UTE: Ermetismo italiano del ‘900 – Gli additivi alimentari

Prende il nome di Ermetismo la corrente poetica sviluppatasi a Firenze nel secolo scorso, tra le due guerre. Esso era stato preceduto da grandi poeti come Pascoli,  D’Annunzio e Ungaretti;  da quest’ultimo soprattutto  gli ermetici trassero spesso ispirazione.

Gli ermetici, di ispirazione cattolica, intendevano esprimere l’essenza della realtà umana con un linguaggio del tutto particolare, estraneo alla realtà, alla quotidianità e alla Storia. Era per questo una poesia di élite, non accessibile alla gente della strada.

Il periodo in cui sorge e si sviluppa questo movimento coincide con l’affermarsi in Italia del fascismo, al quale non presta molta attenzione: certamente non è allineato alla politica imperante, si potrebbe dire a-politico, ma poichè era limitato a una strettissima cerchia di intellettuali, fu sempre tollerato. Il linguaggio usato dagli ermetici è fatto di parole ricercate,  trascura grammatica e sintassi e spesso accosta tra loro parole apparentemente senza nesso logico, ma capaci di creare suggestioni; sono molto usate figure retoriche di ogni tipo.

Dopo  aver presentato le caratteristiche dell’Ermetismo, il prof. Galli ci ha parlato del suo rappresentante più conosciuto: Salvatore Quasimodo.

Dopo alcuni cenni biografici, il nostro docente ci ha letto e commentato, con la sua solita passione e sensibilità, tre tra le poesie più significative, che documentano la sua evoluzione: da poeta ermetico negli anni prebellici, alla poesia civile nel secondo dopoguerra.

La sua composizione più famosa è certamente quella nota col titolo “ED E’ SUBITO SERA”

 Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

In tre scarni versi  Quasimodo sintetizza tutta la bellezza e la drammaticità dell’essere uomini e questo, a mio parere, vale il premio Nobel che gli è stato assegnato e che molti ritengono immeritato.

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Gli additivi alimentari sono sostanze che si aggiungono agli alimenti non per il loro valore nutritivo, ma per migliorare l’aspetto di un prodotto o per favorirne la conservazione o per renderne più agevole il trasporto. La loro presenza e la loro finalità devono sempre essere segnalate sull’etichetta.

Gli additivi usati oggi possono essere prodotti naturali o artificiali e devono essere certamente non tossici, se assunti in dosi accettabili. Essi sono contrassegnati da un codice europeo con la lettera E seguita da un numero.

L’ EFSA, l’ente europeo con sede a Parma, che monitora anche l’uso degli additivi, ne garantisce la sicurezza in base ai dati scientifici rilevati

Gli Additivi Alimentari vengono classificati in: COLORANTI, DOLCIFICANTI, CONSERVANTI, ANTIOSSIDANTI , AGENTI DI STRUTTURA

I COLORANTI vengono indicati in etichetta con le sigle E+ i numeri dal 100 al 199. Sono presenti nelle bibite, nelle caramelle e in moltissimi altri prodotti per migliorarne l’aspetto.

I CONSERVANTI (E200 – E299) evitano la formazione di muffe e di batteri

Gli ANTIOSSIDANTI (E300-E399) sono quelli che impediscono l’ossidazione dei cibi e quindi ne mantengono la gradevolezza dell’aspetto (carne trita: diventerebbe subito scura).

Gli STABILIZZANTI, EMULSIONANTI E ADDENSANTI (E400 – E499)  e i REGOLATORI DI ACIDITA’ E ANTIAGGLOMERANTI (E500 – E599) rendono più gradevole il prodotto.

Gli ESALTATORI DI SAPIDITA’ (E600 – E649) migliorano il sapore degli alimenti.

Ci sono poi gli  AROMI che possono essere ottenuti da prodotti naturali o per sintesi e il loro uso è disciplinato dall’EFSA (european food safety authority). Gli aromi, a differenza degli additivi, non vengono dichiarati in etichetta, ma vengono usati in quantità minime.

Poichè gli additivi sono presenti in molti alimenti , è bene imparare a leggere le etichette in modo da non accumulare quantità eccessive dello stesso additivo; inoltre è sempre consigliabile variare molto la propria alimentazione e  privilegiare i cibi freschi .