UTE: I Longobardi in Italia (2^ parte) – La scienza in tribunale.

Proseguendo il discorso sui Longobardi, il prof. Galli oggi ha ripercorso le fasi della costruzione del loro regno in Italia, ribadendo innanzitutto come sia stata abbastanza rapida la loro fusione etnica con la popolazione “romana”, fatto, questo, favorito dalla loro conversione al cristianesimo unita al ripudio dell’arianesimo. Tale fusione viene testimoniata dalla frequente commistione di nomi latino-longobardi che compaiono nelle iscrizioni e nei documenti.

Come già accennato la volta precedente, grande importanza ebbe la regina Teodolinda, che, alla morte di Autari, sposò Agilulfo il quale rafforzò il suo controllo sull’aristocrazia che ne minava l’autorità, restituì alla chiesa e ai monasteri i beni saccheggiati al momento dell'”invasione” e ridiede dignità e potere ai vescovi.

Nella loro marcia verso il sud (581-589), i Longobardi distrussero il monastero di Montecassino poi nel 593 Agilulfo arrivò ad assediare Roma e Papa Gregorio Magno (quello della riforma del calendario) lo convinse a ritirarsi. E’ di quegli anni la costruzione della Basilica di Monza, dedicata a San Giovanni Battista, voluta dalla regina Teodolinda.

A questo  punto si inserisce la storia di Romilda, duchessa del Friuli: suo marito Gisulfo morì combattendo contro gli Àvari e Romilda si rifugiò nella città fortificata di Cividale del Friuli. Innamoratasi del re nemico, gli propose la resa della città in cambio della promessa di sposarla, ma il re conquistata la città uccise tutti gli uomini, fece schiavi bambini e donne e a  Romilda riservò una morte  veramente atroce.

Uno dei re più importanti tra quelli che si sono succeduti sul trono longobardo è certamente Rotari (regnò dal 636 al 652). Nel 643 promulgò l’Editto che da lui prese il nome: era il primo codice di leggi scritte ed era redatto nella lingua latina che si parlava in quel momento storico. In esso veniva dichiarata fuori legge la faida, che fu sostituita dal guidrigildo (pena pecuniaria ); vi era anche una norma chiamata “mundio” che imponeva alle donne di essere sempre sottomesse a un uomo (il solo modo per sfuggire a questa norma era entrare in convento).

Nell’VIII secolo si ebbe un grande sviluppo economico e si delineò una nuova gerarchia sociale (possessores , commercianti , pauperes o populus),  ma intanto era scomparsa la scuola pubblica diffusa sotto l’impero romano e solo gli ecclesiastici sapevano leggere e scrivere, mentre i figli dei più ricchi venivano educati all’arte della guerra.  In alcuni documenti di questo periodo vengono citati i “magistri commacini”.

Il re Desiderio sancì un’alleanza con i Franchi dando in sposa la figlia a Carlo Magno, che però la ripudiò e , sceso in Italia, sconfisse Desiderio. Finì così il dominio longobardo sull’Italia.

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LA SCIENZA IN TRIBUNALE- L’avv. Carpani, amico dell’UTE,  oggi ci ha mostrato come la scienza si affianchi spesso alla giustizia per ricercare la verità dei fatti analizzati con l’obiettività propria del metodo scientifico.

A tal fine ci ha letto alcuni brani dei verbali  di un processo in cui l’avvocato Carpani sosteneva la difesa di una dottoressa accusata di omicidio colposo. Dalla deposizione di un noto medico si poté acclarare con certezza che l’imputata non aveva nessuna responsabilità riguardo ai fatti che le venivano contestati, in quanto il decesso  di cui si discuteva dipendeva da un’anomalia congenita e non da errori nella terapia somministrata.

Due belle lezioni che hanno reso piacevole questo pomeriggio.