Una bella serata di solidarietà.

wp_20180406_21_36_44_proIl “Concerto di Primavera” è stato un vero successo: la sala era stracolma e ogni gruppo ha suscitato molto entusiasmo e riscosso molti applausi.

Il primo a esibirsi, dimostrando la ormai nota bravura, è stato il “Coro UTE” in rappresentanza della Università della Terza Età, che ha organizzato e curato la realizzazione dell’evento; in particolare va detto un grande GRAZIE al dr. Filippi, docente della nostra UTE e dell’Università di Camerino, il quale ha lanciato l’idea di un concerto a beneficio dei bambini di Camerino e ha curato gran parte dell’organizzazione, ben coadiuvato dal nostro vicepresidente Cesare Cavenaghi, che non ha certo lesinato entusiasmo ed energie.

Si sono poi esibiti i ragazzi delle sezioni musicali della scuola Media “Puecher” di Erba e qui devo dire che è stato grande il mio stupore nell’assistere a esibizioni veramente al di sopra di ogni aspettativa. Le formazioni musicali erano due: l'”orchestra 440″, formata prevalentemente da strumenti ad arco e corda e l’orchestra “WIND” formata dagli strumenti a fiato.

I pezzi suonati erano di generi musicali molto diversi, ma in tutti mi ha stupito come i docenti abbiano saputo guidare musicisti alle prime armi ad esecuzioni veramente pregevoli.

A questo punto purtroppo ho dovuto lasciare il teatro, ma so da chi ha potuto restare fino alla fine, che i gruppi che si sono esibiti in seguito sono stati tutti all’altezza della situazione.

Alla vigilia dell’evento, temevamo che la città non rispondesse al battage pubblicitario che avevamo messo in atto, invece tutto è andato meravigliosamente bene e questo fa onore a Erba che ha capito le finalità del concerto e farà certamente piacere ai bamini di Camerino che vedranno ingrossarsi un po’ il gruzzolo che servirà a costruire il loro “SPAZIO PER CRESCERE”.

Il bel canto: che passione!!!

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L’Italia è patria del bel canto e l’accademia di pefezionamento della Scala è frequentata da molti giovani talenti provenienti da tutte le parti del mondo. Oggi abbiamo potuto apprezzare le loro splendide voci in un concerto alla Scala di Milano.

alla-scalaI brani eseguiti non erano molto conosciuti, tuttavia la straordinaria bravura degli artisti ha entusiasmato il pubblico presente; per conto mio, pur riconoscendo l’altissimo livello di preparazione dei cantanti, avrei apprezzato che all’inizio di ogni brano i personaggi si presentassero al pubblico per far capire quale situazione veniva rappresentata sulla scena, visto che, a differenza di altri teatri, alla Scala non esiste un monitor su cui leggere i testi delle romanze e dei duetti.

Questi spettacoli pomeridiani indirizzati ai pensionati e alle scuole, dovrebbero curare di più il modo di approcciare questo pubblico che non è certo fatto di esperti: ne gioverebbe la lirica e anche La Scala.

Quaresima, tra tradizioni e superstizioni.

Anche qui è cominciata la Quaresima, che, nel rito ambrosiano, dura 4 giorni in meno rispetto al rito romano.   L’imposizione delle ceneri non avviene perciò di mercoledì, ma la domenica e vuole  richiamarci a un rinnovamento spirituale a un rinnovato impegno.

Pare che la celebrazione della Quaresima (da quadragesima) risalga al II secolo dopo Cristo e che allora prevedesse non solo  l’astinenza dalle carni, ma anche da altri alimenti di origine  animale come il latte, il formaggio e le uova, per tutto il periodo quaresimale.

Durante la celebrazione dei riti religiosi in questo periodo il sacerdote indossa paramenti viola e si dice che l’ avversione della gente di teatro per questo colore sia legata al fatto che in Quaresima anticamente erano proibiti gli spettacoli teatrali e questo per gli attori significava non realizzare incassi e soffrire la fame.

“Nel territorio salentino si personificava la Quaresima con un fantoccio di paglia, chiamato “Quaremma, Coremma o Caremma“. Il fantoccio aveva le sembianze di una donna, vestita di nero, con in mano il fuso e la conocchia, si esponeva all’esterno delle case, sulle terrazze o sui balconi. In altre zone dell’Italia Meridionale la Quaremma veniva appesa ad un filo che correva da una casa all’altra, di finestra in finestra, per le vie del paese, e poi, pubblicamente bruciata o sparata con il fucile il giorno di Pasqua. Dare fuoco alla Quaremma metaforicamente significa dare fuoco alla povertà, bruciare collettivamente la miseria” (da Quaresima e Quaremma).

Buona Quaresima a tutti!

Una serata per il “TETTO FRATERNO”.

La Compagnia Teatrale dell’UTE si mobilita ancora una volta per accorrere in aiuto di chi si trova in difficoltà ed è per questo che si accinge ad allestire una nuova rappresentazione della sua ultima fatica:

PAZZI? UN POCO,…. MA NON TROPPO

di ENRICO D’ALESSANDRO

andrà in scena  VENERDI’ 3  NOVEMBRE alle ore 20.45 al Teatro EXCELSIOR di Erba

La Compagnia si è già fatta conoscere per la sua bravura, per merito degli attori tutti bravissimi e del valente regista, Cesare Cavenaghi. Prendete nota dell’avvenimento: vi divertirete e in più farete del bene, visto che l’incasso verrà devoluto all’Associazione Tetto Fraterno di Don Bassano, che sta notoriamente attraversando un momento di grande difficoltà

Coralba a S. Bernardino

4117_chiesa-di-san-bernardino-arcellasco-erba-6Agli amici di Erba e dintorni:
Se vi giunge notizia che la Schola Cantorum Coralba di Albavilla ha in programma qualche concerto, non lasciatevelo sfuggire: è una corale stupenda, le voci sono sempre ben armonizzate e riescono a interpretare ogni genere musicale con grande maestria.
Li ho sentiti sabato sera nell’oratorio di S. Bernardino e in quell’atmosfera austera, ma intima, è stato un vero piacere dell’anima ascoltare canti gregoriani, rinascimentali, moderni, africani…. Una serata bellissima, da ripetere, se sarà possibile l’anno prossimo.

Teatro: Tutti pazzi? Un poco, ma non troppo.

il 23 maggio prossimo, martedì, alle ore 15, presso la Sala Isacchi, la compagnia teatrale dell’Università della Terza Età, ci presenterà la commedia che ha preparato durante l’Anno Accademico che sta per concludersi.

La pièce intitolata “TUTTI PAZZI? UN POCO,  MA NON TROPPO” di E. D’Alessandro e diretta dal nostro fantastco Cesare, si preannuncia molto divertente e se a questo aggiungete la bravura ormai da tutti riconosciuta dei nostri attori, tutti quelli che parteciperanno a questo nostro evento non avranno a pentirsene.

Ah! Dimenticavo: l’ingresso è libero e aperto a soci e non soci.locandina-170523-ca-prina-verde

A teatro : Sheherazade.

Oggi alla Scala abbiamo assistito a tre balletti diversi, tutti molto belli; dell’ultimo però non è risultata chiara a nessuno la storia che veniva rappresentata e il motivo è spiegato da Wikipedia:

sheryar-sheherazade-r1Il balletto prende spunto dalla trama introduttiva della prima storia delle Mille e una notte ed è ambientato alla corte dello shah di Persia Shariar. Nel libro di racconti, per vendicarsi di un tradimento subito dalla donna amata, lo shah sposa ogni giorno una vergine che fa poi uccidere l’indomani. L’ultima delle sue spose, Sheherazade, si salva grazie alla sua bravura nella narrazione, incatenando la sua attenzione con le storie da lei narrate, così avvincenti da convincerlo giorno per giorno a rinviare l’esecuzione, per la curiosità di conoscerne il seguito.

La vicenda del balletto costituisce l’antefatto, cioè il tradimento di Zobeide, favorita di Schariar, che determinerà in lui l’odio per le donne. Per mettere alla prova la fedeltà di Zobeide, Shariar finge, insieme al fratello Zahman, di partire per la caccia, lasciando gli eunuchi a guardia dell’harem. Durante la sua assenza, le porte vengono aperte agli schiavi, tra i quali un bellissimo nero, lo Schiavo d’oro. Al suo ritorno, Shariar e il fratello sorprendono un’orgia in corso che coinvolge tutto l’harem, e trovano Zobeide nelle braccia dello Schiavo d’oro. Ne consegue il massacro di schiavi e favorite, ma Zobeide preferisce uccidersi da sé con un pugnale.

La scelta della trama è molto innovativa per l’epoca, non solo perché riporta sulle scene di danza, dopo l’intervallo del romanticismo, la passione amorosa e la morte violenta, che dopo i tempi di Noverre, avevano ceduto il passo all’amore sublimato e incorporeo di cui è l’emblema Giselle, ma perché introduce apertamente il tema della sessualità, condensato nel personaggio dello Schiavo d’Oro dalle sensuali movenze (interpretato da Nijinskij), e culminante nella scena del Baccanale

Poesia e folclore

i-bejIeri sera, in biblioteca comunale, ho assistito a un concerto del gruppo folcloristico “I BEJ” di Erba che, per festeggiare i suoi novant’anni di attività, eseguiva canzoni su testi veramente belli  di alcuni poeti erbesi: Airoldi, Gottardi,  Pirovano e Marinetta.

Il tutto è stato particolarmente gradevole, ma  alla fine mi ha un po’ sorpreso la presentazione dei soli candidati della destra cittadina alla prossima tornata elettorale per la scelta del sindaco …. un intento propagandistico?