Nel Medioevo la peste è comparsa più volte a sconvolgere la vita delle città e degli stati europei. L’ultimo caso di cui si ha notizia si è verificato in Sicilia nel corso del 1700. Nella letteratura questo flagello è stato raccontato in diverse opere: si pensa che tra le piaghe d’Egitto ci sia stata un’epidemia di peste, nell'”Edipo Re” di Sofocle è con la peste che gli dei puniscono i crimini di Edipo; Tucidide descrive la peste di Atene del 400 a.C.; Boccaccio ambienta il suo “Decameron” durante l’epidemia di peste de 1347/50; Manzoni, ne “I Promessi Sposi” descrive la terribile epidemia dei primi decenni del 1600; Camus nel bellissimo romanzo “La Peste” racconta come sia la solidarietà il solo modo di affrontare anche le tragedie più atroci ed assurde.
Continue reading “UTE: La Repubblica di Salò: la fine – La morte nera”Giubiana bruciata, buoni auspici per l’anno nuovo.
Ieri sera nella parrocchia di Arcellasco, molta gente si è radunata per celebrare il rito antico del rogo della Giubiana.
E’ una tradizione che risale alla notte dei tempi, quando le comunità, in balia dei rigori dell’inverno e della difficoltà di procurarsi il cibo, sentiva, con il “ritorno del sole” e quindi l’allungarsi delle ore di luce, il bisogno di esorcizzare le proprie paure bruciando un fantoccio che le rappresentava.
Così ancora oggi, nella sera dell’ultimo giovedì di gennaio, si ripete questo rito propiziatorio che richiama molta gente, soprattutto i bambini e le loro famiglie.
Il freddo, ieri sera, si faceva sentire, ma ho deciso che sarei rimasta per vedere, per la prima volta, il rogo della Giubiana. Il cortile era affollato di bambini, mamme, papà e nonni in attesa. Alcuni ragazzi battevano con forza su bidoni facendo un gran fracasso, per allontanare, come vuole la tradizione, gli spiriti maligni.
Dopo un processo alla Giubiana, a cui si imputava il crimine di aver procurato ogni disgrazia capitata nell’anno appena finito, e dopo aver pronunciato un verdetto inevitabile di condanna, si è dato fuoco alla catasta di legna su cui era fissato il fantoccio preparato da alcune donne della frazione di San Bernardino.
In fretta il fuoco è divampato: le fiamme si allungavano verso il cielo avvolgendo la Giubiana, rilasciando miriadi di scintille e riscaldando l’aria del cortile.
Forse anticamente si traevano auspici dal modo in cui il fuoco consumava la catasta e il fantoccio e, se dovessi farlo io oggi, direi che ci aspetta un buon anno e un buon “raccolto”.
Alla fine siamo tutti entrati nel salone dove erano già stati allestiti i tavoli e abbiamo potuto gustare un ottimo risotto e luganega come vuole la tradizione.
UTE: Tracce di Medioevo nella Brianza – Incontro con l’autore: DANNATI E CONDANNATI-Welcome to Sarajevo
Don Vismara ieri ha ripreso il fiilo del discorso cominciato lo scorso anno, dandoci ulteriori chiavi di lettura del nostro territorio..
La religione cristiana , nell’alto medioevo, ha certamente favorito l’integrazione fra la cultura delle popolazioni che abitavano il nostro territorio e le nuove popolazioni barbariche che a più riprese qui si sono insediate. Tale integrazione è avvenuta in tempi abbastanza brevi grazie anche ai commerci e ai pellegrinaggi: le persone si spostavano da una zona all’altra e portavano con sé idee, usanze e conoscenze: dal confronto scaturivano un beneficio reciproco e una nuova cultura.
Continue reading “UTE: Tracce di Medioevo nella Brianza – Incontro con l’autore: DANNATI E CONDANNATI-Welcome to Sarajevo”UTE: Normative su affitti, locazioni e sfratti – La liberazione del Santo Sepolcro
Con la solita padronanza del tema proposto e con la solita chiarezza espositiva, il dr. Michele Spagnuolo ieri ci ha chiarito alcuni aspetti della normativa vigente circa i diritti e doveri degli inquilini e dei locatori.
Prima di tutto bisogna fare chiarezza sul significato e sull’uso appropriato dei termini:
Affitto = si riferisce a un contratti per locali ad uso commerciale; locazione = si riferisce a contratti per locali ad uso abitativo; locatario = è il conduttore o l’inquilino dell’immobile; locatore= è il proprietario dell’immobile che viene ceduto in uso al locatario.
Il Contratto va sempre stipulato in forma scritta e va presentato entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.
IL contratto di locazione transitorio può essere messo in atto solo se l’inquilino afferma di avere un contratto di lavoro temporaneo ; in tutti gli altri casi la durata del contratto è di quattro anni, rinnovabile per altri quattro. Ne consegue che per una famiglia con figli che vanno a scuola non è previsto un contratto transitorio.
Al termine del periodo contrattuale (4+4 anni), il proprietario può riavere la disponibilità dell’appartamento per sè o per i propri famigliari, ma non per riaffittarlo ad altri locatari e deve mandare la disdetta 6 mesi prima della scadenza.
Il Locatario non può modificare la struttura dell’immobile o la sua destinazione d’uso senza il consenso del locatore.
Il proprietario, per chiedere lo sfratto per finita locazione o per morosità , deve presentare domanda al tribunale competente per territorio ai sensi dell’art. 633 del CP.
E a questo proposito, il nostro docente ci ha fatto un esempio pratico dell’iter da seguire e dei tempi non certo brevi che la pratica richiede.
E’ stata una lezione molto interessante : grazie, dr. Spagnuolo!
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LA LIBERAZIONE DEL SANTO SEPOLCRO – Faccio seguire le conclusioni che don Ivano riporta nel tradizionale opuscoletto che distribuisce ai presenti ad ogni lezione:
nel secolo XI: il mondo era in rapido cambiamento sotto l’ondata di una demografia in crescita e di un’attività lavorativa diversa rispetto al passato, che comportava un commercio più esteso con un arricchimento notevole. La carica spirituale, promossa da nuove congregazioni religiose, tutte ispirate ai benedettini, pur con accenti nuovi e differenti, spingeva ad un rinnovamento che rendesse possibile anche un vivere migliore. Essa comportava, più che una fuga dal mondo come era stato in precedenza, una nuova immersione nel mondo per cambiarlo in chiave spirituale: i monasteri non sono più sui monti, ma accanto alla vita quotidiana della gente, con l’intento di dare un nuovo assetto geofisico all’ambiente. I monasteri dovevano servire ad una spiritualità più viva della gente, ma anche ad un serio e reale rinnovamento della Chiesa nelle sue componenti gerarchiche. L’istituzione “Chiesa” doveva rivelare una radicale conversione e nello stesso tempo una più appassionata comunicazione della religione stessa. Il movimento ha richiesto tutto il secolo ed ha coinvolto tutta l’Europa; sembrava naturale che si dove andare oltre: S. Bernardo diventerà il fautore della seconda Crociata che era per lui una naturale lotta contro il male e il Maligno, per costruire il Regno di Dio. Così, in mano ai religiosi, che volevano il rinnovamento in ogni campo la crociata appariva come il segno evidente che era stato accolto il programma di vita proposto per una Chiesa più fedele a Cristo e una società incamminata a crescere. Con la prima forse non era ancora così chiara questa finalità; ma l’esito positivo incoraggiava a proseguire nel programma. Va riconosciuto che muovendosi dopo tanto tempo verso l’oriente l’Europa esce dalla sua autoreferenzialità che la rinchiudeva nella sua parte germanica e centrale, per ritrovarsi in linea anche con la sua derivazione dal mondo latino e mediterraneo. Lo slancio messo in moto è servito a porre il problema dell’apertura al Mediterraeo orientale e oltre. Si conserva poi lo scopo di raggiungere e di tenere i Luoghi santi, ma dopo neppure un secolo la cosa non sarà più possibile, certamente non nella linea dello scontro militare. Almeno con il mondo arabo si aprirà una fase di intesa e di collaborazione che lascia traccia indelebile anche nell’ambito culturale e scientifico, mentre continua la paura e la contrapposizione con il mondo turco, soprattutto quando questo si risveglia e diventa sempre più preoccupante la sua avanzata che avviene con le armi.
Il fatto di aver vinto – e non sarà più così – fa pensare ad una superiorità di mezzi e di impostazione del vivere, che tuttavia alla prova dei fatti non convince. Trattandosi di un fatto di natura religiosa perché la guerra è fatta per la croce e con la croce, si pensa che sia necessaria quella forma enfatica che fa ricorso nella narrazione all’epos. A noi arrivano narrazioni che sublimano gli eventi e che portano alla forma epica del raccontare, come se si trattasse di un fatto a sé stante e non di un fenomeno storico da inquadrare nel contesto del periodo. Anche oggi si dovrebbe meglio ripercorrere ciò che è successo, perché in uno scontro di civiltà come si è insinuato nella narrazione dei fenomeni recenti, si rischia di andare oltre e di creare situazioni incontrollabili, sempre più ammantate di motivazioni religiose che del resto non fanno neppure bene alla religione stessa e non l’aiutano ad essere secondo la sua profonda natura a servizio delle relazioni, mentre diventa efficace fenomeno di scontro senza riguardi, senza limiti, senza alcuna razionalità.
BIBLIOGRAFIA
1.
Jonathan Riley-Smith
STORIA DELLE CROCIATE
Mondadori – 1994
2.
Thomas F. Madden
LE CROCIATE – UNA STORIA NUOVA
Lindau – 1995
3.
Franco Cardini – Antonio Musarra
IL GRANDE RACCONTO DELLE CROCIATE
Il Mulino – 2019
4.
Amin Maalouf
LE CROCIATE VISTE DAGLI ARABI
La nave di Teseo – 2020
5.
Alessandro Barbero
BENEDETTE GUERRE – Crociate e jihad
Laterza – 2023
Letture: Il cuore indomito delle donne.
Questo romanzo, della scrittrice americana Joshilyn Jackson, è ambientato nel profondo sud dell’Amerixa, dove ancora sopravvive una netta separazione tra bianchi e neri, tanto che ognuna delle due comunità ha una sua chiesa dove ritrovarsi per le funzioni domenicali.
La protagonista è Leia Birch Briggs, una disegnatrice di fumetti che ormai ha raggiunto il successo e che , in occasione di un convegno, ha passato una notte con un baldo giovane di colore, vestito da Batman. Dopo qualche tempo si accorge di essere incinta e il guaio è che non sa nulla di quel Batman: come dirlo alla madre e al patrigno? E soprattutto come dirlo alla sorellastra, sempre pronta a dare consigli e sempre perfetta in ogni situazione? La situazione non è di facile soluzione, ma non basta: le giunge notizia che l’adorata nonna Birchie ormai novantenne sta mettendo in subbuglio la cittadina in cui vive con le sue rivelazioni dei “peccati segreti” dei suoi concittadini.
Nonna Birchie è l’erede del fondatore della cittadina in cui abita, è stata sempre per tutti l’esempio da seguire per la sua gentilezza, per la sua generosità verso chi era in difficoltà: è la persona più autorevole della piccola comunità.
Leia è costretta ad andare da lei: deve convincerla che non può più continuare a vivere in quella grande casa con il solo aiuto della fidatissima Wattie, coetanea della nonna, e unica donna di colore accettata nella chiesa dei bianchi, proprio per rispetto a nonna Birchie. La nonna deve trasferirsi a Norfolk vicino a Leia.
Questo ritorno alla casa dove ha vissuto gran parte della sua splendida infanzia, metterà la fumettista davanti a una realtà inaspettata e sconvolgente.
In questa storia, sono le donne ad avere tra le mani la sorte delle loro famiglie, della loro comunità, della loro vita e con la solidarietà che le lega trovano soluzioni (più o meno condivisibili) ai tanti problemi che la vita presenta loro.
E’ un romanzo che ha avuto, meritatamente, molti premi e riconoscimenti: il racconto è avvincente, ricco di sorprese e di suspence; descrive con efficacia le dinamiche di una piccola comunità, dove tutti si conoscono e dove il pettegolezzo si respira con l’aria e dove la discriminazione tra bianche e neri sopravvive in barba alle leggi.
Ute: La felicità possibile nonostante la paura della malattia e della dipendenza. (Lucia Todaro)
La dr. ssa Lucia Todaro ha concluso oggi il ciclo di lezioni che fa riferimento al suo libro pubblicato circa un anno fa “La felicità possibile”.
Chi di noi con l’avanzare dell’età non ha mai pensato con paura all’eventualità di una malattia invalidante? Certo pensarci è inevitabile, ma non è il caso di farne un’ossessione e di rovinarsi l’esistenza. Il concentrarsi su questa paura diventa una vera e propria malattia.
“Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti essa diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti” (Paolo Borsellino)
Anche la paura della perdita dell’indipendenza è spesso associata alla paura della malattia e può impedire di vivere al meglio gli ultimi anni della propria vita.
Cosa si deve fare allora? Prima di tutto si deve accettare la propria paura, ma subito dopo bisogna pensare: “Ancora non sono malata e comunque in ogni caso potrò sempre ricorrere alle cure e agli aiuti più appropriati alla mia situazione” Bisogna ripetersi queste parole ogni volta che la paura molesta si affaccia al nostro cervello e dobbiamo ripeterle anche ad ogni occasione possibile parlando con gli altri.
Già Seneca si era occupato del problema della paura, infatti:
“Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle: è perché non osiamo farle che sono difficili” (Seneca – da “Lettera a Lucilio”)
“Soffriamo molto più per la nostra immaginazione che per la realtà” (Seneca)
La paura è un ’emozione benefica perché ci aiuta ad evitare situazioni di pericolo, ma non deve impedirci di vivere al meglio la nostra vita. Confidare agli altri ciò che ci assilla è già un modo per ridimensionarne i deleteri effetti e per razionalizzarlo.
Se tutti abbiamo le nostre paure, tuttavia non tutti hanno la capacità di scegliere di avere coraggio, ma a questo proposito ritornano le parole del buon Seneca: “Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza”
Speranza e coraggio albergano nell’anima, che ha bisogno di cure fin dall’infanzia così come curiamo l’intelligenza.
Bello questo apologo che la dr.ssa Todaro ci ha proposto a questo punto:
“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e vide che non c’era nessuno”
Decalogo per superare la paura di invecchiare:
1 – Accetta il processo di invecchiamento; 2 – cerca di concentrarti sugli aspetti positivi; 3 – nutri il corpo e la mente; 4 – impara qualcosa di nuovo ogni giorno; 5 – coltiva le relazioni interpersonali; 6 – fai amicizia con persone di tutte le età; 7 – Fai regolarmente esercizio fisico; 8 – sperimenta nuove attività e hobby; 9 -pratica la gratitudine per quello che hai; 10 – accetta i cambiamenti del tuo corpo.
Nella seconda ora di lezione, la dr.ssa Todaro ci ha presentato il suo nuovo libro fresco di stampa” Elogio dell’attenzione” , che certamente sarà interessante e prezioso per i suoi consigli come lo è stato il primo libro.
Non ho potuto seguire questa seconda ora in cui la presenza della giornalista Erica Fusi ha reso certamente più vivace e stimolante la presentazione del libro da parte dell’autrice, quindi non posso parlarne qui e chi vuole saperne qualche cosa dovrà comprarsi la nuova opera della nostra psicopedagogista.
Ute: Vichinghi/Normanni – L’uomo e il tempo profondo
Nella sua ultima lezione, la prof. ssa Alberta Chiesa ci ha proposto un argomento di cui forse tutti abbiamo una conoscenza molto superficiale. Ci ha parlato, infatti dei Vichinghi, popolo che dalle coste della Norvegia, per l’impervietà dell’entroterra, si è spinto verso altre terre diventando abilissimo nella costruzione di navi e nell’arte della navigazione.
Erano organizzati in clan che eleggevano un capo; pur essendo una società patriarcale, le donne potevano gestire le proprietà e godere di una certa autonomia (anche perché gli uomini erano spesso per mare). Credevano in molti dei: Odino, Thor, Tyr…
Le attività cui si dedicavano inizialmente erano la caccia, la pesca, l’allevamento, l’agricoltura (scarsa date le condizioni climatiche) , l’artigianato. Nel tempo divenne sempre più importante il commercio con le terre vicine (Danimarca, isole britanniche, Islanda…) e in seguito anche con paesi molto lontani , infatti si spinsero fino al Mar Nero, raggiunsero Costantinopoli, la Groenlandia e il Canada. Esportavano legname, pellicce, ambra, avorio dei trichechi, pesce essiccato, lana, schiavi, Importavano argento, con cui fabbricavano monete e gioielli, seta, spezie, vino, tessuti pregiati.
Si deve ai Vichinghi la fondazione della RUS di Kiev (il nucleo da cui si formerà la Russia) e furono i loro capi a fondare i regni di Svezia, Danimarca, Norvegia e il ducato di Normandia. Il capo più importante fu Canuto il Grande, che conquistò l’Inghilterra e la Norvegia, facendone un unico Impero.
Dal IX secolo rivolsero le loro attenzioni alle coste europee e ottennero il Ducato di Normandia (da cui presero il nome di Normanni, cioè uomini del Nord). Una volta insediatisi in un luogo, i Normanni (o Vichinghi) si fondevano con le popolazioni locali e nascevano così nuove culture e nuove civiltà.
Un prezioso documento che racconta la conquista dell’Inghilterra da parte di questo popolo è certamente l’arazzo di Bayeux (tela ricamata lunga 68 metri).
In Italia i Normanni arrivarono come mercenari al soldo del principe di Capua; erano guerrieri forti e coraggiosi e ben presto ebbero in ricompensa alcuni territori, da cui avrà inizio la loro conquista dell’Italia Meridionale e della Sicilia (che si completerà nel 1085). Quest’ultima era dominata dagli Arabi che ne avevano fatto una terra ricca non solo economicamente, ma anche dal punto di vista culturale e artistico.
Sotto i Normanni, il Regno di Sicilia (che comprendeva, come detto, anche il sud della nostra penisola) visse un periodo di grande splendore: tutte le culture e tutte le religioni vi erano tollerate, alla corte venivano chiamati tutti i più grandi artisti e scienziati del tempo e si arrivò addirittura a costituire un Parlamento con potere legislativo!!
Grazie Alberta, per averci fatto conoscere meglio questo popolo straordinario.
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IL TEMPO PROFONDO – Sant’Agostino definiva il tempo come “distensione dell’anima”, quindi un’esperienza intima e soggettiva; Kant invece lo definiva “una forma a-priori della sensibilità”.
Per gli antichi e per molte popolazioni, il tempo era ciclico, legato all’andamento delle stagioni e all’alternanza notte-giorno. Con il Cristianesimo si afferma una concezione lineare del tempo.
In tempi recenti i geologi hanno affermato che sono le rocce i testimoni del tempo passato. Le loro stratificazioni ci dicono che esiste un tempo “profondo”, che la nostra mente stenta a concepire e che rappresenta il periodo della storia terrestre che ci separa dal momento attuale. Lo possiamo “leggere” nelle pietre, nei ghiacciai, nelle stalattiti e stalagmiti…
Ecco una rappresentazione schematica della storia della Terra, che comprende molti miliardi di anni …
Sempre interessanti e piacevoli le lezioni del dr. Sassi!

UTE: Karma, il destino collettivo e individuale – Educazione alimentare: fare scelte consapevoli
Il dr. Creuso non si smentisce mai: ogni sua lezione è all’insegna dell’originalità. Venerdì scorso ci ha intrattenuto su argomenti tipici dell’Induismo e del Buddismo..
Ha iniziato chiedendo se davvero il termine “Karma” che spesso viene usato in modo non appropriato, voglia davvero significare “destino” e ha continuato chiedendo se esiste davvero un destino e in che misura gli siamo soggetti.
Per rispondere a queste domande bisogna ricorrere alla “TEOSOFIA” (sapere laico intorno a Dio) che ci dice che il termine “Karma ” è traducibile con la parola “azione”; ogni azione è l’affermazione di una forza e genera un effetto.
Anche la parola è azione e, come tale, lascia una traccia dentro e fuori di noi; tale traccia è detta SAMSKARA e produce un condizionamento. Le tracce si accumulano e producono effetti nel nostro comportamento e a lungo andare diventano VASANA, cioè ciò che viene trasmesso nella reincarnazione.
L’anima sopravvive alla morte del corpo, ma solo chi raggiunge l’illuminazione ottiene la liberazione dal ciclo nascita- morte e viene accolto nel NIRVANA.
La nostra mente è offuscata dalle preoccupazioni (guadagno-perdita, discredito-fama. lode-biasimo. piacere-dolore) e non può conoscere pienamente la realtà fino a che non riesce a osservarla con distacco.
Bisogna mettere in pratica la legge dell’umiltà che ci consente di correggere i nostri errori e la legge del dono che ci insegna a donare e a ricevere; bisogna usare parole buone con tutti, mantenere sempre buone intenzioni e buona concentrazione.
I Karma negativi del passato (individuale e collettivo) si accumulano e producono involuzioni e danni al pianeta (guerre, inquinamento..). Esiste il Karma dei singoli paesi e dei continenti.
Gesù ha il Karma Vicario, perché si è caricato sulle spalle le debolezze degli altri e si è sacrificato per AMORE DISINTERESSATO.
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EDUCAZIONE ALIMENTARE – Il dr. Davide Zanon, segretario regionale della Lombardia dell’Associazione Consumatori “CODICI” ci ha proposto un’interessante lezione sugli alimenti fornendoci una serie di suggerimenti utili .
Per limitare gli sprechi, ad esempio, non si deve buttare la “barba” del finocchio, che può benissimo arricchire un’insalata; il gambo del broccolo va pelato e cucinato; il verde del porro può essere soffritto, le foglie del cavolfiore vanno cucinate, con le foglie delle carote si può fare un pesto, con la crosta del parmigiano si può insaporire il minestrone e può essere poi mangiata.
Alcuni alimenti, se consumati “in coppia”, accumulano i singoli effetti benefici a vantaggio del nostro benessere; possiamo così abbinare: arance e finocchi, kiwi e yogurt, cachi e cioccolato, cavolo nero e lenticchie.
Naturalmente vanno evitati i cibi ultraprocessati; merendine, patatine, bevande zuccherate, insaccati… che , ormai è risaputo, favoriscono l’insorgenza del cancro e lo sviluppo di intolleranze in età sempre più giovane.
E’ utile ricordare che: il cioccolato, se fondente e con almeno il 70% di cacao, può far dimagrire (!!!); la frutta secca contiene grassi buoni, quindi fa bene al cuore e toglie l’infiammazione cronica; il caffè è benefico per il cuore e il cervello; preziosi sono gli alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti; le uova non sono più ritenute portatrici di colesterolo (che parrebbe ora più legato a fattori ereditari); un vero dono della natura è l’olio d’oliva di prima spremitura; i mirtilli sono benefici all’intestino, agli occhi e per tenere sotto controllo la glicemia; anche l’anguria fa bene e si consiglia di mangiare anche i semi.
La carne rossa e il salmone sono preziosi se allevati secondo natura, ma se provengono da allevamenti intensivi perdono molto del loro potere nutritivo.
Alcuni cibi abbinati tra loro possono addirittura avere proprietà curative: Kiwi e noci ci forniscono vitamina C e omega3; mele cotte+prugne secche danno un notevole apporto di fibre; broccoli e rapanelli crudi hanno potere detossificante; carote cotte al vapore+ olio EVO fanno bene agli occhi; la mela + cioccolato fondente sono benefici per il fegato.
Due lezioni interessanti seguite con interesse da tutti i soci presenti.
