Coralba a S. Bernardino

4117_chiesa-di-san-bernardino-arcellasco-erba-6Agli amici di Erba e dintorni:
Se vi giunge notizia che la Schola Cantorum Coralba di Albavilla ha in programma qualche concerto, non lasciatevelo sfuggire: è una corale stupenda, le voci sono sempre ben armonizzate e riescono a interpretare ogni genere musicale con grande maestria.
Li ho sentiti sabato sera nell’oratorio di S. Bernardino e in quell’atmosfera austera, ma intima, è stato un vero piacere dell’anima ascoltare canti gregoriani, rinascimentali, moderni, africani…. Una serata bellissima, da ripetere, se sarà possibile l’anno prossimo.

Teatro: Tutti pazzi? Un poco, ma non troppo.

il 23 maggio prossimo, martedì, alle ore 15, presso la Sala Isacchi, la compagnia teatrale dell’Università della Terza Età, ci presenterà la commedia che ha preparato durante l’Anno Accademico che sta per concludersi.

La pièce intitolata “TUTTI PAZZI? UN POCO,  MA NON TROPPO” di E. D’Alessandro e diretta dal nostro fantastco Cesare, si preannuncia molto divertente e se a questo aggiungete la bravura ormai da tutti riconosciuta dei nostri attori, tutti quelli che parteciperanno a questo nostro evento non avranno a pentirsene.

Ah! Dimenticavo: l’ingresso è libero e aperto a soci e non soci.locandina-170523-ca-prina-verde

A teatro : Sheherazade.

Oggi alla Scala abbiamo assistito a tre balletti diversi, tutti molto belli; dell’ultimo però non è risultata chiara a nessuno la storia che veniva rappresentata e il motivo è spiegato da Wikipedia:

sheryar-sheherazade-r1Il balletto prende spunto dalla trama introduttiva della prima storia delle Mille e una notte ed è ambientato alla corte dello shah di Persia Shariar. Nel libro di racconti, per vendicarsi di un tradimento subito dalla donna amata, lo shah sposa ogni giorno una vergine che fa poi uccidere l’indomani. L’ultima delle sue spose, Sheherazade, si salva grazie alla sua bravura nella narrazione, incatenando la sua attenzione con le storie da lei narrate, così avvincenti da convincerlo giorno per giorno a rinviare l’esecuzione, per la curiosità di conoscerne il seguito.

La vicenda del balletto costituisce l’antefatto, cioè il tradimento di Zobeide, favorita di Schariar, che determinerà in lui l’odio per le donne. Per mettere alla prova la fedeltà di Zobeide, Shariar finge, insieme al fratello Zahman, di partire per la caccia, lasciando gli eunuchi a guardia dell’harem. Durante la sua assenza, le porte vengono aperte agli schiavi, tra i quali un bellissimo nero, lo Schiavo d’oro. Al suo ritorno, Shariar e il fratello sorprendono un’orgia in corso che coinvolge tutto l’harem, e trovano Zobeide nelle braccia dello Schiavo d’oro. Ne consegue il massacro di schiavi e favorite, ma Zobeide preferisce uccidersi da sé con un pugnale.

La scelta della trama è molto innovativa per l’epoca, non solo perché riporta sulle scene di danza, dopo l’intervallo del romanticismo, la passione amorosa e la morte violenta, che dopo i tempi di Noverre, avevano ceduto il passo all’amore sublimato e incorporeo di cui è l’emblema Giselle, ma perché introduce apertamente il tema della sessualità, condensato nel personaggio dello Schiavo d’Oro dalle sensuali movenze (interpretato da Nijinskij), e culminante nella scena del Baccanale

Poesia e folclore

i-bejIeri sera, in biblioteca comunale, ho assistito a un concerto del gruppo folcloristico “I BEJ” di Erba che, per festeggiare i suoi novant’anni di attività, eseguiva canzoni su testi veramente belli  di alcuni poeti erbesi: Airoldi, Gottardi,  Pirovano e Marinetta.

Il tutto è stato particolarmente gradevole, ma  alla fine mi ha un po’ sorpreso la presentazione dei soli candidati della destra cittadina alla prossima tornata elettorale per la scelta del sindaco …. un intento propagandistico?

Teatro: CREDOINUNSOLODIO.

“CREDOINUNSOLODIO” ( si può leggere: Credo in un solo Dio”, oppure “Credo in un sol odio”) è il titolo di una pièce teatrale che ho visto ieri al teatro “Melato” a Milano.

Sono in scena tre donne: un’insegnante israeliana, una studentessa palestinese e una soldatessa americana in servizio in Israele. Raccontano la loro esperienza di vita in una terra in cui il nemico e il kamikaze possono spuntare dove meno te li aspetti. Parlano con il pubblico, ma non tra di loro: non si rivolgono mai la parola ….proprio come accade in campo politico per la questione palestinese: tanti summit solo per ribadire le proprie ragioni senza mai dare ascolto a quelle dell’altro.

Tra un attacco terroristico e l’altro, la tensione aumenta sempre più fino all’ultima deflagrazione che porterà via tutte e tre le donne.

Certamente il tema era molto importante, certamente le tre attrici sono state bravissime ed è stato anche certamente angosciante assistere a questi lunghi monologhi a tre voci che non hanno mai fatto trapelare un filo di speranza: questo doveva esattamente essere l’obiettivo dell’autore.

Teatro : Notre Dame de Paris.

Oggi al teatro Linear Ciack di Milano si rappresentava “Notre Dame de Paris”  di Cocciante. Chi non ricordasse la trama, che è piuttosto intricata, può rinfrescare la memoria cliccando su queste righe colorate.

Notre DameVedendo lo spettacolo si capisce perchè da quasi vent’anni esso continui ad avere grande successo di pubblico: un gioco di luci molto sapiente movimenta la scenografia ; il corpo di ballo è strepitoso e riempie il palcoscenico di acrobazie ed evoluzioni mirabolanti; le voci dei protagonisti sono tutte eccezionali e poi ci sono le musiche di grande effetto.

Solo un piccolo appunto: l’acustica non era perfetta e a tratti il volume della base musicale registrata risultava troppo forte e un po’ fastidioso.

Direi che  è molto attuale il tema dello straniero che chiede asilo e che viene guardato con diffidenza: lo straniero è per forza cattivo, è facile accusarlo di ogni nefandezza, lo straniero è in balia di quelli che detengono il potere , siano essi guardie o religiosi in preda al fanatismo e alla superstizione. Poi c’è Quasimodo , il gobbo, il deforme, l’emarginato, quello che tutti prendono in giro, ma che ha un’anima nobile e sensibile.

Alla fine , dopo che il sipario si è chiuso sui cadaveri dei protagonisti, è scattata una lunga standing ovation ed è stato chiamato in scena lo stesso Cocciante che ha cantato a cappella alcune battute dell’ultimo pezzo del musical: è stato un bellissimo momento.

Se si vuole vedere un brano dello spettacolo Cliccare su questo link.

 

Pomeriggio a teatro: Mister Green.

IMG-20170209-WA0001Oggi al teatro Grassi di Milano ho assistito insieme ad alcuni amici dell’Università della Terza Età alla rappresenrazione del lavoro teatrale “Mister Green”

Mister Green è anziano ebreo rimasto vedovo da poco; un giorno attraversando la strada viene buttato a terra da un’automobile alla cui guida è il giovane Ross. Per punirlo della sua guida poco prudente, il giudice condanna il ragazzo a visitare una volta la settimana Mister Green e a portargli aiuto. L’anziano però rifiuta a più riprese la mano tesagli , anche se non volontariamente , da Ross: lui è orgoglioso, non ha bisogno di nessuno lui, lui vive bene nella sua casa disordinata….Ma Ross DEVE continuare a fargli visita e a poco a poco il vecchio si addolcisce un po’ soprattutto quando viene a sapere che anche il giovanotto è ebreo e si lascia andare a qualche confidenza su Ester, la moglie perfetta che ha vissuto accanto a lui per 59 anni. Ma proprio quando sembra che l’accordo tra i due sia a portata di mano ecco che Ross confessa di essere gay e di vivere la pena del rifiuto della sua famiglia per quella sua condizione.

Il vecchio rimane sconcertato: un ebreo non può essere gay, l’omosessualità è contro la religione , contro i comandamenti, contro natura…Mister Green si arrabbia moltissimo e in preda all’ira si lascia sfuggire che Ross è proprio come sua figlia!!!! Lui aveva sempre detto di non avere avuto figli….. Sotto  l’incalzare delle domande di Ross racconta che, sì, aveva una figlia di nome Rachele, ma per lui è come morta da quando ha voluto sposare un uomo non ebreo….Sarà Ross a risolvere la situazione ….

Allo spettacolo erano presenti moltissimi ragazzi delle superiori e credo che esso potrà offrire molti spunti di discussione:

  • Mister Green, che ricorda con dolore la persecuzione subita nei pogrom russi a causa dei pregiudizi sugli ebrei, non è immune da pregiudizi derivantigli dalla sua cultura e dalla sua religione.
  • La solitudine inasprisce e inselvatichisce chi è costretto a viverla.
  • Mister Green ricordando la moglie Ester   magnifica il perfetto accordo che regnava tra di loro, ma poi scopre che lei di nascosto intratteneva rapporti regolari con la figlia che invece lui aveva rinnegato : può dirsi un’unione perfetta quella in cui non si litiga, ma si è costretti a nascondere i propri sentimenti?
  • L’omosessualità non è una scelta, ma una condizione da vivere spesso con sofferenza , pertanto merita comprensione e rispetto.

Sono stati veramente molto bravi i due interpreti della pièce: Massimo de Francovich e Maximilian Nisi, che hanno saputo emozionare il pubblico presente con una recitazione misurata ed efficace.

Tutti a teatro!

Il mese di gennaio è dedicato alla pace e, per riflettere su questo bene fondamentale giovedì sera al teatro Excelsior potremo assistere allo spettacolo “LA SCELTA” di cui copio e incollo di seguito la presentazione che ho trovato sulla rete….

“……. ascolterete quattro storie vere provenienti da uno dei conflitti più atroci, sanguinosi e assurdi che l’essere umano abbia mai combattuto. Nei libri di storia la chiamano ‘Dissoluzione della Ex-Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia’… ma sui muri di Sarajevo trovi una definizione molto più semplice Welcome to Hell’, ‘Benvenuti all’Inferno’. Raccolte durante il conflitto bosniaco dalla dottoressa Svetlana Broz e affidate alla voce di Marco Cortesi e Mara Moschini, queste quattro storie rappresentano straordinarie testimonianze di eroismo, coraggio e umanità.

Storie vere di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rompere la catena dell’odio e della vendetta, persone che hanno avuto la capacità di vedere oltre il loro egoismo e di rischiare la loro vita per salvare quella di altri. Storie vere, autentiche, genuine. Storie effettivamente raccolte con un piccolo registratore sui campi di battaglia… Con oltre 450 repliche tra Italia, Europa e Stati Uniti “La Scelta” è uno spettacolo di teatro civile capace di scuotere e illuminare le coscienze.”

Credo che sarà uno spettacolo dalle grandi emozioni….non perdiamo questa occasione !!!

Un pomeriggio in musica alla Scala.

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Palco reale

La Scala di Milano, per avvicinare alla musica anche quelli che non possono permettersi il lusso di partecipare ai grandi eventi, organizza concerti pomeridiani per studenti e anziani.

Ieri si esibiva il “SETTIMINO ITALIANO”, sette valentissimi orchestrali della Scala che hanno formato un complesso per musica da camera, composto da due violini, una viola, un violoncello, un contrabbasso, un fagotto e un’arpa.

La star del gruppo è l’arpista, una musicista di fama internazionale, che sa trarre dal suo strumento delle incredibili, freschissime cascate di note limpide e dolcissime. E’ stato interessante anche scoprire la voce dolce e un po’ “scura” del fagotto, strumento che difficilmente riusciamo a “isolare” nel contesto dell’orchestra Il fagottista si è esibito con brio in un brano che Verdi, da giovane, aveva composto proprio per mettere in evidnza le particolari caratteristiche del fagotto. Durante l’esecuzione del “capriccio” lo strumentista accompagnava col corpo la musica che usciva dal suo strumento: si capiva che per lui suonare è divertimento e piacere. L’accostamento tra le note argenine  dell’arpa e quelle più sommesse del fagotto creava un contrasto insolito ma molto piacevole.

La bellezza della musica, la maestria di tutti i musicisti e il fascino del teatro più famoso d’Italia (e tra i più famosi nel mondo) hanno contribuito a creare un pomeriggio magico per il pubblico che occupava ogni odine di posti.  A proposito del pubblico, devo annotare come i palchi fossero quasi interamente occupati da studenti, che hanno seguito il concerto con una compostezza ammirevole.