Energia, una necessità inderogabile .

L’attuale crisi energetica conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, fa sì che sempre più esperti invochino il ricorso all’energia nucleare anche in Italia, dove è stata bandita da un referendum popolare dopo il disastro di Chernobyl.

E’ questo nuovo interesse che rende appetibile una vecchia miniera di uranio in Val Seriana, la cui riapertura divide la popolazione tra i favorevoli, in vista di posti di lavoro e sviluppo di servizi nella piccola località interessata, e i contrari per timore delle conseguenze di eventuali radiazioni incontrollate.

Nel 1987 anch’io ho votato contro il nucleare: se poteva accadere una tragedia come quella di Chernobyl, se non si era in grado di controllare sempre e comunque l’ energia prodotta, perché produrla? Nel frattempo anche il caso della centrale di FUKUSHIMA in Giappone, danneggiata irrimediabilmente da uno tsunami, mi aveva confermato nella mia posizione fortemente ostile al nucleare.

Ora molti esperti dicono che i nuovi procedimenti di produzione sono notevolmente migliorati e che incidenti come quelli citati sopra non potrebbero più accadere … non ne sono molto convinta, ma capisco che senza energia il nostro mondo si paralizzerebbe in un attimo e che si dovrebbe tornare a vivere come duecento anni fa e questa prospettiva non mi piace, soprattutto se penso ai miei nipoti

Difficile capire…

Mi riesce difficile capire come sia possibile che un popolo che ha sofferto tanto (e mi riferisco alla gente di Israele), possa solo pensare di mettere in atto comportamenti e soprusi che ricalcano quelli già subiti da loro stessi.

Sembra che il governo Netanyahu cerchi in ogni modo di attirarsi l’odio del mondo. Possibile che non riesca a capire che con la sua politica aggressiva,, con la negazione di ogni diritto ai palestinesi di Gaza, con le violenze contro i pacifisti della Flotilla non sta costruendo dei presupposti per una convivenza pacifica, ma sta solo proseguendo a rinfocolare un odio che potrà solo produrre guerre senza fine e ritorsioni devastanti? Il fatto è che non solo i popoli vicini continueranno ad odiarli sempre più, ma anche chi sostiene il diritto di Israele ad esistere ora non può che condannare la sua politica che tollera i delitti dei coloni, condanna i Palestinesi alla fame e tortura gli oppositori.

Forse sarebbe necessario riflettere un po’ sulle origini di questo problema mediorientale e, con buon senso, cercare di costruire le basi di una convivenza possibile, ma non credo che l’attuale governo di Israele sia in grado di farlo, visto anche il tipo di ministri da cui è circondato Netanyahu)

UTE: Anna Kuliscioff – La noia da Lucrezio a Bergson

La dr.ssa Marina Cattaneo, presidente della fondazione Anna Kuliscioff, ci ha parlato della donna straordinaria a cui è intitolata la sua associazione.

Nata in Ucraina (allora sotto lo zar di Russia) nel 1854, già a 17 anni lascia il suo paese per poter studiare e va in Svizzera, allora rifugio di molti anarchici, che Anna frequenta . Richiamata in Russia, si dedica all’insegnamento per i bambini più poveri, ma questo non è gradito alle autorità locali e Anna è costretta a tornare in Svizzera, dove incontra il grande amore della sua vita, Andrea Costa, anarchico romagnolo. Accanto a lui condivide le battaglie del movimento anarchico del tempo e finiscono entrambi in carcere (dove Anna contrae la tubercolosi). Quando diventa mamma di una bambina, il suo compagno le riconosce solo il ruolo di madre e Anna lo lascia portando con sè sua figlia. Si trasferisce in Svizzera e si iscrive a medicina, nel frattempo dà lezioni di lingue (conosceva l’ inglese, il francese, il tedesco, il russo, l’ italiano). La TBC la costringe a lasciare la Scizzera e a trasferirsi a Napoli, dove si laurea. Vuole dedicarsi alla cura dei malati e chiede lavoro alla Ca’ Granda di Milano (oggi Niguarda), ma la sua richiesta viene respinta (una donna medico???non si era mai vista) e allora cura gratuitamente i malati più poveri. A Milano incontra Filippo Turati con cui condivide gli ideali del socialismo riformista.

Nel 1890 fa una conferenza sulla disparità tra uomo e donna, intitolata: Il monopolio dell’uomo. L’argomento suscita un forte dibattito e Anna viene conosciuta in tutta Europa. Scrive sui giornali, tiene un salotto frequentato dagli intellettuali milanesi, prepara un progetto di legge che dà a Turati (deputato al parlamento) sul tema del lavoro delle donne e dei bambini ed è per questa sua iniziativa che nel 1901 viene approvata una legge che impone il limite di 14 ore lavorative giornaliere (!!!) e alza a 12 anni l’età del lavoro per i bambini. In seguito si dedica alla battaglia per il diritto di voto alle donne; nel 1924 l’uccisione di Matteotti la colpì profondamente e l’anno dopo morì e fu sepolta nel cimitero monumentale di Milano.

Eì ………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

LA NOIA – La prof. Tatafiore in questa sua ultima lezione, ci ha fatto ripercorrere la storia della filosofia sul filo rosso della noia.

Per Aristotele chi non sa usare il proprio tempo libero è pericoloso per sé e per la sua comunità.

Lucrezio e Seneca ritengono che la noia sia il sintomo di un disagio a vivere con sé stessi, mentre Marco Aurelio la definisce “malattia dell’anima”. Nel Medioevo la noia era definita come rifiuto della vita e di Dio. Alcuni secoli dopo, Pascal afferma che la noia rivela il desiderio di infinito nel finito ed è la spia di una trascendenza frustrata. Per Voltaire la noia si vince col lavoro che libera anche dal bisogno. Per Leopardi, la noia è presenza del nulla, desiderio di felicità rimasta senza oggetto. Poi arriva Schopenauer che sostiene che la vita oscilla tra dolore e noia e che quest’ultima è la volontà di vivere che si guarda allo specchio. Più recentemente Baudelaire ne “I fiori del male” afferma che la noia è il fallimento quotidiano della tensione verso la bellezza assoluta

Anche Heidegger ha definito la noia: per lui è la manifestazione del la nostra condizione di esseri umani e ne individua tre forme: la noia per qualcosa, la noia in qualcosa e la noia profonda (quando ci si annoia senza un motivo particolare e si sente un vuoto diffuso, mentre nulla riesce a coinvolgerci.. Ed eccoci a Sartre che nella sua opera “La nausea” definisce questa sensazione: non è un semplice malessere fisico, ma una rivelazione filosofica ed esistenziale. È la presa di coscienza improvvisa e sconvolgente che il mondo e noi stessi esistiamo senza alcuna giustificazione, scopo o significato. 

Per Camus, quando si interrompe la routine quotidiana ci assalgono tanti “perché”, ma bisogna vivere nonostante l’assurdità della vita. Il russo Jankelevitch (1903-1985) afferma infine che la noia è l’assenza di significato di ogni cosa e che l’annoiato è oppresso da l peso fisico del tempo vuoto. Per il francese Bergson, Per Henri Bergson la noia nasce dallo scarto tra il tempo misurato e la durata reale. Mentre il tempo della scienza è quantitativo e fatto di istanti identici, la durata è il flusso interiore e qualitativo della coscienza. La noia emerge quando percepiamo questo fluire senza che nulla di significativo lo riempia, rendendo l’attesa interminabile. 

Una carrellata veramente interessante!!

Pellegrini sul cammino mariano in Valtellina.

Ieri , con il Gruppo della Terza Età della parrocchia di Arcellasco, sono andata in Valtellina, per visitare alcuni santuari che sono inseriti nel nuovo progetto che vuole valorizzare le mete del turismo religioso della Valle attraverso l’organizzazione di un “cammino” ispirato al “cammino di Santiago”.

Ci siamo soffermati in preghiera e pe la celebrazione della S. Messa a Grosotto, a Tirano e a Morbegno. I tre santuari mariani, legati a eventi miracolosi della tradizione popolare, presentano tutti uno stile che si rifà al barocco, anche perchè risalgono tutti, nell’aspetto attuale, al periodo post-Concilio di Trento. Le opere più notevoli mettono in evidenza una straordinaria capacità di lavorazione del legno, che, sotto le mani di artisti e artigiani sapienti, ha assunto forme ed efficacia espressiva con la stessa docilità della creta.

A Grosio, ci siamo fermati per Il pranzo a base di bresaola e pizzoccheri, poi ci siamo recati a vedere il “giardino di roccia”, che un abitante del luogo ha allestito in oltre quarant’anni di lavoro per abbellire una roccia molto aspra che sorge alle spalle della sua casa. Il risultato è davvero unico, anche perchè l’autore di tale opera monumentale l’ha realizzata utilizzando unicamente materiali di recupero.

Non ero mai stata in Valtellina e me l’ero sempre immaginata molto diversa da come è in realtà: una valle piena di verde, con tanti centri abitati sul fondovalle e sulle pendici della montagne, tutti ben tenuti e ordinati. Colpisce poi la presenza di tanti vigneti sulle parti più basse dei pendii più assolati, ottenuti sfruttando il terreno con sapienza ammirevole.

L’impressione che ne ho avuto è che sia abitata felicemente da comunità che hanno saputo coniugare la tradizione con la modernità: infatti oltre ai vigneti , ogni angolo sfruttabile è ben coltivato e la strada passa su una strada molto comoda affiancata da innumerevoli capannoni industriali, centri commerciali, negozi più o meno grandi, il tutto immerso in un mare verde di boschi e prati a cui fa da sfondo la neve sui picchi più alti delle montagne.

Caro Salvini, …

Caro ( dubbio: caro perchè lo manteniamo da una vita?) ministro Salvini,

leggo che vuole revocare la nazionalità al responsabile della strage di Modena e allora le chiedo perchè non chiede la revoca della nazionalità anche ai responsabili della strage di Erba?

Le sarei molto grata se potesse rispondermi

Diana Catellani, cittadina di Erba

UTE: L’impressionismo tra arte e scienza – Il mondo dell’energia (1^ parte)

La nostra stimatissima docente Manuela Beretta, venerdì ha continuato a presentarci l’impressionismo francese nel contesto storico che lo hanno visto nascere e affermarsi.

Dopo aver parlato della grande trasformazione della città di Parigi ad opera di Napoleone III, negli anni 50 dell’800, non si poteva non parlare dell’evoluzione della tecnologia, della scienza e dell’economia avvenuta in quegli anni

La scienza si stava interessando della luce: come si espande? Gli impressionisti cercano di catturare la luce sulle loro tele. La pittura precedente aveva sempre privilegiato i colori scuri e le atmosfere soffuse, ora invece i colori esplodono con le loro innumerevoli sfumature, mentre vengono ignorati il bianco e il nero. Parallelamente agli studi sui colori e su come l’occhio umano li percepisce di Thomas Young e Michel Eugène Chevreul , gli impressionisti non mischiano più i colori sulla tavolozza, ma li accostano tra loro direttamente sulla tela. La tecnologia poi fornisce agli artisti una nuova libertà di azione, infatsti vengono inventati i colori sintetici e li racchiude in tubetti facilmente trasportabili; i pittori non sono più costretti a produrre giorno per giorno da sè i colori nei loro laboratori, ma possono uscire all’aperto e dipingere paesaggi, chiese e ambienti diversi dal vero.

La nascita poi della fotografia aveva reso superato l’obiettivo di ritrarre la realtà così come appare ai nostri occhi, visto che la fotografia poteva farlo con più “verità”, ma copiano dalla fotografia il modo di inquadrare i propri soggetti.

Questa presentazione dell’impressionismo nel suo contesto storico è stata molto piacevole e interessante.

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IL MONDO DELL’ENERGIA – A tutt’oggi non si può ancora definire cosa sia l’energia, eppure al giorno d’oggi ne facciamo un uso notevolissimo, Agli inizi del secolo scorso l’unica fonte di energia era il carbone che nel sottosuolo italiano era pochissimo presente e questo ha rallentato anche il processo di industrializzazione del nostro paese. Tuttavia se a quel tempo fosse venuta meno l’energia elettrica non ci sarebbero state ripercussioni tragiche, mentre se ciò accadesse al giorno d’oggi, ogni attività ne sarebbe paralizzata con effetti a dir poco disastrosi..

L’Italia importa il 75% dell’energia, che consuma, da paesi stranieri ; importiamo infatti petrolio e gas naturale. Siamo però in grado di produrre energia da fonti rinnovabili, anche se in parte lìenergia così prodotta viene dispersa per l’inefficienza delle abitazioni e dei sistemi industriali.

Si prevede che il consumo di energia continuerà ad aumentare, da ciò deriva la conseguenza che sarà necessario puntare sempre più sulle fonti rinnovabili e potenziare al massimo òe nostra capacità di produrre energia pulita.

C’era una volta l’America …

C’era una volta l’America, o meglio c’erano gli U:S:A: che controllavano la politica mondiale e tutti guardavano con ammirazione alla loro democrazia, alla loro economia forte, alla vivacità culturale delle grandi città, alla musica e ai cantanti, ai film e agli attori.

Da un po’ di tempo non è più così. Nel secondo dopoguerra gli USA hanno infilato una serie di sconfitte politico-militari che ne hanno indebolito la leader-ship e, ultimamente, Trump sta scavando sotto la base del piedestallo su cui noi avevamo posto l’immagine degli Stati Uniti. Le sue prese di posizione schizofreniche, la sua politica aggressiva e noncurante dei trattati internazionali, ci ha fatto sperare che questo quadriennio finisca presto e che tutto possa tornare come prima.

Ma non sarà così. Ieri a Pechino era evidente che il ruolo di Trump era quasi di subalternità al Presidente cinese e a dirlo non sono io, ma un noto e stimato commentatore di cose politiche americano come Alan Friedman (ieri su TV7), che ha parlato di fine dell’epoca in cui l’Occidente si arrogava il ruolo di guida per una larga parte del mondo.

Tra pochi anni gli USA saranno la terza potenza economica mondiale dopo Cina e India che da sole rappresentano un terzo della popolazione del globo terrestre. La politica di Trump ostile all’Europa, non farà che accelerare questa involuzione.

Cosa resta da fare all’Europa? Forse sarà bene dare retta a Draghi che proprio ieri ha rivolt un severo monito alla UE

Così è … o no?

Nel vialetto del cortile, là dove devo svoltare con l’auto per salire verso casa mia, si è formata una buca che io cerco sempre di colmare con la ghiaia che le ruote dell’auto hanno spostato. E’ brutta da vedere, disturba il mio senso estetico …. ma … In questi giorni è piovuto molto e la buca si è trasformata in una pozzanghera che ha attirato l’attenzione di uno dei merli che frequentano il nostro cortile.

Stamattina si è avvicinato alla pozza d’acqua e vi si è tuffato dentro; a lungo ha fatto le sue abluzioni con evidente piacere e ciò ha incuriosito un passero che si è avvicinato: forse voleva fare anche lui un bagno, ma non ha osato disturbare il “collega” tanto più grande di lui.

Anche in ciò che a noi pare negativo e inutile, qualcun altro può trovare un lato positivo e trarne beneficio. La realtà può essere vista da molti punti di vista e il nostro non è per forza il più valido…