Nostalgici … di che?

Quando ero una ragazzina, andavo a messa col messale che riportava le preghiere e le letture in latino e in italiano. Intorno a me però c’erano molte donne anziane che non avevano il messale e biascicavano sottovoce il rosario facendo scorrere i grani della corona tra le mani: non capivano nulla di quanto stava accadendo sull’altare, tanto valeva pregare la Madonna. Proprio perchè il rito, specie nella prima parte era poco accessibile, si diceva che la messa era valida se si cominciava ad assistervi dal momento dell’offertorio , così il sagrato, la domenica mattina, era gremito di uomini che fumavano e discutevano dei loro affari ed entravano in chiesa solo dopo che il parroco aveva concluso la sua omelia. E le risposte in latino? nessuno sapeva cosa stesse dicendo e le antiche parole del rito venivano storpiate in mille modi “ad libitum”.

Con il Concilio tutto questo per fortuna non accade più: la gente partecipa alle funzioni religiose e, se vuole, può comprendere i testi della messa del giorno e rispondere al celebrante con parole conosciute. E’ vero: le chiese sono meno affollate, ma la gente partecipa alle celebrazioni con più intensità.

I lefebvriani in questi giorni stanno provocando uno scisma doloroso perchè non accettano le direttive e le innovazioni apportate nella Chiesa dal Concilio Ecumenico indetto da Papa Giovanni XXIII. Ma cosa rimpiangono? la sedia gestatoria? i baldacchini e le cerimonie pompose? Il distacco tra il clero e i laici? L’ipocrisia con cui venivano occultati i mali che serpeggiavano nella Chiesa stessa?

Dicono di voler salvare la Chiesa e la fede, ma quale fede? Se negano che quanto deciso dai Padri conciliari sia frutto dello Spirito Santo, la loro fede mi pare quantomeno deviante.