate le strutture ospedaliere e in particolare quelle private. Risultato? La gente muore  senza poter essere curata tempestivamente e quelli che superano l’infezione restano segregati in casa per settimane senza poter avere un tampone che li liberi dalla prigionia.

In tutto questo c’è chi trova modo di trarne profitto.

Speculare sulla paura e sulla salute della gente è il modo più meschino di fare soldi e che lo faccia una struttura che sulla sua cupola maestosa mostra un enorme arcangelo Raffaele (Raffaele in ebraico vuol dire “Dio guarisce”) mi sembra uno stridente controsenso.

E’ tempo di rinsavire.

Il coronavirus, che  sta sconvolgendo le nostre vite, è già un monito per tutta l’umanità a cambiare le regole del nostro vivere, ma se questo non bastasse ora arriva un altro segnale: il coronavirus dagli umani è passato ai visoni ed ha subito in loro una mutazione tale che potrebbe rendere inutili i vaccini che si stanno producendo. Perciò in Danimarca si stanno uccidendo migliaia di visoni. Qualche tempo fa è successo in Cina coi maiali anche se la pandemia in atto (e la ormai consueta omertà dei Cinesi) ha oscurato le notizie in merito.

Certo forse non è possibile tornare ai tempi in cui chi voleva una pelliccia doveva andare a caccia di animali selvatici per mesi, nè  è possibile fare in modo che ogni famiglia possa allevare il suo maiale nel porcile accanto alla sua capanna, ma forse è possibile allevare animali utili alla nostra sopravvivenza e al nostro benessere in modo diverso, non ammassandoli in spazi sempre più ristretti e costringendoli a sofferenze atroci.

La natura si sta ribellando al nostro modo di vivere improntato all’avidità becera: diamole ascolto prima che sia troppo tardi.

Povera Lucia!

I contagi crescono in Italia a ritmi vertiginosi, ma altrove, nel mondo, le cose non vanno meglio, anzi direi che vanno molto peggio.

Governare in tempi di pandemia non è cosa facile: si devono affrontare situazioni del tutto nuove e si devono cercare risposte altrettanto nuove,  e possibilmente rapide, con la certezza che molti ne resteranno danneggiati e che questi potrebbero scatenare la loro rabbia sulle piazze.  Ma il virus non sente ragioni e obbedisce all’unica legge che la natura gli ha assegnato: moltiplicarsi  ….

Tra i nostri ministri nell’occhio del ciclone c’è il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, che non vuole la chiusura delle scuole, forse ricordando come in primavera tutti lamentavano che le scuole chiuse erano la chiara testimonianza di come il governo avesse ignorato i bambini e i giovani. Molti si stracciavano le vesti perchè coi figli a casa i genitori non sapevano come conciliare la loro cura e le necessità del lavoro, altri ponevano l’accento sui danni che un lockdown prolungato poteva arrecare all’istruzione e al benessere psicologico dei nostri bambini, per non parlare delle inevitabili carenze della didattica a distanza e dell’emarginazione di chi non poteva accedervi.

Forse la signora Azzolina oggi ricorda tutto questo e non vuole chiudere le scuole, ma proprio per questo molti chiedono la sua testa….che fatica fare il ministro…

La verità vi farà liberi.

Cosa sta succedendo in Vaticano?

Il caso del card. Becciu (ma forse si dovrebbe dire ex-cardinale) sta riempiendo le pagine dei giornali. Fino a pochi anni fa, non eravamo abituati a vedere esposti in vetrina gli affari segreti  dello Stato Pontificio: tutti sospettavano che non tutto fosse limpido, ma la cura con cui si tenevano lontani gli sguardi indiscreti, faceva in modo che quasi  tutto restasse nell’ombra …e quel poco che non si poteva nascondere veniva spesso insabbiato e andava a ingrossare il numero dei misteri irrisolti.

Poi è arrivato Francesco e i bubboni sono stati scoperchiati: quello che ne esce è maleodorante, ma si sa che solo un’incisione profonda può permettere ai tessuti sani di ricostruirsi.  Ci vuole coraggio per intraprendere questo genere di operazioni; ci vuole coraggio e una fede incrollabile nella natura e nella missione della Chiesa, fidando nelle parole del Vangelo:  “[Mt 16:18] E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”.

C’è chi dice che questa operazione di trasparenza e di pulizia finirà per togliere l’alone di mistero che da sempre ha circondato le strutture temporali della Chiesa e  allontanerà molti fedeli, ma io sono invece certa che la verità è sempre il fondamento più sicuro per ogni realtà terrena. Ricordiamo queste parole: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)

Fratelli tutti.

Papa Francesco, in un momento difficile come questo, ha voluto mostrare cosa sia la Chiesa  al di là di scandali e meschinità e a tal fine  ha scelto come data di pubblicazione della sua terza Enciclica proprio la festività del Santo di cui, primo nella storia della Chiesa, ha voluto assumere il nome.

Ne ho letto, per ora, solo la parte iniziale e mi ha emozionato il grande respiro che emana da quelle parole: lo sguardo del Papa si allarga a tutto il mondo a tutti gli uomini del mondo a tutte le fedi di tutti gli uomini del mondo, a tutte le persone di buona volontà che ancora possono e devono impegnarsi per cambiare rotta all’umanità che si è incamminata su una strada che porta a creare sempre più disuguaglianze e  divisioni,  a innalzare muri, a depredare la terra dei beni che custodisce, a sottomettere buona parte del genere umano alle prepotenze e all’avidità di una minoranza che ha come unico obiettivo i propri vantaggi economici.

E’ un’analisi severa  dello stato attuale del mondo quella che troviamo nelle pagine iniziali dell’enciclica di  Papa Francesco, che denuncia quanto sia miope chi vede solo il tornaconto immediato.

E’ anche sorprendente come Francesco dica esplicitamente che le sue riflessioni si ispirano al documento firmato da lui insieme a un grande imam arabo ad Abu Dhabi non molto tempo fa.  Anche per questo aspetto dell’enciclica Papa Francesco ha tenuto conto dell’insegnamento del Santo di Assisi, che, in un momento in cui si combattevano le crociate, ha trovato la forza e il coraggio di intraprendere un viaggio difficilissimo per incontrare il Sultano e portare parole di rispetto e di pace.

L’enciclica “Fratelli tutti” va letta con calma e va meditata, ma soprattutto va calata nella realtà di oggi, allo scopo di modificarla, di renderla più umana e più giusta, nel rispetto della Madre Terra e dei  diritti di tutti i “fratelli” che la abitano.

Il duello.

Ho ascoltato i commenti al dibattito Trump – Biden e pare che le cose che più hanno impressionato gli osservatori siano state:

  • gli insulti reciproci
  • il ciuffo pettinatissimo di Trump

Per quanto riguarda gli insulti pare sia stato il confronto più tumultuoso e violento (violenza verbale, s’intende) della storia americana e questo non può far piacere, anche se davanti a un tipo come Trump e al suo linguaggio si deve per forza ribattere per non soccombere.

Per il ciuffo di Trump tutti facevano un sacco di complimenti al suo parrucchiere che, pare, abbia superato se stesso.

Alla fine però sembra che ne sia uscito meglio il vecchio Biden, ma gli Americani avranno colto la differenza fra i due modi diversi di porsi davanti agli elettori e la differenza sostanziale delle proposte o si saranno lasciati impressionare da chi urla di più?

Dopo l’ election day.

Non credo di avere il dono della profezia, anzi sono sicura di non averlo, ma forse non servono particolari capacità divinatorie per leggere gli eventi e trarre delle conclusioni.

Un anno fa, nel momento in cui Salvini pareva invincibile, scrivevo queste considerazioni, mettendo in guardia il “capitano”: gli Italiani, dopo la caduta del comunismo, sono usciti dalle opposte trincee dove si erano arroccati per 50 anni ed è scattato come un ordine non detto: “Liberi tutti!!!”.  Da quel momento l’elettorato del “Bel Paese” è diventato sempre più fluido e la gente si lascia di volta in volta affascinare dal personaggio emergente di turno, ma poi la saggezza prende il sopravvento e nel successivo turno elettorale tutto si ridimensiona.

Di questo “election day” appena finito io apprezzo infatti il ridimensionamento di Salvini e di Matteo Renzi, che per la prima volta  ha presentato liste col suo simbolo.

Salvini è ben lontano da quel 38% di cui era accreditato un anno fa e Renzi, che al momento della scissione sperava certo  nel botto, si vede confinato a un ruolo quasi irrilevante.

Un pensiero confortante a mio avviso è che, in fondo, gli Italiani a lungo andare sanno valutare i loro leader e sanno discernere l’arrosto dal fumo che alcuni  cercano  di creare.

Eufemino 2020: una cerimonia particolare.

Si è da poco conclusa a Lariofiere di Erba la cerimonia della consegna dell’Eufemino d’ oro, che  ha avuto inizio con l’inno di Mameli e con un minuto di silenzio durante il quale scorrevano sullo schermo i tanti nomi di coloro che sono morti a causa del coronavirus.

E’ stato un momento particolarmente  emozionante, poi la sindaca Veronica Airoldi ha consegnato la massima onorificenza cittadina all’ospedale Fatebenefratelli, per l’opera svolta nel fronteggiare la pandemia. A seguire è stato consegnato un segno di riconoscenza ai rappresentanti di tutte le categorie di operatori sanitari che hanno lavorato in ospedale, con sacrifici inimmaginabili, per portare aiuto ai malati che affollavano i reparti covid  allestiti in gran fretta.

Un segno di ringraziamento è stato consegnato anche a tutti i medici di base, ai rappresentanti della Protezione Civile, del Lariosoccorso, del personale delle scuole, delle farmacie cittadine, degli impiegati comunali, dei commercianti, degli artigiani, dei supermercati, insomma a tutti coloro che nei momenti più difficili hanno garantito alla comunità il mantenimento dei servizi essenziali.

Grande commozione ha poi suscitato la consegna di due targhe ricordo alla memoria di due persone stroncate dal COVID, contratto mentre si dedicavano a soccorrere  le persone che chiedevano aiuto: il dr. Ivan Mauri di Erba, ma operante a Brivio, e una volontaria della Protezione Civile cittadina, salutata con un applauso particolarmente sentito dai suoi colleghi e dai presenti tutti.

Tutti gli intervenuti, che hanno preso la parola, hanno comunque reso omaggio anche alla cittadinanza di Erba, che si è dimostrata generosa, solidale e rispettosa delle norme.

 

Attention, s’il vous plait…

La mia amica Z. è appena rientrata dalla Costa Azzurra e racconta di come siano “disinvolti” i Francesi nei confronti del coronavirus.

Sui mezzi pubblici non c’è distanziamento e pochi indossano la mascherina; se si deve fare la coda davanti a qualche ufficio pubblico o davanti a una banca, è vero si entra uno alla volta, ma in attesa del proprio turno nessuno pensa a mantenere le distanze di sicurezza.

Basta questo a spiegare i quasi novemila casi di contagio giornalieri?

E’ una domanda da porre ai negazionisti che ieri si sono radunati a Roma….

In attesa di risposta,  esorterei i cugini d’oltralpe a una maggiore coerenza parafrasando il loro famoso inno nazionale: Attention, enfants de la patrie, le coronavirus est parmi vous….

 

 

 

 

 

 

In attesa del vaccino….

E’ difficile di questi tempi trovare buone notizie, perciò è bene dare risalto alle pochissime che troviamo sulle pagine dei giornali.

Questa , che “Avvenire” mette in evidenza, viene dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): in Africa è stata debellata la poliomielite, la terribile malattia che ha reso invalidi tanti bambini anche nel nostro paese, prima che fosse introdotto il vaccino.

Mi ricordo quando tutti noi ragazzi del paese fummo convocati nei locali della scuola e ci somministrarono un zolletta di zucchero intrisa di alcune gocce dl vaccino Sabin.  Non ce ne rendevamo conto, ma quel vaccino ci avrebbe preservato dalla minaccia di una vita di sofferenze. Credo che anche i NO-VAX più accaniti debbano riconoscere l’effetto benefico di questa scoperta.

Oggi è in atto un’affannosa corsa a un altro vaccino, quello contro COVID-19. I ricercatori e le case farmaceutiche tengano presente l’esempio di Albert Bruce Sabin che non volle brevettare la sua scoperta, affermando :«Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo».

Speriamo che il vaccino anti-COVID arrivi presto e che nessuno voglia farne una speculazione a scapito dei più poveri e bisognosi, ma che anzi sia il regalo della scienza al mondo intero.