Parlando di sardine….

Stamattina un pensiero  mi frulla per la testa.

Il movimento delle sardine sta riempiendo le piazze da una ventina di giorni ed è un movimento simpatico: non-violento, libertario, antirazzista, ecc.  ecc. Ma mi chiedo: al momento di votare, le sardine  andranno alle urne o si asterranno come fa ormai la maggioranza degli aventi diritto al voto italiani?

Ci tengono a non essere etichettati con simboli di partito, perchè probabilmente nessun partito li rappresenta in toto, ma se aspettano il partito perfetto, fatto su misura, continueranno a manifestare inutilmente nelle piazze senza ottenere nulla, dato che forse le “sardine” stesse al loro interno non rappresentano un mondo monolitico…. Un antico proverbio dice che “il meglio è nemico del bene”: per inseguire la perfezione non si può stare in disparte a vedere cosa succederà… pertanto, care sardine, andate a votare: è l’unico modo per rendere concreta ed efficace la vostra protesta.

La guerra per cellulari e tablet.

A Radio24, Alessandro Milan sta dicendo che il 5,5% dei genitori, secondo una ricerca della Bocconi, dà abitualmente ai propri figli di 3/5 anni il cellulare e che i bambini delle elementari ne fanno uso fino alle 11 di sera!!!

bambini-e-cellulareCredo che sia una situazione assai desolante: i genitori, per pigrizia o malavoglia o depressione cronica, non sanno riempire il tempo dei loro figli, non sanno parlare con loro, non sanno dire di no.  E’ vero che è una guerra imporre delle regole nell’uso di tablet o cellulari e richiede un enorme dispendio di energie, ma sanno quei genitori che un giorno rimpiangeranno amaramente il tempo che non dedicano ai loro figli ? Lo sanno che cosa accadrà quando i loro pargoli sentiranno il vuoto che li circonda e penseranno  di non avere accanto persone di cui fidarsi e a cui affidarsi? Allora sarà inutile  fare prediche e forse sarà anche troppo tardi….

La tecnica non è mai solo tecnica.

Stamattina a Eupilio nella sede dei Padri Barnabiti, si è tenuto il solito incontro organizzato dal GRANIS di Erba per l’inizio dell’Avvento.

Il tema proposto è più che mai interessante ed attuale, anche se trae spunto dall’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in veritate” pubblicata dieci anni fa (con due anni di ritardo rispetto al previsto, perchè lo scoppio della crisi ha indotto il Papa a ripensare l’argomento tenendo conto della nuova situazione).

Il pensiero espresso in questa enciclica si richiama al concetto di Paolo VI di sviluppo integrale della persona e al concetto di ecologia integrale  di Giovanni Paolo II, tema quest’ultimo che verrà poi approfondito da Papa Francesco.

L’argomento su cui si è incentrato l’incontro odierno, “La tecnica non è mai solo tecnica”, ci interpella sul modo di interpretare lo sviluppo  da parte della Chiesa e dei cristiani: non c’è altro modo che rifarsi a come Gesù ha vissuto la carità, fondamento dell’azione ecclesiale.

Nel mondo attuale, dati i moderni mezzi di comunicazione che enfatizzano gli eventi, si corre il pericolo di lasciarsi trascinare dalle emozioni, che durano un attimo, senza però concretizzare azioni veramente efficaci.

Senza Dio l’uomo non sa dove andare e questo è vero anche in campo economico e sociale: se ci pensiamo come soli autori dello sviluppo, siamo destinati a fallire. L’approccio cristiano al tema dello sviluppo riconosce il valore del dono e della gratuità: la fraternità ha bisogno dell’economia del dono.

Il modello del consumismo come strada per la felicità è ampiamente fallito ed è piuttosto evidente che “La vita economica ….ha bisogno di leggi giuste e di forme di redistribuzione guidate dalla politica e inoltre di opere che rechino impresso lo spirito del dono”.

Anche grandi dirigenti di impresa oggi asseriscono che  non si può continuare perseguendo solo il massimo dei profitti: così facendo le ricchezze si concentrano sempre più in mano a pochissime persone e cresce l’ingiustizia sociale.

E’ necessario invece avere responsabilmente cura  delle persone e del creato:  tutto è creato da Dio e dobbiamo trovare Dio in tutto il creato.

Lo sviluppo è strettamente legato al progresso tecnologico, che libera l’uomo dalla fatica e migliora le condizioni di vita, ma la tecnica non è mai solo tecnica: essa esprime il desiderio dell’animo umano di superare i condizionamenti materiali, ma si corre il rischio di intenderla come elemento di libertà assoluta, senza limiti, come nuova ideologia. Spesso lo sviluppo dei popoli è inteso solo come problema tecnico ed è forse per questo che non si sono ottenuti risultati apprezzabili. Gli algoritmi e la robotizzazione non potranno risolvere tutti i problemi

Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune” (Caritas in veritate, 71).

A questo primo commento dell’enciclica è seguita una breve pausa e una discussione interessante su come realizzare concretamente i dettami dell’enciclica, sul modo migliore di coinvolgere anche i giovani nell’approcciare i problemi del mondo d’oggi, su come porre fine a logiche di sfruttamento ancora presenti nel mondo del lavoro, sulla mancata cooperazione coi paesi poveri. Ci si è poi soffermati sulla necessità che i cristiani si sentano impegnati a cambiare stile di vita nel rispetto dell’ambiente, senza aspettare che tutti lo facciano; ognuno di noi deve sentirsi impegnato in prima persona, senza alibi.

A teatro: la voce del violino….di Fedeli.

matteo-fedeliLo spettacolo è terminato da poco. Uscendo quasi non si fa caso all’aria fredda e umida di questa notte  piovosa di novembre: la mente è ancora immersa nella magia delle note che hanno riempito la sala dell’ Excelsior.

La serata è iniziata con una rappresentanza dei Camerti che ci hanno fatto ascoltare musiche antiche; poi si è esibito il coro UTE nei suoi tradizionali cavalli di battaglia, ma il clou della serata era senz’altro l’esibizione del M° Matteo Fedeli  al violino (un Guarneri 1709!!!) accompagnato al pianoforte dal M° Scaioli.

Quando il violino ha cominciato a far sentire la sua voce così limpida, così dolce, ma anche graffiante e potente a volte, così evocativa di atmosfere e di emozioni, ho pensato che fino a che  si può produrre tanta “bellezza” c’è speranza per questo mondo acciaccato e malconcio.

Ringrazio l’UTE e tutti quelli che si sono adoperati per realizzare questa serata, che resterà per sempre tra i miei ricordi più belli.

 

Lo chiamano Giovanni….

Questa è una storia tristissima: lo chiamano Giovanni, ma nessun genitore ha voluto dargli un nome,

Ha quattro mesi ed è nato in seguito a un procedimento di fecondazione eterologa, quindi, a quanto ne so, ha almeno tre genitori, che però non hanno voluto farsene carico. Giovanni ha una grave malattia rara a cui lui sta resistendo oltre ogni aspettativa. Non ha mai avuto una casa e non è mai stato abbracciato da una mamma. E’ in ospedale e nemmeno le istituzioni che si occupano di bambini abbandonati sono in grado di accoglierlo e di accudirlo….

Mi viene da pensare che se avesse avuto una sola madre (e non due:la donatrice degli ovuli e quella che lo ha portato in grembo per nove mesi), forse a quest’ora  lei sarebbe accanto alla sua culla e saprebbe farsene carico: hanno forza, coraggio e amore da vendere le madri e sanno fare miracoli.

Fa tanta pena pensare a quella povera piccola creatura, che  soffre in solitudine e che nonostante tutto lotta per sopravvivere.

Ieri in senato.

liliana-segre_lChi è Liliana Segre? Penso che in pochi possano dire di non averne mai sentito parlare, ma proprio per questi pochi ecco qui un link : seguendolo potranno colmare questa loro lacuna.

Dopo la lettura della sua biografia, chi potrebbe non renderle omaggio, chi potrebbe non  onorarla per le sofferenze che ha dovuto subire, per il coraggio della sua testimonianza che continua anche in questa sua tarda età, per le offese e le umiliazioni che ha subito in passato e che continuano ancora oggi?

Eppure, ieri, c’è stato chi non si è alzato in piedi e non l’ha applaudita al suo ingresso in Parlamento: ce lo potevamo aspettare da Lega e FdI, nelle cui file si annidano gli odiatori per professione, ma Forza Italia? Pur  di dare un’immagine di compattezza delle destre, ha accettato di omologarsi ai partiti più estremisti di questo dopoguerra; qualcuno però sui banchi di FI ha subito denunciato forti mal di pancia… Ciò però non cancella  la meschinità di questa presa di posizione. Se c’erano motivi per non votare la mozione, non credo ce ne fossero per non rendere omaggio a una donna di grande carisma e grande levatura morale.

Meteore.

Quando le prospettive sono incerte, quando il futuro è avvolto da nuvole scure, la gente si dibatte in cerca di qualcosa che possa scongiurare i timori più nefasti…  e questo accade in maniera  più evidente quando il nostro orizzonte si restringe al nostro piccolo mondo individuale,   quando si dimenticano  i valori che trascendono l’immediato e rendono la vita degna di essere vissuta.

In politica  questo si palesa con la nevrotica ricerca di un  leader a cui affidare il proprio destino, un leader cui si attribuisce la capacità di risolvere magicamente i problemi che ci affliggono. E’ ciò che è successo negli anni venti del secolo scorso, quando gli Italiani affidarono i loro destini ad un dittatore che li ha poi condotti a una guerra disastrosa.

Oggi la situazione è certo diversa, ma la gente percepisce una profonda precarietà per il mondo che cambia vorticosamente, per i rapporti interpersonali sempre più labili ed ecco che via via si aggrappa ai “leader” (veri o presunti tali) del momento: è successo oltre vent’anni fa con Berlusconi, poi è stato Renzi ad attirare milioni di voti, in seguito il M5s sembrava poter proporre soluzioni miracolistiche…Ora, dopo la sconfitta alle elezioni in Umbria appare chiaro che anche il miraggio pentastellato si è dissolto.  E’ il momento dell’apoteosi di Salvini, che ha un unico cavallo di battaglia: il contrasto all’immigrazione (che non è certamente il più grave dei nostri problemi).

Per accaparrarsi i voti, Salvini non va tanto per il sottile e si mostra spesso in atteggiamenti discutibili e fanno discutere i suoi rapporti con paesi stranieri, il suo assenteismo nelle sedi istituzionali, la sua probabile complicità nel trafugamento di 49 milioni percepiti indebitamente dal suo partito, la sua storia politica che lo ha visto passare dall’estremismo di sinistra all’estremismo di destra, passando per il secessionismo e il disprezzo del meridione…. Ma come è successo per Berlusconi, la gente non bada a certe “quisquiglie”:  in questo momento Salvini potrebbe sparare sulla folla e questa lo applaudirebbe .

Alle persone di buon senso e con un pizzico di capacità critiche non resta che sperare che  quella di Salvini sia una meteora come lo furono Renzi e Di Maio e che la sbornia leghista passi in fretta senza lasciare troppi mal di testa…

Madre coraggio

Perché stare in casa, avere a pranzo e a cena un figlio che ha ucciso e non espia, è come convivere col demonio. L’espiazione non è un suo danno, è il suo bene e quindi un suo diritto. Se sai che tuo figlio ha commesso il massimo errore ma lo sta pagando, la tua vita ha un senso perché la sua vita ha un senso. Può darsi che questa madre abbia consegnato il figlio all’ergastolo, ma lei voleva salvarlo e questo era l’unico modo. Non so se sarei in grado di fare quel che lei ha fatto, signora. Ma lei è migliore di quelli che non lo fanno. (da Avvenire.it)

Sono le righe conclusive di un bell’articolo sui fatti di Roma,  compare su Avvenire

La madre che ha denunciato il figlio è una vera “Madre Coraggio”,  sa che per salvare suo figlio, per dargli una chance di riscatto, non c’è altra via che consegnarlo alla giustizia.  Ho grande rispetto e ammirazione per questa donna, che sa seguire la via dell’amore vero  fino all’eroismo, fino a doversi strappare il cuore per il bene di un figlio che non ascolta più le sue parole e i suoi insegnamenti.

Una bella festa.

Ecco la torta del 25°
Ecco la torta del 25°

Proprio in questi giorni di un ottobre di 25 anni fa, all’UTE si tenevano le prime lezioni e oggi abbiamo festeggiato questo anniversario con un delizioso pranzo all’hotel Leonardo da Vinci.

Dalle foto si può comprendere quanto sia stato piacevole  celebrare insieme , docenti e soci, questi 25 anni di attività, pieni di difficoltà, è vero, ma resi bellissimi dalla soddisfazione  di sentire il calore, l’apprezzamento e la gratitudine di tanti. Cento di questi giorni, UTE!!!

La Presidente e alle sue spalle Daniela al momento del taglio della torta.
La Presidente e alle sue spalle Daniela al momento del taglio della torta.
i convitati
i convitati
I convitati
I convitati
I convitati
I convitati
Il tavolo dello staff
Il tavolo dello staff

Morire insieme ai propri sogni.

Un’altra terribile strage!!!

Questa volta non nel Mediterraneo, ma in un TIR in cui hanno trovato la morte 38 adulti e un adolescente.

Queste notizie sono sempre sconvolgenti soprattutto se si pensa che queste persone trovano la morte proprio quando sono sul punto di raggiungere la meta del loro viaggio. Hanno superato sofferenze inimmaginabili, disagi di ogni genere e quando stanno già vedendo la fine delle loro tribolazioni, il destino li beffa nel modo più crudele: muoiono insieme ai loro sogni.

Sono persone  che tentano di sfuggire a prospettive di una vita fatta di stenti, che rivendicano il diritto alla dignità del vivere, che vogliono dribblare le ingiustizie create da secoli di iniquo sfruttamento delle risorse naturali che hanno finito per accumulare ricchezze in alcune comunità e per impoverirne altre.

Il miglior antidoto contro le emigrazioni di massa dei nostri tempi sarebbe una migliore distribuzione dei beni della nostra Madre Terra, ma questa resterà forse per sempre un’utopia…