Davos: la fiera dell’ipocrisia?

Cosa si staranno dicendo 53 capi di stato e circa 2900 grandi capitalisti a Davos nel segreto del loro convegno?

Si dice che parleranno dei cambiamenti climatici e della ingiusta distribuzione delle ricchezze sulla terra, cioè si parla dei problemi che essi stessi hanno in buona parte causato e lo faranno dopo essere giunti in Svizzera coi loro jet privati!!!!

Per risolvere questi problemi dovrebbero decidere di seguire il monito evangelico rivolto al giovane ricco: “Va’ , vendi quello che hai e seguimi” …… C’è qualcuno che ci crede? Io no.

Costruiamo la Pace.

Ognuno di noi può essere costruttore di Pace e per capire meglio come e cosa fare è bene partecipare a questa iniziativa : Dare casa a un futuro di Pace.

E’ infatti ormai una tradizione  consolidata: i mesi di Gennaio/febbraio, a Erba, sono dedicati alla pace.

Numerose sono le associazioni che collaborano alla realizzazione di una serie di eventi di notevole livello per l’importanza delle personalità coinvolte.

L’impegno profuso dagli organizzatori merita una vasta partecipazione da parte dei cittadini erbesi.  Ecco gli eventi proposti:

*Mercoledì, 15 gennaio ore 21 – Teatro Excelsior: Non si sogna mai da soli – con M. Tarquinio, direttore di AVVENIRE e M. Calabresi (noto giornalista).

*Mercoledì, 22 gennaio, ore 21:15 – Teatro Excelsior: Pacem in terris – spettacolo teatrale di e con Lucilla Giagnoni.

*Sabato 1 Febbraio, ore 21 – Teatro Excelsior : ‘U Parrinu – Spettacolo teatrale di Cristian Di Domenico – (La mia storia con Padre Puglisi)

*Mercoledì 12 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità : La scommessa della Pace . con Mauro Magatti, sociologo e Chiara Giaccardi, docente di sociologia. 

*Giovedì, 27 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità (Via S. Maurizio): Artigiani della pace – Mons. Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara e Kossi Komla Ebri (scrittore)

pace eventi

Tutti con Ursula!

Presentato lo scorso 11 dicembre alla stampa di tutto il mondo, il Green Deal ha come obiettivo rendere l’Europa il primo continente al mondo ad impatto zero Green+Dealentro il 2050.

Per raggiungere l’obiettivo ambizioso, la Commissione ha definito azioni specifiche nel campo dell’economia circolare, degli investimenti e della finanza verde, dell’energia, dell’innovazione, dell’alimentazione e degli stili di vita preservando sistemi e biodiversità. Il programma si prospetta come una rivoluzione economica, culturale ed innovativa in grado di mettere al centro i cittadini. Il piano porrà le basi sul principio di “giustizia sociale” in grado di assicurare che la fase di transizione ad una economia verde possa essere una transizione giusta per i cittadini affinchè nessuno rimanga indietro o paghi i costi di questo cambiamento radicale.”

(dal sito :europedirect. regione.Lombardia)

Ho copia-incollato le righe riportate qui sopra per evidenziare il cambio di marcia imposto dalla nuova Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.  Si sa che non è sempre facile passare dalle intenzioni alle realizzazioni, ma già il fatto di essersi posti come primario l’obiettivo del contrasto al degrado ambientale è cosa molto lodevole.

Ci voleva una donna per porre mano a un problema impellente, ma da troppo tempo ignorato.  Ursula merita tutto il nostro appoggio e i nostri auguri di riuscire nel suo nobilissimo intento.

Bel colpo!

Trump non si smentisce: è un pericolo per la pace.  A sorpresa ha ucciso il numero due iraniano in Iraq.

Ora, io non capisco molto di politica internazionale, ma mi pare che con questo atto sconsiderato abbia fatto un gran favore all’Iran.  Fino a qualche giorno fa si avevano notizie di manifestazioni di piazza  a Teheran, di folle che chiedevano più democrazia e l’Iraq era da sempre ostile ai vicini ayatollah.

Oggi invece a Teheran tutti manifestano compatti contro gli USA e le stesse manifestazioni si sono avute anche in Iraq!!! Per non dire che con questa aggressione si sta attirando la disapprovazione quasi unanime degli alleati.

Bravo,Trump! Bel colpo davvero!

Benvenuto 2020!!!

All’inizio di questo 2020, sono molti i motivi di incertezza, di apprensione  specialmente per noi non più giovanissimi, che vediamo venirci addosso un vortice di innovazioni e cambiamenti epocali che stentiamo a capire e ai quali non sappiamo adeguarci.

La tentazione dello scoraggiamento, di chiudersi nella nostalgia di un passato più semplice e più alla nostra portata può essere forte, ma cedere ad essa vorrebbe dire condannarsi a sentirci sempre più estranei nel mondo che ci circonda, quando ancora invece possiamo ricoprire un ruolo positivo a beneficio di chi ci sta accanto e a beneficio della comunità in cui viviamo.

E’ il caso allora di  ascoltare un monito che ci viene dal discorso di Mons. Delpini, vescovo di Milano: il giorno di S. Ambrogio Egli ha rivolto un discorso alla sua città intitolato “Benvenuto Futuro!” invitando tutti, anche noi anziani, a sperare insieme.

Noi nonni, in particolare, invece di scuotere il capo dicendo “Ai miei buon 2020tempi…” dovremmo   sostenere i figli, i nipoti, i giovani in genere, dimostrando fiducia nel futuro. Noi che abbiamo vissuto tanti momenti bui (gli anni del terrorismo, ricordati da mons Delpini, il rischio di conflitti nucleari – ricordate i giorni della Baia dei Porci?) dovremmo avere toccato con mano che l’unione degli sforzi di persone di buona volontà, diretti al bene comune, può risolvere situazioni difficili, apparentemente senza via d’uscita. Forti della nostra esperienza, seguiamo l’esempio del nostro arcivescovo, continuando  ad esortare alla speranza, mettendo in risalto ciò che di positivo si può trovare in ogni situazione, con la certezza che operando per il Bene saremo sempre sicuri di una cosa: la certezza di aver fatto sempre del nostro meglio non potrà che essere fonte di pace  e di serenità.

Pertanto diciamo anche noi “Benvenuto Futuro”!! Benvenuto 2020!!

Due segnali per il 2020.

Il 2019 è agli sgoccioli e si può già guardarlo con distacco per vedere che cosa ci ha portato.

Come sempre ci sono state cose negative come i disastri ambientali in tutto il mondo legati alle variazioni climatiche, le guerre hanno causato distruzioni di interi paesi e costretto alla fuga e all’emigrazione popolazioni  disperate; i cambiamenti epocali cui stiamo assistendo nel campo della tecnologia e del lavoro non ci consentono di fare previsioni che diano certezze ai giovani…..

Ci sono tuttavia a mio modo di vedere due fenomeni che danno motivi alle nostre speranze.  Il primo è la mobilitazione dei giovani per l’ambiente: Greta è riuscita a far sollevare le teste dei ragazzi di tutto il mondo dal telefonini e li ha convinti a scendere in piazza per chiedere un cambiamento di rotta nelle politiche ambientali. I giovani, da decenni assenti dalle pagine dei giornali – se non per  fatti di cronaca poco edificanti – si sono svegliati da un lungo torpore e hanno fatto sentire la loro voce.

Il secondo motivo di speranza a mio parere è quel movimento denominato “sardine” che è certamente intrecciato con quello dei giovani ambientalisti, ma ha un risvolto diverso: rivendica una visione del mondo e della politica un po’ più ampia di quella che pare imperversare da un po’ di tempo in Italia e nel mondo e  proclama l’innalzamento di barriere materiali e psicologiche e politiche e soprattutto adotta un linguaggio che istiga alla divisione e all’odio. E’ un movimento eterogeneo, che non esprime un indirizzo partitico particolare, ma propugna scelte politiche più umane e rispettose delle buone maniere e dei principi della convivenza.

Sono due tendenze che sembrano voler significare un risveglio delle coscienze e questo è sempre un buon auspicio.

Inventarsi un lavoro? OK.

Quando il lavoro scarseggia, bisogna inventarselo…. così abbiamo sentito dire tante volte.

C’è gente che ha fatto tesoro di questa esortazione e gira per le case offrendo contratti favorevolissimi per luce e gas, facendo firmare moduli su moduli.

A distanza di qualche tempo ti arriva una telefonata che ti dice che il contratto che hai firmato non può diventare effettivo per una certa clausola, a meno che tu non accetti dei costi molto maggiorati rispetto a quelli proposti.  A questo punto il malcapitato, si incavola e dice di voler tornare al vecchio gestore e stipula un nuovo contratto.

Morale della favola (per quel che posso capire): l’agente che conduce questo garbuglio riceve una provvigione prima da un gestore e poi dall’altro. In effetti non c’è danno per l’utente tranne una gran perdita di tempo e una gran scocciatura

Parlando di sardine….

Stamattina un pensiero  mi frulla per la testa.

Il movimento delle sardine sta riempiendo le piazze da una ventina di giorni ed è un movimento simpatico: non-violento, libertario, antirazzista, ecc.  ecc. Ma mi chiedo: al momento di votare, le sardine  andranno alle urne o si asterranno come fa ormai la maggioranza degli aventi diritto al voto italiani?

Ci tengono a non essere etichettati con simboli di partito, perchè probabilmente nessun partito li rappresenta in toto, ma se aspettano il partito perfetto, fatto su misura, continueranno a manifestare inutilmente nelle piazze senza ottenere nulla, dato che forse le “sardine” stesse al loro interno non rappresentano un mondo monolitico…. Un antico proverbio dice che “il meglio è nemico del bene”: per inseguire la perfezione non si può stare in disparte a vedere cosa succederà… pertanto, care sardine, andate a votare: è l’unico modo per rendere concreta ed efficace la vostra protesta.

La guerra per cellulari e tablet.

A Radio24, Alessandro Milan sta dicendo che il 5,5% dei genitori, secondo una ricerca della Bocconi, dà abitualmente ai propri figli di 3/5 anni il cellulare e che i bambini delle elementari ne fanno uso fino alle 11 di sera!!!

bambini-e-cellulareCredo che sia una situazione assai desolante: i genitori, per pigrizia o malavoglia o depressione cronica, non sanno riempire il tempo dei loro figli, non sanno parlare con loro, non sanno dire di no.  E’ vero che è una guerra imporre delle regole nell’uso di tablet o cellulari e richiede un enorme dispendio di energie, ma sanno quei genitori che un giorno rimpiangeranno amaramente il tempo che non dedicano ai loro figli ? Lo sanno che cosa accadrà quando i loro pargoli sentiranno il vuoto che li circonda e penseranno  di non avere accanto persone di cui fidarsi e a cui affidarsi? Allora sarà inutile  fare prediche e forse sarà anche troppo tardi….

La tecnica non è mai solo tecnica.

Stamattina a Eupilio nella sede dei Padri Barnabiti, si è tenuto il solito incontro organizzato dal GRANIS di Erba per l’inizio dell’Avvento.

Il tema proposto è più che mai interessante ed attuale, anche se trae spunto dall’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in veritate” pubblicata dieci anni fa (con due anni di ritardo rispetto al previsto, perchè lo scoppio della crisi ha indotto il Papa a ripensare l’argomento tenendo conto della nuova situazione).

Il pensiero espresso in questa enciclica si richiama al concetto di Paolo VI di sviluppo integrale della persona e al concetto di ecologia integrale  di Giovanni Paolo II, tema quest’ultimo che verrà poi approfondito da Papa Francesco.

L’argomento su cui si è incentrato l’incontro odierno, “La tecnica non è mai solo tecnica”, ci interpella sul modo di interpretare lo sviluppo  da parte della Chiesa e dei cristiani: non c’è altro modo che rifarsi a come Gesù ha vissuto la carità, fondamento dell’azione ecclesiale.

Nel mondo attuale, dati i moderni mezzi di comunicazione che enfatizzano gli eventi, si corre il pericolo di lasciarsi trascinare dalle emozioni, che durano un attimo, senza però concretizzare azioni veramente efficaci.

Senza Dio l’uomo non sa dove andare e questo è vero anche in campo economico e sociale: se ci pensiamo come soli autori dello sviluppo, siamo destinati a fallire. L’approccio cristiano al tema dello sviluppo riconosce il valore del dono e della gratuità: la fraternità ha bisogno dell’economia del dono.

Il modello del consumismo come strada per la felicità è ampiamente fallito ed è piuttosto evidente che “La vita economica ….ha bisogno di leggi giuste e di forme di redistribuzione guidate dalla politica e inoltre di opere che rechino impresso lo spirito del dono”.

Anche grandi dirigenti di impresa oggi asseriscono che  non si può continuare perseguendo solo il massimo dei profitti: così facendo le ricchezze si concentrano sempre più in mano a pochissime persone e cresce l’ingiustizia sociale.

E’ necessario invece avere responsabilmente cura  delle persone e del creato:  tutto è creato da Dio e dobbiamo trovare Dio in tutto il creato.

Lo sviluppo è strettamente legato al progresso tecnologico, che libera l’uomo dalla fatica e migliora le condizioni di vita, ma la tecnica non è mai solo tecnica: essa esprime il desiderio dell’animo umano di superare i condizionamenti materiali, ma si corre il rischio di intenderla come elemento di libertà assoluta, senza limiti, come nuova ideologia. Spesso lo sviluppo dei popoli è inteso solo come problema tecnico ed è forse per questo che non si sono ottenuti risultati apprezzabili. Gli algoritmi e la robotizzazione non potranno risolvere tutti i problemi

Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune” (Caritas in veritate, 71).

A questo primo commento dell’enciclica è seguita una breve pausa e una discussione interessante su come realizzare concretamente i dettami dell’enciclica, sul modo migliore di coinvolgere anche i giovani nell’approcciare i problemi del mondo d’oggi, su come porre fine a logiche di sfruttamento ancora presenti nel mondo del lavoro, sulla mancata cooperazione coi paesi poveri. Ci si è poi soffermati sulla necessità che i cristiani si sentano impegnati a cambiare stile di vita nel rispetto dell’ambiente, senza aspettare che tutti lo facciano; ognuno di noi deve sentirsi impegnato in prima persona, senza alibi.