Ricorda, Israele …

SE QUESTO E’ UN UOMO.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Dedico questa poesia di Primo Levi ai Palestinesi di Gaza … Forse l’autore non avrebbe mai potuto immaginare che, in un futuro non molto lontano dai giorni in cui ha scritto la sua poesia, i governanti del suo popolo avrebbero assunto il ruolo di persecutori senza pietà.

Ora a Gaza ci sono uomini e donne che non hanno più dove stare e ormai da due anni sono costretti a percorrere e ripercorrere, da nord a sud e viceversa, le strade ingombre di macerie della loro terra, in cui non trovano più né cibo né acqua né riparo dalle intemperie mentre vedono i loro figli morire di fame o sotto i bombardamenti.

Perché gli Israeliani non ricordano quando erano loro le vittime della barbarie? Ricorda Israele…. e ti siano di monito gli ultimi versi della poesia….

Poesia: Fine dell’estate (Herman Hesse)


Monotona, sommessa e lamentosa,
scorre tiepida la sera con la sua pioggia,
piangendo tra sé come un bambino stanco
va incontro alla vicina mezzanotte.

L’estate sazia ormai delle sue feste,
tiene la corona nelle mani inaridite
e la butta via – è sfiorita – ,
si china inquieta e vuol farla finita.

Anche il nostro amore era una corona,
un divampare di calde feste estive;
ora l’ultimo ballo lentamente si spegne,
la pioggia cade, gli ospiti sono in fuga.

Ma prima che lo sfarzo appassito
e l’ardore spento ci faccian vergognare,
prendiamo congedo dal nostro amore
in questa notte cupa.

In questa poesia piena di dignitosa malinconia, Herman Hesse costruisce un lungo paragone tra un’estate che sta finendo con le piogge monotone e lamentose che preannunciano l’autunno e la fine di un amore. Herman Hesse ha avuto una vita travagliata, segnata da difficili storie d’amore e da una tormentata ricerca del senso da dare alla sua vita.

Così come l’estate lascia dietro di sé le giornate assolate e festose così anche la sua storia d’amore termina in un ultimo ballo, mentre fuori piove e gli ospiti lasciano la festa.

E’ una fine probabilmente voluta da entrambi, che non sanno più ritrovare l’ardore e la felicità di un tempo ormai lontano, ma è importante lasciarsi con dignità e rispetto per sé stessi .

“Le pietre parlano”

Facendo un po’ di zapping, giovedì sera, in cerca di un programma che potesse essere degno di attenzione, mi sono ritrovata su TV2000, mentre stava per cominciare “Le pietre parlano”.

Nel docufilm , partendo dai monumenti, dai resti di case di epoca romana, dalle prime chiese costruite da Costantino si ricostruiscono i primordi della comunità cristiana a Roma. E’ così che ho conosciuto luoghi che non conoscevo e che non figurano tra le mete turistiche più ambite, come il luogo in cui Costantino sostò alle porte di Roma prima della battaglia sul ponte Milvio. Fu lì che vide nel cielo una croce (formata dall’allineamento di alcuni pianeti) e cominciò il suo avvicinamento al Cristianesimo.

Leggendo quanto è riportato nel link citato sopra, ho capito che la puntata che ho visto fa parte della terza serie e mi dispiace molto aver perso le prime due. Spero che TV2000 le riproponga. Intanto giovedì prossimo, in seconda serata, cercherò il seguito di questa interessante e piacevole lezione di storia.

Agosto

Sole implacabile, terre riarse, cicale petulanti, notti insonni; vacanze d’altri tempi che non rimpiango; volti cari che ormai vedo solo con gli occhi della memoria.

In questo mese sono nati:

  • mio padre che ringrazio per il senso di sicurezza che mi dava quando stavo seduta sulle sue ginocchia mentre giocava a carte con i vicini di casa: ero certa che avremmo vinto!!
  • mia madre che ricordo sempre indaffarata per accudire tutti noi, anche quando le forze non glielo avrebbero consentito; grazie di tutto a te che non hai mai fatto un giorno di vacanza e non te ne lamentavi …
  • Lucia, che ci ha lasciati da poco e che è stata per me un esempio di forza e di serenità nell’accettazione delle difficoltà del vivere; ricorderò sempre i bei pomeriggi passati serenamente a fare la spesa insieme: lei ormai non vedeva quasi più, ma conservava intatta la sua ironia e il suo buon umore.

I due Donald.

Tutti noi della mia età siamo cresciuti insieme ai fumetti della Disney , vuoi in forma cartacea con gli albi di Topolino, vuoi con i cartoni animati in TV . L’eroe più simpatico e più amato era certamente Paperino, cioè Donald Duck: gliene capitavano di tutti i colori e ogni sua iniziativa finiva per fallire. Forse ci piaceva perché assomigliava un po’ a noi che spesso sperimentiamo la discrepanza tra i nostri sogni, i nostri progetti e la dura realtà.

Oggi c’è un altro Donald sulla scena mondiale e ad Anchorage mi ha ricordato molto l’altro Donald: aveva dichiarato che il punto irrinunciabile per cominciare a trattare era il “cessate il fuoco” in Ucraina altrimenti Donald si sarebbe molto arrabbiato. Invece veniamo a sapere che i bombardamenti sono continuati anche durante le ore del colloquio in Alaska e che forse di Ucraina non s’è neppure parlato….

Donald doveva far finire la guerra in 24 ore, ieri addirittura hanno detto che la guerra in quel paese non sarebbe nemmeno scoppiata se Trump fosse stato alla Casa Bianca … certamente avrebbe consentito a Putin di prendersi l’Ucraina, in barba ai trattati internazionali. E dopo la cessione dell’Ucraina? Mi è parsa molto eloquente l’ostentazione della felpa di Lavrov con la scritta CCCP (cioè URSS): Putin vuole ricostruire l’impero della Russia sovietica estendendo la sua ombra “protettrice” ai paesi che facevano parte della sua sfera di influenza.

Cosa ha ottenuto Donald? Nulla di nulla.

Cosa ha ottenuto Putin? Ha fatto capire al mondo che il coltello dalla parte del manico lo ha lui e che è inutile che noi lo etichettiamo come “assassino”, come traditore di tutti i trattati internazionali, è addirittura inutile il mandato di cattura che la Corte Penale Internazionale ha emesso nei suoi confronti: lui se infischia altamente di tutto e di tutti. E stando così le cose Donald gli stende i tappeti rossi…

Tra i due Donald, quello che oggi guida l’America non è per niente simpatico…

Pensando ad Anchorage.

Su RaiPlay stanno riproponendo una serie di reportage giornalistici di Monica Maggioni , che avevo segnalato poco più di un anno fa.

“Avventura nel Grande Nord” , questo è il titolo della serie, dimostrava senza possibilità di fraintendimenti che la vera sfida in atto a livello mondiale era, ed è, il controllo del Mar Glaciale Artico e delle terre circostanti e se ne deduceva che la guerra in Ucraina poteva essere solo una “valvola di sfogo” per queste tensioni, solo un effetto collaterale.

La conferma di tutto ciò è sotto i nostri occhi: stasera ad Anchorage si incontrano Putin e Trump che dovranno mettere le carte in tavola e già si parla della possibilità di consentire alla Russia di sfruttare terre rare dell’Alaska.
La fine della guerra in Ucraina dipenderà da intese che superano di gran lunga il possesso di qualche chilometro in più o in meno nel Donbass ed è per questo che l’Ucraina non sarà presente col suo Presidente.

Si parla, in stime approssimative, di 400.000 soldati ucraini e più di un milione di soldati russi morti in questi tre anni e mezzo, senza contare le vittime civili, le città distrutte, le infrastrutture demolite e fa molto male pensare che tutto questo non sarà l’argomento principale dei colloqui di questa sera.

Gli Ucraini potranno far sentire la loro voce? Si spera che l’UE possa una buona volta farsi valere e fare in modo che il destino dell’Ucraina non venga deciso a tavolino (come abbiamo visto tante volte nella storia per altri paesi) in sottordine a interessi che nulla hanno a che vedere con i diritti fondamentali di ogni popolo libero.

Staycation.

Fa tanto caldo… sento i rivoli di sudore scorrere lungo la schiena.

Dovrei fare tante cose, ma non ne ho il coraggio…

Leggerò un libro e guarderò alla TV quelli che sguazzano nell’acqua del mare per sentire un po’ di refrigerio…

P.S.: Staycation è un neologismo inglese per indicare le vacanze trascorse in casa propria o nelle vicinanze.

Perché?

Mi hanno sempre detto che il mondo continua ad esistere perchè il male viene compensato dal bene, il dolore viene controbilanciato dalla gioia e la morte dalla vita che nasce e si rinnova in continuazione.. Per molto tempo non mi è stato difficile credere a questa visione ottimistica del mondo: intorno a me le persone care e gli amici festeggiavano nascite, matrimoni, successi negli studi e sul lavoro e questo faceva sì che il dolore del mondo restasse in secondo piano, come un rumore di fondo; ero pienamente consapevole di tante realtà di sofferenza, ma ero troppo impegnata nelle incombenze di ogni giorno e nel lavoro per soffermarmi a lungo su questi pensieri.

Ora no; il dolore entra in casa mia e nel mio cuore ad ogni telefonata, ad ogni incontro con le persone che fanno parte della mia vita: tutte, ormai anziane come me, hanno problemi più o meno gravi o malattie importanti da affrontare; attraverso i mezzi di comunicazione poi la sofferenza di tanti popoli causate da eventi naturali o, peggio, dalla stupidità degli uomini, mi riempie di sensi di angosciosa impotenza.

Certamente non ci sono risposte logiche alla domanda: Perché tanto dolore?

E dopo l’inevitabile sgomento, fortunatamente mi viene in aiuto la fede: io non posso capire, ma Qualcuno sa certo dare un significato a tutto ciò … e con questo pensiero riprendo lentamente a respirare …